domenica 13 settembre 2009

Omeopatia: funziona o no? (IV parte)

Quando si dibatte con un omeopata sull'efficacia dell'omeopatia, questi insiste sull'individualità, sugli effetti che possiede ogni rimedio, in maniera diversa, su una o sull'altra persona, sulla possibilità che un rimedio non funzioni e sull'impossibilità di prevedere il tipo ed il grado di efficacia di un rimedio. In parole povere, un rimedio omeopatico non ha sempre lo stesso effetto, a volte non ne ha, questo effetto è differente da una persona all'altra e non è possibile garantire l'efficacia ed il grado di efficacia ad un "paziente" omeopatico. Sembra inoltre che un rimedio omeopatico esplichi le sue proprietà anche a distanza di anni dalla sua sospensione, incontrollabile quindi. Queste sono parole di omeopati, nonostante la loro implausibilità.
Sembra una lotteria: un farmaco dovrebbe avere degli effetti conosciuti (come degli effetti collaterali conosciuti) di durata conosciuta e dovrebbe funzionare sempre o quasi sempre, allo stesso modo. Oltretutto la loro sospensione dovrebbe interrompere gli eventuali effetti.

Uno dei "cavalli di battaglia" di chi sostiene l'omeopatia, è che non sarebbe vero che la pratica si limiterebbe ad un semplice effetto placebo, perchè l'omeopatia si sarebbe dimostrata efficace con gli animali ed i neonati, non suggestionabili dal placebo.
Già sarebbe da discutere sul fatto che i neonati o gli animali non siano suggestionabili, ma sono piccolezze, la cosa più interessante è che non esistono studi che dimostrino l'efficacia di un rimedio omeopatico sugli animali o sui neonati. Anzi, se tutti gli studi a favore di questa ipotesi provengono sempre e solo da riviste di settore (e quindi non autorevoli perchè svolti con metodi non controllati, non attendibili e poco corretti), gli studi effettuati con tutte le regole della ricerca seria, hanno dimostrato proprio il contrario.
L'omeopatia non ha dimostrato nessun effetto superiore al placebo nemmeno sugli animali nè sui neonati.

Un esempio? Sono stati somministrati preparati omeopatici ad agnelli affetti da parassiti intestinali. Non si è avuto nessun effetto benefico nè sulla malattia, nè sulla produttività degli animali. Stessa cosa su una enterite in una mandria di vitelli, nessun effetto. Stessa cosa sulle mastiti delle mucche da latte, nessun rimedio alternativo (nemmeno l'omeopatia) ha avuto effetto. Ma è così in tutti gli studi "non di parte".
Se si effettua insomma uno studio serio, con tutti gli elementi corretti per ottenere un giudizio finale giusto e credibile, come l'uso di doppio cieco, la diminuzione insomma di tutti quei fattori che possono influenzare le conclusioni dello studio, l'omeopatia effetti non ne ha nemmeno sugli animali. E nemmeno sui bambini. Su di loro in particolare, è curioso il fatto che chi somministra generalmente i rimedi omeopatici (parenti, genitori) riferisce un miglioramento delle condizioni, gli studi o i controlli dei casi presentati, questo miglioramento non lo trovano o lo trovano simile a quello fornito dal placebo.
Gli studi naturalmente riguardano anche l'uomo adulto, qualche esempio (a caso, rappresentativo, tra tantissimi) tra gli studi controllati pubblicati in riviste "non di parte":

Nessun effetto superiore al placebo sul dolore post operatorio ortopedico.
Nessun effetto sugli effetti collaterali dei farmaci antineoplastici.
Nessun effetto sull'artrite reumatoide.
Nessun effetto su malattie neoplastiche (rewiew).
Nessun effetto su asma cronico.

...e così via.
Quelli mostrati, sono studi controllati, nei quali il bias di un errore è stato ridotto più possibile. Al contrario, esistono centinaia (migliaia in verità) di studi, pubblicati praticamente nella loro totalità, in riviste di medicina alternativa o omeopatia, che dimostrano qualche effetto di questa pratica. Senza ridurre le possibilità di errore, la statistica può arrivare alle conclusioni che desideriamo, non a quelle reali. Ad esempio, può risultare plausibile che l'omeopatia abbia effetti sul cancro, riducendone la progressione o la velocità di proliferazione cellulare. Ebbene, in questo senso l'omeopatia si trova al livello di certi guaritori.
Questi effetti eccezionali, ma anche quelli di minore importanza, chissà perchè, non si ottengono in studi controllati.
Ad agosto 2005 su Lancet, esce un articolo che per molti segna la "fine scientifica" dell'omeopatia, realizzato dall'univertà di Berna.

Lo studio paragona 110 studi di confronto omeopatia-placebo con 110 studi di confronto di farmaci tradizionali con placebo. Hanno progressivamente ristretto la scelta, eliminando quegli studi che presentavano troppi fattori di errore e condizionamento (sia per i preparati omeopatici che per quelli "allopatici") ed è emerso che mentre elimando gli studi con più alta possibilità di errore, l'omeopatia assomigliava sempre più al placebo, i farmaci standard mantenevano i loro effetti.
In parole povere, escludendo tutti gli studi inadeguati dal punto di vista metodologico, l'omeopatia ha gli stessi effetti del placebo, la medicina standard no, funziona.
La fine dell'omeopatia, quindi.
Le industrie omeopatiche, naturalmente, hanno protestato ed hanno accusato gli autori della ricerca di aver utilizzato un metodo che è già, per sua natura, sbagliato: selezionare gli studi che giungono alla conclusione desiderata. L'articolo conclude che i medici omeopati dovrebbero chiarire ai loro pazienti la realtà. Spiegare che quelle sostanze non hanno nessun effetto, sarebbe onesto e corretto. Apriti cielo, naturalmente...

L'accusa che si muove agli studi realizzati dagli omeopatici alla fine, è quindi che sono scarsamente scevri da errori e che quando si esaminano i particolari dello studio, si evidenziano troppi fattori che lo condizionano.
Visti i numeri dell'omeopatia nel mondo, perchè nessuno, anche sovvenzionato dall'industria omeopatica, si è preso la briga di realizzare uno studio irreprensibile sugli effetti di questa pratica?
Distrazione o solo, semplicemente, la certezza di veder crollare l'intero apparato?

Nell'ottica dell'effetto placebo poi, appare plausibile che i disturbi che sembrano (soggettivamente) avere più sollievo mediante uso di preparati omeopatici, siano proprio quelli di tipo "psicosomatico", come l'ansia, lo stress, il dolore, la cefalea, le coliti...insomma, quei malanni che spesso derivano da un nostro stato emotivo alterato, migliorano quando qualcosa "tranquillizza" questo stato. Il granulo omeopatico.
Che il placebo possa agire a livello fisico, pur non contenendo nessun principio attivo, è noto. Si ipotizza un'azione diretta sui centri del dolore, probabilmente esiste anche una produzione di sostanze (le endorfine) che sono evocate da stimoli neurosensoriali. Esiste anche uno studio molto recente che dimostra l'azione "attiva" del placebo sulle aree del dolore. Qui un articolo che ne riassume le conclusioni.
Il comitato australiano per la salute ha revisionato 57 review (studi che raccolgono le evidenze su un argomento che emergono da altri studi) ed ha concluso che l'omeopatia non è efficace su nessuna (61, quelle analizzate) malattia.
Il NHS (sistema sanitario nazionale inglese) ha revisionato i migliori studi sul tema concludendo che l'omeopatia non è efficace in nessuna malattia.

La legge italiana permette l'esercizio dell'omeopatia solo ai medici chirurghi regolarmente laureati ed abilitati. Questa è un'altra incongruenza. Un mio vecchio professore di università durante una discussione rispose proprio a questa domanda, come mai, una pratica non scientifica e che non dimostra avere nessun risultato particolare, è prescritta da medici, che dovrebbero ragionare scientificamente e che dovrebbero conoscere i meccanismi dell'organismo umano?
Lui rispose: "non tutti i meccanici riparano Ferrari", intendeva dire che probabilmente il medico omeopata ha semplicemente trovato uno spazio semplice di mercato: curare con niente, le malattie meno importanti, facendosi pagare bene. Minimo rischio con il massimo risultato insomma.
E mi fece riflettere...tanto...

Per la scienza e per l'evidenza quindi, i rimedi omeopatici non sono altro che acqua. Pensare ai prezzi di un flacone omeopatico fa girare la testa, un litro di acqua omeopatica costa più di un litro di champagne di qualità pregiatissima.
Qualcuno obietta: non tutto ciò che non è spiegabile può essere negato dalla scienza. Ma allora come si fa a distinguere un flacone omeopatico da un flacone d'acqua? Non è possibile.

Le sfide

Ma se qualcuno pensa di poterlo fare, potrebbe guadagnare intanto un bel po' di soldini e poi pensare se vuole, anche al prestigio scientifico.
Se vi accontentate di poco, potreste guadagnare 100 dollari con un piccolo test: sei rimedi omeopatici scelti da un "serio" omeopata. Un "arbitro" rimuove le etichette e contrassegna i flaconi con delle lettere, A, B, C...chi si sottopone all'esperimento, annota i disturbi che accusa con l'assunzione di ogni rimedio (perché, ricordo, che una sostanza in diluizione omeopatica dovrebbe provocare i sintomi che intende curare).
Alla fine dell'esperimento, si osserva la corrispondenza tra rimedio omeopatico e disturbi accusati.
Se corrispondono il premio è vostro.
Da notare che questa piccola "sperimentazione" casalinga, senza pretese, verrebbe a costare 100 dollari, non i miliardi immaginati da chi ritiene impossibile sperimentare senza l'aiuto dei compensi delle lobby dei farmaci.
Ah, in due anni, nessuno si è sottoposto all'esperimento.

Forse perché la somma non è molto invitante, potrebbe suggerire qualcuno...e allora potrebbe fare gola un premio da 1.000.000 di dollari.
Nessuno in tutti questi anni, ha riscosso il premio da 1.000.000 di dollari offerto dalla Fondazione James Randi (creata da colui che ha scoperto la truffa Benveniste) per chi, sotto controllo, avesse dimostrato capacità o poteri supernaturali o paranormali ed anche per chi avesse dimostrato che l'omeopatia avesse un effetto superiore al placebo.
Il premio è ancora lì, al suo posto.
Dice James Randi, uno dei più grandi investigatori scientifici del pianeta:
"Homeopathy DOES NOT WORK. It's quackery, pure and simple. It's a farce, a fake, and flummery. Prove it works, and win the million dollars".
trad.: (L'omeopatia NON FUNZIONA. E' una truffa, pura e semplice. E' una farsa, un falso, senza senso. Prova che funzioni e vinci il milione di dollari.).
Ma qualcun altro, molto più vicino a casa nostra, ha fatto dei piccoli esperimenti che tutti possiamo ripetere (ricordate una delle condizioni delle osservazioni scientifiche? La ripetibilità): Gianni Comoretto, nel suo blog ha fatto quello che in teoria fanno i "selezionatori" di rimedi omeopatici.
Se assumi una sostanza diluita omeopaticamente, dovresti, per le teorie di Hanneman, accusare dei sintomi (che dipendono dalla sostanza ingerita): sono quelli i sintomi che il prodotto omeopatico curerebbe.
Comoretto ha provato su se stesso queste sostanze...ed il risultato è stato...prevedibile. Nulla.
Leggiamo la sua interessante (e simpatica, perchè no...) prova qui e nella seconda parte, qui.
Cosa si può concludere allora?

Per la scienza l'omeopatia non ha motivo di esistere. Per le ricerche e gli studi, non sono mai stati dimostrati effetti superiori al placebo. Nessuno ha mai saputo dimostrare l'efficacia dell'omeopatia.

Eppure qualcuno la usa (più di "qualcuno" a dire il vero). La maggioranza degli utilizzatori dell'omeopatia crea un ragionamento illogico e senza significato "la uso solo per i piccoli malanni", "tanto male non mi fa", "per le cose serie uso le medicine vere", qui bisognerebbe capire quindi perchè utilizzare qualcosa che è utile per le malattie non serie...che poi sono quelle che passano da sole e soprattutto bisognerebbe capire perchè utilizzare qualcosa SOLO perchè "non è una medicina vera". Se abbiamo bisogno di un mezzo per rafforzare la nostra capacità di autoguarigione, basterebbe non utilizzare nulla e crederci.
Recentemente anche l'OMS si è pronunciata sulla pericolosità dell'omeopatia, che sempre più si sta diffondendo in zone povere o depresse con la pretesa di curare malattie endemiche in quelle zone, come le dissenterie o la tubercolosi, ma anche l'AIDS.

C'è però una piccola minoranza "estremista", quelli che sono assolutamente convinti delle capacità dell'omeopatia e che la usano per tutte le patologie per le quali soffrono.
Se sei una persona adulta, ti prendi le tue responsabilità, meglio per te se funziona, peggio per te se hai avuto la possibilità di informarti e non lo hai fatto o non ne hai tenuto conto, ma se usi l'acqua omeopatica per "curare" un figlio, bambino, neonato per esempio, sei un irresponsabile.


“Thomas continua a sostenere che il trattamento per l’eczema omeopatico ha la stessa validità di quello convenzionale.

Ha detto alla polizia: la medicina tradizionale avrebbe prolungato la sua (di Gloria) vita, ma sarebbe stata più misera. Non la avrebbe curata, e questo è quello che credo fermamente”.
Thomas Sam era il papà di Gloria, una bambina di 9 mesi, affetta da eczema, una patologia comunissima nei bambini molto piccoli, banale, facilmente curabile.
Non ha curato nulla, l'ha trattata con rimedi omeopatici, trasformando l'eczema in ferite e le ferite in estese lesioni infette.
La bambina è andata in setticemia. Nonostante questo i suoi genitori hanno proseguito le cure omeopatiche e la bambina è morta. Un tribunale australiano ha condannato Thomas e sua moglie per OMICIDIO COLPOSO.

Inaudito.
È questo il vero pericolo dell'omeopatia.

Non ho mai sostenuto (e non ho mai invitato un paziente a sospendere i suoi trattamenti omeopatici in casi "banali") che l'omeopatia debba essere messa al bando, sono dell'opinione che se una persona ritiene di ricevere dei benefici da qualsiasi sostanza consapevole di quello che è, la sostanza, è libera di utilizzarla e fa pure bene, ma il "ritorno alla realtà" deve essere deciso e definitivo, quando c'è da curare una malattia nel vero senso del termine.
Chi vuole utilizzare l'acqua per curarsi lo faccia pure, ma cosciente di quello che sta facendo e soprattutto senza imporre le proprie convinzioni, totalmente personali in questo caso, agli altri.

Con questo articolo si esaurisce per il momento la serie dedicata all'omeopatia. Spero di aver risolto qualche dubbio, chiarita qualche nozione e stimolato la discussione. La serie dedicata all'omeopatia si è divisa in quattro parti:

1) Omeopatia: Introduzione
2) Omeopatia: la conosciamo?
3) Omeopatia: l'incredibile caso del dottor Benveniste
4) Omeopatia: funziona o no?

Resto a disposizione di qualsiasi omeopata (titolato, in Italia l'omeopatia è prescrivibile solo da medici) che abbia voglia di scrivere un articolo dal "suo lato della barricata". Sarebbe però gradito un articolo argomentato, anche "schierato" ma chiaro. Le spiegazioni metafisiche del tipo: "l'omeopatia funziona perché condiziona i flussi energetici del nostro organismo", non mi convincono.
:)

Alla prossima.

94 commenti:

  1. io non conosco nessuno che si cura con l'omeopatia per fortuna... altrimenti sai come lo prenderei per il culo, sono maligno :-D

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  2. Negli ambienti alternativi, che frequento perché ho un sacco di convinzioni riguardo la possibilità di migliorare il mondo in cui viviamo, l'omeopatia è un "must". Non sei un vero ecologista se non la usi, non credi in un mondo migliore se non sei convinto che funzioni. Devo giustificarmi quando declino gentilmente i consigli di utilizzarla per mio figlio. E purtroppo conosco chi ha "non curato" figli con conseguenze non così gravi come quelle qui sopra, ma piuttosto pesanti.

    La Regione Toscana ha un programma sulle medicine alternative (in cui la parte sulla fitoterapia mi sembra seria, per quel che ne capisco) che è stato votato all'unanimità, non succede neppure per una risoluzione di solidarietà alle donne afghane...
    E sul sito, si dice a chiare lettere che ormai è provato che l'omeopatia funzioni, quando ho provato a scrivere mi han risposto male.

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  3. Vi ricordate il caso italiano della bambina diabetica uccisa dai genitori che le sospesero l'insulina per passare alle baggianate alternative?

    Chiamatemi bastarda ma per questi praticoni l'accusa dovrebbe essere omicidio volontario E tentata strage.

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  4. Interessantissima serie di articoli! Ne è previsto uno anche sull'agopuntura per caso? Mi ha sempre incuriosito questa tecnica ma non ne so molto.

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  5. No, sinceramente, si rimane allibiti di fronte a quello che un idiota convinto che l'acqua funzioni come medicinale riesce a combinare al punto di uccidere il proprio figlio neonato per rimanere nelle proprie convinzioni. Il peggio è che dalla sua dichiarazione si intuisce che non è neppure pentito di aver ammazzato il proprio figlio con le proprie mani.

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  6. @Gianni

    sito, please, che gli scrivo anche io

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  7. Sì è previsto (ed è già pronto) l'articolo sull'agopuntura ed anche lì ci sono cose che hanno stupìto anche me.

    Come ho detto altre volte, sto imparando moltissimo studiando le medicine alternative.

    Però quello che sto imparando è che si tratta davvero di un panorama desolante.
    In pratica conoscendole in maniera superficiale ti resta la convinzione che qualcosa di vero ci sia, approfondendo scopri quanto sia tutto basato sull'ignoranza, la superstizione, la falsità.

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  8. anche l'agopuntura, ewai :D spero tu sia incappato nello studio su back pain con acupunture e sham acupunture (si.. sto dando le chiavi di ricerca)

    drakkar, se vuoi ti presto un paio di miei amici allora, che ovviamente si beccano le mie stilettate. ma a loro piace così, facciano pure :)
    Una volta mi son trovato con quello a cui piace fare l'alternativo... quando m'è uscito con (per la riflessologia) "ma lo sai che ci sono neuroni che partono dal piede e vanno direttamente al cervello??" son scoppiato a ridere

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  9. Il sito sull'omeopatia della Regione Toscana è qui.
    Notare il lungo elenco di patologie che, "Secondo la letteratura scientifica internazionale, con l'omeopatia si possono curare".

    So che occorre farsi sentire, ma in fondo o politici fan quel che devono fare. La maggior parte delle persone è convinta che l'omeopatia sia una cosa seria (altrimenti perché la venderebbero in farmacia, no?).

    Se io scrivo da isolato contro un illustre luminare come il direttore dell'ambulatorio pubblico sull'omeopatia, che sostiene che è ormai provato scientificamente che funzioni, faccio la figura di quello che si lamenta sulle scie chimiche.

    Purtroppo uno dei cavalli di battaglia contro il CICAP è proprio che "va bene quando parla di maghi e indovini, ma non crede neppure all'omeopatia!"

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  10. Scusate, ma al di là delle teorie omeopatiche e di chi ci crede o no, non è comunque quantomento contraddittorio che in farmacia si possano reperire "rimedi omeopatici"? Il problema non sono solo i divulgatori di una verità che probabilmente non è tale; il problema sta nell'interesse economico che prevarica i più che ragionevoli dubbi su questa teoria!

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  11. il problema sta nell'interesse economico che prevarica i più che ragionevoli dubbi su questa teoria! .

    L'interesse economico prevarica tante cose, oltretutto l'interesse riguarda tutta la catena, dal produttore al rivenditore.
    Non è un caso che in farmacia ormai trovi dal pannolino alla crema anticellulite (che non esiste), dai chewing-gum all'anello dell'amore.

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  12. @Gianni

    ma facciamo un esposto no?

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  13. Per un periodo della mia vita ho avuto a che fare con l'omeopatia e mi sono in parte interessato al suo funzionamento.
    Nella mia famiglia si utilizzava per cercare di curare malanni non tropo gravi o comunque cronici per i quali non esitevano terapie tradizionali risolutive.
    La mia esperienza non mi permette di dire con certezza se questi rimedi funzionino oppure no.

    Posso riportare solo un paio di casi nei quali il rimedio sembrerebbe aver avuto un qualche effetto.

    Il primo riguarda l'utilizzo di una tintura madre, quindi non con diluizione spinta, per la cura dei porri e verruche.
    Devo dire che, anche se non in tempi brevissimi, ha funzionato perfettamente, evitandomi il fastidio non trascurabile di ricorrere alle bruciature che normalmente effettua il dermatologo, considerando che erano decine di porri sulle mani...

    Il secondo riguarda la cura di un disturbo che mi procurava non pochi fastidi.
    Specialmente durante l'autunno e l'inverno, le palpebre mi si irritavano parecchio fino a gonfiarsi screpolarsi e bruciare non poco.
    Nulla di gravissimo, nè posso dire di aver provato chissà quali cure tradizionali (un dermatologo consigliava creme idratanti), però l'omeopata mi consigliò di prendere un rimedio omeopatico, questa volta in granuli e in diluizione "spinta".
    Prendevo 2 granuli al giorno per un mese, un mese sì ed uno no, dall'inizio dell'autunno, mentre nella fase acuta, delle dosi superiori.

    Devo dire che tale terapia non solo riuscì in breve tempo a farmi regredire l'irritazione nella fase acuta, ma dopo un paio di anni, il disturbo non mi si è più ripresentato e da allora pur non prendendo nulla non ho più questo problema...nemmeno leggero.

    Per tornare poi al concetto scientifico su cui si basa l'omeopatia e la critica più forte che le viene mossa, ovvero di curare con acqua fresca, poichè le soluzioni diluite non possono avere nessuma molecola del principio attivo, in passato ho cercato di documentarmi.

    L'articolo più interessante che ho trovato è di un professore di chimica dell'università di Napoli, per la verità pubblicato su una rivista del settore.

    Posseggo l'articolo in formato cartaceo che mi è stato fornito dal professore con il quale ho avuto un breve scambio epistolare, ma metto il link all'abstract se a qualcuno può interessare.
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15287434

    Comunque in sintesi, dall'articolo sembrerebbe risultare che i ricercatori siano riusciti a misurare una differente conducibilità elettrica tra soluzioni omeopatiche con diluizioni anche fino a 30 ch (quindi con composizione identica al solvente, cioè nessuna molecola del soluto disciolta) rispetto a soluzioni campione di solvente.
    Inoltre tale differenza pare permanga nel tempo, anzi aumenti con il passare del tempo.
    Naturalmente a parte alcune ipotesi ardite, al momento nessuno è riuscito a spiegare la natura del fenomeno.

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  14. @mah

    le tue esperienze personali non possono provare alcunché purtroppo, mi compiaccio solo che tu abbia superato i problemi di salute :-)

    l'articolo è invece interessante e lo giriamo subito a Wewee. È del 2004 e non so se è stato confermato o falsificato (nel senso scientifico del termine). Se fosse confermato, oltre ad attribuire la benedetta autorevolezza scientifica all'omeopatia sarebbe un ottimo modo per pigliarsi il premio Randi! :)

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  15. Io potrei pensare a una contaminazione delle soluzioni, ad esempio da parte di semplice pulviscolo. Nella parte di materiali e metodi non e' assolutamente specificata nessuna misura preventiva per evitarlo. E' ovviamente solo un'osservazione buttata li' eh, non prendertela.
    Nel mio laboratorio una soluzione di calibraggio per il conduttimetro va ripreparata ogni tot giorni anche quando viene conservata con tutte le cure..
    Non sapevo che esistesse una rivista chiamata Homeopathy comunque e ho dato una scorsa a tanti altri articoli pubblicati, tutti che "provano" in qualche maniera le proprieta' delle soluzioni omeopatiche. Non essendo medico ne' chimico non sono in grado di dare una valutazione di attendibilita' della rivista, e voi?

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  16. WeWee ha detto...
    "il problema sta nell'interesse economico che prevarica i più che ragionevoli dubbi su questa teoria! .

    L'interesse economico prevarica tante cose, oltretutto l'interesse riguarda tutta la catena, dal produttore al rivenditore"

    Interessante, quindi case farmaceutiche e rivenditori (cioè farmacie) e anche l'estabilishment medico che ne permette l'uso, non si fanno scupolo di produrre e vendere prodotti che non hanno validità scientifica, che sono solo una truffa per i consumatori, e che tralaltro possono essere pericolosi per la salute, tutto solo per interesse economico...interessante davvero...

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  17. @theDraKKar
    Facciamo un esposto a chi? All'assessore al diritto alla salute, sostenitore dell'omeopatia? Al Consiglio Regionale, che ha votato la cosa all'unanimita'? A chi ha organizzato un congressino a Terra Futura 2009 sui prodigiosi risultati della sperimentazione omeopatica in toscana?

    A chi ha deciso, con gran spirito filantropico, di inviare medicinali omeopatici ai bimbi colpiti dal terremoto in Abruzzo?

    Se hai idee, mi associo. Io sono un po' demoralizzato....

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  18. Drakkar:
    Non era mia volontà provare alcunchè, l'ho anche premesso, solo una esperienza che mi ha spinto per un periodo a farmi qualche domanda.
    Tralaltro ho lasciato intuire, e adesso lo dico esplicitamente, che altre cure omeopatiche utilizzate in famiglia non hanno avuto i risultati sperati, mentre altre ancora sì oppure in parte, e cmq non posso essere sicuro dell'effetto.
    Gli esempi riportati sono quelli più evidenti che mi hanno istillato qualche dubbio positivo, solo questo.

    P.S.: Ci avevo pensato anche io al premio Randy.:D C'è un po' il problema dei tempi...

    Milo:
    Sì anche io ho pensato subito a qualcosa del genere, solo che le misure credo siano state effettuate sulla soluzione e sul solvente di controllo con le stesse procedure...e poi mi pare che il grupo di ricerca sia specializzato proprio in misure su soluzioni molto diliute, se fanno sti errori stanno inguaiati...però non si puà mai sapere effettivamente...;)

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  19. In questo quarto capitolo sull'omeopatia leggo:
    "La legge italiana permette l'esercizio dell'omeopatia solo ai medici chirurghi regolarmente laureati ed abilitati. Questa è un'altra incongruenza. (...) probabilmente il medico omeopata ha semplicemente trovato uno spazio semplice di mercato: curare con niente, le malattie meno importanti, facendosi pagare bene. Minimo rischio con il massimo risultato insomma. "

    Non sono d'ccordo con questa interpretazione.
    Secondo me "per fortuna" la legge italiana ha inserito questa norma. Prova a immaginare se qualunque praticone autodefinitosi "Dr." in qualcosa (ti dice niente il nome "Vanoli"?) potesse prescrivere acquafresca omeopatica a persone davvero ammalate. Pensa a quali danni su persone che invece di curare una vera malattia fossero indotte ad assumere il niente.
    Il fatto che debba essere un medico laureato e abilitato a esercitare anche l'omeopatia mette perlomeno IL MEDICO di fronte alle proprie responsabilità: "Tu medico che pratica l'omeopatia DAVVERO credi che quella persona possa ottenere giovamento con un effetto tipo placebo o non credi sia meglio approfondire e verificare se la malattia non sia un sintomo di qualcosa di più grave?"
    Se il medico è onesto prima di tutto con se stesso e non è un fanatico credente omeopata saprà darsi, e dare al paziente, la risposta più adeguata. Nell'altro caso (omeopatia prescritta da chiunque) avremmo solo il caso di prodotti omeopatici prescritti e spacciati per risolutivi anche in casi di vere malattie non diagnosticate correttamente

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  20. Interessante, quindi case farmaceutiche e rivenditori (cioè farmacie) e anche l'estabilishment medico che ne permette l'uso, non si fanno scupolo di produrre e vendere prodotti che non hanno validità scientifica .

    Anche l'ex presidente della federazione degli ordini dei medici era un estimatore dell'omeopatia. Anche Simoncini era un medico. Anche la Boiron (industria omeopatica) è una multinazionale, come molte farmacie sono botteghe, non luoghi di scienza ed alcuni iridologi sono medici...insomma i titoli scientifici non sono sempre garanzia di attendibilità o onestà. Le generalizzazioni negative o positive sono errate per definizione.

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  21. a proposito dell'articolo di Elia ..da quanto si legge nell'abstract e' stata misurata la conduttivita' di 9 preparazioni di cui 4 indicate come "acqua potenziata" e 5 sarebbero preparati omeopatici di 2 differenti principi diluiti e succussi con 5 differenti solventi.
    Due dei 5 preparati sarebbero in soluzione di sodio bicarbonato e acido silicico, i restanti in soluzione di bicarbonato a concentrazione crescente (5, 7 e 10^-5 M).

    Faccio le seguenti osservazioni:
    1.
    anzitutto mi rende assolutamente perplesso la determinazione della numerosita' dei campioni da cui dipende l'affidabilita' della misura della conduttivita'
    2. nell'abstract non si parla ne dei valori di conduttivita' delle singole preparazioni ne delle differenze rilevate ne degli eventuali test statistici adottati per confrontare le 5 preparazioni vs 4 controlli ne dei risultati dei test stessi.
    E ripeto: 4 vs 5 campioni.
    La numerosita' campionaria non e' un aspetto marginale e non la si decide a naso ma e' il risultato di un calcolo preciso che richiederebbe nella fattispecie la formulazione di un'ipotesi sulle differenze attese.
    Di piu': la determinazione del minimo numero necessario di campioni per testare l'ipotesi di interesse deve tener conto della variabilita' del fenomeno indagato e degli errori di misura.
    Tutto cio' al fine di garantire con un certa prefissata ragionevole certezza (leggi probabilita') che le eventuali differenze ottenute a fine esperimento non siano frutto del caso, mere oscillazioni nell'intervallo degli errori strumentali.

    In ultimo anche qualora le differenze ottenute fossero statisticamente significative che una differente conduttivita' sia indice di un cambiamento strutturale dell'acqua non e' ne una deduzione ne un'inferenza, ma una frase buttata li ad effetto.
    Infine gli autori descrivono gli obiettivi dello studio in questo modo:
    studiare l'influenza delle diluzioni e delle succussioni sulla struttura dell'acqua. Di fatto non forniscono nessun razionale sulla relazione tra la conduttivita' ed eventuali ed imprecisate modifiche strutturali.
    In ultimo le conclusioni: non sappiamo cosa abbiamo osservato ne perche'.
    Che in un certo qual modo e' decisamente coerente con la fumosita' delle ipotesi di partenza.

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  22. Se il medico è onesto prima di tutto con se stesso e non è un fanatico credente omeopata saprà darsi, e dare al paziente, la risposta più adeguata. .

    In questo probabilmente sono condizionato dal fatto di esercitare un mestiere carico (anche troppo) di responsabilità.
    Io (come tutti i medici) nel momento in cui prendo in carico un paziente, con lui stipulo un contratto vero e proprio (si chiama d'opera intellettuale) tramite il quale garantisco la migliore opzione di cura tra quelle esistenti, nel suo interesse.
    L'unica opzione che protegge il medico in questo contratto è il limite della "diligenza": io posso mettere a disposizione le opzioni di cura migliori, ma se non funzionano non è colpa mia ma dell'opzione che prevede anche dei fallimenti. Se invece l'opzione terapeutica non funziona perchè è stato il medico a non saperla applicare (poco diligentemente) ha una colpa e la paga.

    Il medico omeopata invece, non solo il contratto non lo rispetta in quanto non applica assolutamente la migliore opzione di cura, ma non rischia assolutamente nulla, perchè non sarè MAI possibile per lui CAUSARE un decesso o un danno, tranne scoprire una frode da parte sua (garanzie di guarigione, consiglio di abbandonare cure più efficaci, ecc...).

    In pratica, se io in un intervento chirurgico sbaglio una sutura (pur essendo un evento possibile, non esiste il rischio zero) causando un danno, pago per la mia "colpa", senza vie d'uscita. Il medico omeopata, non causa danni, al massimo non ha risultati e se non riesce a curare una polmonite ha due vie d'uscita: dichiarare la sua sconfitta ed affidare il paziente alle cure ufficiali o dichiarare i suoi limiti e quelli della sua cura e quindi esimersi dalla responsabilità.

    Sono comunque argomenti più giuridici che medici e (per quanto mi riguarda, seppur interessanti, non mi ci addentro).
    :)

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  23. "L'interesse economico prevarica tante cose, oltretutto l'interesse riguarda tutta la catena, dal produttore al rivenditore.
    Non è un caso che in farmacia ormai trovi dal pannolino alla crema anticellulite (che non esiste), dai chewing-gum all'anello dell'amore."

    E' questo che voglio dire, WeWee: la presenza in farmacia o in parafarmacia di prodotti inutili, agli occhi del cittadino medio ignorante è una conferma di validità!

    Il giorno che venderanno in posti del genere il bicarbonato con la scritta "ingerito in piccole dosi aiuta anche a prevenire i tumori", nessuno si scandalizzarà.

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  24. Max
    Il rilievo che fai riguardo la numerosità campionaria sarebbe esatto in generale, ma in questo caso non lo è.
    La numerosità del campione necessaria a calcolare l'intervallo di confidenza della misura e quindi a distinguere tra errore di misura (sempre presente) e reale differenze, in questo esperimento, non è rappresentata dal numero delle soluzioni testate, ma dal numero di ripetizioni delle misure effettuate su ogni soluzione, e di questo nell'abstract non si parla.
    Inoltre nell'esperimento le misure vengono ripetute nel tempo, anche a distanza di mesi, e quello che colpisce è la deriva, cioè le differenze diventano più marcate con il passare del tempo.
    Considerando che l'errore di misura essendo casuale per sua natura si dispone secondo una gaussiana, la deriva non può essere spiegata in questo modo.
    Quindi o vi è un errore nell'esecuzione dell'esperimento, quindi inquinamento dei campioni per esempio come più su ipotizzato, o altro, o le differenze riscontrate devono essere attribuite necessariamente ad una differenza tra solvente puro e soluzione omeopatica, che dal punto di vista chimico dovrebbero invece essere identiche, vista la diluizione.

    Anche per questo la tua ultima considerazione non sta in piedi. lo scopo dell'articolo non è dare una risposta a tutti i quesiti dello scibile umano in una volta sola, ma mostrare che la diluizione omeopatica che non varia la composizione chimica della soluzione ne varierebbe invece delle proprietà tralalltro anche misurabili. Cio' per quanto inspiegabile sarebbe già un grande risultato che obbligherebbe a approfondire alcune conoscenze chimico-fisiche.

    P.S.:Faccio notare nuovamente, che il gruppo di ricerca che ha effettuato questi esperimenti dovrebbe essere esperto in questo tipo di misura su soluzioni altamente diluite, questo non è garanzia di infallibilità, ma almeno dovrebbe farci escludere gli errori più grossolani.

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  25. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  26. WeWee:
    "Anche l'ex presidente della federazione degli ordini dei medici era un estimatore dell'omeopatia. Anche Simoncini era un medico. Anche la Boiron (industria omeopatica) è una multinazionale, come molte farmacie sono botteghe, non luoghi di scienza ed alcuni iridologi sono medici...insomma i titoli scientifici non sono sempre garanzia di attendibilità o onestà. Le generalizzazioni negative o positive sono errate per definizione."

    Sottoscrivo pienamente che le generalizzazioni sono sempre errate.

    Quello che dici però mi porta a pensare che non basta che una terapia o un farmaco, siano validati dagli organi preposti, prodotti dalle case farmaceutiche, venduti in farmacia o praticati in ospedale, e prescritti da medici iscritti all'albo, per essere certi della loro efficacia...

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  27. @mah:
    se usi una tintura madre per qualcosa, cedo sia discutibile decidere se si tratta di omeopatia. Ad es. si usa l'arnica (TM) come antiinfiammatorio. Ma mi sembra (accetto correzioni) che l'arnica abbia proprietà antiinfiammatorie dimostrate. Poi magari a basse dosi qualcuno durante un proving ha manifestato un'infiammazione e quindi la si usa ANCHE in omeopatia per le stesse indicazioni che in "allopatia".

    Quindi non so cosa abbia usato tu, ma esistono un sacco di rimedi, con varia efficacia, contro le verruche, basati su proprietà reali di sostanze presenti in quantità reali.

    Sul resto, posso elencarti un sacco di cose che in due anni mi sono sparite, magari dopo 10 che mi affliggevano. E' perfettamente possibile che i tuoi disturbi siano spariti NONOSTANTE un effetto del farmaco. Difficile dire qualcosa, gli studi sui farmaci li han inventati apposta. Del resto lo dici anche tu, qualche volta l'omeopatia funzionava, qualche volta no. Il non far nulla qualche volta funziona, qualche volta no.

    Sugli studi di Elia. Me ne sono letti un paio, e mi sembra di capire che gli effetti che vede siano molto aleatori. Qualche volta ci sono, qualche volta no, qualche volta forti e qualche volta deboli. E soprattutto ci sono sia con rimedi ultradiluiti e succussi che con acqua e basta succussa. Non una grande prova a favore dell'omeopatia.

    Sul fatto che la medicina "ufficiale" funzioni o meno, abbia interessi o meno, non è un argomento pro o contro l'omeopatia. Io sostengo che l'omeopatia è equivalente a non far nulla. Se uno proprio non vuol curarsi con le medicine, non si curi e basta. Non arricchirà medici, farmacisti e case farmaceutiche che gli vendono acqua a costi stratosferici.

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  28. C'è una categoria di malati che trae grande vantaggio dall'omeopatia: gli ipocondriaci. Le medicine immaginarie curano benissimo le malalttie immmaginarie, senza gli effetti collaterali dei veri farmaci, di cui gli ipocondriaci tendono ad abusare, rischiando di ammalarsi per davvero.

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  29. (tralasciamo il "un po' di inferenza potevate anche farla eh...".)

    cito pari pari dal lavoro
    We made EDS from different solutes with dilution ranging from 3cH to 30cH. A correlation between initial solute and dilution, and the phisico-chemical behaviour is not yet clear from our data.

    la differenza notevole la notano rispetto alla variabile tempo, e questa mi è omeopaticamente nuova.
    Considerato che anche i controlli (i controlli senza principi attivi, non il solvente) modificano le proprie proprietà rispetto a questa variabile, non è più facilmente ipotizzabile una contaminazione?

    alla fin fine, non dimostrano variazioni rispetto alle diluizioni, non dimostrano variazioni rispetto alla presenza o assenza di principio attivo, ma solo (e senza test di ipotesi o altro) rispetto all'età e all'essere stato succusso o meno.
    -piccolo inciso: alla fine fanno riferimento al fatto che i campioni non succussi si comportavano in modo diverso dai succussi. Forse me lo son perso io, ma non riesco a trovare dove citino quali siano i campioni di un tipo e quali dell'altro :D

    Quindi il lavoro può dare suggerimenti sulla conduttività rispetto al tempo di storamento e, eventualmente, rispetto alle succussioni.
    Cosa centra con le diluizioni?

    -altro piccolo inciso: notato solo ora, l'articolo posso leggerlo solo con il proxy dell'uni :D e poi dicono che li censurano e snobbano...

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  30. non basta che una terapia o un farmaco, siano validati dagli organi preposti, prodotti dalle case farmaceutiche, venduti in farmacia o praticati in ospedale, e prescritti da medici iscritti all'albo, per essere certi della loro efficacia... .

    L'efficacia di un farmaco non la stabilisce un organo preposto o una casa farmaceutica, lo stabilisce una ricerca, uno studio, un esperimento ripetibile, poi verificato dagli organi preposti e poi utilizzato in larga scala.

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  31. Non voglio essere polemica. Sul serio.
    Ma perché tiriamo fuori il caso del genitore irresponsabile che cura un eczema omeopaticamente causando un disastro, e non parliamo genitore che responsabilmente fa vaccinare suo figlio provocando non di rado diabete o altre malattie croniche? Quello che non capisco è: perché sempre a puntare il dito all'infondatezza delle terapie alternative (e non parlo ovviamente della cura dei tumori), premurandosi di insabbiare accuratamente i casi in cui la medicina tradizionale non solo ha fallito, ma ha addirittura provocato un danno che prima non c'era, specialmente sui bambini?
    La mia non è una domanda retorica, ripeto. Vorrei davvero saperlo.

    RispondiElimina
  32. "che responsabilmente fa vaccinare suo figlio provocando non di rado diabete o altre malattie croniche? "

    Teoria campata in aria, le prove?
    E' come dire: perche non parliamo degli asini che volano??

    Valenza = 0!

    Sembra una frase di antonello e o Vanolone... :D

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  33. e non parliamo genitore che responsabilmente fa vaccinare suo figlio provocando non di rado diabete o altre malattie croniche? .

    Beh, parlane tu no?
    Raccontaci cosa è successo, perchè una cosa del genere è talmente grave che merita attenzione.

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  34. TuttoDoppio,
    già, proprio come Di Bella...
    Ad ogni modo, a cosa ti riferisci esattamente?

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  35. Mi riferisco a questa frase, ovviamente: "ma ha addirittura provocato un danno che prima non c'era, specialmente sui bambini?".
    (Ovviamente Di Bella si affidò ad ormoni e vitamine e non a farmaci o vaccini.)

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  36. "L'efficacia di un farmaco non la stabilisce un organo preposto o una casa farmaceutica, lo stabilisce una ricerca, uno studio, un esperimento ripetibile, poi verificato dagli organi preposti e poi utilizzato in larga scala. "
    Vabbè hai messo il dito proprio una piaga...allora perchè l'omeopatia è permessa?

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  37. Sono anch'io molto interessato al discorso sui vaccini. Ma credo ci voglia un altro post, che attendo con ansia.

    OT: Nel frattempo, se si vuol parlare seriamente di asini volanti, è l'argomento del ultimo post :-)

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  38. Scusate, io non ho attaccato nessuno, perché voi attaccate me? I casi di reazioni negative post-vaccinali sono numerosi e non è un segreto. Per quanto riguarda i casi di cui sono testimone, conosco una ragazzina divenuta diabetica in seguito a un vaccino sbagliato, le prove ci sono e c'erano (ci sarebbero tutt'ora) anche gli estremi per una denuncia.
    Sua madre che è una persona intelligente, conoscendo l'iter legale e i lunghi tempi, ha preferito andare oltre, avendo la bimba reagito tutto sommato bene al nuovo regime alimentare e alle cure insuliniche. Ma chiaramente è stato un boccone amaro da ingoiare.
    A me nessuno toglie dalla testa che uno dei miei figli sia divenuto asmatico proprio in seguito a un vaccino. Che prove potrei portare in merito? Il fatto che prima era un bambino sano e robusto e dopo il carosello di vaccini è divenuto estremamente cagionevole immagino non sia una prova degna di considerazione. Ma allora, cosa lo sarebbe?

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  39. Scusate, io non ho attaccato nessuno, perché voi attaccate me? .

    Guarda che nessuno ti sta attaccando, hai fatto però un'affermazione gravissima, che un vaccino cioè causi una malattia grave come il diabete o altro.

    Per un'affermazione così seria, devi per forza presentare qualche punto di riferimento che sia degno di nota.
    Dire come hai fatto tu
    uno dei miei figli sia divenuto asmatico proprio in seguito a un vaccino, come puoi capire non è una considerazione degna di nota. Altrimenti potrei dire (e sarei attendibile esattamente come te) "ma sei sicura che non sia stato l'omogeneizzato a causare l'asma?".

    Il vaccino lo fai (nella stragrande maggioranza dei casi) in tenerissima età ed è chiaro che se un bambino si ammalerà di qualcosa quasi sempre questo accadrà "dopo un vaccino", quasi tutto accade dopo un vaccino, anche la comparsa dei denti definitivi.

    casi di reazioni negative post-vaccinali sono numerosi e non è un segreto. .

    Non mi risulta. Per me è un segreto, perchè le reazioni *gravi* post vaccinali sono davvero infinitesime, soprattutto se rapportato al numero di vaccinazioni eseguite quotidianamente nel mondo.

    Il fatto che prima era un bambino sano e robusto e dopo il carosello di vaccini è divenuto estremamente cagionevole immagino non sia una prova degna di considerazione. .

    Mio figlio, dopo le vaccinazioni è diventato una sorta di toro scatenato ed ora a cinque anni mi dice che da grande vuole fare l'eroe. A scuola ha formato con i compagnetti un gruppo di poliziotti che sconfiggono i cattivi.

    Devo pensare che i vaccini hanno come effetto lo scatenarsi di una forza e fantasia sovrannaturale o che semplicemente i vaccini con tutto questo non c'entrano nulla?

    Informarsi, informarsi ed informarsi. Non da fonti allarmistiche però.

    A questo proposito prossimamente sarà pubblicata la serie di post dedicata ai vaccini...ed anche lì ne scopriremo delle belle (come per l'omeopatia), per esempio che la maggioranza delle voci allarmistiche sui vaccini è causata dalla mancata conoscenza delle cose.

    Anzi, chi era...Thhh che mi doveva aiutare nell'introduzione??

    Al lavoro, forza!!
    ;)

    RispondiElimina
  40. Scusate, non ho ambizioni complottistiche, nel caso avessi seminato il dubbio. Io posso rappresentare degnamente la figura di "mamma media" che cerca quotidianamente una risposta alle sue domande, in questo caso in ambito medico. Ma sembra proprio che in questa sede se non si ha una laurea in medicina o ci si azzardi anche solo a fare una domanda (non retorica, l'ho pure scritto) si sia come minimo presi in giro. Comunque cercherò di seguire il filo del discorso: scusa WeWee, ma il paragone tra tuo figlio e mio figlio è un pò strambo: i vaccini hanno di buono e meno buono di agire sul sistema immunitario, non è totalmente assurdo e fuori luogo ciò che ho detto. Che centra tuo figlio che vuol fare il poliziotto?
    Inoltre io non ho detto che i vaccini sono universalmente dannosi: ho tre figli, di cui due già vaccinati e uno che farò vaccinare a breve, ma solo in uno di loro ho notato questa dinamica. Non è sensato pensare che in alcuni soggetti una sollecitazione artificiale del sistema immunitario possa influire negativamente sullo sviluppo naturale dello stesso?

    RispondiElimina
  41. Mi sono comunque resa conto di essere andata senza volerlo terribilmente OT. Spero mi perdonerai. Se vuoi possiamo rimandare lo scambio di battute in sede opportuna.

    RispondiElimina
  42. @wewee: a proposito di vaccini, serve una mano per la parte generale? Poi non ho scritto più nulla...

    RispondiElimina
  43. Io posso rappresentare degnamente la figura di "mamma media" che cerca quotidianamente una risposta alle sue domande .

    Sono qui proprio per provare a dare qualche risposta e mi rivolgo proprio a chi non c'entra con l'ambiente medico o scientifico.

    sembra proprio che in questa sede se non si ha una laurea in medicina o ci si azzardi anche solo a fare una domanda (non retorica, l'ho pure scritto) si sia come minimo presi in giro. .

    Magari l'atteggiamento "leggero" di chi risponde ti sembra ironico quando ti aspettavi delle risposte professionalmente ineccepibili e un atteggiamento distaccato.
    Qui non siamo in un blog scientifico però ed avvengono discussioni pure accesissime, ma mai volgari, violente o distruttive (che se qualcuno accenna...viene stoppato immediatamente).
    Continuo a non vedere prese in giro nei tuoi confronti.

    il paragone tra tuo figlio e mio figlio è un pò strambo .

    E' chiaro che ho fatto un esempio strambo, ci mancherebbe, ma era solo per rendere più comprensibili i miei concetti.

    Non puoi trasformare un'impressione (la tua riguardante tuo figlio) legata ad un caso (tuo figlio appunto) in un elemento di rilevanza statistica. Non è così che si può ragionare in medicina.
    Tu hai avuto l'impressione che tuo figlio abbia sviluppato l'asma in maniera certamente legata ad un vaccino? Proviamo a vedere se esiste un legame.
    Negli studi scientifici non sembra esistere, anzi, alcuni tipi di vaccino (quello per l'H. Influenzae ad esempio) sembrano migliorare i sintomi dell'asma in bambini molto piccoli.
    Gli studi che ho consultato, non mi danno quindi nessuna evidenza di un legame asma/vaccino.
    Visto che non è così implausibile che l'asma di tuo figlio sia legato a 1000 altri fattori a te noti o meno, pensare che sia stato il vaccino a causare il problema è quantomeno azzardato.
    Se poi hai altri elementi o emergeranno altro, si potrebbe approfondire l'idea.
    Sono stato più chiaro?

    in alcuni soggetti una sollecitazione artificiale del sistema immunitario possa influire negativamente sullo sviluppo naturale dello stesso? .

    Quando si inocula un vaccino (ammettiamo quello per il morbillo?), nell'organismo succede esattamente quello che succederebbe se il virus ci contagiasse.
    Il nostro sistema immunitario risponde allo stesso modo. La sollecitazione "artificiale" del sistema immunitario è artificiale solo perchè decisa e non casuale, ma quello che avviene è conosciuto e previsto, quindi nessuna sollecitazione "abnorme". In più il vantaggio di non sviluppare i sintomi della malattia virale che a volte sono pesantissimi se non mortali.

    Tutto è possibile, certo, ma proprio riguardo ai vaccini, considerando il numero di vaccinazioni nel mondo, gli anni di utilizzo dei vaccini (ormai decenni), l'età di chi si vaccina, è evidente e palese che questi eventuali danni non siano così gravi e diffusi.
    Se il vaccino causasse l'asma avremmo una popolazione per il 90% asmatica e non è così.
    Se il vaccino causi in alcuni rari casi l'asma, questo legame non è stato ancora accertato, potrebbe diventarlo, ma finora è stato smentito.

    Per l'OT effettivamente lo siamo...come ti ho detto usciranno a breve i post dedicati ai vaccini, l'ideale sarebbe parlarne in quella sede.
    ;)


    @ Giuliano: mi servirebbe una mano nell'introduzione sui vaccini, se vuoi contattami in privato. Grazie.

    RispondiElimina
  44. Grazie per aver "rimpolpato" le tue risposte, mi sento meglio. Il problema è che soprattutto adesso che con internet tutto è alla portata di tutti, e tutti dicono il contrario di tutto, mi sento spaesata quanto una barchetta in mezzo al mare. Come mamma questa è una sensazione pessima. La cosa più difficile è riuscire a identificare la fonte attendibile e quella che non lo è.
    Certe volte vorrei semplicemente non aver mai conosciuto questo pazzo mondo internettiano.
    Fine OT.

    RispondiElimina
  45. TuttoDoppio,
    quoto in pieno il tuo ultimo commento. Il cosiddetto "Web 2.0" è positivo ed al tempo stesso negativo. Ognuno scrive ogni cosa, giusta o sbagliata, vera o falsa, sensata o stramba. Il mio consiglio (che cerco di seguire sempre prima di reperire eventuali info sul web) è quello di leggere libri (didattici e non) e manuali (costosi, tanto per cambiare). Ma forse è un consiglio incompleto... perché se mancano i dubbi iniziali e soprattutto l'arma del ragionamento, è un mondo difficile anche quello dei libri... :)

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  46. Dunque, è il mio primo intervento qui e saluto tutti gli scriventi di
    questo ottimo blog ed in primis il suo "tenutario", il dr. Wewee! :-)

    Sull'argomento omeopatia mi permetto qualche considerazione prendendo
    spunto da alcuni commenti che ho letto finora.

    1) L' "alternativo", anche dal punto di vista "sociale" (inteso come
    "gruppi di persone alternative") è ormai solo una classificazione di
    marketing: la delimitazione di una fetta di "clienti" a cui vendere
    qualcosa. Tralaltro fa pensare il fatto che gli "alternativi" in genere
    si autodefiniscono tali, cioè si categorizzazone da soli. A questi
    "alternativi" si vende, tra l'altro, anche medicina "alternativa":
    l'omeopatia è al primo posto perché direttamente male non fa (primum non
    nocere), cura con effetto placebo (se di "cura" possiamo parlare in senso
    stretto) e fa guadagnare parecchio tanta gente, dagli omeopati, alle
    farmacie, alle compagnie "omeofarmaceutiche" sino agli imbonitori -- via
    web o no. Non mi stupisce che l' "alternativo medico" sia giunto anche
    sino a contagiare la politica: qui gioca un po' l'ideologia, il fatto di
    considerare ancora, in certi ambienti, i farmaci delle multinazionali
    come qualcosa di intrinsecamente "sporco" (non mi risulta però che
    nell'URSS o a Cuba o anche in Cina, la medicina, pur senza
    "multinazionali", abbia prodotto terapie efficaci, diverse e/o più
    economiche).

    Sul famigerato "Luogocomune" ho postato da poco un commento in cui
    paragono il prezzo al ml di due colliri, "normale" ed omeopatico:
    quest'ultimo costa ca. il 40% in più al ml. con principi attivi diluiti
    100 volte di più di quello normale (DH3 contro 10g/100ml). Il prezzo al
    litro dell'omeopatico è di ca. 2000 euro: non male per essere quasi
    acqua... Magari in Toscana pensano di risparmiare usando l'omeopatia
    quando invece costa molto di meno il miglior Chianti!

    Poi dicono che con il bicarbonato le industrie non potrebbero
    arricchirsi!

    2) Ho conosciuto per lavoro moltissimi medici e posso dire che
    "mediamente" preferirei sempre farmi curare da un medico piuttosto che da
    un santone tuttavia bisogna dire che tanti di loro, come tra tutti
    quanti, sono vanitosi, sensibili ai soldi e spesso poco razionali:
    quest'ultimo punto è interessante perché riguarda l'omeopatia. Molti
    medici fanno gli omeopati non solo e non tanto per lucro ma perché "ci
    credono" cioè credono che l'omeopatia abbia effetti superiori al placebo.
    Ti citano studi ecc. ecc. Il problema è che tanti medici (probabilmente
    la gran parte -- qui Wewee non so se è d'accordo) non sanno valutare
    l'importanza di uno studio clinico, cioè non sanno capire se è fatto coi
    migliori crismi oppure no. Per questo il più delle volte si fidano di
    ciò che tanti dicono loro (aziende, informatori ecc.). Per fortuna,
    dalla mia esperienza, praticamente tutti i medici dinanzi a casi
    importanti ricorrono alle procedure standard -- cioè la loro formazione
    di base e il senso intimo della loro professione ha la meglio sul resto.

    3) Ben vengano tutti gli esperimenti seri sull'acqua e sue eventuali
    proprietà ancora non note: però, come per tutto ciò che riguarda la
    medicina e le cure, è solo la prova clinica che può dimostrare
    l'efficacia di un rimedio, cioè test in doppio cieco, randomizzati ecc.
    Il resto è, magari, conoscenza ma non per questo "cura".

    4) Una cosa non mi è chiara: ma nei granuli e nei globuli monodose
    l'acqua dove sta? E nelle tinture alcoliche e rispettivi diluiti? Anche
    l'alcol ha memoria? :-)

    5) Mi scuso per la prolissità! :-)

    RispondiElimina
  47. Ciao mago, benvenuto.

    L' "alternativo" è ormai solo una classificazione di
    marketing
    .

    Sono in linea di massima d'accordo. Non per niente anche le aziende farmaceutiche "ufficiali", spesso hanno delle linee "alternative" vedi integratori vari, tisane anti questo ed antiquello, cremine e pastigliette miracolose.
    L'alternativo "tira" tanto e fa anche tanto "cool".

    tanti di loro, come tra tutti
    quanti, sono vanitosi, sensibili ai soldi e spesso poco razionali
    .

    Io conosco colleghi pesantemente ottusi o altri dai quali non mi farei togliere nemmeno una pellicina dall'unghia, tanto per dirti...capita, come in tutti gli ambiti lavorativi.

    non sanno valutare
    l'importanza di uno studio clinico, cioè non sanno capire se è fatto coi migliori crismi oppure no.
    .

    E' vero che per avere "mentalità scientifica" devi aver avuto contatto o interesse con l'ambiente della ricerca o almeno per dovere professionale interessartene. Ma non è sempre così.

    Ben vengano tutti gli esperimenti seri sull'acqua e sue eventuali proprietà ancora non note .

    Ci mancherebbe. Però chiediti perchè una multinazionale come la Boiron (siamo a livelli stratosferici qui) non ha mai finanziato uno studio SERIO capace di zittire tutti. Se fosse dimostrabile davvero un effetto dell'omeopatia, credo sarebbe stato fatto da anni.

    ma nei granuli e nei globuli monodose
    l'acqua dove sta? E nelle tinture alcoliche e rispettivi diluiti? Anche
    l'alcol ha memoria?
    .

    Nei granuli viene "spruzzata", nelle tinture alcoliche "diluita".

    Non mi chiedere altro perchè poi dovremmo spiegare come mai l'acqua mantiene la memoria dell'arsenico ma non quella del lattulosio dei granuli o quella della plastica dei flaconi o quella dell'alluminio contenuto nei meccanismi di confezionamento o quella...
    ;)

    RispondiElimina
  48. @Tuttodoppio.
    "La cosa più difficile è riuscire a identificare la fonte attendibile e quella che non lo è. "

    Se per caso hai letto le fregnacce sui vaccini su mednat.org... bhè, basta che ti informi su chi è il propietario del sito, e sarai perfettamente in grado di capire se la fonte è buona o no.
    :D

    RispondiElimina
  49. @Roberts: no, no, non ho fatto ricerche in merito ai vaccini, se è questo che intendi. La mia era una riflessione in generale che può essere applicata a tutto, omeopatia e vaccini compresi. :-)

    RispondiElimina
  50. Vorrei sottolineare un problema che, è stato affrontato nel post, ma non nei commenti, che personalmente trovo molto importante.
    Mi è capitato due volte, con due medici diversi, che mi venissero prescritte (fra le altre) medicine omeopatiche.Senza informarmi! Me ne sono accorto (anche perchè costano mica poco) ho chiesto spiegazioni. In un caso ho avuto una risposta seccata e sprezzante (ha perso un cliente ;-) ) nell'altro mi venne spiegato che gli altri clienti, che avevano provato il rimedio, ne avevano tratto giovamento.
    Ora, io mi informo sempre e cerco di capire cosa mi hanno prescritto ma m'immagino tutte le persone più sprovvedute o con grande fiducia nella classe medica che vanno a procurarsi boccette e creme all'acqua fresca spendendo molti soldi senza venire informati.

    RispondiElimina
  51. @ Bera
    "che avevano provato il rimedio, ne avevano tratto giovamento"

    Se fosse vero, sarebbe interessante approfondire... un medico che avvalla il buon funzionamento dell' omeopatia io non me lo lascerei sfuggire...
    Ma sarà vero quello che ti ha detto ??

    RispondiElimina
  52. un medico che avvalla il buon funzionamento dell' omeopatia io non me lo lascerei sfuggire... .

    Un omeopata (autorizzato, naturalmente, perchè ci sono "omeopati" non legalmente autorizzati) DEVE essere un medico, è legge.
    Non essere quindi stupìto.

    RispondiElimina
  53. @Mah:
    Max
    Il rilievo che fai riguardo la numerosità campionaria sarebbe esatto in generale, ma in questo caso non lo è.

    Non "sarebbe" ma "e'" esatto in generale e si applica anche a questo caso per cui hai correttamente sottolineato che si tratta di misure ripetute.
    Nel mio precedente post ho di fatto volutamente cercato di semplificare per non rischiare di apparire troppo tecnico noioso o criptico.
    Ci sono due errori nelle tue osservazioni.

    La prima e' che le ripetizioni non sostitusicono la dimensione campionaria nel caso si tratti di misure ripetute, ma costituiscono un paramtero addizionale di cui tenere conto nel suo computo. In sintesi la dimensione campioanria dipende, nel caso specifico anche da quante misure ripetute per ciascun campione si pevede di poter raccogliere.

    La seconda imprecisione e' relativa alla deriva delle misure: se e' vero che che gli errori di misura si distribuiscono secondo una gaussiana e' anche vero che, trattandosi di misure ripetute, gli errori sono tra loro correlati nel tempo (cosa che complica uletriormente il calcolo della dimensione campionaria)

    Anche per questo la tua ultima considerazione non sta in piedi. lo scopo dell'articolo non è dare una risposta a tutti i quesiti dello scibile umano
    Puo' essere che non sia stato sufficientemente chiaro poiche' non intendevo questo ma esattamente quel che si legge negli obiettivi dell'abstract, ovvero indagare uno ed un solo aspetto: se una preparazione omeopatica altera la struttura dell'acqua senza specificare il perche' un cambiamento della struttura, immagino sopramolecolare anche non se non viene detto, sia rilevabile tramite attraverso misure di conduttivita' elettrica.

    P.S.:Faccio notare nuovamente, che il gruppo di ricerca che ha effettuato questi esperimenti dovrebbe essere esperto in questo tipo di misura su soluzioni altamente diluite, questo non è garanzia di infallibilità, ma almeno dovrebbe farci escludere gli errori più grossolani.

    Errori grossolani sui metodi specifici di misura o su quali strumenti e quant'altro sia strettamente legato alle loro specifiche conoscenze. Non certo al riparo da errori grossolani di altro genere, ovvero su quale sia il piu' appropriato disegno sperimentale in senso stretto.
    Putroppo la mia esperienza mi dice che l'errata pianificazione di un esperimento molto piu' frequente di quanto si possa credere.
    A tal proposito avrei un simpatico aneddoto ma al momento ho esaurito il tempo a disposizione per questo post.
    Maybe next time.

    RispondiElimina
  54. @ wewee
    Non sono stupito del fatto che sia un medico, ma del fatto che dica che funzioni...oltre l'effetto placebo intendo!
    Ma visogna vedere cosa intendeva il medico per "funzionamento"...se appunto il placebo o di più !!:D

    RispondiElimina
  55. @tuttodoppio

    Essendo genitore di un figlio spesso malato capisco benissimo il tuo atteggiamento di cercare tutte le possibili correlazioni tra quel che fai e la salute dei figli.

    Ma si prendono dei granchi colossali.

    Per fare un esempio, mio figlio DEVE avere copertura antibiotica ad ogni infezione respiratoria. E io avevo notato che "reagiva" agli antibiotici dopo un paio di giorni, poi c'era una recrudescenza e infine la cosa si risolveva dopo una settimana. Ho chiesto al medico come mai gli antibiotici funzionassero in modo cosi' strano,e questi mi ha risposto che quello era il normale andamento delle infezioni, praticamente tutte virali, a cui gli antibiotici non facevano nulla. La copertura serviva per altro (contenere danni a lungo termine da batteri opportunisti), sul singolo episodio non avevano effetti.

    Bene, avrei giurato che c'era una relazione di causa-effetto dove in realtà non c'era. E ho una mentalità scientifica, abitudine all'osservazione, frequentazione di medici, eccetera.

    @roberts: se prendi qualsiasi cosa ne trai in genere giovamento. Per il semplice fatto che di solito si guarisce, alla fine. Esistono studi che mostrano che 3/4 dei pazienti che han preso cure dimostratesi inefficaci ne erano soddisfatti.

    RispondiElimina
  56. anzi chi era...Thhh che doveva aiutarmi nell'introduzione??

    Al lavoro, forza!


    siam passati alle ingiunzioni di aiuto, eh? :P
    Giuliano, a te l'onore!

    RispondiElimina
  57. @Roberts !!!

    Il problema non sta nel fatto che un medico mi abbia proposto il rimedio omeopatico (vedi risposta di Wewee) nè che abbia funzionato su alcuni pazienti (vedi discorso sul placebo).Il problema è che mi sia stato prescritto senza informarmazioni.
    Non pretendevo neanche i quattro post di Wewee o una dotta dissertazione solo che mi fosse stato detto "questo è un "farmaco" omeopatico".Mi sembra molto più corretto!

    RispondiElimina
  58. @Roberts!!!

    Scusami, ma ci metto una vita a postare un commento è nel frattempo la discussione è andata avanti!

    Però tu sei stupito che il medico dica che funzioni?
    Io sarei stupito del contrario.Cioè che lui mi faccia pagare un botto sapendo già che il farmaco è inutile!

    RispondiElimina
  59. @Gianni Comoretto:
    ciò che mi dici è interessante e, soprattutto, non avevo mai sentito parlare di nulla del genere. Allora non sono proprio una visionaria!
    Approfondirò con la pediatra. Intanto grazie per la tua testimonianza.

    RispondiElimina
  60. @ Bera
    "Io sarei stupito del contrario.Cioè che lui mi faccia pagare un botto sapendo già che il farmaco è inutile! "
    Capisco...e sono d'accordo in effetti...accordi sottobanco con i fornitori di prodotti omeopatici? Verrebbe da pensare questo, ma spero di no !!!
    @ Mah
    "La possibilità che creda veramente alle teorie di Simoncini, e questo, vista l'enormità di una scoperta del genere, lo porti ad impegnarsi molto per divulgarla"
    Certo. Quello che mi chiedo è : perchè non si può criticare nulla ?? Perchè se gli porti delle argomentazioni sui taroccamenti del suo amico Simoncini, si incazza e ti banna?
    Perchè gli fai notare gli studi portati da Simoncini, che dovrebbero dire una cosa e invece ne dice un altra (altri taroccamenti) ??
    A questo, mi piacerebbe avere risposta....
    Ora sai perchè la gente ha dei dubbi su Mazzucco...

    RispondiElimina
  61. "Perchè gli fai notare gli studi portati da Simoncini, che dovrebbero dire una cosa e invece ne dice un altra (altri taroccamenti) ??"

    Corretto in: Perchè non puoi fargli notare gli studi ecc..

    RispondiElimina
  62. Ciao...

    Vorrei sapere perche' si tende (anche in farmacia) a confondere la omeopatia con la fitoterapia?
    Sono due cose che non hanno relazione l'una con l'altra, la fitoterapia utilizza dei principi naturali che hanno principi attivi, naturalmente non a dosi da farmaco.

    Un'altra cosa che mi da fastidio e' il fatto che nei prodotti omeopatici e/o fitoterapici non c'e' l'indicazione terapeutica (cioe' a che serve quel determinato flaconcino) cosa che invece mi sembra sia obbligatoria per i varmaci "convenzionali". Che sia una maniera per evitare di poter fare dei rapporti dire tti tra farmaco e cura?

    Umby9000

    RispondiElimina
  63. @tuttodoppio:
    Una precisazione importante. Innanzitutto io non sono medico, quindi prendi la mia come esperienza su come ci si sbagli facilmente, NON su come si cura un figliolo. E poi (non entro i dettagli) quello di mio figlio è un caso molto particolare ed atipico. Non consiglio a nessuno di imbottire di antibiotici il figlio ad ogni raffreddore.

    RispondiElimina
  64. Roberts:
    "Certo. Quello che mi chiedo è : perchè non si può criticare nulla ?? Perchè se gli porti delle argomentazioni sui taroccamenti del suo amico Simoncini, si incazza e ti banna?
    Perchè gli fai notare gli studi portati da Simoncini, che dovrebbero dire una cosa e invece ne dice un altra (altri taroccamenti) ??
    A questo, mi piacerebbe avere risposta....
    Ora sai perchè la gente ha dei dubbi su Mazzucco..."

    Beh quelle domande dovresti rivolgerle a lui o a chi lo conosce bene...
    Io ho fatto questa precisazione solo per logica, e il fatto che potrebbe essere convinto in buona fede non implica che ha ragione nè che si comporti nel modo giusto.
    Sempre con un po' di logica, posso provare ad ipotizzare perchè usa un comportamento così assurdo...
    Da quel poco che ho letto direi che si è convinto di essere una specie di martire dell'informazione libera, continuamente sotto attacco da debunker che hanno il solo scopo di screditare e per far questo utilizzano trucchetti più o meno evidenti...quindi perde di lucidità e da fuori di capoccia...

    RispondiElimina
  65. @Mah
    "...solo scopo di screditare e per far questo utilizzano trucchetti più o meno evidenti...quindi perde di lucidità e da fuori di capoccia..."

    Esatto, può essere...solo che ne io, ne altri han mai usato trucchetti, e semplicemente facendogli notare quello che Simoncini stesso ha scritto... egli va fuori di capoccia :D :D

    Poi per carità...può darsi che l'essere portatore di verità lo faccia sentire perseguitato e che perda lucidità... come è possbile che invece sia tutta una combutta...

    RispondiElimina
  66. Max:
    "La prima e' che le ripetizioni non sostitusicono la dimensione campionaria nel caso si tratti di misure ripetute, ma costituiscono un paramtero addizionale di cui tenere conto nel suo computo. In sintesi la dimensione campioanria dipende, nel caso specifico anche da quante misure ripetute per ciascun campione si pevede di poter raccogliere."
    Esattamente la dimensione campionaria dipende dal numero di misure ripetute, comunque effettivamente il lavoro è molto carente dal punto di vista inferenziale, quello che volevo far notare è che anche con queste carenze potrebbe comunque essere interessante almeno come punto di partenza.

    "La seconda imprecisione e' relativa alla deriva delle misure: se e' vero che che gli errori di misura si distribuiscono secondo una gaussiana e' anche vero che, trattandosi di misure ripetute, gli errori sono tra loro correlati nel tempo (cosa che complica uletriormente il calcolo della dimensione campionaria)"
    Quello che dici è vero, e infatti ribadisco che il lavoro è carente sotto l'aspetto puramente statistico.
    Però è altamente improbabile che misure ripetute anche a distanza di mesi presentino un trend di crescita e non si dispongano causalmente come ci si aspetterebbe da errori di misura tipicamente gaussiani.
    Quindi se è con un errore che volgiamo spiegare i risultati dobbiamo ricercare qualcosa che introduca un errore sistematico tralaltro che cumuli i suoi effetti nel tempo.
    Come ho detto era giusta per esempio l'ipotesi di inquinamento dei campioni...anche se c'è da dire che la procedura descritta dovrebbe escludere questa possibilità...anche se potrebbero esisterne altre...

    "Puo' essere che non sia stato sufficientemente chiaro poiche' non intendevo questo ma esattamente quel che si legge negli obiettivi dell'abstract, ovvero indagare uno ed un solo aspetto: se una preparazione omeopatica altera la struttura dell'acqua senza specificare il perche' un cambiamento della struttura, immagino sopramolecolare anche non se non viene detto, sia rilevabile tramite attraverso misure di conduttivita' elettrica."
    Forse anche io non sono stato sufficientemente chiaro.
    Alla luce delle conoscenze scientifiche, chimiche e fisiche, le soluzioni omeopatiche non dovrebbero essere in alcun modo distinguibili dal solvente puro.
    Un esperimento che invece dimostri che è possibile misurare una qualsiasi grandezza diversa per soluzione omeopatica e solvente, sarebbe già rivoluzionario, e non è necessario ipotizzare il motivo per poter effettuare un esperimento del genere.
    Successivamente ci si dovrebbe porre il problema di spiegare questa eventuale "rivoluzione", che probabilemnte implicherebbe una rivoluzione anche nelle conoscenze fisiche e chimiche.
    Inoltre la scelta della conduttività come parametro da misurare non discende necessariamente da ipotesi particolari, poteva essere un qualsiasi paramentro misurabile, anche indipendente dalle eventuali proprietà curative che potrebbe avere la soluzione.
    Anzi se fosse vero che la soluzione omeopatica mantiene delle proprietà legate al soluto e alla metodologia di preparazione, si potrebbe anche verificare che le proprietà che maggiormente vengono influenzate non sono la conduttività o altro, ma anche proprietà non misurabili facilmente o con strumentazioni comunemente usate, visto che in tale eventualità ripeto, ci troveremmo di fronte ad una grossa evoluzione delle conoscenze chimico-fisiche.

    RispondiElimina
  67. Roberts!!:
    "Poi per carità...può darsi che l'essere portatore di verità lo faccia sentire perseguitato e che perda lucidità... come è possbile che invece sia tutta una combutta... "

    Esattamente, ma visto che esistono almeno 2 possibilità, a rigor di logica non e possibile dire che poichè il sito che pubblicizza Simoncini è di proprietà di Mazzucco o poichè Mazzucco è ottuso e non vuole accettare critiche o altro, allora Mazzucco è in mala fede e coinvolto in chissà quale complotto a scopo di lucro.

    RispondiElimina
  68. @Mah
    Su Mazzucco sono d'accordo. Ma in ogni caso, non ci fà na gran figura, non ti pare :D

    Per quanto riguarda l'omeopatia...stai in breve sostenendo, che potrebbe funzionare perchè potrebbe essere vero che l'acqua ha delle propietà a noi non misurabili, perchè non abbiamo gli strumenti per misurarne questa capacità. Una nuova scoperta quindi...

    Può essere!!

    Ma rimane un altro fatto...i prodotti omeopatici dovrebbero provocare i sintomi della "malattia" dalla quale si dovrebbe guarire... prove di questo?
    NESSUNA.

    Ad oggi, come scritto, nessuno ha dimostrato questo... e i sintomi sono misurabili tranquillamente...

    RispondiElimina
  69. Ciao WeWee, ho aspettato con ansia la conclusione dei post sull'omeopatia per vedere se alcune mie domande avrebbero trovato risposta.
    Secondo me, la discussione troverebbe parecchio giovamento dalla partecipazione di qualche medico omeopatico, che sia bene informato e sia in grado di spiegarci "dall'interno" alcuni principi dell'omeopatia.
    Concordo con il tuo invito finale, quindi, ma mi sa che, se non ne conosci uno direttamente e non lo inviti a partecipare, non interverra' nessuno.

    Prima delle domande vorrei farti un appunto.
    Secondo me, la storia di quella povera bambina, anche se molto toccante, non c'entra molto.
    Mi spiego: non la vedrei come una vittima dell'omeopatia, quanto della stupidita' umana.
    Mi sembra che i genitori non abbiano cercato consiglio medico qualificato (si dice cosi') sino a che non e' stato troppo tardi.
    E' questo che l'ha uccisa, non l'omeopatia in se': qualche anno fa, c'e' stato un fatto simile (manco a dirlo, negli Stati Uniti) in cui un bambino e' stato letteralmente avvelenato dai genitori a suon di antibiotici di cui non aveva bisogno per una malattia che non aveva.
    Useresti quest'ultimo esempio per dire che e' QUESTO il vero pericolo degli antibiotici, o diresti giustamente: "non fate c***ate, se state male o solo lo pensate, rivolgetevi ad un medico"?

    RispondiElimina
  70. @Gianni: sì, certo, lo avevo capito! Infatti ti ho ringraziato per la testimonianza, non per la consulenza! ;-)

    RispondiElimina
  71. Bene, le domande.
    Le spezzo una per post.
    Non ho intento polemico e non mi pongo come "portatore sano di verita'", ma proprio da povero troll che ha le idee confuse.

    1) Anche grazie ai post di Gianni sul suo blog, abbiamo capito che uno dei principi fondamentali dell'omeopatia e' che "il simile cura il simile", cioe' che una sostanza che causi gli stessi effetti (sintomi?) di una determinata malattia, fa sparire proprio gli effetti che causa.
    Mi sa che l'ho detto male, ma e' perche' ho le idee confuse.
    Nella pratica, cosa vuol dire?

    Per la febbre, l'analogia e' semplice: se ho la febbre e prendo un estratto di tabacco (che fa venire la febbre), la febbre dovrebbe passare.

    Ma per altre cose?
    Nei commenti al tuo secondo post si e' parlato di infarto.
    Cosa vuol dire curare un infarto con l'omeopatia?
    Vuol dire che ci sono sostanze che causano la formazione di coaguli nelle coronarie e che, se le somministri ad un infartuato, i coaguli invece si sciolgono?
    Se fosse cosi', come fanno queste sostanze a "sapere" che devono sciogliere un coagulo in una certa arteria malata e non farne formare uno nuovo in quella vicina sana?

    Si e' parlato anche di trattamento dei traumi, ad esempio fratture, con l'omeopatia.
    SE, e dico SE, non si tratta di "terapia del dolore", cosa vuol dire "similitudine" in questo caso?
    Scarto l'idea banale di una sostanza che causi fratture al sano, per la sua palese idiozia.

    Si tratta di sostanze che, ad esempio, nel sano favoriscono la tumefazione o la perdita di calcio dalle ossa?

    In entrambe i casi sopra, perche' sarebbe necessario diluire e succurr... succuss... susquo... va beh, dinamizzare queste sostanze e non si potrebbero invece semplicemente utilizzare in dosi farmacologiche?

    RispondiElimina
  72. 2) Le preparazioni omeopatiche hanno effetto solo nell'organismo intero? Eventualmente, perche'?

    Cioe', non ci sarebbe un modo per provare l'effetto di un preparato omeopatico "in vitro"?
    Che so, un medicinale per il diabete su di una cultura cellulare di pancreas o qualcosa di simile.

    Che poi era il senso degli esperimenti di Benveniste: rilevare un effetto a livello cellulare in vitro.

    Questa domanda deriva dalla mia ignoranza in materia medica: puo' essere benissimo, per quanto ne so, che esistano anche farmaci allopatici che hanno effetto solo se "processati" in qualche modo da tutto un organismo, ma che su di una cultura cellulare siano acqua fresca.

    RispondiElimina
  73. 3) In questo articolo del prof. Bellavite (gentilmente linkato da Santiago nei commenti al secondo pezzo di WeWee) si trovano le seguenti affermazioni:

    "in omeopatia non sempre si valuta la risposta in base ai dati oggettivi, ma sempre si tiene in gran conto quelli soggettivi come l'energia vitale e la qualita' della vita, anche a prescindere dalla intensit del sintomo primario."

    Oppure: "Ancora più in generale, va ricordato che l’obiettivo del medico omeopata non è in primis la cura della malattia, tanto che i medicinali vengono scelti sulla base di un complesso di sintomi psicofisici considerato con criteri diversi da quelli della nosologia convenzionale"

    Bene: c'e' qualche medico omeopatico che sia in grado di approfondire e spiegare?

    Da gretto fisico materialista, salto sulla sedia se leggo che non si valuta una risposta in base a dati oggettivi.
    Ad una seconda riflessione, mi rendo conto che a parlare e' un mio pregiudizio e che magari c'e' un'altra interpretazione che non vedo, proprio perche' guidato (accecato?) dal mio pregiudizio.

    Idem con l'affermazione che l'obiettivo dell'omeopata non e' la cura della malattia.
    Senza fare facili ironie, mi chiedo quanti pazienti omeopatici ne siano coscienti o se lo sentano dire apertamente.

    RispondiElimina
  74. 4) (ma forse e' solo un elaborazione della 3)
    Cosa si intende con "energia vitale"?

    RispondiElimina
  75. 5) Sempre nello stesso articolo: "...evidenziato come l'omeopatia, l'antroposofia e l'omotossicologia presentano concezioni teoriche ed aspetti scientifici, clinici, economici in gran parte peculiari e non riducibili a quelli che caratterizzano il farmaco chimico tradizionale.[2] Qui fattori di tipo psicologico e relazionale si intrecciano in modo ancora difficilmente precisabile con i fattori legati all'effetto del medicinale, il quale ipotizzato dipenda da modi d'azione di tipo fisico-elettromagnetico non facilmente riducibili al paradigma molecolare prevalente in farmacologia."

    Da ignorante quale sono, mi vengono due domande:
    - cosa vuol dire "modi d'azione di tipo fisico-elettromagnetico"?
    - Piu' rilevante: ma quello che ha descritto non vuol dire, in ultima analisi, se medico e paziente ci credono, allora funziona?
    Questo non e' precisamente la definizione di "effetto placebo"? O mi sono perso qualcosa?

    RispondiElimina
  76. 6) Dopo questa, ho finito. Grazie per la pazienza.
    C'e' qualche medico omeopatico che possa spiegare cosa vuol dire il discorso sulla specificita' dell'individuo e sul fatto che una stessa patologia viene curata in modi diversi su individui diversi?

    In termini pratici, intendo: non mi basta sentire la solita risposta secondo cui ciascuno di noi e' un unicum ecc. ecc.

    Voglio dire: sono un medico omeopatico ed ho davanti un paziente nuovo, che lamenta una serie di sintomi che, tanto per dire, indicano l'influenza di stagione.

    Cosa faccio? Come faccio a sapere quale rimedio omeopatico potrebbe giovargli? Eventualmente, potrebbe anche non essercene nessuno?

    Si e' parlato di omeopatia veterinaria.
    Se ho davanti un coniglio od un manzo, che in quanto a comunicazione non eccellono, come faccio a capire qual'e' la cura giusta per loro?

    Non sono nemmeno sicuro di essere riuscito a trasmettere i miei dubbi chiaramente.
    Speriamo bene, ma soprattutto speriamo che ci sia qualche medico omeopatico che legge questi post. Non sarebbe male se ripassasse di qua l'utente Staffdiadimo.

    RispondiElimina
  77. a terenzio, su una sola subdomanda posso fare le veci di un omeopata: il fatto che l'obiettivo non sia curare la malattia in sè, penso sia da ricondurre alla teoria omeopatica per la quale le varie malattie siano tutte solo esteriorizzazioni delle Malattie interne, i miasmi o diatesi, di cui ho accennato nell'introduzione.
    In quest'ottica, ti possono dire che loro non stanno curando la malattia (il sintomo che tu riferisci), ma una cosa più sottostante che ti permea.
    A te il commento :D

    ah, staffadimo non era un medico omeopatico, avevo provato a contattarlo in privato per alcune delucidazioni, e m'ha chiarito essere solo un appassionato di, non un professionista.
    peccato :(

    @Mah
    siccome hai ritirato fuori quel lavoro scientifico.. ho scritto un post in proposito, prima, con alcune osservazioni.
    Commento?

    RispondiElimina
  78. @terenzio:
    1) Ogni "malattia" è identificata dall'insieme dei suoi sintomi (tutti, anche quelli più insignificanti, stati d'animo, cambiamenti di gusti...) e dal particolare "terreno" (caratteristiche psicofisiche del malato). Il tutto corrisponde ad una "disfunzione" a livello energetico/spirituale in un preciso ed unico punto di una sorta di matrice energetica, aura vitale, che l'omeopatia va a curare.

    Ogni rimedio da' una serie lunghissima di sintomi, inclusi quelli psicologici (rimando al mio post per i commenti su COME questi sintomi vengano raccolti). Il medico cerca quindi, tra le decine o centinaia di sintomi rilevati nel paziente e nel suo "terreno", e le centinaia di sintomi esistenti per ciascun rimedio, di trovare il "simillimus". Non si guarisce da un infarto, anche perché credo che un omeopata consideri l'infarto un "sintomo", non una malattia, ma dal quadro generale che ti ha portato all'infarto.

    L'omeopatia non parla di fisiologia, che ai tempi di Hanemann era sconosciuta. Anzi, nell'Organon H. mette esplicitamente in guarda dal cercare meccanismi di funzionamento dell'organismo, pretesa illusoria perché troppo complessa. Quindi i sintomi non sono mai "aumento di calcemia", ma "sensazione di prurito sotto i denti la mattina appena svegli" o "aumentata irritabilità quando ti dicono che l'omeopatia è fuffa"

    Succussioni e dinamizzazioni servono rispettivamente ad evitare avvelenamenti (o peggioramento dei sintomi se usi qualcosa che tende a peggiorarteli per definizione) e a "energizzare" il tutto.

    2) Ci sono esperimenti in vitro di preparati omeopatici. Es. secondo uno di questi studi una soluzione di arsenico CH(tanto) proteggerebbe delle piantine di mais da avvelenamento da arsenico. Sarebbe interessante ripeterli. Era uno dei modi per vincere il milione di Randi.

    3) Un po' quello che ti dicevo. A me che non piace l'aglio danno un rimedio diverso dalla mia compagna a cui non piacciono le uova. Se sei irritabile, l'omeopata ne deve tener conto. E quindi "valuta" anche il fatto che sei meno irritabile (come? buona domanda...). O se ti senti meglio, ma stai uguale a prima ma ti scoccia ammetterlo dopo aver speso un sacco di soldi, questo per l'omeopata è comunque un successo.

    4) Buona domanda. La cosa che secondo Hanemann si ammala. Il fatto che non si veda, misuri, valuti, è irrilevante.

    5) Tentativo di sottrarsi a verifica tramite: technobabble (versione dotta dello "scappellamento a destra"); uomo di paglia (in medicina scientifica si usano cose che non sono molecole, basta funzionino); pseudoepistemologia (uso di "paradigma" fuori da una grammatica latina);

    6) Spero di averti già risposto al punto 1)

    RispondiElimina
  79. @ Wewee e tutti

    Intanto scusate ma con questi account Google non mi ci raccapezzo:
    volevo comparire qui col nick "slump" (come su altri forum, tipo
    quello di Luogocomune) invece, non so perché, i commenti vengono
    postati col nome "mago" che è la prima parte della mia email! Boh,
    forse è un segno del destino visto che di (presunti) maghi siamo qui a
    parlare... :-)

    1) Sui medici che capiscono poco di studi clinici.

    Non era una critica della loro pigrizia o cose del genere, deriva dal
    fatto che non è proprio semplice analizzare uno studio dal punto di
    vista statistico, valutare la congruenza degli obiettivi coi
    risultati, i materiali, i metodi ecc. Soprattutto quando si tratta di
    questioni al limite, il cui confine tra l'effetto placebo e no può
    essere abbastanza sottile. È chiaro che mancando spesso questa
    capacità il medico deve "fidarsi" di chi gli racconta per sommi capi i
    risultati di uno studio, sia una ditta, un informatore o una rivista e
    se chi racconta ha qualche interesse personale in ballo tenderà se non
    ad alterare la verità perlomeno a presentarla in maniera tale,
    emotivamente tale, da colpire comunque il medico, da affascinarlo
    diciamo. Per questo forse una migliore attività pubblica di educazione
    sanitaria dei medici su questo sarebbe la benvenuta.

    2) Sui granuli/globuli e l'omeopatia

    Ma se i granuli vengono spruzzati con l'acqua omeopatica come fa
    questa a permanere nel granulo? Non evapora? Una "memoria" senza
    substrato su cui memorizzarla? :-O

    Cioè, più ci si gira attorno più la cosa diventa assurda: l'unico
    vantaggio che vedo è che se non puoi dire a uno "ti curo col placebo"
    allora gli dici "ti curo con l'omeopatia" e facendola anche pagare
    caretta l'effetto psico/economico è perfetto!

    Capisco perché solo i medici debbano essere autorizzati a usare
    l'omeopatia: perché in teoria solo loro sanno distinguere una vera
    malattia da una in senso lato psicosomatica. A questo punto capisco
    anche il perché della detrazione fiscale: costa molto meno allo Stato
    che rimborsare direttamente, che so, antiulcera o antidepressivi --
    senza contare che non si hanno effetti collaterali.

    Quasi quasi ci tocca dire W l'omeopatia!

    Il problema ovviamente sono i fanatici e i fuorilegge, quelli che
    anche per malattie gravi continuano con l'omeopatia lasciando magari
    il paziente privo di cure reali. Un altro problema è che, dal punto di
    vista collettivo, anche se l'omeopatia contribuisce al PIL impiega
    però risorse (private e pubbliche) che potrebbero venir utilizzate per
    investimenti assai più produttivi dal punto di vista medico.

    3) Sugli stralci dell'articolo di Bellavite citati da Terenzio

    Si nota quello che è tipico di queste materie, cioè il parlare per
    metafore non per concetti -- tantomeno per formule e/o dati appurati.
    Non è scienza ma una sorta di letteratura mitico/poetica. E proprio
    per questo non dobbiamo meravigliarci se i "racconti" di questi
    guaritori fanno così presa: l'uomo non è un animale solo razionale ma
    anche emotivo e fantasticante, ancora in balia del mito per così dire.
    Il problema è non confondere i due piani, le due logiche diciamo. Il
    concetto di "forza vitale" che è alla base delle teorie di Hanneman è
    esemplare di questo forma mitizzante e affabulatoria di fare scienza
    (che non è scienza nel senso galileiano).

    D'altra parte io credo che il sempre più diffuso ricorrere a questa
    pseudo medicina segnali qualcosa che non va nella medicina vera, non
    tanto nei suoi mezzi quanto nel suo approccio al malato, nelle
    relazioni e nelle strutture nelle quali il malato viene coinvolto,
    nella medicina in quanto apparato tecnico.

    Ciauz, slump.

    RispondiElimina
  80. Ok tutto a posto, adesso compaio come "slump"! Scusate l'inghippo e grazie.

    RispondiElimina
  81. Ciao Gianni, ti ringrazio per la tua lunga e paziente spiegazione.

    Sostanzialmente, quello che hai scritto (se ho capito bene) si puo' riassumere in due punti, che mi rendo conto avevi anche toccato sul tuo blog e nei precedenti interventi (sono un po' tardo...).

    1) Hanneman scriveva all'inizio dell'800, con conoscenze di medicina, biologia, chimica e fisica infinitesime rispetto a quello che sappiamo oggi.
    Il modello che proponeva poteva anche essere ragionevole allora, ma oggi fa acqua da tutte le parti.

    2) H. era una specie di animista: la forza vitale, le energie sottili, il biologico come ontologicamente (Zret tie'!) diverso dall'inanimato...

    Ok, va bene. Ma siamo all'inizio del 21mo secolo: sono passati duecento anni giusti giusti ed un medico omeopata e' prima di tutto un medico, con una robusta base di biologia e chimica, se non proprio di fisica.

    Una spiegazione come quella che hai dato tu ("Il tutto corrisponde ad una "disfunzione" a livello energetico/spirituale in un preciso ed unico punto di una sorta di matrice energetica, aura vitale, che l'omeopatia va a curare"), sara' anche quella originale di H., ma mi rifiuto di pensare che sia anche quella correntemente accettata dagli omeopati.

    Perche', se fosse cosi', non avrebbe il ben che minimo senso imbrattare milgiaia di pagine di articoli con pretese scientifiche per dimostrare la validita' di quello che e' ne' piu' ne' meno che pensiero magico (magari condendolo con la meccanica quantistica, che e' la nuova stregoneria della New Age).

    Se uno si mette a scrivere un articolo scientifico per spiegare o giustificare questo o quell'aspetto dell'omeopatia, allora vuol dire che accetta i metodi ed i modi della scienza.
    Ovvero, accetta che i fenomeni debbano essere osservabili, prima di tutto.

    Per questo vorrei tanto che un medico omeopata partecipasse alla discussione: perche' vorrei capire quali risposte da' lui, oggi, alle mie domande, e non quali risposte ha dato H. due secoli fa.

    Se poi mi dovesse dire che le risposte considerate valide correntemente sono proprio quelle che hai dato tu, allora dovrei concludere che WeWee ha torto.

    Se fosse cosi', l'omeopatia non sarebbe "curare con l'acqua fresca" o con l'effetto placebo.
    Sarebbe curare con magia e incantesimi.

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  82. Vorrei sapere perche' si tende (anche in farmacia) a confondere la omeopatia con la fitoterapia? .

    Ignoranza. Per lo stesso motivo, la maggioranza delle persone (anche quelle che la usano) credono che l'omeopatia sia una "cura naturale a base di erbe".

    Secondo me, la storia di quella povera bambina, anche se molto toccante, non c'entra molto. .

    Hai ragione. Ma il mio era un esempio di come il fanatismo "medico" (che esiste anche nella medicina ufficiale, intendiamoci) porti a certe estreme conseguenze e quindi che non si dica: ma tanto l'omeopatia male non fa. Fa tanto male quanto un antibiotico, se usato a sproposito.

    l'omeopatia non sarebbe "curare con l'acqua fresca" o con l'effetto placebo.
    Sarebbe curare con magia e incantesimi.
    .

    Che consistono nel far credere che l'acqua fresca guarisca le malattie.
    It's just an illusion (cit.).

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  83. WeWee:
    "Ignoranza. Per lo stesso motivo, la maggioranza delle persone (anche quelle che la usano) credono che l'omeopatia sia una "cura naturale a base di erbe".
    E' vero molti anche quelli che la usano non conoscono dettagliatamente come dovrebbe funzionare l'omeopatia.
    Ma lasciatemi fare 2 considerazioni.

    La prima è che la maggior parte delle persone che utilizza la medicina "riconosciuta" non sa come funzionano o dovrebbero funzionare i vari rimedi prescritti.

    La seconda, e fate anche qualche prova se non mi credete, è che anche la maggior parte dei medici "ufficiali" non sa perchè l'omopatia sarebbe una bufala, cioè la maggior parte dei medici ignora che il primo motivo scientifico per il quale l'omeopatia non può funzionare è che pretende di curare con l'"acqua fresca", eppure sono pronti a stroncarla e farsi un sorrisino quando la sentono nominare.

    RispondiElimina
  84. anche la maggior parte dei medici "ufficiali" non sa perchè l'omopatia sarebbe una bufala .

    Vero. Ma ancora più grave è che nemmeno i medici omeopati sanno sempre perchè l'omeopatia dovrebbe funzionare...
    ;)


    PS: Ho contattato due medici omeopati di mia conoscenza invitandoli a scrivere qualcosa. Hanno rifiutato tutti e due con una motivazione simile: "Non si possono spiegare scientificamente i meccanismi intrinseci dell'omeopatia".

    Ho allora chiesto ad una mia collega "ufficiale" che da qualche mese si sta interessando di omeopatia ed ha frequentato dei corsi, ha rifiutato l'invito con motivazione: "ancora non ho capito bene neanche io".

    Io insisto.
    :)

    RispondiElimina
  85. Purtroppo ho scoperto questo blog solo da pochi giorni ma sto provando a recuperare i (molti) post.
    Davvero complimenti a WeWee per le miriadi di informazioni utili/interessanti che rende accessibili anche ad un profano come me.

    Questa serie sulla omeopatia è davvero ottima ma c'è un (piccolo) particolare che non mi è chiaro:
    Nellarticolo scrivi che:

    "Già sarebbe da discutere sul fatto che i neonati o gli animali non siano suggestionabili, ma sono piccolezze, la cosa più interessante è che non esistono studi che dimostrino l'efficacia di un rimedio omeopatico sugli animali o sui neonati.
    [cut]
    L'omeopatia non ha dimostrato nessun effetto superiore al placebo nemmeno sugli animali nè sui neonati."

    Non capisco se gli studi su gli animali hanno dato risultati nulli o comparabili al placebo (non che questo, come giustamente fai notare, sia eventualmente prova diretta di qualche effetto).

    So che hai fornito i riferimenti agli articoli originali ma la mia conoscenza mediaca è veramente nulla e non riuscirei mai a leggere un articolo tecnico, sorry.

    Grazie mille.

    RispondiElimina
  86. Benvenuto Gas.

    se gli studi su gli animali hanno dato risultati nulli o comparabili al placebo .

    Il placebo è considerato sempre un punto di riferimento per stabilire l'efficacia di un farmaco perchè dire "effetto nullo" ha poco significato. Ogni trattamento così devi paragonarlo a qualcosa di materiale ma dal potere curativo nullo (il placebo è una compressa di zucchero o farina ad esempio) per vedere se ha degli effetti almeno di poco superiori.

    Tutte le prove di efficacia si realizzano rispetto ad un placebo e tutte le ricerche che ho indicato dicono che il prodotto omeopatico non ha mai avuto effetti superiori al placebo.

    Questo non vuol dire che li ha avuti uguali, sappiamo che non li ha avuti superiori e basta, la misura a quel punto ha poco significato. Se l'effetto del placebo fosse 1 ad esempio, avere un effetto 0 oppure 0,2 o 0,8 sarebbe praticamente lo stesso perchè non influisce sul decorso della malattia.

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  87. Grazie della veloce risposta, mi rimane però questo dubbio: a quanto ho capito negli uomini un placebo ha, in alcuni casi, dei (deboli) effetti "curativi" grazie agli effetti psicologici che può avere sul paziente. Alla fine della "cura" con un placebo, quindi, si avranno migliormaneti dovuti:
    1) al normale decorso del sintomo sotto osservazione
    2) ad effetti psicologici.

    Sono mai stati fatti studi su quanto influisce la seconda componente (psicologica)? Non mi sembrerebbe difficile condurre uno studio con un campione di persone non curate ed un campione "curato" con un placebo.
    Ha senso o sto delirando? :-)

    A questo punto però una nuova domanda sorge spontanea: i sostenitori della omeopatia confrontano i risultati ottenuti, sugli animali, dai loro "farmaci" con quelli ottenuti somministrando placebo agli animali stessi?
    Allora, o il fattore psicologico influenza entrambi i risultati o nessuno dei due, in ogni caso risultati comparabili determinano il fallimento dell'omeopatia. Giusto?

    Discorso diverso mi pare vada fatto per i bambini introducendo il "fattore mamma" :-)

    Mia esperienza: il pediatra di mio figlio piccolo (10 mesi) è un amico da tanto tempo e so che non crede ai preparati omeopatici. Come fai anche te, però, li somministra di tanto in tanto per rassicurare, non il paziente stesso (il bambino), ma la madre...

    [se c'è entanglement tra medico omeopata e paziente perchè non ipotizzare anche quello tra madre e figlio, un preparato preso dal figlio ha effetto sulla madre! :-)]

    Ciao

    RispondiElimina
  88. @WeWee:
    Tutte le prove di efficacia si realizzano rispetto ad un placebo
    una precisazione: per quanto riguarda i trattamenti allopatici il placebo e' ammissibile per un comitato etico solo in assenza di un trattamento standard di riferimento con efficacia superiore al placebo. Ma ho letto anche di alcuni studi omeopatici vs trattamenti allopatici (ne ricordo uno descritto in un libretto della Guna in cui si dimostrava la superiorita' anche se di poco dell'omeopatico. Non entro nei soliti noiosi dettagli sul disegno di studio, test statistici e via dicendo; mi limito a dire che era uno studio che faceva acqua un po' da tutte le parti).

    @GaS:
    Non mi sembrerebbe difficile condurre uno studio con un campione di persone non curate ed un campione "curato" con un placebo.

    eh insomma dipende dalla patalogia...ma indipendentemente da questo esiste uno scoglio enorme che in un ipotetico studio nulla vs placebo risulta insormontabile: la conoscenza e la consapevolezza di appartenere ad un gruppo di trattamento (placebo) o all'altro.
    Inoltre dovresti porti il problema di decidere se sia etico "ingannare" i soggetti a cui somministreresti il placebo raccontadogli che si tratta di un principio attivo.
    In caso contrario, raccontando la verita' "lei prendera' un placebo, una pillola di zucchero che si ritiene possa funzionare solo se lei crede che lo zucchero possa curare il suo problema" saresti quasi sicuro di vanificare lo scopo dello studio, ovvero valutare l'influenza terapeutica della suggestione.

    Di fatto negli studi randomizzati e in doppio-cieco i trattamenti a confronto devono essere indistinguibili per il paziente e per lo sperimentatore sotto tutti gli aspetti (forma, colore, sapore, odore, modalita' e tempi di somministrazione), ovvero devono differire solo ed unicamente per quanto riguarda la presenza del principio attivo. Cio' serve ad evitare che paziente e sperimentatore si facciano influenzare distorcendo le osservazioni a favore o a sfavore di uno dei due trattamenti.
    Incidentalmente proprio questo meccanismo garantisce che, qualora si sia osservato un effetto significativamente diverso dal nulla nel gruppo placebo, questo sia imputabile alla suggestione, alla convizione che si stava prendendo il farmaco e non la pillolina di zucchero.

    Ah..in ultimo per quanto riguarda l'effetto placebo negli animali e come ho gia' scritto altrove: sono sicuro che la mia gatta affetta da cistite guarira' piu' in fretta se, anziche' convicerla a ceffoni che le iniezioni di antibiotico sono per il suo bene, la accarezzo e la tranquillizzo (e poi..zac !)
    E se le coccole e le cure parentali in generale possono anche avere un effetto placebo dubbio, e' certo che lo stress nuoce alla salute.

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  89. Sono mai stati fatti studi su quanto influisce la seconda componente (psicologica)? Non mi sembrerebbe difficile condurre uno studio con un campione di persone non curate ed un campione "curato" con un placebo.
    Ha senso o sto delirando?
    .

    Il placebo influisce proprio sulla componente psicologica non su altro. Una pillola di zucchero non ha azione curativa se non nella misura in cui influenza la convinzione del soggetto che la assume di star assumendo un farmaco e quindi l'influenza della mente sulle capacità del corpo di "autoproteggersi" e stare (se e quando possibile) meglio.

    Ho anche linkato un articolo che parla dell'effetto di un placebo, ma di studi ne esistono tanti...

    http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/articolo/1339729

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  90. Ci sarebbe anche da fare un discorso sociale sulle "cure alternative" se si vuole capire il motivo per cui generalmente attecchiscono. Ciò che porta lo sviluppo di queste ideologie è semplicemente il benessere, l'opulenza: non solo quella economica, ma quella mentale. E la stragrande maggioranza delle persone che fanno uso di queste "cure alternative" (che cure non sono, come è accertato scientificamente), oltre ad essere profondamente ignoranti in materia palesano un certo menefreghismo indiretto o diretto verso le persone meno abbienti.

    Il pensiero "L'importante è che il mio giardinetto sia bello e splendente, chi se ne frega se quello del vicino è marcio..." è il frutto di questo sistema individualista, in cui al tempo stesso possiamo raggiungere ogni essere umano del pianeta, soddisfare i bisogni di ciascuno, eppure siamo ancora limitati al nostro recinto "mentale", abitativo e di confini territoriali...

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  91. @yari
    Non è sempre così. Molti cultori di medicine alternative sono persone seriamente interessate ad un mondo migliore. Ritengono che l'omeopatia o le medicine alternative siano più umane, più rispettose dell'ambiente (l'industria farmaceutica inquina, come in generale tutta quella chimica), con meno effetti collaterali, più accessibili a chi non ha grandi mezzi (nonostante i costi assurdi a cui vengono venduti, l'acqua o il lattulosio costano poco).

    In effetti se qualcosa come l'omeopatia funzionasse, sarebbe molto utile.

    RispondiElimina
  92. Gianni Comoretto,

    per "cure alternative" (che ho virgolettato prima ed anche ora ;)) intendo la fuffa, ossia sostanze che non curano ma che vengono spacciate per curative. Più che altro volevo focalizzare l'ideologia "alternativa" in generale, che si pone l'obiettivo di cambiare il mondo senza realmente modificarlo (vedi equo-solidale e boicottaggio ai grandi gruppi, ad esempio). Non è possibile avere settori produttivi "umani" in un sistema che umano non lo è. Non è possibile quindi migliorare la vita se non si supera questo sistema.

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  93. Azz, la faccina doveva essere questa: - ;) - e non la risataccia, I'm sorry :(

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  94. Il problema è che l'omeopatia fa credere di curarsi. Ci sono delle persone perfettamente in buona fede se il padre avesse avuto la consapevolezza di non stare curando la figlia probabilmente si sarebbe rivolto alla medicina allopatica, evitando la morte della figlia. Gli omeopati inganno la gente perché non dichiarano esplicitamente di essere placebo. per questo devono essere messi al bando come la marchi...

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