mercoledì 4 marzo 2015

I 10 miti (+1) più diffusi sull'omeopatia

Le medicine alternative sono un campo ricchissimo di miti e false convinzioni ed in fondo sono proprio queste che ne decretano il successo. Chi le vende sfrutta i miti sulle "alternative" per alimentare un'efficacia che alla prova pratica non esiste, chi le usa spesso lo fa convinto di aver "letto da qualche parte" (o da aver "sentito da qualcuno") che quella cura "funziona". La medicina alternativa più diffusa nel mondo è l'omeopatia, chi la usa, nella stragrande maggioranza dei casi, non sa realmente di cosa si tratta, è convinto di assumere medicine e principi attivi, pensa di curarsi quando invece effettua una cura a base di semplici caramelle di zucchero, tanto che gli è difficile accettare la realtà di quella che è venduta come medicina ed invece è semplicemente una pillola inerte. Quali sono i miti più comuni sull'omeopatia?
Proviamo a rispondere ai 10 più comuni (+1).
Chirurgia omeopatica: "Svelta infermiera, mi passi niente".

1) L'omeopatia è sempre più diffusa
FALSO: La diffusione dell'omeopatia è dovuta al fatto che sono tantissime le persone alle quali è consigliato un rimedio omeopatico da conoscenti o direttamente dal farmacista. L'omeopatia rappresenta meno dell'1% del mercato farmaceutico (in Italia) ed è meno venduta dei prodotti di bellezza e d'igiene in farmacia (con un lieve calo di vendite nell'ultimo anno). La dimostrazione della poca affezione dei pazienti nei confronti di questa pratica è che non esistono farmacie che vendono esclusivamente prodotti omeopatici (non riuscirebbero a sopravvivere) e nel mondo sono sempre di più quelle che chiudono per mancanza di utili. Stessa sorte ad "ospedali omeopatici", ormai in via di estinzione in nazioni come l'Inghilterra nella quale erano istituzioni solide del passato (l'ospedale di Bristol nel 2010 ha contato solo 470 visite ed ha chiuso, come quello di Londra) Pratica di "nicchia" fino agli anni '70, ha conosciuto un boom legato alle campagne pubblicitarie virali delle industrie omeopatiche che però hanno visto scendere gli utili parallelamente all'aumento di consapevolezza sull'inconsistenza di questa pratica pseudoscientifica. Le statistiche che periodicamente si leggono sui giornali usano termini vaghi per sostenere un presunto quanto inesistente utilizzo massiccio di omeopatia, ad esempio "il 7% degli italiani utilizzano prodotti omeopatici da soli o con i farmaci" senza far notare che se eliminassimo chi usa omeopatici associati alla medicina (quindi non si cura "solo con omeopatia") la percentuale diminuirebbe sensibilmente rendendola simile a quella che conosciamo, bassissima.

Numero di prescrizioni omeopatiche nel servizio sanitario nazionale inglese.

La voce che vorrebbe sempre più persone affidarsi all'omeopatia è una semplice operazione di marketing.

2) L'omeopatia è dimostrata scientificamente, come la sua efficacia
FALSO: Non esiste uno studio scientifico serio che dimostri inequivocabilmente l'efficacia dell'omeopatia, mentre studi condotti con precisione ed accuratezza statistica ne dimostrano l'inefficacia (al massimo un effetto paragonabile al placebo). I principi su cui si basa questa pratica, inoltre, sono contrari a leggi basilari della chimica e della fisica. Prima di dimostrare l'efficacia dell'omeopatia quindi, bisognerebbe stravolgere le leggi cosmiche, cosa che fino ad oggi non è mai avvenuta. Negli anni, inoltre, già le ipotesi di partenza (mai dimostrate) dell'inventore dell'omeopatia, sono state stravolte e trasformate per adattarle ai tempi (nell'epoca dell'invenzione dell'omeopatia gran parte dei concetti scientifici, a partire dall'esistenza dei batteri, erano sconosciuti) creando di fatto una nuova ipotesi senza però prendersi cura di dimostrarla. In parole povere un'ipotesi non dimostrata, modificata arbitrariamente con nuove ipotesi mai dimostrate.
Un esempio: oggi sappiamo che un granulo di omeopatia contiene solo zucchero. Non esiste quindi pericolo di intossicazione o di "sovradosaggio" e per questo l'omeopatia non può avere effetti collaterali, è un cavallo di battaglia degli omeopati. Ma Samuel Hahnemann, inventore dell'omeopatia sosteneva che una dose eccessiva poteva essere molto pericolosa e letale per chi la assumeva perché secondo lui quei rimedi un effetto lo avevano davvero. Oggi, avendo i mezzi per capire che non c'è nessun effetto, gli omeopati hanno stravolto le stesse idee dell'inventore di questa medicina alternativa mantenendone i presunti effetti positivi e cancellando, chissà perché quelli ipoteticamente negativi.

Dosi eccessive di una medicina omeopatica portano grave danno e mettono il malato in pericolo di vita. Oggi, visto che sappiamo che in un granulo omeopatico c'è solo zucchero, gli omeopati non lo dicono più. (Organon. S. Hahnemann, trad. Riccamboni)

3) L'omeopatia funziona sui bambini e sugli animali, è la prova che ha degli effetti
FALSO: Non vi sono studi scientifici ben condotti che mostrino un'efficacia superiore al placebo dell'omeopatia sugli animali o sui bambini. Gli effetti talora osservati su queste classi di individui sono paragonabili all'effetto placebo, noto per funzionare anche sugli animali e sui bambini (persino sui neonati) o su un fenomeno conosciuto come aspettativa (i genitori si attendono un effetto da ciò che somministrano e qualsiasi beneficio, anche spontaneo, è attribuito all'omeopatia). Molti degli effetti raccontati sono dovuti poprio a questo, malattie che passano da sole, malesseri banali, problemi che possono essere risolti semplicemente con pazienza e buon senso, sono "curati" con le caramelle omeopatiche che diventano automaticamente "autrici" del miglioramento.

4) Per essere omeopati bisogna essere specializzati
FALSO: Nell'ordinamento italiano non esiste la specializzazione (o la laurea) in omeopatia. Qualsiasi medico laureato ed abilitato alla professione può prescrivere rimedi omeopatici (e possono farlo solo i medici). Esistono in tutti gli ordini professionali degli albi "speciali" che raccolgono i medici che si definiscono "omeopati". Per essere inseriti in questi albi bisogna aver frequentato particolari corsi di formazione accreditati.

5) L'omeopatia è più economica della medicina
FALSO: Se in apparenza i prodotti omeopatici sembrano costare meno di quelli farmaceutici, la realtà è ben diversa. Mentre una medicina è frutto di anni di ricerche, esperimenti, costi tecnici ed umani, materie prime anche costose, l'omeopatia non evolve da 2 secoli e non contiene sostanze attive. Nessun prodotto omeopatico deve dimostrare (per legge) la sua efficacia (e questo è un processo che costa tempo e denaro) ma soltanto la sua innocuità (che riguardando prodotti costituiti da sostanze inerti è praticamente sottintesa). In questo modo i prodotti omeopatici sono enormemente più costosi di quelli farmaceutici, basti pensare ad un noto omeopatico per l'influenza il cui acquisto equivale a zucchero comprato a 2000 euro al kg. Anche rispetto alla salute pubblica l'omeopatia non fa risparmiare le casse dello stato e non conviene economicamente.

6) L'omeopatia rispetta la natura
FALSO: Se si parte dal presupposto che qualsiasi industria inquina l'ambiente circostante, questo vale anche per le industrie omeopatiche. C'è però una differenza: un'industria farmaceutica inquina per produrre farmaci con un'azione precisa, l'industria omeopatica inquina per produrre sostanze inattive. Riguardo la sperimentazione animale, anche l'omeopatia la effettua ed estrae i principi attivi di partenza (che poi scompaiono nel prodotto finale) anche da animali (persino in via di estinzione) così come realizza esperimenti su di essi, un sacrificio quindi inutile e senza senso. Le aziende omeopatiche più note sono multinazionali, anche quotate in borsa, esattamente come quelle farmaceutiche tradizionali, ammantarsi di un'aura di "naturalità" è l'ennesima operazione di immagine per consumatori poco attenti.

7) L'omeopatia è una medicina moderna
FALSO: L'omeopatia nasce nel 1800 e dalla sua nascita non ha avuto alcuna modifica né ha rivisto le sue nozioni iniziali che non hanno alcuna attendibilità scientifica, medica o sperimentale. L'omeopatia di oggi è la stessa di 2 secoli fa, quando non si conosceva l'esistenza di batteri e virus e l'origine delle malattie era un mistero. In ogni caso, lo zucchero (che costituisce la componente unica di qualsiasi granulo omeopatico oltre la 12ma diluizione) oggi è identico a quello di 200 anni fa e non ha modificato il suo unico potere: dolcificare.

8) L'omeopatia cura la causa, non il sintomo della malattia
FALSO: È l'esatto contrario: l'omeopatia pretende di curare le malattie partendo dal sintomo e somministrando ciò che quel sintomo lo provocherebbe (in medicina invece si somministra ciò che elimina il sintomo, spesso eliminandone la causa), è uno dei dogmi dell'omeopatia: "il simile cura il simile". Il "rimedio omeopatico" (cioè il tipo di granulo da somministrare al paziente) si sceglie in base al sintomo che la "tintura madre" (la sostanza originale dalla quale poi si ottiene il prodotto finale) provoca sul paziente, indipendentemente dalla causa. Per curare l'ansia si prescrive una sostanza che provoca ansia (di cui non vi è traccia nel prodotto in vendita). Per esempio, per curare l'insonnia si usa il caffè (che ha effetto eccitante), per curare la nausea l'ipecacuana (pianta che provoca nausea) e così via. Per l'omeopatia non ha importanza la causa: un raffreddore può essere causato da un batterio, da un virus, da un'allergia ed ogni causa ha una cura diversa, per l'omeopatia invece la cura si basa sul sintomo, indipendentemente dalla causa.

9) L'omeopatia non è pericolosa
FALSO: Se un prodotto è realmente omeopatico (cioè non contiene nulla) non ha una pericolosità diretta ma indiretta, distoglie cioè da cure efficaci e non tratta in maniera reale alcuna malattia. In alcuni casi però sono definiti come omeopatici dei prodotti che il principio attivo lo contengono veramente e questo può causare (com'è successo) effetti collaterali gravi. Un recente studio ha elencato le centinaia di vittime dirette o indirette dell'omeopatia e di ciò che si presenta come "omeopatico" ma non lo è.

10)  Nell'omeopatia abbiamo la certezza di ciò che compriamo

FALSO. Non essendoci nessun principio attivo in un prodotto omepatico di diluizione superiore ai 12CH, l'azienda produttrice può preparare il prodotto come preferisce, anche senza usare il principio attivo di partenza, visto che alla fine del processo questo sparirà del tutto. Non esiste alcun mezzo (oltre al controllo diretto, visivo) per controllare se realmente il prodotto omeopatico è stato realizzato come descritto. D'altronde nessun omeopata e nessuna persona al mondo potrebbe distinguere un granulo omeopatico (oltre la 12CH) da un granulo di zucchero, sono la stessa identica cosa. Non ci credete? Provateci.

10+1) I prodotti omeopatici contengono solo estratti di erbe e sostanze naturali
FALSO: Non contengono nulla.
I prodotti omeopatici (dalla dodicesima diluizione in poi contrassegnata con la sigla 12CH, ma probabilmente anche per quelle minori), contengono solo l'eccipiente che costituisce il prodotto: se l'omeopatico è venduto sotto forma di granulo lo zucchero, se liquido alcol o acqua. Non vi è traccia di nessun principio attivo né sostanza curativa, in un granulo omeopatico oltre la 12ma diluizione (la maggioranza di quelli in vendita) non c'è niente oltre allo zucchero, è una piccola caramella. Se per "sostanze naturali" si vuole intendere lo zucchero o l'acqua che costituiscono il prodotto, allora l'affermazione è vera. In ogni caso, tra i presunti principi attivi omeopatici, si utilizzano prodotti di tutti i tipi, oltre alla presunta presenza di sostanze vegetali, tra gli ingredienti utilizzati vi sono sostanze come lo sputo di tubercolotico, sostanze che naturalmente sono elencate senza però mai apparire nel prodotto finito. Esistono rimedi omeopatici che contengono pezzi del muro di Berlino, mercurio, raggi X o veleno di serpente: tutto "naturale", certamente...

Il termine "naturale" è comunque abusato: l'aspirina, i chemioterapici, l'aria, l'acqua e qualsiasi cosa si produca è per forza di cose "naturale" e spesso è molto più "processato" ed industrialmente modificato un prodotto omeopatico di uno farmacologico tradizionale (diluire per 100 volte e spruzzare su granuli una tintura madre è un procedimento molto più "artificiale del confezionare flaconi di glicerina).

Per concludere, nonostante il marketing e Big Homeo provino a far passare la "medicina degli zuccherini" come pratica seria e scientifica, l'unico dato assodato fino ad oggi (dopo 200 anni dalla sua creazione) è che i granuli omeopatici con diluizione superiore alla dodicesima (indicata come 12CH) sono semplici caramelle di zucchero. Le ipotesi alla base dell'omeopatia si basano su credenze e superstizioni ormai smentite che le permetterebbero di funzionare tramite effetti paranormali paragonabili alla stregoneria.
In base alle regole del commercio bisognerebbe capire come sia possibile vendere un prodotto che al suo interno non ha nessun principio attivo e soprattutto come possa essere permesso che un prodotto elenchi degli ingredienti che poi nessuna analisi e nessun mezzo di controllo potrà effettivamente riscontrare.

L'omeopatia è alternativa alla medicina come il tappeto volante è alternativo all'aeroplano.

Alla prossima.

91 commenti:

  1. rimedi omeopatici che "contengono" raggi X???

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    1. spesso raggi gamma che però portano allo sviluppo di uno strano colorito verde

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  2. rimedi omeopatici che "contengono" raggi X?

    Sì, anche "luce di luna" o "ecografia" e molte cose abbastanza schifose. :)

    http://abchomeopathy.com/r.php/x-r

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  3. sempre riguardo al punto 4) dato che l'omeopatia è una truffa perchè gli ordini dei medici continuano ad oppoggiarla?

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    1. Perché come le case farmaceutiche anche i produttori di prodotti omeopatici pagano bene!

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  4. riaguardo al punto 4) vidi anni fa un cartello "si offrono consulenze omeopatiche" affisso nella vetrina di un negozio di bigiotteria... siamo sicuri che è necessario essere registrati presso gli orini dei medici per prescrivere preparati omeopatici?

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  5. dato che l'omeopatia è una truffa perchè gli ordini dei medici continuano ad oppoggiarla?

    Non continuano ad "appoggiarla" (l'ordine dei medici è un organo burocratico, non scientifico) ma a "regolarla", tra le motivazioni il fatto di non lasciare in mano a ciarlatani una medicina alternativa. Senza dimenticare che le aziende omeopatiche sono belle ricche e potenti.

    siamo sicuri che è necessario essere registrati presso gli orini dei medici per prescrivere preparati omeopatici?

    Assolutamente sì, per legge. Probabilmente quel negozio aveva un accordo con un medico omeopata. Ma è significativo del livello scientifico della materia.

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    1. Caro Salvo con tutta la stima ma i medici dovrebbero agire in scienza e coscienza per cui curare fuori dalla scienza dovrebbe essere sanzionato.

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  6. "tra le motivazioni il fatto di non lasciare in mano a ciarlatani una medicina alternativa."...
    ma non è una medicina alternativa come potrebbe essere l'agopuntura che pare forse funzioni... e chi la propina E' un ciarlatano... o sbaglio?

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  7. ma non è una medicina alternativa come potrebbe essere l'agopuntura

    Sì invece, è nell'elenco delle medicine complementari, esattamente come l'agopuntura o l'ayurveda o altre. C'è tutto un business dietro queto tipo di "medicine", dai corsi per ottenere le certificazioni, i master, le scuole, i prodotti, gli ambulatori. È il mercato dell'alternativo. Chi la propone poi è un medico (appunto per legge) quindi, visto che è legale e riconosciuta, non può essere chiamato ciarlatano. Che poi lo possa essere sta ad ognuno pensarlo.

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  8. grazie!
    anche se questa cosa di regolamentazione dell'uso dell'omeopatia da parte dell'ordine dei medici mi sembra come se il minstero dei trasporti si occupasse di regolamentare la velocità degli asini volanti... per il fatto stesso di non essere medicina "uffciale" dovrebbe essere fuori dall'ambito di interesse dell'ordine... che un medico prescriva omeopatici o giochi a golf poco dovrebbe interessare all'ordine... regolamentando fanno un favore a chi usa questo fatto per ammantare l'omeopatia di ufficialità

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  9. Eh lo so...ma mentre se si parla di interessi e pressioni delle aziende farmaceutiche sembra tutto scontato, quando si parla di interessi e pressioni delle aziende omeopatiche tutti restano stupiti, come se facessero beneficienza. ;)

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  10. Una frase che spesso mi dicono quando ne parliamo è: "l'omeopatia a volte funziona perché l'effetto placebo a volte funziona".

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    1. Bisognerebbe sapere innanzi tutto cosa sia l'effetto placebo mentre sotto questo argomento finisce tutte le cose che non sapiamo spiegare, potrebbe essere la mano di Dio non essendo spiegabile non merita parlarne. Bisogna sempre ricordare il contraltare che è l'effetto NOCEBO ovvero gli effetti collaterali per somministrazione del nulla che parimenti non sappiamo spiegare.

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  11. non riesco a capire come possano esistere medici omeopati, sembra un paradosso...

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  13. Se uno vuol fare buoni affari invece mi sembra un ottimo business che non richiede neppure troppi sforzi. Ovviamente fare il vero medico è tutt'altra cosa

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  14. Qualcosa non si coglie bene nel punto 4:
    "Nell'ordinamento italiano non esiste la specializzazione (o la laurea) in omeopatia. Qualsiasi medico laureato ed abilitato alla professione può prescrivere rimedi omeopatici (e possono farlo solo i medici). Esistono in tutti gli ordini professionali degli albi "speciali" che raccolgono i medici che si definiscono "omeopati". Per essere inseriti in questi albi bisogna aver frequentato particolari corsi di formazione accreditati."
    Bisognerebbe chiarire che i "corsi particolari di formazione" non hanno niente a che vedere con le specializzazioni universitarie

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  15. Bisognerebbe chiarire che i "corsi particolari di formazione" non hanno niente a che vedere con le specializzazioni universitarie

    Beh, all'inizio della frase ho scritto che non esistono lauree o specializzazioni in omepatia. L'ho specificato insomma. :)

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  16. Ma allora anche per preparare "cose" omeopatiche bisogna essere certificati e seguire norme ben precise? Pensavo che bastasse confezionarli e metterli in vendita (tanto che male possono fare? Se fossi un farmacista potrei preparare flaconi su flaconi di quella roba, supposte, ecc.. come si fa con tutti i faraci galenici: se un altro farmacista dice che le mie medicine non sono omeopatiche che lo dimostri!).

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  17. L'Università di Bergamo (ahimè) ha organizzato e credo dato già il via ad un master per farmacisti sul tema: il marketing relativo all'omeopatia. Per me è folle che un istituzione che dovrebbe avere come unico faro la ricerca scientifica proponga simili attività.

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  18. "Per me è folle che un istituzione che dovrebbe avere come unico faro la ricerca scientifica proponga simili attività"
    Che sia un problema di business? Per dire, eh.

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  19. "La voce che vorrebbe sempre più persone affidarsi all'omeopatia è una semplice operazione di marketing."
    FALSO. Una bugia è una bugia, il marketing è altro. Confondere le due cose è fare torto a chi fa bene il suo lavoro, come dire che "dimenticare una pinza nello stomaco di un paziente è una semplice operazione di medicina".

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  20. "il marketing è altro"

    Per quanto, se la pubblicità è parte del marketing, non è che si possa dire, in generale e anche per prodotti che qualcosa di attivo hanno, che sia esente da bugie...
    (solo per dire che "marketing" di un prodotto è cercare di renderlo appetibile, che sia farlocco o meno. Quindi qui secondo me l'espressione ci stava)

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  21. Cosa si intende affermando che un intervento medico "funziona" ("works" in inglese)? Lo sintetizza bene l'infettologo americano Mark Crislip (vedi blog Science Based Medicine 15/2 2015) secondo cui " 'funzionare' è diverso dall'avere un effetto benefico. Una interazione positiva tra paziente e curante, anche se vengono prescritte pseudomedicine, produce in alcuni pazienti la sensazione di miglioramento[…]. Queste medicine cambiano la percezione non la realtà…". Crislip dà anche una buona definizione di "worthless" applicato a un lavoro clinico. Eccola: "Aggettivo. Uno studio clinico senza doppio cieco, placebo e avente come punto di riferimento il giudizio del paziente." Cioè la maggior parte degli studi sulle medicine "non convenzionali".

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  22. CimPy, il fatto che la pubblicità dica delle bugie è un luogo comune un po' complottista. E a noi i complottisti non piacciono vero? La pubblicità ingannevole è un reato, ci sono delle regole assai rigide, soprattutto nella comunicazione medica (io per lavoro faccio comunicazione per alcune delle più grandi aziende farmaceutiche del mondo).
    Il processo di marketing è complesso, coinvolge tutta l'azienda, dal business plan alle politiche di distribuzione. Dire che quattro stregoni fanno marketing perché dicono balle, è come dire che quattro stregoni fanno medicina perché danno gli zuccherini. E non fanno medicina, vero?

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  23. "La pubblicità ingannevole è un reato, ci sono delle regole assai rigide, soprattutto nella comunicazione medica (io per lavoro faccio comunicazione per alcune delle più grandi aziende farmaceutiche del mondo)."

    E' chiaro che tu hai una conoscenza specifica che ti porta a leggere quel "marketing" nell'articolo da professionista.

    Per noi profani, invece, era evidente il senso lato del comune parlare, come quando un tempo si diceva che "Dash lava così bianco che più bianco non si può" (non era vero, no?) o come quando oggi si lascia intendere che se tuo figlio gioca bene a calcio è tutto merito delle merendine industriali (possibile? No, mi pare), che sono ovviamente sane, nutrienti, favorenti la deambulazione e lo sviluppo delle capacità cognitive. Tu pensa che in qualche caso alcune agli adulti ridonano persino la vista...(se non sono autentici miracoli, questi!)

    Ecco, "marketing" proprio nel senso lato, di una patinatura che non si limita a magnificare gli effetti non nergativi ("il rimedio omeopatico non può indurre di suo effetti collaterali") ma nasconde gli aspetti non positivi("il rimedio omeopatico non può indurre di suo effetti se non eventualmente legati ad aumenti di glicemia. Occhio diabetici!") o addirittura se ne inventa di sana pianta ("il rimedio omeopatico ti cura").

    Senza per questo voler accomunare tutte le pubblicità o tutte le operazioni di marketing (ce ne sono di equilibrate, di corrette, di utili, ovviamente, come tutte quelle legate alle campagne di prevenzione ed i informazione di cose reali)

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  24. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  25. Una bugia è una bugia, il marketing è altro. Confondere le due cose è fare torto a chi fa bene il suo lavoro

    È la seconda o terza volta che chi lavora nel campo del marketing mi "richiama" perché uso questo termine per definire la pubblicità dell'omeopatia. Marketing non è un termine che ho usato in senso dispregiativo (perché dovrei) ma lo uso nel senso che si ha, quello di "pubblicità", al posto di marketing avrei potuto usare proprio la parola "pubblicità". La pubblicità ingannevole è un'altra cosa ancora. Se dico l'omeopatia cura il cancro faccio pubblicità ingannevole, se dico "l'omeopatia è sempre più usata" non faccio pubblicità ingannevole, faccio marketing, dico cioè qualcosa di non strettamente falso ma che induce il consumatore a percepire quello che voglio.

    L'omeopatia è sempre più usata? Certo, mica è una bugia! Rispetto agli anni '80 è molto più usata ma quante persone la usano? Pochissime. Quante la usano come "medicina esclusiva"? Ancora di meno, quasi nessuno.
    Cos'è questa se non pubblicità?

    Un'altra cosa: è proibito per legge fare pubblicità ai prodotti omeopatici. Cosa fanno quindi le aziende? Fanno pubblicità all'omeopatia! Ci sono diversi spot radiofonici che dicono "hai la congiuntivite? Usa il collirio omeopatico, chiedi al tuo farmacista". Non stanno violando la legge, stanno facendo i furbi.
    Se io investissi in una campagna pubblicitaria diretta alle pazienti che non riescono ad avere una gravidanza dicendo: "Venite da me. il 90% delle mie pazienti ha avuto un figlio!" Starei dicendo una bugia o facendo pubblicità ingannevole? No, essendo un ostetrico ginecologo la maggioranza delle pazienti hanno avuto un figlio (sono donne!) e praticamente tutti i ginecologi hanno il 90% delle pazienti che hanno avuto un figlio ma il pubblico forse percepirebbe che sono un ginecologo che, chissà per quale mia abilità, riesce ad fare ottenere un alto tasso di gravidanze a chi si rivolge a me. Probabilmente in tante direbbero "beh, proviamo, visto che quasi tutte ci riescono...". ;)
    Ecco, il mio cos'è se non marketing?
    Su Wiki poi leggo come definizione di marketing:

    "L'insieme delle attività che mirano a influenzare una scelta del consumatore" e direi che l'obiettivo di certe pubblicità è proprio quello.

    Non so se mi sono spiegato...

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  26. Finalmente qualcuno che scrive che anche l'omeopatia produce soldi,,. di solito leggendo le dichiarazioni dei "controinformati" postate un pochino ovunque sembra che solo la "medicina ufficiale" sia beceramente interessata al vil denaro, mentre tutti gli alternativi (omeopati naturopati stregoni ecc) opererebbero per un non meglio identificato senso di disinteressato altruismo...

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  27. Da notare un particolare che pochi conoscono. Le aziende omeopatiche, per sostenere l'idea che le loro vendite siano sempre in aumento, pubblicizzano il fatto di avere introiti sempre in salita (le multinazionali omeopatiche sono quotate in borsa, quindi anche questo è...marketing...ops! Scusate! :D ).
    Qualcuno ha scoperto che anche questo non è vero, cioè, è vero che gli introiti siano in aumento ma non per le vendite (che sono diminuite sensibilmente) ma perché hanno aumentato i prezzi. ;)

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  28. Un mio amico mi ha mandato questo link ad un trattato sull'analisi di studi scientifici che supporterebbero l'efficacia dell'omeopatia...io non ho le conoscenze mediche e statistiche per confutarlo anche se ad una prima occhiata mi pare che la maggior parte degli studi appaia su riviste omeopatiche...cosa ne pensi? http://www.guna.it/docs/editoria/_le_prove_scientifiche_dell_efficacia.pdf

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    1. La Guna produce fregnacce omeopatiche perciò sulla sua onestà ci dovrebbe essere la stessa diffidenza che gli alternativi riservano alle BigPharma. Quanto agli studi, come mai vengono pubblicati su riviste omeopatiche e non dove possono subire una qualche revisione? La risposta mi pare evidente.

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  29. ...cosa ne pensi?

    Conosco quella lista. Anche questo è un semplice opuscolo pubblicitario. La lunghissima lista di "studi scientifici" che proverebbe l'attendibilità dell'omeopatia è semplicemente una raccolta di qualsiasi studio di qualsiasi tipo che riguardi l'omeopatia. Ci sono studi "in provetta", altri assolutamente insignificanti, altri che solo a leggerli se ne capisce il livello infimo. Tanto per capirci, nella lista è incluso anche il "noto" studio di Benveniste, poi rivelatosi una truffa, pubblicato su Nature. Marketing. ;)

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  30. A me capita purtroppo di discutere con colleghi (non sono un medico, a scanso di equivoci) che mi dicono: "eh, però io con l'omeopatia sono guarito dalla malattia X dopo essere stato tre giorni in ospedale dove peggioravo a vista d'occhio". Una collega mi ha fatto un elenco di patologie interminabile da cui sarebbe guarita - il che mi ha portato a pensare che abbia una salute malferma... oppure che se le immagini - e io sinceramente non so cosa dire per non essere offensivo.
    Mi dicono solo che ognuno ha il suo rimedio omeopatico personale per ogni disturbo, anche di fronte alla mia obiezione che se tolgo le etichette nessuno capisce più cosa siano.

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  31. Una delle cose che ho notato è che a cadere in questi tranelli spesso ci sono persone dalla cultura medio alta, magari anche di stampo scientifico.
    Mi sono chiesto spesso perché, e mi sono dato alcune risposte. La prima è che chi ha una maggiore cultura, magari vuole approfondire maggiormente i problemi, mentre chi ha meno strumenti tutto sommato si fida del suo medico e stop. La seconda è che per quanto uno abbia delle generiche conoscenza, questo non vuol dire essere degli esperti, ma tuttavia uno tende lo stesso a sopravvalutarsi. Saper leggere un argomento complesso è una cosa, coglierne gli aspetti più fini è un'altra, malo stesso serve a darsi un'aria di conoscenza.
    C'è un ultimo aspetto interessante, quello di voler applicare al proprio corpo delle ideologie; io non mangio, non mi curo per delle necessità, ma per dimostrare delle idee che ho a riguardo.
    Certo che a volte l'oblio della ragione da chi ha dato più esami di chimica ... fa cadere le ... ehm ...

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  32. Saper leggere un argomento complesso è una cosa, coglierne gli aspetti più fini è un'altra, malo stesso serve a darsi un'aria di conoscenza.

    Certo. Ma a me succede spesso qualcosa di più "strano". Quando dico ad un amico o a un collega (persone in gamba, colte, professionisti, medici!) che in un granulo omeopatico non c'è niente, mi guardano perplessi, come se stessi dicendo una sciocchezza. Quando lo ribadisco, spesso liquidano la faccenda con "non è possibile" o "no, ti sbagli, ci sono piccole quantità di erbe o estratti naturali" e basta, non vogliono saperne. Ora, va bene l'ignoranza ma se qualcuno ti dice una cosa del genere, io andrei ad approfondire...o no?

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  33. Se uno capisce che nel rimedio omeopatico propriamente detto non c'è niente di niente, a meno che non creda alla magia, smette subito di usare rimedi omeopatici.

    Se però uno vuole continuare a prendere rimedi omeopatici pensando che abbiano un valore terapeutico che esuli da forze spiritiche, deve per forza rifiutarsi di accettare che non contenga nulla.

    Forse quel tale alla magia non credeva.

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  34. A me hanno detto che, siccome su di loro l'omeopatia ha indubbi effetti benefici, sta agli scienziati capire perchè questi rimedi funzionano. Sono quindi gli scienziati in difetto, in quanto non capaci di spiegare come mai un granello di zucchero con nulla dentro possa curare alcune malattie. Si aspettano quindi a breve una rivoluzione scientifica epocale capace di stravolgere le conoscenze finora ottenute di fisica, chimica e biologia e di spiegare scientificamente perchè l'omeopatia funziona...

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  35. Ma c'è un vuoto legislativo impressionante sulla questione o sbaglio? Come fa un medico o un farmacista, dal punto di vista etico e legale a somministrare qualcosa che non è riconosciuta come valida dalla medicina stessa? È paradossale! Mi aspetterei che fosse vietato per un medico praticare anche l'o eopatia e che sia vietato nelle farmacie venderla

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  36. "Come fa un medico o un farmacista, dal punto di vista etico e legale a somministrare qualcosa che non è riconosciuta come valida dalla medicina stessa?"

    Come fanno molti venditori: guarda prima il libro mastro dei conti.

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  37. Eh, si, sull'etica ci ho pensato anche io. Ma dal punto di vista legale? A rigor di logica a questo punto ci dovrebbe essere il divieto per un medico di somministrare o consigliare rimedi omeopatici.contravviene alla scienza per cui ha giurato e per cui ha preso laurea e specializzazione.

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  38. "dal punto di vista legale?"

    Ma da un punto di vista legale si possono vendere anche cose che bene non fanno, come certe merendine per bambini, spacciate per naturali e salutari, con scadenza fra 3 o 4 anni se conservate nella confezione..
    Il "rimedio omeopatico", direttamente, non fa più danni di un normale bicchiere d'acqua con qualche granello di zucchero - meno comunque delle caramelle di zucchero colorate che si vendevano fin dagli anni 50/60 in farmacia a costi esorbitanti con la scusa che erano "un prodotto farmaceutico"...

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  39. ...Per dire. prima che qualcuno equivochi, che fosse per me estenderei il codice a coprire anche quei casi dove la parola "omeopatia" non c'è ma l'inganno o l'arricchimento indebito sì. E' che poi non ci sarebbero più merendine...

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  40. Altra bordata per i sostenitori delle omeo-fregnacce:

    http://m.ilmessaggero.it/m/messaggero/articolo/salute/1234039

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  41. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  42. E, di passaggio, quoto questo che tratta di guaritori e quindi anche di rimedi magici, tra cui può stare, a buon diritto, l'omeopatia

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  43. Michele:
    "Tra l'altro, è incredibile che siano stati presi, non so con quale criterio, 225 studi su migliaia di lavori scientifici che documentano quanto siano efficaci i medicinali omeopatici per diverse patologie"
    Migliaia di che? Ne citasse uno decente - uno solo. Quanto sono efficaci i medicinali omeopatici? Quanto un bicchiere d'acqua, con o senza un po' di zucchero.

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  44. "La bocciatura non piace a Osvaldo Sponzilli, direttore dell'Ambulatorio di Medicina anti-aging, omeopatia e agopuntura dell'Ospedale Fatebenefratelli di Roma"

    Strano. UIn po' come se un oste non gradisse una recensione sfavorevole del suo locale. Epperché mai dovrebbe lamentarsi? Neanche qualcuno gli stesse rovinando il business solo perché serve acqua come fosse vin santo...

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  45. La critica degli omeopati al report australiano è che non sarebbe stato applicato il trattamento personalizzato, peggiorando così artatamente l'analisi. Questa storia della cura individualizzata è la solita penosa scappatoia utilizzata per svicolare dall'evidenza dei numeri e mi ricorda molto la storia del drago invisibile in garage di Sagan.

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  46. L'articolo di Repubblica è scandaloso, non fa altro che riportare le repliche di due medici omeopati allo studio australiano, senza metterle minimamente in questione, in una specie di par condicio che non ha nulla a che vedere con l'informazione. Come è stato fatto notare, quando una dottoressa dice che ci sono "migliaia di lavori scientifici che documentano quanto siano efficaci i medicinali omeopatici per diverse patologie" te giornalista come fai a riportarla paro paro, senza tentare neppure un minimo di verifica? Che razza di informazione sarebbe? (Francesca Violi) http://www.repubblica.it/salute/medicina/2015/03/12/news/farmaci_omeopatici_studio_australiano_li_boccia_inefficaci_per_ogni_malattia_polemiche-109383812/?ref=HREC1-20

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  47. A proposito del vaccino omeopatico antinfluenzale...mi chiedo perché non facciano vaccini anche x altre malattie serie come il tetano la rosolia la parotite etc...se il principio omeopatico è corretto deve funzionare per tutto no???

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  48. Salvo, tu che ti sei occupato dell'argomento, sai se ci sono "regole" per poter vendere un preparato come omeopatico? Perché in una farmacia di Roma tempo fa chiesi un collirio (avevo gli occhi arrossati) e provarono a vendermi un collirio "omeopatico". Però leggendo l'etichetta c'era scritto che la fialetta da X ml conteneva N mg di estratto di camomilla e di altre erbe. Quindi era un preparato erboristico, ma venduto come omeopatico. Non l'ho comprato lo stesso, scosso dal salto mortale, ma sono rimasto col dubbio: ma si può scrivere sull'etichetta "omeopatico" anche se contiene quantità misurabili di principio attivo, e per misurabili intendo espresse in ml o mg?

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    1. sai se ci sono "regole" per poter vendere un preparato come omeopatico?

      Sì, dal punto di vista commerciale, si può definire "omeopatico" qualsiasi prodotto che usa la centesima parte di principio attivo usato nella farmaceutica tradizionale. Per capirci meglio: se farmacologicamente, la camomilla ha un effetto decongestionante sugli occhi ad un dosaggio di 100 mg, basta vendere un prodotto con 1mg di camomilla per poterlo etichettare "omeopatico".

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    2. @Salvo
      si può definire "omeopatico" qualsiasi prodotto che usa la centesima parte di principio attivo usato nella farmaceutica tradizionale

      Ieri stavo prendendo una tachipirina e ricordando questo commento mi è venuto un dubbio.
      La tachipirina si può trovare in dosi da 1000 mg, 500 mg, 250 mg, 125 mg, 100 mg, 62.5 mg.

      Ma allora, dal punto di vista commerciale, per poter definire omeopatico un farmaco contenente il paracetamolo, quale "centesima parte" devo considerare?

      La centesima di 1000 o la centesima di 62.5 ?

      ( A naso mi verrebbe da dire la centesima di 62.5)

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    3. Ma allora, dal punto di vista commerciale, per poter definire omeopatico un farmaco contenente il paracetamolo, quale "centesima parte" devo considerare?

      I vari dosaggi corrispondono a varie età o situazioni nelle quali è utile diminuire la quantità di farmaco (per esempio nei bambini non darai mai una compressa da 1000). Nel caso del paracetamolo quindi, se esistesse un paracetamolo da 10 mg per adulti (la 100ma parte di quello da 1000), si potrebbe definire omeopatico e così per gli altri dosaggi, la 100ma parte di ogni dosaggio (quello da 62.5 non è per adulti e quindi non puoi considerarlo omeopatico per adulti, è soltanto inefficace...).

      Questo dal punto di vista commerciale e legale. Naturalmente non si potrebbe dire che in quel prodotto non ci sia nulla (c'è poco paracetamolo, inefficace ma c'è), nei prodotti omeopatici invece (quasi la totalità oltre la 4CH, moltissimi oltre la 12CH), possiamo dire che c'è "quasi niente" o probabilmente niente (nei > della 4CH) o sicuramente niente (in quelli oltre la 12CH).
      :)

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  49. se i farmaci omeopatici non contengono nulla come fanno ad essere dannosi?

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    1. Comvincendoti a non prendere ciò di cui hai bisogno.
      Ad esempio, un genio pensava che l'acqua feesca fosse un sostituto adeguato della tiroxina, e per poco non si liberava della moglie...
      (Ogni riferimento ad un simpaticone che crede e diffonde bufale, di vario genere e non solo mediche, è puramente casuale)

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    2. Anche rimanere immobili mentre la barca affonda può essere dannoso.

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  50. Buongiorno,
    non starò a perdere e farvi perdere tempo su parole e frasi trite e ritrite in questo blog. Invito solo i curiosi e disposti ad accettare che "forse qualcosa non l'avevamo capito" a leggere alcuni articoli, lasciando da parte aneddoti e stregonerie in cui nessuno dovrebbe credere. Quindi trovo in Frontiers of Biosciences un articolo col seguente titolo: Adaptative network nanomedicine: an integrated model for homeopathic medicine, e sulla rivista Physica un altro articolo: Thermoluminescence of ultra-high dilutions of lithium chloride and sodium chloride. Potrei citarne altri (e tutti pubblicati su riviste accreditate scientifiche), ma mi fermo qui. L'intento dei diversi Autori credo sia quello di verificare, con i mezzi OGGI in nostro possesso, se queste famose ultradiluizioni hanno qualcosa oppure no, se e come possono provocare su un sistema biologico qualche tipo di risposta. E i risultati ottenuti credo suscitino sorpresa, e curiosità scientifica nel proseguire la ricerca. Cosa sia stato il passato, basato su empirismo, riti più o meno magici, deve lasciare e cedere il passo alle risposte ottenute da studi impostati su una serietà e scientificità cristalline. La mia sensazione è che si sia davvero prossimi a dare la definitiva risposta affermativa sull'efficacia delle sostanze sottoposte a diluizione e attivazione energetica. Molti esulteranno (i fedeli dell’omeopatia), alcuni ammetteranno che si erano sbagliati (persone oneste), ma molti arroccati sulle loro posizioni obsolete rimarranno fermi al passato, e non ammetteranno che la "terra è tonda". Non ne faccio una questione di vittoria o sconfitta dei singoli, ma affermo che è giunta l’ora che la scienza (non le chiacchiere) fornisca una risposta a fenomeni rimasti incompresi per troppi secoli.
    Roberto

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    1. Chiedo scusa: mia madre da adulta non superava i 140 cm di statura. Avrei forse dovuto curarla con le NANOmedicine? P. S. Molto più banalmente io facevo come i pediatri e dosavo i farmaci in mg pro kg pro die.

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  51. Invito solo i curiosi e disposti ad accettare che "forse qualcosa non l'avevamo capito" a leggere alcuni articoli

    Tempo fa scrissi un articolo sulle disquisizioni su altezza e caratteristiche fisiche degli elefanti rosa. Interessante. Il problema è che possiamo passare anni a discutere della lunghezza della proboscide di questi animali o della durata delle loro gravidanza ma prima di dire che esistono dovremmo trovarne uno. Io non l'ho mai visto, nessuno scienziato lo ha mai catturato, fotografato, inseguito, tanti dicono di averlo visto ma nessuno può dimostrarlo. Allora, finché nessuno lo farà, discutere delle loro caratteristiche è un'interessante esercizio dialettico ma fine a se stesso, inutile, sicuramente non scientifico. Anzi, solo il fatto di perdere tempo e soldi per inseguire un fantasma è già stupido.
    :)

    è giunta l’ora che la scienza (non le chiacchiere) fornisca una risposta a fenomeni rimasti incompresi per troppi secoli.

    Mah, in realtà la risposta c'è da 200 anni ma gli omeopati continuano a fare finta di niente: l'omeopatia non esiste ed in ogni caso non funziona. Lo zucchero è efficace come lo zucchero. Lo dice la legge di Avogadro, la ricerca scientifica, il buon senso. Non so cosa si voglia di più.
    Io capovolgerei l'opinione: è giunta l'ora di mettere fine ad una delle superstizioni più insulse degli ultimi secoli (dopo gli oroscopi, naturalmente).

    Saluti!

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    1. Buongiorno dr. Di Grazia,
      intanto grazie per avermi risposto. Lei afferma: Lo dice la legge di Avogadro, la ricerca scientifica, il buon senso. La legge di Avogadro e il buon senso non si toccano, sono stabiliti. Ma la ricerca scientifica evolve, è dinamica, non statica. L'insieme dei danni provocati da medici praticoni, stregoni, utilizzatori di pendolini e diplomati omeopati per corrispondenza non è il punto della questione. Se lei parla con i fisici di "nanobolle", di nanomedicina e di biofotoni comprendono esattamente di cosa si sta parlando, e questo è un campo su cui si sta lavorando con vivo interesse, anche in centri di eccellenza come il CNR; il problema è che se parli di queste cose con molti medici, c’è reticenza ad aprirsi, ad indagare, a voler capire. Lei avrà milioni di cose da fare, già solo tenere dietro a questo blog è un impegno enorme, in più è medico, marito, padre ecc. (come lei stesso ha scritto). Allora: se con tante cose da fare non ha più tempo di leggersi articoli recenti e comparsi non sul Giornalino Omeopatico di Paperopoli, ma su riviste scientifiche "vere", comprendo (la mancanza di tempo) e allora capisco che non possiamo continuare il nostro confronto, una stretta di mano amichevole e arrivederci. Se invece ha deciso e sentenziato sulla base di una visione cristallizzata, immutabile ed inamovibile che quello che si doveva dire è già stato detto (l’ipse dixit è stato dimostrato falso nel corso dei secoli più e più volte), ed è cieco, sordo e nemmeno vuol capire ciò che sta accadendo in certi ambienti di ricerca, allora mi faccio un altro tipo di considerazione, e le auguro un enorme in bocca al lupo, ne ha bisogno.
      Cordialmente.
      Roberto

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    2. Esistono riviste omeopatiche? Sono quelle che meno leggi più capisci?

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  52. La legge di Avogadro e il buon senso non si toccano, sono stabiliti. Ma la ricerca scientifica evolve

    Certo.
    Questo non dimostra che esistono gli elefanti rosa e che la loro altezza dipenda dalla loro alimentazione. Anzi, la ricerca scientifica ci dice che gli elefanti rosa non esistono (mai visti e mai avute prove della loro esistenza) e che possiamo forse ipotizzarli e quindi immaginarne altezza ed alimentazione ma restano ipotesi, niente più. Belle, affascinanti, poetiche ma ipotesi, ovvero cose che non curano nessuno.

    se con tante cose da fare non ha più tempo di leggersi articoli recenti

    Lei sta dando per scontato che io non abbia letto quegli articoli. Io però non penso che lei ha "deciso e sentenziato", io capisco che chi crede (termine non a caso) all'omeopatia non accetti nessuna spiegazione, nemmeno quella evidente, ovvia e ad oggi più accettata e quando si trova di fronte ad un'obiezione pensi "non è possibile!", sapesse quante volte ho affrontato ragionamenti del genere. :)
    ...e se un giorno si dimostrasse l'omeopatia?
    Boh, quando e se qualcuno riuscirà a dimostrare che una pallina di zucchero cura più di una pallina di zucchero ne riparleremo. Sarà bellissimo, uno strumento in più per curare la gente.

    Se lei parla con i fisici di "nanobolle", di nanomedicina e di biofotoni comprendono esattamente di cosa si sta parlando

    Ma infatti io, non essendo espero di fisica o ingegneria, quando leggo qualcosa che va oltre le mie competenze mi faccio spiegare, dare una mano e proprio fisici ed ingegneri hanno sorriso quando ho chiesto lumi sulle parti che non capivo. Gli studi che lei ha indicato (ma ce ne sono altri simili) sono abbastanza comuni in omeopatia, fanno proprio quello che dicevo io a proposito degli elefanti rosa: si tova un'orma profonda ed inspiegabile e si dice "ecco, è l'elefante rosa!". A niente vale spiegare che potrebbe trattarsi di un elefante azzurro gigante o normale ma un po' grosso, no, per gli elefantopati è un elefante rosa, chiuso il discorso e chi non ci crede è chiuso di mente.
    Tempo fa scrissi una "risposta" ad uno studio omeopatico (annunciato come "rivoluzionario") apparso in una rivista scientifica.
    La mia risposta era ricca di argomenti, documentata, seria e pacata. Beh, non solo la rivista non la pubblicò ma l'autore (noto omeopata) ebbe una crisi isterica e mi inviò una mail con le parole: "L''omeopatia non è un placebo". :)
    Niente altro. Non discuteva le mie obiezioni, le osservazioni, i dubbi, niente. Disse semplicemente che era inutile insistere, non ammetteva critiche.

    Gli studi che indica infatti non dimostrano l'esistenza dell'omeopatia o che l'omeopatia sia efficace o curi il raffreddore. Gli autori notano degli effetti, non li sanno spiegare e concludono che si tratti di omeopatia. Non proprio il procedimento più scientifico che si possa seguire.
    Proprio sugli studi che indica, se interessato, ci sono tante risposte anche in rete, interessanti, per esempio per uno di essi, nel paragrafo "Homeopathic science" qui.
    Saluti.

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    Risposte
    1. Buongiorno dr. Di Grazia,
      di nuovo grazie per la riposta esauriente e pacata, le persone "normali" sanno discutere pacatamente, senza inveire o peggio ancora, e spero di essere allineato a questo suo modo di essere.
      Se ho un problema di salute importante (non parlo certo del raffreddore!) sa con cosa mi curo? Cortisonici, antibiotici e FANS, perchè voglio essere sicuro di risolvere bene ed in fretta i miei problemi.
      Però sono curioso ed attento a ciò che sta succedendo intorno, e siccome ho amici che si curano da tempo con "l'altra medicina", ho voluto approfondire; inizialmente per deridere gli amici e smontare le loro credenze, ma scoprendo poi che, lasciandosi dietro tutta la parte ammantata di magia di cui abbiamo discusso negli altri due messaggi che ci siamo scambiati, "c'è qualcosa di nuovo sotto al sole". La sua esperienza col tizio omeopata in crisi isterica è un classico: chi non sa sostenere, come invece lei sa fare, un confronto tra persone intelligenti e serie, non va nemmeno considerato. Punto. Non sono quelle (gli omeopati talebani del "lo hanno detto i padri dell'omeopatia") le persone dalle quali potremo ricevere novità scientificamente solide sul mondo della nanomedicina, ma saranno (credo) i fisici, i chimici, comunque non i medici (penso) a fornirci novità spiegate e dimostrate su cui ragionare. Avuto lo strumento nuovo, poi si dovrà passare ad una sperimentazione clinica randomizzata e controllata in doppio cieco, e questo sarà il lavoro dei medici, che dovranno dichiarare se l’effetto della “nuova” terapia fornisce risultati statisticamente significativamente superiori al placebo/controllo.
      La sua frase: ”Sarà bellissimo, uno strumento in più per curare la gente.” è esattamente quello che auspico, cioè che venga fornito un sistema di terapia che NON dovrà sostituire quello attualmente in uso, ma che costituirà una freccia in più nella faretra del medico.
      Non sapendo quanto lungo possa essere ogni messaggio inviato, in un altro a seguire le invio l’abstract di uno studio interessante.
      Grazie ancora della diponibilità.
      Saluti.
      Riccardo

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    2. Ecco quanto promesso.
      Langmuir è una rivista accademica, si occupa di chimica fisica, in particolare di chimica delle superfici.
      Alcuni Autori in un articolo comparso nel 2012 su questa rivista ed intitolato: “Why Extreme Dilutions Reach Non-zero Asymptotes: A Nanoparticulate Hypothesis Based on Froth Flotation” hanno scritto, per l’articolo stesso, il seguente abstract:
      Sono state preparate diluizioni estreme, in particolare di rimedi omeopatici alla 30 CH, 200 CH e più, con un processo in serie di diluizione 1: 100. Come risultato, sono stati raggiunti fattori di diluizione di 1060, 10400 o anche maggiori. Pertanto, a queste diluizioni sono INCONCEPIBILI sia la presenza di un ingrediente attivo, sia l'efficacia terapeutica di questi rimedi, perché nemmeno l'esistenza di tracce delle materie prime di partenza è concepibile. Tuttavia, studi fisico-chimici di queste soluzioni hanno INEQUIVOCABILMENTE stabilito la presenza delle materie prime di partenza in forma di nanoparticelle anche a queste estreme diluizioni (super-Avogadro,> 10-23). In questo articolo, proponiamo e validiamo un’ ipotesi per spiegare come le nanoparticelle vengono mantenute anche a tali livelli di diluizione enormi. Abbiamo dimostrato che una volta che la concentrazione di massa è inferiore a un livello di soglia di pochi nanogrammi / millilitro (ng / ml), al termine di ogni fase di diluizione, tutte le nanoparticelle si portano verso la superficie e sono alloggiate in un monostrato. Questa popolazione (di nanoparticelle) dominante all'interfaccia aria-liquido viene conservata e trasportata alla fase successiva, formando così una concentrazione asintotica. Così, tutte le diluizioni sono solo apparenti e non reali in termini di concentrazioni di materie prime di partenza.
      Cordialmente, Roberto

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  53. Ho firmato l'appello del CICAP. Secondo me basterebbe una prefazione ad un libro così per chiederne le dimissioni. Se non fosse che lo scandalo è nella tolleranza dello Stato verso queste forme di pseudoscienza. http://frrfrc.blogspot.it/2015/10/lo-stato-dellarte-della-medicina.html

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  54. Se ho un problema di salute importante (non parlo certo del raffreddore!) sa con cosa mi curo? Cortisonici, antibiotici

    Perché?
    Se l'omeopatia funzionasse, perché non dovrebbe curare "tutto" (tutto è impossibile ma almeno malattie che non passano da sole)? Perché non si può fare un'anestesia omeopatica? Perché gli omeopati che ho operato non hanno mai chiesto di usare l'antibiotico omeopatico dopo l'intervento?

    Non sono quelle (gli omeopati talebani del "lo hanno detto i padri dell'omeopatia") le persone dalle quali potremo ricevere novità scientificamente solide

    Eppure, le assicuro, è uno degli omeopati italiani più noti e pure più citati per le sue "ricerche" sull'omeopatia. :)

    dovranno dichiarare se l’effetto della “nuova” terapia fornisce risultati statisticamente significativamente superiori al placebo/controllo.

    E perché lei non accetta la "dichiarazione" di fallimento dei tanti studi randomizzati, in doppio cieco e controllati (su grandi numeri) che sanciscono l'efficacia dell'omeopatia?
    Da quanto emerge dalle ricerche (quelle più serie) l'omeopatia non funziona e non è plausibile. Perché gli omeopati insistono nonostante questo?
    Non dovrebbero dire (se fossero dontologicamente onesti e seri) "ok, per noi funziona ma fino a quando non è dimostrato non possiamo venderla come medicina"? Che differenza c'è tra l'omeopatia e il mostro di LochNess dal punto di vista scientifico?

    al termine di ogni fase di diluizione, tutte le nanoparticelle si portano verso la superficie e sono alloggiate in un monostrato. Questa popolazione (di nanoparticelle) dominante all'interfaccia aria-liquido viene conservata e trasportata alla fase successiva

    Un po' l'equivalente di una contaminazione quindi. La diluizione c'è ma restano "nanoparticelle" in "sospensione" in superficie. Hanno "diluito" male? Le nanoparticelle erano disperse nell'aria?
    Hanno usato una "diluizione" o una "sospensione" (che non si comporta come una normale miscela)?
    Hanno "dinamizzato" male? Cioè, in cosa, il fatto che minuscole particelle della sostanza iniziale si ritrovino a "galleggiare" in superficie dopo migliaia di diluizioni, è prova che l'acqua abbia una "memoria" o che il caffè curi l'insonnia o che la quantità di nanoparticelle abbia una qualsiasi azione sull'organismo opposta a quella che hanno in natura (e proprio quella che vogliono gli omeopati!)? Cosa dimostrerebbe di "nuovo" un esperimento spiegabile in decine di modi diversi, tutti estranei alla "magia" omeopatica? Perché questo dovrebbe spiegare l'omeopatia?

    Non so se riesco a spiegarmi. La storia degli "elefanti rosa" vale sempre, anche in questo caso, si cercano meccanismi intricatissimi per spiegare un fenomeno mai dimostrato, prima dimostra il fenomeno, POI cerca di spiegarne i meccanismi. Semplice.
    Lei parte dal presupposto che l'omeopatia qualcosa fa (certo che la fa, un po' di effetto placebo) e quindi cerca prove, appigli, possibilità, in qualsiasi cosa che possa esserlo (che è comprensibile, dal suo punto di vista, chi crede nella Madonna di Medjiugorie, vede il Sole roteare), io dall'altro presupposto: finché nessuno dimostra che una pallina di zucchero funziona più di una pallina di zucchero, io, medico, non la prescriverò mai. Io voglio curare, non illudere.

    :)
    Saluti!

    RispondiElimina
  55. "hanno INEQUIVOCABILMENTE stabilito la presenza delle materie prime di partenza in forma di nanoparticelle"
    Roberto,
    facciamo finta che sia una cosa vera, solo per amor di discussione.

    Intanto, sarebbe molto difficile avere acqua che fosse *solo* acqua - nel suo cammino fino al bicchiere che teniamo in mano incontra un po' di tutto, sostanze tossiche e mutagene comprese.

    Quindi (sempre facendo finta che le nanoparticelle ci siano in barba alle leggi della fisica persino quando non ci dovrebbero essere) o concentrazioni "nano" delle varie sostanze - buone o cattive che siano - ci fanno un baffo, oppure i prodotti omeopatici (e qualsiasi liquido venduto come acqua potabile) in realtà conterrebbe molte più nanoparticelle di veleni che di principi attivi salutari.

    E se la quantità nella diluizione non conta - se bastassero nanoparticelle per avere effetti, non si salverebbe nessuno: ogni bicchiere d'acqua (per non parlare dell'aria che respiriamo) sarebbe più mortale che salutare.

    Per converso, non avrebbe alcun senso la posologia dei farmaci: il "numero di gocce in base al peso" del soggetto sarebbe inutile: due nanoparticelle a tutti e via...

    Oppure Le toccherebbe inventarsi qualcosaltro - chessò, che l'acqua ricorda si, ma solo le cose belle perché è ottimista. O, al contrario: che dimentica quelle brutte, perché altrimenti soffre troppo , e magari che la posologia avrebbe senso solo per un effetto placebo, quando si tratti di farmaci che contengano qualcosa di più di nanocose.

    Potrebbe provare la prima volta che le serve sul serio un antidolorifico vero: prende la pastiglia, la mette in una caraffa d'acqua, svuota la caraffa assicurandosi che la pastiglia se ne vada con quella, riempie di nuovo la caraffa e la svuota altre tre o quattro volte. Alla quinta ne beve un po' - magari non ha diluito tantissimo, ma qualche nanoparticella della pastiglia c'è di sicuro, l'effetto (per lei) sarà garantito.
    Ci faccia sapere, alla prima cefalea degna di questo nome che le dovesse venire...

    RispondiElimina
  56. messaggio 1
    Intanto buongiorno.
    Lei dice:
    Da quanto emerge dalle ricerche (quelle più serie) l'omeopatia non funziona e non è plausibile. Perché gli omeopati insistono nonostante questo?
    Beh, se uno “campa” con l’omeopatia è difficile dirgli: Senti, bello, da domani inventati qualcosa di diverso perché è finita la pacchia. Citando uno scrittore americano, Upton Sinclair: “E’ difficile far capire qualcosa a qualcuno quando il suo stipendio dipende dal fatto di non capirla” (che vale in tanti campi, eh!?!). Poi certamente c’è l’aspetto ideologico, della fede nell’omeopatia, ne abbiamo già parlato.
    Lei conoscerà sicuramente il fenomeno dell’ormesi (le lascio comunque un interessante link “governativo”: http://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00003600/3694-miscellanea-2006-07.pdf) che NON è omeopatia, e che è studiato in Tossicologia. Anni fa, all’università del Massachusetts, studiando un diserbante, trovata la dose minima efficace (capace di disseccare l’erba), si ebbe l’idea di vedere cosa accadeva se si scendeva sotto questa dose minima (ci si aspettava il nulla) ed invece si assistette all’inversione dell’azione, la sostanza divenne fertilizzante. Si conoscono oggi alcune migliaia di sostanze con questo effetto di inversione dell’azione.
    Certamente qui siamo ancora nel ponderale, ma è interessante sapere che questa inversione d’effetto esiste. E se pensiamo che in omeopatia si usano diluizioni (fino alla 10-22 , le 5-7-9 CH ad esempio) nelle quali qualche molecola è presente, NON SO, ripeto NON SO se non succede proprio nulla o se invece qualcosa accade. Certamente devo osservare non se avviene l’effetto che mi aspetto per la natura della sostanza scelta di partenza, ma qualcosa di diverso.
    Continua.

    RispondiElimina
  57. messaggio 2
    Continua.
    E torno ad alcune sue frasi.
    Perché non si può fare un'anestesia omeopatica? Perché gli omeopati che ho operato non hanno mai chiesto di usare l'antibiotico omeopatico dopo l'intervento?
    Ma perché se voglio un’anestesia od un’antibioticoterapia devo usare gli anestetici e gli antibiotici in maniera classica, non c’è altra strada. Invece un anestetico od un antibiotico diciamo “omeopatizzato” potrebbe servire per tutt’altro, e posso pensare addirittura (seguendo l’esempio del diserbante) che potrebbero favorire la crescita batterica o aumentare la sensazione del dolore!!!
    La diluizione c'è ma restano "nanoparticelle" in "sospensione" in superficie. Hanno "diluito" male? Le nanoparticelle erano disperse nell'aria?
    Fornire un abstract genera confusione, è colpa mia (se vuole ho l’articolo full in .pdf). Immagini bolle, nane o non nane, disperse in fase acquosa. Per superficie gli autori intendono la superficie di contatto tra le nanobolle e il liquido che le circonda, nel quale sono disperse. E’ lì che (sostengono gli autori) avvengono particolare fenomeni chimico-fisici, e, se ben pensiamo, la complessiva superficie di contatto potrebbe raggiungere valori interessanti.
    Insomma, io ritengo tutto ciò estremamente intrigante ed affascinante, e mi fa piacere che la ricerca scientifica abbia qualche risorsa economica per indagare su questi fronti e sondare le varie possibilità.
    Buon week end a lei e ai suoi cari.
    Riccardo

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  58. se pensiamo che in omeopatia si usano diluizioni (fino alla 10-22 , le 5-7-9 CH ad esempio) nelle quali qualche molecola è presente, NON SO, ripeto NON SO se non succede proprio nulla o se invece qualcosa accade.

    Ma infatti io non dirò mai (cerchi pure) "in un granulo omeopatico non c'è nulla", a costo di sembrare noiosamente ripetitivo, dirò "in un granulo omeopatico oltre la 12ma diluizione non c'è nulla" (che anche qui a volte ho spiegato che non è esattamente così). Non so se un granulo alla 4CH abbia effetto, io credo di no, troppo poco ed in ogni caso il meccanismo non è credibile ma non dirò mai "con sicurezza lì non c'è niente e non fa niente".
    Se si è onesti non bisogna usare fallacie o ragionamenti deboli, bisogna essere onesti, punto.

    In una 3CH, fisicamente ci saranno molecole del principio attivo ma parliamo di molecole (pochissime) e quindi un loro effetto è molto improbabile, anche perché, ammesso lo abbiano, dovrebbe essere (secondo l'omeopatia) opposto a quello conosciuto. Ora, visto che sappiamo (dagli studi fatti bene) che questo effetto non sembra esserci, bene, molto probabilmente anche quelle diluizioni non servono a niente. Se invece si parla di diluizioni più alte (dalla 12 in poi, ci sono rimedi che arrivano a 20.000, d'altronde cosa dicono gli omeopati? Più è alta una diluizione più è potente) andiamo nella fantamedicina (e fantascienza). Io posso dire con sufficiente sicurezza ed onestà che quei rimedi (quelli a diluizione più alta) non contengono nulla e non hanno nessun effetto, un omeopata onesto dovrebbe dire la stessa cosa. A me gli amici che praticano omeopatia me lo dicono ("ma certo che non hanno effetto!" "ma certo che non contengono nulla!) ma so che non possono dirlo in pubblico, è il loro mestiere. Questo non significa che debba mentire anche io.
    :)

    Per superficie gli autori intendono la superficie di contatto tra le nanobolle e il liquido che le circonda, nel quale sono disperse.

    Beh, qui si capisce ben altra cosa (copio):

    "al termine di ogni fase di diluizione, tutte le nanoparticelle si portano verso la superficie e sono alloggiate in un monostrato. Questa popolazione (di nanoparticelle) dominante all'interfaccia aria-liquido"

    Parlano di "monostrato in superficie" (quindi è una sospensione, non una miscela) e di "interfaccia aria-liquido", cioè tra liquido (che diluisce) e l'aria (dell'ambiente), esattamente quello che succede nelle sospensioni appunto, come l'olio nell'acqua. Se diluisco centinaia di volte dell'olio non mi stupisce ritrovare dopo tante diluizioni una molecola piccolissima di olio, la sospensione ha ben altre proprietà rispetto alle miscele, soprattuto se per...distrazione, non si sono presi tutti gli accorgimenti del caso per "mescolare" bene solvente e soluto. In poche parole, l'esperimento può anche essere interessante ma non solo non "sconvolge" le conoscenze scientifiche ma ha molto poco a che vedere con l'omeopatia o con la sua "dimostrazione".
    Saluti.

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  59. E col diserbante/fertilizzante, hanno provato a concentazioni omeopatiche rispetto alla semplice acqua?
    Sa, anche per fertilizzare davvero un po' di qualcosa sembra debba esserci...

    Che poi le dosi (o concentrazione di principi attivi) abbiano il loro peso è proprio una di quelle cose che sbugiardano l'omeopatia, a meno di non credere che un singolo nanocoso rimasto per caso in sospensione possa fare qualcosa, che è come sostenere che soffiando si possa far arrivare un aliante sulla luna.
    Si ricordi di far la prova suggerita alla prima cefalea. Alla seconda provi a prendere tutta la pastiglia, poi ci dica.

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    1. Buongiorno.
      In un articolo (EXPOSURE TO NANOPARTICLES AND HORMESIS) comparso sulla rivista Dose-Response,. Formerly Nonlinearity in Biology, Toxicology, and Medicine, nell’abstract (l’articolo è open free in internet, ed è interessante) gli Autori scrivono:
      the occurrence of hormetic dose-response in the toxicological literature is extremely high and, to date, approximately 8000 dose responses have been reported in the hormesis database (Calabrese and Blain 2005).
      L’ormesi, studiatissima negli anni ’30 del secolo scorso, venne “dimenticata” perché stava diventando scomoda, alterava le basi su cui si era da sempre fondata la tossicologia e le leggi “dose-risposta”. Ma l’ormesi NON E’ OMEOPATIA. Con questo voglio dire: ci saremmo aspettati, magari (ma non lo so, eh) anche per il principio attivo della pastiglia per la cefalea, che una riduzione della dose sotto la dose-soglia dell’efficacia terapeutica non solo non fosse efficace, ma potesse invertire l’effetto (nell’esempio AUMENTARE significativamente la cefalea)?
      Allora aggiungo che potremmo decidere di dividere in due il fenomeno delle diluizioni: scartiamo ciò che è oltre Avogadro e cominciamo a studiare BENE cosa possono fare anche poche molecole di soluto quando arrivano in contatto con un sistema biologico (animale o vegetale). D’altra parte sappiamo che molte sostanze (ormoni, neurotrasmettitori, ecc.) hanno effetti biologici nel corpo a concentrazioni che vanno dalla 10-6 (microgrammi, 3 CH) e 10-12 (picogrammi, 6 CH).
      E quello che mi aspetto non è che una diluizione di 10-12 di antibiotico uccida i germi se ho la polmonite (qui ne devo prendere 2-3 GRAMMI al giorno), anzi, probabilmente li stimola (da qui il rischio che le bassi dosi di antibiotico presenti in alcuni alimenti che mangiamo agiscano non solo creando la famosa “resistenza antibiotica”, ma agiscano anche con meccanismo ormetico).
      Saluti.
      Riccardo

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    2. Allora aggiungo che potremmo decidere di dividere in due il fenomeno delle diluizioni: scartiamo ciò che è oltre Avogadro e cominciamo a studiare BENE cosa possono fare anche poche molecole di soluto quando arrivano in contatto con un sistema biologico

      Riccardo, io non riesco a spiegarmi bene. Non dico (e non credo lo dica qualcuno) che dosi piccolissime di principio attivo (anche nanometriche) possano avere un effetto, lo si dimostri e lo sfrutteremo in medicina. Io dico (e non è certo una mia scoperta) che dalla 12ma diluizione in poi, in un granulo di zucchero, non c'è più nessun principio attivo e nemmeno l'acqua (perché evapora, tranne voler ipotizzare una "memoria dello zucchero" dopo aver ipotizzato la memoria dell'acqua). Questo presuppone che quel granulo non abbia nessun effetto. Considerando che per gli omeopati l'effetto dovrebbe essere opposto a quello che conosciamo, siamo assolutamente distanti dal poter dire "l'omeopatia esiste". Considerando che nonostante questo abbiamo provato a dimostrarlo ed abbiamo visto che tra i granuli di zucchero ed il placebo (granuli di zucchero) non c'è nessuna differenza, oggi possiamo dire con sufficiente sicurezza l'omeopatia è una bufala, una credenza ottocentesta che ha solo valore storico ma non terapeutico.

      Tutto il resto, nanodosi, terapie a microdosi, desensibilizzazioni, sostanze che contengono piccole o piccolissime quantità di principio attivo, sono un altro discorso, possiamo parlarne e studiarle ma non certo nell'ambito dell'omeopatia. Molti non sanno che l'omeopatia ha una definizione "commerciale" che non guarda certo alla presenza o meno di molecole o alla loro quantità, si chiama omeopatia tutto ciò che contiene 1/100 del principio attivo comunemente considerato efficace in farmacologia, quindi di una sostanza potrebbero essercene 100 grammi e quel prodotto potrebbe chiamarsi "omeopatico". Lo è a livello "burocratico", non lo sarebbe se dovessimo credere ad Hahnemann.
      Che poi si mescolino (causualmente?) queste cose all'omeopatia è un problema degli omeopati, non mio o della medicina, l'omeopatia dice chiaramente che per ottenere più "potenza" e beneficio da una sostanza bisogna aumentarne le diluizioni e la diluizione più "comune" è la 30CH: zucchero e nessuno al mondo può smentirlo.
      :)

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    3. Forse a scriversi con botte e risposte si rischia effettivamente di non far capire all'altro cosa si voleva dire.
      1) Intendevo che, lo dirò con un francesismo, non me ne frega nulla delle diluizioni oltre il numero di Avogadro, le usino gli omeopati che pensano che più si diluisce, più un rimedio diventa potente, anzi, diventerebbe efficace per i sintomo mentali psicosomatici. Di questa parte non mi interessa parlare, non ci credo. Punto. (sono stato sufficientemente chiaro? :-) )
      2) poi c'è chi fa "omeopatia" utilizzando diluizioni che vanno dalla 5 alla 9 CH: di questa "roba" mi interesserebbe capire (ma non risolveremo qui il mio dubbio, ovvio) se può essere considerata, alla luce di studi scientifici, una nuova possibilità di terapia. Perchè penso appunto che anche poche molecole possano avere un effetto, e che sta ai ricercatori scoprire SE, COME e PERCHE'.
      Le diluizioni oltre la 12 CH sono fantascienza, e le studieranno i posteri con strumentazioni fantascientifiche, rimaniamo con i piedi per terra e risolviamo intanto lo step dalla 12 CH in giù.
      Saluti.

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    4. Le diluizioni oltre la 12 CH sono fantascienza, e le studieranno i posteri con strumentazioni fantascientifiche, rimaniamo con i piedi per terra e risolviamo intanto lo step dalla 12 CH in giù.

      Ok, sono d'accordo allora. Si studino le diluizioni minori e si veda se hanno qualche effetto (io non credo perché parliamo sempre di molecole singole ed insignificanti, già dalla 3-4 diluizione ma è solo una mia opinione senza basi). Allora non stiamo parlando di omeopatia perché poi bisognerebbe risolvere anche il "problema" dell'effetto opposto a quello atteso, "il simile cura il simile" e del fatto che dall'acqua il rimedio di spruzza sullo zucchero ed evapora. :)

      Saluti.

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    5. Dr. Di Grazia buongiorno,
      è stata piacevole questa discussione pacata, la ringrazio. Sarà mia premura rifarmi vivo se comparirà all'orizzonte qualcosa che non sia "fumo", ma anche "arrosto" su questo tema delle basse diluizioni, sapendo che sarà lei stesso il primo ad accogliere con entusiasmo eventuali scoperte "scientificamente valide e comprovate" su nuove metodologie con cui curare i suoi pazienti.
      Cordiali saluti.
      Riccardo

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    6. P.S.

      Allora non stiamo parlando di omeopatia perché poi bisognerebbe risolvere anche il "problema" dell'effetto opposto a quello atteso

      Quando non saprà proprio cosa fare [ :-) ] legga quel documento sull'ormesi (link in un messaggio del 24 ottobre, scritto in italiano, dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ISPRA), questa esiste, e NON E' omeopatia, e le sostanze possono INVERTIRE il loro effetto passando da una certa dose ad un altra decisamente più bassa. Questo è un dato consolidato, sennò l'ISPRA, dove spero lavorino persone serie e preparate, non si sarebbe permessa di divulgare un documento simile, col rischio di distruggere la propria credibilità e autorevolezza.
      Invece:

      "il simile cura il simile" e del fatto che dall'acqua il rimedio di spruzza sullo zucchero ed evapora

      lasciamo che se ne discuta nei circoli e nei clubs dell'omeopatia (per ora e fino a prova contraria)

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    7. Grazie a lei per l'educazione e l'equilibrio, le assicuro che qui su internet è una dote sempre più rara.

      le sostanze possono INVERTIRE il loro effetto passando da una certa dose ad un altra decisamente più bassa

      Eh, ma gli omeopati non dicono questo: dicono che va somministrato ad un paziente il prodotto che causa gli stessi sintomi della malattia che si vuole curare (complicato, lo so, si chiama "proving"), se vogliamo curare un mal di testa dobbiamo somministrare qualcosa che provoca mal di testa e questo va provato su dei "volontari".
      Non si tratta quindi di "invertire l'effetto", se prendo (esempio) Belladonna 5CH e mi viene il mal di testa non sto invertendo l'effetto della Belladonna, sto provando un sintomo (che potrebbe essere dovuto a qualsiasi cosa) e questo sintomo è segno che Belladonna 5CH curerà il mal di testa. Per esempio, il fegato d'anatra omeopatico che una nota azienda vende per "curare" l'influenza, che effetto dovrebbe avere (e quale sarebbe il suo effetto invertito)?
      Ecco, per questo dico che ci sono tante teorie interessanti ed affascinanti ma l'omeopatia non ha teorie, ha magie, mai dimostrate, mai osservate (scientificamente), irragionevoli. Ok, sono solo la parte teorica, chissà se succede qualcosa che magari è irragionevole ma nella pratica esiste.
      Ma almeno funzionano? No.
      ;)
      Arrivederci.

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  60. "magari (ma non lo so, eh) anche per il principio attivo della pastiglia per la cefalea, che una riduzione della dose sotto la dose-soglia dell’efficacia terapeutica non solo non fosse efficace, ma potesse invertire l’effetto (nell’esempio AUMENTARE significativamente la cefalea)?"

    1)intanto provi.
    2)e le aumenta la cefalea, provi con dosi omeopatiche di qualcosa che la faccia venire. Tipo un cibo gelato manguato in fretta: prene n cubetto di ghiaccio, lo sbriciola, ne metre una scheggia in una caraffa, svuota e riempie la caraffa 3 o 4 volte con acqua a temperatura ambiente, ....vuole che una nanoparticella di ghiaccio non faccia il suo dovere?

    Mi è piaciuto il passaggio complottaro:
    "L’ormesi, studiatissima negli anni ’30 del secolo scorso, venne “dimenticata” perché stava diventando scomoda, alterava le basi su cui si era da sempre fondata la tossicologia e le leggi “dose-risposta”. "
    C'entra niente che fosse una boiata, l'hanno fermata i poteri forti perché gli rovinava il business consolidato. Che i poteri forti non sono mica come i signori della Borsa che, giocando sulle transazioni, vincono sempre, a prescindere dal fatto che le azioni in sé (o la borsa stessa) salgano o scendano.
    (Non mi aspetto che dimostri di aver capito il parallelo col mondo della finanza. Se però ci tiene, gliela spiego in modo semplice)

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  61. "(da qui il rischio che le bassi dosi di antibiotico presenti in alcuni alimenti che mangiamo agiscano non solo creando la famosa “resistenza antibiotica”, ma agiscano anche con meccanismo ormetico)"

    "Mitridate", chi era costui?
    Aspetti, non è che anche ciò che gli antibiotici vorrebbrro sterminare ma - a causa di un dosaggio insufficiente -non ammazzano, finiscono per mitridatizzarsi? No, vero? Quella era solo una balla messa in circolo dai poteri forti che si sono inventati la faccenda dei dosaggi per mantenere ponderoso il loro business consumista...

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    1. Complottaro....sa, lavoro per una grossa industria farmaceutica, e spero che vengano venduti sempre più farmaci affinchè io possa mantenere il mio posto di lavoro. Però non sono come quei credenti di una religione che aborriscono anche solo l'idea di prendere in mano un libro sacro di un'altra religione e leggerlo. E mi piace continuare ad occuparmi di ricerca, non la mia, quella degli altri, e sono affascinato da ciò che sta emergendo in alcuni campi finora non esplorati (o per mancanza di fondi, o per mancanza di strumentazione sufficientemente raffinata).. Ai posteri l'ardua sentenza sui risultati olttenuti

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  62. Nanoparticelle. Mi viene l'ulcera dal nervosismo soloa leggere certe parole usate a casaccio. Che sono i biofotoni? Boooooh. La possibilità di trovare del principio attivo a quelle diluizioni è pari a quella che io riesca ad attraversare un muro, per effetto tunnel, buttandomici contro.

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    1. Biofotoni. Sono ligure e nella mia regione, che non ama le doppie, i "fotoni" sono arrabbiature violente, che spesso.conducono il soggetto a compiere atti inconsulti. Forse il bio-fotone è la botta di rabbia che viene ai biologi quando leggono le teorie strampalate degli omeopati.

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  63. C'è una grande contraddizione in questo articolo: prima si dice i rimedi omeopatici sono solo caramelle di zucchero, pillole inerti, e poi più avanti che dosi eccessive di farmaci omeopatici portano grande danno rendendo il malato incurabile se non in pericolo di vita????
    Siate almeno coerenti!!!

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  64. dosi eccessive di farmaci omeopatici portano grande danno rendendo il malato incurabile se non in pericolo di vita?

    Non hai letto bene. Questo lo sosteneva l'inventore dell'omeopatia. Oggi sappiamo che non è così proprio perché in un granulo omeopatico (oltre 12CH) non c'è nulla. Io ho ingurgitato per un test televisivo 80 granuli (due flaconi interi) omeopatici di Belladonna 4CH. Sono ancora qui. :)

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  65. Ciao, Salvo.

    Cosa pensi di questo?
    Vaccini pediatrici, la Federazione nazionale dei medici dimentica i bambini danneggiati

    Lo chiedo qui, perché, a un certo punto dell'articolo, Gava rinvia a un esplicito trattamento omeopatico: Raccomandazioni per migliorare le vaccinazioni pediatriche. La storia di Manuel
    quando l'approccio farmacologico ufficiale non è di beneficio per la salute del malato, perché non cercare qualche alternativa terapeutica? Ce ne sono tante: Omeopatia, Fitoterapia, Medicina Antroposofica, ecc.
    ho proposto ai genitori una terapia con alcuni nutraceutici (minerali, vitamine, omega-3, melatonina coniugata, ecc.) e una terapia omeopatica personalizzata.

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    Risposte
    1. La medicina è una. Parole sante. Quella basata sull'evidenza è medicina. L'omeopatia, la medicina antroposofica, lo sciamanesimo tunguso, l'ayurveda, i trattamenti per togliere il malocchio, la moxibustione, l'invocazione dei druidi...non sono medicina.

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