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martedì 21 agosto 2012

Mengele: l'angelo della morte


L'articolo seguente pur descrivendo fatti storici e medici, può disturbare le persone più sensibili.


Joseph Mengele, nato nel 1911, si laurea prima in antropologia nel 1935 e poi in medicina tre anni dopo. La sua tesi di laurea trattava le differenze della parte anteriore della mandibola di sei "razze umane" (da lui presunte). Apparentemente brillante e raffinato, viveva nella Germania ormai pervasa dall'ideologia nazista e nel 1937 si iscrisse al partito nazista, gesto spesso "obbligato" per chi decideva di intraprendere una vita pubblica o aveva ambizioni di carriera, soprattutto in campo accademico. L'anno dopo si iscrive alle SS, la tristemente nota "polizia nazista". Fu arruolato anche come apprezzato (e decorato) soldato e dopo essersi iscritto come medico volontario dell'esercito fu trasferito ad Auschwitz, il campo di concentramento divenuto poi simbolo delle atrocità del nazismo e della guerra.
Con il ruolo di capitano diventò in breve il secondo medico del campo ed ebbe il soprannome di "angelo bianco" perchè all'arrivo dei treni dei deportati che attendeva per selezionare alcuni di essi da ricoverare nelle stanze mediche, si presentava con un cappotto bianco che spiccava accanto alle scure uniformi dei soldati tedeschi.
La selezione di Mengele era piuttosto "grezza", si interessava soprattutto ai gemelli, il suo urlo diventò proverbiale nei racconti dei sopravvissuti: "Zwillinge heraus!" (fuori i gemelli!) ed aveva tracciato una linea su un muro ad un metro e mezzo da terra, i bambini più bassi andavano direttamente alle camere a gas, quelli più alti li portava nelle sue camere selezionando saltuariamente gruppi di gemelli da avviare alle sperimentazioni. Molte madri erano al corrente della "selezione" dei gemelli all'arrivo al campo di concentramento e si assisteva spesso a tentativi di nasconderli che a volte andavano a buon fine ma con un finale tragico: i bambini seguivano la madre nelle camere a gas, un destino senza alcuna via d'uscita. Il medico tedesco si accompagnava spesso a bambini ed i militari quando li incontravano, considerati "proprietà" del laboratorio di ricerca, li chiamavano "i bambini di Mengele", alcune madri, con la speranza di ingraziarsi le simpatie dello sperimentatore nazista, parlavano di Mengele come dello "zio".

L'esasperato patriottismo di Mengele gli faceva pensare che l'unico modo di aiutare fattivamente la patria, per un medico come lui che ormai non combatteva più in prima linea, era quello di farla emergere scientificamente. Aveva come obiettivo quello di creare un esercito tedesco perfetto, in linea con le direttive ariane e "raddrizzato" dalle conoscenze che emergevano dai suoi studi ed in questo modo entrare nella storia.

Si riteneva fortunato. Per gli studenti di medicina della sua epoca, gli unici due modi di fare pratica erano quello di frequentare l'università (ed in tempo di guerra non era così facile) o di comprare cadaveri da dissezionare per approfondire le conoscenze di anatomia. Mengele aveva a disposizione migliaia di soggetti da studiare, di potenziali cadaveri, di persone che i suoi superiori avevano chiamato topi: quale migliore cavia di un "topo umano"?
Al medico tedesco interessavano esperimenti pratici, utili alla patria, all'esercito ed ai soldati. Quanto poteva resistere un uomo immerso in acqua gelida? Qual é l'altezza di caduta massima che permetta ad un uomo di salvarsi oppure quale intensità di suono perfora i timpani o come guarire le ferite di guerra. Quali sono i veleni più terribili e quali i loro antidoti?
Tutte domande che già difficili da chiarire, diventano terribili quando si pensa che il medico tedesco aveva tutte le intenzioni di risolvere. Con una particolare predilezione per i gemelli, materia del suo maestro, il genetista Ottman von Verschuer, antropologo e studioso della genetica dei gemelli.
Presto creò attorno a lui un'intera equipe di medici di tutta Europa, selezionati tra i prigionieri del campo, con loro un gruppo di infermieri ed una disegnatrice che potesse riprodurre i suoi esperimenti.
I gemelli lo ossessionavano, li misurava attentamente, eseguiva trasfusioni sanguigne incrociate, iniettava sostanze sperimentali per rendere azzurri i loro occhi. Un superstite racconta di due gemelli "cuciti" assieme nel dorso per studiarne le reazioni. Alla fine dell'esperimento i due bambini, ormai in condizioni pietose, furono riaffidati ai genitori, una coppia di zingari reclusi nel campo che li uccisero soffocandoli per evitare ulteriori sofferenze. Mengele era continuamente in contatto con il suo maestro a Berlino al quale inviava campioni, organi, parti di corpi umani che secondo lui potessero interessare o servire per ulteriori studi, tutto accompagnato da abbondante documentazione da lui stesso siglata. Erano comuni gli esperimenti multipli e contemporanei, con decine di bambini stesi sui letti da dissezione che ricevevano iniezioni di sostanze irritanti o amputazioni ed era comune la pratica di tentare vari metodi di sterilizzazione sulle bambine e sulle donne adulte (soprattutto con sostanze irritanti per "chiudere" le tube).


Esistono testimonianze che descrivono asportazioni di organi in bambini ancora vivi. Altre, documentate, che mostrano interventi chirurgici senza anestesia. Le "cavie" di Mengele inoltre, non ricevevano nessuna cura dopo gli esperimenti, neanche per combattere il dolore: molti morivano subito, tanti altri dopo giorni di sofferenza, Mengele in persona ha ucciso direttamente diversi bambini oggetto di esperimenti. Comuni le trasfusioni di sangue da un fratello all'altro o l'inoculazione di virus o tessuti infetti per controllare i tempi di incubazione di varie malattie.
Un giorno mio fratello gemello Tibi fu portato via per qualche esperimento particolare. Il dott. Mengele aveva sempre avuto particolare interesse per Tibi, non so perché, forse perché era più grande. Su di lui fece diversi esperimenti. Uno di questi, alla sua colonna vertebrale lo paralizzò, non poteva camminare. Successivamente gli asportò gli organi genitali. Dopo la quarta operazione non vidi più mio fratello.
Il suo assistente, prigioniero nel campo di concentramento, il dottor Miklòs Nyiszly, testimoniò al processo di Norimberga a proposito degli esperimenti di Mengele:
Questi esperimenti in vivo, ossia fatti su persone vive – spacciati per esami medici – sono ben lungi dall’esaurire il problema dei gemelli dal punto di vista scientifico. Sono relativi e dicono poco. Segue dunque la tappa successiva degli esami – l’analisi sulla scorta di dissezioni: il confronto degli organi normali con quelli patologici o malati. A tale scopo sono necessari cadaveri e siccome la dissezione e l’analisi dei singoli organi deve avvenire contemporaneamente, contemporanea deve essere anche la morte dei gemelli, vale a dire che muoiono simultaneamente nel blocco per esperimenti del KL Auschwitz. […] Il dottor Mengele li uccide. […]
L'angelo bianco divenne in breve l'angelo della morte.
Un medico, anche in periodo di guerra, non può calpestare la dignità e la persona umana, più di qualsiasi altro uomo la sua professione, che è quella di alleviare le sofferenze, è una missione scelta fin dal primo giorno di studi ma la crudeltà e la fermezza dell'uomo piacevano ai superiori ed agli uomini di partito, la "soluzione finale" dello sterminio ebraico aveva bisogno di gente come lui.
Due volte la settimana si svolgevano gli esperimenti militari, alcuni svolti con bambini ma la maggioranza con adulti prigionieri del campo.
"L'aiutante di Mengele raccolse 14 coppie di gemelli rom in una notte. Mengele li mise tutti sui tavoli da dissezione di marmo lucidissimo e li fece addormentare. Iniettò cloroformio nel cuore e li uccise istantaneamente. Quindi iniziò la dissezione annotando meticolosamente ogni pezzo del corpo dei gemelli".
Tra le sue vittime è molto nota la storia della famiglia Ovitz, un gruppo di fratelli affetti da nanismo congenito che furono prima vittime di esperimenti, poi diventarono delle "mascotte" del gruppo che si occupava dei laboratori della morte: spettacoli, esibizioni, balletti, questo salvò loro la vita ma non evitò alle donne la sterilità ed agli uomini enormi sofferenze. Essi stessi raccontano gli esperimenti subiti: estrazione di denti, di midollo osseo, tentativi di sterilizzazione, asportazione di tessuti per comprendere meglio i fenomeni dell'ereditarietà, tutto si svolgeva quasi sempre senza anestesia. Alcuni componenti della famiglia Ovitz, raccontarono della loro tragica "fortuna", visto che altri gruppi di "cavie" non avevano sorpassato la prima settimana di permanenza al campo di Auschwitz, alcuni di essi, dopo essere stati vivisezionati, erano bolliti per estrarne le ossa da potere inviare ai musei di anatomia berlinesi.

Poco prima dell'arrivo dell'esercito russo che avrebbe liberato il campo, Mengele riuscì a portare con sè appunti e poco materiale. Sembra sia stato catturato dall'esercito americano come un normale soldato tedesco, tutti erano ignari infatti di quale fosse la sua vera identità. Alla disfatta dell'esercito tedesco e con la successiva fine della guerra, i prigionieri, tra i quali Mengele, furono liberati e di lui non si seppe più nulla, le ultime notizie lo volevano in Sud America (in Brasile, probabilmente) ma sulla sua scomparsa e successiva morte per anni non vi è stata alcuna notizia certa, anche se si dice esistano documenti autobiografici che non hanno mai visto la luce e qualcuno narra senza documentazione solida di un Mengele ancora dedito alla medicina in piccoli villaggi. Sembra comunque sia morto nel 1979 d'infarto durante un bagno a mare. La sua tomba è stata identificata con quella a nome di Wolfgang Gerhard e nel 1992 dopo un'analisi del DNA è arrivata la conferma: Joseph Mengele era sepolto in quella tomba. Di sicuro l'angelo della morte non ha mai pagato per quello che ha fatto.
Mengele è diventato simbolo di crudeltà e cattiveria ma non bisogna dimenticare che non fu l'unico medico che si macchiò di insensibilità e veri e propri crimini contro l'uomo, la Germania nazista aveva bisogno di esperimenti che andavano oltre il limite di quello che era possibile fare nelle università o nei laboratori ufficiali, alcuni tra questi medici erano autorevolissimi esponenti della medicina tedesca e persino oggi sono ricordati come sviluppatori di farmaci fondamentali e diffusissimi. Tra i nomi ricordiamo quelli dei dottori Carl Clauberg e Horst Schumann che effettuarono esperimenti sulla sterilizzazione femminile, Karl Brandt e Eduard Wirths, ginecologo che studiava lo sviluppo del cancro direttamente sui detenuti dei campi di concentramento. Carl Peter Vaerne, medico delle SS, studiava la "cura dell'omosessualità" con iniezioni di dosi massicce di testosterone. Le loro vittime sono state innumerevoli.

Nonostante la storia sia dura da conoscere e contenga particolari angoscianti questi sono solo alcuni dei risvolti della vicenda, il lato "morboso" e crudele è solo una piccola parte del dramma psicologico, fisico e morale di tutto questo e conoscere alcuni fatti ha il valore che deve avere ogni avvenimento umano, un monito per le generazioni future, perchè non accada mai più.

Alla prossima.
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Commenti (47)
Mister ha commentato...
Nonostante il tema, è sempre un piacere leggerti.
Grezzo ha commentato...
Agghiacciante... non so cosa altro dire
Guido DR ha commentato...
Di sicuro l'angelo della morte non ha mai pagato per quello che ha fatto.

anche se fosse stato punito non avrebbe comunque mai potuto pagare quello che ha fatto. Il male che ha fatto è talmente enorme che non ha rimedio nè comprensione. Non è possibile comprendere e compatire per intero il dolore provocato da queste persone. Non esiste pena sulla terra che possa anche solo in minima parte ripagare tutto questo...
Simone ha commentato...
Io sapevo che anche i giapponesi facevano esperimenti simili sui prigionieri. E che parte dei crimini sarebbe stata 'graziata' dopo averne condiviso i risultati scientifici con gli americani. Sarà vero? Io temo di si.
Salvo Di Grazia ha commentato...
Esperimenti "medici" non rispettosi dei diritti umani sono stati fatti in molti dei paesi in guerra (Italia compresa) ma di documentazione (per vari motivi) ne esiste poca, Mengele è diventato un simbolo sia per motivi storici che per la sistematicità delle sue atrocità.

Credo che quello che si sappia di quanto accaduto in quelle stanze sia solo la minima parte della realtà ma se sappiamo qualcosa è grazie ai sopravvissuti ed ai documenti rimasti, cosa che in altri contesti non è accaduto.
Claudio Longagnani ha commentato...
"ha il valore che deve avere ogni avvenimento umano, un monito per le generazioni future, perchè non accada mai più."

Purtroppo l'essere umano sembra soffrire di una strana forma di amnesia
yos ha commentato...
Io sapevo che anche i giapponesi facevano esperimenti simili sui prigionieri.

Credo che si riferisca all'unità 731
Unità 731
Simone ha commentato...
Si, è proprio quello a cui mi riferivo. Non ricordavo bene il nome.
Alessandro Madeddu ha commentato...
Sì, yos, esatto: un reparto che aveva le sue strutture in Manciuria e si occupava delle stesse amenità, oltre che di coltivare gli agenti infettivi di varie malattie epidemiche e di studiare i modi più veloci ed economici per diffonderli. Ne esistevano anche delle succursali in altre zone occupate. Tutta brava gente che si è facilmente riciclata dopo la guerra, se si escludono quelli catturati dai Sovietici: si sono fatti un piacevole soggiorno in Siberia.
Irene ha commentato...
Il seguente commento è molto accorato.
Confesso anzitutto di non essere andata oltre la metà dell'articolo. Come qualcuno saprà non mi si può definire impressionabile, ma la sofferenza umana, specie sui bambini, non la accetterò mai.

La prima cosa che mi ha (felicemente) stupita dell'articolo è che proprio qualche giorno fa tirai fuori l'argomento sperimentazioni nei lager nell'ambito di una discussione sulla ricerca medica (dove la mia controparte sosteneva che è tutto un business delle case farmaceutiche ebbbasta).

La seconda cosa che vorrei mettere in evidenza, ringraziando per l'occasione, è una cosa che non si ripeterà mai abbastanza. A tutti quegli animalisti estremisti che dicono che invece di fare esperimenti sugli animali, si dovrebbero fare su essere umani, come i carcerati (leggi prigionieri...infondo che cambia?)...Come possono queste persone pensare che dopo Auschwitz sia ancora possibile fare discorsi del genere? Non sanno queste persone che esiste una "Dichiarazione dei diritti umani" scritta guarda caso nel 1948, in modo che non si ripetessero più certi orrori? A tutti questi animalisti estremisti farei leggere documenti come questo articolo (anche se credo non servirebbe): "Meditate che questo è stato".

Grazie di cuore, Wewee.
Irene ha commentato...
PS. Al fine di non essere aggredita da qualche animalista estremista, vorrei precisare di essere animalista anch'io, nei limiti del possibile.
Vorrei inoltre mettere in evidenza che in Europa abbiamo leggi molto avanzate che prevedono di minimizzare la sofferenza degli animali da laboratorio, e ciò anche grazie alle istanze di associazioni animaliste molto serie che dobbiamo solo ringraziare perché ci permettono di sognare e pretendere un futuro in cui progresso scientifico e rispetto per le altre forme di vita possano convivere.
Irene ha commentato...
Che io sappia i Giapponesi sono forse tra i maggiori criminali di guerra della storia dell'umanità e gli esperimenti venivano fatti preferenzialmente sui prigionieri coreani. Anche loro però hanno subito una brutta sorte: a seguito dello sgancio delle bombe atomiche da parte degli Americani (unico caso di uso della bomba atomica su popolazione civile nella storia), i soldati statunitensi andavano a prelevare campioni umani dei corpi delle vittime: fu una grande occasione per studiare gli effetti della panirradiazione sul corpo umano e temo che la maggior parte dei dati ce li abbiamo proprio da lì.
Riguardo alle sperimentazioni perpetrate dagli Italiani, che io sappia non c'erano programmi sistematici come quello dei Tedeschi, ma ci "limitavamo" a studiare gli effetti di sperimentazioni fatte normalmente negli ospedali, nei manicomi o nei campi di prigionia: esistono data base di cartelle cliniche/autoptiche dove sono documentati i riscontri fatti dai medici dell'epoca (è comunque agghiacciante lo stesso).
L'argomento è molto interessante, grazie ai commentatori per gli spunti.
Salvo Di Grazia ha commentato...
in Europa abbiamo leggi molto avanzate che prevedono di minimizzare la sofferenza degli animali da laboratorio

Il problema è serio.
Proprio per l'esistenza di regole molto strette, molte società che allevano animali da esperimento (la vivisezione da noi non esiste) preferiscono aprire sedi in altri paesi dove leggi non ne esistono e quindi per evitare una piccola sofferenza nel nostro paese mandiamo gli animali ad essere devastati in Cina (dove non si usa neanche l'anestesia).
Se questa è una vittoria non lo so.
Siamo comunque OT e l'argomento è talmente sentito e "di fuoco" che forse è meglio fermarsi qui.
Alessandro ha commentato...
Post interessante seppure agghiacciante. Faccio solo una piccola annotazione da "storico". Mancano le fonti. Non si tratta di una accusa di aver "inventato" in questo caso, anche perchè i fatti sono parecchio noti, si tratta solo di una precisazione dovuta al fatto che, non potendosi applicare il metodo sperimentale in storia, conoscere le fonti alla base di un testo rappresenta l'unico strumento per capire come un post, un articolo o un libro sono stati strutturati. Lo dico anche per interesse personale perchè, per esempio, mi piacerebbe molto sapere dove posso consultare i database di cartelle cliniche dei prigionieri italiani di cui parla Irene nel suo commento e di cui non sapevo nulla.
Ringrazio fin d'ora se mi accordate qualche riferimento. :-)
Stefano ha commentato...
I dati raccolti negli esperimenti scellerati di Mengele hanno avuto almeno una qualche utilità, sia pur marginale, in campo scientifico?
Salvo Di Grazia ha commentato...
Mancano le fonti

Hai ragione e prima di pubblicarlo ne ero perfettamente cosciente. Il fatto però è storico, non medico e come capirai avrei dovuto fare delle ricerche molto impegnative (sul web trovi davvero poco, mi riferisco a fonti documentali, non a siti, di quelli ne esistono a centinaia) che esulano dalla mia professione e dalle mie possibilità di ricerca, forse non avrei mai avuto il tempo di farlo.
Nonostante questo ho deciso di pubblicare lo stesso perché oltre a rappresentare un evento storico noto e ricco di testimoni oculari è molto simbolico e questo mi interessava.

Sugli esperimenti in Italia non credo esista un "database" (almeno non pubblico) ma anche qui sono le testimonianze che raccontano di episodi molto crudi (e mi sembra di ricordare esista un libro di qualche anno fa che raccoglieva molti documenti sul tema). Le stesse testimonianze, chi frequenta un reparto di medicina, potrà riceverle da colleghi e personale più anziano, credibili e ricche di particolari (agghiaccianti).
Ma anche in questo caso, mancando riscontri certi e "scritti" e trattandosi a volte di episodi "riferiti" non è possibile trarre conclusioni definitive.
Bisogna leggere questo articolo per quello che è, diverso dai miei soliti, simbolico e che non rientra nei casi di "indagine" medica, credo ci sia poco da "indagare" dal punto di vista medico, altrimenti dibatteremmo per ore in odiose discussioni che ho già letto.
Di sicuro, proprio per l'entità dei fatti, è bene documentarsi se interessati, ma non è questo il posto adatto.

Saluti.
granmarfone ha commentato...
Stefano, questa è una domanda che si vorrebbe non fosse più posta, che vorrei non fosse più posta.
Alcuni ne hanno parlato e hanno descritto, alcuni diretti "testimoni" scampati all'orrore, altri ugualmente scampati ma con il ricordo nella mente, negli occhi la visione di chi era rimasto - sempre rifiutando ogni ipotesi che potesse anche solo minimamente "motivare" o "giustificare" (e sono termini orrendi, questi) ciò.
Non credo si possa, si debba, ci sia permesso trattare in termini freddamente scientifici un prodotto dell'ignominia.

In ogni caso sembra che si: ho ascoltato in convegni relazioni sul fatto che militari USA (Marina, Aeronautica) abbiano utilizzato i dati di M-le sull'immersione di persone in acqua gelida fino al congelamento, per studi sulla sopravvivenza dei piloti caduti in mare.
Salvo Di Grazia ha commentato...
I dati raccolti negli esperimenti scellerati di Mengele hanno avuto almeno una qualche utilità, sia pur marginale, in campo scientifico?

A denti stretti dico di sì. Ma conta molto poco.
Irene ha commentato...
@ Alessandro: Eh, come ha detto Salvo, non sono dati reperibili con un solo clic (come quasi tutti i dati SERI, da quelli scientifici a quelli di inchiesta giornalistica, anche se ora va di moda il copiaincolla da Google).
Innanzi tutto il termine data base dovevo metterlo tra virgolette, perché non sono sicura che vi siano state ricerche, soprattutto storiche, atte a raccogliere e classificare tutti i dati, ma poterebbe darsi. Il primissimo passo potrebbe essere ricercare lavori o saggi. Esistono però le cartelle cliniche. Le notizie che io ho derivano appunto da conversazioni con medici anziani. (Ho scritto "che io sappia", sto molto attenta quando non ho fonti sotto mano).
Detto questo, ecco il mio consiglio: se per esempio vuoi fare una ricerca nella tua città, anzitutto devi verificare che "strutture" erano presenti durante il ventennio nel tuo territorio: ospedali, manicomi, campi di prigionia (in ordine di frequenza/probabilità). Già qui la ricerca storica può essere dura, ma così ti fai un'idea: devi sapere sin da subito che ricerca vuoi fare, di che struttura vuoi i dati e di che periodo. Poi: tutte le cartelle cliniche sono conservate negli archivi. Il primo problema deriva dal fatto che alcune cartelle saranno andate distrutte, vuoi per la guerra, vuoi intenzionalmente, per occultare dati. Questo non lo puoi sapere, a meno che non vai già con l'intenzione di cercare i dati di una specifica persona e scopri che la cartella non c'è più (in tal caso le autorità dovrebbero essere informate). Il secondo problema deriva dalla burocrazia e qui credo che vari da comune a comune. In linea di massima, le cartelle sono consultabili da tutti, anche se non sei medico: DEVE esistere un regolamento per l'accesso alla documentazione clinica, l'ideale sarebbe chiedere informazioni in comune o all'ASL (sperando che tu conosca qualcuno o che tu trovi personale gentile) oppure direttamente in archivio (qualora tu ne conosca uno).
Nessuno ha commentato...
Intanto grazie per il post molto interessante, non tanto dal punto di vista medico quanto per il mantenimento di una certa memoria storica.
Credo che la domanda posta da Stefano non sia affatto banale.
Anche la ricerca scientifica ha una storia; registrerei eventuali risultati "utili" delle ricerche di Mengele non come possibile attenuante per i suoi metodi orripilanti, ma piuttosto come tangibile monumento a imperitura memoria delle sue vittime innocenti.
Ancora grazie.
EpSiLoN74 ha commentato...
I dati raccolti negli esperimenti scellerati di Mengele hanno avuto almeno una qualche utilità, sia pur marginale, in campo scientifico?

A denti stretti dico di sì. Ma conta molto poco.


E questi risultati si sarebbero potuti ottenere diversamente? Mi sono sempre chiesto come poteva questo uomo ottenere dei risultati con esperimenti, a parte tanto orripilanti, così grezzi e grossolani. Esperimenti che sembravano ispirati direttamente da qualche racconto di Mary Shelley.
granmarfone ha commentato...
@ Nessuno

fare tesoro degli errori è doveroso,
usare gli orrori è vergognoso.
Qualunque uso se ne faccia.
Mi piacerebbe leggere i punti di vista dei medici, le loro considerazioni.

Le vittime innocenti si sono già espresse tramite gli involontari testimoni, i sopravvissuti che con i loro scritti, le loro voci hanno detto chiaramente "NO" a questo tipo di monumentalistica che, alla fine, tutto giustifica e banalizza.
E banalizzando ci si può dimenticare ciò che ha detto Primo Levi e cioè che se è improbabile che si ripeta, non è però impossibile.
Stefano ha commentato...
Chiarisco. Nel porre la mia domanda ho volutamente tralasciato qualsiasi premessa "politically, historically and bioethically correct". Nel contesto di quello che volevo dire sarebbe apparsa un po' ipocrita e superflua. La storia della medicina è costellata di errori (e orrori), commessi in buona e cattiva fede, che però purtroppo o per fortuna hanno contribuito al progresso della più "umana" delle scienze.

Come sarebbero giudicati oggi i protocolli che osservava Jenner nel praticare le prime vaccinazioni?

Antonio Egas Moniz è stato il primo neurologo a mettere a punto la pratica della lobotomia, e, per questo, insignito di uno dei Nobel più controversi (col senno di poi) della storia. L'osservazione degli effetti clinici di questa pratica sono davvero tutti da buttare solo perchè oggi è considerata dai più una autentica barbarie?

Si può (e si deve...) imparare da tutto, senza che per questo siano giustificabili i crimini di cui si parla.

Fantamedicina: Simoncini con i suoi cateteri clandestini al bcs riesce a curare davvero il cancro. Viene comunque condannato e radiato dall'albo per pratiche mediche non corrette, o quello che volete voi. Cosa faremmo dei suoi risultati e dei suoi studi?
Salvo Di Grazia ha commentato...
E questi risultati si sarebbero potuti ottenere diversamente?

Guarda, è un po' come il discorso della sperimentazione animale, una persona che "amasse" sperimentare sugli animali sarebbe patologica. Il problema principale è che ad oggi non esiste un reale metodo alternativo (che sostituisca almeno gran parte degli esperimenti effettuabili sugli animali). Sugli uomini: abbiamo decine di tipi di modelli che possono sostituire la sperimentazione diretta (animali per primi, appunto) ma NESSUN esperimento su "cavie" potrà mai essere del tutto aderente al modello umano.

Come sperimentare la resistenza al freddo di un uomo vivente?
Sugli animali se si vuole, il salto successivo è l'uomo. A questo punto o ci rifiutiamo emanando leggi che proteggano chiunque da esperimenti non etici o uno scienziato senza etica può farlo. Sicuramente avrà risultati più attendibili di qualsiasi altro tipo di sperimentazione, ma a quale costo...
Se vuoi capire qual è l'altezza dalla quale precipitare sia letale puoi usare manichini, modelli simulati, calcoli statistici ma la prova clinica definitiva sarebbe una sola: sull'uomo.
E' chiaro che persone normali e non plagiate dalla follia bellica non si farebbero nemmeno sfiorare da certi pensieri e non per niente Mengele e simili sono diventati belve, a prescindere dalla loro "abilità" professionale o dal clima di guerra. Un limite c'è e ci deve essere.

Sulla "grossolanità" degli esperimenti bisogna ricordare altre cose. Il periodo di guerra che abbrutisce, l'ideologia per la quale alcuni esseri umani diventano "inferiori" e la follia personale. Non è una giustificazione ma forse aiuta a comprendere cosa può trasformare un essere umano in un boia.

Si può (e si deve...) imparare da tutto, senza che per questo siano giustificabili i crimini di cui si parla.

Per quanto mi riguarda ho compreso benissimo le tue intenzioni.
Nessuno ha commentato...
@granmarfone

Stiamo andando decisamente OT, ma la discussione diventa interessante da un punto di vista etico... stiamo ballando un valzer su un filo molto sottile. ;-)

Premesso che Mengele può tranquillamente essere definito un mostro e che a quanto ho capito le sue "ricerche" alla fine NON hanno prodotto risultati utili alla medicina, tu dici "usare gli orrori è vergognoso".

Ti rispondo con una provocazione: e se paradossalmente Mengele avesse trovato una cura contro il cancro? Non la useresti perchè migliaia di persone sono state brutalmente usate come cavie?

Ovviamente in realtà il problema non si pone, però il punto del mio discorso era un altro: sappiamo che alcuni decerebrati negano che l'olocausto sia mai successo, o lo minimizzano.
La memoria storica si sta perdendo, perchè i testimoni diretti pian piano scompaiono.

Se Mengele avesse prodotto qualche risultato effettivamente utile alla medicina, a mio parere avrebbe potuto essere un'ulteriore testimonianza di ciò che ha fatto, senza ovviamente dimenticare, o in alcun modo giustificare, i suoi metodi aberranti e le sue ricerche deliranti.
Avrebbe aiutato a ricordare.

Tutta sta pappardella alla fine per spiegare perchè secondo me la domanda di Stefano non era poi così banale (o banalizzante).

Cordiali saluti

Nessuno
Professione avvocato del diavolo. ;-)
granmarfone ha commentato...
se paradossalmente Mengele avesse trovato una cura contro il cancro

I SE, i MA, gli ALLORA ...
SE l’imbianchino austriaco fosse caduto in guerra da soldato ALLORA la Storia sarebbe stata diversa...
SE Von Braun avesse risolto dei problemi tecnici ALLORA il conflitto avrebbe seguito un diverso percorso...

M-le NON cercava cure per il cancro;
M-le NON cercava rimedi a favore della salute e del benessere.
Questi sono fatti, fatti storici, questo è avvenuto, questo e non altro; il resto è fuffa, congetture paradossali tanto suggestive quanto irrilevanti. Non cado in questo gioco inutile.
Nessuno ha commentato...
@granmarfone

Non puoi cadere nel "gioco inutile" perchè il gioco secondo me non l'hai capito, e te lo dico senza velleità polemiche o intenti offensivi, sia chiaro.
Ti sei fossilizzato sul mefistofelico dottore, ma il discorso riguardava un piano etico più generale che peraltro Stefano ha spiegato meglio di me (mentre io scrivevo e inviavo il mio post, intervenivano anche Stefano e Salvo; se me ne fossi accorto prima avrei evitato di replicare).

Te lo ripeto solo allo scopo di un chiarimento finale: il punto non era trovare una risposta alla famigerata domanda di Stefano, ma stabilire se in primo luogo quella domanda avesse senso o meno.
Secondo me si; secondo te evidentemente no.
Per me possiamo anche chiuderla qui.
Un saluto cordiale.
Giulia A. ha commentato...
La questione sollevata da Stefano è legittima. Del resto, è avvenuta una cosa simile (seppur in misura minore) per il Pernkopf, l'atlante di anatomia.

EpSiLoN74 ha commentato...
e se paradossalmente Mengele avesse trovato una cura contro il cancro?

Non credo di dire una cretinata se rispondo dicendo che avremmo preso quella cura per farne qualcosa di buono e l'avremmo data anche a quelle popolazioni brutalmente trattate da Mengel. Al tempo stesso lo avremmo condannato per le brutalità inflitte.

In fin dei conti lo stesso è avvenuto con dittatori come Mussolini ed Hitler, hanno anche fatto qualcosa di buono, ad un esempio un ponte, una strada, etc..., ma la storia li ha condannati lo stesso.
granmarfone ha commentato...
Ecco, appunto, la banalizzazione del male.

Ci si dimentica che le pseudo sperimentazioni naziste sono avvenute su esseri che per noi erano e sono e saranno sempre persone - per loro NO! erano non-persone, topi, materiale da laboratorio, carcasse.
Non significa nulla questo?

Mi sembra sia totalmente diversa, sotto ogni aspetto, la sperimentazione umana successiva a quella di laboratorio e animale (non sono medico, mi sembra che anche qui alcuni abbiano riconosciuto la - forse - necessità della sperimentazione umana pur sotto strettissime regole).

Piano piano tutto si diluisce, la memoria si fa labile, in fondo qualcosa di buono ci sarà pur stato... no?, tutto si allontana nel tempo (per lo spazio: ciò che è accaduto si è sviluppato in luoghi comunque lontani, remoti - dice niente Popper?) e si arriva infine all'accettazione giustificandola magari con l’utilità, con la convenienza.

E poi?


Vana speranza le parole che chiudono il post - perchè non accada mai più - ?
EpSiLoN74 ha commentato...
Piano piano tutto si diluisce, la memoria si fa labile, in fondo qualcosa di buono ci sarà pur stato... no?

Assolutamente no! Mussolini è stato condannato anche se in Italia qualcuno ogni tanto ne vuole recuperare la memoria. Ma se qualche ponte lo ha costruito ed è stato utile, che fai lo distruggi perché nulla della sua memoria resti in vita? Non è necessario arrivare a questo, la storia dovrebbe servire proprio a farci ricordare e ad ammonirci.
Alessandro ha commentato...
@Salvo:

ok non pretendevo una cosa estensiva, giusto sapere dove hai letto quello che hai scritto. Poi mi rendo conto che purtroppo in rete in molti scrivono cose pure affidabili ma non citano testi o articoli di riferimento e ricostruire la catena diventa complicato. ;)

@Irene:
Avrei dovuto virgolettare anch'io, avevo capito che non era una cosa "a portata di clic". Grazie delle indicazioni, comunque, dato che tempo fà stavo pensando di provare a lavorare su questi argomenti e un punto di partenza è sempre utile. A titolo informativo, avendo molta esperienza di archivi tedeschi e poca di quelli italiani, chi volesse cimentarsi con documentazione "tedesca" nel 90% dei casi trova tutto presso gli archivi federali (sono tre) e (quasi) perfettamente catalogato e accessibile.
In Italia ho constato di recente come viga il far west archivistico.
Magari se raccolgo qualcosa torno da queste parti e arruolo dei medici come consulenti? ;)
ebonsi ha commentato...
Il nome di Mengele è stato e continua ad essere citato sopratutto per il suo valore di simbolo negativo - valore che però discende non tanto dalla gravità delle azioni che Mengele ha commesso (o che viene accusato di aver commesso), quanto piuttosto dalla retorica della caccia perpetua al criminale nazista.

Mengele non era certo il solo medico ad Auschwitz, e gli esperimenti con cavie umane (con tanto di divulgazione dei risultati scientifici) non vennero condotti solo ad Auschwitz ma anche (per non dire principalmente) in altri campi. Chi avesse interesse a documentarsi e dispone di stomaco forte, può consultare gli atti del cosidetto "Processo dei Medici", tenutosi a Norimberga nel 1947 e concluso con sette condanne a morte, o più semplicemente la pagina di Wiki inglese in proposito. Si vedrà come Mengele, che si occupava esclusivamente di gemelli, fosse in una posizione molto secondaria, nella scala perversa dei criminali in camice bianco.

E' peraltro verissimo che esiste un serio problema etico circa l'utilizzazione dei dati ottenuti in questo modo atroce. Questo riguarda non tanto le ricerche di Mengele, che vanno poco oltre la semplice curiosità scientifica, quanto cose come gli studi sulle origini e le possibili cure della sterilità femminile condotti dal Dr Clauberg, e sopratutto i dati ottenuti dal Dr. Rascher circa i possibili trattamenti per gravi casi di ipotermia e congelamento - dati che, assieme a quelli ottenuti con gli stessi metodi dall' Unità 731 giapponese, credo costituiscano ancor oggi l'unica base scientifica in proposito.

Circa il "perchè non accada mai più", temo che il nostro ospite si faccia delle illusioni.

Tipo:

http://en.wikipedia.org/wiki/Human_experimentation_in_the_United_States

Oppure:
http://en.wikipedia.org/wiki/Project_MKULTRA

Oppure:
http://en.wikipedia.org/wiki/Human_radiation_experiments

E guardate che queste sono solo pagine wiki relative agli Stati Uniti. Non parliamo nemmeno di Russia e Cina.
max(L) ha commentato...
A proposito della sperimentazione sugli esseri umani ad uso cavie famoso e' lo Studio Tuskegee uno studio sperimentale di popolazione sull'evoluzione della sifilide non trattata. Naturalmente i volontari non sapevano che quello che veniva loro iniettato non era la cura ma un placebo.

E a proposito di "volontari" ecco un riferimento interessante Inoculation syphilis in human volunteers.. Putroppo l'articolo non e' free ma posso dirvi, avendolo letto, che i volontari erano carcerati a cui veniva offerta l'opportunita' di trasferisi in un carcere piu' "umano" qualora avessero accettato di sottoporsi all'inoculazione della sifilide per studiare caratteristiche quali trasmissibilita' ed infettivita'.

Il post su Mengele non riesco a commentarlo, da che ho visitato il campo di Dachau ogni volta che leggo qualcosa che mi ricorda quel che ho visto mi prende un malessere che dura giorni e giorni.
Pero' una cosa che ho visto a Dachau e che dovrebbe far riflettere anche se nulla a che fare con gli orrori del nazismo vorrei dirla : persone che si facevano foto ricordo come si fa ad un'allegra gita con pic-nic, in un campo di concentramento...
max(L) ha commentato...
A chi chiedeva della scientificita' e della validita' dei risultati degli esperimenti dei nazisti:
The Ethics Of Using Medical Data From Nazi Experiments
brain_use ha commentato...
Interessante link, Max(L): l'argomento delle ricadute scientifiche degli esperimenti su cavie umane dei medici nazisti è davvero ostico ma meriterebbe un approfondimento.

Concordo anche sulle tue osservazioni: sono stato anch'io a Dachau (che però era "solo" un campo di concentramento e non di sterminio, da quale era quindi pur possibile uscire vivi...).

Sono stato anche a Mauthausen, che era invece esplicitamente un campo di sterminio.
Ma anche lì ci sono i turisti.

Inutile sottolineare come sia sempre opportuno ricordare per non dimenticare e quindi un plauso a questo post, per quanto non strettamente attinente le tematiche usuali del blog.

Approfitto per stemperare leggermente il disgusto generato dagli abomini nazisti con una nota che considero fondalmentalmente folkloristica.
Spero che il padrone di casa mi scusi per lo spam.
Salvo Di Grazia ha commentato...
Spero che il padrone di casa mi scusi per lo spam.

Se non ricordo male tu sei stato il primo ospite di questa "casa" (ne sono passati di anni...), quindi puoi fare come se fossi a casa tua.
;)
michiamoaldo ha commentato...
Purtroppo penso che esperimenti ne praticano ancora. Chissà quante schifezze combinano nei paesi in guerra o dove i controlli dipendono dal grado di corruzione. Purtroppo.
CosmicMummy ha commentato...
mi inserisco giusto per una segnalazione. guardate qui: http://centopercentomamma.blogspot.it/2012/09/boiron-e-la-mia-omeopatia.html giudicate corretto che la Boiron contatti mamme blogger per farsi pubblicità? capisco poi che per alcune il blog è anche una fonte di reddito, ma pubblicizzare prodotti omeopatici senza sapere di cosa si sta parlando o agenzie di conservazione del cordone (più volte in questo ed altri blog simili) per quanto uno possa crederci mi sembra un bel po' scorretto. perchè non si tratta di una pubblicità di fianco alla pagina, ma di un post vero e proprio. e non si tratta di prodotti per bambini qualunque ma di vere e proprie truffe.
Salvo Di Grazia ha commentato...
per quanto uno possa crederci mi sembra un bel po' scorretto

Molto scorretto.
Immagina se questi spot li avesse fatti un'azienda di farmaci (che scandalo! Che vergogna!). Spero che questa pubblicità camuffata si ritorca contro chi l'ha ideata.
:)
Antoine ha commentato...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Antoine ha commentato...
Se permettete, devo fare qualche piccola precisazione: per quanto gli esperimenti del Dr. Mengele fossero inumani, devo ricordarvi che a quei tempi non esisteva il consenso informativo e che la medicina sembrava considerare l'etica in maniera molto diversa, particolarmente se il medico doveva trattare con indigenti. Vedi ad esempio:

http://it.wikipedia.org/wiki/Studio_sulla_sifilide_di_Tuskegee

Anche il concetto di "campo di concentramento" deve essere visto alla luce delle condizioni di quei tempi. In quel periodo se ti trovavi a essere povero, indigente o invalido potevi aspettarti di trovare le stesse condizioni dei detenuti dei campi, in qualunque paese ti trovassi. Si veda ad esempio "The Jungle" di Sinclair oppure le opere di Steinbeck. Non intendo certo difendere Mengele, voglio solo ricordarvi che quelle cose che oggi vediamo come mostruosità indicibili erano normali e accettate 100 anni fa (pedofilia inclusa).
granmarfone ha commentato...
"se ti trovavi a essere povero, indigente o invalido potevi aspettarti di trovare le stesse condizioni dei detenuti dei campi"
...
"quelle cose che oggi vediamo come mostruosità indicibili erano normali e accettate 100 anni fa"

Forse è perché non hai compreso il meccanismo della "macchina dello sterminio", dell'ideologia che l'ha sottinteso e che lo ha concepito e permesso, forse è perché non ti è chiara la funzione di campo di concentramento (sempre esistiti in uno scenario bellico) assai diversa da quella di campo di sterminio (e di sperimentazione), concezione degli anni Trenta del XX secolo, ma mi sembra un commento molto "leggero", per non dire altro.
Salvo Di Grazia ha commentato...
In quel periodo se ti trovavi a essere povero, indigente o invalido potevi aspettarti di trovare le stesse condizioni dei detenuti dei campi, in qualunque paese ti trovassi.

Sinceramente e senza offesa, questa è un'idiozia.
Nei campi di concentamento non si stava come "i poveri" ma come le bestie e lasciare intendere che tutto fosse "normale" per i tempi è assolutamente ripugnante (oltre che falso).
Chiudiamo il discorso per favore.
Grazie.
Antoine ha commentato...
http://digital.library.upenn.edu/women/bly/madhouse/madhouse.html


Buona lettura. Dimmi tu se le condizioni del manicomio descritto nell'articolo non sono le stesse condizioni dei campi.
granmarfone ha commentato...
Non ho letto e non mi occorre leggerlo;
ti credo sulla parola che le condizioni descritte possano essere paragonabili a quelle di “un”campo di concentramento.
Rimane il fatto che ti è sconosciuto il periodo 1932-1945 nella Germania nazista, soprattutto il periodo bellico in Germania e nei territori occupati, completamente sconosciuto ti è il funzionamento dei campi di lavoro concepiti per sfruttare fino alla morte il “materiale umano” ivi deportato, ignori che di campi di concentramento comunemente intesi come campi di prigionia per militari prigionieri ve ne erano ben pochi nei territori sopra citati.
In quanto ai campi di sterminio (in alcuni dei quali avveniva la sperimentazione) sarebbe totalmente inutile spiegarti qualcosa e non intendo perdere altro tempo.
Spero vivamente tu non intenda continuare con le idiozie.
Per parte mia chiudo qui questo discorso rispettando la richiesta di Salvo Di Grazia che può comunque eliminare questo commento se ritiene di non dover concedere altre occasioni.
Salvo Di Grazia ha commentato...
Dimmi tu se le condizioni del manicomio

1) Il fatto che in un manicomio si vivesse come le bestie non giustifica che la stessa cosa accadesse in altre comunità.
2) Stiamo parlando di campi di concentramento di persone senza alcuna colpa, malattia, reato. Parliamo di uomini comuni "concentrati" per il solo fatto di appartenere ad una comunità ben precisa (ebrei, omosessuali, zingari, ecc...).
3) Chi giustifica in qualsiasi modo gli orrori della guerra, anche quelli considerati "inevitabili" è semplicemente ignorante (a volte peggio). Anche la povertà causata da una guerra è un orrore non giustificabile.
4) Ora possiamo chiudere davvero l'argomento, grazie.
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