Un caso di cronaca recente ha riproposto all'attenzione pubblica un problema abbastanza diffuso, non solo in Italia: le raccolte fondi per "cure costose".
Il caso è relativo ad una bambina (o meglio alla sua famiglia) che da anni, tramite appelli televisivi, vendita di libri, siti internet, chiedeva un aiuto economico (quantificato in 300.000 euro) per sottoporsi ad un delicato intervento chirurgico da effettuarsi all'estero per curare la sua "rara" malattia che la rendeva in pericolo di vita.
Il problema lo avevo già affrontato qualche tempo fa.
Qui potete vedere il video dell'inchiesta di Luigi Pelazza, delle Iene (trasmissione televisiva italiana) che ha intervistato la mamma della bambina segnalando poi il fatto alla magistratura.
Questo ulteriore e triste episodio di cronaca è abbastanza tipico. Esiste un "business" delle raccolte fondi. Decine di famiglie che soprattutto su internet chiedono l'aiuto del prossimo per raccogliere soldi con la finalità di sostenere "costosissime cure all'estero", centinaia di migliaia di euro giustificati come "spese per le cure", storie drammatiche che hanno come protagonisti, quasi sempre, dei bambini. Può sembrare incredibile (oltre che disgustoso) che esistano persone disposte a lucrare senza ritegno sulla vita dei propri figli ma così è e di casi ne esistono tanti, soprattutto nel campo delle malattie neurologiche (paralisi, sindromi metaboliche, ritardi mentali) e dell'autismo. In maniera popolare e dispregiativa le persone che si prestano a questo tipo di iniziative sono definite "collettari" poichè vivono letteralmente per mezzo della generosità del prossimo.
Un metro di giudizio può essere rappresentato dal fatto che malattie come le paralisi cerebrali, non hanno "cure" nel senso propriamente detto ma necessitano di pratiche come la fisioterapia e la riabilitazione, praticabili (con difficoltà ma questo è un altro discorso) in Italia ed in forma rimborsabile, non vi è quindi alcuna necessità di raccogliere fondi per presunte cure.
Ci sono due elementi che devono mettere in guardia quando leggiamo di raccolte fondi a favore di persone definite "bisognose":
Un metro di giudizio può essere rappresentato dal fatto che malattie come le paralisi cerebrali, non hanno "cure" nel senso propriamente detto ma necessitano di pratiche come la fisioterapia e la riabilitazione, praticabili (con difficoltà ma questo è un altro discorso) in Italia ed in forma rimborsabile, non vi è quindi alcuna necessità di raccogliere fondi per presunte cure.
Ci sono due elementi che devono mettere in guardia quando leggiamo di raccolte fondi a favore di persone definite "bisognose":
1) Non esistono cure che si effettuano esclusivamente all'estero. L'Italia (per fortuna) è ad un livello sanitario eccellente e praticamente tutte le cure riconosciute sono disponibili in tutti i nostri ospedali. In alcuni casi è possibile che ci si rivolga ad una struttura distante dal luogo di residenza perchè più rinomata, più specializzata, ma non è per nulla necessario rivolgersi all'estero. I luoghi esteri più "citati" in queste raccolte fondi sono "l'America" (spesso è specificata la Florida), la Cina ed Israele. Il termine "America" è spesso generico perchè indica una località lontana che nell'immaginario collettivo rappresenta il progresso.
Quando leggiamo "ha bisogno di soldi per curarsi in America" quindi, accendiamo la lampadina.
Quando leggiamo "ha bisogno di soldi per curarsi in America" quindi, accendiamo la lampadina.
2) Tutte le cure riconosciute come efficaci dalla medicina sono interamente rimborsabili dal SSN (compresa l'eventuale presenza di un accompagnatore e di soggiorno in albergo se necessario). Spesso sono necessarie lunghe e complicate pratiche burocratiche, altre volte è dura anche la ricerca dei referenti per portare avanti queste pratiche ma non esiste alcuna terapia salvavita che in Italia non venga riconosciuta e rimborsata interamente dal nostro servizio sanitario nazionale.
Attenzione: anche recarsi all'estero per effettuare un intervento è rimborsabile ma a due condizioni, che la cura sia riconosciuta (niente ciarlatanerie o pratiche alternative quindi) e che non sia disponibile in Italia o che gli standard esteri siano particolarmente superiori a quelli italiani. Il solo fatto quindi di leggere di "cure costosissime da effettuare all'estero" è già un elemento molto sospetto.
Cosa fare quindi se si è colpiti da un appello ed il cuore dice di partecipare economicamente (atto dignitosissimo intendiamoci)?
Chiedere chiarezza: se la malattia è effettivamente presente, è grave, non è curabile (questo è rarissimo) in Italia, chiedere perchè non avvalersi dei rimborsi previsti dalla legge. Quando chi chiede aiuto è vago, non risponde, parla di cure fantascientifiche, diffidiamo e rivolgiamo il nostro altruismo da un'altra parte.
Chi diffonde l'appello non sempre è in malafede. Pensiamo alle vittime dei ciarlatani. Molte famiglie non sanno che le "cure all'estero" che gli hanno proposto per "guarire" il proprio parente dalla sua malattia sono in realtà delle truffe belle e buone: sono anch'esse vittime dell'inganno.
Con sufficiente sicurezza (ho letto moltissimi appelli in questi anni ed un paio di richieste di pubblicità sono arrivate anche a me) posso assicurare che la stragrande maggioranza degli appelli sono falsi o raccolgono fondi per cure da ciarlatani.
C'è poco da aggiungere, come al solito occhi aperti.
Alla prossima.
Segnalo che il 2 aprile è la giornata mondiale dell'autismo (proclamata nel 2007 dall'ONU) e che in diverse località si svolgeranno manifestazioni culturali, scientifiche e di sensibilizzazione. Segnalo un incontro divulgativo che si svolgerà il 3 aprile in provincia di Treviso (a Casale sul Sile) e le fiaccolate organizzate a Roma, Palermo, Napoli, Nuoro, Prato ed in altre città.







Commenti (15)
Grazie mille comunque per il contributo che dai nel combattere fanatismo e ciarlatani!
All'inizio fa impressione, in effetti quando qualcuno arriva a dedicarti una pagina su Facebook vuol dire che per lui sono ragione di vita, emozionante.
Il massimo è l'accusa di anonimato da parte di...anonimi.
Ma presto credo che avrò il piacere di conoscerli.
:)
Per il resto ottimo articol, grazie 1000 per tutto quello che fai
Un saluto e sempre i miei complimenti:-)
Rosa
L'Economa Domestica
Il rischio c'è ed è un peccato. Però posso dire che tutte le "raccolte" che ho letto in queste ultime settimane (e sono tante) erano o senza motivo (cure truffa, trattamenti alternativi, cure inutili) e quindi con i familiari vittima di illusioni (presumo non siano al corrente di essere vittime di truffa) o false perchè la malattia indicata non richiedeva cure particolari o non era quella indicata ufficialmente (ho letto anche referti taroccati).
Come ho scritto nell'articolo, quasi tutte queste cure "costosissime e risolutive" hanno come sede gli USA, Israele e la Cina, esiste un vero e proprio businness dei "viaggi della speranza".
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