venerdì 24 dicembre 2010

Miracolo di Natale ed anche di qualche mese prima

Quando una normale giornata di lavoro diventa qualcosa che ricorderai tutta la vita.
In questa occasione voglio parlarvi di un fatto assolutamente incredibile, quelli che si chiamano "miracoli" e che lasciano stupefatto chi ne viene a conoscenza.
L'evento è particolare, tanto ed ancor di più perchè mi riguarda personalmente. Quando lo ricordo o ne parlo, ancora oggi mi vengono i brividi, tra noi medici si usa dire "ho perso 10 anni della mia vita in 10 minuti", forse è vero, perchè è talmente tanto lo stress che quando tutto è finito sembri uscito fuori da sotto un treno in corsa. Il tempo si dilata, i minuti diventano ore e tutto ciò che accade attorno a te non lo ricordi nemmeno.
Il momento per raccontarlo è proprio questo, riesco a farlo un po' più freddamente rispetto a pochi mesi fa e si collega ad una notizia giornalistica di un avvenimento simile accaduto negli Stati Uniti, proprio nel periodo di Natale dello scorso anno.
Quello che è successo a me ed a chi era con me avvenne pochi mesi prima di Natale ed in Italia.
Nel caso americano una donna si accingeva a partorire e mentre tutto procedeva normalmente fu colpita da un arresto cardiaco. L'intervento medico immediato risolse tutto, davvero miracolosamente vista la gravità e la rarità e l'assoluta imprevedibilità del caso.
Ne parlarono anche i giornali e quando lessi la notizia riprovai i brividi di quella notte, avevo vissuto esattamente la stessa cosa.

Probabilmente i miei colleghi ginecologi rimarranno allibiti, non mi invidieranno per l'esperienza vissuta e nemmeno io auguro loro di viverla.

Una notte di turno in un reparto di ostetricia non ha regole fisse: può passare assolutamente tranquilla senza alzarsi un attimo dalla sedia, può trascorrere in "ordinaria amministrazione" con un paio di parti (sempre lavoro è, ma abbastanza tranquillo), può essere pesante, con donne che partoriscono, altre che hanno problemi, urgenze più o meno gravi. Poi c'è sempre il pericolo del dramma e quando questo succede, chissà perchè, avviene sempre all'improvviso, in turni tranquilli, senza avvisaglie, quando meno te lo aspetti (...e qualcuno dice...sempre di notte).
Racconterò le cose come mi vengono, di getto, così forse riuscirò a rendere (fino ad un certo punto) l'angoscia provata in quei momenti.

Quella notte infatti successe qualcosa di assolutamente incredibile.

Montavo per il turno di notte ed era presente in reparto una donna prossima al parto. Aveva già subìto un taglio cesareo quattro anni prima e sebbene questa condizione (il precedente taglio cesareo) aumenti molto lievemente i rischi in un eventuale successivo parto spontaneo, le cose procedevano normalmente.
Il travaglio si svolgeva un po' lentamente ma questo può essere normale. La paziente era continuamente sorvegliata dall'ostetrica di turno che saltuariamente mi aggiornava sulla situazione, il bambino stava bene e tutto continuava come è normale.
Attorno alle due di notte l'ostetrica mi chiama. La donna è arrivata a "dilatazione completa" cioè è pronta per partorire ma nonostante "spinga" (le "spinte" della madre aiutano, anzi sono fondamentali per il parto, facendo discendere il feto fino alla sua nascita) il feto non progredisce rapidamente rendendo tutto più lento.
Devo prendere una decisione.
In questi casi, arrivati al momento del parto, se nonostante le contrazioni dell'utero e le spinte materne il bimbo non nasce si può decidere di effettuare un taglio cesareo. Il feto non nasce per vie "naturali" e lo si estrae dall'addome, con un intervento chirurgico.
Fortunatamente il benessere fetale era pieno, non vi era alcuna sofferenza e questo mi permetteva di prendere il tempo necessario per vedere se c'era possibilità di evitare l'intervento.
Chiedo allora all'ostetrica di portare la signora in sala parto: avremmo potuto agire meglio, gestire meglio anche le spinte ed al limite "aiutare" il feto in qualche modo.
In effetti in sala parto nonostante la donna non collaborasse particolarmente (era stanca e scoraggiata) la testa fetale scende bene fino ad essere visibile anche dall'esterno (evito termini medici per spiegarmi meglio).
Il marito era presente in sala parto e sosteneva la moglie.

Non posso fare altro che incoraggiare la signora, invitarla a sforzarsi di più e provare ancora per un po', il feto stava benissimo e questo mi tranquillizzava.
Dopo pochi secondi l'imprevisto più incredibile che ho incontrato nella mia carriera.

Durante una spinta la signora inarca la schiena (era sdraiata), lancia un urlo strozzato e si accascia sul lettino.
La guardo ed ha gli occhi chiusi, penso subito ad un momento di stanchezza anche ad una crisi nervosa (in sala parto si vede anche questo) la chiamo...non mi risponde, le sollevo le palpebre e mi rendo conto che ha perso conoscenza, per un attimo rifletto e subito chiedo di chiamare l'anestesista di turno mentre cerco di rendermi conto di cosa possa essere successo (perdere i sensi in sala parto non è un avvenimento "abituale").
A quel punto per sicurezza chiedo a tutto il personale presente di attivarsi per preparare un taglio cesareo d'urgenza.
Mentre chiamo il mio collega reperibile per avvertirlo dell'urgenza l'ostetrica urla qualcosa "non c'è più battito! Non ha battito!"...non so cosa mi sia passato per la testa in quel momento, corro verso la signora e cerco di avvertire il suo battito cardiaco.
Era in arresto.
La donna senza alcun motivo apparente (in quel momento) aveva avuto un arresto cardiaco.
Il dramma nel dramma era che il suo bambino non era ancora nato...
Chiedo all'ostetrica di cercare il battito cardiaco del feto, c'era ma aveva una frequenza bassissima, segno evidente di sofferenza: senza una circolazione materna il bambino aveva pochi minuti di vita.
Urlo di preparare tutto che avremmo operato la signora, di chiamare tutti, chiunque, in sala parto il caos, tutti correvano a destra e sinistra, ognuno con un compito preciso. Richiamo il mio collega farfugliandogli qualcosa ed urlandogli di correre...


Di quei momenti ricordo qualche secondo e mi rivedo allibito a pensare cosa fare: salvare la mamma o il bambino? Come non perdere tempo? In quei momenti non agisci pensando a quello che fai ma per istinto, che è certamente guidato dall'esperienza e da quello che sai, ma può essere anche pericoloso: decisioni veloci dovrebbero prevedere una pausa di riflessione ma come fai a "riflettere" quando sai di avere pochi secondi, letteralmente, per salvare due vite, contemporaneamente?
Da quello che racconto sembrano passate decine di minuti, invece tutto si è verificato in pochi secondi. I miei ricordi hanno dei buchi, alcuni momenti non li ricordo bene e sarà poi l'ostetrica a ricordarmi cosa dicevo e facevo.
Mi butto sulla signora che era ancora stesa sul lettino e comincio un massaggio cardiaco. Uno, due tentativi e controllo il suo battito, niente...ancora un tentativo, cerco di mantenere attiva la circolazione, per la donna e per il bambino che ancora deve nascere e nel frattempo arriva l'anestesista rianimatore.
Il mio collega arriva senza nemmeno sospettare l'accaduto. Quando chiami un anestesista in sala parto in genere si tratta di "routine" o "urgenze" relativamente meno importanti, quelle serie le tratti in sala operatoria, non dove si partorisce.
L'anestesista mi trova sopra il letto da parto mentre effettuo il massaggio cardiaco anche lui si rende conto che sta accadendo qualcosa di assolutamente assurdo, noto nel suo sguardo un disorientamento nel vedere il collega ostetrico mentre massaggia la paziente, mi chiede "ma cos'è successo!?" io ricordo di avergli risposto "non lo so...è in arresto, non lo so...".

Subito dopo un sussulto, mentre lui prepara il necessario per la rianimazione il cuore riprende a battere, lentamente ma riprende, poi più velocemente. L'anestesista "vèntila" la signora, cioè la fa respirare forzatamente con uno strumento particolare (si chiama "pallone ambu") io, accertatomi che in sala parto lasciavo la signora nelle mani del collega, penso all'intervento di urgenza. In quel momento non ero nemmeno sicuro che il nascituro fosse ancora vivo, a dire la verità ci speravo ma non ci credevo.
L'ostetrica (dopo settimane dal fatto) mi ha raccontato che mentre effettuavo il massaggio cardiaco ero pallido ed alla fine di ogni massaggio muovevo la testa in un "no" che non faceva ben sperare.

Corro in sala operatoria, nel frattempo tutto era pronto. Poco prima di entrare in sala il povero marito che era più sconvolto di me mi chiede "...dottore mia moglie..., mia moglie è viva?", io risposi "non lo so...non lo so..." e se ci penso stringo i denti per l'assurda situazione. Non lo sapevo davvero, non sapevo nemmeno se il mio intervento fosse riuscito a salvare la donna ed il bambino o solo uno dei due...non lo sapevo, non sapevo nemmeno cosa sarebbe successo nei minuti successivi.

Entro in sala operatoria, infermieri ed ostetrica (una delle più giovani del reparto, in quell'occasione è stata eccezionale) corrono con la barella e portano la signora in sala mentre l'anestesista continua con la ventilazione forzata.
Mi hanno raccontato che tutte le donne ricoverate in reparto erano fuori dalle stanze perchè avevano capito dal caos che qualcosa fosse andata storta, io non ricordo di aver notato qualcuno, ero assolutamente preso dall'evento.
La sala operatoria era quasi pronta, ognuno aveva fatto quello che doveva fare, perfettamente, nulla era andato storto (si fa per dire...), mi prendo cinque secondi (5) per provare a riassumere quello che stava succedendo, chiedo nel frattempo di chiamare il primario e preparare tutto per una trasfusione di sangue.
La signora è pronta sul lettino operatorio, il battito cardiaco è regolare, l'ostetrica cerca il battito fetale: c'è.
Il bambino è ancora vivo ma sta soffrendo. Il feto è molto più resistente di noi adulti alle "ipossie", cioè alla mancanza di ossigeno ma certo lì c'è da far prestissimo.
Tutto è pronto, evito di perdere troppo tempo nella pulizia delle mani, è l'ultima cosa alla quale penso, chiedo il permesso all'anestesista (nel frattempo anche l'equipe anestesiologica era stata completata dal primario di anestesia) che mi dà l'ok ed inizio.
Solo a quel punto, dopo aver raggiunto l'utero pochi secondi dopo, mi rendo conto di quello che è successo.
Rottura d'utero.
La rottura dell'utero è una complicanza rarissima ma molto pericolosa che può risultare anche letale. E' una delle urgenze più gravi in ostetricia. E' definita come complicanza devastante per la sua gravità.
Probabilmente durante una spinta, la cicatrice del vecchio cesareo fatto dalla paziente qualche anno prima si è rotta, aperta, la signora ha provato per questo un forte dolore (è definito "a pugnale" per le sue caratteristiche) che ha provocato un riflesso (si chiama "stimolo vagale") che ha provocato un arresto cardiaco.
Un insieme di eventi incredibili, rarissimi, imprevedibili ed assolutamente gravi.
In realtà guardando la lesione sembrava probabile che l'utero fosse già "aperto" da tempo sul punto del precedente taglio cesareo, in questo caso si chiama "deiscenza", non è cioè una rottura "casuale" ma è proprio sulla cicatrice del precedente cesareo. Non era una "rottura" recente, tanto che i margini della lesione erano praticamente cicatrizzati. Presumo che la signora abbia trascorso buona parte della sua gravidanza con quel problema senza nemmeno accorgersene.
L'arresto cardiaco in gravidanza è un'evenienza molto rara, stimata con una frequenza di un caso ogni 30.000 gravidanze. L'arresto in fase espulsiva del parto è un evento più unico che raro, ne sono descritti solo pochi casi al mondo. L'estrazione di un feto in corso di arresto cardiaco materno, deve avvenire (con taglio cesareo) entro 4 minuti dall'arresto o si rischiano danni cerebrali gravissimi fino alla morte se non si riesce entro 6 minuti a far nascere il bambino.
Dall'incisione della cute all'estrazione del bambino sono passati 31 secondi. Non ho potuto nemmeno migliorare me stesso, il mio record di estrazione in cesareo è di 23 secondi ma in questo caso ho perso qualche secondo nei miei continui sguardi all'anestesista che mi aggiornava sulla situazione della donna.

Conservo ancora la copia del foglio del registro operatorio di quella notte...e chi se la dimentica.


Il bambino, estratto, comincia a piangere.
La pediatra lo visita mentre noi ginecologi proseguiamo nell'intervento. Chiedo ai pediatri velocemente come vanno le cose, uno di loro alza il pollice verso l'alto come per dire "tutto ok"...
Un utero rotto (praticamente "spaccato in due") ha poche possibilità di essere salvato, così siamo costretti a procedere ad un'isterectomia, cioè all'asportazione dell'utero che se lasciato in sede avrebbe potuto provocare gravi emorragie.
Arriva anche il primario che partecipa all'intervento, io mi stacco.
Mi siedo e metto la testa tra le mani più dalla stanchezza che dalla disperazione.

L'intervento finisce.
La paziente alla fine viene ricoverata in rianimazione in prognosi riservata, un'anemia importante richiede una trasfusione di sangue e la perdo di vista. So che sta meglio e nei giorni successivi migliora, fino alla sua dimissione in buone condizioni. Anche il bambino è in buona salute.

Dopo un mese incontro la signora per la visita di controllo. Non ha più il suo utero ma è viva, in ottime condizioni. Suo figlio è vivo e vegeto, sta bene e cresce benissimo.
La prima volta che la incontro la abbraccio, molto emozionato e lei forse lo è più di me anche se non sembra rendersi conto di cosa sia successo quella notte. Glielo chiedo anche: "ma si è resa conto di cosa è successo?". Mi risponde di e niente altro, forse non vuole ricordare, non approfondisco.
Il marito ringrazia continuamente ma anche lui non va oltre, non chiede e non ne parla.

Io ne parlo ogni tanto con i miei colleghi che ricordano l'episodio, con le ostetriche per fare un esempio di ciò che vuol dire "sapere cosa fare", ne parlo anche con l'ostetrica presente quella notte, ci ridiamo anche su ricordando il mio viso pallido ed io dicendole che lei aveva il cappellino chirurgico tutto storto da quanto fosse sconvolta.
Ci sono anche i colleghi che non ci credono, "dai, stai scherzando" rendendo ancora più surreale quanto accaduto e quelli che fanno i "superiori", quelli che ti dicono "sì ma tu potevi...tu dovevi..." senza rendersi conto che al mio posto avrebbero avuto bisogno di tanti santi in paradiso, quanti ne abbiamo avuti io e la signora, perchè in questi casi, fatti di secondi e decisioni in un attimo, deve aiutarti anche la fortuna ed il caso che tu speri sia dalla tua parte. Io l'ostetrica che era con me quella notte, la guardo con ammirazione ed orgoglio perchè è una ragazza di 24 anni che ha fatto qualcosa di eccezionale, molto più grande di lei.

La mattina era già inoltrata, ero abbastanza distrutto ed andai a casa buttandomi a letto.
Dal giorno dopo tutto è tornato normale, come se nulla fosse successo.
E' stato forse l'episodio più drammatico che ho vissuto professionalmente.

Questa storia la porterò per sempre con me ma so anche che storie come queste accadono ogni giorno negli ospedali di tutto il mondo. I medici tanto criticati perchè...perchè? Non lo so nemmeno io...fanno un lavoro duro, carico di responsabilità, passibile anche di errori, certamente, e questo è dovuto al loro essere uomini, fallibili ma responsabili anche di risultati eccezionali, miracolosi, atti a volte eroici. Questo non fa notizia ma basterebbe ascoltare qualcuna di queste esperienze che noi medici portiamo dentro di noi.
Per due vite salvate quella notte nessuno di noi ha preso complimenti, premi, aumenti di stipendio o pacche sulle spalle, è ordinaria amministrazione, la vita che ho scelto.
Nei giornali non leggerete mai queste storie che accadono quotidianamente, leggerete solo quello che fa scandalo, audience.
Chiedete ad un anestesista quante volte ha fatto riprendere il cuore di una persona fino a quel momento in perfetta salute che improvvisamente viene lasciato "a piedi" dal suo organo battente...
Ha letteralmente compiuto un miracolo, lo ha rianimato, eppure probabilmente quel paziente non lo saprà mai.
Accade tutti i giorni.

Chi insulta la classe medica per principio dovrebbe pensare per un attimo che la grande massa dei medici è rappresentata da lavoratori onesti e preparati, da gente che passa notti insonni e prende in carico situazioni incredibili, che cura, rasserena, parla e solleva che è spesso sovraccaricata di lavoro e stress. I freddi burocrati immaginati da qualcuno sono fantasmi creati ad arte per screditare un'intera classe di persone per bene e non lo dico per me ma per tutti quelli che questa professione l'hanno amata prima di me trascurando famiglia, svaghi e passatempi.
Le storie di "big pharma" e dei complotti se esistono riguardano qualche disonesto e non certo le migliaia di professionisti che sorvegliano la salute di tutti noi e se proprio esistesse un complotto le prime vittime sarebbero proprio i medici che curerebbero convinti di dare il meglio.

Io mi auguro di non dover più pagare il mio prezzo con il dovere in questo modo perchè è stata dura e poteva finire in tutt'altro modo e sicuramente non me la sarei perdonata.
Raramente si esaminano i problemi di coscienza di un medico, le sue ansie, le preoccupazioni e gli stress, non si parla mai degli atti quotidiani di vero e proprio eroismo e colgo l'occasione per ricordare le migliaia di medici che hanno passato la vita a risolvere le sofferenze ed a sopportare il dolore, gente che ha avuto nelle mani la vita del prossimo e l'ha trattata con rispetto e coscienza. Molti di loro se ne sono andati senza nemmeno un grazie da parte di chi hanno salvato ma probabilmente nemmeno si aspettavano un ringraziamento perchè quello che hanno fatto era l'essenza stessa del duro mestiere che li aspettava.

Auguro a quella donna ed a quel bimbo una vita serena.
A tutti voi buone, rilassanti e luminose feste e ne approfitto per ringraziare tutti degli auguri inviati via mail.

Alla prossima.

51 commenti:

  1. Buon Natale WeeWee. Di cuore. Veramente!

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  2. I medici sono esseri umani, sbagliano, ma quel caso su 2 o 5 o 10 che salvano (e credo sia piu' 1 su 1.00001 ovvero 99999 su 100000) fa capire quanto siano grandi!
    Grazie WeWee, per aver condiviso la tua eperienza con noi. Buone feste a te ed ai tuoi cari!

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  3. E'la più bella storia di Natale che potessi leggere oggi.
    Buon Natale, dottore, a lei e a tutti quelli come lei che ci tirano fuori dai guai non voluti.

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  4. Grazie. Grazie davvero. Non potevo leggere un "racconto di Natale" più emozionante. E più "vero": anch'io somno testimone di eccellenze straordinarie nella sanità italiana.
    Purtroppo, le notizie sono ritenute tali sono quando si tratta di episodi negativi o delinquenziali

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  5. Grazie di cuore per questa bellissima storia... davvero, grazie Dottore. Buone feste e buon lavoro.

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  6. Grazie per averci raccontato questa incredibile esperienza e Buon Natale!

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  7. Grazie per aver condiviso, con lo stile che ti contraddistingue, questa bellissima storia.
    Buon Natale.

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  8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  9. Bella storia Wewee, davvero bella e commovente, una vicenda strappalacrime ma dovresti spiegarmi un paio di cose, anzi, tre:

    Primo: perchè con un parto distocico in donna con un cesareo pregresso non hai messo in conto la possibile rottura dell'utero e ti sei lasciato cogliere di sorpresa? Non è così improbabile come dici in casi del genere, anzi, un cesareo pregresso è la maggior causa di un secondo cesareo, proprio per non correre rischi.

    Secondo: dal breve lasso di tempo (minuti) corso fra l'arresto cardiaco e il parto deduco che hai operato senza anestesia o mi sbaglio? Oppure nel tuo plesso usano anestesie istantanee tipo mazza da baseball?

    terzo: se la testa del feto era visibile deduco che fosse già incanalato per le vie naturali... anche le matricole sanno che una volta che la testa è incanalata in vagina è tardi per il cesareo. Che hai fatto, hai rispinto la testa in utero? Di provare con la ventosa non t'è venuto in mente?

    E tutte quelle donne fuori dalle stanze che ci facevano, come hanno fatto a capire e sentire? O dov'è la sala parto nel tuo ospedale? Accanto all'ufficio della caposala? E la sala operatoria dov'è, accanto alla sala parto vicino alla cucina?

    Ahi ahi ahi mio caro, sei un medico ginecologo o un millantatore che conta balle per i propri scopi da losco debunker?

    Devi stare attento a cosa scrivi perchè se ti legge un medico vero se ne accorge che sei un pallonaro e ci fai una figura da fesso, altro che ginecologo. Nel frattempo mi faccio due risate alla faccia tua e dei tuoi incensieri che di medicina e chirurgia ne sanno meno di te cioè meno di zero.

    Dott. Manuel Tarragona

    AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!!

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  10. oops, scusa... mi scordavo...
    BUON NATALE!

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  11. O... scusa, un'ultima cosa... non hai spiegato come hai arrestato l'emorragia massiva che si sviluppa sempre in questi casi, un sanguinamento così devastante che la paziente va in shock nel giro di pochi minuti...

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  12. Non è così improbabile come dici in casi del genere, anzi, un cesareo pregresso è la maggior causa di un secondo cesareo, proprio per non correre rischi.

    Ti sbagli. Leggi le linee guida che preferisci e vedrai che il VBAC, in determinate condizioni, è sempre consigliato o se non capisci le linee guida, consulta la pagina di
    Wikipedia inglese che è molto meno complicata e dovrebbe essere adatta ai profani come te.

    Secondo: dal breve lasso di tempo (minuti) corso fra l'arresto cardiaco e il parto deduco che hai operato senza anestesia o mi sbaglio? Oppure nel tuo plesso usano anestesie istantanee tipo mazza da baseball?

    Ti sbagli anche qui. Abbiamo operato in anestesia generale.

    anche le matricole sanno che una volta che la testa è incanalata in vagina è tardi per il cesareo. Che hai fatto, hai rispinto la testa in utero?

    Ti sbagli ancora. Se "le matricole" sanno questo (ma non credo, questo è un errore da bocciatura agli esami) devono ripassare l'ostetricia. Tantissimi tagli cesarei sono eseguiti quando la testa è già nel canale vaginale, tante volte anche molto in basso.
    Può pure accadere (molto raramente) di dover eseguire un cesareo quando la testa è addirittura già uscita dal canale da parto e si fa proprio quello che hai scritto, "respingere la testa in utero" è una complicata e disperata manovra (la insegnano pure ai corsi di urgenze in sala parto) che si chiama manovra di Zavanelli.

    E tutte quelle donne fuori dalle stanze che ci facevano, come hanno fatto a capire e sentire? O dov'è la sala parto nel tuo ospedale? Accanto all'ufficio della caposala? E la sala operatoria dov'è, accanto alla sala parto vicino alla cucina?

    Questo non c'entra con l'argomento del post ma per tua curiosità la sala parto è alla fine del reparto e la sala operatoria accanto. Le donne in reparto sono a pochi metri. Dalla cucina alla sala parto ci saranno 10-15 metri...
    Vuoi sapere altro della situazione logistica del reparto o ti basta così?

    non hai spiegato come hai arrestato l'emorragia massiva che si sviluppa sempre in questi casi

    Non è vero che si sviluppi sempre un'emorragia, in ogni caso l'asportazione dell'utero è servita proprio per questo.

    Nel frattempo mi faccio due risate alla faccia tua

    Fai bene, visto che non mi sembri molto sereno (sicuramente hai mangiato pesante ieri sera, non si fa).
    :)
    Buone feste.

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  13. Ma pure a Natale i rompic... ehm, i disturbatori si fanno sentire? Mah.

    Bel post, comunque, dovresti fare lo scrittore. Però hai un potenziale lettore in meno: avevo intenzione di far leggere a mia moglie il tuo blog, ma rimando di 3 mesi, il tempo di far nascere mio figlio ;-)

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  14. Io credo che il Dr. Manuel Tarragona sia un Ginecologo INVIDIOSO. Concordo con Wee Wee al 100%

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  15. Glub... lacrimoni.
    Grazie e buon Natale a tutti, compresi i rosicatori.

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  16. Semplicemente meraviglioso.Serene feste.Daniela&Corrado

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  17. Perchè "miracolo" e non miracolo?

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  18. Bene, benissimo, proprio da WP in english, la tua fonte di informazioni preferita, riporto il passo che segue (vedere il link di wewee per credere):

    Risks of caesarean section include a higher chance of re-hospitalization after birth, infertility, uterine rupture in the next pregnancy, injury to the baby, premature birth and respiratory problems in the baby, as well as bonding and breastfeeding difficulties.

    "uterine rupture in the next pregnancy" cioè rottura dell'utero nelle gravidanze successive... autogoal wewee e quindi insisto, con un cesareo pregresso la dovevi mettere in conto la rottura, non è stato un accidente imprevedibile come sostieni tu ma la logica conseguenza di un parto distocico... inesperienza o ordine di scuderia per limitare i cesarei (vedi notizia di ginecologi che si azzuffano in sala parto per un cesareo)? Temevi una sgridata dal primario? Se ero il padre vi facevo causa a tutti e la vincevo a occhi chiusi. Con la tua/vostra incompetenza avete reso sterile una donna, fai te... il miracolo è che la poveretta e suo figlio siano usciti vivi dalle vostre mani nonostante tutto. Che equipe!!!

    Dunque avresti rimesso la testa in utero con la Zavanelli mentre praticavi la rianimazione, hai chiamato l'anestesista, è arrivato anche il primario, hanno preparato la chirurgia, l'hanno anestetizzata e, nonostante la presenza del primario in persona, hai praticato l'incisione, estratto il feto, isterectomizzato la donna ecc ecc senza nessuna sofferenza fetale... notevole!

    Vedi wewee, la manovra di Zavanelli è rischiosa in se e la si esegue come ultimissima spiaggia in caso parto cefalico con distocia di spalla irrisolvibile con altre manovre tipo Mc Roberts, Rubin o Woods, MAI con rottura uterina perchè sarebbe pressochè letale per la partoriente e forse anche per il feto: la lacerazione si amplierebbe e l'emorragia massiva finirebbe il lavoro mentre il feto sarebbe a rischio grave di anossia. Spiegami perchè non hai provato con la ventosa o con le altre manovre più semplici e meno pericolose, era chiaro che si trattava di una distocia di spalla, altrimenti perchè il feto non usciva, era mica legato per i piedi! Piuttosto che praticare una Zavanelli in presenza di rottura uterina era preferibile fratturare le clavicole al feto, manovra drastica ma efficace al 100% e quasi priva di rischi.

    A proposito di logistica ospedaliera, ma da te percorso pulito e percorso sporco non sono distinti e separati? Si entra in sala sterile dal corridoio? Ma che razza di ospedale è? Non ci sono filtri? Forse intendevi che dal corridoio si accede al reparto operatorio, non direttamente alle sale ;-)... e la sala travaglio ce l'avete?

    @Maverick: Che nick! ti fai chiamare come un missile o ti sei ispirato al protagonista di top gun interpretato da Cruise (altro missile anche quello)?

    @Grezzo: bravo, fai bene a non far leggere alla tua compagna incinta il miracoloso caso del dottor wewee, meglio non farle sapere in che mani potrebbe cadere! ahahahahah

    Hola amigos! Cuando ustedes viendran en Cuba pasen por l'Hospital A. Nieto en Cienfuegos, seran todos mi huéspedes.

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  19. Perchè "miracolo" e non miracolo?

    Perchè i miracoli in medicina non esistono.

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  20. Ciao WeWee
    Ho appena letto l'ultimo numero di Focus (n°219) e c'è (un'altra) notizia che mi lascia allibito: riguarda Ferdinand Damara !?!?!


    Su Focus è riportato che (spacciandosi per chirurgo) è riuscito ad eseguire 16 interventi chirurgici, di cui uno a cuore aperto (e questo mi sembra abbastanza strano) studiando su un libro !?!?!?

    Ma non è abbastanza improbabile?

    Ciao e BUON NATALE !!!

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  21. Mah, sicuramente qualche utente incazzato per essere stato sbattuto fuori a calci dal blog per continue molestie e ora ritorna sotto spoglie diverse.

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  22. Non conoscevo la storia di Damara, affascinante.

    Non è così improbabile che possa aver eseguito degli interventi chirurgici (certo, non è da tutti). Immagina di avere (com'è scritto nella biografia su Wikipedia) la sua memoria fotografica e di guardare un pittore al lavoro (o un meccanico che ripara un'automobile): probabilmente sarai capace di dipingere o di riparare un'automobile.
    Non per nulla ai giovani medici si consiglia sempre di "rubare il mestiere", cioè di guardare e memorizzare per l'uso futuro.

    Un bravo impostore comunque è necessariamente una persona ingegnosa.

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  23. Basta ignorarlo del tutto e sparirà.
    Grazie.

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  24. Visto che il "dottor" Manuel non può più intervenire (almeno fino a che non si farà un altro profilo fasullo), vi voglio far notare quello che ad un osservatore poco accorto possa sembrare un bell'esempio di trollaggio:

    Cosa ha scritto WeWee:

    Può pure accadere (molto raramente) di dover eseguire un cesareo quando la testa è addirittura già uscita dal canale da parto e si fa proprio quello che hai scritto, "respingere la testa in utero" è una complicata e disperata manovra (la insegnano pure ai corsi di urgenze in sala parto) che si chiama manovra di Zavanelli...

    Cosa ha scritto Manuel:


    Dunque avresti rimesso la testa in utero con la Zavanelli...(CUT)...Vedi wewee, la manovra di Zavanelli è rischiosa...(CUT)...Piuttosto che praticare una Zavanelli...


    Ma tutto si spiega con la logica: essendo il "Dottor" Manuel Cubano (o almeno così sostiene) evidentemente sa scriver l'italiano assai meglio di quanto possa leggerlo...

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  25. ...ma infatti non cancello i rabbiosi interventi del "dott" manuel (che in realtà non è dottore e non è neppure cubano, cambia identità ad ogni nuova iscrizione) perchè sono un esempio di come si giochi con le parole sperando di trovare dall'altra parte dello schermo degli idioti.

    E' Natale però, vogliamoci bene quindi, abbracciamoci tutti, io preferisco non infierire, la figura di melma la fa lui.

    Avesse avuto dubbi ne avrei pure discusso, sarebbe stato interessante per tutti credo, ma il "dott" manuel non è qui per discutere, se non si fosse capito.

    Comunque, visto che ora è bannato e non può ribattere (meglio, data la sua alitosi) è bene evitare ulteriori repliche.

    Quindi chiuso il discorso.

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  26. Conoscevo un po'la storia di Demara, effettivamente nel suo campo era al livello di Frank Abagnale.

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  27. Storia incredibile, e oltre a farti i complimenti per come l'hai risolta li raddoppio per come hai saputo raccontarla.

    Mi ha colpito molto l'importanza del lavoro di squadra: l'anestesista che si occupa della madre, tu che ti occupi del bambino, l'ostetrica che con mani ed occhi esperti sorveglia la situazione.

    Non ho dubbi che quello del ginecologo sia un mestiere veramente particolare, chi ha visto ER si ricorderà che una delle puntate più epiche vede il dottor Greene (l'eroe della serie) lottare per ore con un parto distocico. La puntata è davvero memorabile, era la 1x19, "Pene d'amor perdute". Ricordo in un'intervista che la regola che si erano dati gli sceneggiatori era: prendiamo il medico più capace e brillante del serial, e torturiamolo con un caso dove tutto quello che può andare storto va storto. Il risultato fu memorabile, una delle cose migliori che siano mai state fatte alla TV (e migliore anche di tante cose che si vedono al cinema). Poi ovviamente c'è chi, come WeWee, non ha bisogno dei telefilm per vivere certe esperienze. :-)

    Buon natale in ritardo!

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  28. Ciao a tutti, buone feste e un enorme grazie al dott. Weewee per i suoi articoli.
    Lo so che ormai, dato che il sedicente dott. Tarragona è stato bannato, intervenire ancora sul suo commento è come sparare sulla croce rossa, però data l'arroganza dimostrata credo di essere perdonabile.
    Gentilissimo dottor Tarragona, da uno che ha studi universitari, anche se scientifici e non umanistici, mi aspetto che dica "se fossi stato il padre avrei fatto causa a tutti, e l'avrei vinta a occhi chiusi" e non "Se ero il padre vi facevo causa a tutti e la vincevo a occhi chiusi."
    Sarò puntiglioso all'eccesso, ma da un medico che non azzecca i congiuntivi non mi farei curare neppure un raffreddore.
    Saluti.

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  29. Io ho vissuto una situazione analoga a quella del dottore weewee ma in veste di paziente! Sono molto grata ai medici che mi hanno aiutata a non morire di shock emorragico dovuto ad un parto difficile. Grazie di cuore.

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  30. Dio che racconto!
    Ecco, queste cose non faranno mai notizia. Solo le scazzottate in sala parto.. perchè così la carta di giornale si vende meglio.

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  31. E' un racconto splendido, perché vero.
    Frequentando da tempo medici e ospedali sono convinta che esistano medici negligenti -leggerini-, ed altri coscienziosi. Si capisce leggendo il tuo blog che tu sei uno di questi ultimi, ecco perchè di tanto in tanto passo ; devo svelenirmi di quello che ho già visto ed ho vissuto.Buone Feste

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  32. Una domanda da profana: immagino si tratti di eventi alquanto rari, ma qual è il meccanismo in base al quale uno stimolo vagale può provocare un arresto cardiaco? Finora avevo sentito parlare di crisi vagale solo in relazione a semplici lipotimie o, al più, sincopi, quindi a fenomeni di importanza non paragonabile a quella di un arresto cardiaco. Forse affinché si verifichino conseguenze così estreme il soggetto deve essere predisposto o avere patologie pregresse?

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  33. qual è il meccanismo in base al quale uno stimolo vagale può provocare un arresto cardiaco?

    Il nervo vago fornisce i nervi che arrivano a quasi tutti gli organi del nostro corpo ed anche al cuore (con fibre del sistema parasimpatico).

    Lo stimolo vagale percorre il "nervo vago" ("stimolo vagale"=stimolazione del nervo vago).

    Il nervo vago se colpito da patologie o addirittura solo stimolato (da malattie ma anche da una manovra particolare, dolore, ansia, paura) induce degli stimoli nervosi direttamente al cuore causando rallentamento della frequenza cardiaca (bradicardia) o addirittura sincope, collasso, blocco atrioventricolare.

    Quasi tutti noi abbiamo provato almeno una volta nella vita un "riflesso vagale" e quasi sempre questo si risolve con un capogiro o una sensazione di debolezza, in casi molto rari si hanno conseguenze più gravi.

    Molti "svenimenti" comuni sono causati proprio da una stimolazione del nervo vago.

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  34. Sto leggendo “On Combat”, un libro che parla di quello che capita alle persone sottoposte a stress dovuto a rischio per la vita (propria o altrui):
    http://edizionilibreriamilitare.com/combat/p_OnCombat.htm

    Questo tuo episodio WeWee rientrerebbe a pieno titolo tra quelli trattati nel testo: in base a quanto è alto lo stress si possono verificare episodi di:
    - amnesia,
    - dilatazione o accelerazione temporale (tutto sembra svolgersi al rallentatore oppure ci si crede fermi e immobili),
    - visione a tunnel (perdita della vista periferica, per cui non si vede cosa ci sta attorno, ma solo quello che abbiamo davanti al naso),
    - riduzione della capacità manipolatoria fine (problematico anche solo telefonare),
    - incredibile acutezza o deficienza sensoriale (si arriva a vedere in volo proiettili “lenti” come quelli di una cal .45, oppure a non sentire i colpi di pistola sparati a pochi cm dal volto!).

    Normalmente il livello di stress è legato al battito cardiaco e l'autore (il Colonnello Dave Grossmann, professore di psicologia all'Accademia di West Point, già candidato al Premio Pulitzer per il suo precedente libro “On Killing”) identifica varie “zone” in cui il cuore può operare (bianca, gialla, rossa, grigia e nera) e i relativi effetti psico-fisici.
    Nella “zona bianca” non c'è stress, il battito cardiaco è a 60-80 pulsazioni al minuto e tutto (memoria, riflessi, etc) funziona normalmente.
    La zona gialla indica un aumento dell'attenzione e dello stess (80-115 pulsazioni), è tipico di quando si percorre un vicolo buio famoso per le aggressioni.
    Se il battito sale a 115-145 entriamo in zona rossa che fornisce il miglior livello prestazionale: si sviluppano in maggioranza gli effetti positivi (aumento della forza, riflessi accelerati, acutezza sensoriale, dilatazione temporale, etc) con qualche effetto negativo come l'amnesia (non si sa dire cosa si è fatto esattamente e non ci si ricorda il numero della polizia o dei pompieri) e difficoltà nella manipolazione fine (che può essere un grave problema per un medico in sala operatoria, se non impara a calmarsi).
    A 145-175 pulsazioni arriviamo nella zona grigia, deleteria per tutti eccetto che per coloro che si sono allenati duramente ad operare in queste condizioni (tipicamente soldati delle forze speciali).
    Alla fine della scala abbiamo la zona nera, in cui il battito cardiaco è oltre 175+ al minuto e vi sono solo effetti negativi anche per i super addestrati (irrazionalità, perdita di controllo degli sfinteri e della vescica, paralisi da paura, incapacità a manipolare anche oggetti grandi).
    L'autore scrive che quando lo stress entra nella zona gialla, il cervello inizia ad entrare in una sorta di “pilota automatico”: segue l'istinto (che spesso è legato a quello per cui ci si è “addestrati”) venendo meno il tempo per il ragionamento “a freddo”.
    La cosa può portare a effetti positivi (poliziotti accoltellati che riescono comunque a mettere le manette all'aggressore, grazie alla “memoria muscolare” interiorizzata in mesi di allenamento) o negativi (poliziotti che tolgono la pistola di mano a un rapinatore, per poi ridargliela immediatamente, come erano abituati a farlo in palestra con i colleghi).
    Quindi quanto più è realistico l'addestramento, tanto più le reazioni in condizioni di stress saranno corrette.
    L'autore consiglia di allenarsi alle emergenze spesso, suggerisce di far fare cose anche banali, come chiamare un ambulanza, urlando nelle orecchie alla moglie/marito in modo che si abitui ad agire in condizioni di stress.

    Ora non so se in ospedale è prevista una procedura simile, con simulazioni di emergenze. Forse non c'è né bisogno data la frequenza di emergenze che comunque entrano dal pronto soccorso. O no?
    Andrea Salsi

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  35. Molto interessante Andrea.
    Conosco bene le reazioni allo stress ma non ho mai approfondito l'argomento in modo serio.
    Nell'episodio in questione come ho scritto so di avere dei "buchi di memoria", in pratica il tempo si è dilatato (c'è stato un momento in cui io con l'ostetrica ho conteggiato tutti i tempi per vedere la "reazione") ed ero pronto a scommettere fossero passate ore. Invece con mia sorpresa erano passati 20 minuti.

    Probabilmente non ho avuto dei "buchi di memoria" ma la mia mente presupponeva una sequenza di avvenimenti molto più lunghi in confronto di quelli realmente avvenuti.

    Sulle reazioni fisiche: un chirurgo in generale sa controllare bene le proprie emozioni, la mano che trema può capitare ma in genere si agisce con sufficiente freddezza. Si assiste comunque ad una sorta di dissociazione: il corpo "freme" per lo stress mentre la mano esegue.
    E' un argomento davvero interessante ed affascinante, proverò ad approfondirlo...

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  36. Ora non so se in ospedale è prevista una procedura simile, con simulazioni di emergenze. Forse non c'è né bisogno data la frequenza di emergenze che comunque entrano dal pronto soccorso. O no?

    Le esercitazioni sono previste su casi simulati e prestabiliti (parlo del reparto nel quale lavoro, non è una procedura standard). Proprio in occasione dell'episodio che ho raccontato abbiamo deciso di non programmare alcune esercitazioni nel corso dell'anno e di farle all'improvviso, senza alcuna preparazione preventiva.

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  37. Grazie per aver condiviso questa storia. Ho letto con interesse anche il dibattito che ne e' seguito. Per il mio lavoro (comunque meno carico di responsabilita' rispetto al tuo) mi trovo anch'io talvolta a discutere con persone aventi opinione diversa dalla mia. Fra queste, spesso si trovano persone che di chimica sanno poco e che si fanno influenzare da siti e riviste compilati da gente altrettanto poco addentro, magari anche scarsamente scrupolosa (o con interessi economici non dichiarati) nel pubblicare e documentare le notizie...
    Complimenti anche per l'approccio alle medicine alternative.
    Buon lavoro e buon 2011.

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  38. Molti complimenti a Wewee e un paio di note:
    -non esiste nessun ospedale "A. Nieto" a Cienfuegos
    -In spagnolo una costruzione corretta sarebbe "cuando vengan"
    -l'Hospital è proprio una cagata, la L' è esclusivamente italiana, corretto sarebbe "El Hospital", in spagnolo non si tronca.

    tristezza infinita e ignoranza a palate

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  39. E poi comunque si scrive "vendran", non "viendran"

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  40. Scusate sono OT ma volevo segnalare a WeWee questa perla di Vanoli sulla varicella...
    Il compare di merende della Randolpf...
    http://mammesperfette.blogspot.com/2010/04/varicella.html

    (...) la varicella NON e' causata da un virus, che e' una proteina complessa a dna, che e' tossica perche' eterologa e che Lei chiama virus.
    Ma essa e' causata da intossicazioni + infiammazioni che per uscire dall'organismo, perche' il sistema immunitario si attiva per ripristinare la salute, utilizza uno degli organi emuntori, la pelle e quindi essa si puo' presentare a seconda del tipo di intossicazione e del luogo dell'infiammazione o con delle bollicine o con pustole o con furuncoli ecc.

    Quelle sono le cause della varicella (sintomo =segnale, NON causa virale), come anche del morbillo, del vaiolo, dell'acne, ecc.
    Il vaccino per la varicella e' altamente destabilizzante per il sistema immunitario, nervoso e gastrointestinale per il soggetto che si vaccina !!

    fine della citazione :)

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  41. @ WeWee,
    una domanda sul VBAC. Più di un tuo colelga (ne conosco pochissimi quindi riporto la cosa più come gossip) mi ha detto che il VBAC andava moltissimo in America 10 anni fa ma che ora si stanno ricredendo e il gioco non vale la candela (nei paesi occidentali, Francia esclusa, di norma si fanno uno, due figli).

    Mi puoi dire qualcosa al riguardo?

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  42. tristezza infinita e ignoranza a palate

    Avevo chiesto gentilmente di evitare di discutere del personaggio di prima. La persona la conosco benissimo (è più che italiano e non è medico) ed è autore di ripetute minacce ed ingiurie in privato oltre che qui in pubblico che si prolungano da mesi, non credo debba spiegare i particolari ma invito tutti ad evitare commenti ulteriori o riferimenti ai suoi post in quanto mi sto occupando seriamente della questione.
    Se dovessero ripetersi commenti simili sarò costretto a cancellarli.
    Grazie.

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  43. Su Vanoli non credo debba aggiungere altro, ormai è talmente poco credibile che viene "scaricato" pure da altri sedicenti naturopati. E' comunque un'icona del web italiano, il suo spam è mitico...

    mi ha detto che il VBAC andava moltissimo in America 10 anni fa ma che ora si stanno ricredendo e il gioco non vale la candela

    E' vero. Ma la candela è rappresentata principalmente dai problemi medico legali. L'evidenza scientifica dice che non ci sono rischi eccessivi per un VBAC (con certe prerogative) ma quando succede il guaio è talmente grosso che troverai sempre il giudice che delle evidenze scientifiche se ne frega.
    Medicina difensiva, sta diventando molto più ragionevole delle linee guida.
    Nel mio reparto comunque vi sono alcuni presupposti per provare un VBAC tra i quali pregresso cesareo eseguito almeno 2 anni prima, in Italia (sono sempre di più i parti di donne non italiane la cui anamnesi è difficile da raccogliere) e naturalmente senza patologie in atto.
    In effetti l'evidenza è quella che si tratta di una pratica ragionevolmente sicura.
    :)

    RispondiElimina
  44. Su Vanoli non credo debba aggiungere altro, ormai è talmente poco credibile che viene "scaricato" pure da altri sedicenti naturopati. E' comunque un'icona del web italiano, il suo spam è mitico...

    Stupendo !!!!
    Trollando sul forum dei caproni ho visto che anche il Gran Caprone in persona lo scarica senza tanti complimenti, è tutto dire.

    link

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  45. Visto che non ho fatto in tempo per Natale, ti auguro Buon Anno! E grazie per quello che scrivi.

    RispondiElimina
  46. Andrea,

    trovo molto utile il tuo commento e spero di trovare altrettanto utile il libro che stai leggendo :)

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  47. il tuo racconto mi ha emozionata e commossa molto.
    è vero che spesso i medici sono insultati e poco stimati, non ci si fida di loro, molto spesso semplicemente non li si capisce. è vero che tante volte non sono bravi comunicatori, ma nella vita non si può saper fare tutto. quando sento qualcuno dire che ha trovato un medico incompetente o poco sensibile semplicemente perchè gli aveva detto le cose come stavano, mi irrita molto. fondamentalmente la gente non sa nulla di metodo scientifico, di statistica, di rischio e probabilità, di sensibilità degli strumenti, di come si fa una diagnosi o di come si prescrive una terapia, e attribuiscono al medico quella che in realtà è una loro ignoranza.
    io penso che semplicemente ognuno dovrebbe fare il suo mestiere ed evitare di esprimere giudizi su qualcosa di cui non si è esperti, fidandosi invece di chi ne sa più di noi e ha i titoli per parlare, consigliarci, curarci, se è possibile anche salvarci la vita.

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  48. semplicemente ognuno dovrebbe fare il suo mestiere

    Non dirlo a me...
    :)

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