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sabato 3 luglio 2010

A me gli occhi!

Guardami...guardami...

Al mio tre i tuoi occhi si chiuderanno e ti sentirai leggero...leggero...sei un simpatico cagnolino..., sei un simpatico cagnolino che fa le feste al suo padrone...


SNAP!!
Sveglia!!

Chi si fosse messo ad abbaiare davanti al monitor del PC mi contatti immediatamente o si rivolga ad un veterinario.

Per tutti gli altri questa era solo un'ironica introduzione al tema dell'ipnosi.
L'ipnosi non è un trucco da palcoscenico nè una sciocchezza da piccolo circo di periferia.

Naturalmente mi riferisco a chi ha studiato le tecniche di ipnosi medica: in genere psicoterapeuti o medici, professionisti insomma che utilizzano la capacità di condizionare (sapendo COME farlo) la mente del prossimo ed indurlo ad uno stato di rilassamento tale da condurlo ad uno stato di dormiveglia.
"Una condizione mentale indotta dalla procedura conosciuta come induzione ipnotica", così è definita dall'associazione americana di psicologia l'ipnosi.
L'operatore che la pratica si chiama ipnotista.

Esistono vere e titolate scuole di ipnosi medica alcune storiche e prestigiose ed esistono anche studi scientifici che dimostrano alcune capacità terapeutiche legate a questa tecnica.

Cos'è:

Il termine ipnosi fu coniato da un chirurgo scozzese, James Braid, nel 1841.
Tramite l'utilizzo di schemi precisi, stimoli sensoriali ed una preparazione dell'ambiente, un ipnotista preparato riesce ad evocare in qualsiasi individuo uno stato di suggestione, detto proprio stato ipnotico (meno comunemente trance ipnotica).
In questo stato le funzioni vitali si mantengono perfettamente integre ma lo stato di coscienza è alterato diventando simile a quello che si presenta durante il sonno. L'individuo ipnotizzato non è addormentato nè del tutto incosciente, è invece fortemente suggestionato e pur conservando tutte le sue capacità vitali ha un bassissimo livello di coscienza.
L'operatore durante lo stato di trance può parlare con l'ipnotizzato, può fornirgli delle informazioni e creare dei meccanismi mentali che possono essere utili per risolvere alcuni stati patologici.
Ricevono miglioramenti dall'ipnosi problemi come l'ansia, la depressione, alcune dipendenze (dal fumo, da internet), alcuni "tic".

Può essere curioso leggere come descriveva la tecnica il suo "inventore" che pubblicò le sue teorie in una rivista scientifica:

Tenere un oggetto luccicante qualsiasi (io generalmente uso il mio astuccio del bisturi) tra il pollice ed il medio della mano sinistra; tenerlo a circa 15-20 centimetri dagli occhi, in una posizione più alta della fronte in maniera che sia necessario compiere più fatica possibile con gli occhi e le palpebre permettendo al paziente di mantenere lo sguardo fisso all'oggetto.
Il paziente dovrebbe convincersi che è necessario tenere lo sguardo fisso sull'oggetto ed il pensiero concentrato esclusivamente su quello. Sarà osservato che, per mezzo della contemporanea convergenza degli occhi, inizialmente le pupille si contrarranno velocemente quindi si dilatano e dopo averlo fatto un certo numero di volte ed aver cominciato un movimento ondulatorio, se l'indice ed il medio della mano destra lievemente allargati e divisi vengono avvicinati dall'oggetto verso gli occhi, molto probabilmente le palpebre si chiuderanno involontariamente con una vibrazione. Se non succede o il paziente muove i globi oculari chiedergli di ripetere di nuovo chiedendogli di chiudere le palpebre appena le dita saranno portate nuovamente vicino agli occhi e che dovrà tenere i globi oculari fermi nella stessa posizione e la mente concentrata sull'oggetto fermo sopra agli occhi. Si osserverà generalmente che le palpebre si chiuderanno con una vibrazione o con uno spasmo.

Non è per niente semplice seguire questi passi descritti da Braid ed avere successo poichè la tecnica si apprende in mesi di studio ed esercizio ed è anche possibile che il soggetto non sia "predisposto" ad essere ipnotizzato. Tentarci senza basi quindi è praticamente inutile.

L'ipnotista può anche indurre l'ipnotizzato a compiere alcune azioni, sia durante la fase ipnotica che dopo. E' importante sapere che l'ipnotizzato non compierà mai le azioni che sono contro la sua coscienza.

Altra caratteristica dell'ipnosi (terapeutica) è che hanno più successo i condizionamenti positivi e non quelli negativi.
Un tabagista (dipendente dalla nicotina) ad esempio fa molto più effetto un comando quale: "Dal tuo risveglio in poi ogni sigaretta che avvicinerai alla bocca proverai fastidio" rispetto ad un comando come: "Dal tuo risveglio in poi non vorrai più fumare una sigaretta".

Probabilmente il meccanismo è lo stesso: il fumatore non potrebbe mai accettare di non fumare più ma considera plausibile ed accetta il fastidio provocato da una sigaretta.

Unico vero pericolo è che alcune azioni represse nella vita di ogni giorno ma non considerate "inaccettabili" dal soggetto, con l'ipnosi possono esprimersi senza remore.
Un esempio: se un ipnotista dice all'ipnotizzato che al suo risveglio dovrà uccidere con una coltellata la prima persona che incontrerà per strada, si può essere ragionevolmente sicuri che questo non avverrà mai in quanto il soggetto considera questa azione come "inumana", non praticabile, inaccettabile. Probabilmente, incontrando la prima persona appena sveglio, l'ipnotizzato avrà un momento di indecisione: la sua mente gli farà sorgere l'idea di colpirlo con un coltello ma la sua coscienza non accetta questa azione e dopo pochi secondi di lotta interiore l'azione non sarà portata a termine. La coscienza morale della persona ipnotizzata è integra.

Il pericolo sorge quando il soggetto ipnotizzato ha tendenze omicide.
Se per esempio lo stesso procedimento si applicasse a chi ha già ucciso a coltellate decine di persone, probabilmente l'ordine sarà eseguito. Questo perchè l'idea di uccidere una persona con un coltello non è considerata "inaccettabile".

Per questo motivo l'ipnosi deve essere praticata da persone serie, addestrate e che ne fanno un uso terapeutico.
Anche l'idea che tramite l'ipnosi si possa derubare una persona o approfittare sessualmente di lei è sbagliata.
Nessuno "consegna" i propri soldi al prossimo e nessuno si presta a pratiche sessuali contro la propria volontà (tranne nelle violenze).

In questi casi sono molte le spiegazioni plausibili. Nel caso del sesso "sotto ipnosi" non si devono escludere droghe o alcol assunti volontariamente o meno dalla presunta vittima o veri e propri plagi mentali confusi con l'ipnosi e non per ultima la possibilità che la storia dell'ipnosi sia solo inventata come giustificazione di un atto di cui ci si è poi pentiti.
Nel caso dei furti è vera l'esistenza di un fenomeno che leggiamo spesso nei giornali: "derubata cassiera sotto ipnosi" o il racconto dello strano signore dai tratti orientali che "ipnotizza" una persona facendosi consegnare una somma di denaro. In realtà tutti i casi studiati non hanno nulla in comune con l'ipnosi ma sembrano più episodi legati ad uno stato confusionale. Il ladro "confonde" la cassiera, l'impiegato allo sportello, il passante con gesti e parole, complici l'ingenuità o la stanchezza, qualcuno ci casca.
Non vi è mai capitato di guidare l'auto ed accorgervi di aver percorso un bel po' di strada in stato di "semiincoscienza", rendendovi cioè conto che non stavate facendo attenzione per nulla alla strada ma la vostra mente era immersa in una sorta di "sonno vigile"?
Ecco, non eravate sotto ipnosi ma probabilmente in uno stato di disattenzione, il cervello era "a riposo" mentre il corpo compiva un gesto monotono. Eppure guidare senza rendersi conto è pericolosissimo, chi lo farebbe coscientemente?
Gli stimoli sensoriali  hanno un ruolo fondamentale.

Suoni, frequenze, monotonia...
Sappiamo che suoni a determinate frequenze non solo possono condizionare alcune funzioni vitali dell'organismo (pressione, frequenza cardiaca) ma possono addirittura trasformare il nostro umore.
Esistono suoni o combinazioni di suoni che possono provocare stati d'ansia, paura, terrore o all'opposto serenità, rilassamento, gioia.
Questa capacità dei suoni è probabilmente legata alle nostre funzioni cerebrali arcaiche. Quelle che ci permettono di distinguere i suoni "amici" da quelli nemici.
Provo a fare un'ipotesi: l'animale feroce che metteva in pericolo la nostra famiglia di uomini preistorici ha un verso molto alto, stridulo, gracchiante e questo è per noi un allarme. Non a caso anche il pianto del neonato suona per noi come un "allarme" che ci fa correre in suo aiuto.
E tutti i segnali di allarme (sirena, telefono) hanno frequenze alte.

Al contrario i suoni bassi hanno la capacità di rilassarci e tranquillizzarci.
La mamma che canta una ninna nanna al suo bambino non usa una voce da "vecchina del film dell'orrore" ma una voce "suadente", letteralmente bassa.


Non è una novità. Questa possibilità è stata utilizzata anche nel passato da numerosi musicisti: frequenze molto basse sono utilizzate per provocare sensazioni piacevoli, romantiche ma anche "malumore", pessimismo, frequenze molto alte possono essere utilizzate per evocare esaltazione ed attenzione ma anche ansia, nervosismo.
Il "bello" è che se queste frequenze sono molto alte o molto basse (ultrasuoni o infrabassi) non sono avvertibili dall'orecchio umano.
In teoria quindi il nostro umore o il nostro stato d'animo potrebbe essere condizionato, senza che noi lo avvertiamo, in ogni momento della giornata.
Lo stesso effetto si ottiene con alcune combinazioni di suoni.
Nella composizione musicale si ottiene (e si ricerca) lo stesso effetto: è una sorta di ipnotismo a distanza che funziona sempre.
Si sa che gli accordi minori (La minore ad esempio) evocano nostalgia, tristezza, mentre quelli maggiori (il Mi maggiore ad esempio) evocano apertura, luce.
Non per niente se un musicista vuole comporre una canzone "romantica" ricorre spesso agli accordi minori, mentre una canzone "estiva" è spesso in accordo maggiore. Il rock'n'roll più classico è spesso in MI maggiore. Il brano "cupo" per eccellenza della musica classica la "Toccata e fuga in Re minore" di Bach è, appunto, in minore. Un brano proverbialmente "aperto e solare" (Boccherini, quintetto per archi) è proprio in accordo maggiore.
Chi suona uno strumento musicale lo sa ed ha quasi sempre un accordo "preferito" che corrisponde in genere al suo carattere o al suo gusto musicale.

I suoni e gli stimoli sensoriali quindi sono fondamentali nell'ipnotismo. Toccare ripetutamente il soggetto con le mani, la punta delle dita, "picchettare" una parte del suo corpo, è una delle tecniche dell'ipnotista.

Poi c'è la monotonia: è il primo passo dell'ipnosi.
Un oggetto mosso ritmicamente e continuamente davanti agli occhi della persona da ipnotizzare (il "famoso" pendolo), la mani che si muovono dal basso verso l'alto e viceversa, la voce che ripete sempre la stessa parola, sono tutte tecniche che "aprono" la mente del soggetto sotto terapia.

La ripetizione scandita di una parola, di una frase o di un suono, libera il soggetto da ipnotizzare dalle sue barriere ed inibizioni.
Abituarsi ad un suono o ad una parola ripetuta fa abituare alla voce che la pronuncia ed alla presenza dell'ipnotista.
Ci rende meno "presenti".
Perchè il colpo di sonno colpisce chi guida? Proprio perchè ci abituiamo alla monotonia dell'autostrada: il percorso sempre uguale e non difficoltoso, spegne tutti i recettori dei segnali di allarme cosa che non succede in città dove il traffico, i semafori, i clacson ci rendono sempre pronti a reagire ad un teorico pericolo.

Gli stimoli tattili ed addirittura quelli sonori possono condizionarci quindi? Certamente.
La musica altro non è che un insieme di suoni che secondo i casi ha un effetto rilassante, eccitante, ansiogeno e così via.

Il suono nel condizionamento mentale

Le proprietà dei suoni di condizionare la persona addirittura nell'umore è conosciuta e sfruttata.
Il senso di pace o all'opposto di fastidio che può provocare un suono non è sfruttato solo da chi dei suoni fa il suo lavoro (come i musicisti) ma anche in altri ambiti.
Anche le forze dell'ordine ad esempio hanno sfruttato le capacità dei suoni di provocare una reazione del nostro organismo.
Pensate che un suono non possa riuscire a convincerci di allontanarci da lui?
Provate ad ascoltare la sirena di questo nuovo veicolo "disperdi folla" (si chiama LRAD o Apparecchio acustico a largo raggio) utilizzato in recenti manifestazioni (abbassate il volume degli altoparlanti o del video al minimo), il rumore che ne deriva è fastidiosissimo, non solo per l'alto volume ma soprattutto per la frequenza altissima del suono emesso.
Nulla di nuovo.
Un esempio può essere una pagina web che presenta semplicemente un'immagine di un ranocchio con un suono di sottofondo. Non c'è nessuna sorpresa nè è uno scherzo tranquilli, è semplicemente un'immagine accompagnata da un suono.
Probabilmente non resisterete più di una decina di secondi sulla pagina: provoca fastidio, nervosismo, ansia e persino nausea, non inconscia ma evidente, avvertibilissima anzi, più si ascolta il suono, più provoca fastidio.
Se volete evitare non andate in quella pagina.
Se volete proseguire invece, andate qui.

L'ipnotista conosce quindi la capacità della voce di modulare dei suoni che ottengono rilassamento, abbassamento delle "difese" da parte del soggetto da ipnotizzare, fiducia e senso di pace. Completano l'opera tutte le altre componenti della tecnica.
Gli stessi mezzi per scopi simili, sono utilizzate in cerimonie religiose e settarie. Molti gruppi religiosi  o pseudoreligiosi "alternativi" e new age utilizzano suoni percussivi monotoni e continui (ricordate gli Hare Krishna?) Persino l'organo a canne, quello che viene tipicamente utilizzato nella musica sacra sfrutta proprio queste caratteristiche cosi da risultare perfettamente adatto al suo scopo "mistico".

L'ipnosi non causa danni particolari ma è bene sia praticata da persone esperte e titolate. Esistono delle controindicazioni: le psicosi, l'epilessia ed i disordini di personalità.

Non si tratta quindi di magia o di poteri sovrannaturali ma di semplice condizionamento mentale, con tecniche precise, conosciute e studiate.
Tutto il resto è leggenda.

Alla prossima!
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Commenti (27)
Mike J. Lardelly ha commentato...
Bau bau!

Scherzi a parte, interessantissimo post. Sono rimasto abbastanza scioccato dal ranocchio. Per questo vorrei chiederti quale è il meccanismo di fondo che lo rende così inquietante.
ubik15 ha commentato...
Interessante, ma non mi è chiara la parte in cui affermi che le frequenze al di là dell'udibile possono comunque condizionare la mente: credevo che l'orecchio non fosse in grado di vibrare oltre (o al di sotto) di certe frequenze, rendendo quel suono impossibile da percepire.
Lck ha commentato...
In realtà a me il ranocchio ha suscitato simpatia e mi ha fatto sorridere, ma soltanto perché lo riconosco come un personaggio del cartone animato Futurama (dove appare in TV per ipnotizzare gli spettatori). :)

Post molto interessante.
WeWee ha commentato...
credevo che l'orecchio non fosse in grado di vibrare oltre (o al di sotto) di certe frequenze, rendendo quel suono impossibile da percepire.

Infatti è così e non abbiamo nemmeno recettori che ci permettono di percepire quei suoni (quindi anche se il timpano vibrasse non potremmo percepirli lo stesso) ma un suono può far "vibrare" (leggi stimolare) altre strutture del corpo umano che non sono deputate allo scopo uditivo. Sono noti esperimenti con ultrasuoni o infrasuoni che causano effetti come sensazione di disturbo, di ansia, di noia, di paura...
Non c'è molto materiale a riguardo (si tratta quasi sempre di studi di medicina del lavoro) e quindi non ci sono conclusioni definitive ma sembra che gli effetti siano dovuti alle vibrazioni provocate sugli oggetti dell'ambiente circostante l'uomo o sugli organi interni della persona esposta ai suoni.

Non sarebbe l'unico esempio di sensi che percepiscono stimoli di tipo diverso da quello che dovrebbero percepire.
Ricordo una domanda che faceva il mio prof di fisiologia a lezione per spiegare concetti simili: "Quale stimolo tattile causa percezione di luce in un essere umano?"

Un pugno nell'occhio che fa vedere le stelle...

...e poi ci sono le "leggende metropolitane" dei gruppi rock che hanno utilizzato in certi loro brani ultra o infrasuoni per evocare sensazioni "negative".
Thhh ha commentato...
In realtà a me il ranocchio ha suscitato simpatia e mi ha fatto sorridere, ma soltanto perché lo riconosco come un personaggio del cartone animato Futurama (dove appare in TV per ipnotizzare gli spettatori).
GLORIA GLORIA ALL'IPNOROSPO! :D

"Quale stimolo tattile causa percezione di luce in un essere umano?"

Un pugno nell'occhio che fa vedere le stelle..

non mettendola in questi termini, avevan fatto quest'esempio anche a noi. fondamentalmente abbiamo queste "sinestesie recettoriali" perchè i nostri recettori spesso non sono recettori solo per un determinato stimolo, ma sono recettori preferenziali per quello stimolo, con una soglia molto maggiore per gli altri.
Potrebbe non essere appropriato, ma il 'gusto' che sentiamo con il peperoncino ad esempio non è un "gusto", ma un danno portato dalle molecole del peperoncino ai recettori.
Thhh ha commentato...
(il "potrebbe non essere appropriato" l'ho messo perchè non ricordo se il piccante è trasmesso dai recettori stessi, dai neuroni afferenti o addirittura dai nocicettori locali e stop)
Giuliano ha commentato...
Probabilmente il meccanismo è lo stesso: il fumatore non potrebbe mai accettare di non fumare più ma considera plausibile ed accetta il fastidio provocato da una sigaretta.

Io so questo: il cervello non è capace di interpretare i "non". Ti faccio un esempio: NON immaginare una scimmia verde che guida una Ferrari gialla con pallini rosa. Sei riuscito a NON farlo? :-)
Luca ha commentato...
OK, ho fatto un esperimento e saranno almeno dieci minuti che ho nelle orecchie (in cuffia, a volume non troppo alto, spannometricamente 60-70 dB) il suono dell'ipnorospo, ma non mi sta facendo il minimo effetto, anzi: sto cominciando a non prestargli più attenzione (è grave, dottore?).

Non che abbia intenzione di inserirlo nella mia hit-parade personale, beninteso... Bach non corre pericoli di evnire scalzato dalla sua posizione in classifica.

Più in argomento e più seriamente, per rilassarmi e cercare di sgomberare la mente da preoccupazioni e pensieri, spesso ascolto degli MP3 riproducenti rumori di pioggia, temporali, ruscelli, cascate, ecc. proprio perché il loro mormorio continuo ha un effetto rilassante (purché non mi accorga che i rumori si ripetono in continuazione, come spesso avviene in questo genere di brani: allora l'effetto è esattamente l'opposto e elimino il brano...).

Luca.
Warro1980 ha commentato...
L'ipnosi è una fantasia, solo persone che hanno una mente "fragile" ci può cascare. E infatti viene usata con persone che hanno "problemi"... Per gli altri è una assurdità! Scommetto che neanche il guru migliore possa ipnotizzarmi! (E ci hanno provato ehehe) ...
ubik15 ha commentato...
... ma non mi sta facendo il minimo effetto, anzi: sto cominciando a non prestargli più attenzione ...

Questo perché il cervello alla lunga è in grado di rimuovere i "rumori di fondo", altrimenti chi potrebbe vivere in città, o guardare una partita del Mondiale sudafricano?
WeWee ha commentato...
non mi sta facendo il minimo effetto, anzi: sto cominciando a non prestargli più attenzione (è grave, dottore?).

Un po'.
;)
Nono...probabilmente hai solo "annullato" l'effetto sonoro e questa è un'altra capacità del nostro cervello, quello che non ci interessa passa in secondo piano. Naturalmente quel suono e "l'esperimento" sono due esempi elementari ma ti assicuro che di suoni "insopportabili" ne esistono (non mi dire che sopporti pure il "fischio" del LRAD perchè davvero a quel punto un controllino lo farei...).
:)

Scommetto che neanche il guru migliore possa ipnotizzarmi!

Non ci scommetterei. Ho visto crollare persone che iniziavano la seduta sorridendo.
Ma è chiaro che se "non vuoi" essere ipnotizzato quasi nessuno potrà riuscirci, come scritto nell'articolo l'ipnotista non può andare contro la tua volontà e per questo il primo requisito per una buona seduta è il rilassamento e la disponibilità.
Luca ha commentato...
(non mi dire che sopporti pure il "fischio" del LRAD perchè davvero a quel punto un controllino lo farei...)

No, fin lì non ci arrivo... anzi, mi tengo ben care le orecchie: non arrivo a capire da quale zampa sta zoppicando una formica in giardino, ma insomma... :-)

Però il suono del rospo non mi ha "detto" proprio nulla. Piuttosto, se vuoi qualcosa che mi dà veramente fastidio, questo è il suono, anche distante, di quello che passa per musica in discoteche e bar all'aperto.
brain_use ha commentato...
non mi dire che sopporti pure il "fischio" del LRAD

Fastidiosetto.
Ma non insopportabile (almeno al livello degli altoparlanti del notebook).
Insopportabile è il suono del gesso che "gratta" sulla lavagna.

Bell'articolo, come sempre.
Grezzo ha commentato...
Non si finisce mai di imparare, pensa che credevo che l'ipnosi in qualche modo fosse una vera e propria pseudoscienza, forse perchè presentata grottescamente in TV e spettacoli con luoghi comuni assurdi.

Ma il suono delle vuvuzelas invece che cosa vi ispira? A me tanti manganelli nelle gengive di quelli che continuano a soffiarci dentro... ;-)

GLORIA ALL'IPNOROSPO!
tripponzio ha commentato...
gloria gloria all'ipnorospo...
ma a parte gli scherzi, non mi crea alcun fastidio. anzi, mi rilassa sul serio...
non mi azzardo ad ascoltare la sirena, dato che spesso mi si trapana la testa quando sento il fischio in alcune apparecchiature elettriche (televisori e non solo), potrebbe esplodermi il cervello e causare danni tutto attorno, ovunque si trovi in questo momento.
ma quindi, quando mi viene voglia di ammazzare una certa collega perchè è stupida come il fango, in realtà è colpa della sua fastidiosissima voce? potresti sostenerlo in tribunale come mia difesa?
@ giuliano: sono riuscito a non immaginarla. sono arrivato alla scimmia, ma quando ho pensato a verde, per quale motivo si è trasformata in una gnocca bionda con un bikini rosa. la ferrari riesco a immaginarla solamente rossa e alle hawaii.
credo che l'ipnorospo abbia seriamente danneggiato i miei neuroni...

a me comunque i suoni monotoni e ripetitivi mi danno sui nervi, salvo poi cessare di colpo, mi tolgono letteralmente l'equilibrio, come se venisse a mancare lo schienale alla sedia e mi ritrovassi su uno sgabello, non so se mi spiego...

@brain: il calore ha seriamente danneggiato le tue ghiandole del fastidio...

@grezzo: io pensavo che alla fine wewee volesse proprio arrivare alle vuvuzelas. non ho seguito le partite dei mondiali, quindi ho sentito il suono molto dopo aver letto che nessuno le sopportava. quando lo ho sentito non mi è sembrato tanto fastidioso, ma forse perchè ormai sono anni che di fronte all'ufficio ho un cantiere e a casa sono sotto una rotta di avvicinamento al non vicino aeroporto. tra l'altro, io trovo estremamente più fastidioso quando lasciano un camion con la retromarcia inserita e il cicalino che va avanti per mezz'ora (come in questo momento).
ubik15 ha commentato...
quando lo ho sentito non mi è sembrato tanto fastidioso

Ti è andata bene, perché dopo le prime partite trasmesse con le vuvuzela a pieno regime, le televisioni hanno deciso di farci la grazia e di abbassare, o filtrare, il più possibile il suono in presa diretta dagli stadi.

BZZZZZZZZZZZZZZZZZZzzzzzzzzzzz..............
OcirnE ha commentato...
@WeWee e Thhh

Quanto segue, forse è un po' OT, ma è sempre interessante vedere come da un discorso si possa giungere a scoprire altre cose con qualche buona digressione.
A proposito di pugni negli occhi e conseguenti stelle viste, forse non è un caso che i vostri prof. vi abbiano fatto quell'esempio. Sicuramente è un effetto che gli uomini hanno scoperto "sulla loro pelle" dalla notte dei tempi, ma esiste un illustre predecessore che ha usato lo stesso esempio, ma in un altro contesto. Si tratta del grande Isaac Newton. Nella sua opera "Opticks", verso la fine, egli dice di non avere più tempo o voglia di indagare ulteriormente alcuni fenomeni legati alla rifrazione della luce, e quindi pone alcune domande aperte come linee guida per ulteriori ricerche. Egli si chiede se per caso la visione dei colori non sia dovuta all'azione meccanica che la luce esercita sul nervo ottico. Egli ipotizza che, così come differenti tipi di vibrazioni dell'aria producono differenti tipi di sensazioni sonore, così differenti tipi di vibrazioni luminose producono la percezione dei diversi colori. Per supportare tale ipotesi (e cioè il nesso tra stimolo meccanico del nervo ottico e visione dei colori), Newton, nella domanda numero 16, a pagina 321 dell'edizione del 1730 di Opticks, scrive (traduco a spanne...):

"Quando un uomo al buio preme un angolo dell'occhio con il dito, e ruota l'occhio lontano dal dito, egli vede un cerchio di colori come quelli in una piuma della coda di un pavone. [...] E quando un uomo, dopo un pugno sull'occhio, vede un lampo di luce [...]"

(Per inciso, Newton si sbagliava, poiché le vibrazioni di cui egli parlava in termini meccanici, oggi sappiamo che sono in realtà di natura elettromagnetica. Tuttavia, egli aveva correttamente intuito la relazione tra "frequenza" e colori...tanto di cappello!!)

Complimenti a WeWee per la scelta dell'argomento. A mio avviso, è uno di quelli "a rischio" nell'ambito delle attività dei ciarlatani, e quindi è bene che la gente sappia cosa è come funziona l'ipnosi.

Ciao!
Marco B. ha commentato...
Ma secondo voi questo "ipnotizzatore istantaneo" è reale?
http://www.youtube.com/watch?v=Eyan_AlhJts
http://www.youtube.com/watch?v=FlMeg4jgM-A

Nel primo filmato le prodezze iniziano verso 6 minuti
Marco B. ha commentato...
(ricommento, stavolta senza link)

Ho visto un filmato sul programma "Le Iene" che mostrava le performance un certo psicologo (posso mettere il nome?), che "ipnotizzava" le persone in pochi secondi, facendole praticamente svenire.
Quello che mi chiedo - e vi chiedo - è se sia scientificamente possibile oppure se siano le consuete bufale.

I filmati sono facilmente reperibili in rete, cercando "ipnosi istantanea"
Marco B. ha commentato...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
WeWee ha commentato...
Ma secondo voi questo "ipnotizzatore istantaneo" è reale?

Non posso giurarci per quanto riguarda gli episodi del video (che potrebbero essere "costruiti") ma in generale l'ipnosi istantanea esiste (ho assistito personalmente ad una seduta). Non tutti gli individui sono comunque suscettibili di ipnosi.
Daniele ha commentato...
Io avrei due domande:
1) Dove o come lo trovo un vero ipnotizzatore per una terapia?
2) E' possibile "curare" con l'ipnosi manie, fissazioni, pigrizia?
Domenico ha commentato...
Nel campo dei misteri è molto famoso CORRADO MALANGA, che tramite l'ipnosi regressiva afferma da anni di aver ricevuto prove su rapimenti alieni e tante altre cose legate sempre agli alieni.
Sto parlando di questa persona qui:
http://mysterium.blogosfere.it/2007/10/i-rapimenti-alieni-gli-esperimenti-di-ipnosi-regressiva-del-prof-corrado-malanga.html

mi interesserebbe sapere un parere in merito, visto che sono molti anni che Malanga ovunque divulga le sue affermazioni e le sue "scoperte"
WeWee ha commentato...
mi interesserebbe sapere un parere in merito, visto che sono molti anni che Malanga ovunque divulga le sue affermazioni e le sue "scoperte"

Non conosco il Prof. Malanga come docente di chimica ma come scrittore di fantascienza è molto scadente. I suoi racconti sono banali e poco significativi (ed anche poco appassionanti). A mio modesto parere naturalmente.
WeWee ha commentato...
Dove o come lo trovo un vero ipnotizzatore per una terapia?

In genere è praticata dagli psicoterapeuti, non esiste un albo degli ipnoterapisti ma quelli che la praticano lo fanno presente nel loro curriculum. A volte basta una buona ricerca nelle Pagine Gialle ed anche in questi casi è bene informarsi sulle qualità del terapista.

E' possibile "curare" con l'ipnosi manie, fissazioni, pigrizia?

La "pigrizia" non è una malattia e quindi non deve essere curata, le manie e le fissazioni possono esserlo e quindi l'ipnosi può essere d'aiuto.
ThrillOfLight ha commentato...
Bene, saranno quasi due mesi che continuo ad accumulare nella mia mente interventi a vari post di questo blog che trattano argomenti per me di grande interesse, e con cosa mi decido a smuovermi? Col primo che mi ha lasciata alquanto perplessa.
Vedo confermato quanto già immaginavo sull'ipnosi, ossia che non funziona su tutti. Ma, a partire da questo dato di fatto, e in assenza di approfondimenti e argomentazioni su quelli che sarebbero i meccanismi di funzionamento nei casi in cui si rivela efficace, è inevitabile per me pormi un paio di interrogativi.
Intanto, cosa distingue chi è passibile di ipnotizzazione da chi non lo è? Se l'unica differenza risiedesse nella diversa disposizione a riconoscerle validità (ma questo è tutto da verificare...), dal fare quest'assunzione a dedurre che, laddove se ne osservino degli effetti tangibili e incontestabili, questi siano prodotti esclusivamente dalla potenza di autosuggestione della mente umana, il passo sarebbe breve. E se fosse questo il caso, un siffatto pattern mi ricorderebbe qualcosa, vediamo... ah, sì! Il meccanismo di funzionamento della buona vecchia omeopatia! Ossia, dei placebo in generale, che hanno peraltro percentuali di efficacia altine; e qui arriverebbe il secondo interrogativo: quali sono le percentuali di riuscita dell'ipnosi? La curiosità di farmi due risate sperimentando l'ipnosi su di me mi sa che dovrò tenermela, ma, scetticismo a parte, mi chiedo se, al pari di quanto è stato fatto con l'omeopatia, siano mai stati realizzati degli studi per capire se e fino a che punto gli effetti riscontrati siano autoprodotti (e quindi dovuti esclusivamente alla suggestionabilità del soggetto) o se possano essere imputati ad una qualche interazione oggettiva scatenata a livello neurologico dalle azioni messe in atto dall'ipnotista. Se, come suggerisci tu, WeWee, la pratica ipnotica non può essere improvvisata e deve seguire in modo rigoroso precisi dettami, immagino che sarebbe semplice fare uno studio di verifica: si prende un congruo numero di persone ben disposte nei confronti dell'ipnosi, le si divide in due gruppi, poi si sottopone il primo gruppo a pratiche ipnotiche "da manuale", e il secondo a procedure inventate a casaccio, e che si distacchino sostanzialmente da quelle standard soprattutto in quelli che sono i passaggi ritenuti fondamentali (magari senza superarle, in quanto a ridicolaggine...). Se le percentuali di riuscita fossero comparabili, si potrebbe tranquillamente concludere che gli effetti dell'ipnosi siano da attribuire esclusivamente al soggetto stesso, e alla sua convinzione che quanto sta subendo debba produrre quegli effetti, al pari di quanto succede con i placebo. Certo, bisognerebbe prima mettersi d'accordo sulla metrica da utilizzare per valutare la riuscita, ma non credo sarebbe un grosso problema. Magari sarebbe dura realizzare un tale studio realmente in doppio cieco: bisognerebbe prendere degli aspiranti ipnotisti e far seguire ad alcuni un corso canonico, e ad altri un corso in cui vengano fornite indicazioni bislacche e che poco o niente hanno a che vedere con la pratica codificata. Ma se ne accorgerebbero... no, meglio affidarsi a degli attori molto convincenti!

Insomma, WeWee, tutto questo, estremizzazioni comprese, per sottolineare che a me gli ipse dixit hanno sempre detto ben poco: ok, qualcuno ha scritto, un bel po' di tempo fa, un trattato su come ci si deve muovere per ipnotizzare. E quindi? Sapere questo è un po' pochino. Sapere che tu hai assistito personalmente a sedute di ipnosi riuscite è qualcosa in più, ma non dice nulla sul perché i soggetti in questione siano sprofondati in quello stato (in sostanza, perché si erano convinti che ci sarebbero dovuti sprofondare, o perché hanno subito, con la stessa ineluttabilità con cui subirebbero l'azione di un farmaco "vero" che fosse loro somministrato, l'effetto della pratica ipnotica?).
To be continued (ho superato il limite di 4096 caratteri)
ThrillOfLight ha commentato...
(continua dal commento precedente)
Tra le altre cose, mi è capitato di sentir parlare dell'utilizzo dell'ipnosi come pratica anestetica (e, va da sé, di mio tenderei a pensare che si tratti di leggende metropolitane); sarebbe interessante sapere cosa c'è di documentato al riguardo. Perché a voler fare delle verifiche sui grandi numeri la vedrei dura: quanti di voi sarebbero disposti a farsi stagliuzzare dopo che l'anestesista, adeguatamente istruito alle tecniche ipnotiche, gli ha sussurrato parole suadenti all'orecchio? Ecco, magari dipende da chi è l'anestesista...
Battute a parte, anche la storia dell'eseguire, da coscienti, istruzioni che ci si è sentiti impartire da qualcuno durante l'ipnotizzazione, mi lascia molto perplessa e mi incuriosisce al tempo stesso: queste azioni verrebbero compiute senza che l'interessato sia consapevole che gliel'ha detto il dottore nella seduta del giorno precedente? Per quale motivo si dovrebbe riuscire a fare qualcosa che, seppur non contrario ai propri princìpi, era magari risultato un ostacolo insormontabile fino al giorno prima? Non penso solo al fumatore e alla sua dipendenza, ma anche a situazioni, magari normali per i più, che persone particolarmente insicure o ansiose non riescono ad affrontare.

L'ho fatta un po' lunga, ma non mi aspetto che nessuna perda tempo qui a ricostruire decenni di studi e sperimentazioni: se i miei interrogativi sono obsoleti, mi accontento anche di un "vatti a documentare e poi ne riparliamo".

Ok, arrivo finalmente alla parte amena del post di WeWee: a me la colonna sonora del rospo non dispiace affatto! L'ho ascoltata a lungo, e mi piace la melodia. Già, perché di melodia si tratta. Sequenza di note percepibili come tali. Sì, bisogna magari "appizzare" le orecchie per farla emergere da tutti quegli strati di distorsioni e riverberi, che vengono percepiti come "rumore", ma io l'ho sentita subito; è estremamente semplice, si tratta della ripetizione di tre note: la dominante dell'accordo, seguita dalla quinta e dalla sesta. È solo una questione di non farsi distrarre dalle timbriche, ossia la forma d'onda, per cogliere le note, ossia le frequenze dell'onda sonora. Sono sicura che eseguendo quelle stesse tre note in sequenza con timbriche meno, diciamo così, sperimentali, il drone in questione risulterebbe gradevole anche a chi, in questa veste, l'ha trovato insopportabilmente fastidioso.
Ah, una sola precisazione, WeWee: quando parli di "maggiore" e "minore" riferendoti a dei brani, si tratta in realtà di tonalità, e non di accordo. Un brano è costituito da una sequenza di accordi che non sono necessariamente tutti maggiori o tutti minori, mentre è la sua tonalità ad essere o maggiore o minore.
The end. Forse.
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