lunedì 18 gennaio 2010

Contro le statistiche: a volte si può

Ai feroci attacchi dei denigratori della medicina (che sono sempre sostenitori, tout court delle medicine alternative) i quali sostengono che la medicina non cura il cancro e che uccide tra atroci sofferenze chi si ammala di questa malattia, rispondo raccontando brevemente la storia di un ragazzo di 32 anni, Rick Wagner.
Di storie di "chi ce l'ha fatta" ne potrei raccontare tante e tante ne racconterò. Abbiamo avuto la fantastica e coraggiosa testimonianza della mia amica Beatis e ne avremo tante altre. Sono non solo delle testimonianze ma anche la dimostrazione vivente (è proprio il caso di dirlo) che la scienza salva la vita che in alternativa non avrebbe avuto miglior destino.

Ad agosto 2004 Rick riceve la diagnosi di tumore maligno del colon. La notizia è forte, terribile e ci vuole coraggio per rimboccarsi le maniche e provare a combattere contro la malattia.
Rick decide di non abbandonare la lotta e di mettercela tutta.
L'unica alternativa attendibile è proprio la medicina, visto che nessuna cura alternativa ha mai guarito nessuno e che tutti i malati di cancro che si sono rivolti alle cure alternative sono purtroppo morti con la beffa di essere stati truffati.

Rick così si affida completamente alle cure standard.

Il cancro del colon è un nemico durissimo, di quelli tosti. Rick lo sa. I medici gli spiegano a cosa andrà incontro: intervento chirurgico, chemioterapia, radioterapia e tutta una serie di complicazioni che solo una persona forte ed in gamba può sostenere.

In più c'è la fredda statistica. Dei numeri che ti dicono se e quanto tempo sopravviverai. Un gioco del lotto in pratica: nessuno può dirti con sicurezza quanto sopravviverai TU, l'unica cosa è dirti quanto sopravvivono gli altri. Con un numero. Peggio di così cosa c'è?
...ed i numeri per Rick sono ancora più freddi, gelidi: ha la possibilità del 50% di sopravvivere 2 anni e del 5% di sopravviverne cinque. Non sono proprio ottime notizie.

Ma Rick è forte e nonostante il freddo che gli percorre la schiena va avanti.
Inizia la battaglia che si dimostrerà terribile, durissima, di quelle che ti condizionano la vita.
Qualcuno sussurra che non ne valga la pena, che forse è meglio abbandonarsi che potrebbero esserci altre vie, che "un mio amico mi ha detto" e che "su internet ho letto"...ma Rick non demorde:
Qual'è stato il calvario di Rick?

Intervento chirurgico che rimuove il tumore, colonstomia (la creazione di una sorta di parte finale dell'intestino che non finisce più nella regione anale perchè il retto viene rimosso, ma in una zona dell'addome), chemioterapia.
Poi follow up chirurgico (un nuovo intervento chirurgico che controlla visivamente se ci sono residui del tumore ed eventualmente li rimuove), asportazione di parte del peritoneo, nuova chemioterapia intra addominale (non viene assunta esternamente tramite flebo o compresse ma effettuata direttamente sulla zona tumorale con particolari accorgimenti).

Viene realizzata una nuova colonstomia temporanea e poi una ileostomia (stessa cosa della colonstomia ma in un punto dell'intestino differente).

Chemioterapia.

Radioterapia.

Di nuovo chemioterapia che non riesce a ridurre il tumore e quindi si cambia con un protocollo chemioterapico nuovo

Altro intervento chirurgico per la riduzione del tumore che nel frattempo è tornato a ricrescere. Nuova chemioterapia intra addominale, nuova colonstomia e radioterapia.

Quanti avrebbero resistito?
Quanti pensano sia normale combattere così contro una malattia? Rick ha voluto farcela e non ha chiesto aiuto a nessuno.
Alcuni pensano pure: ma ne vale la pena vivere una vita così?
La risposta la darà Rick stesso.

Passano i due anni che la statistica voleva al 50% di sopravvivenza, Rick è vivo, è già una fortuna, almeno lui la vede così visto che si dichiara felice di avercela fatta.
Ma ha vinto solo una battaglia, non la guerra, visto che il tumore, che dal punto di origine iniziale era scomparso, si fa vedere di nuovo. Si ricomincia dunque, siamo nel 2006.

La battaglia continua, durante l'anno Rick si sottopone ad altri cicli di chemio e di radio, non sta malissimo ed è ben sostenuto dagli amici e dalla fidanzata che lo incoraggiano e lo sostengono senza sosta.
Comincia ad avere anche un buon rapporto con i medici che ormai lo considerano uno di loro, vista la sua curiosità  ed il suo interesse per tutto quello che succede, per la consapevolezza ed il coraggio che dimostra durante la sua avventura.
Nel settembre 2007 dopo gli ultimi cicli di chemio il tumore è notevolmente diminuito di volume ma non è scomparso.
Rick non molla.
Ha un'idea singolare: riprendere il proprio viso durante i mesi di chemioterapia per vedere i cambiamenti del proprio volto, dell'espressione. Realizza un "time-lapse", una ripresa "velocizzata" che in pochissimo tempo mostra avvenimenti che accadono in molto più tempo. Si fotografa per 9 mesi e realizza un filmato e poi ripete l'esperienza dopo 2 anni di chemio, radio e chirurgia.

Ecco cosa succede a Rick durante i mesi di chemioterapia, mesi e mesi di interventi e chemioterapia, come avranno cambiato il viso di quest'uomo? Face of cancer:








Delusi? No, felici per lui.
Rick reagisce benissimo, non cambia granchè, il suo volto è praticamente lo stesso...forse è vero che la "terribile" chemioterapia non è per forza ed in tutti i casi un calvario...
Ma allora ce la possiamo fare, Rick può salvarsi...
Passa un altro anno, poi due. In tutto cinque anni dal momento della prima diagnosi.

Rick è un uomo fortunato evidentemente, solo il 2% di chi ha quel tipo di tumore sopravvive e lui è tra i sopravvissuti, più straordinario che vincere un gran premio di formula uno con una bicicletta.
Ma dopo tutto questo tempo, la chemioterapia che era riuscita a tenere a bada il tumore comincia a non essere più efficace, evento non raro, si selezionano cellule che geneticamente resistono meglio agli attacchi della chemio: è necessario un nuovo intervento chirurgico.

Dura eh? Cavolo se è dura...
Questi anni come hanno ridotto Rick? Se il suo aspetto è simile a quello di qualche anno prima, psicologicamente cosa è diventato: una larva umana? Un relitto impossibilitato a vivere in società o a provare emozioni? Le terapia gli hanno tolto la felicità e la voglia di vivere?
Per lui esistono ancora le parole divertimento, emozione, gioia? Possono esistere?

Come faccio a dirlo io, è meglio leggerlo da quello che scrive lui.

Dalle sue parole, ha guadagnato:
Tempo con la famiglia e con gli amici, viaggi, creatività e produttività nel lavoro, giochi, film, ottimo cibo, musica dal vivo e nuove esperienze.
Possiamo credergli e giudicare se ne sia valsa la pena.

A settembre del 2009 viene scoperta una piccola metastasi a livello dell'osso pubico. Rick si ritiene fortunato perchè sarà sottoposto a rimozione della metastasti con il CiberKnife uno strumento chirurgico modernissimo e che non tutti gli ospedali posseggono (anzi, a dire il vero è più esatto dire l'opposto, sono pochissimi gli ospedali nel mondo che lo posseggono...).

Così si sottopone pure alle sedute di CiberKnife. Prima molto dolorose poi con l'aiuto di un IPod molto più sopportabili.
Questo strumento è un'enorme "chirurgo elettronico di precisione" una "radioterapia" modernissima che individua il tumore radiologicamente e lo colpisce con precisi calcoli matematici, quindi non "ad occhio" come farebbe un normale fascio di raggi X, ma in maniera computerizzata, conoscendo margini, dimensioni e forma, con una precisione millimetrica. Riesce addirittura a simulare i movimenti dovuti alla respirazione ed al battito cardiaco.


Rick per ora è arrivato qui.
...e racconta la sua storia in un diario on line, nel suo blog.

Aveva tre strade da poter scegliere: la medicina, gli alternativi, il nulla.
Giudicate voi se ha fatto bene o meno a scegliere la medicina.
Lui mi sembra piuttosto convinto della bontà della sua scelta ed ha ancora un ottimo senso dell'umore a giudicare quello che scrive...cose come quelle scritte lo scorso 10 dicembre:

I am now three months post radiation therapy, which was given as followup to a big surgery, which was followup to chemotherapy, which was followup to earlier radiation, which was followup to a previous massive surgery, which was followup to the first round of chemotherapy, which was followup to the first surgery, which was followup to finding a scary tumor during a colonoscopy, which was followup to years of telling doctors that I had rectal bleeding and nausea.
Ora sono a tre mesi dalla mia radioterapia che è stata fatta come seguito di un grosso intervento che è stato il seguito della chemioterapia che è stata il seguito della prima radioterapia che è stata il seguito dell'intervento più importante che è stato il seguito del primo ciclo di chemioterapia, che è stato il seguito del primo intervento che è stato il seguito della diagnosi di un brutto tumore durante una colonscopia che è stata il seguito degli anni quando dissi ai medici che soffrivo di nausea e di perdite di sangue rettali.

Forse così si capisce meglio quello che Rick Wagner ha passato. Se è vero però che questi quasi sei anni di vita gli hanno regalato gioia e nuove esperienze cosa si vuole di più da una medicina che ci aiuta a combattere contro uno dei mali più terribili dell'umanità?
Cosa diventano quei miseri uomini che imbrogliano il prossimo e tentano inutilmente di denigrare la scienza per poi fallire miseramente in tutti i loro tentativi?
Rick ha una malattia mortale che uccide in poco tempo: grazie alla medicina è già sopravvissuto 6 anni. In sei anni ha avuto accanto i suoi cari ed i suoi hanno avuto lui, il resto lo ha raccontato.
Non mi sembra una sconfitta totale come qualcuno vuol far credere.

Per persone come Rick, per quelli che non ce l'hanno fatta, per chi vive queste storie, l'unica consapevolezza è che attualmente la scienza pur avanzata e pur risolvendo problemi gravissimi ed apparentemente insormontabili, non può certo fare miracoli, come non può farli nessuno.
Nessuno.
Ma la medicina almeno ci prova e talvolta ci riesce.

Alla prossima.

Aggiornamento 19/01/09:

Vorrei far notare un particolare che può interessare chi discute le statistiche in oncologia.
Rick dopo 5 anni è sopravvissuto ad un tumore al colon (ed alle sue numerose metastasi), ha avuto in cambio tantissimi disagi fisici e psicologici ma anche la possibilità di vivere accanto ai suoi cari e, come afferma lui stesso, continuare ad approfittare dei piaceri della vita.
Non è guarito.
La medicina, con la statistica, non ha mai affermato di guarire il 5% dei malati di tumore al colon dopo 5 anni ma mostra quanti ne sopravvivono, cioè quanti, dopo 1, 2 o 5 anni sono ancora vivi. Questo perchè il cancro resta una malattia incurabile (nonostante in qualche caso si riesce pure a compiere il miracolo della guarigione).

Un'altra cosa che si nota nell'esperienza pubblica di Rick è che i medici lo seguono e lo seguiranno tutti i giorni. Si chiama "follow up": il controllo serrato di una persona che ha una malattia a rischio di recidiva.
Sappiamo che Rick è vivo dopo sei anni.
Nel caso dei guaritori il follow up non esiste.

Mettendo da parte l'efficacia di qualsiasi cura alternativa, le testimonianze che pubblicano i ciarlatani si fermano al caso, non lo seguono. Ci sono casi addirittura in cui si parla di "guarigione" un mese o due dopo la diagnosi.
Alla faccia delle statistiche manipolate.

Le ultime ricerche, visto che la sopravvivenza dai tumori si allunga sempre più (molto lentamente ma lo fa) puntano a vedere quante persone sono ancora vive dopo 10 anni e quante sono ancora vive all'età media si sopravvivenza dell'uomo. In quest'ultimo caso si potrebbe parlare di guarigione.

In realtà la statistica è formata da numeri. Questi possono avere grande significato ma sono molto relativi.
A che età è "lecito" morire?
Quanto tempo dovrebbe sopravvivere una persona per giudicare "accettabile" questa sopravvivenza?
Non esistono risposte plausibili.
La verità è che queste persone meritano solo rispetto per quello che vivono e per come lo vivono.

Rick è l'esempio vivente di cosa significa una cosa del genere.
So anche quanti tra noi (anche il sottoscritto) avrebbero voluto una persona viva per un solo giorno in più, sono tante le cose non dette alle quali pensiamo dopo. Per questo è ipocrita affermare che vivere anche solo un anno in più con una malattia così grave sia da considerarsi una sconfitta.

Per questo ritengo incredibile (a parte l'aspetto umano della forza di Rick) questa esperienza.
Concedere ad una persona di sopravvivere ad una malattia mortale per anni non è una sconfitta.

La medicina non esiste per promettere falsamente miracoli che non può fare ma per garantire che quando serve ce la metterà tutta per aiutarci.

Diceva Epicuro: Non abbiamo tanto bisogno dell'aiuto degli amici, quanto della certezza del loro aiuto.

67 commenti:

  1. Bravo, è una lotta dura, ma bisogna continuare, e l'unica possibilità è informare.

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  2. E tanto di cappello a Rick per aver fatto una scelta difficile e coraggiosa ma soprattutto per averla portata avanti tra mille difficoltà.

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  3. Passo il permalink a mio fratello, così glielo fa leggere a nostro padre che è, a quanto ho capito l'altroieri, nella stessa sitazione di Rick.

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  4. Questa è ciò che si chiama narrazione emotiva.
    Così si fa.

    I numeri sono numeri. A volte sono duri, non favorevoli. Ma se non sono zero lo spiraglio esiste. Sempre.

    E profonda ammirazione verso Rick.

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  5. Di persone che ce l'hanno fatta ce ne sono..uno fra tutti è Lance Armstrong, e sappiamo tutti dopo la cura cosa riuscito a fare :)
    Magari la medicina tradizionale non avrà sempre successo, però è quella più affidabile e sicura ma soprattutto, ti da una speranza.

    http://lostspacetheodyssey.blogspot.com/

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  6. ammiro profondamente le persone come Rick e gli faccio tanti tanti auguri di vero cuore

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  7. Non ci vuole un mago per capire che l'unica alternativa a quello che fa Nick è solo la morte. Che sarà peggiore se ci affidiamo ai ciarlatani, perchè senza assistenza medica molta gente è morta con (loro sì, purtroppo) atroci sofferenze e indicibili atrocità. C'è una persona al paese nel quale vivo che anch'essa combatte da anni contro un tumore, e ogni volta che c'è un aricaduta rialza la testa e continua a lottare.

    WeeWee, stai per caso adottando la tecnica del "combatti il nemico con le sue armi"? ;-)

    Mi riferisco al fatto che spesso è il racconto emotivo che i cialtroni (troppo buonismo chiamarli alternativi) utilizzano per convincere i poveri sfortunati ad aprire il borsellino e consegnargli tutti i risparmi.

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  8. spesso è il racconto emotivo che i cialtroni (troppo buonismo chiamarli alternativi) utilizzano per convincere i poveri sfortunati ad aprire il borsellino e consegnargli tutti i risparmi.

    Con l'unica fondamentale differenza che qui la medicina ha permesso realmente a questo ragazzo di definirsi felice, non con dei video taroccati.

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  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  10. Notevole, ha fatto il folfox e non ha perso un pelo. Da non crederci, l’alopecia è l’effetto collaterale più comune insieme alla solita nausea ecc.

    Comunque scherzi a parte tutti i plaudenti qui sopra non si sono certamente presi lo scrupolo di andare a leggere il blog del povero Riccardo altrimenti sarebbero stati meno entusiasti.

    Rick dichiara di aver perso decine di libbre a seguito della chemio e della chirurgia, dichiara di soffrire di "chemobrain", una sorta di demenza indotta dalla chemioterapia che compromette alcune funzioni mentali superiori, dice di aver sofferto dolori, spossatezza, desquamazione della pelle, mostra le foto di un corpo martoriato dalla chirurgia, privo perfino dell'ombelico. E' senza mezzo colon, non ha più peritoneo, è diventato sterile e probabilmente soffre di disfunzione erettile. Fa la cacca in un sacchetto di plastica tramite un buco nel ventre...

    La verità è che Rick ha fatto una vita di emme per sei anni e voi lo chiamate un successo della medicina solo perchè è ancora vivo e ha smentito le statistiche?

    Smentite, per modo di dire. Le statistiche parlano di una sopravvivenza del 5% a 5 anni e lui essendo vivo fa parte del 5% e casomai le ha confermate. Altro giro di frittata che non fa onore al blogger.

    Inoltre caro uiui ti sei scordato di citare un fatto importante e io so perchè l'hai fatto. Rick ha fumato marijuana per lenire gli effetti avversi delle terapie, sostituendola successivamente con THC di sintesi. Figurati se il prode medico arroccato nel fortino ammette che la maria serve a qualcosa che non sia sballarsi!

    Ciao bello!

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  11. Rick dichiara di aver perso decine di libbre...

    Interessante. Lui dice di essere felice di essere ancora vivo, i suoi cari anche e per te non lo è.
    Chissà cosa frulla nella mente di certi malati pazzi...'sto scemo è anche contento di essere ancora tra noi...

    La verità è che Rick ha fatto una vita di emme per sei anni e voi lo chiamate un successo della medicina solo perchè è ancora vivo e ha smentito le statistiche?

    No, hai ragione, era meglio se moriva o veniva divorato dal suo cancro. Come hai ragione...bisogna ammetterlo...
    Ma una cosa: vaglielo a dire, ha un blog: vai a scrivere nel suo blog che ha una vita di m* e che farebbe meglio ad essere morto 6 anni fa.

    Forza, esempio di umanità e coraggio, diglielo in faccia a lui e non a me.
    Lo dice lui di essere felice, non io, io riporto le sue parole e ci credo tu diglielo a lui che non è vero che ha guadagnato anni di felicità e che è un relitto umano, vai, vai...il suo blog lo seguo, scriviglielo e vediamo cosa ti risponde.

    Smentite, per modo di dire. Le statistiche parlano di una sopravvivenza del 5% a 5 anni e lui essendo vivo fa parte del 5% e casomai le ha confermate. Altro giro di frittata che non fa onore al blogger.

    Se a 5 anni sopravvive il 5% e lui è quasi al sesto anno la fortuna gira molto a favore di questo ragazzo, ma è chiaro che tu non ammetteresti mai un successo della medicina, tanto sei pervaso da odio distruttivo nei confronti dei medici e di quello che fanno.

    Ma resti solo con il tuo odio che ti consuma e ti rende rabbioso, quindi prenditela con te stesso che non sai convogliare il tuo astio verso qualcosa di più costruttivo.

    Vai a dire anche questo però a Rick...digli che è stato sfortunato ad essere uno dei pochissimi che sopravvive a 6 anni...se solo tu avessi un briciolo della sua testa queste cose nemmeno avresti il coraggio di scriverle. E se avessi l'1% del suo coraggio non ti permetteresti di scriverle.

    E sinceramente mi vergogno di te a vederle scritte nel mio blog. Ti prego di evitarle da ora in poi.

    Per una persona come Rick (e per quelli come lui) ci vuole solo un silenzio rispettoso per il coraggio, la determinazione e la forza che hanno a vivere la loro malattia.
    E tu, seduto nella tua sediolina ti permetti di criticare e dare i numeri...

    Inoltre caro uiui ti sei scordato di citare un fatto importante e io so perchè l'hai fatto.

    Che è successo...aiuto...!

    Figurati se il prode medico arroccato nel fortino ammette che la maria serve a qualcosa che non sia sballarsi!

    Ahahahha!!
    Sei mitico Santiago, confessalo che passi ogni tanto da qui per farmi rilassare con qualche sorriso!! Sei meglio dell'erba!

    Ma che hai, è tornata la fase antimedici?
    Non mi dire che durerà troppo tempo!?

    Quando preparavo i gruppi per l'allestimento di tre ricerche sull'uso della marijuana nella terapia dell'obesità femminile di tipo ormonale (fallite) odoravo aromi selezionati delle migliori coltivazioni mondiali, altro che storie. Tu l'erba al massimo l'hai fumata, dilettante!

    E mi raccomando, silenzio rispettoso per le persone come Rick. Silenzio rispettoso. Le urla stridule portano molto fastidio in una storia come questa.

    Permettersi (ma anche solo pensarle) parole come le tue nei confronti di una persona che soffre è vergognoso.
    E le lascio qui solo per far vedere dove arriva certa gente pur di andare "contro".

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  12. Più che fastidio le parole di Santiago mi portano incazzo, e di brutto, questa è cattiveria gratuita, pura e semplice. Caro Santiago, Rick non è certo fortunato, ovvio che una persona che ha il cancro non può definirsi fortunato, ma nella sfortuna ha trovato il coraggio di lottare e sopravvivere laddove altri si sarebbero arresi. Quello di Rick è un insuccesso? Che cosa sarebbe stato allora un successo? Farsi imbarcare di stronzate da qualche guaritore e morire in due mesi? Questo lo avresti chiamato un grande successo della terapia di scemenze somministrate da qualche furbastro che si definisce alternativo? La cura per il cancro non è certo una passeggiata, ma evidentemente tu non conosci nessuno che la faccia o l'abbia fatta, perchè altrimenti non parleresti di relitti umani. Ma soprattutto, se ne conosci qualcuno e gli consigli di non curarsi sappi che gli stai dicendo di morire, semplice e lineare, perchè qualunque alternativa tu gli possa proporre conduce ad una morte atroce. Poi certo, puoi anche annebbiargli i dolori con la marijuana, così almeno sarai contento di vederlo morire sballato. Ma gli negherai comunque la possibilità di vivere qualche anno.

    Ma la mia domanda è un'altra: dove vuoi andare a parare? Tu che cosa vuoi vendere? Qua sono possati cialtroni che vendevano bicarbonato, pinne di squalo, vitamina C, agopuntura, argento colloidale e chi più rimedi INUTILI ha più ne metta, tu cosa vendi? La filosofia secondo la quale siccome dal cancro non si guarisce come quando hai un raffreddore allora è meglio lasciar perdere tutto, ricerca, cure eccetera e far morire chiunque in qualunque posto nel mondo contragga tale terribile male? Fammi capire, perchè questa è l'UNICA alternativa che si evince dalle tue parole. Per fortuna però la scelta se curarsi o meno una persona non la prende da te, ma lo decide autonomamente. E della tua opinione sul fatto che la sua sia una vita di merda o meno (non ho mai capito questa tendenza puritana degli alternativi a non utilizzare parole volgari interamente, mah), sono sicuro che Rick se ne sbatte bellamente. E se ne può sbattere grazie al fatto che è VIVO.

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  13. Santiago se hai le palle va a scrivere, come ti ha gia' detto WeWee, quello che hai scritto qui sul sito di Rick, se non lo fai dimostri di essere solo un quaqquaraqua'.
    Ho anche il sospetto che la tua sia solo trollaggine della peggior specie.

    Un consiglio : fatti meno canne !!!!

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  14. @Santiago:
    Smentite, per modo di dire. Le statistiche parlano di una sopravvivenza del 5% a 5 anni e lui essendo vivo fa parte del 5% e casomai le ha confermate.
    I casi singoli non confermano ne smentiscono le statistiche, questa e' para-logica da ciarlatani bella e buona.
    WeWee invece, benche' ai piu' possa forse sembrare un dettaglio, ha scritto secondo quella che e' la corretta interpretazione di una statistica dal punto di vista del singolo: nessuno può dirti con sicurezza quanto sopravviverai TU, l'unica cosa è dirti quanto sopravvivono gli altri.

    Il resto del posto lo lascio volentieri all'appetito degli altri, a me basta il sospetto che tu sia uno di quegli individui convinti che cinico non e' colui che vede il male in tutte le cose, ma colui che vede le cose per quello che sono.

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  15. @The Foe-Hammer

    Ciao, stavolta ti ho riconosciuto, sei quello che scrive la q doppia... quello dai tanti nick...

    1) quaquaraquà non sai nemmeno come si scrive quindi che lo dici a fare. Eppure già una volta ti ho spiegato come. Ahi ahi ahi dottor House, qui non si studia. Mi sa che dovrò suonarti il campanello di casa e spiegartelo a voce.
    2) il problema non è Rick ma voi, coro di plaudenti acritici e acefali.

    @wewee and friends

    A giudicare da come vi siete incazzati ho fatto centro. Vi ho proprio pinzati :-) Muoviti come una farfalla, pungi come un'ape...

    Vedete, se voi non foste gente in malafede totale e di malaffare forse si potrebbe parlarne. Purtroppo per millantare successi che nessuno ha mai conseguito riuscite a ribaltare qualsiasi cosa, un intero blog di troll provocatori.

    Il povero Rick ha uno spirito fuori dal comune, non c'è dubbio, la sua sopravvivenza la deve a quello e nient'altro e non sarò certo io a innescargli un effetto nocebo. Lui è vivo nonostante le terapie e questa per me è la cosa grande: è riuscito a resistere a una medicina che lo ha fatto a pezzi. Dimmi di no se hai il coraggio invece che prenderti meriti che non hai e vomitare l'odio che ti sale dalla tua inettitudine.

    Te caro uiui la devi smettere di contar balle sulla tua professione. Ora sei anche dietologo sperimentale e tratti gli obesi? Tempo fa parlavi da virologo, da oncologo e tutta una serie di ologo che fa scappar da ridere. O non eri ginecologo? Ma quante specializzazioni hai? In quale uni le hai prese? Quale ospedale ti da lavoro come lavapadelle? Caccia i titoli altrimenti sei uno qualsiasi, te l'ho detto mille volte. L'Albo dei medici è pubblico per questo, per impedire ai millantatori come te di sparare cazzate.
    E poi che fai, dai il THC agli obesi? Lo sai che il THC fa venire l'appetito? Ahahahah entravano obesi e uscivano OBESI e fatti... dio mio che ridere. Il tuo problema piccolo uiui è che sottovaluti il prossimo ma io so chi sei...

    Ora lo so che farai, un bel cancello sul mio post. Chiaro, un vigliacco come te sa fare solo questo e io ti rinnovo l'invito ma stavolta su un altro forum di cui ti manderò il link via mail (non voglio trovarmi tutti i tuoi leccaculi fra i piedi)

    Se hai le palle ci vieni e si parla in campo neutro, ma io sono convinto che non ce le hai le palle, sei solo una bocca, falso come i soldi del monopoli, pagato dai farmacisti. Tu non sei un uomo, sei un servo dei servi. Tu non lavori in ospedale, tu sei rannicchiato in un ufficietto di 3x3 davanti a un pc della Mena****

    Salutami quel tizio ringhioso, il nemico di banfer che ti tiene caldo il posto

    a tutti gli altri: meglio cannato che incocalito come voi che poi avete una versione distorta della realtà

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  16. "è vivo nonostante le terapie".

    Santiago vergognati.

    Per favore bannatelo, non si possono leggere certe cose.

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  17. @ Santiago, bene, questo è parlar chiaro. Vorrei parlarti chiaro anch'io, ma su questo blog sono vietati gli insulti. Quindi immaginateli e fai come se te li avessi detti faccia a faccia. Perchè è quello che farei se ti avessi davanti in questo momento.

    Bye

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  18. meglio cannato che incocalito come voi che poi avete una versione distorta della realtà

    Non sei cannato Santiago, stai solo male, sei roso da una cosa che ti invito a risolvere al più presto perchè ti condiziona la vita ed il rapporto con il prossimo.

    Da questo punto di vista non ho niente altro da dire, visto che sono affari tuoi personali.

    Ma gli insulti e me ed agli altri qui non sono permessi e ti ho avvisato in passato diverse volte ed anche oggi.

    Non mi ascolti e quindi sei bannato.

    Puoi anche evitare di scrivermi, vai per la tua strada facendomi il piacere di lasciarmi in pace, grazie.

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  19. @Santiago
    Ahi ahi ahi vedo che punto sul vivo e' uscita tutta la tua trollaggine e sei passato agli insulti !
    Non illuderti non sei ne un ape ne una farfalla, al piu' un noioso moscone. Mi sa tanto che tu sia la stessa persona che si firmava come antonello, luigi pollina e rita scarpelli, forse anche come riccardo.
    Adesso creati pure un altro utente fake, tanto prima o poi ti scopri con tutta la tua rabbia repressa. Come dice WeWee curati, si vede che hai dei seri problemi !!!!

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  20. Un altra cosa Santiago, hai toppato di grosso, io ho come solo nick The Foe Hammer.
    Salutami le tue altre personalita'

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  21. Chiuso il discorso per favore.
    Solo eventuali commenti legati al post.

    Grazie.

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  22. @Santiago:
    e vomitare l'odio che ti sale dalla tua inettitudine.

    A mio avviso la sintesi migliore che potessi fare sul contenuto dei tuoi ultimi post.

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  23. caspita.... un carattere davvero eccezionalmente tosto questo ragazzo! Da ammirare!
    Grazie Wee per averci fatto conoscere questa storia, il mio pomeriggio ha preso decisamente tutt'altra piega ;)

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  24. Santiago, nella trollaggine becera, ha comunque toccato un punto reale. Non so se al posto di Rick riuscirei a fare lo stesso, se sia sempre "vita" questa. E rispetto chi non se la sente ed abbandona.

    Ma il punto è che la scelta è tra questo e non far nulla, e morire. Magari con qualche palliativo (che comunque ci fornisce la medicina, non gli alternativi). E che comunque una scelta c'è.

    Oltretutto il bicarbonato, o tante terapie che ho visto (una, allucinante, l'ipertermia, ti mettono a lessare in una vasca di acqua bollente finché svieni) non sono proprio una passeggiata.

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  25. Non so se al posto di Rick riuscirei a fare lo stesso, se sia sempre "vita" questa. E rispetto chi non se la sente ed abbandona.

    L'ho scritto anche nel post infatti.
    Non è da tutti ed è facile (da esterni, figuriamoci quando sei coinvolto) perdere il controllo.

    Per questo Rick è meritevole di rispettoso silenzio ed un in bocca al lupo enorme.

    Comunque ho visto numerose volte reazioni "sovrumane" in casi simili e credo sia il nostro istinto primordiale che ci spinga a vivere e non ad abbandonarci.

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  26. veda quello che alla fine manca e la guarigione, la cura puo durare qualche anno,ma è destinato a morire e lo sara tra breve viste le condizioni in cui e ridotto, quindi ha ragione santiago,dove sta il successo.certamente non è avergli regalato cinque anni di quella vita, indipendentemente da quello che ne pensa il paziente. in ogni caso come lei sostiene raggiungere la fatidica soglia del 2% a cinque anni non e da ritenere un successo.

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  27. @spunriver

    Il cancro uccide e non esiste al momento la Guarigione Completa. Questo è lapalissiano.
    100 anni fà gli anni di sopravvivenza al cancro ereno ZERO. Oggi si parla di 5, 10, 15 anni. Mi sembra un successo.

    Mio nonno si ammalò di cancro ai polmoni quando avevo 5 anni. Fece chiurgia e chemio. Così potè vivere altri 5 anni in maniera dignitosa.
    Io non ringrazierò mai abbastanza i medici e gli scienziati per quei 5 anni. Per i pranzi della domenica, per i natali, per le vacanze, per tutte quelle piccole cose quotidiane che in quei 5 anni abbiamo potuto fare assieme.
    Io lo chiamo Successo, con la S maiuscola.
    Senza la perfida MU io non avrei potuto conoscere mio nonno, avrei qualche ricordo sbiadito. Ho avuto 5 anni per costruire un patrimonio di ricordi e per ricevere un'eredità di valori e amore infiniti.

    Immagino che per te sarebbe stato meglio se fosse crepato in 3 mesi fra atroci sofferenze.

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  28. non possiamo mescolare emozioni e scienza mi dispiace, ma sono due livelli, uno personale e uno universale. rispetto il suo livello emozionale, ma non serve alla ricerca. circa la guarigione completa lei sostiene che non esiste, ma secondo la med uff esiste in un alta percentule di casi, almeno cosi dicono ,anche se a guardare le statistiche sembra una bufala.

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  29. veda quello che alla fine manca e la guarigione, la cura puo durare qualche anno,ma è destinato a morire e lo sara tra breve viste le condizioni in cui e ridotto

    Ottima considerazione.
    In effetti viene voglia di pensare che un malato di cancro muoia al più presto, così la smette di rompere le scatole con la sua voglia di vivere e le dichiarazioni di felicità e per sei anni poi...
    Subito sotto terra e la smetta di consumare aria.

    RispondiElimina
  30. anche per lei vale la stessa risposta. non possiamo mescolare emozioni e scienza

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  31. @spunriver:
    viste le condizioni in cui e ridotto, quindi ha ragione santiago,dove sta il successo.certamente non è avergli regalato cinque anni di quella vita, indipendentemente da quello che ne pensa il paziente

    Viste le condizioni in cui e' ridotto Stephen Hawking sicuramente lei ritiene che la sua non sia una vita degna d'essere vissuta.
    Ovviamente indipendentemente da quello che ne pensa Stephen Hawking.

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  32. anche per lei vale la stessa risposta. non possiamo mescolare emozioni e scienza

    Quali emozioni e scienza scusi?

    La scienza dice che con quel tumore si è ancora vivi dopo 5 anni nel 2% dei casi. Rick è ancora vivo dopo quasi 6 anni.

    Quindi la scienza ha raggiunto il risultato massimo che dichiara ufficialmente.

    Dove sono le emozioni?
    Non lo capisco, lo spiegherebbe meglio per favore?

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  33. spounriver la sua considerazione va sicuramente bene se si parla di fisica, matematica, chimica. Ma in medicina si ha a che fare con esseri umani, non puo' essere asettica e priva di emozioni, i rapporti umani e emozionali sono importanti in questo caso.
    La critica che viene fatta a certi ricercatori in campo medico e' quella di essere interessati solo all'aspetto scientifico.
    Dovrebbe invece rivolgere la sua considerazione a tutti quelli che per esempio mischiano psicologia, aspetti della coscienza e delle emozioni umane con la meccanica quantistica.

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  34. In effetti è interessante quello che dice spounriver, chiunque egli sia riapparizione di qualunque utente già bannato egli possa essere. Dunque, che cosa proponi? Far morire tutti gli ammalati di cancro? Senza nemmeno provare a farli sopravvivere qualche anno? Ma allora scusa, tutti noi siamo destinati prima o poi a morire, che cacchio ci fai qui? Domani potresti anche finire sotto un camion e dire addio al mondo, quindi secondo te tutto il tempo che hai vissuto finora è stato inutile? Per tutte le persone che muoiono ogni giorno bisogna essere cinici e dire "ma chi se ne frega, tanto doveva morire, meglio ora"? Bravo spounriver, questo sì che si chiama pensiero progressista. Davvero. Siccome la ricerca non è ancora riuscita a debellare il cancro, tu proponi di lasciare gli ammalati al loro destino, di curarsi con i cialtroni che vendono bicarbonato, così muoiono prima e non rompono le palle alle persone sane? Bravo, troppo facile fare i finocchi con il culo degli altri, troppo facile. Prova a immedesimarti TU per una volta, nella parte del finocchio, scopriresti che tutte le idiozie che hai detto perdono di significato quando sei TU a trovarti nella merda.

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  35. Ciao WeWee, devo dire che questo e' tra gli articoli che mi e' piaciuto di meno sul tuo blog, sin ora.

    Non credo che tu ne abbia "colpa": e' che sono un po' pessimista e dove tu vedi il bicchiere mezzo pieno ("grazie alla medicina, quel ragazzo ha guadagnato sei anni di vita"), io vedo quello mezzo vuoto ("grazie al cancro, quel poveraccio ha perso minimo 50 anni di vita, e quella che gli e' rimasta e' un calvario").

    Per quel che puo' valere ora, mi piacerebbe capire una cosa. Ciclicamente, ritorna l'argomento secondo cui la medicina farebbe solo male alle vittime del cancro, non allungando loro la vita, ma torturandole per ottenere non si sa bene quale scopo e comunque rubando loro mesi od anni di vita.

    Ora e' stato Santiago a tirar fuori l'argomento, ma in precedenza vi erano stati altri a sostenere la stessa posizione, su questo blog.

    Mi piacerebbe capire da dove accidente deriva questa posizione, costantemente ribadita.
    Perche' nessuno sostiene che una persona sottoposta a chemioterapia od a chirurgia invasiva non soffra: non mi sembra che WeWee abbia mai detto questo (neppure nel presente articolo).
    Quello che dovrebbero dimostrare i proponenti di quella posizione non e' che curarsi un cancro faccia star male, ma che senza cure si viva di piu'.
    Fino ad ora, mi sembra che questo punto non sia dimostrato, ma postulato.
    Se fosse vero che un cancro lasciato a se stesso possa anche guarire da solo (in un numero ragionevole di casi), da dove accidente se la sarebbe presa, 'sta malattia, la nomea di condanna a morte certa?

    La peste bubbonica in Europa ha avuto tassi di mortalita' tra il 30 ed il 60% (si puo' assumere, in assenza di cure efficaci), quindi meno di tanti tipi di cancro: eppure anche i sassi direbbero che "peste non curata = morte". Perche' per il cancro c'e' chi sostiene il contrario? In base a cosa? Dove stanno i dati (per esempio, quelli storici: prima della comparsa di "BIG PHARMA")?

    Finisco tornando ad una considerazione su quanto scritto da Spounriver: sono d'accordo che la vita di quel ragazzo sia diventata un calvario, come ho gia' scritto.
    Ma e' l'unica vita che ha.
    Se valga o meno la pena di essere vissuta lo puo' decidere lui e soltanto lui.
    Analogamente, solo lui puo' decidere se vada comunque vissuta fino in fondo anche se non ne valesse piu' la pena: si chiama libero arbitrio.

    Io non ho idea di cosa sceglierei nei suoi panni. So pero' per esperienza diretta che vi sono situazioni in cui affronti e superi sofferenze e difficolta' che, in condizioni normali (da sano), non ti aspetteresti mai e poi mai tu per primo di poter fronteggiare. Cose che, con il senno di poi, ti fan venire la pelle d'oca e ti fan pensare: "ma ero io quello li? Ma come cazzo ho fatto?"

    RispondiElimina
  36. Ciao WeWee, devo dire che questo e' tra gli articoli che mi e' piaciuto di meno sul tuo blog, sin ora.

    Immagino. Ma non posso che raccontare la realtà.
    Io la vivo spesso in prima persona e nessun racconto potrà renderla com'è davvero ma sono storie di ogni giorno.
    Sono papà che perdono i figli e bambini che perdono i papà.
    Sono mamme che impazziscono per un figlio che se ne va e bambini che piangono per una mamma che muore.
    E certe volte devi avere la corazza d'acciaio per non cedere al dolore degli altri che diventa anche il tuo.

    Così preferisco raccontare storie VERE, con la sofferenza (solo letta...non vissuta), lo schifo, il dramma, l'urina addosso ed il sangue.
    Non per impressionare con immagini splatter, per quello ci metterei due secondi, ma per far capire cosa vuol dire STARE MALE.
    Cosa che non augurerei MAI nemmeno a chi lo augura a me.

    I 6 anni di calvario di Rick non sono quelli che "potremmo fare noi" e chissà se ne saremmo capaci.
    Ognuno ha i suoi 6 anni e c'è chi ne ha 1, chi 15.
    Chi vomita sangue, chi dopo un anno vince la maratona di New York.

    Questa è solo la storia di Rick. Si legge e basta ed ognuno trae le sue conclusioni.

    Nel caso di Rick non vedo il bicchiere mezzo pieno, lo vedo incrinato mentre poteva essere in frantumi.

    Mi piacerebbe capire da dove accidente deriva questa posizione, costantemente ribadita.

    Non lo so. Probabilmente da esperienze personali (che lasciano cicatrici indelebili).

    Una volta discutevo con il marito di una donna con un cancro uterino abbastanza avanzato.
    Mentre lei era convinta di sottoporsi all'intervento, lui non lo era per nulla. Non solo non credeva alle possibilità di guarigione ma temeva i pericoli dell'anestesia, della chirurgia, dell'anemia...diceva: "Se mia moglie deve morire, meglio fra 3 anni di cancro che domani sotto ai ferri".

    Decise lei, naturalmente.

    Quando, appena finito l'intervento andai fuori a fare vedere il pezzo operatorio al marito, questi, dopo essere impallidito, balbettò...quasi allontanandosi da me, era allibito, non avrebbe mai immaginato che il cancro avesse quella faccia.
    Il cancro è brutto, ti mangia, corrode e consuma.

    Il giorno dopo in reparto mi disse proprio questo: "Pensavo che il cancro fosse qualcosa da togliere, non un animale come quello...".

    Forse da qui nasce la storia della medicina che uccide al posto del cancro.
    Probabilmente in pochi sanno cos'è DAVVERO un cancro.
    E forse per questo molti pensano che la medicina non curi il cancro.

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  37. @ WeeWee

    Ho trovato questa triste storia, che in qualche modo può essere collegata all'argomento del post. Non so se ne avevi già parlato in passato, se sì ti chiedo scusa. Questa persona ha iniziato a scrivere il blog nel gennaio '08, e ha smesso di aggiornarlo 5 mesi dopo, dai commenti sembra di capire perchè è morto. Purtroppo anzichè farsi curare con quelle che lui chiama "cure tradizionali per il cancro", si è affidato a metodi "naturali" che ha trovato e studiato un pò in giro. Non mancano ovviamente in mezzo ai commenti i soliti avvoltoi con siti che reclamizzano cure alternative, che dichiarano senza vergogna che quell'esperienza è interessante e un incoraggiamento per altri. Uno dei commenti datati '09, quando cioè questa persona era già morta da un bel pò. Triste, davvero triste. E' vedendo cose simili che mi viene voglia di prendere a calci nel culo chi vende bicarbonato per il cancro e altre boiate simili.

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  38. Il giorno dopo in reparto mi disse proprio questo: "Pensavo che il cancro fosse qualcosa da togliere, non un animale come quello...".

    Credo che abbia avuto ragione a chiamarlo animale. Il cancro e' come un animale che vive dentro la persona ammalata e si nutre della stessa per poter crescere e svilupparsi.
    Non sono un medico percio' WeWee, se questa immagine e' sbagliata, correggimi

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  39. @WeWee:
    diceva: "Se mia moglie deve morire, meglio fra 3 anni di cancro che domani sotto ai ferri".
    Questa credo che sia la miglior risposta a chi scriveva "certamente non è avergli regalato cinque anni di quella vita, indipendentemente da quello che ne pensa il paziente" e che cio' che conta alla fine non sono le decisioni che gli altri prenderebbero al nostro posto, conoscendo le alternative, se fossero nelle nostre condizioni.
    E di fatto vestendo i panni di mia moglie, io, personalmente, secondo il mio punto di vista, avrei detto l'esatto opposto :"Se mia moglie deve morire, meglio oggi sotto i ferri che fra 3 anni di cancro".

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  40. @Terenzio il mio troll preferito

    Opinione personale, prendila come vuoi...

    C'è una differenza fra il complottista incallito e il dubbioso\spaventato.
    Il dubbioso\spaventato è come il marito descritto da weewee. Non ha gli strumenti per valutare la situazione ed ha paura, se gli fornisci gli strumenti per capire capisce.

    Il complottista è un poverino incapace di accettare che la sua reltà di vita sia mediocre e che ha bisogno di controllare tutto. Ha bisogno di un nemico su cui proiettare le proprie ansie, paure e la propria rabbia. Perchè è più facile auto crearsi un inferno in terra che ben si conosce, piuttosto che rimboccarsi le maniche e darsi da fare.
    Che poi il nemico sia la MU, il NWO, i rettiliani o quant'altro poco importa.
    L'importante è avere un nemico che funga da sfogo e collante per i propri deliri di gloria (il complottista ha anche bisogno di sentirsi un'eroe). Ovviamente appena possono cercano di trascinare nella loro fogna altri sprovveduti di passaggio per rafforzare l'illusione.... e quando il nemico è la MU i risultati sono letali.

    RispondiElimina
  41. Grezzo ha scritto:
    E' vedendo cose simili che mi viene voglia di prendere a calci nel culo chi vende bicarbonato per il cancro e altre boiate simili.

    Il bicarbonato lo vende il droghiere, non Simoncini, e per giunta chiunque può acquistarlo per pochi cent. Inoltre, nessuno ti obbliga a usarlo. Neppure per cuocere i ceci, figuriamoci per curarti il cancro. Pertanto, mi dovresti spiegare qual è il significato della frase "chi vende bicarbonato per il cancro". Comunque la si pensi sulla terapia Simonicini, la tua frase non ha alcun senso.

    Hilton ha fatto la sua scelta e non ce l'ha fatta. Per giudicare il suo caso, bisognerebbe conoscere meglio gli antefatti, ad esempio se e come ha provato terapie convenzionali. Dal suo blog non ho ricavato molto in questo senso. Quindi, meglio astenersi da ogni speculazione.

    Quel che è certo è che la vita che ha perso era sua e solo sua. Non vedo, quindi, perché lo si debba biasimare per la scelta che ha fatto, giusta o sbagliata che la si giudichi. E neppure perché si debba usare il suo caso per corroborare le tesi della medicina ufficiale o di quella alternativa, a seconda dei punti di vista. Ognuno è libero di vivere la propria vita come crede. Per quanto mi riguarda, ciò include anche il diritto di morire come uno crede. Fermo restando, naturalmente, che ognuno si assume sempre le responsabilità delle proprie scelte.

    Non vorrei che fossimo arrivati al paradosso di voler affidare alla medicina ufficiale anche la facoltà di decidere come il paziente debba morire. Perché significherebbe che, dopo esserci liberati dal millenario giogo della schiavitù della Chiesa, saremmo caduti in una schiavitù spirituale assai più pericolosa e perversa.

    Opinione modesta e personale: la vera scienza (quindi anche la medicina) è quella che offre soluzioni, non quella che le impone. Credimi: più umiltà e più dubbi fanno solo bene.

    RispondiElimina
  42. @Sergio
    Il bicarbonato lo vende il droghiere, non Simoncini, e per giunta chiunque può acquistarlo per pochi cent. Inoltre, nessuno ti obbliga a usarlo. Neppure per cuocere i ceci, figuriamoci per curarti il cancro. Pertanto, mi dovresti spiegare qual è il significato della frase "chi vende bicarbonato per il cancro". Comunque la si pensi sulla terapia Simonicini, la tua frase non ha alcun senso.

    Già, sicuramente il bicarbonato non te lo vende Simoncini, non credo che abbia un armadio pieno di confezioni di sale nello studio. In quel caso potrebbe dire semplicemente che quello che dice è pubblicità per il suo prodotto e non consigli medici. Invece lui cosa fa: ti chiede migliaia di euro per convincerti che il cancro è un fungo e che va curato in maniera naturale (qualunque cosa voglia dire questa cosa), col bicarbonato. Certo, lui fisicamente non ti vende bicarbonato, lui fa la visita, dà la diagnosi e la cura, e su questo imbroglia chi gli capita davanti. Però mi vine in mente che nessun medico ti vende l'aspirina, l'aulin o la tachipirina, quelle cose le fanno i farmacisti, perché ovviamente i medici non son mica commercianti.

    Quel che è certo è che la vita che ha perso era sua e solo sua. Non vedo, quindi, perché lo si debba biasimare per la scelta che ha fatto, giusta o sbagliata che la si giudichi.

    Una scelta che gli è costata la vita, non vedo perché non biasimarlo, quando forse si sarebbe potuto salvare, o almeno avrebbe potuto vivere più a lungo.

    Non vorrei che fossimo arrivati al paradosso di voler affidare alla medicina ufficiale anche la facoltà di decidere come il paziente debba morire. Perché significherebbe che, dopo esserci liberati dal millenario giogo della schiavitù della Chiesa, saremmo caduti in una schiavitù spirituale assai più pericolosa e perversa.

    A parte che non mi pare ci siamo liberati della schiavitù della Chiesa, quello che dà la medicina non è l'obbligatorietà di un tipo di morte, ma la speranza di una vita più lunga e di una morte, quando purtroppo capita, non così atroce come sarebbe in altri modi

    RispondiElimina
  43. @Sergio:
    Il bicarbonato lo vende il droghiere, non Simoncini, e per giunta chiunque può acquistarlo per pochi cent.
    Via, non facciamo sofismi inutili quando il senso e' chiaro come e' chiaro che quei 20,000 euro che pagano coloro che decidono di
    affidarsi a Simoncini si sa, sono ben lontani da quei pochi centesimi di bicarbonato.


    Non vedo, quindi, perché lo si debba biasimare per la scelta che ha fatto
    Infatti e a prescindere dallo specifico caso non e' colui che decide di sottoporsi ad una qualsivoglia cura che va biasimato, ma coloro che ingannano il prossimo inidrizzandolo verso cure farlocche.

    Perché significherebbe che, dopo esserci liberati dal millenario giogo della schiavitù della Chiesa
    uh..sicuro sicuro sicuro che sia proprio cosi' ?

    Opinione modesta e personale: la vera scienza (quindi anche la medicina) è quella che offre soluzioni, non quella che le impone.
    Di fatto mi pare che siano solitamente i politici ad imporre soluzioni (chiamiamole soluzioni, va..): non esiste nessun obbligo di cura cheio sappia che ti impone l'uso della chemioterapia al posto delle preghiere o del bicarbonato.

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  44. Il bicarbonato lo vende il droghiere, non Simoncini, e per giunta chiunque può acquistarlo per pochi cent.

    Questa era la vecchia versione, quella del Simoncini "genio incompreso", ora che ha messo su un bel giro il bicarbonato lo devi mettere in clinica con un bel catetere direttamente nell'organo da "curare", per modiche cifre di decine di migliaia di euro.

    Dal suo blog non ho ricavato molto in questo senso.

    A quanto ho capito io aveva rimosso un primo tumore che poi è tornato e lui ha scelto di evitare ogni cura facendo le "terapie naturali" a base di succhi di frutta (soprattutto d'uva) molto in voga negli USA (Gerson, Clark) ed il suo tumore è andato avanti indisturbato.
    Da notare un altro elemento tipico delle cure alternative: i segni di peggioramento di un tumore: il sanguinamento, l'aumento di volume, il dolore, eccetera vengono interpretati come segnali "positivi", il tumore "reagisce", si "sfoga". Un modo per non far abbandonare le cure inutili insomma. Se controlli tutte le testimonianze di persone massacrate dagli alternativi questo particolare lo trovi sempre (con Simoncini lo abbiamo visto nel drammatico caso di Aysha ed in quello di Beth).

    Non vedo, quindi, perché lo si debba biasimare per la scelta che ha fatto, giusta o sbagliata che la si giudichi.

    Non credo che si biasimi lui. Al massimo si può avere un'estrema pietà per un uomo che è stato imbrogliato.
    Chi ricorre alle cure alternative lo fa perchè ci crede e sapere che qualcuno possa credere ad una cosa che non funziona non è piacevole. Un altro comportamento classico degli alternativi è esaltare i primi periodi di "cura" quando l'organismo non è allo stremo per millantare un successo ed abbandonare la persona quando non ha più speranze, la fanno scomparire dalle loro "statistiche" pubblicitarie.
    Molte delle vittime dei guaritori quando capiscono che non hanno più scampo entrano in uno stato di profonda frustrazione proprio perchè si sentono truffati, abbandonati e stupidi.

    E neppure perché si debba usare il suo caso per corroborare le tesi della medicina ufficiale o di quella alternativa, a seconda dei punti di vista.

    Beh, in questo caso la cura alternativa che funziona nel 99% dei casi non ha funzionato. Mi pare questo dato corrobori qualche tesi sui guaritori.

    la vera scienza (quindi anche la medicina) è quella che offre soluzioni, non quella che le impone.

    Chiunque venga colpito da una malattia può decidere sin dall'inizio anche di non far nulla.
    Chi si rivolge al medico come al guaritore lo fa per scelta.
    Il problema è che mentre la medicina non ti promette nulla e ti offre delle possibilità che sono oltretutto ufficialmente dichiarate, i guaritori ti promettono salvezza, risparmio e felicità (nel 99% dei casi, naturalmente).
    Quando ti accorgi che non era vero niente è ormai troppo tardi.

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  45. Giuliano:

    Una scelta che gli è costata la vita, non vedo perché non biasimarlo, quando forse si sarebbe potuto salvare, o almeno avrebbe potuto vivere più a lungo.

    In primo luogo, non c'è nessuna certezza che con una terapia tradizionale sarebbe riuscito a sconfiggere il cancro o a sopravvivere più a lungo. In secondo luogo, la sua resta una scelta assolutamente libera e nessuno è autorizzato a biasimarlo per questo. Per le stesse ragioni per cui io non avrei nessun diritto di biasimarti se, per ipotesi, tu rischiassi la vita ogni fine settimana per fare alpinismo. La vita è tua o sbaglio? Dunque, sei libero di farne ciò che credi meglio. Al limite potrei pensare: "Io non lo farei". Ma al di là di questo, non potrei biasimarti. Ripeto: ognuno è padrone della propria vita, quindi anche libero di scegliere come morire.

    Nella prima parte del suo blog, Hilton scrive:

    To cure your cancer, you’ll probably be strongly advised by the well-meaning around you (ex cancer patients too!) to follow a traditional cancer treatment program.

    In my view, this is not necessary. I have been following a ‘whole body’ natural cancer treatment program after much research and study as I simply have no desire to stick unnatural cancer cure chemicals into my body.

    This is not to say that you shouldn’t follow the more traditional cancer treatment methods. It was simply a personal choice as I don’t have any major fear of dying, have no children that I know of, and I’m able to take my time and experiment with various natural cancer treatment methods without the pressure that others may feel.


    Ti dice chiaramente che si tratta di una "scelta personale", che non ha "nessuna paura di morire", non avendo figli e motivi per sopravvivere uno o due anni in più, magari pesantemente menomato da una terapia devastante. È una scelta giusta? Discutibile? Ognuno è libero di posizionarsi come crede, ciò non cancella il fatto che il cancro era suo e la vita era sua. Io non lo so se al suo posto avrei fatto quella scelta, ma lo rispetto comunque. Ho visto troppe persone in chemio per permettermi di biasimare uno che afferma di "non volersi iniettare nel corpo cure chimiche". Per quanto riguarda la maggiore sopravvivenza, tieni presente una cosa: le terapie tradizionali spesso ti garantiscono una maggiore sopravvivenza, ma il prezzo da pagare è comunque altissimo. C'è chi decide di pagare questo prezzo, chi invece preferisce non pagarlo sapendo che, in ogni caso, quasi sempre l'esito sarà comunque fatale. Chi ha ragione? Non lo so. Sono scelte troppo profonde, delicate e personali perché uno possa permettersi di giudicarle.

    Come vedi, io non sto difendendo le cure alternative o attaccando le terapie tradizionali. Il mio è più che altro un problema di principio. Le scelte si rispettano. La verità è che quasi sempre il cancro ti pone di fronte a scelte davvero difficili e, comunque, rischiose. Quale che sia la terapia che scegli, comunque paghi sempre un prezzo molto alto e comunque ti esponi a grossi rischi a fronte di poche certezze.

    RispondiElimina
  46. @Sergio:
    a fronte di poche certezze.
    Il problema è che a volte ci sono poche certezze, a volte ce n'è una bella grossa: morire soffrendo. E personalmente preferirei poche a nessuna

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  47. @ Sergio

    In primo luogo, non c'è nessuna certezza che con una terapia tradizionale sarebbe riuscito a sconfiggere il cancro o a sopravvivere più a lungo.

    E' esattamente quello che dice WeeWee: la medicina non offre certezze assolute per il cancro come per qualsiasi malattia grave, ti offre delle possibilità. E queste sono possibilità concrete. Non fare nulla o affidarsi a cure "alternative" non ti offre alcuna possibilità: la morte in breve tempo è l'unica cosa che si ottiene, sia che tu non faccia nulla sia che tu beva succo d'uva fino ad averne nelle orecchie.

    RispondiElimina
  48. @ Sergio

    E per essere chiari, io non ho biasimato proprio nessuno. Sono semmai davvero dispiaciuto per la scelta infelice che ha fatto. Ma se ha fatto questa scelta, è ovvio che qualcuno l'ha proposta. Se io, disperato perchè il mio cancro si è ripresentato con una recidiva, giro su internet e "scopro" che guarire dal cancro è semplicissimo perchè qualche bastardo sta facendo dei soldi sulla pelle dei disperati senza curarsi del fatto che chi si affida a loro andrà incontro alla morte certa, mi si accende la speranza e mi aggrappo alla "guarigione certa al 99%" che il cialtrone reclamizza. Lo ripeto fino alla nausea, io non voglio limitare affatto la libertà di cura. CURA. Ti è chiara questa parolina? Uno può scegliere di curarsi o non curarsi. Affidarsi a dei cialtroni non è una cura, quindi il paziente è convinto di curarsi quando invece non sta facendo altro che uccidersi. In pratica, lui NON VUOLE RINUNCIARE A CURARSI, ma è stato convinto che le stronzate che gli hanno raccontato, nella sua disperazione, siano vere. E' qui che sta la differenza, bello mio. Limitare la libertà di curarsi? Neanche per sogno, ognuno è libero di decidere. La libertà che voglio limitare io è quella di cialtroni come Simoncini e la Clarck di truffare la gente e di ammazzarla convincendola che sta seguendo una validissima cura. Ti è chiaro il concetto o ti faccio un disegnino?

    Libertà-paziente: sacrosanta.
    Libertà-truffatore: non buona.

    Quanto alla tua frase il bicarbonato non lo vende certo Simoncini non ti degno neanche di una risposta. Sappiamo benissimo tutti e due che cosa intendevo dire.

    RispondiElimina
  49. @Sergio:
    È una scelta giusta ?
    Se la scelta e' una scelta informata e consapevole e in generale non lede gli altri in alcun modo allora si, per me e' sempre una scelta giusta.
    Ma bene o male mi sembra che tutti si stia raccontando la stessa cosa, compreso il fatto ormai trito e ritrito che un ciarlatano e' precisamente colui che tramite l'inganno ci porta a scelte che forse non avremmo fatto e dunque per definizione sbagliate.

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  51. Giuliano:
    Il problema è che a volte ci sono poche certezze, a volte ce n'è una bella grossa: morire soffrendo. E personalmente preferirei poche a nessuna

    Senza offesa, ma continui a girare intorno all'ostacolo. Stai cercando di elevare la tua scelta personale, rispettabilissima, a regola per tutti gli altri. La stragrande maggioranza dei malati di cancro si affida alle terapie ufficiali. Pochi ce la fanno veramente, nel senso che recuperano una qualità di vita analoga a quella anteriore o, comunque, accettabile. Molti lottano per anni passando per chirurgie e trattamenti di chemioterapia vari sottoponendosi a sofferenze atroci (se non ci sei passato, non puoi saperlo e quindi non puoi giudicare). Qualcuno proprio non ce la fa. Ecco perché ci sono altri malati di cancro che fanno scelte diverse. Di fronte alla prospettiva di una terapia che ti fa a pezzi e ti garantisce, magari, uno, due o anche cinque anni di vita in più, ma in condizioni spesso menomate e, talvolta, addirittura umilianti, c'è chi decide di affidarsi a cure alternative, ovviamente con tutti i rischi e le incertezze che ne derivano. Fa bene? Fa male? Non lo so, ripeto, sono scelte personali comunque da rispettare. Cerca di capire che per qualcuno è preferibile morire senza vedersi amputato un pezzo di organismo per volta, piuttosto che morire comunque ma trascorrendo gli ultimi anni di vita nel modo peggiore. È una scelta da rispettare. Nessuno ovviamente ti obbliga a fare altrettanto (e, in ogni caso, io ti auguro innanzitutto di non trovarti mai in quella situazione).

    Quanto alla tua frase il bicarbonato non lo vende certo Simoncini non ti degno neanche di una risposta. Sappiamo benissimo tutti e due che cosa intendevo dire.
    In effetti è tempo sprecato cercare di farti capire che hai detto una schiocchezza colossale. Lo sai tu come lo so io e la tua aggressività non cambia certo il fatto che nessuno vende bicarbonato per curare il cancro. Non solo il bicarbonato non è brevettabile, ma se anche decidi di usare la terapia Simoncini, nessuno ti obbliga a praticarla con lui. Una cosa è sollevare dubbi sull'efficacia della terapia Simoncini. Altra cosa è questa ossessione per il presunto business del bicarbonato che, francamente, fa davvero ridere. Se tu avessi un'idea del mondo in cui vivi, forse ti faresti qualche domanda in più su come vengono spesi i soldi pubblici nella sanità (e non mi riferisco solo alle terapie anticancro).

    WeWee ha detto:
    Chi ricorre alle cure alternative lo fa perchè ci crede e sapere che qualcuno possa credere ad una cosa che non funziona non è piacevole.
    È qui che ti sbagli. Chi ricorre alle cure alternative lo fa perché sa già a che cosa andrà incontro con le terapie tradizionali. Ripeto: se fa bene o fa male è una decisione che spetta solo all'interessato. E se davvero credi alla libertà di cura come affermi, allora non vedo perché tu debba biasimare chi la compie. Per quanto mi riguarda, ribadisco quello che ho detto nel mio primo post: la vera scienza è quella che offre soluzioni, non quella che le impone. Per quanto tu cerchi di girare intorno all'ostacolo, il problema rimane. I Simoncini e gli alternativi esistono perché le cure tradizionali non danno ancora garanzie sufficienti. Non è certo colpa tua, ma neanche di Simoncini. La verità è che, nonostante i passi avanti compiuti negli ultimi anni, il cancro uccide ancora o ti obbliga a vivere riducendo fortemente la tua qualità di vita e su questo c'è purtroppo poco da discutere. C'è solo da rispettare le scelte personali.

    RispondiElimina
  52. per qualcuno è preferibile morire senza vedersi amputato un pezzo di organismo per volta, piuttosto che morire comunque ma trascorrendo gli ultimi anni di vita nel modo peggiore. È una scelta da rispettare.

    Certo.
    Aggiungerei però altre due categorie: per qualcun altro è preferibile vivere senza più malattia e per altri ancora è preferibile vivere qualche anno in più nonostante le sofferenze.
    Non solo il bicarbonato non è brevettabile, ma se anche decidi di usare la terapia Simoncini, nessuno ti obbliga a praticarla con lui.

    Ti sbagli. Il bicarbonato - come cura per il cancro, SE FUNZIONASSE sarebbe brevettabile.
    Ti faccio un solo esempio perchè di questo argomento ne abbiamo discusso: la corteccia del tasso secondo te è brevettabile?
    Ebbene sì, stata brevettata ed è diventata TAXOLO uno dei chemioterapici più utilizzati nella cura del cancro.

    Requisito per brevettare una sostanza per un uso medico è che questa funzioni in maniera dimostrabile. Il bicarbonato se avesse evidenze di efficacia sarebbe brevettabilissimo e se Simoncini ancora non lo ha fatto...

    Sul discorso che "nessuno obbliga a fare il bicarbonato con Simoncini" ti ho già risposto: una volta lui consigliava le flebo (efficaci al 99%) oggi dice che le flebo sono complementari e serve mettere i porthcath in clinica privata dove lui (e SOLO LUI) come dice nel suo sito, può somministrare la terapia.

    Altra cosa è questa ossessione per il presunto business del bicarbonato che, francamente, fa davvero ridere.

    Libero di ridere ma il business esiste e sarebbe potuto essere di qualsiasi cosa, nel caso di Simoncini è del bicarbonato. Lui non vende bicarbonato, vende la sua idea (falsa) altrimenti non affermerebbe che per fare le sue terapie bisogna andare per forza a Roma, che può farla solo lui.
    Se il business non esistesse inoltre, Simoncini non avrebbe bisogno di registrare 30 siti web in tutte le lingue del mondo con tanto di richiesta di donazione on line "per la ricerca".

    Chi ricorre alle cure alternative lo fa perché sa già a che cosa andrà incontro con le terapie tradizionali.

    Non sono daccordo con te.
    Quasi tutti sanno a cosa andranno incontro con le terapie tradizionali (e questo vuol dire che la medicina non mente) mentre chi si affida a quelle alternative PENSA di sapere a cosa andrà incontro rivolgendosi a lei (perchè crede a percentuali e successi mai dimostrati) o dovrei sospettare che esistono persone che fanno coscientemente una cura che promette falsamente (fino a prova contraria) percentuali di guarigione altissime.

    se davvero credi alla libertà di cura come affermi, allora non vedo perché tu debba biasimare chi la compie.

    Lo ripeto per l'ennesima volta: non ho MAI biasimato chi ricorre alle cure alternative, per me sono solo vittime di vari carnefici (dall'ignoranza alla truffa).

    I Simoncini e gli alternativi esistono perché le cure tradizionali non danno ancora garanzie sufficienti.

    Questo è chiaro. Ma correggerei la frase, esistono perchè le cure tradizionali non curano tutto. Vai a cercare un alternativo che guarisce dalle fratture.
    Il ciarlatano sfrutta tipicamente i punti deboli della medicina. Un esempio "simonciniano"?
    Tra i tumori che rispondono meglio alle terapie tradizionali ci sono i tumori "non solidi" (leucemie, linfomi, per intenderci) e guardacaso la cura Simoncini funziona su tutti i tumori tranne in quelli...non solidi...
    It's the war beibe.

    La verità è che, nonostante i passi avanti compiuti negli ultimi anni, il cancro uccide ancora o ti obbliga a vivere riducendo fortemente la tua qualità di vita e su questo c'è purtroppo poco da discutere.

    Un po' c'è da discutere perchè non è sempre così, esiste tanta gente che pur avendo avuto un cancro è viva e vegeta da decenni (e sta benissimo!) e questo non nei video ma tra di noi.
    Che poi tanti non ce l'abbiano fatta o ce la fanno con grandi sofferenze, questo nessuno lo ha mai negato.

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  53. No, Sergio, ti sbagli di grosso e sai di sbagliare, ti dico solo quello che ho detto ad altri: troppo facile parlare quando sei sano. Ancora, mettiti in testa che scegliere le cure alternative è scegliere la morte, solo che i ciarlatani che te le reclamizzano ti convincono del contrario. "Pochi ce la fanno" è falso, e lo sai benissimo ma WeeWee che è un medico te lo può spiegare meglio. Ma già, tanto tu generalizzi, per te e gli alternativi il cancro è tutto uguale, non si differenzia, per voi tanto si cura tutto con il bicarbonato, con la risoluzione di conflitti interiori, con la vitamina C, con il succo d'uva, con l'argento colloidale e altre stronzate. Renditi conto che scegliere le cure alternative significa rinunciare completamente ad ogni speranza, perchè tali "cure" come ti ostini a chiamarle impropriamente, perchè non curano nulla, non hanno alcun effetto sul cancro. E la cosa peggiore è che i ciarlatani che reclamizzano tali cure lo sanno benissimo.

    Poi, visto che sei lento di comprendonio, scusami per avertio sopravvalutato, certo Simoncini non ti vende quei pochi euro di bicarbonato, ti vende le sue cure inutili che spaccia per miracolose.

    Tra l'altro, visto che secondo te fare le cure "tradizionali" per il cancro significa sofferenza, evidentemente non hai capito quali atroci sofferenze e indicibili dolori porta lasciare che il cancro si sviluppi senza cure mediche. Ma spero che tu non abbia mai a provare cose simili, anche se sarebbe l'unico modo per fartelo entrare in testa.

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  54. @Sergio: non tutte le idee sono rispettabili, non tutte le scelte lo sono. Se un disperato si affida a Simoncini perché non crede alla chemio ha comunque sbagliato lui, e un errore non è rispettabile, ma da correggere, ed è un peccato che spesso chi fa determinate scelte non voglia essere corretto.

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  55. Ancora, mettiti in testa che scegliere le cure alternative è scegliere la morte, solo che i ciarlatani che te le reclamizzano ti convincono del contrario.

    Ti ho già spiegato fino alla nausea che chi sceglie le terapie alternative quasi sempre lo fa perché sa di non avere possibilità con la medicina tradizionale o, se anche ne ha qualcuna, di avere comunque di fronte a sé poco tempo per vivere, per di più dovendo affrontare un vero e proprio calvario. Credimi, nessuno si affida agli alternativi se gli viene proposta una terapia ufficiale con alte probabilità di successo (e questo varia in base al tipo di tumore in questione e al caso in questione). Non prendiamoci in giro, dall'alternativo ci vai quando ormai sei spacciato. E questo apre, appunto, il problema della libertà di scelta di cui parlavo nei post precedenti. Mi sembra chiaro quello che voglio dire e noto che WeWee lo ha capito, tu no. Comunque sia, questa è la mia posizione. Liberissimo di accettarla o di criticarla, ma d'ora in poi sei pregato gentilmente di non essere aggressivo e di evitare inutili offese del tipo "sei lento di comprendonio". Sei tu qui quello che non afferra il problema. Credimi, sono troppo vecchio, ormai, per non percepire a colpo d'occhio quando qualcuno scende sul piano dell'insulto in mancanza di argomentazioni più forti. Ti offro un esempio di come ti contraddici. Nel tuo penultimo post prima affermi:

    Lo ripeto fino alla nausea, io non voglio limitare affatto la libertà di cura.

    poi dici

    La libertà che voglio limitare io è quella di cialtroni come Simoncini e la Clarck di truffare la gente e di ammazzarla convincendola che sta seguendo una validissima cura

    E allora quale libertà di scelta stai offrendo al paziente? Che cosa proponi in definitiva? O terapia tradizionale o niente? E se uno decide di scegliere un altro cammino, che fai, glielo impedisci con la forza? Che cosa chiedi, in pratica, quando dici che vorresti impedire a Simoncini di "ammazzare e truffare la gente"? Di eliminarlo fisicamente? Di oscurare il suo sito? Di mettere in galera chi parla della sua terapia? Di vietare la vendita del bicarbonato per evitare che qualcuno possa utilizzarlo per finalità non meramente gastronomiche? Nessuno ti obbliga a usare la cura Simoncini, efficace o inefficace che sia. Quindi, lascia a chi lo desidera la libertà di farlo.

    Tra l'altro, visto che secondo te fare le cure "tradizionali" per il cancro significa sofferenza, evidentemente non hai capito quali atroci sofferenze e indicibili dolori porta lasciare che il cancro si sviluppi senza cure mediche.

    No, sei tu che evidentemente non hai mai visto qualcuno morire dopo essersi sottoposto a vari cicli di chemioterapia. Scusami, ma dovrei parlare di cose troppo dolorose per farti degli esempi. Senza offesa, non solo non sei un medico, ma sai neppure di che cosa parli. Tornerò a risponderti quando almeno avrai l'umiltà di essere meno aggressivo.

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  56. @Sergio:
    Altra cosa è questa ossessione per il presunto business del bicarbonato che, francamente, fa davvero ridere. Se tu avessi un'idea del mondo in cui vivi, forse ti faresti qualche domanda in più su come vengono spesi i soldi pubblici nella sanità (e non mi riferisco solo alle terapie anticancro).
    Non capisco il nesso tra le due cose. Il business del bicarbonato, come lo chiami, e' cosa privata e riguarda quantomeno una singola persona e qualche accolito o socio in affari. Se il richiamo alla sanita' pubblica vuol essere anche un richiamo alla moda alla chemioterapia (ma non solo) credo sia bene sottolineare che se e' vero che tutti noi paghiamo una tassa che comprende cure dall'elevato rapporto costi-efficacia, e' anche vero che chi decide di affidarsi a Simoncini & Co. dovra' sborsare "tasse" ben piu' salate e che sappiamo essere dell'ordine di 20,000 euro.
    Per un trattamento che, e' bene sottolinearlo, ha un rapporto costi efficacia che tende all'infinito.



    I Simoncini e gli alternativi esistono perché le cure tradizionali non danno ancora garanzie sufficienti.
    Francamente credo che i ciarlatani piu' che gli alternativi esisteranno sempre poiche' non credo che la medicina potra' mai garantire trattamenti matematicamente efficaci al 100% e privi di effetti collaterali.

    Non è certo colpa tua, ma neanche di Simoncini.
    Be' non esageriamo adesso, che non sia colpa sua e' chiaro, che non sia colpa di Simoncini se Simoncini pretende di curare il cancro con il bicarbonato mi sembra un'affermazione, diciamo cosi', un po' forte.

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  57. WeWee:

    Aggiungerei però altre due categorie: per qualcun altro è preferibile vivere senza più malattia e per altri ancora è preferibile vivere qualche anno in più nonostante le sofferenze.

    Beh, ovviamente. Ma sai bene che i casi fortunati non sono così tanti. Questo dobbiamo dirlo apertamente senza prendere in giro nessuno (le statistiche le conosco anch'io e i link te li ho già postati tante volte in passato, quindi mi risparmio questa fatica). Il vero problema, WeWee, è che il cancro ti pone sempre di fronte a scelte molto difficili e tu lo sai bene. Quando hai buone chance di farcela, perché dovresti scegliere una terapia alternativa? Ma quando ne hai pochissime e, per di più, sai di andare incontro a grandi sofferenze, perché non provare un cammino diverso? Te la senti davvero di biasimare uno che si gioca l'ultima carta con una terapia alternativa o sperimentale, visto che tanto sa di essere comunque spacciato? Io no. E con quale criterio potrei mettere in discussione una libera scelta? Con una legge?

    Libero di ridere ma il business esiste e sarebbe potuto essere di qualsiasi cosa, nel caso di Simoncini è del bicarbonato. Lui non vende bicarbonato, vende la sua idea (falsa) altrimenti non affermerebbe che per fare le sue terapie bisogna andare per forza a Roma, che può farla solo lui.
    Se il business non esistesse inoltre, Simoncini non avrebbe bisogno di registrare 30 siti web in tutte le lingue del mondo con tanto di richiesta di donazione on line "per la ricerca".


    Sì, un vero business. Se poi ci aggiungiamo i DVD venduti da Mazzucco, sono cifre che fanno impallidire quelle delle case farmaceutiche. Non dirlo troppo in giro, i droghieri potrebbero fiutare l'affare e farsi venire in mente di fare una guerra come in Iraq! :-) Dai, scherzi a parte, qui siamo davvero lontani.

    Quasi tutti sanno a cosa andranno incontro con le terapie tradizionali (e questo vuol dire che la medicina non mente) mentre chi si affida a quelle alternative PENSA di sapere a cosa andrà incontro rivolgendosi a lei (perchè crede a percentuali e successi mai dimostrati) o dovrei sospettare che esistono persone che fanno coscientemente una cura che promette falsamente (fino a prova contraria) percentuali di guarigione altissime.

    Non sono d'accordo. Chi ricorre alle terapie alternative non lo fa per questioni etiche, filosofiche o politiche (perché è "contro" le multinazionali farmaceutiche o la medicina ufficiale) e nemmeno perché crede ciecamente alle percentuali di guarigione che gli vengono fornite. Se ci credesse, credo si affiderebbe subito a quelle terapie. Al contrario, quasi sempre la terapia alternativa è la scelta della disperazione. Detto in altre parole, uno ci va quando ormai non ha più nulla da perdere.

    RispondiElimina
  58. max(L) e Giuliano:

    Tralasciando la solita ossessione per il business del bicarbonato (evidentemente un chiodo fisso di questo blog), trovo le vostre posizioni rispettabili e, in gran parte, anche condivisibili. Niente da eccepire.

    RispondiElimina
  59. @ Sergio

    il "business del bicarbonato" è proprio il problema centrale! Simoncini fa i soldi vendendo una cura che non fa assolutamente nulla, si arricchisce sulle spalle della gente disperata e lo fa in modo consapevole. Questo è inaccettabile (almeno per me).

    La gente che sfrutta la disperazione per far soldi ha solo un nome: sciacalli.

    Qui non si dà contro a chi, nella disperazione, crede a dei truffatori, qui si dà contro ai truffatori!

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  60. Ma sai bene che i casi fortunati non sono così tanti. Questo dobbiamo dirlo apertamente senza prendere in giro nessuno

    Le statistiche sono pubbliche, non si può prendere in giro proprio nessuno. In più il "non sono così tanti" è molto relativo (al tipo di tumore ad esempio) e visto che la medicina non ha il dovere o la capacità innata di curare tutto, ogni piccolo risultato è una conquista.

    Quando hai buone chance di farcela, perché dovresti scegliere una terapia alternativa? Ma quando ne hai pochissime e, per di più, sai di andare incontro a grandi sofferenze, perché non provare un cammino diverso?

    Questa frase però vuol dire che una terapia "diversa" la fai tanto per non restare "immobile" ad aspettare la fine.
    C'è chi invece preferisce lottare fino all'ultimo respiro o fare sacrifici per guadagnare qualche mese.
    In ogni caso non è sempre così. Ci sono diversi esempi di persone che scelgono l'alternativo come prima scelta. Ne ho letti diversi in questi mesi di blog e ne ho conosciuti alcuni personalmente...

    Te la senti davvero di biasimare uno che si gioca l'ultima carta con una terapia alternativa o sperimentale, visto che tanto sa di essere comunque spacciato? Io no.

    Nemmeno io ma ti ripeto per l'ennesima volta che non ho nulla da ridire sulle vittime, io critico i carnefici, quelli che promettono e garantiscono.

    Un'altra "scusa" classica dei fallimenti dell'alternativo è infatti "era arrivato ad uno stadio terminale": e allora perchè gli hai dato la tua cura? Perchè non glielo dicevi prima?

    Dai, scherzi a parte, qui siamo davvero lontani.

    Libero di vederla così leggera. A me sembra inaudito.
    Sai quanto paga una paziente che viene in ospedale a fare una visita privata con me? Circa 90 euro.

    Con Simoncini paga 150-250 euro. Inutile elencarti le differenze, prima tra tutte la fatturazione.

    Sai quanto costava fare un intervento chirurgico di media difficoltà in clinica privata quando non lavoravo in ospedale? Circa 1800 euro. Simoncini prende cifre dai 10 ai 20 mila euro.



    I DVD di Mazzucco non lo arricchiscono, ne sono convinto ma solo il pensiero di guadagnare una lira vendendo illusioni, bugie e speranze fasulle a me fa rabbrividire. Se si arricchisse con i DVD sugli UFO non avrei nulla da ridire (e potrei essere anche un suo cliente) ma l'argomento salute (e cancro!) per me è sacro.
    Ma sono constatazioni legate al mio modo di vedere le cose.

    Detto in altre parole, uno ci va quando ormai non ha più nulla da perdere.

    Devo dedurre che per te, anche se le cure alternative non hanno nessun effetto, il fatto di pubblicizzare e venderle è giustificato con la disperazione di chi è malato che trova conforto.
    Una sorta di effetto placebo "alternativo".
    Boh.

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  61. @ Sergio

    Quindi tu stai giustificando il fatto che i cialtroni come Mazzucco possono impunemente derubare i morenti vendendo loro fumo. Questo è il sunto del discorso. Visto che questo è il tuo pensiero, continuare a discutere è futile. Perchè ti insulterei e basta.

    Punto.

    RispondiElimina
  62. Iilaiel ha commentato...


    C'è una differenza fra il complottista incallito e il dubbioso\spaventato.

    Il complottista è un poverino incapace di accettare che la sua reltà di vita sia mediocre e che ha bisogno di controllare tutto. Ha bisogno di un nemico su cui proiettare le proprie ansie, paure e la propria rabbia. Perchè è più facile auto crearsi un inferno in terra che ben si conosce, piuttosto che rimboccarsi le maniche e darsi da fare.

    L'importante è avere un nemico che funga da sfogo e collante per i propri deliri di gloria (il complottista ha anche bisogno di sentirsi un'eroe). Ovviamente appena possono cercano di trascinare nella loro fogna altri sprovveduti di passaggio per rafforzare l'illusione.... e quando il nemico è la MU i risultati sono letali.


    Mi complimento con liliael,
    ha fatto un'analisi perfetta e dettagliata del complottista che mente sapendo di mentire.
    ---
    Ancora a discutere sulla finta libertà di scelta terapeutica?
    La libertà di scelta consiste ,nel sapere che quella terapia alternativa scelta ,non darà risultati,(contradditemi forza)un bel niente assoluto,anzi renderà la situazione grave al punto tale che se prima avevi una possibiltà su un milione di beccarla allo stadio iniziale ora te la sei giocata a briscola .
    Ma che cazzo ne sanno ,questi qui,di cosa sia un cancro sulla propria pelle?
    Non hanno NESSUN diritto di vomitare parole dispregiative sulla qualità della vita di un sopravvissuto ,non hanno diritto ad aprire bocca ,vergognatevi!
    Bravi ragazzi ,continuate ad informare così come state facendo:
    "quello che chi cerca aiuto deve sapere"

    RispondiElimina
  63. Sergio i tuoi commenti mi sembrano esempi molto chiari di sofismi belli e buoni. Mi viene anche il forte sospetto che tu sia solo uno dei vari troll qui apparsi e poi bannati, che si ripresenta con un altro utente, attento a non farti scoprire ;-)

    RispondiElimina
  64. Scusate..
    Mi chiamo Alessio e sto leggendo/ricercando vari forum e varie nozioni sul tumore.
    Ammetto di essere un pò ignorante, d'altronde solo chi studia o ha a che vedere per lavoro con queste situazioni può comprendere effettivamente questa malattia che viene dichiarata "Incurabile".

    Premettendo che sono "uomo di scienza" nel vedere le cose e che mi permetto di mescere con concetti "extra scientifici", come l'idea che il corpo umano sia in grado di guarirsi da solo o che il medesimo sia sfruttato in percentuali inferiori del 10%, non mi piacciono quei discorsi come "universale" o " assoluto" che spesso uomini di medicina e scienza fanno, basandosi poco sull'esperienza e più sui libri e studi fuori dal lato "pratico".

    Premessa finita.
    Vorrei porre delle domande, in parte inerente a quanto è discusso qui;

    Perché il tumore è incurabile?
    Cosa lo rende tale?

    Sottolineo che risposte scientifiche, quindi fornite di dettagli, parolone e quanto altro, le posso trovare dovunque, per questo voglio chiedere a voi, che a tratti sembrate saperne per esperienza, di esprimervi con le vostre parole, anche semplicemente (per quanto riguarda lo scritto, sappiamo bene che l'argomento in questione può dimostrarsi complesso).

    Grazie di tutto.
    Alessio

    RispondiElimina
  65. Ciao Alessio,

    L'argomento è vastissimo e complicato, forse puoi provare a leggere un articolo che ho scritto sul tema e poi chiedere ciò che ti risultasse poco chiaro...
    Guarda qui:

    http://medbunker.blogspot.it/2012/05/cosa-ce-di-difficile-in-oncologia.html

    RispondiElimina
  66. Giovanni Mariotti.
    Non ho approvato dalla moderazione il tuo commento, non è permesso inserire link pubblicitari, puoi ricommentare senza link, grazie!

    RispondiElimina

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