venerdì 22 gennaio 2010

Bad Medicine (I parte): Thorotrast

Quanti errori ha compiuto la medicina tradizionale? Quante vittime? Colpevole in malafede o inevitabile prezzo per ottenere progresso e migliorare le prestazioni?
Non si discute dei singoli errori medici, quelli entrano nel campo dei casi personali ma dei grandi errori della medicina, umani o meno, prevedibili o fatali.
Paragonandoli ai danni che fanno quotidianamente le pratiche alternative però c'è sempre un elemento comune: quando il problema viene scoperto, la scienza si ferma, riflette e fa un passo indietro. E c'è sempre chi controlla e cerca di porre rimedio. Non è poco.

Esistono degli episodi notissimi, altri molto meno ma tutti hanno in comune la sofferenza ed a volte la morte di chi si è affidato alla scienza per curarsi e stare meglio.
Un articolo del genere non deve stupire.
La medicina non è una scienza esatta, non pretende di sapere o curare tutto, al limite è la percezione che abbiamo di lei che ci fa credere sia capace di guarire e capire tutto ciò che ci riguarda nel campo della salute.

Il medico non è un guaritore né promette miracoli, anzi, una buona regola sempre valida è quella di diffidare del medico che promette miracoli. Oltretutto quasi tutti i "grandi errori della medicina" non sono stati provocati dalla testardaggine di un medico ma da chi ha fornito a quei medici uno strumento che era garantito come sicuro.
Questi articoli hanno lo scopo di raccontare dei fatti e di farli conoscere, perché nascondere i propri errori è delle menti chiuse e retrograde e di chi non lavora per progredire. Dagli errori si deve apprendere, non perseverare.
La prima parte è dedicata al Thorotrast una delle peggiori e più drammatiche cadute della medicina.


Il Thorotrast


Il Thorotrast è una sospensione di particelle di diossido di torio radioattivo (ThO2), utilizzato come mezzo di contrasto in procedure radiografiche ed angiografiche (che studiano i vasi sanguigni) in diversi paesi del mondo negli anni 30 e 40 e negli Stati Uniti fino agli anni 50. I derivati del Torio producono eccellenti immagini radiografiche per l'opacità del Torio ai raggi X.


L'entusiasmo per l'uso di questo mezzo di contrasto fu eccezionale. Le immagini radiografiche non erano mai state tanto nitide e chiare. Gli organi erano visibilissimi, i vasi sanguigni erano visualizzabili in ogni particolare, sembrava di guardare un disegno di una tavola anatomica. Un altro grande passo avanti, apparentemente, della medicina.
Non furono mai evidenziati effetti collaterali immediati e quindi il suo uso a maggior ragione, si diffuse enormemente. Si stima che dai due ai dieci milioni di individui siano stati trattati con Thorotrast in tutto il mondo. Nonostante la mancanza di effetti collaterali evidenti, furono molti gli studiosi che mostrarono perplessità per l'uso indiscriminato della sostanza soprattutto per il suo lunghissimo tempo di vita biologica. In pratica per vedere dimezzata la presenza di Torio nell'organismo umano, dovevano passare almeno 20 anni.
Il prodotto si distribuiva soprattutto nel fegato, nella milza, nei linfonodi e nelle ossa ed in quei distretti veniva assorbito restando attivo e... radioattivo per decenni.
Questi organi dunque, venivano esposti a radiazioni alfa emesse dal Torio per anni ed anni, praticamente a vita.
Questo rischio fu sottovalutato e sottostimato enormemente.
Qualcuno approfondì quelle proprietà della sospensione apparentemente vantaggiosissima per il tipo di immagini che riusciva a fornire ma insidiosa per i suoi lunghissimi tempi di smaltimento e per le note proprietà radioattive. Questo studioso era un medico italiano, Luigi Bogliolo.
Questi cominciò a sperimentare nelle cavie proprio l'effetto carcinogetico del Thorotrast e scoprì che non solo la sostanza era cancerogena ma che non dimezzava la sua radioattività nemmeno dopo anni dall'esposizione. Riuscì anche a dimostrare che il suo effetto negativo non dipendeva dalla dose (in fondo minima) somministrata ma che anche dosi bassissime (proprio per la lunghissima presenza nell'organismo) potevano essere letali. La sua esperienza fu devastante: il Thorotrast era cancerogeno e poteva causare gravissimi danni.
Successivamente, altri ricercatori confermavano che qualcosa non andava per il verso giusto. Anche loro osservarono una strana, eccessiva incidenza di tumori epatici e leucemie in individui che si erano sottoposti ad esami radiografici con mezzo di contrasto. Alcuni di loro notarono poi che in tutti quei pazienti erano visibili "strani" accumuli di materiale "similmetallico" a carico del fegato.
Cos'era quella sostanza che permaneva per anni nel fegato di chi aveva fatto una radiografia? E perché tutte quelle persone sviluppavano quasi sicuramente un tumore maligno?
C'era un nesso tra radiografie e tumori? E dov'èra il punto debole di tutta la procedura? Erano i raggi X o il mezzo di contrasto?

La realtà apparve in tutta la sua crudeltà.

Vi fu infatti negli anni un'enorme incidenza di tumori soprattutto epatici (del fegato) in persone che si erano sottoposte a procedure radiografiche utilizzando il Thorotrast ed i tumori insorgevano 20, anche 30 anni dopo l'esame.
Fu stimato, per gli sfortunati, un rischio di 100 volte maggiore di sviluppare un tumore epatico rispetto alla popolazione mondiale e per quanto riguarda le leucemie, il rischio era di 20 volte più alto.

Questi dati classificarono il Thorotrast come uno dei più potenti agenti cancerogeni conosciuti dall'uomo.
Terribile.
Negli anni 80 furono realizzati diversi studi che confermarono come tantissimi tumori epatici erano comparsi in persone che si erano sottoposte ad esami radiografici con quel mezzo di contrasto e gli studi proseguono ancora oggi, quando ogni tanto si presenta un'altra vittima del Torio. Un passo falso con conseguenze devastanti e difficilmente giustificabile insomma.
L'entusiasmo provocato da quello che sembrava un passo avanti si dimostrò prematuro e letale.
Oggi il Thorotrast è abbandonato (è utilizzato in alcuni campi di ricerca) e per le indagini radiografiche ed angiografiche si utilizzano altre sostanze (spesso a base di iodio)

Le vittime furono tante e lo sconcerto pure. Consideriamo pure il fatto che si trattava di anni nei quali gli esami radiologici erano utilizzatissimi in medicina militare, si era in pieno periodo di guerra e così migliaia di soldati passarono per la ghigliottina del Torio radioattivo e per anni vissero con l'incubo di sviluppare un tumore.
Esistono casi di decesso per tumore epatico scoperto negli anni '90 e collegati direttamente all'uso di quel mezzo di contrasto e ci sono stati processi terminati a metà degli anni 90 nei quali l'azienda produttrice e distributrice del farmaco ha risarcito gli eredi delle persone uccide dal Thorotrast.

Ancora oggi esistono sporadici casi di tumori epatici (ma anche di altro tipo) causati dal mezzo di contrasto.
Un particolare incredibilmente impressionante può rispondere ad una domanda che molti di voi che leggono si saranno posti.
Ma come fanno i medici a collegare con certezza un tumore all'uso di Thorotrast?
Se una persona che ha utilizzato questo mezzo di contrasto per esempio a livello cerebrale, sviluppa anche dopo molti decenni un tumore cerebrale, le possibilità che sia stato il Thorotrast a causare la patologia sono basse, ma quando all'esame istologico, il pezzo operatorio evidenzia un livello di radioattività altissimo... è praticamente certa.
Pensate: quelle persone hanno avuto all'interno del loro organismo per anni ed anni un composto radioattivo che non perdeva potenza e che lentamente ma inesorabilmente, li distruggeva.

La legge americana ha riconosciuto il danno per mancato rispetto delle leggi della precauzione nei farmaci e negli alimenti e tutte le cause di risarcimento sono state vinte dai parenti delle vittime. Un'industria americana che fondava la propria attività sulla produzione del farmaco è fallita dopo aver risarcito 8 famiglie.
Il farmaco è stato naturalmente ritirato dall'uso e dal commercio.
La colpa di tutto questo?
Per la legge è stata di chi ha prodotto ed utilizzato il farmaco senza chiedersi SE quel prodotto radioattivo dall'emivita biologica decennale poteva essere pericoloso dopo anni dalla somministrazione. Lo è stato ed ha causato tante sofferenze e tante vittime. Il mezzo di contrasto non aveva un prezzo elevatissimo, non c'erano quindi particolari interessi economici in ballo, probabilmente si è trattato di "semplice", stupida superficialità. Mortale.


Alla prossima.


Fonti e bibliografia

Wikipedia
Canadian Medical Association Journal
Cornell University Law School

19 commenti:

  1. Questo mi mancava... Sapevo che i radiologi avevano problemi grossissimi di cancro da radiazioni, ma ignoravo questo mezzo di contrasto che distruggeva i pazienti.
    Io ero rimasta alla cipria addizionata con il Radio degli anni venti, ma era un periodo in cui ancora non si conoscevano bene gli effetti cancerogeni delle radiazioni. Ah, ed il Radithor, il tonico al Radio.

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  2. Anche a me questa vicenda ha fatto venire in mente quello che ha detto l'economa.

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  3. Mi ricordo di aver visto in televisione, in uno di quei programmi dove ripropongono vecchie pubblicità di carosello, una pubblicità di un liquore RADIOATTIVO.

    Era bellissima: in un cartone animato, due traslocatori dovevano portare pesantissimi mobili all'ultimo piano di un grosso palazzo su per le scale.

    Arrivati in cima lo spot smette di essere un cartone e i nostri eroi si vedono in carne ed ossa, sfiniti. La pdrona di casa offre loro un cordiale: il liquore radioattivo.

    Al che i nostri eroi si sentono ristorati e pieni di energia, l'immagine torna a cartoni ed il trasloco viene eseguito alla velocità della luce e senza sforzo: Fantastico!

    Sono convinto che nel liquore non ci fosse traccia di materiali radioattivi, cito la storia solo perché è esemplificativa della non-conoscenza della pericolosità delle radiazioni intorno agli anni cinquanta.

    ciao ciao

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  4. Queste storie dei "prodotti radioattivi" la conoscevo vagamente, mi sa che merita un approfondimento ed un articolo...
    :P

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  5. Grazie per l'articolo, molto interessante! In effetti parenti anziani mi avevano raccontato del periodo in cui la radioattività veniva considerata benefica per il corpo, per lo meno da parte di alcuni. Le terme di Bormio (SO), ad esempio, erano diventate famose per la "grotta radioattiva", un ambiente termale scavato nella roccia con una radioattività abbastanza elevata per la presenza di una vena di uranio nelle vicinanze.

    Sui mezzi di contrasto invece avevo letto, tempo fa, di una (presunta?) correlazione tra lipiodol, usato come mezzo di contrasto per mielografie, e granuloma o aracnoidite. Ho cercato e ho trovato questo articolo e questo testo. Però, da che ne so, il lipiodol continua ad essere utilizzato in medicina... Può veramente provocare danni in seguito a mielografia?

    P.S: ironia della sorte, facendo questa piccola ricerca, càpito sul sito sapere.it che accredita ancora il thorotrast come mezzo di contrasto per pneumoencefalografie. Certo, De Agostini è una casa editrice di divulgazione di base, però il controllo delle fonti non guasterebbe, specie per uno strumento che vorrebbe rivolgersi agli studenti...

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  6. Io sulle medicine radioattive dovrei ancora avere un vecchio numero de "Le Scienze" ed il Radioamatore Ladino una pubblicità su "L'Illustrazione italiana" dei cosmetici (1927, credo).

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  7. @ economa
    Sapevo che i radiologi avevano problemi grossissimi di cancro da radiazioni

    Per fortuna non è più così, io lavoro da 21 anni (più i 3 della scuola) nel campo delle radiazioni ospedaliere e di tumori per fortuna se ne sono trovati pochissimi, e tutti quelli colpiti erano colleghi anziani che molto superficialmente non si proteggevano adeguatamente.
    Riguardo al Torio, non viene più sicuramente usato da quando io ho a che fare con i raggi X (1984), e molto probabilmente già prima era stato eliminato (almeno dove lavoro io).

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  8. Beh, in quanto a "medicine" radioattive, c'e' la storia del Radithor: un prodotto degli anni '20 costituito da una miscela di radio e torio in acqua distillata.

    La gente lo prendeva convinta che fosse un tonico, un po' come oggi facciamo con gli integratori dietetici.

    A scusante c'e' che a quel tempo non era affatto chiaro il rischio di una bassa esposizione alla radioattivita' per lunghi periodi di tempo: si pensava che gli effetti non fossero cumulativi (in effetti, sotto una certa soglia non lo sono, ma si pensava che la soglia fosse molto ma molto piu' alta di quella reale). In piu' l'errore non era tanto dei medici che prescrivevano quella medicina (anche se perfettamente inutile), quanto dei pazienti che ne abusavano (un po' come oggi quando si mangiano pasticche di multivitaminico come fossero caramelle...)

    Nel caso del Thorotrast riportato da WeWee, invece, ho letto di dosi annue da mani nei capelli, o piu' precisamente da guerra atomica: in questo articolo si parla di 25 rad/anno dopo una singola somministrazione (in unita' correnti 0,25 Gy/anno o 5 Sv/anno, visto che decade alfa); anche nel 1940, era una follia.

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  9. ottimo articolo, come sempre

    una riflessione: ma la medicina tradizionale non è quella che viene tramandata di generazione in generazione?

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  10. Ho visitato Santorini nel 1986, e tra le attrattive dell'isola c'era il bagno nelle acque termali del vulcano, particolarmente consigliate per la loro radioattività.

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  11. errata corrige: ThO2, non THO2 :)

    Oltretutto quasi tutti i "grandi errori della medicina" non sono stati provocati dalla testardaggine di un medico ma da chi ha fornito a quei medici uno strumento che era garantito come sicuro.

    dissentirei però da questa frase: intendere la Medicina come "scienza dei medici" è riduttivo, la Medicina è fatta da tutto il personale sanitario E dai ricercatori, nonchè dalla 'infrastruttura' che ci sta dietro.
    Probabilmente non è il caso del Thorotrast (visti gli anni, non credo che la legislazione vigente per l'approvazione di un farmaco fosse molto stretta), ma ora come ora chi assicura la sicurezza di un farmaco E' la scienza medica con i protocolli che si è autoimposta, e se un farmaco 'sfugge' (come può essere stato per il talidomide, o per i cox2-inibitori più recentemente) è perchè i protocolli non sono adatti.
    Infatti si continuano ad aggiornare ;)
    Quindi adesso la colpa E' della Medicina, ma perchè questa è umana e quindi sbaglia.
    La buonafede si vede proprio dall'adattamento continuo :)

    @ Vittorio
    visto che sei del campo: a me avevan citato anzi che pare che l'esposizione cronica a livelli veramente minimi potesse avere dei vantaggi, ipoteticamente inducendo l'overespressione delle proteine di difesa dal danno al DNA, come ipotesi dell'ormesi.
    Ti chiedo se ne sai qualcosa, e se questa è "una teoria affascinante ma senza alcuna forte prova, almeno al momento", perchè a cercare su pubmed ho trovato tutto e il contrario di tutto...

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  12. @Thhh
    Non ho mai sentito questa cosa, e di primo acchito la giudicherei una fesseria (con tutto il rispetto per te e chi può avertela detta). A me a suo tempo hanno insegnato (e tutt'oggi ai corsi d'aggiornamento continuano a dircelo) che basta un (1) fotone a produrre un tumore. Se il fotone colpisce l'elica del DNA nel punto giusto, e l'elica non riesce a ripararsi (o i macrofagi non riescono a distruggere la cellula malata) può bastare quell'esposizione al singolo fotone a produrre il danno. Da questo punto di vista, inoltre, e credo che Weewe lo potrà confermare, negli ultimi anni c'è un costante aumento dei tumori tipo melanoma generati da esposizione ai raggi solari. Come immaginerai l'esposizione ai raggi solari corrisponde a una blanda dose di radiazioni, e difatti i risultati (purtroppo) si vedono. Ovviamente tale statistica è su tempi troppo brevi, in quanto la moda di prender sole tutto l'anno è materia degli ultimi 30-40 anni, che sarebbe un tempo sufficienti per far statistica, ma non nel caso dei tumori che hanno tempi di latenza dell'ordine dei 20 anni.

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  13. ma la medicina tradizionale non è quella che viene tramandata di generazione in generazione?

    In realtà no. Medicina "tradizionale" è uno dei tanti modi per differenziare la medicina dalle cure alternative. I termini corretti dovrebbero essere Medicina e Pseudomedicina ma non sono comunemente compresi con la differenza di cui sopra, così si utilizzano termini come medicina tradizionale, standard, ufficiale, convenzionale, eccetera.
    Allo stesso modo un guaritore viene definito come medico non convenzionale, alternativo, naturopata, eccetera...
    :)


    ThO2, non THO2

    Correggo, grazie.

    intendere la Medicina come "scienza dei medici" è riduttivo, la Medicina è fatta da tutto il personale sanitario E dai ricercatori, nonchè dalla 'infrastruttura' che ci sta dietro.

    Infatti. Solo che quando si parla di "errori medici" si pensa all'ultimo anello della catena mentre molte volte il problema è a monte. Soprattutto nei "grandi errori" quelli di cui tratteranno questi articoli.

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  14. @wewee

    sai cosa mi confonde? la definizione "medicina tradizionale cinese" per indicare quelle tradizioni pseudomediche cinesi come assumere polvere di drago (cioè di fossili) o pezzetti di pene di tigre...

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  15. Questa del liquido radioattivo utilizzato per le radiografie l'avevo già sentita, un terribile errore, frutto sia della leggerezza di chi l'ha approvato sia delle scarse conoscenze dell'epoca sugli effetti a lungo termine. In ogni caso è proprio in seguito a episodi come questo che il controllo sui farmaci si è fatto molto più intenso e guardingo.

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  16. @vittorio
    tranquillo, non m'offendo :D
    sì, è giusto che un solo fotone, nel posto giusto, se non riparato, basta per far partire la carcinogenesi.
    L'ipotesi è che, siccome noi si è già bombardati quotidianamente da una radiazione di fondo, dalla quale ci difendiamo con i suddetti enzimi riparatori, un aumento di questa "radiazione di background" (come può essere un'esposizione cronica a bassissime dosi) possa indurre ulteriormente la sintesi del sistema riparatore, come risposta a stress, e che la "quantità indotta" sorpassi l'aumento del rischio, risultando infine protettiva.
    Se non la conosci fa' nulla, sto cercando info a riguardo ma su pubmed con hormesis radiation mi compaiono un duecento articoli, la vedo un po' lunga farsi un'idea XD

    tornando IT
    http://www.oobject.com/category/radioactive-products/
    collezione di svariati oggetti del periodo "wow! è RADIOATTIVO!", tra cui spiccano un gelato al gusto uranio, il piccolo chimico radioattivo, i preservativi radianti (bisogna ammettere che il rischio di prole non voluta s'abbassa sensibilmente!) e, siccome non potevano mancare loro, il farmaco all'uranio omeopatico! -beh, per una volta tanto, è più salubre

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  17. Posso comperarli tutti quegli oggettini radioattivi?

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  18. Thhh quella pagina è spettacolare, merita un piccolo post a futura memoria.
    Grazie!

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  19. di niente, è solo un piccolo tassello nel grande mosaico della conoscenza. Che, a questo punto, deve essere MOLTO grande e prevedere molti offtopic U_U

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