sabato 23 maggio 2015

Autismo e vaccini: giustizia giusta, pigra o ingiusta?

[aggiornato dopo la pubblicazione iniziale]

Dell'argomento vaccini-autismo ho parlato diverse volte, non serve quindi ribadire come, scientificamente, non vi sia alcun nesso dimostrato tra vaccinazioni e comparsa di sintomi appartenenti allo spettro autistico, se già l'origine di questa ipotesi è truffaldina, chi la diffonde lo fa per leggerezza o precisi interessi personali. Gli studi sono sufficientemente chiari (e tanti, riporto solo la posizione dell'OMS come se fosse un riassunto) per poterlo affermare e chiunque si avvicini all'argomento in buonafede non potrà che esserne convinto. C'è un aspetto però che può disorientare, quello giuridico.
Sono diverse infatti le sentenze che ammettono un nesso tra disturbo autistico e vaccinazione ed una, recente, ha riacceso una controversia che, a livello scientifico, non esiste, è una vera e propria finta controversia (fintoversia), creata ad arte per ottenere denaro nelle cause giuridiche di richiesta risarcimento o indennizzo.
Queste sentenze sono emesse in seguito a denunce di famiglie che vivono questo problema e che per il presunto danno patito richiedono un indennizzo in denaro. L'argomento, avendo una base fondamentalmente giuridica, può sembrare estraneo a quelli abitualmente trattati in questo blog ma visto che un giudice per decidere su un tema medico si affida ai pareri di medici (quindi a pareri che devono essere equilibrati ed onesti ma soprattutto attendibili dal punto di vista scientifico), può essere interessante analizzare i motivi che creano tale differenza tra le conclusioni scientifiche e quelle giuridiche.
Il punto principale è rappresentato da due concetti, semplici ma spesso non considerati: le conclusioni scientifiche e le nostre conoscenze mediche, non sono decise in un tribunale o per sentenza. Inoltre le "strade" della scienza sono completamente diverse da quelle della giustizia, quest'ultima ha regole e norme che hanno poco o niente a che vedere con gli aspetti scientifici di un fatto.

Bisogna ricordare inoltre che la maggioranza delle leggi sono "interpretabili" e che un giudice, non essendo uomo di scienza, si basi su "perizie" (ovvero su relazioni di esperti o presunti tali, quindi elementi non per forza oggettivi o corretti), può fare capire perché la decisione "giuridica" possa essere così diversa da quella "scientifica" e perché una decisione è, a volte, completamente diversa da un'altra: sono tante infatti le sentenze che ammettono questo nesso, poi ribaltate in un successivo appello o altre che questo nesso lo smentiscono (l'ultima è recentissima) da subito. Naturalmente fanno più notizia le sentente favorevoli al risarcimento rispetto a quelle sfavorevoli e per questo le prime sono molto più conosciute.
Cercherò di spiegare perché tutto ciò può accadere, le contraddizioni (dal punto di vista medico) delle decisioni dei tribunali e le differenze tra una sentenza ed un'altra, con degli esempi che mostrino come si assista anche a conclusioni apparentemente discordanti.
Prima di iniziare però una premessa è doverosa: i vaccini sono dei farmaci, molto sicuri e testati, sottoposti a controlli e criteri di fabbricazione particolarmente severi ma come tutte le sostanze del mondo possono provocare reazioni allergiche ed effetti collaterali (letteralmente rarissimi). Per chi ha subìto un danno da vaccino esiste una legge che lo risarcisce ed è giusto sia così (la stessa legge risarcisce chi ha subìto un danno da trasfusione, per esempio una malattia infettiva). Questo non condiziona la discussione, il fatto che sia corretto risarcire chi subisce un danno da vaccino non cambia il fatto che i vaccini siano tra i farmaci più utili e sicuri al mondo, come non cambia il fatto che le trasfusioni salvano migliaia di vite umane. L'unico dato scientifico che possiamo dire sufficientemente accertato è che tra vaccinazioni ed autismo non vi è alcun nesso. Analizziamo quindi i casi in cui questo dato è stato smentito clamorosamente da un tribunale.

Iniziamo dalle decisioni del giudice con alcuni esempi pratici.
Una di queste sentenze più note (perché richiamata diverse volte dai media) è quella del tribunale di Rimini del 2012.
Per quanto scritto i fatti si sarebbero svolti così: il bambino si sarebbe vaccinato nel marzo 2004 manifestando disturbi molto vaghi ("nervosismo e diarrea", come si può vedere sintomi molto generici, comuni e non chiaramente imputabili alla vaccinazione, il "nervosismo" in un bambino piccolo sarebbe da definire meglio). Nel 2004-2005 è riferito "grave disagio psico-fisico" (non meglio specificato), nel 2007 si stabiliva la sua invalidità (quindi si presume a 3 anni circa), nel 2008 un medico (dott. Niglio) certificava che il problema del bambino fosse riconducibile alle vaccinazioni e questo era confermato l'anno successivo da un altro medico, il dott. Montinari. Un altro medico inoltre, certifica che il bambino avesse un alto livello di anticorpi antimorbillo, particolare che mostrerebbe come la vaccinazione antimorbillo potesse aver avuto un ruolo nell'autismo del piccolo. Quest'ultimo medico è il dott. Franco Verzella.

Il dott. Verzella certifica: il bambino ha un alto livello di anticorpi antimorbillo.

Chi è Franco Verzella?
È un medico con chiare e note posizioni antivaccino che "cura" l'autismo con il "metodo DAN!" (una pseudocura senza alcuna base scientifica, costosa, pericolosa ed inutile, a base di diete e chelazione), "cura l'autismo" ma è un oculista che sostiene:

"Le principali concause comprendono: il drammatico aggravamento dell’inquinamento,  ambientale ed alimentare, che attualmente ha raggiunto valori assolutamente non controllabili,  ben al di là della nostra capacità di registrarne i livelli e di controllarne gli effetti, regimi  alimentari “antibiologici”, promossi dalla pubblicità, antibiotici distribuiti in serie appena  compare la febbre, un mal di gola o un’otite, e poi campagne vaccinali governative contrarie ad  elementari criteri di fisiologia, per la precocità e frequenza dell’intervento, la mancanza di  discrimine in relazione all’individualità biologica, allo stato immunitario quando si tratta di  praticare i richiami ed infine all’uso di additivi tossici, quali il mercurio e l’alluminio."

Qual è il problema? Che Verzella ha deciso arbitrariamente che il livello di anticorpi sia "eccessivo", visto che non esiste un "livello limite" (casomai esiste quello minimo ma non un livello massimo, essendo il valore molto variabile e soggettivo).
In ogni caso, questo medico, ha un evidente e noto conflitto di interessi, le sue posizioni non sono certo "neutrali" o "equidistanti" sull'argomento vaccini e non si può certo affermare di trovarsi davanti ad un esperto di autismo o di vaccini.
I genitori del bambino chiedevano all'azienda sanitaria locale un indennizzo per questo presunto danno, domanda respinta perché il vaccino trivalente (morbillo, parotite, rosolia, MPR) non era tra quelli obbligatori (la legge sui risarcimenti dei danni da vaccino si riferisce esplicitamente a trasfusioni, vaccini o farmaci emoderivati obbligatori). Questo rifiuto comportava ricorso (l'oggetto di questa sentenza) trasformato in sentenza di indennizzo dal tribunale di Rimini.

La sentenza riminese quindi, non ammette in senso stretto il nesso vaccini autismo (doveva piuttosto giudicare se il fatto che la MPR non fosse una vaccinazione obbligatoria esonerasse lo Stato a risarcire il bambino e questo la sentenza non lo smentisce perché, anche se non obbligatoria, si tratta di una vaccinazione "incentivata" dallo Stato) ma lo fa lo stesso. Sostiene infatti di considerare attendibili i giudizi del CTU (consulente tecnico d'ufficio, il "perito" in un processo) che si è basato sul suo esame personale e sulla "letteratura specialistica aggiornata". Sarebbe curioso sapere a quale "letteratura aggiornata" si sia rifatto lo specialista, visto che la letteratura scientifica sul tema è praticamente concorde nel respingere il nesso vaccino-autismo e nella stessa sentenza è scritto che nessun documento medico convalida questa conclusione se non quello del 2008 del dott. Niglio.

Stralcio della sentenza riminese

Ecco l'esempio pratico. Se il tribunale conclude con proprie considerazioni sul fatto che l'indennizzo sia dovuto nonostante la "non obbligatorietà" del vaccino trivalente, per quanto riguarda il nesso di causalità (ovvero se l'autismo è davvero collegato alla vaccinazione) si rifà (si deve rifare) alle considerazioni dei periti: ambedue hanno certificato che il problema di salute del bambino fosse riconducibile alla vaccinazione. Qualcuno potrebbe chiedersi chi fossero i due "esperti" consultati dal tribunale (alla fine, che una decisione giudiziaria che dipende dai loro pareri sia corretta, sarebbe interesse di tutti), vediamo il primo, il medico che ha certificato l'origine vaccinale della patologia presa in esame, si chiama Fabrizio Niglio: medico legale ed ematologo, partecipa a convegni organizzati da associazioni antivacciniste, con relatori noti (i medici Gava e Serravalle) per le loro posizioni antiscientifiche (omeopatia, antivaccinismo) ed avvocati specializzati in cause di questo tipo, nei quali si parla di "omeopatia per curare l'autismo". Non sembra quindi una persona priva di conflitti di interesse. Il secondo certificatore è il dott. Massimo Montinari: medico conosciuto per le sue posizioni antivacciniste, già noto per aver redatto la perizia del tribunale di Maglie che decretava "l'efficacia" della cura Di Bella, sostiene di curare l'autismo con le diete e l'omotossicologia (variante dell'omeopatia), anche qui mi sembra che il conflitto di interesse sia palese. Montinari è il perito di molti processi sul tema ed è già noto alle cronache per questo motivo.

Con premesse di questo calibro, secondo voi, quale tipo di consulenza avrebbe letto il giudice? Quando si parla di "lobby del farmaco" o "pressioni" che possano condizionare le decisioni più importanti, questo vale anche in questo caso con pressioni opposte?
Tra parentesi, dopo il "chiasso" mediatico suscitato da questa sentenza, silenzio assoluto sull'appello, chiesto dal ministero della salute, nel quale la stessa sentenza è stata ribaltata, nessun nesso tra vaccinazione ed autismo.

Ma passiamo ad un'altra sentenza. Presso il tribunale di Pesaro è successa praticamente la stessa cosa, un presunto "danno da vaccino" (di tipo autistico) ammesso all'indennizzo. Chi sono in questo caso i periti?
Nessun medico aveva collegato la vaccinazione del bambino con la comparsa di autismo, il primo fu un certo...dott. Niglio, sì, lo stesso della sentenza precedente.
Lo stesso medico (con la dott. Tomassini e la dott. Badolato) è perito del tribunale, anche qui la "letteratura scientifica" dimostrerebbe il nesso vaccini autismo, è addirittura citato come "prova" a favore di questo nesso, persino lo studio di Wakefield che, come credo sia noto, è ormai esempio di cattiva scienza, essendo stato provato come si sia trattato di una frode scientifica consapevole e fatta a scopo di lucro, un falso studio che Wakefield ha pagato con la radiazione dall'ordine dei medici del suo paese. Leggiamo una parte della perizia:
negli anni successivi altri studi hanno confermato le tesi di Wakefield. Il più noto accreditato è uno studio condotto in Danimarca nel 2004, che dimostrò inequivocabilmente come i bambini danesi siano passati da una media di 18,8 casi di autismo ogni 100,000 abitanti negli anni 80-85 (prima della vaccinazione MPR di massa, che iniziò nel 1987) a 146,4 casi nel 2002. Alcuni studi sul vaccino MPR affermano non solo che esso possa scatenare l’autismo ma anche selezionare mutazioni di pericolosi virus morbillosi.
Gli studi di Wakefield, in realtà, non sono mai stati confermati (ma anzi, sono stati decisamente smentiti) e non esistono studi (seri) che affermino che il vaccino trivalente possa scatenare l'autismo, come qualcuno (sempre gli stessi) dice.
Per quanto riguarda lo "studio condotto in Danimarca" (non è citato quale nella perizia), il più noto è uno studio del 2003 che conclude come vi sia effettivamente un aumento di casi di autismo ma sottolineando come non vi sia nessun collegamento con i vaccini. Ecco come trasformare un dato in ciò che si vuole e, se il perito si riferisce a questo studio, qui si parla di comprensione di base della lingua inglese. Come può uno studio falso, diventare prova di qualcosa? Da notare come lo stesso avvocato di parte dichiara con tranquillità di "essere a contatto con Wakefield", per dire su cosa si basano questo tipo di vicende.

Ma leggiamo un altro passo della perizia:
Di fatto, fino ad oggi, da questa diffusa “empasse” [sic] letteraria, emergono risultati contrastanti che diventano motivo di inevitabili sperequazioni, ma è vero che, in molti casi, quand’anche le ricerche non abbiano ancora dimostrato una sicura correlazione tra i vaccini e la sindrome autistica, emergono comunque elementi storico-clinici e dati statistici che non possono essere ignorati.
In realtà, in medicina, non vi è alcuna "impasse" letteraria, non vi sono "risultati contrastanti" e di "sperequazioni" ne trova solo il perito, visto che la comunità scientifica è compatta nel rigettare il nesso tra vaccini ed autismo, di controversie su questo tema, praticamente non ce ne sono e chi lo sostiene o è poco aggiornato o dice una falsità. Non ci credete? Fatevi mostrare un solo studio pubblicato su rivista scientifica importante (non su quelle "paga e pubblica") che mostri un collegamento tra vaccinazioni ed autismo, non esiste.

Prima del vaccino il bambino stava bene, dopo no, quindi il nesso è altamente probabile
Ma il giudice, si sa, non può certo iniziare una ricerca bibliografica o chiamare periti all'infinito, gli "esperti" hanno detto quelle cose e lui si adegua decidendo di conseguenza, può però essere utile notare una fallacia che farebbe inorridire qualsiasi scienziato o medico: il giudice nota come prima della vaccinazione il bambino godesse di buona salute mentre dopo no, sarebbero comparsi i sintomi dell'autismo, quindi è altamente probabile che l'autismo è stato causato dalla vaccinazione. Queste conclusioni, apparentemente (o evidentemente?) implausibili, hanno forse una giustificazione "giuridica" ma sono scientificamente assurde, ma non sono le uniche, basti pensare ad un caso di indennizzo assegnato per lo stesso motivo (mancano cause certe dell'autismo quindi, molto probabilmente, sarà stato il vaccino) ma dando la colpa alla vaccinazione antipolio (che nemmeno gli antivaccinisti hanno mai collegato all'autismo).

Sentenza Busto Arsizio: non ci sono cause conosciute, quindi...
Mi chiedo cosa accadrebbe se migliaia di genitori facessero causa ai produttori di biberon sostenendo che dopo il suo uso il bambino avrebbe manifestato problemi di salute.
Cause giudiziarie di questo tipo ne esistono tante, quella che ultimamente è risuonata nelle pagine dei giornali nostrani ha fatto scalpore perché il magistrato inquirente ha disposto un'indagine molto estesa sulla possibilità che i vaccini causino l'autismo. Qual è il perito di quest'ultima causa? Il dott. Montinari, ancora lui, con l'aggiunta che in questo caso anche il pubblico ministero che indaga, ha partecipato a convegni antivaccino (con lo stesso Montinari). L'ultima sentenza in ordine di tempo è sempre relativa al tribunale di Rimini (stavolta relativa ad un caso di epilessia, giudice Lucio Ardigò, il ministero della salute non si è presentato all'udienza) e chi è il perito di parte che ha stilato la perizia? Ok, neanche a dirlo, Montinari. Per come siano affezionati a lui certi avvocati e giudici, sembra non vi siano in Italia altri esperti di vaccinazione, considerando anche che lui, esperto sul tema, proprio non è.

Ecco, forse sono riuscito a spiegare i fatti così che ognuno possa farsi un'idea personale e finalmente capire (si spera) perché un giudice possa prendere decisioni apparentemente così incredibili ed antiscientifiche.
Ci sarebbe semplicemente da porsi una domanda: se i periti sono dichiaratamente antivaccinisti, se occupano posizioni che vanno contro le moderne conoscenze scientifiche, non sono neanche esperti di vaccinazione (epidemiologi? Immunologi?), se hanno chiari conflitti di interesse, se il giudice applica criteri non scientifici ("post hoc, propter hoc"), che sentenze possiamo aspettarci?
Un giudizio, non dovrebbe essere, pur ascoltando le varie posizioni, ripulito da eventuali condizionamenti?
Come si può fare giudicare se un vaccino ha causato l'autismo chi vende le (false) cure per "guarire l'autismo causato da vaccini"? Non è quantomeno "singolare" come scelta?
Che tutto si basi su "illazioni" può essere anche il motivo per il quale le sentenze possano essere diverse le une dalle altre. Può spiegare anche perché in certi casi si arrivi a vicende opposte.
Come successo in Inghilterra, dove un gruppo di genitori ha denunciato il proprio avvocato (specializzato, come quelli nostrani, in "risarcimento per danni da vaccino") per "ingiusto arricchimento" perché dopo anni e tante spese, la propria richiesta di indennizzo è stata respinta.

Conclusione ancora più "scioccante" sempre nel Regno Unito.
Una mamma, nota negli ambienti antivaccino e fervente seguace di Andrew Wakefield (l'ex medico citato prima, fonte dei periti italiani) è stata denunciata e condannata per aver finto che il problema autistico del proprio figlio fosse conseguenza della vaccinazione, la madre ha mentito pur di ottenere risarcimenti in denaro. Dice il giudice inglese:
"Non ci sono evidenze che il suo disturbo sia stato causato dalla vaccinazione MMR. I racconti dei suoi genitori circa la sua reazione avversa alla vaccinazione sono inventati”.
La donna è stata pesantemente criticata per aver sottoposto il figlio a cure per l'autismo assolutamente inutili, che hanno visto il ragazzo sottomesso ed "usato" per le illazioni materne. Tra le cure: diete e omeopatia, non vi ricorda niente?

La truffa è stata scoperta dal giornalista inglese Brian Deer, lo stesso che smascherò Wakefield, la donna ha passato anni a "lottare" come "mamma antivaccino", denunciando aziende farmaceutiche ed ospedali per ottenere un risarcimento, finché non si è scoperto che l'autismo del figlio non aveva nessun nesso con la vaccinazione, madre condannata. Incredibile come si possa arrivare a conclusioni così diverse in tribunale, vero?

Questo però è un argomento tabù. Nessuno avrebbe il coraggio di affermare che una mamma possa mentire o fingere sulla salute del figlio, per denaro poi, inconcepibile, eppure succede. Anche in Italia.
Non è facile capirlo, ma in questo caso probabilmente il giudice aveva qualche competenza o avrà consultato periti più "neutrali" o si è semplicemente fidato della scienza.
Non si sa. In ogni caso è tutto triste. Che decisioni così importanti debbano dipendere non da dati chiari ma da posizioni personali e non universali è un danno per tutti.
Ma forse tutto può essere spiegato non con più casi di "cattiva giustizia" ma spesso con "semplici" e venali interessi di una delle parti che ignorano consapevolmente la realtà. È il lavoro di avvocato che forse giustifica questo comportamento [edit: il codice deontologico vieta espressamente agli avvocati di produrre prove false, (cod. deontologico forense, art. 50 "dovere di verità")] ma quello del medico? Ignorare lo stato dell'arte è una grossa mancanza (volontaria?) da parte di un perito.

Un medico che oggi sostenga che un vaccino possa causare autismo o è ignorante o mente ed ognuna delle due ipotesi è gravemente dannosa per gli interessi di tutti, economici e medici e forse, a questo proposito, può essere importante ricordare che il perito di un processo, giura di attenersi ai fatti e di dire la verità.
Le decisioni dei giudici quindi (che hanno diretta conseguenza sulla società) dovrebbero essere basate solo su pareri seri, competenti, onesti e sinceri.
Il problema quindi non è scientifico (non strettamente almeno) quanto legato alla competenza ed alla buonafede di chi è chiamato a dare il proprio parere in campo giudiziario, soprattutto quando si parla di risarcimenti. Non sarebbe il caso di chiamare a dare il proprio parere solo chi non ha palesi conflitti di interesse?

Questi episodi non succedono solo nell'ambito della vicenda "vaccini-autismo" ma anche in molte altre cause che prevedono risarcimento o rimborsi per cure non scientifiche (vedi "metodo Di Bella").
In questo ambiente infatti, le somme di denaro in gioco rappresentano per forza un interesse per qualcuno e, se nell'eventualità che un vaccino provochi un danno (evento rarissimo) è giusto e sacrosanto risarcire chi l'ha subìto e questo ha una legge a sancirlo, quando è chiaro il tentativo di ottenere un indennizzo ingiusto (a danno di tutti i cittadini) siano perseguiti coloro che mentono sapendo di mentire, sono un danno per la collettività, le casse dello Stato e, indirettamente, per la salute collettiva e del singolo.

Ricordo che la frode vaccini-autismo, nacque da un avvocato implicato in una causa per risarcimento che cercava "studi" (mai esistiti) che la supportassero e che ha pagato un medico per "crearne" uno.

...e visto che il curriculum e l'attività di questi periti è noto e pubblico, che nessuno dica "non lo sapevo".

Alla prossima.

giovedì 30 aprile 2015

Ingannati

Vi siete mai chiesti come mai esistono tante persone che raccontano di effetti meravigliosi di finte medicine o di cure non reali?
Come mai in tanti dicono "su di me ha funzionato" a proposito di omeopatia o agopuntura?
Perché c'è chi racconta effetti da sedute da un pranoterapeuta o un guaritore?
Non sarà che "la scienza ancora non conosce tutto"?
La scienza sicuramente ancora non conosce tutto e sicuramente ancora è ad un livello minimo rispetto alla conoscenza "totale" ma credere che qualcuno possieda un fluido magico nelle mani (come nel caso dei pranoterapeuti) o che lo zucchero possa curare le malattie (come nel caso dell'omeopatia) è davvero ingenuo. Se le prove dicono che una "cura" non ha effetti, perché c'è sempre chi dirà che gli effetti li ha avuti personalmente?
Tra le tante spiegazioni possibili, dall'effetto placebo agli errori di valutazione, la possibilità che quella giusta sia la più complicata, ovvero che tutti gli studi e l'evidenza sbaglino, è davvero difficile.
L'effetto placebo lo conosciamo più o meno tutti. "Fare qualcosa", soprattutto "prendere una medicina" quando si sta male, è già un modo per "curarsi", anche se in realtà non si "prende una medicina" vera. In realtà, in caso di placebo, non assumiamo nulla di "funzionante", nessun principio attivo e quindi non c'è una sostanza con un effetto reale, oggettivo dal punto di vista materiale ma la sostanza scatena in noi una serie di meccanismi fisiologici, psicologici e comportamentali che possono ottenere un miglioramento, a volte reale, a volte solo percepito.
Questi miglioramenti sono talmente reali da essere addirittura misurabili!
Ma esistono altre spiegazioni. Se ad esempio studiamo una pratica non scientifica e gli esperimenti ci dicono che non funziona, questo significa che su 100 prove (sto semplificando), solo 2 hanno mostrato risultati, ovvero la cura non ha efficacia perché quei due miglioramenti potrebbero essere dovuti a qualsiasi altra cosa. Le due persone migliorate però potranno giurarci: la cura è servita. Un'altra spiegazione è che spesso si confondono avvenimenti normali e conosciuti con gli effetti di qualcosa che abbiamo fatto. Se incrociamo le dita ed un esame ha esito positivo, incrociare le dita "porterà fortuna", lo abbiamo visto con i nostri occhi ma senza riflettere che probabilmente quell'esame sarebbe andato bene facendo qualsiasi cosa o anche niente.

La cosa più affascinante è che meglio è "ingannata" la nostra mente, migliore sarà il risultato. Una puntura di acqua avrà più effetto di un bicchiere d'acqua ed uno sciroppo amaro funzionerà sul mal di testa meglio di uno sciroppo dolce, questo perché l'amaro è un sapore talmente intenso da colpire più efficacemente la nostra psiche. Qualcuno forse non sa che tra i rimedi popolari per il mal di testa vi è il caffè. Questa non è un'invenzione, la caffeina ha effettivamente un blando effetto contro le cefalee ma la "saggezza" popolare ha trovato il modo di renderla più potente. Il limone. Mettere un po' di succo di limone in una tazzina di caffè, rende questa bevanda disgustosa (volete provarci?), imbevibile. Il sapore orrendo della bevanda la rende "potentissima". In realtà non vi è alcun motivo per cui l'aggiunta del limone debba aumentare l'effetto della caffeina, è lo "shock" nel bere quell'intruglio a "convincerci" che "deve" funzionare. Per lo stesso motivo, quando la medicina non aveva tante armi, la maggioranza delle pozioni e degli intrugli da bere avevano un saporaccio. Fateci caso: tutte le medicine che si basano sull'effetto placebo, spiegano il loro meccanismo di funzionamento in maniera contorta, complicata. Se l'Aspirina funziona perché ha effetto "anti infiammatorio", il granulo omeopatico funziona perché "esso ha in sé il quadro della malattia, in quanto la può provocare nel soggetto sano" (copiato da un sito di una società di omeopatia). Come fa un granulo di zucchero ad avere "il quadro della malattia"? Non si sa e gli omeopati non lo spiegano.
Questo meccanismo però è talmente incomprensibile che chi lo legge può pensare "io non ci capisco niente ma se lo dicono loro...".

L'effetto placebo ha infatti una serie di elementi che possono potenziarlo, si chiamano "rinforzi" e servono a dare più potenza ad una "cura". Se l'omeopatia funzionasse (se quindi lo zucchero avesse reali poteri curativi), perché assumere la caramellina una volta ogni 6 ore, senza aver mangiato nulla prima o dopo, non lavarsi i denti, non usare alimenti piccanti o irritanti, non toccare con le mani e così via? Questi sono i "rituali" che consentono al "granulo" omeopatico di essere "magico", di funzionare di più.


Perché un pranoterapeuta deve "concentrarsi", creare l'atmosfera (luci, profumi, suoni...) e mostrarsi stanco alla fine della "seduta?
Se io da medico somministrassi un farmaco potentissimo dicendo "lo prenda, tanto non serve a nulla, ha pochissimi effetti", molto probabilmente otterrei risultati di parecchio inferiori a quelli che si attendono da quel farmaco.
Il nostro cervello è assolutamente "condizionabile" da questo punto di vista. Riesce persino a dare il merito di una guarigione, di un effetto a qualcosa che non lo ha. Pensate agli effetti dell'usatissimo "bicchiere d'acqua". Uno svenimento, un attacco d'ansia, una paura e..."prendi un bicchiere d'acqua, vedrai, ti passerà".
...e le carezze della mamma? Il "bacino sulla bua"?
Il nostro cervello cerca semplicemente qualcosa a cui aggrapparsi per "stare meglio" e quando sta meglio cerca qualcosa a cui aggrapparsi per darle il merito.
Ecco perché molti placebo funzionano ed ecco perché moltissime "finte cure" sembrano funzionare.


Ho raccontato qualche giorno fa, su Facebook, un episodio della mia gioventù, lo ripropongo:

Anni fa ero con un gruppo di amici, essendo medico si può capire come ogni occasione sia buona per chiedermi consiglio: "ho un po' di debolezza...", cosa significa un dolore qui?", "mi fa male la testa...". In una di queste discussioni, parlo con un mio caro amico, inizia a raccontarmi di un dolore comparso alla schiena, poco sotto la spalla destra, acuto, che durava da almeno una settimana. Gli faccio alcune domande, stava bene, nessun disturbo particolare, niente sintomi preoccupanti, allora gli dico che probabilmente si tratta di un dolore muscolare, un piccolo strappo, forse un dolore articolare, in genere passeggero, se non fosse passato in pochi giorni sarebbe stato meglio chiedere al suo medico. Ma il mio amico non molla (gli "amici dei medici" insistono!) e mi chiede cosa avrebbe potuto prendere, forse una pillola per farlo passare o meglio una pomata...era fastidioso...non riusciva ad alzare il braccio...e se fosse qualcosa di preoccupante? Basta, il mio amico non si tranquillizzava...gli dico allora di girarsi, che conosco una manovra che si fa solo in casi particolari, che però doveva prepararsi perché a volte è violentissima. Gli faccio alzare il braccio sopra la testa, lo tocco un paio di volte sotto la scapola, gli dico di respirare a bocca aperta e poi trattenere il respiro, sollevare la testa, gli punto un dito sotto la clavicola e poi lo invito a mettersi in punta di piedi, faccio forza con una mano e gli riabbasso il braccio fingendo di essere molto concentrato. Stupore! Il dolore era sparito, io mi mostro un po' stanco come un "guaritore" dopo una seduta spiritica, il mio amico mi guarda allibito, agita le braccia, rilassa i muscoli...non aveva più male! Io non sono né un guaritore, né un fisioterapista, non conosco manovre segrete né manipolazioni per fare passare i dolori. Ho usato l'effetto placebo. Tutte le manovre, le "cerimonie" per farle, i consigli, le richieste precise, servivano per "rinforzare" il mio "condizionamento" (è un meccanismo noto), al mio amico probabilmente il dolore era sparito davvero, questo significa che io abbia poteri speciali o che il mio amico mentisse? No, significa che siamo molto condizionabili, tutti, sempre.

Per lo stesso motivo sentiremo dire che "su di me l'omeopatia ha funzionato" oppure, "un mio amico dopo aver messo una calamita sulla testa non ha più sofferto d'insonnia".
Secondo voi la camomilla ha effetti sull'insonnia?
Blandi, molto blandi, praticamente nulli, ancora di più se si pensa che la camomilla in vendita nei supermercati non è un "estratto" concentrato ma un semplice insieme di fiori secchi che hanno poco principio attivo. Per legge inoltre, i preparati erboristici non possono avere effetto terapeutico, sarebbero farmaci e non potrebbero essere venduti in giro e dovunque. Ma noi "sappiamo" (perché ce lo dicono, no?) che la camomilla "fa calmare" e così ci calmiamo. Siamo continuamente ingannati e ci lasciamo ingannare consapevolmente. Posso raccontarvi un altro episodio?

Qualche mese fa stavo visitando una signora in gravidanza, lei dice di ricordarsi di me ma io non avevo presente chi fosse. Mi racconta di quando, una sera, usai su di lei una "manovra" per farle sparire una colica renale (dolorosissima, era venuta al pronto soccorso, le avevano dato un antidolorifico, pochi minuti prima, ma niente, dolore sempre forte). Io non conosco manovre per fare passare le coliche e quindi le chiesi di farmi ricordare meglio. Mi raccontò che le chiesi di sedersi e le diedi due colpi ben assestati sui fianchi, uno a destra ed uno a sinistra. Poi andò a sdraiarsi in reparto.
Neanche 20 minuti e quel dolore sparì. La donna, contentissima, tornò a casa (non ebbi modo nemmeno di incontrarla di nuovo), perfettamente sana. La signora quindi pensò che la mia "manovra" sui fianchi avesse avuto effetto veloce e stupefacente.
In realtà non avevo fatto nessuna manovra "guaritrice", avevo semplicemente usato una notissima manovra, anche abbastanza banale, per diagnosticare la colica al rene, si chiama "manovra di Giordano" e consiste proprio nel dare dei colpi con forza sui fianchi, all'altezza dei reni. Il "colpo" risveglia il dolore e se questa manovra evoca aumento del dolore la diagnosi di colica renale è ancora più probabile. Per lei era mio il merito della sua "guarigione".
La donna, non conoscendo le manovre mediche, fece un collegamento semplice, immediato: i miei "colpi" avevano risolto il problema. Non aveva tenuto conto né del possibile miglioramento spontaneo né del fatto che poco prima aveva fatto un antidolorifico molto potente. Non sapendolo, aveva scambiato la mia manovra diagnostica per un gesto "curativo" e senza pensare all'antidolorifico già preso, diede a questa il merito del miglioramento."
Questo spiega perché in tanti sono (realmente) convinti che un portafortuna porti...fortuna, che un oroscopo indovini il futuro e che un guaritore faccia stare meglio con l'imposizione delle mani.
Queste cose sono ingannevoli ma noi siamo ingannabili.
Se credessimo fermamente ai poteri curativi di un talismano ed in caso di malattia assumessimo un farmaco tenendo in mano quel portafortuna, al miglioramento dei sintomi, sarà per noi molto alta la possibilità che la nostra mente dia "merito" del miglioramento al talismano e non ai farmaci. Questo fenomeno si può spiegare con il fatto che diamo più "fiducia" a ciò che "comprendiamo" rispetto a ciò che non capiamo. Siamo sicuri che il talismano funzioni, giustifichiamo così il suo potere, con la nostra "fede", non sappiamo se il farmaco sarà capace di fare lo stesso, anche perché non ne conosciamo le caratteristiche, i meccanismi per cui funziona...quindi tutti i meriti non possono che essere del talismo.
Un atteggiamento del genere si può notare in un interessante esperimento pubblicato sul prestigioso New England Journal of Medicine.

A dei pazienti con asma bronchiale è stato somministrato:
1) Il farmaco che si usa in questi casi.
2) Placebo
3) Finta agopuntura (aghi retrattili)
4) Nessun trattamento.

Secondo voi, qual è stato il trattamento realmente più efficace (misurando oggettivamente, con gli strumenti, i miglioramenti)? Eccolo:

Nell'ordine:


1) Farmaco (miglioramento sensibile della malattia).
2) Placebo, finta agopuntura (scarso miglioramento della malattia)
3) Nessun intervento (nessun miglioramento).

Non è incredibile? Se il farmaco ha funzionato, i placebo hanno funzionato più di "non fare niente" causando anche un minimo miglioramento.

Gli sperimentatori poi hanno sottoposto un questionario ai partecipanti allo studio, chiedendo con quale intervento si sono sentiti meglio, quindi una valutazione soggettiva, un'impressione personale. Sorprendente:

1) Farmaco, finta agopuntura, placebo (riferito miglioramento reale)
2) Nessun intervento (nessun miglioramento riferito).

Questo esperimento, non spiega i "miglioramenti" impossibili di tante false cure?

I pazienti, interrogati, avevano percepito un miglioramento con qualsiasi "terapia", da quella vera e quelle finte, tranne nel caso di nessun intervento. I trattamenti finti quindi, non li hanno fatti stare meglio ma loro lo hanno percepito lo stesso.
Questo esperimento dimostra perché spesso il "fare qualcosa" (qualsiasi cosa che somigli ad un trattamento) riesca già ad ottenere dei risultati ma mentre i risultati "veri" sono quelli dei farmaci, molti trattamenti non farmacologici (come l'omeopatia o certi tipi di medicine alternative) sembrano funzionare ma non lo fanno.
Se da un lato allora può essere utile assumere un "farmaco" inattivo, risparmiandosi così effetti collaterali, danni o intossicazioni, dall'altro è bene sapere che una cosa che non ha effetti negativi...non ne ha neanche di positivi ed ognuno sappia cosa conviene fare nel suo caso.

Alla prossima.

mercoledì 8 aprile 2015

Perché il complotto medico mondiale non è possibile e sarebbe stupido (e non converrebbe).

Visto che il tema del "complotto" medico va molto di moda, proviamo a spiegare perché è poco probabile. Ho già parlato in passato di compottismo, un fenomeno variegato e molto complesso ma restiamo in argomento, mi occuperò di analizzare il fantomatico e nebuloso complotto in medicina argomento di cui si sono già occupati altri divulgatori.

Esistono i "complotti" (definiamoli come "occultamento della verità per interesse personale e diffusione di una verità non corrispondente alla realtà")? Certo!
Molti episodi storici sono complotti e lo stesso può accadere in medicina o in campo scientifico.
Il fatto che li rende molto improbabili (tanto che la loro scoperta si trasforma in scandalo di grandi proporzioni) è che, al contrario di molti altri ambiti, la medicina (e molte discipline scientifiche) sono controllate da migliaia di persone in ogni nazione, milioni nel mondo ed a vario titolo e livello. È possibile falsificare dei dati (è successo), è possibile nascondere un risultato (è successo!) di una ricerca ma è impossibile farlo per sempre per il motivo che, quei risultati, saranno controllati da tantissime persone, ripetutamente ed a vari livelli. Per consentire che un complotto (o un semplice errore, anche in buonafede) si propaghi indisturbato dalla sua origine restando nascosto (il complotto è per definizione "segreto", "occulto"), servirebbe un accordo internazionale da parte di tutti i ricercatori e medici (ed operatori sanitari in generale) del mondo (o nel caso di un errore dovrebbe passare inosservato in tutti questi passaggi). Se quindi è possibile un errore o una frode di un ricercatore singolo non è possibile che questo sia "consentito" da tutta la comunità scientifica.
Se uno studio (appositamente falsificato o semplicemente sbagliato) dice che una sostanza cura una malattia, ci saranno migliaia di ricercatori al mondo che leggeranno lo studio, controlleranno i calcoli, rifletteranno sui risultati e le conclusioni (è quello che si chiama controllo della "comunità scientifica"). Questi controlli non sono per forza "ufficiali" (inizialmente lo possono essere, le riviste più importanti controllano gli studi che verranno pubblicati) o opera della comunità scientifica.
Una sostanza che ha passato il vaglio della scienza dovrà poi passare quello delle autorità. Per ottenere l'autorizzazione alla vendita di quel prodotto, l'azienda dovrà sottoporre gli studi e le prove di sicurezza ed efficacia alle autorità sanitarie (nazionali e poi supernazionali) ed anche queste devono controllare se i dati sono accettabili, corretti, confortanti. Siamo già a due livelli (diversi) di controllo.
Se quella sostanza alla fine è usata (quindi ha "sorpassato" il primo ed il secondo controllo), prima uno, poi cento e mille medici scopriranno che se è tutto vero o c'è qualcosa che non va. Anche questo è successo. Il caso del farmaco Talidomide, la cui pericolosità fu scoperta da un medico o quello del Vioxx i cui effetti collaterali, minimizzati dal produttore, furono poi evidenziati dalla comunità medica inducendo l'azienda ad ammetterli oppure quello del VFEND (Voriconazolo), un antimicotico che negli studi aveva mostrato ottimi risultati ma che proprio dei ricercatori misero in discussione smentendoli e costringendo l'azienda a limitare fortemente le indicazioni del farmaco. Un caso "noto" di complotto è relativo allo studio che, secondo il suo autore principale, faceva sospettare un collegamento tra vaccini ed autismo. L'autore, Andrew Wakefield, usò dei dati che egli stesso raccolse e poi, con l'aiuto di altri ricercatori, analizzò per finire il suo studio. Quando, grazie alle indagini di un giornalista, si scoprì che Wakefield aveva usato dati e fonti false, prima i suoi colleghi coautori dello studio, poi l'intera comunità scientifica, lo criticarono, respinsero, fino alla cancellazione dall'albo dei medici. Dovete sapere che la frode scientifica, per chi lavora con la ricerca, è considerata una colpa gravissima e difficilmente perdonabile: se un ricercatore falsifica una volta (e quindi può causare gravi danni alla salute pubblica) può falsificare sempre, per questo chi si macchia di questa colpa, resta in genere emarginato per sempre dalla scienza.
In questi anni gli episodi di controllo con esito positivo (sono state quindi scoperte irregolarità, errori o manipolazioni dei dati) sono stati diversi, tantissimi e non saranno mai troppi perché si parla di salute. Il controllo non si fa perché si sospetta disonestà dei ricercatori o delle aziende, è un sistema di sicurezza (tutti possono sbagliare e può esserci sempre il disonesto) che conviene a tutti (oltre ad essere uno dei capisaldi del metodo scientifico) ed è per questo che un ricercatore che dice di aver fatto una scoperta o un'azienda che dice di aver prodotto un farmaco efficace deve seguire i passi previsti dal corretto percorso scientifico. Chi non lo fa ha, evidentemente, qualcosa da nascondere.

Chi si pone al di fuori del metodo scientifico si porrà al di fuori anche dei controlli perché semplicemente non gli convengono. Per questo si vedranno tutti i ciarlatani sfuggire il sistema di controllo, evitare di pubblicare le loro scoperte, non fornire dati e quando si forniscono farlo in maniera imprecisa, scorretta, non statistica. Tipica l'autoreferenzialità, ovvero fornire dati selezionati e provenienti da un'unica fonte, lo stesso ciarlatano che quindi, "controlla se stesso".
Il ciarlatano potrebbe pubblicare un resoconto nel quale compaiano due persone migliorate con la sua "cura" e lo sventola come "prova" che la stessa sia efficace. È una cosa che colpisce chi non mastica scienza (e statistica). I miglioramenti possono essere dovuti ad un'infinità di cause, anche quelli più impressionanti. Sappiamo poi quanti miglioramenti ci sono stati nel totale dei casi trattati? Se ho curato con la mia "terapia" 10.000 persone e di queste sono migliorate in due, si può dire che si tratta di un forte insuccesso ma se mostro solo quei due casi come "esempio" di funzionamento, sto barando e mi fido del fatto che chi non conosce la statistica non rifletterà sul fatto che esistono 9998 persone che non hanno avuto nessun miglioramento.
Facciamo un esempio pratico.
Sicuramente conoscete il cosiddetto "metodo Stamina". Non vi sono guarigioni certificate e controllate né miglioramenti certi e dovuti con sicurezza alla cura. I "miglioramenti" di cui parla qualcuno sono "certificati" da medici privati, singoli professionisti, sanitari che hanno avuto in cura alcuni pazienti. Questo non ha alcun valore scientifico, è un dato soggettivo, non oggettivo, anche se presumiamo l'assoluta buonafede di chi ha rilasciato quelle certificazioni. Questo sì che può portare a false conclusioni: complotti e segreti nascono proprio dalla mancanza di controllo comune.
Non solo.
Non conoscendo l'esatta composizione del metodo (i proprietari di Stamina non ne hanno mai diffuso la composizione) non sappiamo neanche a cosa sono stati sottoposti quei pazienti e non sappiamo nemmeno se quella "infusione" abbia causato effetti collaterali perché non vi è un controllo che serva a dimostrarlo, nessuno al mondo può controllare, riprodurre o sperimentare il "metodo Stamina", semplicemente perché un metodo non esiste.

A rigor di logica avrebbero potuto ricevere anche soluzione fisiologica o vitamine, il complotto dunque è di chi non rivela la "formula segreta" o di chi vorrebbe conoscerla proprio per studiarla?
Qualche mese fa apparve in una prestigiosissima rivista scientifica (Nature), uno studio che descriveva un metodo innovativo (definito rivoluzionario) per produrre cellule staminali, gli studiosi giapponesi che lo avevano creato parlavano di risultati sorprendenti.
La comunità scientifica, in fermento, provò a riprodurre quei risultati, cercò anche di seguirne le procedure ma nessuno ci riuscì, fino a scoprire che quel "metodo" non esisteva, era un'invenzione, parti dello studio erano state copiate ed i risultati vantati erano stati inventati.
Questo è successo grazie al controllo, non si sarebbe scoperto se le procedure ed i risultati fossero rimasti segreti o nascosti. Scoperta la frode lo studio è stato ritirato ed uno dei responsabili della ricerca addirittura si suicidò per la vergogna. Pensate alla differenza tra questo episodio e quello italiano relativo a Stamina.

È proprio questo uno dei punti su cui molti non riflettono, la comunità scientifica è una garanzia che serve proprio a proteggerci dalle frodi, mitomanie, errori o falsità dei singoli e se non ci fidiamo di un intero sistema di controlli e prove pubbliche, perché c'è chi si fida di chi propone una "soluzione" senza nessun controllo e nessuna prova pubblica?


Ecco, i controlli, le ricerche fatte bene che lasciano poco spazio agli errori, servono proprio a questo: evitare l'errore e le truffe. Che sono sempre dietro l'angolo e possono essere molto insidiose.

Ma se un ricercatore scoprisse una cura semplice ed efficace contro una grave malattia, non sarebbe boicottato? È un altro tema costante di chi grida al complotto.
Boicottato, e perché?

Perché le aziende farmaceutiche perderebbero i guadagni che fanno ora!

Non dovranno certo regalare la nuova cura, la venderebbero, potrebbero renderla ancora più potente brevettandone una variante, guadagnerebbero somme enormi avendo a disposizione una terapia efficace, economica e semplice per una grave malattia, quale malato rifiuterebbe di spendere anche il quadruplo del valore reale del metodo "semplice"? Quale azienda sarebbe tanto folle da lasciare "vagante" una "cura efficace" con tanti concorrenti che non aspettano altro?
I farmaci prodotti dalle aziende inoltre, hanno un brevetto che scade e per questo motivo l'industria è costantemente alla ricerca di nuovi farmaci, nuove sostanze che possono diventare medicinali ed essere venduti. Anche un prodotto del tutto naturale, per uso medico, può essere brevettato e venduto come farmaco (alcuni chemioterapici sono prodotti a partire da piante o alberi).
Se esistono aziende farmaceutiche che producono confezioni di soluzione fisiologica (acqua e sale) ad uso medico, bicarbonato di sodio (ad uso medico) o vitamina C (ad uso medico) a costi irrisori fidandosi del guadagno con le quantità vendute, perché le stesse aziende non dovrebbero produrre le stesse sostanze come curative di malattie gravissime centuplicando i prezzi ed assicurandosi vendite ancora superiori? Perché rinunciare ad un prodotto efficace che può portare guadagno e successo?

Perché i medici perderebbero il lavoro!

Perché mai?
Se domani al posto di utilizzare il farmaco A utilizzassimo il farmaco B (più efficace), cosa cambierebbe per i medici? E soprattutto, perché dovrebbero rinunciarci? Avrebbero tutta la convenienza di avere a disposizione un prodotto che funziona, è logico. Com'è logico pensare che anche i medici, i ricercatori, i proprietari di aziende farmaceutiche, hanno una famiglia, dei figli, delle persone care da curare ai quali somministrerebbero (naturalmente) la terapia più efficace e senza dimenticare che tutti, dai medici agli scienziati, sono potenziali pazienti. Chi rinuncerebbe a guarire per guadagnare soldi (che poi porterebbe nella tomba)?
Per un medico, un ospedale, un servizio sanitario, la scoperta o l'uso di un nuovo farmaco efficace potrebbe cambiare solo in meglio il lavoro, tanto più che il guadagno del medico ospedaliero (che è quello che usa i farmaci "standard" per eccellenza) non è legato al farmaco o al numero di pazienti visitati.
Non si fa caso al fatto che, al contrario, il ciarlatano ha tutto l'interesse a "promuovere" la sua terapia personale e "sminuire" quella standard perché da questo dipende il suo incasso, è lui che ha tutti i motivi per pubblicizzare come efficace qualcosa che non lo è.

Perché se si guarisse una malattia grave chiuderebbero interi reparti!

Vero. E quindi?
È già successo e può succedere ancora. Qualche decennio fa, c'era una malattia molto diffusa che colpiva migliaia di persone, in città ed in campagna, si chiama tubercolosi (popolarmente "tisi"). La cura non esisteva (non c'erano gli antibiotici) e quindi la "terapia" era a base di prodotti con poca efficacia ed il riposo in zone con aria pulita (tipicamente in collina, con temperatura mite). La malattia era tanto diffusa che esistevano interi ospedali dedicati alla cura della tubercolosi (si chiamavano sanatori) e persino una specializzazione medica: la tisiologia (ancora oggi esistono medici specialisti in tisiologia).
Arrivata l'epoca degli antibiotici i casi di malattia diminuirono drasticamente, fino a diventare rari. Sparirono i sanatori, sparì persino la specializzazione medica ed i medici specialisti in questa malattia lavorarono nei reparti di pneumologia (malattie dei polmoni). Nessun dramma, nessuna crisi mondiale, anzi un progresso eccezionale, un passo avanti che ha solo migliorato le condizioni sanitarie di tutti i paesi del mondo. Si scopre una cura efficacissima che rimpiazza le precedenti? Si cambiano le cose. Non c'è bisogno di complotti.

Se queste sono le "spiegazioni" più diffuse per giustificare l'enorme e misterioso complotto della medicina nei confronti delle presunte cure "segrete", facilmente smentibili, c'è un controsenso fondamentale che smentisce da solo la teoria del complotto in campo medico. Chi la diffonde sostiene che chi ha il potere di "decidere" una cura farebbe di tutto per occultarne una molto efficace che oscurerebbe quelle attuali e lo farebbe fondamentalmente per denaro. L'interesse economico insomma, sopra ogni altro (quelli che abbiamo detto prima, dagli affetti a quello per la salute personale), già questo è piuttosto difficile. Ma se qualcuno fosse tanto venale e tanto determinato non avrebbe più interesse a "rubare" l'idea "vincente" ed usarla per farne una sua "invenzione" e quindi diventare ricco e famoso? Se si presuppone l'interesse economico nel complotto, perché non si presuppone che lo stesso interesse non porti un medico, un ricercatore o un'azienda a fare propria la "cura segreta"?
Chi guadagnerebbe di più, chi decidesse di nascondere la cura efficace o chi la vendesse al mondo?

La risposta è abbastanza scontata ed è per questo che il "complotto" medico è semplicemente stupido, non conveniente per gli stessi presunti "complottanti" e sostanzialmente impossibile.
Nonostante questo c'è chi nutre una profondissima diffidenza nei confronti della medicina e della scienza, addirittura lo afferma con spiazzante naturalezza: "se lo consiglia un medico non ci credo!". Questo atteggiamento è meno "strano" di quanto possa sembrare, è chiaramente irrazionale, illogico ma comprensibile, umano.
Deriva dalla difficoltà di accettare qualcosa che non comprendiamo e che non controlliamo. Affidarsi alla medicina significa affidare la propria salute ad un'altra persona alla scelta che fanno altri per noi.
Affidarsi a qualcosa di"particolare" invece, è una scelta personale, si prende la strada preferita, non per forza la migliore. Non per niente chi crede ciecamente ad una cura alternativa o ad una ciarlataneria non permette intrusioni, non vuole essere convinto del contrario, è una scelta più controllabile. Uso una finta cura per il cancro? Non importa, l'ho scelta io e speriamo bene.
Naturalmente scegliere il "non provato" o addirittura "il nulla" per curarsi è semplicemente un gesto autolesionistico, esattamente come il suicida che, per ironia della sorte, decide della sua vita...morendo.
La teoria del complotto quindi rassicura chi sceglie altre strade, giustifica la scelta, sostiene i dubbi, è il modo più comodo per autoconvincersi: se c'è il complotto la mia scelta è quella giusta.
Peccato che il complotto è quasi sempre inventato, proprio dai ciarlatani.

È chiaro che è invece possibile (ed è successo, anche tante volte) che un'azienda sia disonesta, che un ricercatore sia incapace, che uno studio sia falso ma questi sono comportamenti scorretti che riguardano una o poche persone ed è proprio il resto della comunità scientifica che alla fine riesce a smascherare le falsità o le irregolarità. Abbiamo molti esempi di farmaci inefficaci o pericolosi venduti (con l'inganno) come se fossero utili ma non abbiamo neanche un esempio di farmaco efficace nascosto alla popolazione. Le case farmaceutiche, se proprio compiono uno sforzo (o se lo compiono in malafede), lo fanno per guadagnare, non certo per evitare un guadagno, sarebbe il complotto più stupido del mondo.
Non a caso, tutte le vicende riguardanti farmaci pericolosi o per i quali erano state falsificate le prove di efficacia, sono state smascherate da medici, scienziati, ricercatori, persino da giornalisti, le bugie hanno le gambe corte e questo vale per la medicina come per la ciarlataneria. Chi crede invece ad occhi chiusi al ciarlatano solo per il fatto che questo si dipinge come "contro" il sistema è ingenuo esattamente come chi crede ciecamente alle industrie farmaceutiche, chi vende un prodotto spera di ricavare denaro, non il paradiso.
In questi anni abbiamo visto inoltre come sono infatti tante le idee geniali (e spesso semplici) che dopo un'iniziale diffidenza sono diventate medicina. Alcuni esempi sono lo strumento di Jorge Odon, l'olio di Lorenzo e la cura antibiotica della gastrite. Di quest'ultima, molto affascinante, vi racconterò in un prossimo articolo.

Alla prossima.

venerdì 27 marzo 2015

Il "piccolo batte le mani", io le batto al Corriere della Sera

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Che incredibile filmato.
Un video nel quale [16,30 del 28/03/15, la pagina è stata rimossa] mamma e papà cantano ed il loro bambino, ripreso con un'ecografia, batte le mani, ripetutamente ed a tempo, con i genitori che continuano a cantare felici. Non è fantastico?
Non è ancora più fantastico che a pubblicare un video del genere sia stato il Corriere della Sera, una delle testate italiane più "prestigiose" ed attendibili?
Non è fantasticissimo che il video sia apparso nella pagina "Corriere TV Scienze"?
Scienze, capito?

Il Corriere Scienze. Scienze!
Scrive il Corriere:
Proprio mentre il medico stava controllando con l’ecografia la crescita di un bimbo alla 14esima settima di gestazione, il piccolo si è messo a battere le mani e il papà ha ripreso tutta la scena con la sua videocamera. In sottofondo le voci del medico e della futura mamma che canta una canzoncina, sembra quasi che il bimbo si muova al tempo della canzone. Il video è stato caricato dalla futura mamma Jen Cardinal sul suo canale Youtube.

Solo che chi ha pubblicato quel video non si è nemmeno reso conto di aver pubblicato un gioco, uno scherzo, un...falso.
Ok, mettiamo pure che qualcuno creda che davvero un feto di 3 mesi possa sentire la musica ed accompagnarla battendo le mani, il problema è che quel video è costruito, è una serie di fotogrammi gestita da chi usa il macchinario, non è un'immagine vera.
Il video riprende semplicemente un frammento (brevissimo) di un'ecografia, ad inizio gravidanza, nel quale il feto è stato ripreso per un attimo (ho calcolato circa 3 secondi) a "mani giunte". Quel frammento video, portato ripetutamente "avanti e indietro" con il cursore dell'ecografo, crea il simpatico effetto del "battito di mani" (che naturalmente non esiste).
La possibilità di portare i fotogrammi di un'ecografia in un senso o nell'altro è un modo per studiare piccolissimi particolari o immagini che sono apparse per pochissimo tempo (utile ad esempio per lo studio del cuore fetale). D'altronde, chi ha un occhio esperto per questo tipo di esame, noterà come le immagini sono "rigide" e ripetono meccanicamente (bloccandosi, "congelandosi", quando il feto ha le braccia distanti ed un'immagine ecografica "dal vivo" non è mai "statica"). È un po' la stessa tecnica che usa la "moviola" che "studia" i movimenti delle partite di calcio, pochi fotogrammi possono essere portati in un senso o nell'altro per studiare ogni piccolo particolare.

Per chi volesse capirlo meglio, basta guardare in basso a destra, punto nel quale appare il "cursore" del video che, appunto, va in un senso e nell'altro.
La mamma che ha pubblicato il video su You Tube, ai commenti che facevano notare questo "piccolo" particolare, ha risposto che il bambino ha battuto le mani tre volte e quindi il medico ha usato la funzione "moviola" dell'ecografo mentre i genitori cantavano, hanno giocato insomma, uno scherzo che per alcuni giornali diventa "scienza".

Se si guarda inoltre tutto il filmato dell'"applauso" e si blocca il video all'ultimo secondo (il 15°), si vedrà come, all'improvviso (il "loop" a quel punto è stato cancellato) appare l'immagine reale, "in diretta" e, per magia, le mani che applaudono si trasformano in "testa e corpo" del feto, come si vede qui:


Il feto che batte le mani è uno scherzo, romantico ma che non ha nulla di vero né di scientifico (e ci mancherebbe!), ma le mani al Corriere della Sera...Scienze (!) gliele batto volentieri. Lentamente e per fare notare che ormai siamo a livello di Scherzi a Parte. Applausi!

Alla prossima.

Grazie a Rosa Contino per la segnalazione.

Aggiornamento (28/03/15): Anche "La Stampa" pubblica la notizia, scrivendo che "probabilmente il video è ritoccato" (ma allora perché lo pubblicano?).

Ma La Stampa va oltre. Non basta il feto che batte le mani, ora si scopre che siamo al 14mo mese di gravidanza. A questo punto il sospetto è che la povera donna partorirà un bambino pronto per l'università.


Alle  ore 16,35 di oggi 28 marzo 2015, la pagina del Corriere con il video è stata eliminata.
Chiedere scusa ai lettori? No eh?

lunedì 23 marzo 2015

Il guaritore. (parte 2)

 

Abbiamo visto, nella prima parte di questo articolo, come la figura del ciarlatano, del guaritore, non sia un'esclusiva italiana e che in molti paesi del mondo, anche in alcuni considerati moderni e civilizzati (per quello che signfica questo aggettivo), spopolano i venditori di miracoli. Si arriva all'incredibile e ci si chiede come si possa credere a cose del genere ma è l'ulteriore dimostrazione di quanto noi esseri umani siamo in fondo ingenui e condizionabili, arrivando a credere all'impossibile. Se nel nord America spopolano i "faith healers" (i guaritori religiosi) una forma simile la troviamo nel sud del continente, sempre con forte impronta religiosa o mistica ma molto più primitiva e rozza.
Soprattutto in Brasile, ma anche in altri paesi, sono diffusi guaritori lievemente differenti da quelli del nord del continente o europei, puntano molto allo spettacolo "fisico", all'esibizione di forza e poteri sovrannaturali più "materiali" della semplice "imposizione delle mani" che tutto può. Se quelli nord americani si limitano a "trasmettere" energia divina, a guarire con "il pensiero", quelli sudamericani si avvicinano molto ai filippini di qualche decennio fa. Tagliano la pelle (veramente!), usano trucchi da fachiro, impressionano con sangue e piccole operazioni chirurgiche, cercano di colpire un folto pubblico di malati, disperati o di semplici ingenui per convincerli dei loro poteri sacri.
In questo caso, quasi sempre, il guaritore dice di essere l'impersonificazione di qualcuno, una "entità" che gli permette di ottenere dei veri e propri miracoli. Dicono di non volere denaro ma guadagnano migliaia di dollari con le offerte, la vendita di gadget, pietre benedette, immagini sacre. Anche qui, un vero e proprio impero del dolore.
Qualcuno di loro ha tentato anche il "grande salto" del tour mondiale ma poco importa, nonostante l'evidente assurdità delle loro pratiche, ci sono sempre schiere di persone, centinaia, che affrontano viaggi costosi e lunghissimi per sottoporsi ai trucchi di questa gente, sembrano quasi spettacoli da circo ma è proprio questo che stupisce, gli spettatori non mancano mai.
Come tutti i guaritori, anche i "mistici" brasiliani hanno un loro staff, organizzato, perfetto, che cura ogni particolare e tiene lontano i curiosi e come per tutti i ciarlatani fioccano le testimonianze di chi è "guarito". La maggioranza, in questi casi sono false ma gradualmente, il tempo necessario per far diventare il ciarlatano un santone, ecco che compaiono testimonianze "reali", non di complici del guaritore ma di persone che stavano davvero male e dicono di essere migliorate o guarite (ma che in realtà, come abbiamo visto in molti casi, curati in ospedale e con la medicina).
Nessuna prova, naturalmente, solo la loro parola e trattandosi spesso di malesseri psicologici non stupisce che in molti riferiscano di "stare meglio", il potere della mente è incredibile.
Uno degli ultimi guaritori sudamericani a fare scalpore è Joao de Jesus (Giovanni di Dio), diventato famoso perché, dopo l'uscita di un libro che ne raccontava la storia, è riuscito a creare una rete di collaboratori in tutto il mondo, Europa compresa, che gli assicurano clientela continua. Questo ha attirato le telecamere di diverse televisioni europee e così la sua fama è diventata vera e propria celebrità internazionale tanto da portarlo in tour in mezzo mondo e fargli dichiarare di aver curato più di otto milioni di persone.
Joao dice che un'entità (sono in totale 38, tra di loro Re Salomone e San Ignazio da Loyola) si impossessa del suo corpo e tramite lui opera e guarisce malati di ogni tipo, file lunghissime di persone coprono distanze impressionanti per avere una sua benedizione e lui, sornione, dice di operarle "estraendone il male", di non volere soldi e di vivere per fare del bene. L'uomo è pubblicizzato come "il più grande guaritore dopo Gesù Cristo".
In realtà, Joao, pastore analfabeta brasiliano, ex ragazzo di strada, guadagna (tanto) dalla vendita e dalle iniziative del suo centro "terapeutico" (lo chiama "La casa"), dalle foto benedette alle pietre impregnate di santità gli affari vanno benissimo e nulla lo ferma, neanche le accuse di violenza sessuale ad una donna del suo staff o il fatto di aver ristrutturato casa sua con i soldi dei "fedeli".

Joao non si limita a parlare, pregare e benedire, è un vero e proprio "chirurgo spirituale". Usa dei trucchi noti ma arriva anche ad incidere la cute con dei veri bisturi (in che condizioni igieniche non oso immaginarlo). Le persone ci credono e si sottopongono ai suoi riti.
Un intervento classico di Joao è quello di infilare dentro il naso (da una narice) una pinza chirurgica con una piccola garza arrotolata sulla punta. La spinge fino in fondo per almeno 10 centimetri, la agita e la ruota e le persone dicono che "sembrava entrare dentro il cervello". L'intervento è impressionante e, non c'è dubbio, contribuisce all'aura di "divino" dell'uomo. Ad ogni apparizione Joao cambia "entità" che lo possiede: una volta è un medico morto nel medioevo, altre volte è un santo e secondo l'entità cambia voce, atteggiamento, modo di fare, non cambia il "rito": sceglie un malato e pubblicamente (anche davanti alle telecamere) infila le pinze nel naso o gratta con un coltello un occhio, "operazioni" cruente che servono ad impressionare e colpire il pubblico ormai in estasi, spesso in preghiera a volte in lacrime.

Joao de Dio inserisce una pinza nel naso del "paziente"

Poi il clou: il guaritore prende un bisturi (non sigillato...), afferra con una mano una piega della pelle sull'addome di un malato e la incide con lo strumento, senza guanti e senza disinfettare la parte. Il sangue gronda, il guaritore inserisce anche un suo dito (o una pinza) nella ferita muovendolo come per estrarre qualcosa, pochi secondi ed appaiono ago e filo (chirurgici) che gli servono per chiudere quella ferita, pubblico in visibilio, occhi sbarrati, effetto assicurato.


Il guaritore incide la cute con un bisturi (vero).

I pazienti sono stupefatti, chi ha subìto l'intervento giura di avere ancora addosso la ferita con i punti, alcuni dicono di non aver sentito niente, altri di aver sopportato un dolore tremendo.
Esistono in rete alcuni filmati di queste operazioni (ATTENZIONE: sconsigliati ai più impressionabili). L'esercizio di infilare una pinza nel naso non è altro che un vecchio trucco da fachiro, si sfrutta una cavità presente nel cranio che permette di infilare oggetti (chiodi, per esempio) fino ad una certa profondità, compatibile con la lunghezza della pinza che usa il guaritore. Nel caso dell'incisione della cute, nei filmati che ho visto, sembra proprio sia reale. L'incisione è superficiale, profonda circa 1 centimetro e lunga circa 4, in questi casi, se si sa dove incidere, non vi saranno grossi problemi (emorragie, lesione di organi) e basta richiudere la ferita per farla rimarginare. Per il resto l'uomo incontra altri "pazienti" ai quali stringe la mano e prescrive in un foglietto l'erba che li guarirà, rigorosamente in vendita nel negozio della casa di Joao con un unico particolare, nel negozio è venduto solo un tipo di erba: la passiflora, per tutti.
Spiega un collaboratore dell'uomo: "non ha importanza cosa prende il paziente, è l'energia di Joao che è trasferita nell'erba".
In parole povere il guaritore non fa nulla di straordinario ma crea uno "shock" nei presenti che, già presi dall'atmosfera, non potranno che credere nei suoi poteri ed infatti la stanza dove avvengono i "prodigi" è strapiena, l'afflusso regolato da un servizio d'ordine rigorosamente vestito di bianco, come di bianco dev'essere vestito chi entra in quel luogo.
Per quanto riguarda le presunte guarigioni anche in questo caso non ne esistono di provate, molti aneddoti, molti "amici hanno detto" e molti complici che raccontano episodi fenomenali, non a caso le "guarigioni" più eclatanti (tumori, malattie neurologiche, AIDS...) sono tutte relative a vicini del guaritore o abitanti della zona, gli stranieri non guariscono mai: "da loro la spiritualità funziona poco, non ci credono, non sono nella giusta dimensione", dice Joao.
In realtà questa è una delle forme più antiche di ciarlataneria (deriva da antichi riti, molto comuni nelle popolazioni sudamericane), rivisitata e completata per renderla più credibile ma pur sempre di basso livello, la figura dello sciamano e poi del curandero, è stata per anni l'unica forma di "medicina popolare" a disposizione per chi non poteva (o non voleva) affidarsi agli ospedali, lo "stregone" oggi, ha cambiato vestito, abbandonate piume di uccello e sonagli, ora usa bisturi e filo ma la creduloneria no, resta identica. Nulla di nuovo dunque.
Non si discosta neanche dalle ciarlatanerie delle nostre zone, affermazioni straordinarie per colpire chi cerca soluzioni per malattie gravi, continue contraddizioni per confondere chi ascolta, richiami mistici, appelli alle folle, sono tutte tecniche di plagio mentale e persuasione, un atteggiamento  che ricorda molto da vicino quello delle sette, nelle quali il "guru" assume il controllo totale dei suoi seguaci che devono fare solo quello che dice lui, non devono fidarsi di nessuno e devono sentirsi "prescelti", fortunati che hanno toccato il divino.
Un fenomeno più recente è l'esistenza di "bambini guaritori", frequenti soprattutto nella chiesa pentecostale sudamericana, una di queste Alani dos Santos, una bambina guaritrice, conosciuta col nome di "missionarinha" (piccola missionaria) ha file di "pazienti" da trattare, anche persone con malattie gravissime. Il suo caso ha creato polemiche anche sociali. Nata in un ambiente malfamato (il padre non era proprio uno stinco di santo) si rivolge soprattutto a persone di basso livello socio-economico ma con il tempo ha raccolto anche persone di altri strati della popolazione e le "guarigioni", iniziate in uno scantinato in mezzo alla spazzatura, si svolgono ora in una "chiesa" che raccoglie frotte di seguaci e...soldi.
Di esempi nella cultura sudamericana ne esistono tanti altri, tutti simili tra loro per caratteristiche e metodi, alcuni anche "itineranti", fanno il giro del mondo e sono arrivati anche in Italia e non elenco tutti i casi (frequenti) di violenze fisiche o psicologiche, che hanno subìto alcune persone che si sono affidate alle mani di questa gente. Personalmente non mi stupisce il fenomeno (i "guaritori" sono figure praticamente preistoriche, esistono da quando esiste l'uomo) ma mi lascia sempre perplesso vedere come in un'epoca che riteniamo moderna e civile ci siano molte persone che ancora credono al sovrannaturale, al "tocco magico" o ai poteri paranormali. Persone che per il resto del loro tempo sono lavoratori, genitori, colleghi ma che, ad un certo punto della loro vita, si abbandonano nelle mani della magia. Ed è loro che cerca il guaritore.

Il ciarlatano infatti sa come e chi colpire, conosce i desideri di chi sta male e sa come convincere e per farlo non usa complicati meccanismi psicologici, usa semplicemente il "materiale" a sua disposizione: l'ingenuità umana. Dice Derren Brown, illusionista e smascheratore di truffe: "pensi di fare il mestiere giusto? Sappi che puoi guadagnare dagli stupidi". Derren ha creato un falso sito web, ha "inventato" un nuovo santone (in realtà un attore) che è apparso in qualche tramissione televisiva con l'atteggiamento da guru (capello lungo incluso), ha diffuso qualche falsa guarigione con finti testimoni ed in poco tempo è stato tempestato di richieste di consulto, offerte di denaro ed inviti in varie città americane. Dove c'è un credulone ci sarà un ciarlatano.

Nonostante sembri incredibile che ci sia gente che creda ad un pastore analfabet o ad un qualsiasi individuo che opera con i poteri della mente grazie a delle entità, succede e non è tutto spiegabile con la disperazione ed il dolore, c'è anche una forte componente di ingenuità, creduloneria, spesso debolezza mentale, questo il guaritore lo sa.
Il vero obiettivo sarebbe quello di non farlo succedere più: si pensa a chi ha il dovere di far rispettare la legge, si punta ai controlli, alla giustizia, ma annullato un ciarlatano ne spunta fuori il triplo, l'arma migliore, dunque, sarebbe la consapevolezza delle potenziali vittime, sappiano che purtroppo ci sono tanti avvoltoi lì fuori che non aspettano altro che averli come clienti, sappiano che non esistono cure "segrete", "proibite, "nascoste", che se una cura funziona, da quella più banale alla più complicata, diventerà medicina, per tutti, non solo per chi ha soldi. Per questo, per eliminare questa piaga, servirebbe agire alla fonte, il ciarlatano vuole denaro, eliminate la sua fonte principale, la clientela, che nel suo caso siamo tutti noi, sappiatelo.

Alla prossima.

La prima parte di questo articolo è qui.