Vai in fondo alla pagina Vai in cima alla pagina
lunedì 20 febbraio 2012

Che male vuoi che faccia (4): Io sono l'ultima spiaggia

Oggi parlo di un personaggio particolare che avevo "conosciuto" dopo una segnalazione di qualche mese fa.
Omeopata, grafologa e medico...olistico, leggendo le sue pagine e le sue parole si ha inizialmente l'impressione di leggere uno scherzo mal riuscito, sembra di trovarsi di fronte uno di quei santoni che mischiano la medicina con la religione e che dimostrano la loro incompetenza medica già dal linguaggio utilizzato. Invece no, non è uno scherzo né si tratta di un povero santone ma di un medico, laureato ed abilitato ad esercitare la professione.

Le sue teorie e terapie "bizzarre" mi avevano suscitato parecchia curiosità: un misto di religione, bigottismo e magia unito alle deliranti teorie dell'ex medico, diventato psicopatico, Hamer.
Alcune delle uscite di questo medico le avevo prese un po' a ridere, come il mitico "rito della madonnina" prescritto ad una donna che aveva difficoltà nei rapporti sessuali con il marito. La dottoressa consigliava di infilare una statua della Madonna nella vagina, la sua paziente ha eseguito e da quel momento con il marito i rapporti sono stati soddisfacenti e piacevoli.
Persi di vista le baggianate di questo personaggio per incontrarle di nuovo nel vasto mondo di Facebook, nel quale una segnalazione mi fece arrivare in una pagina di suoi "fans". Già, perchè questa dottoressa ha anche i fans, partecipa a conferenze, risponde a decine di domande (le più incredibili e sono peggio delle risposte) e soprattutto non disdegna di fornire i suoi consigli, basati su preoccupanti teorie personali, anche per disturbi più o meno gravi dei bambini. E' bene ribadire che questa persona è un medico e credo che chi di dovere debba prendere provvedimenti per salvaguardare i pazienti che per loro sfortuna o ingenuità potrebbero diventarne seguaci. Una delle sue riunioni è diventata argomento di una interrogazione al consiglio comunale di un paese del vicentino. Si chiedono i politici il senso di aver invitato una signora che propone il "rito della medaglietta" (infilare una medaglietta in vagina per guarire dalla cistite) vista la volgarità e la stranezza del gesto. Se i politici continuano così, dando credito a santoni, guaritori e medici alternativi, loro saranno i primi ad essere curati con le medagliette in vagina (o in altri orifizi, ognuno ha il suo) perchè la responsabilità dell'ingresso delle medicine alternative negli ospedali non è certo del primo che passa ma di chi governa un paese e lo scandalo non è la volgarità dei santoni (sarebbe l'ultimo dei problemi) ma il credito che gli danno i media, le amministrazioni e gli ordini professionali. Quando capiranno che la salute (soprattutto quella pubblica, che paghiamo tutti!) è un bene prezioso ed un diritto essenziale la smetteranno di dare dignità ai vari dottori olistici, alle medicine non scientifiche, alle pratiche "non convenzionali". A me non interessa se mio figlio sarà curato in maniera "convenzionale" o meno, a me interessa solo che chi si occupa della sua salute lo faccia con metodi corretti, scientifici, efficaci. Non si lamentino quindi: oggi usano queste sciocchezze per attirare voti, spettatori e simpatie, domani i nostri figli (e quindi per un contrappasso inevitabile anche i loro) ne pagheranno le conseguenze, magari vedendosi proporre il "rito della madonnina" in una corsia d'ospedale.

Lei è "l'ultima spiaggia", si definisce così, non vuole essere contestata, ha una particolare predilezione per la sessualità, quasi tutte le malattie derivano da problemi sessuali e le tratta con massaggi, "riti magici", fiori di Bach, medicina di Hamer ed altre assurdità.

Questo articolo non può che far parte della serie "che male vuoi che faccia", quella che racconta le tragedie causate dalle "inoffensive" medicine alternative ma è talmente surreale e delirante seguire le vicende di questa "curatrice" che basta copiare le sue stesse parole: non hanno bisogno di alcun commento.
Il pericolo è ancora più elevato se si considera che la dottoressa è, appunto, un medico, legalmente abilitata a curare il prossimo, iscritta ad un ordine professionale. Su You Tube si trovano anche alcuni video che riprendono conferenze ed interviste ed ascoltare da un medico certe parole fa male: alla professione, alla ragione ed alla giustizia. Per lei la malattia è una "metafora" (espressione di uno stato d'animo vissuto dal malato) e si cura con la "terapia verbale" (un insieme di riti che sono un misto tra il rito religioso e quello magico). Qualcuno mi ha detto che molti dei riti magici della dottoressa sono simili a quelli della medicina arcaica popolare sarda (e la dottoressa è sarda).

Si sentono cose come quella che il prurito è segno di "volersi liberare di qualcuno" o un tumore, una cisti, sarebbero segni di un conflitto sessuale (tema dominante, come detto, nelle teorie di questa signora).
Chi ha difficoltà ad ottenere una gravidanza deve dormire con un bambolotto (o un peluche) e chiedere "permesso" al proprio papà per poter avere rapporti, sono consigliati spesso dei riti di "battesimo", altre volte delle "medagliette" da portare addosso o...dentro (!).
Leggere i consigli della signora è difficile: accettare che un medico arrivi a pensare, dire e consigliare tutto questo è raccapricciante.
Molti dei suoi consigli sono femministi, carichi di odio nei confronti del sesso maschile e quasi sempre formulati in un linguaggio...diciamo poco scientifico ed è lei stessa che chiede di non descrivere le malattie di chi le si rivolge con il loro nome scientifico ma solo con i sintomi:


Per lei tantissime malattie sono legate al..."ciullare", al rapporto con gli uomini.
Appare spesso aggressiva (anche nei confronti di chi le chiede consigli) e nervosa (nel suo sito, in maiuscolo: "LA DOTTORESSA NON GRADISCE TELEFONATE DA PARTE DI PERSONE IMPAURITE DALLE DIAGNOSI DEI MEDICI"). Anche chi la segue non ammette intrusioni o contestazioni: la dottoressa è un genio, non si discute, in una sorta di isteria generale, anche provare a far capire a queste persone di essere coinvolte in un contesto pericoloso e per nulla rassicurante è assolutamente inutile, il personaggio ed i suoi "fans" sono talmente surreali ed incredibili da sembrare finti.
A prima vista qualcuno ha anche pensato si trattasse di una presa in giro dei vari ciarlatani che si incontrano su internet, invece è tutto vero e questo è chiaramente ancora più preoccupante. La causa delle malattie? I parenti, soprattutto la mamma.

Le perle che ci offre questa persona sembrano battute, barzellette, ma sono battute tragiche perchè c'è chi ci crede e chi si affida a queste parole:

La dottoressa cura anche i bambini, alcuni esempi?


Ha anche degli "allievi" che ricalcano la sua opera in giro per l'Italia, cura di tutto, obesità, malattie del corpo e della mente, disturbi psicologici, nessuno studio scientifico né teoria medica, tutto è frutto di sue personalissime idee scaturite probabilmente da esperienze personali.


In un'altra pagina del suo sito il personaggio in questione si lancia in quelli che lei stessa definisce "riti psicomagici" (cosa avrebbe a che fare la "psicomagia" con la medicina?) anche questi con lo scopo di guarire malattie di vario tipo (la dottoressa per esempio parla di "patologie del sedere" mostrando anche nell'uso dei termini un'assoluta mancanza di scientificità) ma anche per avere un titolo di studio. Come sconfiggere un tiranno? Basta "costruire un trono e sedervicisi sopra". Alcuni siti che parlano di lei definiscono le sue "magie" come "psicosciamanesimo".

Leggendo quelle righe a me viene più di un brivido alla schiena pensando a chi potrebbe crederci:

Le incredibili idee della dottoressa hanno attirato l'attenzione di vari siti di informazione e lei gongola soddisfatta: "è tutta pubblicità".
La stessa dottoressa pubblica video nei quali "imita i fiori di Bach" o descrive i tic nervosi.

Non è detto che la dottoressa sia in malafede e non possiamo sapere cosa le abbiano fatto gli uomini, visto che verso di loro ha parole astiose e cariche di odio, ma da ciò che scrive e nei video in rete sembra di notare una problematica personale che solo chi le sta vicino (parenti, colleghi, amici) può identificare, aiutando la dottoressa a superarla. Come si spiegherebbero altrimenti pensieri come questo?



Avendo nelle sue mani la responsabilità della salute di chi le si rivolge, credo sia necessario rendere nota questa incredibile situazione. Se ho pubblicato l'articolo è anche perchè un giorno nessuno dica "non lo sapevo".
Anche in questo caso, come in altri quindi, non serve dare tante spiegazioni, qui non si tratta di confutare un'ipotesi scientifica o una nuova teoria medica, qui mi sembra che l'unica cosa da fare sia rendere pubbliche queste pericolose derive pseudomagiche che con la medicina non hanno nulla a che fare e che oltre a violare pesantemente il codice deontologico dei medici vìola anche le più elementari regole della ragionevolezza e chi di dovere dovrà porre un freno ad un delirio per niente divertente.

Alla prossima.

n.b.: Tutte le immagini sono screenshot del sito della dottoressa e della sua pagina pubblica di "fans" su Facebook.
lunedì 13 febbraio 2012

Miracologia

Ho avuto qualche dubbio a trattare questo argomento ma dato che lo ritengo interessante, importante e molto dibattuto ho deciso di parlarne almeno in linea generale. Due premesse sono comunque necessarie: la fede è un sentimento per definizione incrollabile ed è quindi inutile ed improduttivo delinearne i limiti con un metodo scientifico o discutendone le contraddizioni. Per questo motivo in questo articolo non si discuterà di credenze religiose nè di temi sovrannaturali. In più ho cercato di non approfondire l'argomento proprio per non toccare temi che ognuno di noi conserva in un senso o nell'altro come una proprietà preziosa.
Discuterò di quelli che si chiamano "miracoli religiosi", di tutti quegli avvenimenti cioè che riguardano la malattia legati ad un presunto intervento divino.
I fatti dicono che in seguito all'intercessione divina (da parte della divinità alla quale si crede, di un santo o di un personaggio religioso e non è un fenomeno solo cristiano) alcune persone siano state guarite completamente, immediatamente e senza alcuna spiegazione scientifica da malattie ritenute incurabili o allo stadio terminale. In alcune religioni (cattolica ad esempio) è accettabile considerare una guarigione miracolosa come opera diretta del Dio per il quale si ha fede, in altre (la musulmana) Dio non interviene "direttamente" ma permea ogni cosa, "è" in tutto: gli alimenti, i farmaci, le mani dei chirurghi, l'acqua da bere.

I miracoli rappresentano uno degli argomenti più dibattuti e controversi, anche all'interno della stessa comunità cattolica e se sicuramente si tratta di discorsi condizionati da fede e posizioni personali, il clamore da loro suscitato e le emozioni che riescono a richiamare lo fanno diventare un fatto degno di interesse e notevolmente affascinante anche solo dal punto di vista culturale ed antropologico.

La loro forma più conosciuta è sicuramente quella legata ai grandi luoghi di culto, noti e frequentati da milioni di persone ogni anno, che raccontano di inspiegabili ed eccezionali guarigioni da malattie considerate senza speranza di risoluzione. Le località di grande aggregazione religiosa sono famose in tutto il mondo, conosciamo Lourdes in Francia e Fatima, in Portogallo, ma altre località meno note e frequentate presentano nella loro storia avvenimenti definiti miracolosi. Sono conosciute guarigioni miracolose in vari luoghi di culto di diverse religioni, così come sono comuni a tutte le religioni le "apparizioni miracolose", cioè la presunta presenza in un particolare luogo o ambiente del Dio a cui si crede o di personaggi a lui legati. Alcune fedi però, non ammettono l'intervento divino diretto ed il miracolo quindi assume tutto un altro significato rispetto a quello della religione cattolica nella quale la mano divina interviene direttamente nel processo sovrannaturale.

Un cactus riproduce il nome di Allah (in caratteri arabi)

Anche la chiesa cattolica afferma di controllare con cura e severità ogni affermazione di "miracolo" religioso: esistono commissioni apposite, un lungo iter medico e delle regole ben precise. Non per niente su migliaia di casi annunciati di "guarigione prodigiosa", solo poche decine raggiungono il rango di miracolo, per la chiesa cioè, la persona guarita da quella malattia ha subìto un intervento sovrannaturale, inspiegabile per la scienza e quindi opera divina.

Un fatto del genere, per essere considerato miracolo, deve avere caratteristiche ben precise, serve infatti che:
  • la malattia sia grave, incurabile, o difficile da trattare.
  • la malattia guarita non sia all’ultimo stadio o in grado di guarire spontaneamente.
  • non sia stato utilizzato nessun farmaco, o, se usato, che ne sia stata accertata la mancanza di effetti.
  • la guarigione avvenga all’improvviso ed istantaneamente.
  • la guarigione sia perfetta e non difettosa o parziale.
  • ogni crisi (ogni grossa modificazione, avvenimento legato alla malattia, ndr.) importante sia avvenuta in un momento precedente la guarigione ed abbia una causa accertata.
  • che la malattia debellata non si ripresenti.

Come si vede in effetti i criteri di "miracolosità" sono piuttosto severi ed importanti. Sembra difficile che un caso che superi tutti questi criteri possa essere una "coincidenza" o un avvenimento spiegabile ma come in tutto ci sono diverse posizioni e ragionamenti da fare.

Partiamo dal fatto che la scienza per tutto il periodo di esistenza storica dei miracoli, ha compiuto parecchi progressi. Malattie che nel 1800 erano considerate incurabili (o delle quali non si conosceva nemmeno la causa o il decorso), con gli anni sono diventate perfettamente trattabili o hanno cambiato la loro prognosi seguendo il progresso delle cure. Un esempio per tutti è la tubercolosi, malattia polmonare che mieteva vittime senza particolari possibilità di cura ma che oggi è curabile e trattabile senza complicanze particolari.

Da un lato l'evidenza certificata da medici, commissioni, dalla chiesa e dagli stessi miracolati, dall'altro schiere di scienziati, medici, razionalisti e pensatori che ragionano sulle spiegazioni dei miracoli e sulla mancanza di riscontri certi e scientifici. Alla fine le due parti sono sicuramente condizionate da un dato: la fede.
Cerchiamo quindi di analizzare il fenomeno. Esistono fatti a favore dell'evento prodigioso, altri contro ed anche ragionamenti che lo spiegano (cercano di spiegarlo) con dati scientifici e per limitare la discussione parlerò solo del fenomeno di Lourdes, uno dei più noti e studiati.

Lourdes è una località francese nella quale nel 1858 una contadina disse di aver visto apparire la Madonna. Il luogo diventò così meta di un eccezionale pellegrinaggio (sembra che fino ad oggi siano oltre i 700.000.000 i pellegrini recatisi a Lourdes)

Sono tre le domande che vengono poste davanti ad un presunto miracolo e come vediamo è proprio in queste che risiedono i principali dubbi sulla natura sovrannaturale degli avvenimenti:

a) C’era veramente malattia?
b) E' una guarigione reale?
c) Della guarigione esiste una spiegazione naturale?

Sull'esistenza reale di una malattia sembrano non esserci molti dubbi, un problema fisico (grave) o c'è o non esiste. In realtà negli anni sono diverse le malattie che poi sono diventate sintomi di altre malattie più grandi o addirittura che sono scomparse dall'elenco delle patologie. L'isteria ad esempio oggi non esiste più, alcune lesioni che in passato venivano considerati "tumori" oggi sono sintomi di altre malattie o addirittura patologie non tumorali che imitano il comportamento delle neoplasie. Sono 67 i casi riconosciuti ufficialmente come miracoli dalla chiesa, mentre le segnalazioni di guarigioni prodigiose sono migliaia. Provo a fare delle osservazioni. E' bene dire che non è facile studiare accuratamente i casi, bisognerebbe procurare tutta la documentazione e chiaramente per me questo non è possibile, mi baso dunque sui riscontri ufficiali che si reperiscono su internet (sito ufficiale di Lourdes, testimonianze dirette, saggi ufficiali). Se dividiamo questi miracoli in due periodi, quello che va dal primo caso al 1950 (quindi il periodo dopo la II guerra mondiale) e quello che viene dopo (presumendo che solo nel dopoguerra con l'avvento degli antibiotici e dei moderni macchinari diagnostici la medicina ebbe una grossa evoluzione diagnostico-terapeutica) si nota un particolare:

52 miracoli fino al 1950
15 miracoli dal 1950 ad oggi.

E' curioso come la presenza di miracoli segua l'andamento dei progressi in medicina: molti di più inizialmente, molti di meno dopo. La cosa che incuriosisce e che sembra confermare l'ipotesi di "miracoli" avvenuti solo perchè la medicina non era in grado di spiegare l'evoluzione benigna della malattia, è che tante diagnosi precedenti al 1950 sono molto generiche, a volte evidentemente dovute a problemi sicuramente risolvibili sia con le cure mediche (di oggi) che spontaneamente.
Alcuni esempi possono essere questi casi:

Cachessia da causa ignota (Johanna Bézenac, nel 1904): la "cachessia" è uno stato di profonda prostrazione fisica e psichica (tipica ad esempio di gravi malattie), affaticamento, dimagrimento, debolezza. Può essere dovuta anche a cause psicologiche o a momentanei periodi depressivi. Oggi se una persona fosse gravemente debilitata (senza conoscenza della causa scatenante del problema) e dopo un periodo si rimettesse in salute, probabilmente non si parlerebbe di miracolo, anche in assenza di terapia.
Laringite-bronchite (forse tubercolare) (Rosalie Vildier, 1904): Siamo in epoca pre antibiotica ma la malattia così com'è descritta è passibile di guarigione spontanea e senza reliquati. Oggi, anche senza uso di farmaci, guarire spontaneamente da una laringo-bronchite non sarebbe considerato un miracolo.
Piaga suppurante arto destro (Antonia Moulin, 1907): sembra da "osteite", cioè un'infiammazione ossea. Si tratterebbe quindi di un'infiammazione che ha causato un'ulcera infetta. Non è certo una situazione piacevole ma non si può dire trattarsi di condizione gravissima o di una guarigione inspiegabile. Un'infiammazione come un'infezione possono regredire spontaneamente (oggi con le cure a disposizione anche molto facilmente) e non è escluso che la donna applicasse anche a livello casalingo, semplici rimedi popolari dell'epoca che possono aver facilitato il processo di guarigione. E' piuttosto impreciso affermare che una condizione del genere possa essere considerata "senza speranza di guarigione".
Enterite muco-membranosa (Marie Fabre, 1911): Un'infezione intestinale, probabilmente causa di vari disturbi. La definizione è molto generica, potrebbe trattarsi di condizioni oggi conosciute ma all'epoca misteriose (morbo di Chron, rettocolite ulcerosa) ma anche di malattie croniche che conoscono tipicamente un decorso variabile. Con "enterite muco-membranosa" si potrebbe identificare una enterite da infezione, da parassiti ma anche molte altre condizioni che sono passibili di completa guarigione spontanea dopo un certo periodo di malattia.
Gastro enterite cronica (Suor Marie Delporte, 1892): è un'infiammazione cronica dello stomaco e dell'intestino, sembra di origine tubercolare, a quanto riportato nei documenti. Ma quanti di noi oggi definirebbero miracolosa una guarigione spontanea da gastroenterite?
Affezione oculare, deficit visivo dell'occhio destro (Marie Moreau, 1858): da quanto descritto sembra trattarsi di un'infezione oculare (congiuntivite?) che provocava disturbi visivi e clinici (lacrimazione) all'occhio destro. La guarigione spontanea in questi casi è attualmente assolutamente verosimile mentre in quegli anni senza antibiotici non era così.
Un altro caso dibattuto è quello di Pierre de Rudder (che non è avvenuto esattamente a Lourdes ma viene inserito come miracolo avvenuto in quel contesto). Pierre, giardiniere, si procura una frattura esposta delle ossa della gamba (tibia e perone). Le testimonianze dell'epoca sono molto vaghe e si limitano alle deposizioni di due vicini del malato. Esistono molte contraddizioni, documenti persi, testimonianze che aumentano con il tempo. La posizione della chiesa vuole che Pierre fosse affetto da una frattura esposta non curata per otto anni che provocava una ferita infetta ("purulenta"). Arrivato con le stampelle e la gamba penzolante, Pierre tornò in paese sulle sue gambe, camminando e ballando. Colpisce quello che sembra già un miracolo precedente a quello "riconosciuto": come faccia un individuo con una frattura esposta ed infetta (in un'epoca nella quale non esistevano antibiotici) a sopravvivere per otto anni non è dato sapere e soprattutto di questa "frattura risanata" non esiste alcuna documentazione medica.
Il miracolo ha più l'aria di un racconto di altri tempi quindi ma oggi è parte integrante della lista de fenomeni incredibili ed ufficiali di Lourdes.


Dal punto di vista medico e dai dati consultabili da un "privato cittadino" quindi, i dubbi sulla reale "prodigiosità" di questi eventi è lecito.

C'è da dire però che di fronte a questi casi "spiegabili" ne esistono altri davvero sorprendenti. E' il caso delle guarigioni di Francis Pascal, guarito dalle sequele di una meningite che lo aveva colpito da piccolissimo e degli italiani Vittorio Micheli e Letizia Cirolli, il primo guarito da un tumore osseo al bacino, la seconda da un tumore alla tibia, ambedue condizioni molto gravi e la cui guarigione spontanea è davvero da considerare eccezionale e rarissima SE le diagnosi sono corrette (perchè esistono discordanze tra i medici, la commissione di Lourdes ed i tempi di "guarigione"). E' anche vero che come detto non è da tutti esaminare i dati, gli esami ed i referti e quindi ci si basa su ciò che si trova in rete e sulle testimonianze indirette ed una ricostruzione precisa dei casi, in questa sede, è praticamente impossibile.

Notiamo altri particolari: su 67 guarigioni miracolose, almeno 23 risultano da affezioni tubercolari ed i "miracolati" sono 55 di nazionalità francese e 12 non francesi con una significativa maggioranza di miracolati "religiosi" (appartenenti cioè ad ordini religiosi, suore o sacerdoti). Cosa dire poi di casi come quello di Maria Teresa Noblet, "plurimiracolata" ed affetta da una malattia (guarita miracolosamente a Lourdes) per la quale nemmeno il medico che la diagnosticò si pronunciò con sicurezza definendola addirittura "diagnosi infondata"?

Un'altra osservazione interessante è la bassissima percentuale di guarigioni "inspiegabili" in rapporto ai malati che si recano nel luogo sacro. Considerando soltanto le persone affette da malattie, un calcolo approssimativo parla di almeno 100.000 malati (ma è una stima molto bassa, dovrebbero essere molti di più) giunti sul posto. In base a questo numero e visti i 67 miracoli "riconosciuti", la percentuale di guarigioni sarebbe bassissima, molto più bassa di quella prevista per le guarigioni spontanee, meno di un caso su un milione di malati, un "tasso di efficacia" dello 0.0000335%, praticamente nullo. La provvidenza divina sarebbe quindi meno efficace della forza del corpo di guarire spontaneamente?
Piccolo particolare semiserio: le "cure a Lourdes" hanno anche effetti collaterali. Sono diverse le segnalazioni di incidenti, infortuni durante il pellegrinaggio e denunce agli organizzatori del luogo di culto.

Altro particolare è che non esiste guarigione miracolosa "inconfutabile". Se assistessimo alla ricrescita di un arto in una persona che non lo ha non ci sarebbero spiegazioni mediche o meccanismi ragionevoli che possano escludere l'evento sovrannaturale. Se un miracolo è un evento divino, Dio può tutto, perchè quindi si "limiterebbe" a guarire fermandosi a patologie non particolarmente gravi o la cui guarigione spontanea sarebbe possibile? Perchè non compie miracoli assolutamente impossibili?
La realtà dei miracoli quindi si scontra con due dati materiali ed oggettivi: non sono mai esistiti miracoli "impossibili" e non tutto ciò che oggi è inspiegabile deve essere per forza un miracolo. Di fronte a queste obiezioni chi ha fede continua a credere chi non ne ha non ha elementi per cambiare la propria opinione.
In realtà districarsi in lunghe discussioni sui miracoli non porta a nulla ed è anche poco interessante: discutere di fede è un controsenso. E' chiaro che non si tratta di dati nè di considerazioni che possono essere portate sul piano scientifico ed è altresì evidente che per la scienza un caso di guarigione inspiegabile non significa necessariamente che esista solo la spiegazione sovrannaturale. Abbiamo visto come tanti casi considerati incredibilmente risolti sollevino molti più dubbi oggi rispetto a quando sono stati identificati, il progresso, le conoscenze, diagnosi e cure più precise, il miracolo resiste e deve resistere a tutto questo.

Per chi non crede al miracolo a questo punto esistono tre spiegazioni possibili:
1) La guarigione spontanea
2) L'errore di diagnosi o la mancanza di terapia che prima del 1950 era comunissimo per i parametri odierni
3) La forza della fede, della volontà e l'innescarsi di meccanismi ancora sconosciuti.

La guarigione spontanea è possibile, descritta e dimostrata praticamente per tutte le malattie, anche le più gravi. Per le forme tumorali una stima parla di un caso di guarigione spontanea ogni 60.000 diagnosi di tumore. Sono descritte guarigioni spontanee da tumori intestinali, gastrici e da linfomi. E' successo anche in casi molto gravi, per esempio quello di un paziente con carcinoma gastrico esteso ai linfonodi che ha rifiutato qualsiasi cura e che ai controlli successivi ha mostrato regressione totale della sua malattia.
Per quanto riguarda gli errori diagnostici e terapeutici il discorso è da riferire alla medicina così com'è oggi. Un tumore diagnosticato nel 1820 oggi potrebbe essere una semplice lesione infiammatoria e quindi non essere considerata malattia "inguaribile" e molti "flemmoni" (ovvero cisti infiammatorie) erano definite "tumori", si tratta di lesioni la cui guarigione senza terapia è plausibile e possibile. E' comprensibile quindi che la diagnosi dei primi anni di Lourdes non potevano mai essere accurate come lo sarebbero state oggi e quelle di oggi probabilmente saranno meno precise di quelle di domani. Argomento a favore di questa tesi sarebbe la "diminuzione" dei miracoli con il miglioramento delle tecniche mediche. Oggi le "regole" dei miracoli di Lourdes sono molto meno severe (per esempio non è più necessario che il guarito non si sia sottoposto ad alcuna terapia) e nonostante questo il numero dei miracoli è in continua diminuzione ed ai giorni nostri non ne avvengono quasi più.
Per quanto riguarda la forza scaturita da esperienze mistiche, lo stesso viaggio a Lourdes per molti malati rappresenta il raggiungimento dello scopo di una vita, la stessa atmosfera è molto carica di emozione, si respira un'aria mistica e misteriosa. Che forza può avere il trasporto religioso sul decorso di una malattia?
Non sembra capace di miracoli ma di avvenimenti importanti questo sì.
Esistono studi statistici che dimostrano come un individuo sostenuto da preghiere sopporti meglio il dolore e guarisca più in fretta degli altri e qui ciascuno può leggere il significato che preferisce, ma è indubbio che sentire il sostegno di una comunità, sentirsi "aiutati" aiuta davvero. La "forza" della preghiera può essere tanto potente che qualcuno l'ha inserita tra le medicine alternative...strano ma vero!
La forma più studiata di potere della preghiera sul decorso di una malattia è quella relativa alla preghiera "a distanza", quella che può fare chi crede nei confronti di un conoscente che sa essere malato. Si è studiato anche l'effetto della preghiera "ravvicinata", cioè delle sedute di preghiera nella stanza del malato o nelle sue vicinanze.
E' incredibile scoprire che sono diversi gli studi che hanno dimostrato come pregare possa migliorare le condizioni di una persona che non sta bene. Persino disturbi alla vista o all'udito e persino la revisione di 10 studi che esaminavano più di 7000 pazienti, avrebbe dimostrato (il condizionale è d'obbligo) come la preghiera influisca direttamente sullo stato di salute di chi ne è destinatario. In un altro interessante esperimento, sono stati confrontati due gruppi di animali che presentavano ferite. Un gruppo è stato trattato con un farmaco e con preghiere, l'altro solo con il farmaco. Ebbene, il gruppo che oltre al farmaco aveva ricevuto anche le preghiere ha avuto un miglioramento più evidente della ferita che si mostrava di di grandezza minore. Sorprenderà ancora di più che la preghiera migliora i risultati delle fecondazioni artificiali, diminuisce i giorni di ricovero ospedaliero, migliora gli stati ansiosi. Può risultare incredibile ma è così.
Altro aspetto interessante è che i miglioramenti della salute in seguito a preghiera riguardano tutte le religioni. In particolare, quella cattolica sembra più efficace nelle malattie "fisiche" (infezioni, tumori, fratture), quella musulmana in quelle psicologiche e psichiatriche (depressione, ansia, schizofrenia).

L'altra faccia della medaglia è relativa all'effetto placebo della preghiera. Sappiamo di cosa sia capace il placebo e sappiamo come questo sia utilizzato in pratiche alternative come l'omeopatia. L'effetto apparente del rimedio omeopatico nei confronti dei bambini o degli animali sfrutta proprio questa possibilità: il sentirsi curati, seguiti, protetti, allevia le sofferenze e migliora lo stato di salute, poco importa quale farmaco si usi, è già l'atto di "curare" che fa stare meglio. La preghiera quindi agirebbe come un placebo, sapere che un'intero gruppo o una comunità si preoccupa della nostra salute, che c'è chi ci pensa anche quando non è con noi e che la speranza di guarigione non è solo nostra può rappresentare un svolta importante nel decorso di una malattia. Una possibilità che va oltre l'effetto placebo è che le cerimonie religiose (per i credenti), i grandi luoghi di culto, gli "shock" mistici (che accadono tipicamente nei luoghi di apparizioni mariane), sarebbero in grado di agire a livello subconscio esattamente come un grande avvenimento (il parto, un pericolo imminente, rischio della vita, un'impresa importante) riesce ad agire sul nostro sistema immunitario. E' un dato di fatto che nella maggioranza delle guarigioni spontanee registrate ufficialmente dalla medicina, si sia notata la presenza concomitante di qualcosa di "importante" nella vita del malato.
Due studiosi (Emerson e Cole) studiarono gli episodi di "autoguarigione" o guarigione spontanea da tumori maligni analizzandone 176, fu sorprendente notare come il 40% di questi avevano subito durante la malattia un evento "stressante" per il corpo, quasi tutti un intervento chirurgico. Lo studio non è certo definitivo o attendibilissimo (è molto probabile infatti che un malato di tumore abbia subito un intervento chirurgico) ma questa coincidenza fece concludere che la stimolazione del sistema immunitario che può avvenire in risposta ad un "trauma" fisico (l'intervento chirurgico) possa giocare un ruolo nei casi di guarigione spontanea.
E' bene fermarsi a studiare i casi dei grandi luoghi di culto (come Lourdes) perchè questi sono i fenomeni più studiati e controllati, quelli più ricchi di particolari ed investigati meglio. Tutti gli altri annunci di guarigione miracolosa provengono quasi sempre da notizie di cronaca senza alcun controllo, aneddoti, racconti passati da una bocca all'altra e spesso non rispecchiano assolutamente ciò che in realtà è avvenuto.
Capitolo a parte e forse ne riparlerò, le "guarigioni" ad opera di "santoni" e guru religiosi. L'Italia è ben fornita di questa gente che si appoggia alla fede religiosa per "autonominarsi" prescelta da Dio per compiere miracoli ed interventi divini, in realtà in questi casi ci si trova al cospetto di una truffa, non a caso questi individui sfuggono al controllo delle loro capacità e non forniscono alcun riscontro delle loro vantate proprietà curative (che vengono "donate" in cambio di denaro).

Ulteriore possibilità, che tutte le guarigioni che avvengono in contesti religiosi siano dovuti ad un intervento sovrannaturale, ben lontano da statistiche o esperimenti.
Come detto prima però, si entra in un terreno molto delicato perchè chi crede in un intervento divino non accetterà alcuna spiegazione razionale o legata a normali eventi naturali e la fede non è un argomento di questo blog. Per questo l'articolo si ferma qui, in fondo l'obiettivo è, non importa come, raggiungere il risultato sperato: la guarigione di chi vogliamo bene.

Per chi volesse approfondire l'argomento consiglio il recente libro di Luigi Garlaschelli: Lourdes - I dossier sconosciuti, edito da Italian University Press che approfondisce e per la prima volta analizza i documenti originali di casi di miracolo a Lourdes con particolari che mettono sotto una luce "diversa" una storia avvincente ed appassionante.

Alla prossima.


Bibliografia:
De Servorum Beatificatione et Beatorum Canonizatione (liber IV, Cap. VIII, n° 2)
lunedì 6 febbraio 2012

Power Fallimento

Chissà quanti di voi si ricordano del Power Balance (e chissà quanti di voi lo hanno comprato, oddio!).
Si tratta di un braccialetto di gomma con un adesivo al centro (che riproduce un "ologramma", cioè una sorta di immagine tridimensionale) venduto in tutto il mondo per le sue pubblicizzate e fantascientifiche proprietà.
Migliorerebbe l'equilibrio, le prestazioni sportive, il senso di benessere. Ottimo.
Il problema è che non è scontato che un braccialetto di gomma possa migliorare l'equilibrio e quindi chi lo ha comprato a suon di decine di euro ha riposto tanta fiducia in qualcosa di assolutamente inesistente. Un po' come in alcune pratiche alternative: non può funzionare, è dimostrato che non funziona ma chi lo compra dice: funziona!
Questa storia riassume tutto quanto si dice sull'effetto placebo, sull'omeopatia, sui trucchi di chi specula sulla salute del prossimo.
Io l'ho visto indossato da professionisti, sportivi, persone colte e quando mi è capitato di chiedere cosa fosse quel bracciale colorato qualcuno rispondeva in maniera evasiva, altri mi elencavano le proprietà miracolose del gingillo: su di loro funzionava, da quando lo indossavano era migliorato l'equilibrio, la forza ed era sparito persino qualche dolorino qua e là.

Il Power Balance è stato un esempio di come la creduloneria sia sempre una buonissima fonte di guadagno per i più furbi. Basta preparare un prodotto accattivante (ma un braccialetto di gomma, quanto può essere accattivante?), pubblicizzarlo come si deve, utilizzare qualche testimone, spiegare i suoi poteri in maniera incomprensibile, insignificante ma che lasci intendere chissà quale processo scientifico che spieghi le proprietà millantate.
Lo hanno comprato milioni di persone, costo di produzione minimo, prezzo elevato. Le casse della ditta produttrice si sono gonfiate a dismisura e guai ad avvertire gli acquirenti: "vuoi dire che sono un idiota?" era il minimo che si potesse sentire quando qualcuno provava a spiegare che quello che aveva al polso non era un apparecchio frutto di complicati progetti di ingegneria ma un anello di caucciù, niente altro.

Un omeopata potrebbe osservare: se lo hanno comprato milioni di persone, evidentemente funziona, ma lasciamo stare questi argomenti da bar.

Il lato positivo di questa faccenda è che ogni tanto le bugie hanno le gambe corte e così dopo la segnalazione dell'autorità del commercio australiana (che ha intimato l'azienda produttrice a fornire le prove dell'efficacia del braccialetto o di chiudere i battenti), migliaia di consumatori si sono svegliati dal sonno della (loro) ragione ed hanno deciso di procedere con una class action per ottenere il rimborso del prezzo di acquisto dell'aggeggio. Un po' quello che è successo per l'Oscillococcinum negli Stati Uniti (eppure avete visto le reazioni in Italia: "solo zucchero? Ma va là..."). L'autorità per i consumatori australiani ha stabilito che il "braccialetto" è una mistificazione (in inglese sham).

Ebbene, le richieste hanno avuto successo e l'azienda è stata costretta a rimborsare migliaia di consumatori ad avvertire il pubblico che non esisteva prova scientifica di funzionamento del braccialetto ed a rinunciare alle pubblicità ingannevoli.
Questo ha causato il fallimento dell'azienda che sta per chiudere. Molto probabilmente anche questa è una mossa "commerciale" creata per non trovarsi obbligata a rifondere tutti quei clienti che si ritrovano un braccialetto di gomma inutile, ma è già un primo risultato. Certo, anche i clienti potevano pensarci un po' prima...
Se quindi i consumatori si sono svegliati un po' in ritardo...meglio tardi che mai.
Ora si aspetta il momento nel quale dopo aver capito che un braccialetto di gomma non possa migliorare l'equilibrio di un individuo, capiremo che un granulo di zucchero non possa curare le malattie, ci arriveremo dai, siamo stupidi ma non fino a questo punto.

C'è gente comunque che non riesce a trovarsi un lavoro vero e così uno dei responsabili dell'azienda promette: "Questo non ci impedirà di proseguire nella ricerca di prodotti innovativi per lo sport e la persona, così presto lanceremo sul mercato un "performance mouth gear", un altro prodotto di rafforzamento delle prestazioni sportive...è quel "mouth" (bocca, in inglese) che è preoccupante: dopo il braccialetto dell'equilibrio ci ritroveremo la dentiera della forza?

Ok cari amici, in attesa del nuovo rafforzatore vediamo in Italia cosa si sono inventati per "rinforzare" le persone in cerca di "rinforzatori".

Quasi tutti questi metodi truffaldini di miglioramento delle prestazioni fisiche hanno un'obiettivo ben preciso che si affianca a quello finale di vendere.
Si basa tutto sul cosiddetto "multilevel marketing". In pratica una rete di vendita strutturata "a piramide". Io vendo il prodotto e nel frattempo cerco anche altri venditori che dipendano da me guadagnando anche dalle loro provvigioni. E' un sistema ingegnoso (esistente da anni) che però fa guadagnare tanto a chi è al vertice della piramide (pochissimi, in genere solo i proprietari dell'azienda) e pochissimo o niente a chi è "alla base" (i venditori ed i sub-venditori). Per questo è fondamentale diffondere la voce, spammare, aprire forum su internet, organizzare riunioni e dimostrazioni. Tutto questo non farà altro che attirare altri venditori che rifaranno lo stesso percorso. E' uno dei metodi preferiti dai truffatori "seriali".

Esempi di questi aggeggi inutili sono diversi: cerotti, suole, magliette, tessuti. Tutti dicono di avere il potere di migliorare le prestazioni sportive ma ci sono quelli che interverrebbero nei problemi di insonnia, nei dolori, per dimagrire, per "stare meglio" in maniera generica. Quando si leggono le spiegazioni che illustrano i meccanismi che permetterebbero tutti questi effetti positivi si capisce tutto al volo. Termini pseudoscientifici, "supercazzole" a volontà ed anche qui parole come "energia", "vibrazioni", "disintossicazione".
Alla fine le magliette sono normalissime magliette, le suole sono suole come tutte le altre, i cerotti sono cerotti e basta. Nessun potere, nessun meccanismo misterioso, nessun effetto, soprattutto perchè molti di questi aggeggi non contengono nulla.

Costano un bel po' di soldi, hanno una fornita rete di vendita (multilevel) e puntano a diffondersi a macchia d'olio.
Effetti?
Sì, uno solo, quello di alleggerire il portafoglio di chi li compra ed ingrossare quello di chi li vende. In questo senso sono efficacissimi. Ma c'è sempre quello che ripeterà: "su di me ha funzionato".

I cerotti per tutti gli usi.

Esiste il cerotto per dimagrire, quello per dormire e tanti altri. Avverte qualche venditore che è importante bere tanta acqua. Il loro meccanismo d'azione sarebbe basato sulla stimolazione dei punti di agopuntura (che, ricordo, sono punti letteralmente inventati) e sfruttando questi punti migliorerebbero l'efficienza del "sistema di comunicazione dell'organismo" (eh?). Un effetto "strano": qualcuno dice che usando i cerotti per la forza e facendo flessioni si potrebbe avvertire un po' di sudorazione. Non vi allarmate, è l'effetto del cerotto che sta disintossicando l'organismo (stupido io che pensavo allo sforzo fisico...). Al contrario, se non si nota alcun effetto è colpa di chi lo usa che lo avrà messo sul punto sbagliato del corpo. Il cerotto per dormire è sbalorditivo: dopo due minuti dall'applicazione si comincia a sbadigliare. Ma è quello per dimagrire che batte tutti. Bisogna bere tanta acqua e fare una dieta equilibrata. Vedrete che se si fa la dieta si dimagrisce, è provato. Però ci vuole il cerotto eh?
Si tratta di una vera e propria presa in giro. Trovare gli allocchi disposti a credere che un cerotto senza alcuna sostanza rilasciata possa avere qualsiasi azione sull'organismo sembra la nuova frontiera nella ricerca di guadagni facili. Cosa dicono i venditori di uno (tra i più conosciuti) di questi cerotti?
I cerotti XXYYZZ sono basati sul principio che un campo energetico circonda il corpo e questo campo energetico puo’ essere modificato allo scopo di migliorare le performance del corpo umano.
L’altro aspetto non comune di XXYYZZ è che con questa tecnologia NIENTE penetra nel corpo. La cosa incredibile di XXYYZZ è che si possono programmare questi cerotti con qualsiasi messaggio biologico si voglia, per poter con il cerotto“parlare”al corpo per dirgli di dare una certa risposta metabolica. I cerotti “XXYYZZ ” sono unici al mondo e non hanno controindicazioni.
Sono le stesse parole dei venditori che mostrano l'assoluta inconsistenza e la mancanza di alcun effetto di questi cerottini, lo dicono anche loro: i cerotti non contengono niente, sono solo pezzi di plastica. Come ho spiegato diverse volte, il campanello antibufala deve suonare ogni volta che il meccanismo d'azione di un rimedio è spiegato con termini come "energia" o "vibrazione", anche se rispettabilissimi in alcune scienze, questi sono i termini più utilizzati dai venditori di fuffa. Alcuni rappresentanti di questa bufala parlano di stimolazione del "circuito elettrico dell'organismo" dimostrando sicuramente parecchia fantasia ma una profonda ignoranza (o malafede?).

Altro elemento di chiaro inganno pubblicitario: "non esistono controindicazioni". Qualsiasi cosa abbia un effetto sul corpo umano ha per definizione possibili effetti collaterali e quindi controindicazioni, persino l'acqua: se qualcuno vi dice che un prodotto non ha alcuna controindicazione con tutta probabilità si tratta di una sciocchezza inutile.
Chi ha acquistato i cerotti spesso (per giustificarsi? Per "vergogna") ha difficoltà ad ammettere di essere caduto in una trappola ma così è.
è bene sottolinenare che il prodotto richiede un'apertura mentale non indifferente. Non è semplice spiegare e capire che un cerotto può darti sollievo senza rilasciare alcuna sostanza.
Non è semplice spiegarlo e capirlo...ma venderlo è facilissimo, visto il target.

Suole, tessuti, magliette miracolose

Niente di nuovo. Semplici magliette di fibra polimerica, suole per scarpe di gommapiuma, tessuti utilizzati per confezionare polsini, fasce per la testa o per l'addome, tutti normalissimi articoli da abbigliamento dal costo irrisorio venduti a prezzi altissimi perchè avrebbero presunte proprietà magiche. Le parole utilizzate per presentare questi articoli sono le solite: magnetismo, energia, vibrazione, bilanciamento dell'equilibrio dell'organismo. Gli effetti nulli.
Anche in questo caso si utilizza il sistema del multilevel marketing ed ogni tanto compare un "ex vip" o un personaggio televisivo di livello infimo che dopo aver provato uno di questi articoli ha risolto tutti i suoi problemi. Dai dolori muscolari alle performance sportive fino a quelle sessuali. In alcuni di essi si fa riferimento ai meridiani o all'agopuntura.
Se io dovessi migliorare la mia attività sessuale indossando una fascia per capelli ed un polsino di cotone preferirei la castità eterna in un monastero in Tibet.
Ridicoli.


Bevande della salute

Anche queste elencano una serie di effetti a dir poco entusiasmanti. Per comprendere perchè queste bevande non abbiano alcuna azione superiore all'equivalente quantitativo di acqua fresca basti pensare al fatto che, per avere un'azione sull'organismo, un prodotto deve essere approvato come farmaco. Al contrario tutti questi beveroni sono "integratori alimentari" ed hanno un'unica azione: idratare il corpo, esattamente come l'acqua solo che costano 100 volte di più. Alcune delle bevande in vendita hanno nomi esotici e sono commercializzate come "succhi di frutta", come quello derivato da un frutto esotico, recentemente multato dall'AGCOM per pubblicità scorretta e coinvolto in un giro di vendite multilivello, anche queste al limite dell'inganno commerciale: la società che produce questo succo (costosissimo) ha fatto ricorso al TAR contro la delibera dell'agenzia di controllo del commercio.
Da notare che alcune di queste aziende hanno reclutato personaggi dello spettacolo e persino medici o docenti universitari che, non avendo argomenti scientifici per sostenere le proprietà "curative" di questi succhi, alla fine servono solo da ganci, da garanti per trovare ulteriori "affiliati" che comprano o che vendono i loro prodotti.

Qualcuno si spinge oltre e consiglia questi prodotti per "stare meglio" o "guarire le malattie", detto chiaramente sono tutte sciocchezze e pure dette male. Alcune delle sostanze contenute in questi succhi hanno blandi effetti antiossidanti ed idratanti, minori a quelli che si otterrebbero consumando una piccolissima quantità del frutto fresco.
Alcuni di questi "frutti della salute" hanno provato a fare il "grande salto" arrivando negli scaffali delle farmacie. Come nel caso della Papaya fermentata, prodotta da un'azienda giapponese e patrocinata dal "mitico" prof. Montagnier che ultimamente sta imbarazzando il mondo scientifico con le sue trovate. Nel caso della papaya, venduta come "protettiva, antiossidante, antiinvecchiamento ed immunostimolante", la diffusione è limitata dal prezzo, altissimo, oltre cento euro per un mese di trattamento. Risultati? Niente di più di quello che si otterrebbe mangiando un'arancia a giorni alterni, a costi naturalmente infinitamente più bassi.

Il massimo si ottiene con alcune acque minerali.
Il business delle acque minerali è qualcosa di incredibile. L'acqua minerale è...acqua. Niente più.
Dico una banalità? Boh, ma forse è bene ribadirlo, perchè esistono le acque che fanno fare più "pipì" (ma tutte le acque potabili fanno fare più pipì!), altre che sono adatte a chi ha la pressione alta (ma tranne l'acqua di mare, non esiste acqua che fa aumentare la pressione arteriosa) ed altre ancora che addirittura idratano: inutile dire che qualsiasi acqua idrata.
Davanti ad un elenco simile di bestialità ed al loro costo c'è da restare increduli per quanto successo abbiano con i consumatori.
Anche se nelle loro etichette (che devono riportare per legge le sostanze presenti alla sorgente dalla quale quell'acqua deriva) sono presenti (sempre nei limiti, altrimenti non potrebbero essere vendute) sostanze di tutti i tipi, comprese alcune che mostrano un grado non perfetto di purezza.
Qualcuno dice che si tratta di questione di gusti, possibile, anche se per definizione l'acqua non ha gusto ma è piuttosto ciò che si immette nei nostri acquedotti (cloro ad esempio) o la quantità di sali minerali contenuti che può far variare il sapore dell'acqua "di casa".
Discorso a parte meriterebbero le cosiddette "bevande energizzanti", che promettono performances fisiche superiori alla norma, letteralmente "mettono le ali" a chi le beve. Anche qui il successo del prodotto è basato su un buon marketing: queste bevande non contengono alcuna sostanza "segreta" o "miracolosa", alcune contengono caffeina, altre grosse quantità di zuccheri e sali minerali. Questo vuol dire che una lattina o una bottiglietta della bevanda può avere un blando effetto "eccitante" (più o meno quello di un caffè) che unito all'effetto placebo (credere di aver bevuto una bevanda energizzante...fa sentire più energici) realizza il sogno di chi la beve: sentirsi più in forma (un po' come gli spinaci per Popeye insomma...).

Una delle più note bevande "energizzanti" contiene oltre agli eccipienti, una quantità di caffeina minore di quella contenuta in un caffè espresso e sostanze dal nome "evocativo", come la taurina che sebbene abbia un blando effetto antiossidante non ne ha alcuno che possa migliorare le prestazioni psico-fisiche a breve termine.
A proposito della taurina, questa è stata studiata (e lo è ancora) per alcuni suoi effetti protettivi in varie manifestazioni patologiche (alterazioni metaboliche, vascolari ed altro) ed alcuni effetti protettivi sono stati evidenziati per dosaggi e periodi di somministrazione assolutamente lontani da quelli possibili tramite assunzione della bibita. Ad esempio, con un dosaggio di 300 mg/Kg al giorno per 35 giorni, esperimenti su cavie hanno mostrato protezione nei confronti di sindromi metaboliche. La bibita ne contiene circa 1.5 milligrammi, un uomo, per ottenere gli stessi effetti benefici, dovrebbe assumere circa 20 grammi al giorno, quindi migliaia di lattine al giorno. Questa bevanda perciò, come le altre simili, non ha praticamente nessun significato "sportivo" nè mantiene le promesse che sembrano trasparire dalla pubblicità alla quale assistiamo.

Assieme alle bevande ed ai "succhi di frutta" miracolosi, possiamo trovare altre bibite dai dichiarati effetti curativi. Uno degli ultimi sul mercato è un improbabile beverone che conterrebbe "molecole di segnalazione redox". Paroloni e termini chimici per descrivere un prodotto i cui ingredienti sono scritti nella stessa confezione: acqua e sale, seguiti da elettrolisi. In vendita a 30 euro al litro.

Il contenuto dell'acqua dei miracoli: acqua distillata e sale
L'acqua ed il sale acquisterebbero chissà per quale misterioso motivo, dei poteri sovrannaturali, che consentirebbero di:

Proteggere le cellule dai danni
Riparare le cellule danneggiate
Sostituire le cellule troppo danneggiate per essere riparate

Ma ancora più stupefacente, il fatto che possano supportare l'attività vitale, quella immunitaria, migliorare le prestazioni sportive ed altro ancora. Naturalmente, per supportare questi effetti fantasmagorici non è fornito alcun dato serio o scientifico.

Bufala quindi.
Si tratta dell'ennesimo mezzo di vendita piramidale (tanto che il prodotto non è venduto nei negozi ma solo per vendita diretta da parte dei rappresentanti) nel quale il "capo" della piramide cerca di formare un team di subvenditori che gli faranno guadagnare un po' di moneta a spese dei gonzi (che alla fine sono gli stessi venditori). L'ideatore di questa ennesima acqua miracolosa parla di "brevetti" per proteggere la sua invenzione (ma poi i brevetti che cita riguardano tutt'altro tipo di prodotto), di ricerche scientifiche che proverebbero l'azione positiva dell'acqua salata che però sono tutte create dagli stessi venditori dell'acqua. Del tutto inattendibile. Di quest'acqua a peso d'oro e di una simile parlerò più approfonditamente in un prossimo articolo.

Resta sempre il fatto che ognuno è libero di buttare i propri soldi come preferisce ma resto sempre perplesso nel constatare come esista gente disposta a spendere soldi per nulla. Certe bufale sono proprio evidenti e molti sembra provino particolare piacere a sentirsi "bufalati".

Quando non ci si trova di fronte a vere e proprie truffe quindi, si è quasi sempre al cospetto di pubblicità ingannevoli, di promesse non mantenute e di inganni ai danni dei consumatori. In questi casi, come in quello delle medicine alternative, bisogna usare il buon senso. Se una bevanda piace per il suo gusto, ognuno acquisti cioò che preferisce ma se vogliono farvi credere di poter diventare dei "supermen" o di migliorare la salute bevendo un integratore o, peggio, dell'acqua, occhi aperti e bocca chiusa. Ne troverà vantaggio prima di tutto il portafogli e poi anche la ragione.

Alla prossima.

Grazie a  Raimbow e Tommaso per le segnalazioni.
sabato 28 gennaio 2012

Scienza for dummies - 1

Spiegare la scienza non è un compito facile.
Lo sa chi la scienza l'ha studiata e chi cerca di capirla. Molti concetti sono astratti, altri richiedono basi che non sono alla portata di tutti ed i meccanismi che permettono di giungere ad una conclusione scientifica possono richiedere un impegno ed un'applicazione che costano fatica e tempo.
Capire la scienza, la ricerca e gli studi è però un esercizio molto gratificante: apre la mente, incuriosisce e soprattutto rende più evidenti i principali fenomeni che regolano la nostra vita.
Ho pensato che può essere utile rendere comprensibili alcuni processi che permettono ad una teoria o ad una ipotesi di diventare o meno "scientifica", rendere "pratico" un processo che può essere lungo e complicato serve a tutti, anche a me che con la scienza devo fare i conti ogni giorno. Ho avuto molti dubbi scrivendo questo articolo, so che risulterà un po' indigesto, prolisso (e quando mai...) e probabilmente meno appassionante di altri, ma capire certi passi è necessario per compierne degli altri più grandi. Dico sempre di approfondire qualsiasi notizia vi interessi, soprattutto quelle importanti sulla salute, è fondamentale, ma come approfondire una notizia scientifica o medica se non si ha la minima conoscenza di ciò che si sta analizzando?

Cercherò di spiegarne i principali meccanismi in maniera comprensibile e, non me ne vogliano i puristi, arrivare ad un pubblico sempre più vasto sarebbe un grande risultato soprattutto oggi quando viene venduta come scienza vera e propria spazzatura. Un'ipotesi diventa scientifica quando chi l'ha proposta la verifica con metodi che cercano di escludere per quanto possibile errori, condizionamenti e false convinzioni. La stessa esperienza è poi ripetuta da altri individui (chiamiamoli scienziati, per facilitare la comprensione del discorso) che, se ottengono gli stessi risultati, possono confermare o meno che l'ipotesi di partenza è corretta.
Quante volte ho sottolineato che finchè gli studi scientifici non confermano un'idea questa rimane un'ipotesi indimostrata?
Quante volte si dice che l'esperienza personale non è scienza ma "aneddoto"?
L'argomento è vasto ed a tratti ingarbugliato ma proviamoci, ne vale la pena. Dedicherò una serie di articoli alla spiegazione dei meccanismi della ricerca, degli studi, parlerò di come si progetta un esperimento scientifico, quali sono i possibili errori e come si può giungere a conclusioni errate anche senza volerlo.
Spero di non essere noioso e di rendere piacevole la lettura di un argomento che spesso è trattato come "d'elite" e per questo non popolare.
Se la scienza diventasse popolare scomparirebbero dalla Terra l'ignoranza e la superstizione e per i ciarlatani non servirebbero giudici o polizia ma basterebbero le nostre conoscenze, un po' di mente critica ed un sano uso della ragione.

La prima parte è dedicata a ciò che si chiama "evidenza scientifica" con piccole digressioni nel torbido mondo di chi ha provato a bluffare rischiando di truffare l'intera umanità.

Introduzione: Scienza, evidenza ed onestà.

Lo "scientificamente provato" è un concetto molto delicato.
Nonostante questo articolo possa sembrare filosofico e lontano dagli argomenti tipici che tratto lasciatemi scrivere delle riflessioni sulla scienza, gli scienziati e le ricerche.

Viviamo immersi in concetti ormai assimilati come "accertati", diamo per scontati assiomi che abbiamo appreso nei banchi di scuola e la nostra società è regolata da princìpi che sembrano innati, ineccepibili ed innegabili.

Se dico che la Terra è al centro del sistema solare e ruota assieme ad altri pianeti attorno ad una stella potrà sembrare elementare e banale provare a discuterne. E' certo.
Siamo "certi della certezza" di questo fatto?
Ok, non entriamo nella filosofia ma se pensate un attimo alla Terra, chi di voi l'ha "vista"? E chi ha visto che ruota attorno al Sole?
Per dirla tutta, siamo sicuri che la Terra sia un globo che ruota su se stesso? Come facciamo a dirlo, non abbiamo mai visto con i nostri occhi la Terra ruotare né ci sentiamo muovere la Terra sotto i piedi.

Ci fidiamo delle conoscenze di chi ha studiato l'astronomia e la fisica. Crediamo a quello che qualcuno, più esperto di noi in un dato argomento, ci riferisce.
Se gli astronomi dicono che la Terra è rotonda e ruota attorno al Sole ed è immersa nello spazio non può essere che così.
In questo modo, ogni altra teoria che smentisse questa "certezza" fino a quando non viene dimostrata come corretta, resta falsa, sbagliata da chiunque essa provenga.

Questo concetto possiamo applicarlo in tutti i campi dell'esistenza umana. Siamo fatti di atomi ma quanti di noi hanno visto un atomo? Lo sappiamo perchè "qualcuno" ce lo ha raccontato. Siete così sicuri di avere un cuore che batte? Lo avete mai visto? Chi vi dice di non avere un meccanismo svizzero in acciaio che pulsa ritmicamente al centro del petto? Avete dato fiducia ad un anatomista e poi ai suoi successori. Ma se l'anatomista non ha visto mai il pianeta Terra con i suoi occhi, l'astronauta non ha mai visto (probabilmente) un cuore battere dal vivo.

L'essere umano, pur essendo (forse) l'abitante più intelligente del pianeta, non è capace di conoscere tutto. E' praticamente impossibile trovare uno di noi con una cultura tanto smisurata da potersi definire esperto in qualsiasi campo dello scibile umano. L'uomo allora ha pensato bene di "dividersi i compiti": da buon animale sociale ha creato dei campi di utilità e li ha affidati ad ogni componente della comunità. C'è quello che sa procurare cibo, l'altro che sa costruire ripari per la notte, quello che cura le ferite e l'altro che sa orientarsi nella foresta di notte.
Ognuno è utile al gruppo ed in cambio usufruisce dei benefici dello stesso gruppo (tutti per uno ed uno per tutti, no?). Ma l'uomo è mortale, così presto ha capito che quelle conoscenze dovevano essere trasmesse, da padre in figlio e da un componente del gruppo all'altro. La società non avrebbe mai potuto fare a meno dell'esperienza e della sapienza di uno.
Se fosse venuto a mancare il fornaio nessuno avrebbe potuto sostituirlo ed anche il cacciatore, la sarta o il guerriero ne avrebbe sofferto, sarebbe morto ed il gruppo in breve si sarebbe estinto.

Allora si cominciavano a tramandare le arti ed i mestieri, poi le conoscenze e la sapienza.
Ogni generazione avrebbe affinato le arti, imparato dagli errori, selezionato il buono ed il cattivo fino ad arrivare ad una quasi perfezione che ha reso l'uomo un essere imbattibile e praticamente senza rivali. Noi dominiamo sulla Terra perchè siamo stati capaci (grazie alle nostre qualità fisiche) di diventare una società con gli individui interdipendenti tra loro ma assolutamente differenti uno dall'altro.
Tutto questo fino ad oggi.

La scienza si è evoluta così. Ciò che sembrava evidente cinque secoli fa oggi è sorpassato e ciò che sarebbe stata un'eresia nello stesso momento dell'antichità oggi è di una evidenza sfacciata.
Un procedimento scientifico apparentemente sembra un percorso complicatissimo, intricato e con poca possibilità di errore ed invece è talmente semplice che diventa disarmante e per questo passibile di errori.
Se una teoria vuole trasformarsi in realtà deve semplicemente essere dimostrata. Ma non basta una sola dimostrazione, questa può essere dovuta al caso, a fattori sconosciuti, all'incapacità di capire, deve essere ripetibile.

Se sono convinto che gli asini volano e voglio farlo sapere al mondo e per dimostrarlo scatto una foto del mio asino sospeso in aria, devo anche saper dimostrare che quello non è il mio asino lanciato da un dirupo e fotografato al volo mentre precipita ma che ogni asino ha la possibilità di librarsi nell'aria o che almeno il mio lo faccia (allora non tutti gli asini volano ma solo il mio potrebbe essere dotato di questa capacità insolita). In pratica il fenomeno non può essere dichiarato reale se io sono l'unico a vederlo (realmente o fraudolentemente). L'osservabilità quindi è il primo scalino di una dimostrazione scientifica: se un fatto avviene deve essere osservato.
Non devo riuscirci solo io però, si potrebbe pensare che il mio asino voli perchè l'ho gonfiato con un gas leggerissimo, deve riuscirci chiunque voglia ripetere la mia esperienza: la ripetibilità. Chiunque ripeta l'esperienza in quelle condizioni otterrà un risultato simile (o uguale, meglio) al mio.

Allo stesso tempo ogni esperienza deve essere misurabile. Non "a spanne" ma in maniera precisa e riconosciuta.
Se organizzo la dimostrazione del volo del mio asino non basta urlare che c'è stato un leggero ma netto movimento verso l'alto delle sue zampe, deve essere possibile misurare questo spostamento e decidere se è definibile come "volo" o soltanto come un normale movimento degli arti inferiori, la misurabilità.

"Semplice" quindi. Voglio dimostrare al  mondo che gli asini hanno la capacità di volare? Basta aspettare che tutti o la maggioranza degli osservatori ne vedano almeno uno, che chiunque abbia un asino riesca a farlo volare e che quel volo abbia le caratteristiche del volo, in un modo o nell'altro. Se raggiungo questi criteri ho dimostrato una mia convinzione personale trasformandola in un fatto scientifico. Ma non è finita (noiosa la scienza eh?) e queste "lungaggini burocratiche" spiegano anche perchè i progressi della scienza sono spesso lentissimi. In questo modo avrei dimostrato che un asino vola: ma è una capacità di tutti gli asini o quello che ho visto è un asino speciale?
A questo servono le statistiche, gli studi con grossi campioni (cioè possibilità di osservazione del fenomeno) e quelli multicentrici (che si svolgono in posti differenti). Questo perchè il mio asino potrebbe volare perchè soffre di una malformazione che gli ha dato questa possibilità: la mia osservazione quindi non equivarrebbe a quella che gli asini volano ma che ne vola solo uno, il mio.

Ma c'è una scappatoia a queste lunghe procedure. L'evidenza.
Se non riesco a far vedere a tutti il mio asino che vola perchè è timido ed ogni tanto si rifiuta, se non ripete i suoi voli perchè nei giorni nuvolosi si intristisce e rinuncia a spiccare i salti, se quando vola lo fa in maniera tanto confusa e goffa che una misurazione è impossibile, ma vola, e questo lo ritengo certo perchè lo trovo un giorno su un albero, l'altro al terzo piano di un palazzo ed il giorno successivo sopra una torre inaccessibile, vi è un'evidenza. L'evidenza però deve essere controllata: qualcuno porta quell'asino sopra l'albero o la torre? Sono io che con un potente getto d'aria o con delle funi sollevo l'asino fino a farlo salire in alto? Insomma, l'evidenza è un fatto reale o è solo un trucco o l'immaginazione?
Se escludiamo frodi e condizionamenti (potrebbe essere tutto un sogno), l'evidenza è certa: quel fatto avviene.
Non sappiamo come e perchè, nessuno riesce a dimostrarlo scientificamente ma quell'asino vola, c'è poco da fare. Fino a prova contraria.


La ricerca scientifica è proprio come cercare un asino che vola. Per fare un passo avanti deve compiere migliaia di tentativi (ne abbiamo fatti di passi avanti eh?) e solo alcuni di questi superano tutti gli scogli, quello dell'osservabilità (in medicina, se ho la febbre e mangio foglie di salice la febbre diminuisce), quello della ripetibilità (ogni volta che ho la febbre e mangio salice, la temperatura diminuisce) e della misurabilità (ogni volta che ho la febbre e mangio salice, la temperatura presa con il termometro, diminuisce di due gradi).

Potrei anche non conoscere i motivi di questi effetti ma non posso negarli: esistono.
Non so bene perchè, non ho gli strumenti per analizzare il salice ma puntualmente, ogni volta accade la stessa cosa. Se il salice mi fa star bene più di quanto mi può fare stare male la prossima volta che ne avessi bisogno potrei usarlo per abbassare la febbre e potrei consigliarlo pure ai miei vicini, ai miei amici e famigliari ed anche loro avranno gli stessi risultati a fronte di disagi minimi e sopportabili. Poi estendo l'esperienza ai miei colleghi di lavoro così da aver provato il mio rimedio su circa 200 persone. Ho scoperto l'Aspirina. Ma non è tutto.
Devo essere sicuro che gli effetti di questo rimedio non siano il frutto di una condizionamento mentale, che non sia tutta immaginazione e non ho che una scelta per capirlo con maggiore sicurezza possibile: sperimentarlo.

Così come ho agito finora non ho avuto alcuna prova scientifica che il mio rimedio possa funzionare, ho solo un metro personale che potrebbe essere condizionato da tanti fattori ed anche chi volesse utilizzare il mio nuovo prodotto per la sua febbre non può essere sicuro del risultato. Come si fa a sperimentarlo correttamente? Ne parlerò più avanti.

C'è una domanda comunque che assilla tanti scienziati: fino a quando potremo "scoprire" qualcosa di nuovo? Fino a quale limite ci spingeremo?
Forse non tutti ci fanno caso ma soltanto negli ultimi 200 anni (due secoli) abbiamo compiuto dei passi talmente enormi ed inimmaginabili che ora, per forza di cose, il passo rallenta, diventa sempre più fine, non puntiamo a grandi conquiste quanto a piccoli perfezionamenti.
Quattro generazioni fa (quindi per i padri dei nostri nonni o per i nonni di chi è meno giovane) l'invenzione più clamorosa fu la radio, sperimentata da Marconi nel 1895 un'impresa praticamente impossibile fino ad allora. La fotografia non esisteva e fu presentata per la prima volta in quegli anni, così come il cinema, grande e strabiliante invenzione umana. Fu sempre in quegli anni che fu brevettata la lampadina elettrica che oggi è "la norma" in tutte le case e con essa arrivarono anche beni "superflui" come la Coca-Cola.
Poi arrivò l'Aspirina, proprio quella. La compressa che sembra ormai una pillola banale, sorpassata, eppure da quella in poi fu una cascata di scoperte, brevetti, invenzioni che ci portano ai giorni nostri.

Questa storia è affascinante e coinvolgente. Pensare che in pochissimi anni siamo riusciti a passare dal primo aereo allo Space Shuttle è sinceramente strabiliante.

A che punto siamo quindi? Siamo al punto che, tranne scoperte rivoluzionarie, la scienza ha rallentato il suo passo. Di fronte alle grandi invenzioni degli scorsi decenni, probabilmente per qualche anno cammineremo molto più lentamente, che chi ha ipotizzato pure un limite alle scoperte e non è una teoria così stramba, in fondo.
Per questo motivo le evidenze cominciano a scarseggiare (abbiamo avuto tempo a sufficienza per accorgerci dei fenomeni che ci circondano) e dobbiamo affidarci a studi scientifici sempre più complicati e "fini" per passi piccolissimi, tanto che a qualcuno questi sforzi sembrano eccessivi.
E' logico ed economico ad esempio spendere milioni in ricerca e sfruttare risorse importanti per "scoprire" o dimostrare (provare a dimostrare) che sono più efficaci 480 milligrammi di Aspirina invece dei canonici 500?
Ha senso sprecare tempo, denaro e forza per inventare un motore che consuma 1 litro ogni 10 chilometri invece che ogni 9?

Sono problemi al limite della paranoia ma si confrontano con il concetto che la scienza non può fermarsi. Anche un piccolo passo oggi, un'osservazione apparentemente insignificante, un giorno potrà aprire le porte alla rivoluzione, alla conoscenza completa di un argomento, per questo esistono gli scienziati ed i loro studi, per questo motivo i ricercatori continuano a studiare qualsiasi argomento.

E le ricerche e gli studi allora, servono ancora? Certamente sì, ma anche qui si apre un capitolo senza fine.
Sono tutte efficaci? Tutte attendibili? Sono falsificabili? Sono tutte vere o anche tra gli studi più prestigiosi esistono "buchi neri" che lasciano perplessi?
Come in tutte le attività umane la scienza può essere utilizzata a fin di bene o a servizio del male, può essere onesta e pulita come corrotta e falsa, può rappresentare il nobile intento di progredire come l'oscuro fine dell'interesse personale.
Sull'attendibilità degli studi scientifici il dibattito è sempre caldissimo. Uno studio, pur se preciso, ben condotto e valido deve essere letto per quello che è: relativo alle notizie che fornisce senza concludere nulla, anche davanti ad un risultato eclatante.
Questo vuol dire che non esiste certezza nella scienza e non esistono nemmeno studi "definitivi". Quante volte l'avrò detto?
Le novità scientifiche non sono infallibili, eterne o dogmatiche, Popper insegna che anche le conoscenze scientifiche più evidenti e plausibili sono sempre superabili, migliorabili e sostituibili, fino ad essere pure smentibili con il tempo. Una teoria scientifica:
deve disporsi al controllo pubblico, da chiunque, e pertanto disposta a sottoporsi a qualsiasi prova di falsificazione. Se esce indenne da tali prove la teoria risulta buona per risolvere un tal problema, se ne esce falsificata la teoria non è valida, non è scientifica, e in ogni caso qualora risultasse valida verrebbe prima o poi sostituita da una teoria migliore.

Lo "scientismo" è un estremismo negativo, tanto che una scoperta scientifica, per essere ritenuta tale, deve essere falsificabile. Non esistendo scoperta scientifica "eterna" ogni novità smentisce quella precedente. Qualcosa che sembra una contraddizione ma che invece ha definito in maniera più moderna e realistica il pensiero scientifico.
Questo vuol dire che la scienza non è un dolmen immovibile, lo è al massimo nel momento in cui la viviamo ma prima o poi si muoverà ed è pure la risposta alla critica che proviene da parte di molti pensatori "alternativi": la scienza crede di avere la verità in mano.
Non è così. La scienza non può avere la verità in mano, per definizione: per formazione, uno scienziato è qualcuno che si evolve e cambia continuamente conoscenze, ne acquisisce di nuove e con queste trasforma quelle vecchie. Al limite la scienza ha la conoscenza in mano, perchè tutto è relativo al tempo che vive.

L'idea dello studioso con la..."scienza infusa", è antica e proviene dalla visione ignorante e gelosa che le classi povere ed analfabete avevano dei "colti" e degli studiosi. "Sanno tutto loro", "credono di sapere" quando per ironia queste critiche provenivano da persone che non sapevano nulla (non avevano nessuna base culturale) e credevano di conoscere tutto (erano padroni solo di ciò che facevano, coltivare, mangiare, dormire).
Lo scienziato può essere anch'esso presuntuoso e fermo nelle sue posizioni: non è quindi un uomo di scienza ma un uomo di fede e come tale non è attendibile come scienziato.

Allora nella realtà gli studi scientifici che leggiamo nelle riviste di fisica, medicina o chimica, sono tutte attendibili? Dobbiamo crederci ad occhi chiusi?
No.
La risposta è drastica: NO.
Esistono sempre i casi in malafede, lo studioso che per interessi personali falsifica dei risultati o addirittura uno studio intero, questo sia riguardo ad argomenti che incidono relativamente poco sulla vita quotidiana (i rapporti tra le molecole di un materiale plastico ad esempio) sia in quelli che potrebbero condizionare la vita se non la sopravvivenza immediata degli esseri umani (per esempio gli studi sui vaccini).

La malafede è sempre in agguato: scienziati, ricercatori e studiosi non hanno nè una tara genetica che li rende immuni, nè hanno preso i voti di santità, sono uomini e tra loro può esistere la pecora nera. Per questo motivo la ripetibilità dei risultati di uno studio è un meccanismo di controllo: se uno è disonesto è molto difficile che lo siano 10, 100 o tutti gli altri. Lo stesso se l'errore è in buonafede: sbaglia uno ma 1000 controllano. Anche per questo il fantomatico "complotto" medico che nasconderebbe cure efficaci per le malattie gravi è oggettivamente irrazionale.

Esistono esempi di studiosi in malafede che hanno falsificato coscientemente degli studi?
Tantissimi.
Persone rispettabili, con una carriera sicura e redditizia si sono lasciati incantare dalle sirene del successo cadendo poi nella trappola dell'inganno. Dalle pagine di questo blog abbiamo imparato a conoscere Andrew Wakefield e Jacques Benveniste. Ambedue "normali" esponenti della scienza poi caduti nella pattumiera della ciarlataneria. Qualche settimana fa abbiamo conosciuto addirittura dei premi Nobel che poi sono diventati paladini della pseudoscienza. Ma non sono gli unici casi noti.
Ne esistono altri e c'è di peggio: scienziati che hanno falsificato i dati, manipolato le conclusioni, ingannato i colleghi. La frode scientifica è un'onta gravissima nel campo della ricerca è come il doping nello sport e si dice che persino scienziati come Newton o Pasteur durante i loro studi si concedevano qualche "aggiustamento" per confermare le loro teorie. Come E. Racher o William Summerlin.
Quest'ultimo era uno scienziato che si occupava di dermatologia che annunciò di essere riuscito a trapiantare dei tessuti animali tra esseri non compatibili senza causare rigetto. Per dimostrare la sua (eccezionale) scoperta presentò dei topolini bianchi che avevano delle macchie nere sulla pelle, quelle macchie erano i tessuti trapiantati ed il topolino riuscì a mantenerli integri e sopravvivere senza alcun effetto collaterale e rigetto. Una scoperta del genere fu accolta con sorpresa ed incredulità: trapiantare un tessuto o un organo senza provocare alcun rigetto in un individuo non compatibile apriva spiragli incredibili in medicina e soprattutto contraddiceva una marea di studi e ricerche ormai considerate certezze scientifiche.
I giorni passavano e le macchie sbiadivano e quando qualcuno ebbe l'idea di passare un batuffolo di cotone imbevuto d'alcol scoprì che oltre a sbiadire le macchie scomparivano, venivano cancellate dall'alcol. In pratica le zone nere che rappresentavano il "tessuto trapiantato" erano state disegnate da Summerlin con un pennarello. Sembra una barzelletta ma non lo è.
Una frode ridicola, smascherata ed ammessa dallo stesso scienziato quando messo alle strette che si giustificò con il suo stato di salute secondo lui molto precario ed esaurito dal punto di vista nervoso. Da quel giorno, "dipingere il topo" è un'espressione utilizzata negli Stati Uniti per definire la frode scientifica.
Ma fortunatamente questi sono casi limite. La maggioranza degli studi sono realizzati da persone che impegnano la loro vita onestamente ed al servizio del progresso.

Ma se uno studio scientifico è ben fatto ed accurato, mette la parola fine riguardo ad un argomento?
No.
Pure lo studio più attendibile deve sempre essere letto per quello che è e per quello che vuole dire. L'eternità e l'immobilità non sono scienza, ciò che conclude uno studio, pur se preciso e statisticamente corretto, può essere smentito l'indomani con uno studio simile o soltanto perchè si sono svolte misurazioni in maniera differente.
Lo spunto per capire meglio questo fenomeno posso fornirvelo facilmente.

Se io ponessi una domanda: reputate scientificamente dimostrato che il paracadute protegga dai traumi da caduta libera?

Cosa rispondete? Sì!
Qualcuno ha risposto no? Dai, tutti rispondono istintivamente di sì. Il paracadute protegge dai traumi da caduta libera, è palese, evidente, elementare, è scientificamente provato.
Ah sì?
Io vi dico di no, scientificamente (e provocatoriamente).

Non esistono chiari elementi provati e corretti scientificamente che possano confermare questa convizione (comune). Si tratta di una provocazione, è chiaro, ma se ci attenessimo strettamente a ciò che gli studi hanno provato, anche un'idea così banale diventa difficile da dimostrare.
Due medici hanno provato a fare una "review", una revisione cioè degli studi controllati e randomizzati che portassero dati certi a favore dell'opinione suddetta. Non ne esistono. Non esistono dati scientificamente precisi che possano confermare la capacità del paracadute di proteggere un essere umano dalle cadute da altezza elevata. Pensateci bene perchè è pure elementare come concetto: può esistere uno studio ben fatto (cioè con le caratteristiche più esigenti) sull'utilità del paracadute nel proteggere dai traumi da caduta?

Lo studio è pure molto ironico ed è geniale.
Bellissimo il finale:
A questo punto ci rimangono soltanto due opzioni: la prima è di accettare che, date le circostanze eccezionali, si applichi il buonsenso nel considerare i rischi e i potenziali benefici nell’uso di questo tipo di strumento.

La seconda è che continuiamo nella nella nostra maniacale ricerca di una dimostrazione di tipo scientifico, ed escludiamo l’uso del paracadute all’infuori del contesto di un trial condotto in modo adeguato.

L’abitudine che abbiamo creato nella popolazione all’uso del paracadute potrebbe però rendere difficile trovare soggetti che siano disponibili a questo tipo di esperimento. Nel caso, restiamo certi che coloro che sostengono a tutti costi la “medicina basata su prove scientifiche”, e che criticano l’uso di soluzioni che non siano basate su questo tipo di prove, non esiteranno nel mostrare loro stessi la propria dedizione al metodo, e si offriranno volontariamente per uno studio a doppio cieco, randomizzato, con placebo di controllo, sull’uso del paracadute.
Fatevi avanti dunque, chi si offre volontario per far parte del gruppo placebo nello studio sul paracadute?
Fin qui ci siamo?
Siete già stufi o vi interessa?

Bene, nella seconda delle ipotesi proseguirò con questo argomento e nei prossimi articoli proveremo a scoprire cosa vuol dire ricerca e metodo scientifico, come si realizza e si pubblica uno studio, cos'è il placebo o il bias, cos'è una rivista scientifica ed altro, così che chi è mosso da reale curiosità per la vita possa comprendere meglio i meccanismi che la condizionano.

Alla prossima.
lunedì 16 gennaio 2012

Omeopatia animali e bambini

Se l'omeopatia è solo effetto placebo, come fa a funzionare anche sugli animali o sui bambini?

E' una delle obiezioni più comuni quando un omeopata si scontra con la mancanza di effetto evidenziata dagli studi scientifici. Ma se l'omeopatia fosse un placebo come risulta da qualsiasi studio ben fatto, come mai funziona con gli animali? E sui bambini?
Questi non si fanno "convincere" o condizionare, i risultati evidentemente sono reali.
Chi ascolta questa risposta (e non conosce bene le scorciatoie logiche e verbali) spesso non sa come rispondere.
Cerchiamo allora di capire se l'affermazione che l'omeopatia funziona sugli animali (iniziamo da loro) è vera. Ma partiamo da lontano.
In Gran Bretagna (dove le cure omeopatiche sono rimborsate dal servizio sanitario nazionale), solo 50 veterinari su oltre 20.000, risultano "omeopati" (lo 0,25%), pochissimi. Nell'aprile 2005 l'associazione europea dei veterinari emanò un comunicato nel quale sottolineava che in veterinaria devono essere utilizzati metodi scientifici e non altri senza prova di efficacia, inclusa l'omeopatia. L'uso dei rimedi ultradiluiti negli animali dunque, è poco più di un mito divulgato più dalle aziende omeopatiche che dai medici veterinari. Chi conosce il trasporto e l'affetto che si può provare nei confronti di un animale, può comprendere come l'aspettativa e l'illusione di prendersi cura del proprio cucciolo siano strumenti potentissimi utili a "guarire" l'apprensione del padrone e, per conseguenza, la malattia passeggera dell'animale. Altre volte il dichiarare un animale come "guarito" dall'omeopatia risponde soltanto ad un'esigenza di mercato, quella di un pubblico (di nicchia ma sempre presente) che richiede trattamenti "olistici" (termine che non ha alcun significato scientifico) per qualsiasi cosa succeda nella vita, comprese le malattie dei propri animali.

Che gli animali non siano condizionabili è una sciocchezza, non servirebbero studi scientifici (che comunque esistono) ma la semplice osservazione: non si capisce infatti perchè gli animali non dovrebbero subire l'effetto placebo che è un processo inconscio per definizione e non volontario, per assurdo anzi gli animali potrebbero essere ancora più soggetti agli effetti del placebo anche per un semplice meccanismo di condizionamento.
Se abituiamo il nostro cane ad abbaiare ogni volta che gli mostriamo un cappello, questo non vuol dire che i cappelli causano l'abbaiare del cane, così come se lo addestriamo a darci la zampa dopo un colpetto che gli diamo sulla testa questo non può farci concludere che i colpetti nella testa dei cani causino uno scompenso neurologico che si trasmette tramite il sistema simpatico e si esprime in una contrazione muscolare che fa tendere i muscoli della zampa verso la nostra mano. Lo abbiamo semplicemente addestrato, condizionato.
Uno dei primi (e più noti) esempi di condizionamento animale è quello di Pavlov.
Non è un caso che l'effetto placebo sembra mediato da una sostanza (si chiama dopamina) che è legata ai meccanismi del piacere e della ricompensa e che le aree cerebrali coinvolte nei risultati del placebo sono quelle più ricche di recettori per questa sostanza, presente anche negli animali. Sono note risposte evidenti da parte degli animali al semplice effetto placebo: esperimenti hanno mostrato come sia possibile avere una risposta immunosoppressiva addirittura superiore a quella ottenuta con i farmaci (ciclofosfamide) in animali esposti ad uno stimolo di condizionamento ed al placebo o addirittura ottenere un aumento di sopravvivenza al trapianto cardiaco e le prove di questo fenomeno sono evidenti.

Prima leggenda smentita quindi: gli animali sono condizionabili e rispondono perfettamente all'effetto placebo.
Ma qualcuno ha studiato gli effetti dell'omeopatia negli animali? Certamente e gli studi più raffinati confermano quanto si sa sull'omeopatia: non funziona più di un placebo. Se l'animale non ha alcuna malattia importante, prendersi cura di lui lo fa "stare meglio": è più vivace, mangia con appetito, il decorso della malattia è meno violento. Se invece l'animale ha una malattia incurabile o grave non ci sarà omeopatico capace di guarirlo. Sembra una banalità ma è esattamente quello che succede negli esseri umani.

Ma a proposito di malattie degli animali, recentemente l'attenzione si è concentrata sulle mastiti (infezione delle ghiandole mammarie) delle mucche da latte, infiammazione molto frequente in questi animali costretti a condizioni di vita stressanti e spesso innaturali, l'Unione europea vorrebbe stanziare con due milioni di euro una sorta di esperimento sulle mucche: curarle con l'omeopatia visto che l'uso indiscriminato di antibiotici può essere pericoloso (e questo è vero).
Su cosa si basi questa geniale intuizione non lo sappiamo, visto che gli studi e le prove mostrano il solito effetto placebo dell'omeopatia nella cura della mastite delle mucche (e non solo in questa, l'omeopatia non funziona nemmeno per altre malattie). Per essere precisi poi, dovremmo chiedere agli omeopati come facciano a "personalizzare" i rimedi omeopatici (questo è uno dei pilastri dell'omeopatia, che non cura "la malattia" ma "l'individuo"...anche la mucca quindi), di cosa si discute con una mucca? Come si fa a capire il suo carattere?
En passant c'è da dire che l'Animal Welfare Act, l'insieme di leggi che regolano i diritti degli animali negli Stati Uniti, proibisce di utilizzare trattamenti non scientifici nelle cure veterinarie di malattie gravi. Ma le nostre mucche sono europee.

Cura olistica per animali
A prescindere dalla loro provenienza però, si sa che preparati omeopatici nelle mucche da latte, paragonate al placebo non hanno modificato per niente la percentuale di cellule animali nel latte (che sono un segnale del grado di infezione). L'omeopatia paragonata al placebo ed agli antibiotici ha dato risultati ancora più interessanti.

L'antibiotico funzionava l'omeopatia no (nulla di strano fin qui).

Ma la cosa più interessante è che due terzi degli animali del gruppo omeopatico e del gruppo placebo, sono migliorati clinicamente dopo una settimana allo stesso modo. Se non avessimo avuto un gruppo di controllo con il placebo la ricerca avrebbe concluso che l'omeopatia funzionerebbe nelle mucche con mastite, la maggioranza di loro in una settimana stanno meglio. In realtà sono migliorate nello stesso periodo di tempo anche con l'acqua semplice, in parole povere: anche "curare per finta" una mucca la fa migliorare ma non quanto curarla davvero. E' uno dei meccanismi di "funzionamento" dell'omeopatia e si rileva anche nell'essere umano.
Se curi un'allergia con l'omeopatia per sei mesi (molte cure omeopatiche sono "casualmente" prolungate nel tempo) è altamente probabile che con i cambi di stagione (ma anche di alimentazione, vita all'aria aperta, contatti, temperature ed abbigliamento) l'allergia migliori o sparisca del tutto. Anche se non avessimo assunto nulla quindi saremmo "guariti". La differenza tra omeopatia e non assumere nulla? Il portafogli molto più leggero e la sicurezza di essere stati condizionati.
Il continuo riferimento all'omeopatia che funziona con gli animali quindi non ha alcuna base nè sostegno scientifico.
E' piuttosto un sintomo di quanto siano condizionabili i proprietari più degli animali. L'omeopatia funziona su di loro, non sui loro amici a quattro zampe: credono di curarli, la malattia a volte passa (quando può risolversi spontaneamente) e loro sono contenti di averli curati. Lo dice anche un veterinario inglese in una lettera inviata ad un giornale che discuteva proprio dell'argomento: "ogni buon veterinario conosce il potere che possiede nel proprio ambulatorio".
E' lo stesso che poss
iedono molti omeopati: convincere di curare fa stare meglio, anche se la cura non esiste.
Ma c'è anche un altro argomento simile. L'omepatia funziona sui bambini, impossibile quindi invocare l'effetto placebo, i bambini non sono suggestionabili.

Fortunatamente non è vero. Chi è genitore sa che prendersi cura del proprio pargolo è la migliore medicina che esista. Basta poco: la voce della mamma, qualche carezza ed il decorso delle malattie benigne del bambino scorrono come devono, si autolimitano. Quando invece la malattia è grave non esiste omeopatico che possa migliorarla o guarirla.
Il difficile in questi casi è curare l'ansia del genitori.
L'effetto placebo sui bambini ha una doppia valenza. Non funziona solo direttamente sul piccolo da curare ma anche su mamma e papà.
La convinzione che si stia facendo qualcosa, che ci si occupi del bambino, che si somministra "un medicinale", tranquillizza il genitore, lo rilassa e gli fa vivere i disturbi tipici dell'infanzia con molta meno apprensione ed ansia.
E' per questo che molti medici, di fronte ad una mamma eccessivamente preoccupata o ipocondriaca, prescrivono granuli omeopatici (che come sappiamo sono semplicemente delle caramelline di zucchero) pur di farla sentire più tranquilla.
Provare a curare una malattia grave con l'omeopatia è assolutamente pericoloso.
Che i bambini siano particolarmente sensibili all'effetto placebo è stato notato anche sperimentalmente.
In Francia, un gruppo di ricercatori ha analizzato gli studi sui farmaci antiepilettici. Negli studi i farmaci sperimentati erano paragonati ad un placebo (per misurarne le differenze di risultato) e ciò che si è visto è che nei vari studi, i bambini più piccoli mostravano più sensibilità (quindi più effetti) al placebo rispetto a quelli più grandi. In poche parole il placebo, negli studi analizzati, è più efficace (per più del 50%) nei bambini piuttosto che nei ragazzi.

Traducendo quello che ci dicono gli studi scientifici, l'omeopatia è in grado di "curare" ciò che si cura da solo mentre non ha alcuna efficacia nelle malattie ed il colmo è che non è facile trovare risultati nemmeno in patologie di tipo psicosomatico o neurologico che potrebbero trarre vantaggio da un condizionamento psicologico. La storia dell'omeopatia efficace con i bambini quindi è l'ennesima leggenda diffusa senza alcuna base reale. In una malattia incurabile per la medicina, l'uso dell'omeopatia ha un solo risultato: maggiori spese. Anche nei bambini.
Un esempio può essere la cura della dermatite atopica, una patologia della pelle che non ha cure specifiche (quelle disponibili al massimo procurano sollievo dai sintomi o miglioramenti passeggeri) e che guarisce quasi sempre dopo qualche anno dalla comparsa. La medicina fallisce, l'omeopatia pure ma quest'ultima costa quasi il doppio della prima.

In effetti sarebbe stato piuttosto singolare che l'omeopatia avesse effetti sui bambini e sugli animali senza averne sugli umani adulti, il meccanismo del presunto funzionamento non ha nulla a che vedere con i misteriosi poteri pubblicizzati dagli omeopati, effetto placebo e fede, bastano ed avanzano per convincere il più ansioso dei genitori ed il più ostinato degli allevatori.
Un aneddoto proviene proprio da un veterinario. Un signore gli porta il suo cane per un controllo. Il povero animale è in brutte condizioni, ferite cutanee, escoriazioni, zone senza pelo. Il veterinario propone degli esami ma il proprietario del cane non vuole spendere soldi e così il veterinario deve limitarsi ad un esame superficiale ed ad una biopsia cutanea.
Con pochi dati per interpretare la malattia dell'animale, il veterinario le prova tutte. Prescrive farmaci, trattamenti ma niente, il cane non guarisce.
Il proprietario allora decide di cambiare tattica, annuncia al veterinario che si recherà dal suo omeopata e così sparisce.
Dopo qualche mese il veterinario vede di nuovo cane e padrone. "Guarda qui che risultati" esclama il signore, tutto merito del mio omeopata che è riuscito dove tu non hai saputo ottenere nulla. Il veterinario resta stupito: il cane aveva un aspetto pessimo, sicuramente peggiore di quando lo aveva controllato la prima volta. Restò senza parole.
Concluse così che pur se il cane non era migliorato, per il suo proprietario lo era e questo era sufficiente a renderlo soddisfatto, per lui era guarito.
Questo fenomeno è comunissimo (qui altri casi raccontati dal veterinario di prima) e capita a tutti i medici,  parecchie volte. Convincersi di essere migliorati, chiudere la porta alla realtà (dura) e preferire una rassicurante "guarigione virtuale" che oggettivamente non esiste.

Quando si ha una malattia serve una medicina, quando la malattia non ha cure non sarà certo l'omeopatia a cambiarne il decorso.
L'appello quindi è sempre valido: non utilizzate prodotti omeopatici per curare le malattie. Se amate questa pratica per qualsiasi motivo (rilassante, tranquillizzante, emozionante) e non state davvero male, siate liberi di spendere tutti i soldi che volete, in questi casi l'unico effetto collaterale conosciuto è il portafoglio che perde di consistenza.
Fatevi furbi comunque, basta comportarsi esattamente come il proprietario della più grande azienda omeopatica al mondo, Christian Boiron, che quando ha una malattia si cura con farmaci veri.






Alla prossima.
 
Powered By Blogger