mercoledì 4 maggio 2016

Disintossicazione? La facciamo già, il resto è truffa.

Erano gli anni '70 quando, per l'entusiasmo per le nuove scoperte scientifiche e le difficoltà della generazione di genitori che veniva dritta da una guerra (e quindi da fame e povertà), la gente si esaltava (e veniva esaltata) con i rimedi miracolosi della medicina moderna (dei tempi), i cassetti delle famiglie italiane erano pieni soprattutto di due classi di farmaci: i ricostituenti e i disintossicanti.
La prima classe era rappresentata quasi esclusivamente da vitamine o complessi vitaminici, i bambini, per crescere sani, dovevano essere imbottiti di vitamine, per essere più intelligenti il fosforo, per la crescita la vitamina D e per le ossa l'olio di fegato di merluzzo.
Se in un'epoca di carestia (quale poteva essere un periodo di guerra) l'integrazione con vitamine poteva essere un mezzo salvavita, in anni di benessere una persona in buona salute che si nutre normalmente e variando la dieta, non ha bisogno di alcuna integrazione, né di vitamine né di altro. L'interesse per i ricostituenti svanì con gli anni ma anche oggi, senza usare quel termine, la convinzione che servano vitamine per qualsiasi fase della vita, è abbastanza radicata. Si tratta semplicemente di una convinzione indotta dal marketing selvaggio e dalla pubblicità. Ne riparlerò in futuro.
Oggi mi soffermerò su un'altra convinzione che (al contrario di quella relativa alle vitamine) vede aumentare il suo fascino: la disintossicazione. Un concetto generico e che ha poco a che fare con la medicina.
Con gli Stati Uniti che fanno da capofila, in tutto il mondo si è convinti che serva "disintossicare" artificialmente il nostro organismo per stare meglio, prevenire le malattie ed addirittura guarirle.
Falso.
Il nostro organismo è già adattato (e ci mancherebbe altro) per "disintossicarsi" e non c'è nessun motivo per usare sostanze, macchinari o medicinali per aggiungere disintossicazione a quella che già esiste naturalmente.
Per disintossicazione si intende l'eliminazione dal corpo delle sostanze nocive o velenose. Queste possono derivare o da fattori esterni (avvelenamenti accidentali o volontari) o interni (le sostanze di scarto ed i derivati del metabolismo normale dell'organismo).
Esistono due strumenti fondamentali che aiutano l'organismo a liberarsi dalle sostanze non necessarie o dannose che si accumulano nell'organismo. I reni (soprattutto questi) ed il fegato. In seconda battuta tutti gli organi contribuiscono a questo fenomeno (una sorta di filtro necessario alla sopravvivenza) e quindi anche polmoni, intestino, cute ed altri, aiutano il corpo a mantenersi in un equilibrio stabile e sano, trattenendo ciò che ci serve per la sopravvivenza, eliminando ciò che è in eccesso o il cui accumulo diventerebbe dannoso.
Quando uno di questi organi non funziona o non riesce a fare bene il suo lavoro, ecco che bisogna "curarlo" o sostituirne i compiti con un intervento esterno.

Il rene

Ne abbiamo due, posti lateralmente a destra e sinistra del tronco, sono grandi più o meno come il pugno di una mano. Hanno il compito di eliminare le sostanze di scarto dell'organismo (soprattutto composti azotati) ma anche quello di equilibrare i liquidi del corpo e produrre sostanze molto importanti.
I tanti vasi sanguigni che li raggiungono portano un importante quantitativo di sangue che è così "filtrato" e "purificato" nel suo lungo cammino all'interno di ogni rene. In una sua porzione chiamato "glomerulo", i vasi sanguigni sono "raggomitolati" e purificano il sangue lasciando che solo le molecole più piccole (sali, acqua...) e non utili all'organismo possano andare verso l'esterno (formando l'urina) mentre le più grandi tornano in circolo perché vengano riassorbite da un'altra parte del rene. Dal rene, il liquido che ormai è urina, passa attraverso un tubo (uretere) che lo porta nella vescica. Da qui potrà essere emessa all'esterno, liberando il corpo da tossine, sostanze in eccesso o inutili, tutte disciolte in acqua.

Il fegato

Si trova vicino allo stomaco, sul lato destro del corpo, subito sotto il polmone destro. Abbastanza voluminoso (circa 20 cm.), ha un colore marrone-bluastro. Le sue funzioni principali sono quelle di immagazzinamento di sostanze, di produzione di altre e di depurazione. L'organo è la sede di produzione di glucosio, di alcuni grassi (il colesterolo, ad esempio), sostanze importanti per la sopravvivenza (come i fattori della coagulazione). La sua principale forma di disintossicazione è la conversione dell'ammoniaca che si produce nel corpo (sostanza tossica) in urea (tossica ma a concentrazioni più alte). La sua assenza (malattia, incidente, infezione...) è molto grave perché non esistono mezzi che ne sostituiscano le funzioni.

Con le funzioni del rene e del fegato e con la collaborazione di altre parti del corpo (le ghiandole sudorifere ad esempio ma anche i polmoni che emettono l'anidride carbonica in eccesso o l'intestino che espelle sostanze inutili alla sopravvivenza), l'organismo si disintossica in maniera regolare, efficace, precisa e senza sosta.

Gli organi per la disintossicazione del nostro corpo quindi li abbiamo già. Non serve altro. Non serve spendere soldi o comprare farmaci o sostanze, non serve sottoporsi a trattamenti particolari.
In caso di malattia o avvelenamento sì. Per esempio se uno degli organi suddetti non funzionasse bene. Nel caso del rene, ad esempio, una sua insufficienza (o assenza o malattia) è necessario sottoporsi ad un trattamento particolare: il filtro che era rappresentato dall'organo lo riproduciamo esternamente con un macchinario che esegue una procedura particolare che si chiama dialisi. Fa esattamente quello che faceva il rene, filtra, depura il sangue dalle sostanze che, accumulandosi, lo intossicherebbero irreversibilmente causando danni e persino la morte. Nel caso del fegato non abbiamo molte alternative al trapianto, non esistono ad oggi macchinari che possano sostituirne la funzione.
Ma, come spesso accade, pubblicità ingannevoli e ciarlatani, approfittano dell'ignoranza scientifica diffusa e ci convincono che dobbiamo "disintossicarci" per forza, spesso senza neanche sapere da cosa, ci inculcano l'idea che "disintossicandoci" potremmo vivere meglio: balle. I truffatori agiscono puntando su un'idea istintiva che abbiamo del benessere: tutti i mali sono causati da "tossine" e quindi per stare bene bisogna eliminarle.
È un'idea antica, quasi innata nell'uomo. Quando non si conoscevano i meccanismi del funzionamento del corpo, tutto sembrava causato da "miasmi", "tossine", "umori", si cercava una colpa per il male quando le "colpe" (infezioni, virus, batteri, malattie, genetiche...) erano praticamente sconosciute. Se fate caso, su queste teorie, si basa la maggioranza delle medicine alternative.

Così si vendono preparati disintossicanti, diete particolari, macchinari che disintossicano e persino, per alcuni di questi, è possibile "vedere" con i propri occhi, delle sostanze che fuoriescono dal corpo, dandoci così l'idea (e spesso convincendoci) che davvero stia avvenendo una disintossicazione.
Le diete "disintossicanti" avrebbero come scopo quello di liberarci delle tossine. Non è dato sapere con esattezza di quali tossine si stia parlando visto che le "tossine" (quelle vere), come abbiamo visto, le eliminiamo già. In realtà le "diete disintossicanti" sono uno dei tanti modi di "personalizzare" un prodotto in commercio, che nutrono normalmente nella migliore delle ipotesi (sono quasi tutte a base di frutta e vegetali). Se ci alimentiamo bene e variando gli alimenti, preferendo gli alimenti vegetali, non dobbiamo disintossicarci da nulla. Se invece abbiamo esigenze dietetiche particolari (sovrappeso, diabete, attività sportiva ed altro), la dieta sarà personale e non "disintossicherà", ci darà semplicemente modo di introdurre gli alimenti in maniera più ordinata e adatta alle nostre esigenze.
Tra le sostanze proposte ne troviamo alcune molto singolari: l'alga spirulina, la zeolite, le argille, le vitamine, le sostanze chelanti.
Anche in questo caso: non c'è alcun motivo per usarle se il nostro corpo funziona bene e mangiamo correttamente, alcune di queste sostanze (quelle chelanti, ad esempio) possono esporre inutilmente a rischi anche gravi. Nella maggioranza dei casi (in quelli permessi dalla legge, quindi per esempio per prodotti in vendita in farmacia) l'azione di queste sostanze è molto blanda, poco efficace e temporanea. Questo le rende dei prodotti quasi sempre innocui e non pericolosi e, nello stesso tempo, senza alcuna efficacia "disintossicante" e per dirla in breve, sono fondamentalmente dei placebo che ci danno l'impressione di fare qualcosa di positivo per il nostro corpo.

Sono insomma tutte patacche che fanno bene solo a chi le vende, garantito.

Macchinari

Di questi macchinari ne esistono diversi ma quello più diffuso e truffaldino è un macchinario che promette disintossicazione semplicemente immergendo una parte del nostro corpo (quasi sempre i piedi in una sorta di pediluvio) in una bacinella piena d'acqua tiepida nella quale si versa un po' di sale (normale sale da cucina). Un piccolo dispositivo entra in azione e nella bacinella piena d'acqua inizia a vedersi qualcosa, prima l'acqua sembra quasi "bollire" e poi si tinge di un colore marroncino fino a diventare francamente colorata (sembra acqua sporca) ed ecco che la disintossicazione è avvenuta, quasi un miracolo, a pagamento naturalmente.


Alcuni macchinari sono semplici (un corpo macchina, due cavi, un oggetto che si mette nell'acqua (contiene due placche di metallo), alcuni componenti elettrici. Altri sono più complessi: luci e spie, interruttori, suoni, un modo per renderli più "esoterici" e "seri". Esistono alcune aziende (anche italiane) che li producono in serie.
Alcune persone che si sono sottoposte a questi trattamenti riferiscono di effetti "strani": senso di benessere, calore che attraversa il corpo, rilassamento generale. Si tratta di semplice effetto placebo: non c'è alcun motivo per cui quei macchinari causino un effetto generale, la corrente con la quale funzionano è a bassissima intensità e non causa effetti né locali né generali.


Naturalmente il venditore parla di miracolosa disintossicazione da scorie e tossine ma non c'è niente di vero, altri parlano di "espulsione di metalli pesanti" ed altro ancora. Qualcuno gioca con i soliti termini pseudoscientifici: "riequilibrio", "energie", "flussi biologici", si cercano nomi "esotici" che attirano la curiosità, come "bio-detox", "foot detox", "water detox" eccetera, il succo è uno solo: sono sciocchezze.
Dalla cute non fuoriesce nulla, non c'è nessuna sostanza emessa dal corpo, l'acqua della bacinella si colora per un noto meccanismo chimico-fisico e se si analizzasse quell'acqua colorata si troverebbero particelle di metallo (una sorta di "ruggine") che derivano dalle placche metalliche che formano l'elettrodo immerso in acqua (mascherate in genere da una scatolina di plastica).

Questi macchinari "miracolosi" sono molto diffusi, li vendono on line ma si possono trovare in studi medici, in negozi di erboristeria, centri estetici e cliniche del benessere.
Una "naturopata" britannica Mary Staggs (laureata in naturopatia per corrispondenza) si autodefinisce l'inventrice dell'apparecchio. Uno di questi macchinari è stato analizzato da un'azienda di elettronica americana che ha trovato un box con un timer, cavi e due piccoli tubi di rame, più interruttori, luci e display. Sono truffe, niente di più.
Tempo fa collaborai allo smascheramento di uno di questi centri. Prometteva di "disintossicare" (addirittura espellendo "cibo non digerito" o "calcoli renali" mediante il pediluvio) il corpo semplicemente immergendo i piedi in una vaschetta piena d'acqua che gradualmente si colorava di marrone. Il centro fu smascherato da una trasmissione televisiva ed il suo proprietario ebbe la faccia tosta di scrivermi in privato dicendomi che le prove scientifiche di funzionamento del suo macchinario esistevano (le ho chieste ma ovviamente non sono mai arrivate).
Per spiegare il meccanismo di funzionamento del suo apparecchio scrisse un insieme di termini confusi e dal vago sapore tecnico, li ricopio per gli appassionati:
il ns. apparecchio, ad uso estetico e di benessere, è elettrico e MAGNETICO contemporaneamente, non ha nessuna scatoletta con una piastra di metallo ma è fornito di un generatore di emissione di ioni che si differenzia da quello di altri apparecchi apparentemente simili in quanto "polarizza" la diffusione della corrente nella vaschetta, ovvero crea alternativamente una zona con un potenziale elettrico positivo in corrispondenza di un piede, e negativo in corrispondenza dell'altro, invertendo periodicamente questi potenziali (questo è dovuto al fatto che l'elettrodo presenta un polo verso destra ed un altro polo verso sinistra, a differenza degli altri elettrodi dove i due poli sono concentrici o come quello da Lei citato), genera un'azione combinata elettrica e di particolari campi magnetici pulsati. I dipoli entrano in biorisonanza e le cellule vengono predisposte al trattamento. 
Tanti giri di parole (e qualche parolone pseudoscientifico che male non fa, come "biorisonanza" che corrisponde a "ciarlataneria") per ribadire ciò che avevo già detto, il fenomeno dell'elettrolisi (che per verificarsi ha bisogno di due elettrodi) avviene indipendentemente da tutto il resto, la "sporcizia" che si vede nella vaschetta dipende da questo e non da improbabili disintossicazioni o emissioni di sostante dal corpo umano.
La disintossicazione con questo tipo di macchine è molto diffusa, le sue origini sono antiche e se ne iniziò a parlare in America (terra fertile per i ciarlatani). Qualcuno pensò bene di importare i macchinari ed oggi in molti centri italiani si usano questo tipo di false cure.
Il motivo per cui l'acqua assume un colore particolare, come detto, non è legato a nessun processo dell'organismo, non c'entra con la disintossicazione e non è dovuto all'espulsione di nessuna sostanza derivante dal corpo. Il colore marrone è dovuto al dissolvimento di ioni metallici (ferro, a volte rame) a sua volta dovuto alla presenza di placche metalliche nelle quali scorre corrente elettrica, si tratta di un fenomeno ben conosciuto dal nome noto: elettrolisi.
Quella colorazione deriva quindi dalle placche metalliche e non dal corpo umano che, durante quel "pediluvio" non emette nulla né si disintossica da qualcosa: si tratta di una banale truffa, anche di basso livello (come tutte, d'altronde).

Eppure qualche centro continua a proporre questi trattamenti di disintossicazione truffaldini, il loro costo varia (anche 80 euro a trattamento), non serve alcuna preparazione né titolo medico per eseguirli (l'esperimento dell'elettrolisi lo insegnano alla scuola media) e non c'è nessun beneficio (oltre a quello per il portafogli del negoziante) dal pediluvio con l'acqua sporca.

Il giro d'affari della "disintossicazione" è enorme. Si troveranno anche trattamenti con olii e beveroni che "disintossicherebbero" il fegato, la cistifellea, l'intestino (lavaggi intestinali, epatici, gastrici), tutte procedure senza base scientifica né effetti.
Credo quindi che sarebbe molto più utile ed intelligente evitare di regalare soldi agli imbonitori, in caso contrario gli confermeremmo che gli ingenui sono tanti e che rubare soldi è un gioco da ragazzi. Sarebbe quindi opportuno disintossicarsi dall'ingenuità, dalla creduloneria, dalla voglia di miracolo a tutti i costi, usando capacità critica, scetticismo ed informandosi da fonti scientifiche prima di diventare l'ennesimo truffato, ripulito sì ma esclusivamente dai suoi soldi.

Alla prossima.

giovedì 7 aprile 2016

Che male vuoi che faccia: il parto in casa.

Se abbiamo una possibilità di cura, questa è nella medicina, né nei riti magici e nemmeno tra le pieghe delle tante finte terapie che si trovano in giro. Questo è da ribadire perché un insistente marketing da parte della lobby dell'alternativo, cerca di dipingere la medicina ed i luoghi in cui si pratica come un girone infernale ed il paradiso sarebbe rappresentato da granuli di zucchero, massaggi energetici o pozioni magiche. Si tratta di una grossa bugia con il solo scopo di guadagnare senza curare.
La medicina è fatta dall'uomo, con tutte le conseguenze, anche negative ma non esistono "alternative" ad essa, è un controsenso.
La medicina è il risultato di un percorso, di controlli, prove ed esperienza. Alternativa a tutto questo è affidarsi all'improvvisazione, al caso, all'opinione personale e questo, quando si parla di salute, è molto pericoloso.
Se è corretto limitare l'uso dei farmaci quando non necessari e l'eccessiva medicalizzazione di ogni atto umano, quando si ha un problema non c'è pozione magica che ci possa salvare. La medicina si usa quando c'è qualcosa che non va ed ovviamente, questo qualcosa, spesso succede quando meno ce lo aspettiamo. Per questo spesso si commette un errore molto grave, considerare le pseudomedicine come qualcosa di inoffensivo. La stessa omeopatia, la pseudomedicina più diffusa al mondo, fa suo uno slogan che è un pugno in faccia alla ragione: "non ha nessun effetto collaterale", evidente, se non contiene nulla non provoca nulla di negativo ma nemmeno di positivo.

Farsi abbindolare dalle sirene affascinanti della medicina alternativa quindi può essere quindi un brutto salto nel buio, anche logico: se qualcuno non si fida della medicina che subisce dei controlli e delle verifiche, come può fidarsi di qualcosa che non ha mai dimostrato di funzionare e che fugge il controllo?
Anche l'evento più fisiologico che esista, il parto, può complicarsi e la cosa da ricordare è che la maggioranza delle complicazioni da parto sono imprevedibili. Proprio per questo conviene avere a disposizione i mezzi per provare a rimediare.
Ho già parlato altre volte della possibilità di partorire a casa, per certi tipi di gravidanza (per esempio quelle senza patologie o condizioni di rischio, in donne che abbiano già partorito), il parto in casa è una possibilità che non espone a particolari rischi (ed anzi sembra avere dei benefici). Già, però certi rischi non puoi prevederli e quindi si devono tenere presenti alcune cose. Ad esempio farsi assistere da personale qualificato, oppure assicurarsi di poter raggiungere un ospedale in breve tempo. Oppure fidarsi della medicina, dipinta come il male da alcuni ma che ha consentito, anche a questi furbetti della salute, di arrivare integri fino alla loro età.
Non ci sono leggi che regolano il parto, non possono esserci, così in qualche nazione non è prevista una regolarizzazione del settore dove quindi chiunque può improvvisarsi ostetrica ed agire come preferisce.

Così è accaduto in Australia il 24 gennaio 2012.

Caroline Lovell, 36 anni, ha scelto di partorire a casa sua e di provare il parto in acqua utilizzando la vasca di casa, è stata sempre attratta dalla possibilità di partorire in casa, anche se il primo suo parto avvenne in ospedale. Ad assisterla Gaye Demanuele, ostetrica, nota nell'ambiente ed anche lei decisa attivista per il parto in casa (ed attiva anche su altri fronti come il pacifismo) che, quattro mesi dopo il parto di Caroline, scelse di cancellarsi dal registro delle ostetriche australiano perché non voleva fare parte di un sistema che obbliga le donne a ricevere farmaci e trattamenti medici durante il parto. Secondo la donna il parto in ospedale "riduce la possibilità delle ostetriche di prendersi cura delle donne in un sistema sanitario centrato sulla persona e olistico [...] un sistema nel quale troppe donne e bambini soffrono gli effetti di frequenti procedure, spesso non necessarie, che procurano un trauma fisico e psicologico alla nascita".

Una posizione forte e nemmeno così rara, anzi, molto comune nella ristretta cerchia delle ostetriche estremiste (anche di casa nostra) che terrorizzano la donna dipingendo il parto in ospedale come un'esperienza terribile (ed al contrario quello a casa, ovviamente assistito da loro, come la soluzione ideale).
Idee estreme che non hanno come scopo quello (corretto) di ridurre la medicalizzazione della gravidanza e del parto, questo infatti non significa rigettare la scienza ma usarla se serve mentre le ostetriche "olistiche" hanno uno scopo molto più personale (e venale). Il parto non è un evento da medicalizzare ma è un evento come un altro e, come qualsiasi evento, può diventare (molto raramente) problematico. Il punto è che quando si è impregnati di ideologia si tende a diventare estremisti e invece di considerare ogni caso come caso singolo si combatte una guerra contro tutto ciò che è medicina, come se rappresentasse il male, dimenticando che il male ci colpiva duramente e senza sosta proprio quando la medicina non esisteva.
Caroline aveva già avuto un primo figlio partorito in ospedale con la complicanza di un'emorragia post partum (fattore che aumenta il rischio che l'incidente si ripresentasse la seconda volta) ed aveva espresso al suo medico curante ed ai ginecologi che l'avevano vista in ospedale l'intenzione di partorire a casa, rifiutando alcuni farmaci (era moderatamente anemica) e dei controlli. Un elemento importante è proprio il fatto che la sua gravidanza non aveva le caratteristiche che permettevano un parto in casa con pochi rischi, secondo le linee guida più moderne Caroline avrebbe rischiato di meno partorendo in ospedale, l'unica speranza è che fosse informata di questo particolare.
Passa quindi il tempo e si arriva alla fine della gravidanza.

Il parto arriva quando previsto, tutto va bene. L'ostetrica la lascia da sola, dentro la vasca in una stanza buia per non interferire nel primo approccio mamma-figlio. Durante tutto questo tempo, sembra dalle testimonianze, l'ostetrica non controlla Caroline, non esamina le sue condizioni e, quando la donna si alza per coricarsi in un letto, sviene, perdendo coscienza. L'ostetrica inizia delle manovre (a quanto pare non adeguate) di rianimazione.

A quel punto l'ostetrica che si batte per la libertà della donna si allarma e finalmente chiama l'ospedale. Caroline è in arresto cardiaco.
All'arrivo dei sanitari si riesce a rianimare Caroline e trasportarla in ospedale ma l'emorragia e l'arresto cardiaco hanno già compromesso la situazione, i danni sono irreversibili e la donna muore dopo 12 ore.
Emergono particolari preoccupanti. Raccontati dal coroner alla stampa, quasi tutti i particolari della vicenda provengono dalla testimonianza diretta di un'altra ostetrica, giovane, alle prime esperienze e che accompagnava la Demanuele durante la sua attività, al parto ha assistito anche una "doula" (donna senza competenze che fa "compagnia" alla partoriente).
Sembra che l'ostetrica non si sarebbe nemmeno curata di infomarsi bene sulle complicanze che sarebbero potute sorgere nel parto di Caroline per problemi che la donna già aveva (tra i quali l'emorragia sofferta in occasione del primo parto), alcuni fattori di rischio sottovalutati e che, non solo non avrebbe controllato le condizioni della donna ma non si sarebbe nemmeno allarmata vedendo l'acqua della vasca colorata dal sangue. La testimonianza del coroner australiano aggiunge un particolare raccapricciante.
Quando Caroline provò ad alzarsi dalla vasca, fece presente di sentirsi male, disse di sentirsi morire e chiese quindi all'ostetrica di chiamare l'ambulanza richiesta non ascoltata.
La ragazza riprova ad alzarsi ma non riesce, reclina la testa, respira molto velocemente ed appare agitata, secondo l'ostetrica tutto questo sarebbe dipeso da una crisi d'ansia che la Demanuele "risolse" dando alla donna dell'omeopatia (arnica) e fiori di Bach (rescue remedy).

Da quanto si sa la vicenda assume toni davvero drammatici, soprattutto perché sarebbe emerso che l'emorragia di Caroline non sarebbe dipesa da un problema grave (per esempio legato all'utero) ma da due lacerazioni, complicanze frequenti che spesso richiedono una semplice sutura che si esegue in pochi minuti. La donna quindi sarebbe deceduta per una emorragia molto lenta ma fatale e soprattutto facilmente risolvibile.
Se così fosse si tratterebbe di una tragedia immensa.

Caroline

Ora l'ostetrica è sotto accusa (qui il rapporto del coroner, è molto lungo ed in inglese) ed emerge il fatto che si tratterebbe già del terzo parto in casa conclusosi tragicamente nel quale sarebbe coinvolta la donna, nei due precedenti sarebbero morti i neonati (ed in uno di questi casi emerge un altro rifiuto dell'ostetrica di chiamare un'ambulanza). Tra gli elementi che ha sollevato l'avvocato dei parenti di Caroline si sottolinea il fatto che l'ostetrica abbia agito "di testa sua" e questo che sembra un particolare insignificante è invece fondamentale. Esistono delle procedure e delle pratiche che possono aiutare in caso di difficoltà. L'esperienza e la competenza professionale sono fondamentali in questo tipo di lavoro ma davanti ad un'emergenza si devono prendere dei provvedimenti precisi. Proprio l'assoluta mancanza di questi provvedimenti (mancato controllo, mancato allarme, mancata terapia) pesano come un macigno nelle responsabilità dell'ostetrica che ora dovrà risponderne ai magistrati australiani. Ma il punto non è l'eventuale presenza di un reato (da accertare) ma il fatto che in presenza di fattori di rischio il parto in casa sarebbe stato più insidioso, che davanti a delle complicanze siano stati presi provvedimenti inadeguati (omeopatia), usare le "opinioni personali" in medicina, è questo il punto.

Le autorità del paese ora chiedono una campagna informativa per la popolazione che raccomandi di rivolgersi solo a personale qualificato e che rispetti gli standard previsti in questi casi e lo stesso è chiesto da associazioni per i diritti dei cittadini e da molte persone che sono rimaste colpite dal fatto. Il clamore per la vicenda, inizialmente locale, ha iniziato ad estendersi in tutto il mondo ed è stato creata anche una pagina Facebook che chiede una riforma delle regole per i parti in casa riferendosi alla storia di Caroline.

Io aggiungo: partorire a casa può essere una scelta utile ma va valutata con attenzione. Se si sceglie questa via rivolgetevi solo a personale con i titoli previsti per farlo e soprattutto se queste persone sono abituate a lavorare con false medicine (fiori di Bach, omeopatia, energie...) state molto attente, la proposta di questo tipo di false cure in caso di vere complicazioni o vere malattie è segno di incompetenza.
Questo è qualcosa che dovete conoscere bene prima di decidere.

Alla prossima.

mercoledì 23 marzo 2016

Come si scopre una bufala sulla salute? Semplice, osservando.

Nella vita ogni esperienza, positiva o negativa, ti insegna qualcosa.
È successo anche a me, vivi un'esperienza e poi ne trasferisci gli insegnamenti in tutto ciò che fai. Per questo motivo a volte racconto di episodi personali, sono serviti a me e possono servire a qualcun altro. Oggi vi racconto un episodio che apparentemente non c'entra nulla con i temi di questo blog, in realtà qualcosa c'entra, lo vedremo alla fine.

Qualche anno fa dei colleghi mi dissero che c'era un assicuratore che offriva polizze sul rischio professionale (l'assicurazione obbligatoria che devono fare tutti i medici) molto convenienti. Tenete presente che, già per un qualsiasi medico ma soprattutto per un ginecologo, l'assicurazione professionale può arrivare a costare cifre da capogiro (anche 10-15.000 euro l'anno, un vero e proprio salasso). Presi appuntamento con questo broker, persona distinta, elegante e gentile. In effetti le sue proposte erano allettanti, prezzi bassi, condizioni convenienti e disponibilità. Oltretutto l'assicurazione era un colosso mondiale, quindi a prova di "crack".
Stipulai la polizza e ne parlai con i miei colleghi i quali erano anch'essi (quasi tutti) assicurati con quella persona, alcuni anche per assicurazioni sulla vita.

Tornando a casa provai a leggere il contratto e, tra una riga e l'altra, comincia a notare come in fondo stavo leggendo delle semplici fotocopie (erano pagine stampate, unite da un raccoglitore, avete presente quelle bacchette di plastica per rilegare fotocopie? Proprio quelle).
Mi chiesi: ma in fondo qualsiasi persona avrebbe potuto stampare delle pagine, raccoglierle, mettere un paio di timbri e firme e dirmi che aveva stipulato un'assicurazione, che garanzie ho che sia tutto vero? Che ho stipulato davvero un contratto?
Voi sapete cosa significa assicurazione, vero? Per un medico poi, una grande responsabilità, anche economica.
Riflettendo ancora sul mio dubbio pensai..."ma non sarò vittima di una truffa?" ma era troppo strano, decine di colleghi assicurati da anni ed io pensavo alla truffa, forse stavo viaggiando con la fantasia...mah, nell'incertezza chiamai ad un collega.
Lui non aveva nessun dubbio, mi disse che il broker era una persona per bene e che anche altri suoi conoscenti erano assicurati, mai avuto problemi, ne conosceva decine. Feci presente il dubbio legato alla forma del contratto ed anche lui mi confermò che anche il suo fosse proprio un insieme di fotocopie rilegate con una bacchetta di plastica, cosa per lui normale, non è dalla forma che si giudica la serietà di un'assicurazione. Resto con il dubbio e lui, per tranquillizzarmi mi dice che, per sicurezza, avrebbe telefonato alla direzione centrale di quell'assicurazione.

Sorpresa...sorpresa...nessuna assicurazione a mio nome né a nome del mio collega. Quel broker non risultava nella banca dati dell'assicurazione. Io non ero assicurato, quello non era un assicuratore ed avevo firmato cartacce senza valore dando soldi per niente.
Quando il collega me lo disse non potevo crederci, avevo scoperto una truffa con il metodo più semplice: l'osservazione.
Avevo notato che in mano non avevo un contratto particolare o con carta filigranata ma dei semplici fogli stampati e raccolti, un dubbio semplicissimo, una banalità.

Allora chiesi a dei colleghi di farmi vedere i loro contratti spiegandogli il mio problema, loro erano sicuri del fatto loro, c'era chi pagava l'assicurazione sulla vita da 4 anni, nessun problema, l'altro che aveva l'assicurazione professionale da 7 anni e persino un'assicurazione sulla casa da 5-6 anni, mai nessun problema con quell'assicuratore. Quando mi incontrai con i colleghi scoprii che anche loro avevano dei semplici fogli di carta raccolti con una bacchetta di plastica. La collega che aveva stipulato l'assicurazione sulla vita aveva addirittura un semplice foglio giallo stampato al computer. Nessuno aveva avuto un dubbio, nessun minimo sospetto.
Ora veniva la parte più difficile: come risolvere il problema? Una denuncia? Quanto tempo sarebbe passato?

A quel punto ci venne un'idea, convocammo il broker dicendogli che c'era un altro collega interessato a sottoscrivere una polizza.
Lui accettò con piacere. All'appuntamento si presentò con la solita simpatia e gentilezza, sempre impeccabile, eravamo io, il collega (con un microfono che registrava tutto di nascosto) e lui in una stanza. Iniziammo a parlare del più e del meno fino a quando ad un segnale preciso (una telefonata in un'altra stanza), apparirono tutti i colleghi truffati, eravamo una quindicina.
Lui restò allibito, imbarazzato, accennò un sorriso..."che ci fate tutti qui...". Gli dicemmo chiaramente di avere scoperto la sua truffa che ora aveva due possibilità: restituire tutti i soldi o lo avremmo denunciato immediatamente, fermo restando che l'assicurazione che lui diceva di rappresentare sapeva già tutto (e ci aveva detto che lo stava denunciando).
Lui provò a negare, pochi secondi, disse di non capire ma poi si rese conto di non avere molte possibilità. Senza fare una piega, senza segno di pentimento, chiese di chiamare la sua banca per chiedere quanti soldi avesse nel conto. Pagò alcuni soldi in contanti e poi fece 10 assegni con la condizione che li avremmo prelevati l'indomani, se fossero stati scoperti sarebbe scattata la denuncia.
Gli assegni erano coperti, tutti riuscimmo a riavere le somme spese, anche chi pagava da anni. Lui scomparve nel nulla. Riflettemmo come comportarci per un'eventuale denuncia ma fummo preceduti dalla notizia che l'assicurazione lo aveva già denunciato ed alcuni giorni prima era stato interrogato dalla guardia di finanza con denuncia finale. Fummo chiamati anche noi truffati per testimoniare.

Il successivo processo finì con una condanna per truffa.
Ora questa persona è tranquilla e libera, si è presentata pure alle elezioni della sua città (perdendole) continua a fare piccole truffe ed a vendersi come rappresentante di questo o quel marchio ed ha tanti amici.

Questa storia l'ho raccontata per fare capire alcune cose:

1) Chi è truffatore lo resta. Una brava persona non diventerà mai un truffatore, non ci riuscirebbe. Servono delle qualità precise, alcune delle quali non proprio edificanti ed etiche. Si osservi chi ci propone il "miracolo", spesso basterà questo per capire con chi abbiamo a che fare.

2) Le truffe sono spesso sotto ai nostri occhi ma noi siamo talmente abbagliati e condizionati da non notarle. I truffatori più grandi (compresi quelli della salute) non usano trucchi complicati o meccanismi complessi per convincerci ma semplicissimi giochi di parole, trucchi da baraccone, piccole furbizie che anche un bambino scoprirebbe ma noi, ammaliati dalle promesse ed accecati da ciò che ci sta più a cuore, nemmeno ce ne accorgiamo. Spesso basta un attimo di raziocinio ed un po' di osservazione per scovare l'inganno. Il truffatore ci dice ciò che vorremmo sentire: un'occasione d'oro in campo commerciale, una guarigione in campo medico, un affare in campo economico. Osservare. Quando le promesse sono troppo belle per essere vere, accendere la lampadina...

3) Per smascherare i ciarlatani non è necessario essere medico, non è importante avere cultura, spesso serve semplicemente aprire gli occhi, svegliare il cervello, essere critici, controllare, verificare. In questi anni ho capito (e ne ho parlato spesso proprio qui) che i trucchi dei ciarlatani sono talmente evidenti che forse è questo il trucco principale: mettere tutto sotto gli occhi del truffato, talmente vicino agli occhi che non riusciamo a vederlo. Si osservi bene ciò che ci propone il "genio incompreso" di turno.


Il truffatore che ho incontrato io, mi proponeva delle condizioni "troppo belle per essere vere", esattamente come il truffatore della salute propone miglioramenti "troppo belli per essere veri". Questo esalta il cliente, esattamente come sono stato esaltato io e lo rende più fragile, facile vittima di inganno.
Nel mio caso il truffatore non era una persona poco curata o dall'aria sospetta ma era elegante, gentile, simpatico. Il truffatore della salute non si presenta come un "barbone", è sicuro di se, convinto e convincente, si circonda di oggetti, ambienti e termini che non fanno dubitare della sua "scientificità". Nel mio caso il truffatore non aveva usato timbri falsi o carta intestata falsa: delle semplici fotocopie, il timbro con il suo nome e la sua firma, tutto semplice ed evidente, è stato proprio l'osservare il fatto che chiunque avrebbe potuto preparare quei fogli in quel modo a farmi "accendere la lampadina", quei fogli non valevano nulla ed era evidente, è stato difficile capirlo ma l'ho capito appena ho guardato cosa avevo in mano: cartaccia.
Il truffatore della salute non usa testimoni falsi, effetti speciali o falsi video, è tutto vero ma dietro c'è un trucco: video, testimoni e pagine internet non valgono nulla, quello che "ha in mano" il paziente che si rivolge al ciarlatano è, dal punto di vista medico, cartaccia. Basterebbe osservare questo.
Ora, nel mio caso tutto è finito bene ed anche se fosse finito male ci avrei rimesso dei soldi. Nel caso dei truffatori della salute non finisce sempre bene e, se finisse male, ci si rimette la salute o la vita.
Per questo i due casi, nella similitudine, sono molto diversi.
Se nella vita "reale" molti di noi avranno avuto a che fare con truffatori ed imbroglioni, su internet la situazione è caotica. Si passa dal grande truffatore (guaritori che si propongono per malattie gravi, presunti esperti di finanza che invitano le persone ad investire con loro somme ingenti di denaro ed altro) a piccoli furbetti: venditori di oggetti miracolosi, molestatori, commercianti di paccottiglia.

La maggioranza dei truffatori della salute si presenta proprio come qualsiasi truffatore: credibile, geniale, affidabile. Promette quello che vogliamo e vende.
Allora il consiglio finale: quando qualcosa vi sembra troppo "semplice", quando qualcuno vi propone un metodo di cura che "i medici non conoscono" o "la scienza non usa perché porta fastidio", diffidate subito, non fatevi fregare.
Se proprio volete vederci chiaro fate l'avvocato del diavolo: sfidate chi vi fa queste promesse, chiedete prove oggettive, non "chiacchiere". Scommettiamo che anche voi smaschererete una truffa?
Non è difficile, richiede solo un po' d'impegno ma può salvare da solenni imbrogli o terribili sofferenze.

Attenzione ai truffatori, aprite gli occhi per capire chi avete di fronte.
Osservate.

Alla prossima.

domenica 6 marzo 2016

Illusioni a spesa pubblica.

Credo un po' tutti conosciamo il termine "viaggi della speranza", è un'espressione che indica gli spostamenti di persone malate verso paesi in cui esistono cure particolari che non sarebbero possibili nei luoghi di residenza della persona interessata.
Era una cosa molto in voga anni fa, soprattutto in campo cardiochirurgico, quando i trapianti e certi interventi erano appena all'inizio del loro perfezionamento e quindi si effettuavano solo in pochi ospedali nel mondo. I costi di questi spostamenti erano eccezionali, per non parlare dell'organizzazione: trasportare una persona malata da un continente all'altro non è facile e bisognava attrezzare appositamente un mezzo di trasporto per l'occasione. Non a caso i mezzi di trasporto più usati erano gli aerei dell'aeronautica militare, volo e costi a spese dello stato nella speranza di salvare una vita.
Poi il progresso ha fortunatamente consentito di diffondere la medicina dovunque, almeno nei paesi moderni soprattutto occidentali. Non è così necessario praticamente per nessuna grave malattia (e per noi italiani) recarci lontano: se una possibilità di cura c'è ed è efficace, è disponibile in qualsiasi città italiana.
Ci possono essere rarissime eccezioni che riguardano poche persone al mondo ma in questo caso, se la cura è efficace e pubblica, sarà lo stato con una legge apposita, a rimborsare i costi della cura in oggetto. La legge infatti prevede che, per cure ad altissima specializzazione (e questo può succedere in rari casi, per esempio per malattie molto rare) è previsto in via eccezionale, un rimborso parziale delle spese sostenute. Ovviamente uno dei requisiti da rispettare è che queste "cure estere" siano terapie con base scientifica e con adeguata documentazione a sostegno.

Ma non è sempre così.
Le cronache raccontano ogni tanto di voli di stato, aerei dell'aeronautica appositamente attrezzati, spese ed organizzazioni, per viaggi della speranza che hanno molti lati oscuri.
Le mete più gettonate sono due: Londra ed Israele.
La seconda soprattutto per le malattie neurodegenerative, in alcuni centri di Israele disporrebbero di una cura che ne migliorerebbe i sintomi. Peccato che di queste cure non c'è traccia in nessuna pubblicazione scientifica e peccato che molte affermazioni di alcuni centri ricordino quelle tipiche dei ciarlatani ma lo stato non sembra interessarsene e così, ogni tanto, un aereo militare parte per un viaggio che sarà solo un inutile spreco di tempo e denaro.
Leggiamo anche che si organizzano raccolte fondi, iniziative di beneficienza che si occupano di raccogliere centinaia di migliaia di euro per pagare queste incredibili cure e così, anche tante persone che credono di fare del bene, in realtà stanno solo foraggiando dei ciarlatani.
L'altra meta abbastanza gettonata è Londra.

Qui risiederebbe un centro di cura abbastanza conosciuto ma non per la sua serietà, quanto per l'offerta di finte cure, terapie senza base scientifica e vere e proprie sciocchezze.
Eppure ogni tanto parte un altro aereo, come è successo pochi giorni fa, con un aereo dell'areonautica che ha trasportato a Londra una persona affetta (sembra di capire) da "sensibilità chimica multipla" (di cui ho parlato tempo fa). L'aereo, attrezzato per l'occasione, con un equipaggio di medici ed uomini, è stato addirittura trattato in maniera specifica per il paziente con evidenti costi elevatissimi.
Il malato ha come destinazione proprio il centro londinese.
Tutte le spese e le operazioni organizzative a carico dei contribuenti italiani a cosa sono serviti?
Si parla di 200.000 euro dei quali 70 pagati dalla regione Sicilia. L'aereo, un Falcon 800, trasporterà la ragazza nella clinica.

L'agenzia Ansa parla della notizia. Un volo di stato per una falsa cura.

La struttura effettua le cure più strane e che, immagino, non abbiano destato il benché minimo sospetto in chi ha deliberato la spesa necessaria a quel trasporto. Una clinica privata che sostiene di fare cure "disintossicanti", ai "raggi infrarossi" o "chelanti" e che forse, prima di spendere cifre simili, meriterebbe più attenzione. La clinica è ben conosciuta per offrire cure senza base scientifica, senza prove di efficacia e che, già da tempo, hanno dimostrato di essere completamente inutili (se non dannose). Nel caso della sensibilità chimica multipla (malattia che ha una forte base psicosomatica), la clinica offre trattamenti disintossicanti, "immunologici" e "desensibilizzanti", un insieme di parole che, sommate, danno un unico risultato: bufale.
Ha qualche senso spendere somme del genere e mettere in moto una macchina come questa per portare una persona tra le braccia di chi vende illusioni?

La stessa clinica offre trattamenti contro la "sensibilità all'elettricità" o diete per curare la sclerosi multipla. Nessuno ha fatto caso al livello di queste "terapie" miracolose?
E nessuno ha saputo che il responsabile della clinica (il quale ne aveva un'altra poi chiusa per l'inconsistenza scientifica delle terapie proposte) ha subìto un richiamo dal suo ordine dei medici per trattamenti non supportati da basi scientifiche?

Nessuno può impedire al prossimo di credere a ciarlatani o false cure ma credo che uno stato che non solo non impedisca ma addirittura favorisca questa gente nel suo sporco lavoro, abbia perso di vista la prima, fondamentale regola del diritto: salvaguardare la salute del prossimo.
Il fatto che questi viaggi dell'illusione siano a spese dei cittadini (quando le strutture di cura del nostro paese chiudono per mancanza di fondi) è un'aggravante. In questo modo non è solo favorito il turismo dell'illusione ma sono tolti fondi necessari alle cure essenziali e provate, soprattutto in un periodo come questo in cui si tagliano servizi essenziali per carenze economiche.

Probabilmente tutto passerà in silenzio, probabilmente non c'è solo la clinica inglese delle cure miracolose a guadagnarci ma se qualcuno volesse approfondire il problema, di materiale ne esiste, tanto.
Basta volerlo.

Alla prossima.

Aggiornamento: il caso (come suggerito nei commenti) è stato trattato proprio un giorno fa dalla trasmissione "Striscia la notizia". Loro parlano di malattia rara comparsa in seguito a vaccinazione (non esiste un solo caso al mondo documentato scientificamente di sintomatologia di questo tipo causata da vaccini) e descrivono la vicenda come un caso pietoso risolto positivamente.


[Aggiornato dopo la pubblicazione iniziale]

sabato 20 febbraio 2016

Il grande mistero dei vaccini letali. Come le piastrelle della cucina.

Quando si discute di vaccini, chissà perché, si sfiora la rissa, i commenti si dividono, le persone possono essere messe ai lati di una linea netta: pro e contro.
Ma come si fa ad essere "pro" o "contro" una cosa che è innegabilmente utile? I vaccini sono farmaci, sostanze estranee al corpo ma il loro scopo è oggettivamente utile e benefico (proteggere dalle malattie infettive), si può essere "contro"?
Se lo chiedessimo a chi è "contro" probabilmente risponderebbe che lo è perché i vaccini "possono fare male", possibile, cos'è che non fa mai, con assoluta sicurezza, male? Ma sappiamo dagli studi e dall'esperienza che, anche se ci fossero alcuni casi di effetti collaterali gravi, il beneficio è indubbiamente superiore al rischio. Non c'è alcun dato serio che dica il contrario.

Affrontare le discussioni sui vaccini è spesso difficile perché è difficile spostare le opinioni di fede, quelle dovute non ad una conoscenza dell'argomento ma ad un principio ideologico, però con gli anni conosci gli argomenti, le paure, le obiezioni di chi contesta l'utilità dei vaccini che quasi sempre non sono ponderate, derivano da false informazioni, dati manipolati.

Sono quasi sempre gli stessi: il mercurio contenuto nei vaccini è tossico (falso, i vaccini non contengono più mercurio da anni), i vaccini causano l'autismo (non è vero, nessuno ha mai dimostrato una cosa del genere), esistono migliaia di persone danneggiate da vaccino (in Italia forse sono poche decine e non migliaia i veri danneggiati da vaccino). Poi ne esistono altri, alcuni veramente deboli ma che si ripetono con costanza, uno di essi è uscito fuori da alcuni mesi e mi ha colpito per l'evidente fallacia. Mentre le altre obiezioni presuppongono conoscenza dell'argomento (cosa non scontata), questa ti lascia un po' sopreso perché qualsiasi persona dotata di ragionevolezza non la penserebbe nemmeno.
Qualcuno dice: "ma se i vaccini sono sicuri e non provocano effetti collaterali, perché i medici non firmano un documento di assunzione di responsabilità?".
Capito?
Alcune persone sostengono che i medici che vaccinano dovrebbero firmare un documento nel quale si assumono qualsiasi responsabilità per eventuali effetti collaterali della vaccinazione.
Quella persona ragionevole a cui facevo cenno prima direbbe che è ovvio che un documento del genere non sarebbe proponibile, il concessionario d'auto firmerebbe un documento con il quale si assume il 100% di responsabilità per eventuali danni subìti a causa dell'automobile che avete acquistato? Come si fa a conoscere tutte le possibilità, gli errori, le coincidenze che capiteranno al proprietario dell'automobile? Come fa a rispondere il concessionario per un problema di fabbricazione o di manutenzione? Il medico ha già la responsabilità dell'atto che compie, come in qualsiasi momento del suo lavoro. Se sbaglia, se commette un errore di somministrazione, se esegue male la vaccinazione ne risponde, se c'è un errore di conservazione o di stoccaggio ne risponderanno altri e persino se c'è un errore di informazione, per questo esiste il consenso informato che firmano i genitori: sono stato informato su ciò che mi interessava, ho capito bene e voglio fare il vaccino,  firmo così il consenso per certificarlo.
A che serve dunque un documento (non ufficiale, non rilasciato da un'autorità) che dovrebbe fare assumere al medico qualsiasi responsabilità?
Improponibile, nemmeno il venditore di frutta firmerebbe un documento del genere: e se l'acquirente soffocasse mangiando le sue arance? Ovvio, no?
Ma i commentatori antivaccino non si pongono queste domande e vanno avanti per la loro strada, fino a concepire un documento che ha degli spunti per uno studioso di psichiatria. Ne esistono diverse forme, alcune tradotte (con risultati disastrosi) da documenti simili in inglese, redatti da "naturopati", omeopati, ciarlatani di varia estrazione, tutte hanno in comune un elenco di affermazioni che, sinceramente, preoccupano per stupidità e ci sono genitori che veramente lo hanno presentato agli uffici vaccinali, che lo ritengono un documento credibile ed a me sembra davvero assurdo che ci siano persone che gestiscano così la salute dei propri figli, credendo alle baggianate sparse in rete. I genitori, secondo le pagine che pubblicizzano una cosa del genere, dovrebbero chiedere al medico che vaccina, di firmare questo documento e, in caso di rifiuto, la vaccinazione non avverrebbe. Così qualcuno aggiunge: nessuno finora ha firmato questo modulo, evidentemente questa sicurezza sui vaccini non c'è.
Io invece rispondo che, evidentemente, il documento è demenziale.
Qui ne trovate un tipo.
Il medico dovrebbe mettere la propria firma su un documento che riporta cose come
Sono consapevole del fatto che i vaccini possono contenere molte delle seguenti sostanze chimiche, eccipienti, conservanti e cariche:
* Idrossido di alluminio
* fosfato di alluminio
* solfato di ammonio
* amfotericina B
* tessuti animali: sangue di maiale, sangue di cavallo , cervello di coniglio,
* arginina cloridrato
* rene di cane, rene di scimmia.....ecc...ecc...
Ovviamente, il fatto che si scriva che in un vaccino ci sia "sangue di cavallo" o "cervello di coniglio" è un caso, non ha certo lo scopo di suscitare ribrezzo, immagino. In un'altra versione leggiamo:
DICHIARAZIONE DI RESPONSABILITÀ per atto medico
il sottoscritto ........................ in qualità di Responsabile del .......................... ed il sottoscritto ..........................in qualità di medico vaccinatore del ....................................................con la presente dichiarano di assumersi ogni responsabilità rispetto ai possibili danni o effetti collaterali che il minore .................................................. dovesse contrarre in conseguenza dell'inoculazione dei seguenti vaccini:
vaccino……………………………vaccino …………………vaccino.............................
e così via.
In una di queste discussioni sui vaccini che ho avuto qualche settimana fa, come spesso accade, comparve un commentatore che proponeva proprio questa cosa: se i vaccini sono sicuri, perché il medico non firma un documento con il quale si assume tutte le responsabilità?
Inutile la mia spiegazione, gli esempi del meccanico, del consenso informato, dell'assurdità di una cosa del genere, il commentatore è convinto: se i vaccini fossero sicuri, perché non firmare un documento con il quale ci si prende ogni responsabilità? Nonostante questo sia un ragionamento superficiale ed ingenuo (e che mostra una visione particolare del mondo) fa presa in molte persone, tanti credono davvero che, se il medico si rifiuta di firmare un documento del genere, deve esserci per forza qualcosa sotto. Il complotto: i medici sanno che i vaccini sono pericolosi, li somministrano a tutti e firmare quel documento preparato dal naturopata e scaricato su internet farebbe crollare tutta la finzione.


Allora ho giocato l'ultima carta per cercare di farmi capire.

Ho chiesto all'interlocutore che mestiere facesse, l'operaio, dice. Ottimo, sarebbe disposto l'operaio a firmare un documento in cui si assume tutte le responsabilità relative al suo lavoro? Tutte, il 100%.
Avrà capito, dico io.
Invece no, il commentatore è deciso, lui firmerebbe, perchè è sicuro di ciò che fa, conosce i materiali, il suo lavoro e quindi si assumerebbe tutte le responsabilità, non come i medici che si rifiutano perché, sicuramente, avranno qualcosa da nascondere.
Niente, non c'è niente da fare, non riesco a spiegarmi nemmeno con l'esempio sul suo lavoro. Oppure no, forse qualcosa posso fare per fargli capire che sta dicendo una stupidaggine (se in buonafede, altrimenti una bugia).
Proporgli proprio un lavoro e fargli assumere tutte le responsabilità, così da poter dare il buon esempio e finalmente dimostrare la superficialità e malafede dei medici che vaccinano, d'altronde non credo esista un complotto dei muratori.
Contatto allora il mio amico commentatore operaio.
Ecco la mia proposta:

Piastrellatura completa di una parete di casa mia. Materiali scelti da me ma acquistati da persona di fiducia del piastrellatore.
Firma di un'assunzione completa di responsabilità per eventuali danni presenti e futuri derivanti dal lavoro o dai materiali usati nel lavoro.
Tutto davanti ad un notaio.
Costo del lavoro deciso da un perito scelto da un albo professionale.
Pagamento equivalente al triplo del valore stabilito dal perito.
Rimborso spese di viaggio, vitto, alloggio. Rimborso spese del perito, notaio e varie ed eventuali.

Che dite, è una proposta allettante?

Naturalmente anche io avrò il mio bel documento di assunzione di responsabilità, ma vuoi paragonare una vaccinazione con una piastrellatura? Ecco cosa avrebbe dovuto firmare l'esecutore dei lavori, garantendo che:
1) Gli ingredienti (solventi, pigmenti, cariche, leganti e coadiuvanti, metalli pesanti, arsenico) usati durante i lavori sono sicuri per l'inalazione ed il contatto.
2) Personalmente ha studiato le relazioni degli esperti di sicurezza sul lavoro relative a tossicità, teratogenicità, oncogenicità e rischi ambientali relativi ai prodotti utilizzati. La presente garantisce l'esclusione di ogni rischio diretto o indiretto per la salute mia e dei miei famigliari, sia in corso che dopo il termine dei lavori.
3) Si assume ogni responsabilità in caso di conseguenze derivanti dai metalli pesanti e dai contaminanti impiegati nella produzione delle sostanze impiegate nel lavoro finito, si assume le conseguenze di ciò che ha costruito e degli eventuali se pur rari eventi avversi ad esso legati.
4) Garantisce l'assoluta innocuità e non pericolosità dei materiali utilizzati, su animali, esseri umani di qualsiasi età e vegetali. Ne risponderà in caso tale innocuità fosse smentita da documenti, studi, ricerche.
5) Risponde di ogni danno diretto ed indiretto causato da sostanze, materiali, tecniche ed accessori utilizzati nel presente lavoro edilizio, esclude effetti collaterali, disturbi, malattie o sintomi da ricondurre al suddetto lavoro edilizio.
6) Afferma di non esercitare il mestiere di operaio edile e di non avere nessuna esperienza nel campo né professionale né amatoriale, pertanto si assume ogni responsabilità personale, civile e penale di danni o conseguenze derivanti da errata esecuzione o problematiche relative al lavoro svolto.
7) Consapevole delle responsabilità che questo impegno comporta, accetta ogni onere ed aggravio civile, penale ed economico, derivante dalla presente dichiarazione.
8) Il compenso del lavoro finito sarà pari al triplo del valore della prestazione in euro stabilito come da perizia (allegata) redatta da………………………..……….iscritto all’albo dei periti industriali della provincia di..............con n°……. pari ad euro:…………………… , il compenso totale quindi ammonterà ad euro: …………………, pagabile tramite assegno bancario o bonifico bancario all’esecutore dei lavori.
A tale somma si aggiungeranno le spese di vitto, alloggio, viaggio (documentate e documentabili) necessarie all’esecuzione del lavoro.
Possiamo paragonare la mia richiesta a quella di far firmare al medico un'assunzione completa di responsabilità? Io direi di sì (anche se una piastrellatura ha un tempo di esecuzione molto meno rapido e si basa quasi totalmente su abilità personali, cosa che non è così in caso di vaccinazione), d'altronde pagato il triplo, con tutti i rimborsi spese, chi si rifiuterebbe?
Se le piastrelle sono sicure, perché un operaio non dovrebbe garantirle? Se il lavoro è fatto bene, perché non assumersi le responsabilità?
Se non lo facesse, dovrei pensare al complotto dei piastrellatori o alla pericolosità delle piastrelle?
Il commentatore che vedeva i medici come paurosi esecutori di ordini che non si assumono le responsabilità chiede garanzie sul pagamento, sul lavoro, sugli accordi; più del notaio che garanzie dovrei dare?
Allora inizia una lunga trattativa, estenuante.
Chiede copia del documento che dovrebbe firmare. Inviata.
Chiede le foto della parete da sistemare: semplice, lineare, di soli 5 metri. Fatto.
Chiede un riferimento del materiale: mando foto, catalogo disponibile via internet con misure, codici e tutte le specifiche. Fatto.
Passano giorni.
Afferma di non essere un esperto piastrellatore e che quindi dovrà chiedere ad un suo amico per dei consigli, bisogna aspettare.
Aspetto ed accetto anche il fatto che si definisca "non esperto".
Dice che la parte di parete vicina alla porta è molto complicata quindi non sa se potrà garantire per quella parte di muro.
Non ha importanza, aspetto risposta: accetta o rifiuta?
Passano i giorni.
Chiede i tempi: a suo piacimento, basta accordarsi. Ampio preavviso.
Passano i giorni. Deve pensarci.
Chiede altre foto: inviate.
Chiede disegno con misure della parete: fatto.
Chiede altro tempo ed aspetto.
Passano i giorni.


Infine la risposta: rifiuta. Non può assumersi la responsabilità completa del lavoro. Dei materiali sì ma dei lavori...poi non ha esperienza, non può garantire per l'umidità, per la porta vicina al muro...succo del discorso: rifiuta un pagamento allettante per un lavoro manuale di esecuzione ordinaria.
Poi il commentatore, quando ho annunciato il suo rifiuto via Facebook, ha giustificato la sua scelta arrampicandosi un po' sugli specchi, con delle scuse e con un po' di rabbia ma il rifiuto resta ed io non posso pensare ad altro se non che la lobby dei piastrellatori ci nasconda qualcosa: perché l'operaio ha rifiutato il lavoro pagato a peso d'oro? Cosa c'è sotto? Perché ha rifiutato di prendersi tutte le responsabilità per un lavoro semplice e veloce pagato il triplo?
A questo punto invito tutti a riflettere bene prima di fare piastrellare le pareti di casa propria, cosa c'è sotto (il muro, ok, battuta ovvia)?
Ah, nel libro "Le vaccinazioni pediatriche" (prima ristampa marzo 2010) di Roberto Gava (omeopata antivaccinista) si legge: "L'autore e l'editore non si assumono responsabilità per effetti negativi causati dall'uso o dal cattivo uso delle informazioni qui contenute.", lui di che complotto fa parte?
Ecco, questo non è un grande esperimento, è forse un gioco interessante ma mostra come facendo esperienza sulla propria pelle, i grandi complotti e le operazioni segrete immaginate da chi non conosce certi meccanismi, diventano molto più chiare e stupide: e false. La vita è molto più semplice dell'intricato mondo dei complotti, usiamo la testa, non la cieca diffidenza.

Alla prossima.

PS: L'offerta speciale pagata il triplo non è più valida, lavoro ormai eseguito, pagato il giusto. ;)