venerdì 27 marzo 2015

Il "piccolo batte le mani", io le batto al Corriere della Sera

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Che incredibile filmato.
Un video nel quale [16,30 del 28/03/15, la pagina è stata rimossa] mamma e papà cantano ed il loro bambino, ripreso con un'ecografia, batte le mani, ripetutamente ed a tempo, con i genitori che continuano a cantare felici. Non è fantastico?
Non è ancora più fantastico che a pubblicare un video del genere sia stato il Corriere della Sera, una delle testate italiane più "prestigiose" ed attendibili?
Non è fantasticissimo che il video sia apparso nella pagina "Corriere TV Scienze"?
Scienze, capito?

Il Corriere Scienze. Scienze!
Scrive il Corriere:
Proprio mentre il medico stava controllando con l’ecografia la crescita di un bimbo alla 14esima settima di gestazione, il piccolo si è messo a battere le mani e il papà ha ripreso tutta la scena con la sua videocamera. In sottofondo le voci del medico e della futura mamma che canta una canzoncina, sembra quasi che il bimbo si muova al tempo della canzone. Il video è stato caricato dalla futura mamma Jen Cardinal sul suo canale Youtube.

Solo che chi ha pubblicato quel video non si è nemmeno reso conto di aver pubblicato un gioco, uno scherzo, un...falso.
Ok, mettiamo pure che qualcuno creda che davvero un feto di 3 mesi possa sentire la musica ed accompagnarla battendo le mani, il problema è che quel video è costruito, è una serie di fotogrammi gestita da chi usa il macchinario, non è un'immagine vera.
Il video riprende semplicemente un frammento (brevissimo) di un'ecografia, ad inizio gravidanza, nel quale il feto è stato ripreso per un attimo (ho calcolato circa 3 secondi) a "mani giunte". Quel frammento video, portato ripetutamente "avanti e indietro" con il cursore dell'ecografo, crea il simpatico effetto del "battito di mani" (che naturalmente non esiste).
La possibilità di portare i fotogrammi di un'ecografia in un senso o nell'altro è un modo per studiare piccolissimi particolari o immagini che sono apparse per pochissimo tempo (utile ad esempio per lo studio del cuore fetale). D'altronde, chi ha un occhio esperto per questo tipo di esame, noterà come le immagini sono "rigide" e ripetono meccanicamente (bloccandosi, "congelandosi", quando il feto ha le braccia distanti ed un'immagine ecografica "dal vivo" non è mai "statica"). È un po' la stessa tecnica che usa la "moviola" che "studia" i movimenti delle partite di calcio, pochi fotogrammi possono essere portati in un senso o nell'altro per studiare ogni piccolo particolare.

Per chi volesse capirlo meglio, basta guardare in basso a destra, punto nel quale appare il "cursore" del video che, appunto, va in un senso e nell'altro.
La mamma che ha pubblicato il video su You Tube, ai commenti che facevano notare questo "piccolo" particolare, ha risposto che il bambino ha battuto le mani tre volte e quindi il medico ha usato la funzione "moviola" dell'ecografo mentre i genitori cantavano, hanno giocato insomma, uno scherzo che per alcuni giornali diventa "scienza".

Se si guarda inoltre tutto il filmato dell'"applauso" e si blocca il video all'ultimo secondo (il 15°), si vedrà come, all'improvviso (il "loop" a quel punto è stato cancellato) appare l'immagine reale, "in diretta" e, per magia, le mani che applaudono si trasformano in "testa e corpo" del feto, come si vede qui:


Il feto che batte le mani è uno scherzo, romantico ma che non ha nulla di vero né di scientifico (e ci mancherebbe!), ma le mani al Corriere della Sera...Scienze (!) gliele batto volentieri. Lentamente e per fare notare che ormai siamo a livello di Scherzi a Parte. Applausi!

Alla prossima.

Grazie a Rosa Contino per la segnalazione.

Aggiornamento (28/03/15): Anche "La Stampa" pubblica la notizia, scrivendo che "probabilmente il video è ritoccato" (ma allora perché lo pubblicano?).

Ma La Stampa va oltre. Non basta il feto che batte le mani, ora si scopre che siamo al 14mo mese di gravidanza. A questo punto il sospetto è che la povera donna partorirà un bambino pronto per l'università.


Alle  ore 16,35 di oggi 28 marzo 2015, la pagina del Corriere con il video è stata eliminata.
Chiedere scusa ai lettori? No eh?

lunedì 23 marzo 2015

Il guaritore. (parte 2)

 

Abbiamo visto, nella prima parte di questo articolo, come la figura del ciarlatano, del guaritore, non sia un'esclusiva italiana e che in molti paesi del mondo, anche in alcuni considerati moderni e civilizzati (per quello che signfica questo aggettivo), spopolano i venditori di miracoli. Si arriva all'incredibile e ci si chiede come si possa credere a cose del genere ma è l'ulteriore dimostrazione di quanto noi esseri umani siamo in fondo ingenui e condizionabili, arrivando a credere all'impossibile. Se nel nord America spopolano i "faith healers" (i guaritori religiosi) una forma simile la troviamo nel sud del continente, sempre con forte impronta religiosa o mistica ma molto più primitiva e rozza.
Soprattutto in Brasile, ma anche in altri paesi, sono diffusi guaritori lievemente differenti da quelli del nord del continente o europei, puntano molto allo spettacolo "fisico", all'esibizione di forza e poteri sovrannaturali più "materiali" della semplice "imposizione delle mani" che tutto può. Se quelli nord americani si limitano a "trasmettere" energia divina, a guarire con "il pensiero", quelli sudamericani si avvicinano molto ai filippini di qualche decennio fa. Tagliano la pelle (veramente!), usano trucchi da fachiro, impressionano con sangue e piccole operazioni chirurgiche, cercano di colpire un folto pubblico di malati, disperati o di semplici ingenui per convincerli dei loro poteri sacri.
In questo caso, quasi sempre, il guaritore dice di essere l'impersonificazione di qualcuno, una "entità" che gli permette di ottenere dei veri e propri miracoli. Dicono di non volere denaro ma guadagnano migliaia di dollari con le offerte, la vendita di gadget, pietre benedette, immagini sacre. Anche qui, un vero e proprio impero del dolore.
Qualcuno di loro ha tentato anche il "grande salto" del tour mondiale ma poco importa, nonostante l'evidente assurdità delle loro pratiche, ci sono sempre schiere di persone, centinaia, che affrontano viaggi costosi e lunghissimi per sottoporsi ai trucchi di questa gente, sembrano quasi spettacoli da circo ma è proprio questo che stupisce, gli spettatori non mancano mai.
Come tutti i guaritori, anche i "mistici" brasiliani hanno un loro staff, organizzato, perfetto, che cura ogni particolare e tiene lontano i curiosi e come per tutti i ciarlatani fioccano le testimonianze di chi è "guarito". La maggioranza, in questi casi sono false ma gradualmente, il tempo necessario per far diventare il ciarlatano un santone, ecco che compaiono testimonianze "reali", non di complici del guaritore ma di persone che stavano davvero male e dicono di essere migliorate o guarite (ma che in realtà, come abbiamo visto in molti casi, curati in ospedale e con la medicina).
Nessuna prova, naturalmente, solo la loro parola e trattandosi spesso di malesseri psicologici non stupisce che in molti riferiscano di "stare meglio", il potere della mente è incredibile.
Uno degli ultimi guaritori sudamericani a fare scalpore è Joao de Jesus (Giovanni di Dio), diventato famoso perché, dopo l'uscita di un libro che ne raccontava la storia, è riuscito a creare una rete di collaboratori in tutto il mondo, Europa compresa, che gli assicurano clientela continua. Questo ha attirato le telecamere di diverse televisioni europee e così la sua fama è diventata vera e propria celebrità internazionale tanto da portarlo in tour in mezzo mondo e fargli dichiarare di aver curato più di otto milioni di persone.
Joao dice che un'entità (sono in totale 38, tra di loro Re Salomone e San Ignazio da Loyola) si impossessa del suo corpo e tramite lui opera e guarisce malati di ogni tipo, file lunghissime di persone coprono distanze impressionanti per avere una sua benedizione e lui, sornione, dice di operarle "estraendone il male", di non volere soldi e di vivere per fare del bene. L'uomo è pubblicizzato come "il più grande guaritore dopo Gesù Cristo".
In realtà, Joao, pastore analfabeta brasiliano, ex ragazzo di strada, guadagna (tanto) dalla vendita e dalle iniziative del suo centro "terapeutico" (lo chiama "La casa"), dalle foto benedette alle pietre impregnate di santità gli affari vanno benissimo e nulla lo ferma, neanche le accuse di violenza sessuale ad una donna del suo staff o il fatto di aver ristrutturato casa sua con i soldi dei "fedeli".

Joao non si limita a parlare, pregare e benedire, è un vero e proprio "chirurgo spirituale". Usa dei trucchi noti ma arriva anche ad incidere la cute con dei veri bisturi (in che condizioni igieniche non oso immaginarlo). Le persone ci credono e si sottopongono ai suoi riti.
Un intervento classico di Joao è quello di infilare dentro il naso (da una narice) una pinza chirurgica con una piccola garza arrotolata sulla punta. La spinge fino in fondo per almeno 10 centimetri, la agita e la ruota e le persone dicono che "sembrava entrare dentro il cervello". L'intervento è impressionante e, non c'è dubbio, contribuisce all'aura di "divino" dell'uomo. Ad ogni apparizione Joao cambia "entità" che lo possiede: una volta è un medico morto nel medioevo, altre volte è un santo e secondo l'entità cambia voce, atteggiamento, modo di fare, non cambia il "rito": sceglie un malato e pubblicamente (anche davanti alle telecamere) infila le pinze nel naso o gratta con un coltello un occhio, "operazioni" cruente che servono ad impressionare e colpire il pubblico ormai in estasi, spesso in preghiera a volte in lacrime.

Joao de Dio inserisce una pinza nel naso del "paziente"

Poi il clou: il guaritore prende un bisturi (non sigillato...), afferra con una mano una piega della pelle sull'addome di un malato e la incide con lo strumento, senza guanti e senza disinfettare la parte. Il sangue gronda, il guaritore inserisce anche un suo dito (o una pinza) nella ferita muovendolo come per estrarre qualcosa, pochi secondi ed appaiono ago e filo (chirurgici) che gli servono per chiudere quella ferita, pubblico in visibilio, occhi sbarrati, effetto assicurato.


Il guaritore incide la cute con un bisturi (vero).

I pazienti sono stupefatti, chi ha subìto l'intervento giura di avere ancora addosso la ferita con i punti, alcuni dicono di non aver sentito niente, altri di aver sopportato un dolore tremendo.
Esistono in rete alcuni filmati di queste operazioni (ATTENZIONE: sconsigliati ai più impressionabili). L'esercizio di infilare una pinza nel naso non è altro che un vecchio trucco da fachiro, si sfrutta una cavità presente nel cranio che permette di infilare oggetti (chiodi, per esempio) fino ad una certa profondità, compatibile con la lunghezza della pinza che usa il guaritore. Nel caso dell'incisione della cute, nei filmati che ho visto, sembra proprio sia reale. L'incisione è superficiale, profonda circa 1 centimetro e lunga circa 4, in questi casi, se si sa dove incidere, non vi saranno grossi problemi (emorragie, lesione di organi) e basta richiudere la ferita per farla rimarginare. Per il resto l'uomo incontra altri "pazienti" ai quali stringe la mano e prescrive in un foglietto l'erba che li guarirà, rigorosamente in vendita nel negozio della casa di Joao con un unico particolare, nel negozio è venduto solo un tipo di erba: la passiflora, per tutti.
Spiega un collaboratore dell'uomo: "non ha importanza cosa prende il paziente, è l'energia di Joao che è trasferita nell'erba".
In parole povere il guaritore non fa nulla di straordinario ma crea uno "shock" nei presenti che, già presi dall'atmosfera, non potranno che credere nei suoi poteri ed infatti la stanza dove avvengono i "prodigi" è strapiena, l'afflusso regolato da un servizio d'ordine rigorosamente vestito di bianco, come di bianco dev'essere vestito chi entra in quel luogo.
Per quanto riguarda le presunte guarigioni anche in questo caso non ne esistono di provate, molti aneddoti, molti "amici hanno detto" e molti complici che raccontano episodi fenomenali, non a caso le "guarigioni" più eclatanti (tumori, malattie neurologiche, AIDS...) sono tutte relative a vicini del guaritore o abitanti della zona, gli stranieri non guariscono mai: "da loro la spiritualità funziona poco, non ci credono, non sono nella giusta dimensione", dice Joao.
In realtà questa è una delle forme più antiche di ciarlataneria (deriva da antichi riti, molto comuni nelle popolazioni sudamericane), rivisitata e completata per renderla più credibile ma pur sempre di basso livello, la figura dello sciamano e poi del curandero, è stata per anni l'unica forma di "medicina popolare" a disposizione per chi non poteva (o non voleva) affidarsi agli ospedali, lo "stregone" oggi, ha cambiato vestito, abbandonate piume di uccello e sonagli, ora usa bisturi e filo ma la creduloneria no, resta identica. Nulla di nuovo dunque.
Non si discosta neanche dalle ciarlatanerie delle nostre zone, affermazioni straordinarie per colpire chi cerca soluzioni per malattie gravi, continue contraddizioni per confondere chi ascolta, richiami mistici, appelli alle folle, sono tutte tecniche di plagio mentale e persuasione, un atteggiamento  che ricorda molto da vicino quello delle sette, nelle quali il "guru" assume il controllo totale dei suoi seguaci che devono fare solo quello che dice lui, non devono fidarsi di nessuno e devono sentirsi "prescelti", fortunati che hanno toccato il divino.
Un fenomeno più recente è l'esistenza di "bambini guaritori", frequenti soprattutto nella chiesa pentecostale sudamericana, una di queste Alani dos Santos, una bambina guaritrice, conosciuta col nome di "missionarinha" (piccola missionaria) ha file di "pazienti" da trattare, anche persone con malattie gravissime. Il suo caso ha creato polemiche anche sociali. Nata in un ambiente malfamato (il padre non era proprio uno stinco di santo) si rivolge soprattutto a persone di basso livello socio-economico ma con il tempo ha raccolto anche persone di altri strati della popolazione e le "guarigioni", iniziate in uno scantinato in mezzo alla spazzatura, si svolgono ora in una "chiesa" che raccoglie frotte di seguaci e...soldi.
Di esempi nella cultura sudamericana ne esistono tanti altri, tutti simili tra loro per caratteristiche e metodi, alcuni anche "itineranti", fanno il giro del mondo e sono arrivati anche in Italia e non elenco tutti i casi (frequenti) di violenze fisiche o psicologiche, che hanno subìto alcune persone che si sono affidate alle mani di questa gente. Personalmente non mi stupisce il fenomeno (i "guaritori" sono figure praticamente preistoriche, esistono da quando esiste l'uomo) ma mi lascia sempre perplesso vedere come in un'epoca che riteniamo moderna e civile ci siano molte persone che ancora credono al sovrannaturale, al "tocco magico" o ai poteri paranormali. Persone che per il resto del loro tempo sono lavoratori, genitori, colleghi ma che, ad un certo punto della loro vita, si abbandonano nelle mani della magia. Ed è loro che cerca il guaritore.

Il ciarlatano infatti sa come e chi colpire, conosce i desideri di chi sta male e sa come convincere e per farlo non usa complicati meccanismi psicologici, usa semplicemente il "materiale" a sua disposizione: l'ingenuità umana. Dice Derren Brown, illusionista e smascheratore di truffe: "pensi di fare il mestiere giusto? Sappi che puoi guadagnare dagli stupidi". Derren ha creato un falso sito web, ha "inventato" un nuovo santone (in realtà un attore) che è apparso in qualche tramissione televisiva con l'atteggiamento da guru (capello lungo incluso), ha diffuso qualche falsa guarigione con finti testimoni ed in poco tempo è stato tempestato di richieste di consulto, offerte di denaro ed inviti in varie città americane. Dove c'è un credulone ci sarà un ciarlatano.

Nonostante sembri incredibile che ci sia gente che creda ad un pastore analfabet o ad un qualsiasi individuo che opera con i poteri della mente grazie a delle entità, succede e non è tutto spiegabile con la disperazione ed il dolore, c'è anche una forte componente di ingenuità, creduloneria, spesso debolezza mentale, questo il guaritore lo sa.
Il vero obiettivo sarebbe quello di non farlo succedere più: si pensa a chi ha il dovere di far rispettare la legge, si punta ai controlli, alla giustizia, ma annullato un ciarlatano ne spunta fuori il triplo, l'arma migliore, dunque, sarebbe la consapevolezza delle potenziali vittime, sappiano che purtroppo ci sono tanti avvoltoi lì fuori che non aspettano altro che averli come clienti, sappiano che non esistono cure "segrete", "proibite, "nascoste", che se una cura funziona, da quella più banale alla più complicata, diventerà medicina, per tutti, non solo per chi ha soldi. Per questo, per eliminare questa piaga, servirebbe agire alla fonte, il ciarlatano vuole denaro, eliminate la sua fonte principale, la clientela, che nel suo caso siamo tutti noi, sappiatelo.

Alla prossima.

La prima parte di questo articolo è qui.

mercoledì 11 marzo 2015

Il guaritore. (parte 1)

Uno dei luoghi comuni più diffusi è quello che il nostro paese sia particolarmente credulone e per questo periodicamente ospita i casi più eclatanti di pseudomedicina e vede nascere guaritori e finte cure continuamente. In Italia i casi noti sono pochi (in ordine cronologico Bonifacio, Di Bella, Stamina) ma quelli meno conosciuti sono decine (Vieri, Nacci, Simoncini e tanti altri). Se è vero che un paese a forte impronta religiosa (il nostro lo è) è più propenso a credere a "guru" e miracoli, in qualsiasi parte del mondo si troveranno medici, falsi medici, guaritori di ogni tipo e cure miracolose. Si tratta in fondo di una fetta di mercato, una richiesta fisiologica che è accontentata da chi sceglie di prestarsi al lavoro di ciarlatano. Non fanno eccezione le nazioni più sviluppate, gli Stati Uniti (patria delle più famose cure anticancro fasulle, da Hoxsey alla Clark), la Germania con la psicosetta legata ad Hamer, la Francia con Burzinsky ed altre, ogni nazione ha il suo "genio incompreso", guarisce tutti, senza mai aver guarito nessuno.
Una forma particolare di ciarlataneria, poco diffusa da noi ma molto nota nei paesi oltre oceano, è la cosiddetta "medicina spirituale" (più o meno la traduzione di psychic healing, guarigione psichica), nella quale si mescolano credenze religiose, trucchi da baraccone, grossi giri di denaro, truffe e condizionamento mentale. Come sempre però lo scopo è quello di attirare persone con problemi (di salute o psicologici) usandole per guadagnare e per ottenere pubblicità gratuita delle proprie capacità curative.
È un fenomeno molto complesso, diffuso come detto in tutto il mondo, in particolare nel continente americano, che può avere differenze locali ma che quasi sempre sfrutta il plagio da parte di una figura carismatica, il "guru", colui capace di guarire gli ammalati con gesti semplici ma spettacolari, eclatanti. In certi paesi il fenomeno è talmente "regolare" che esistono anche i "guaritori da strada", che "curano" qualsiasi malattia lavorando sui marciapiedi, si esibiscono in piccoli trucchi (uno, frequente è quello di "pareggiare" due gambe di lunghezza differente, è un trucco di abilità) e chiedono soldi in cambio di una "seduta di guarigione".

Da noi il fenomeno non si è diffuso più di tanto. Ebbe un successo passeggero negli anni '70 con il fenomeno dei "guaritori filippini", individui che con il solo uso delle mani (e qualche trucco di magia di bassa lega) simulavano un intervento chirurgico che guariva i "malcapitati", oggi esistono alcuni guaritori spirituali italiani con successo locale.
Furono alcune trasmissioni televisive che spiegarono i trucchi usati da queste persone a svelarne lo scopo truffaldino e con la loro fuga all'estero per sfuggire alla giustizia terminò anche il fenomeno.
Negli Stati Uniti è invece diffusissima la figura del "faith healer" ("guaritore religioso"), personaggi che si improvvisano e si autoproclamano "emissari divini" e che, dicono, tramite Dio riuscirebbero a guarire migliaia di persone dalle malattie. Loro non sarebbero altro che "tramite" tra il divino ed il sofferente.
Su decine di guaritori miracolosi, qualcuno raggiunge un notevole successo, organizza una vera e propria società con introiti vertiginosi, gira in tour mezzo mondo con guardie del corpo e "prezzi" esorbitanti e riempie stadi e parchi. Una delle figure più note è Benny Hinn, in Italia conosciuto per essere apparso in televisione (ed anche in alcune serate facenti parte del suo "tour" mondiale), definito "tele evangelista", ricchissimo guaritore che con il tocco della mano fa rialzare i paralitici e vedere i ciechi. Hinn è solo il più noto mediaticamente ma sono decine i suoi emuli che con la ciarlataneria hanno creato un impero economico. Hinn alza la mano e chi gli sta di fronte crolla a terra guarito, persone che non camminano da anni, toccate da lui, si alzano e ballano, fa anche i miracoli multipli, 20 persone in fila e lui, come con una mitragliatrice, scarica l'energia divina su tutti, anch'essi crollano in estasi e si rialzano guariti, bambini ed anziani compresi. Il "tele evangelista" le spara grosse, spalleggiato da file di guariti da malattie gravi: "aveva un tumore che è caduto sul palco, un tumore che colpito è caduto in tanti pezzettini sul palco, è incredibile..." ed il testimone annuisce, sorridente. Hinn guarisce anche a distanza, basta guardare le sue tramissioni, della sua TV privata e la guarigione è assicurata.

Benny Hinn lancia una scarica di energia spirituale su un malato che crolla a terra
Guarigioni multiple, tutti crollati a terra colpiti dall'energia del guaritore

Unico particolare, i "guariti" sono spesso complici, scelti prima, persone sanissime che recitano una parte e, come ha dimostrato una trasmissione televisiva, i malati veri che volevano salire sul palco per essere guariti sono stati invitati a tornare al loro posto con varie scuse, non c'era tempo, servirà aspettare il prossimo tour che Hinn prosegue con altre serate dai miracoli impossibili, raggiungendo con il suo jet privato i più remoti angoli della Terra e facendogli raccogliere, a quanto dicono voci malpensanti, un introito di oltre 10 milioni di euro l'anno dei quali, 1 milione, solo in donazioni dei fedeli, raccolte tramite la fondazione che ha creato per convogliare i suoi guadagni. Altri "guariti" sono persone inconsapevoli che ingenuamente credono alle rassicurazioni del predicatore, credono ad una guarigione che non c'è, la ammettono in pubblico per poi ricadere nella drammatica realtà dell'illusione alla quale hanno creduto.
Qualcuno è stato "guarito" anche a distanza, tramite i video di Hinn, liberato (secondo il predicatore) dal male, un ragazzo ha smesso di assumere dei farmaci (aveva un tumore al fegato in miglioramento) e la malattia, incontrastata, ha avuto il sopravvento in pochi mesi.
"Il potere di Dio entra in me, io lo sento e tramite me restituisce la salute", dice pacatamente il più famoso guaritore degli Stati Uniti d'America.

Guardando con occhi scettici (e non disperati) le azioni ed i "miracoli" di questa gente, è spontaneo un sorriso amaro, viene da chiedersi come si possa credere a cose del genere, sembra impossibile che una persona, per quanto sofferente, possa affidarsi ad evidenti ciarlatanerie; tra i "seguaci" non si trovano solo analfabeti ed ingenui ma anche persone colte, professionisti, giovani studenti ma è proprio questo che può spiegare i motivi del successo dei guaritori, anche di quelli nostrani, quando la mente non è più lucida si crede a tutto, proprio a qualsiasi cosa, anche all'incredibile, nonostante queste persone non siano altro che fenomeni da baraccone. Un giornalista chiede a Hinn di rispondere alle accuse di truffare la gente per denaro: "io non sono un truffatore, non puoi truffare tutti per tutta la loro vita per arricchirti, prima o poi ti smaschererebbero" dice Hinn ed il giornalista ribatte: "per arricchirsi lei non deve truffare tutti, per tutta la vita, le basta truffare qualcuno per molti giorni". Semplice.
Lo stesso giornalista rinfaccia a Hinn il suo stile di vita: jet privato, hotel extralusso, abiti firmati e Hinn risponde "che c'è di male, sono un uomo come tutti, come te". Nulla di male, se non fosse che quei soldi sono guadagnati con l'inganno.
La cosa più interessante dal punto di vista sociologico è che Hinn, esattamente come tutti i guaritori, dai nostri lanciati dalla TV a quelli esteri e più esotici, si dissocia dagli altri, loro sono disonesti lui è puro ed altruista. È un modo come un altro per "pulirsi" la coscienza nei confronti dei propri fedeli, quando invece non c'è alcuna differenza tra un guaritore che dice di guarire con l'energia spirituale ed uno che dice di farlo con l'energia della memoria dell'acqua o i "cocktail" di farmaci, sempre di inganno si tratta e Hinn usa gli stessi trucchi dei tanti guaritori che abbiamo conosciuto in questi anni. Una nota giornalista americana si è finta malata di poliomielite ed ha finto la sua guarigione, Hinn l'ha portata ad uno dei suoi "convegni" e quando gli hanno svelato l'inganno è rimasto di sasso ma non ha perso la sua sicurezza "tutti possiamo sbagliare, io sono un uomo normale e sbaglio".
I personaggi simili a Hinn, negli Stati Uniti, sono tantissimi, con successi alterni, alcuni sono diventati vere e proprie star della televisione, altri annaspano cercando spazio tra gli altri.
In alcune comunità la "guarigione" non è legata direttamente agli atti fisici del "profeta" ma viene attuata durante i canti o durante le messe, anche in questo caso a distanza o per mezzo di parenti. Non si tratta assolutamente di un fenomeno recente, nell'ottocento sono descritti casi di guaritori "per mezzo della fede" che giravano le città americane per salvare anime e guarire malattie, alcuni di essi erano richiestissimi, come Smith Wigglesworth, di origine inglese che predicò nel suo paese e poi negli Stati Uniti, famosissimo dovette lasciare il suo lavoro per dedicarsi alla predicazione (diceva di non leggere niente se non la Bibbia) e sono diverse le testimonianze di guarigioni sorprendenti, da malattie come appendiciti, tumori, infezioni. Praticava una "guarigione" molto particolare, spesso fatta di "botte", schiaffi, percuoteva con forza la zona malata e non mancano le testimonianze di resurrezioni, avrebbe fatto "risvegliare" dalla morte diverse persone (molto probabilmente complici, come accade ancora oggi), morì nel 1947.
Esistono anche donne protagoniste di questo fenomeno, tra le più famose Kathryn Kuhlman che tra una predica e l'altra faceva entrare in estasi i suoi ascoltatori. Verso la fine della sua carriera, seguitissima, un gruppo di medici locali cerco riscontri alla voce che voleva più di 20 persone guarite da malattie gravissime tramite l'intercessione della donna ma non trovò alcun riscontro. Una di esse, durante una delle messe di guarigione, si alzò dalla platea su comando della Kuhlman, abbracciandola ed urlando di essere stata guarita da lei da un grave tumore alla colonna vertebrale, costretta all'immobilità e ad indossare un pesante busto, cominciò a correre e gettò il busto in segno di ringraziamento. La comunità restò scioccata, anche dal fatto che la donna il giorno successivo ebbe un crollo vertebrale e morì poco tempo dopo.
L'esibizione, il clamore e le urla (con vere e proprie crisi isteriche) fanno parte del "repertorio" di questi guaritori, servono ad impressionare gli spettatori, a scioccarli ed a creare nel pubblico un vero e proprio stato mentale di alterazione, nel quale c'è chi vede parenti scomparsi, chi cade in trance e chi sente voci dall'aldilà.

Una delle cose più interessanti è che esistono anche alcuni (rari) studi sugli effetti delle "preghiere" di guarigione ma quello che ha la conclusione che credo più significativa è una review Cochrane che conclude:
However it is impossible to prove or disprove in trials any supposed benefit that derives from God's response to prayer.
(trad.). "È comunque impossibile provare o meno, in una ricerca, ogni presunto beneficio che derivi dalla risposta divina alla preghiera".
Ed è giusto così. La maggioranza delle persone che si affidano a questi improbabili guaritori, sono mosse da fede sincera, forse molto ingenua ma "vera" e quindi, se da un punto di vista scientifico è assurdo cercare riscontri sulle presunte guarigioni, dall'altro è anche vero che è impossibile cercare di interpetare con la scienza un atto di fede. Naturalmente è bene distinguere i truffatori (che, intendiamoci, rappresentano la maggioranza di questi "guaritori religiosi") da chi si limita a preghiere per chi le desidera ed è dei primi che ho parlato.
Ciò che appare più strano è che le tecniche ed i "risultati" di questi guaritori non sono cambiati nel tempo, tanto che guardandoli oggi, i loro comportamenti e atteggiamenti sembrano surreali, quasi ridicoli, non credibili ma così non la pensano le centinaia di persone che li seguono e li amano, rendendoli veri e propri "divi" religiosi.
Perché?
Il desiderio di miracolo, quello a cui assistiamo quando una persona apparentemente consapevole, colta e sveglia, cade nella trappola delle ciarlatanerie. Si arriva a credere all'impossibile.

Non siete ancora convinti? Allora non conoscete i "guaritori" sudamericani.
Di questi parlerò nella seconda parte dell'articolo.

Alla prossima.

mercoledì 4 marzo 2015

I 10 miti (+1) più diffusi sull'omeopatia

Le medicine alternative sono un campo ricchissimo di miti e false convinzioni ed in fondo sono proprio queste che ne decretano il successo. Chi le vende sfrutta i miti sulle "alternative" per alimentare un'efficacia che alla prova pratica non esiste, chi le usa spesso lo fa convinto di aver "letto da qualche parte" (o da aver "sentito da qualcuno") che quella cura "funziona". La medicina alternativa più diffusa nel mondo è l'omeopatia, chi la usa, nella stragrande maggioranza dei casi, non sa realmente di cosa si tratta, è convinto di assumere medicine e principi attivi, pensa di curarsi quando invece effettua una cura a base di semplici caramelle di zucchero, tanto che gli è difficile accettare la realtà di quella che è venduta come medicina ed invece è semplicemente una pillola inerte. Quali sono i miti più comuni sull'omeopatia?
Proviamo a rispondere ai 10 più comuni (+1).
Chirurgia omeopatica: "Svelta infermiera, mi passi niente".

1) L'omeopatia è sempre più diffusa
FALSO: La diffusione dell'omeopatia è dovuta al fatto che sono tantissime le persone alle quali è consigliato un rimedio omeopatico da conoscenti o direttamente dal farmacista. L'omeopatia rappresenta meno dell'1% del mercato farmaceutico (in Italia) ed è meno venduta dei prodotti di bellezza e d'igiene in farmacia (con un lieve calo di vendite nell'ultimo anno). La dimostrazione della poca affezione dei pazienti nei confronti di questa pratica è che non esistono farmacie che vendono esclusivamente prodotti omeopatici (non riuscirebbero a sopravvivere) e nel mondo sono sempre di più quelle che chiudono per mancanza di utili. Stessa sorte ad "ospedali omeopatici", ormai in via di estinzione in nazioni come l'Inghilterra nella quale erano istituzioni solide del passato (l'ospedale di Bristol nel 2010 ha contato solo 470 visite ed ha chiuso, come quello di Londra) Pratica di "nicchia" fino agli anni '70, ha conosciuto un boom legato alle campagne pubblicitarie virali delle industrie omeopatiche che però hanno visto scendere gli utili parallelamente all'aumento di consapevolezza sull'inconsistenza di questa pratica pseudoscientifica. Le statistiche che periodicamente si leggono sui giornali usano termini vaghi per sostenere un presunto quanto inesistente utilizzo massiccio di omeopatia, ad esempio "il 7% degli italiani utilizzano prodotti omeopatici da soli o con i farmaci" senza far notare che se eliminassimo chi usa omeopatici associati alla medicina (quindi non si cura "solo con omeopatia") la percentuale diminuirebbe sensibilmente rendendola simile a quella che conosciamo, bassissima.

Numero di prescrizioni omeopatiche nel servizio sanitario nazionale inglese.

La voce che vorrebbe sempre più persone affidarsi all'omeopatia è una semplice operazione di marketing.

2) L'omeopatia è dimostrata scientificamente, come la sua efficacia
FALSO: Non esiste uno studio scientifico serio che dimostri inequivocabilmente l'efficacia dell'omeopatia, mentre studi condotti con precisione ed accuratezza statistica ne dimostrano l'inefficacia (al massimo un effetto paragonabile al placebo). I principi su cui si basa questa pratica, inoltre, sono contrari a leggi basilari della chimica e della fisica. Prima di dimostrare l'efficacia dell'omeopatia quindi, bisognerebbe stravolgere le leggi cosmiche, cosa che fino ad oggi non è mai avvenuta. Negli anni, inoltre, già le ipotesi di partenza (mai dimostrate) dell'inventore dell'omeopatia, sono state stravolte e trasformate per adattarle ai tempi (nell'epoca dell'invenzione dell'omeopatia gran parte dei concetti scientifici, a partire dall'esistenza dei batteri, erano sconosciuti) creando di fatto una nuova ipotesi senza però prendersi cura di dimostrarla. In parole povere un'ipotesi non dimostrata, modificata arbitrariamente con nuove ipotesi mai dimostrate.
Un esempio: oggi sappiamo che un granulo di omeopatia contiene solo zucchero. Non esiste quindi pericolo di intossicazione o di "sovradosaggio" e per questo l'omeopatia non può avere effetti collaterali, è un cavallo di battaglia degli omeopati. Ma Samuel Hahnemann, inventore dell'omeopatia sosteneva che una dose eccessiva poteva essere molto pericolosa e letale per chi la assumeva perché secondo lui quei rimedi un effetto lo avevano davvero. Oggi, avendo i mezzi per capire che non c'è nessun effetto, gli omeopati hanno stravolto le stesse idee dell'inventore di questa medicina alternativa mantenendone i presunti effetti positivi e cancellando, chissà perché quelli ipoteticamente negativi.

Dosi eccessive di una medicina omeopatica portano grave danno e mettono il malato in pericolo di vita. Oggi, visto che sappiamo che in un granulo omeopatico c'è solo zucchero, gli omeopati non lo dicono più. (Organon. S. Hahnemann, trad. Riccamboni)

3) L'omeopatia funziona sui bambini e sugli animali, è la prova che ha degli effetti
FALSO: Non vi sono studi scientifici ben condotti che mostrino un'efficacia superiore al placebo dell'omeopatia sugli animali o sui bambini. Gli effetti talora osservati su queste classi di individui sono paragonabili all'effetto placebo, noto per funzionare anche sugli animali e sui bambini (persino sui neonati) o su un fenomeno conosciuto come aspettativa (i genitori si attendono un effetto da ciò che somministrano e qualsiasi beneficio, anche spontaneo, è attribuito all'omeopatia). Molti degli effetti raccontati sono dovuti poprio a questo, malattie che passano da sole, malesseri banali, problemi che possono essere risolti semplicemente con pazienza e buon senso, sono "curati" con le caramelle omeopatiche che diventano automaticamente "autrici" del miglioramento.

4) Per essere omeopati bisogna essere specializzati
FALSO: Nell'ordinamento italiano non esiste la specializzazione (o la laurea) in omeopatia. Qualsiasi medico laureato ed abilitato alla professione può prescrivere rimedi omeopatici (e possono farlo solo i medici). Esistono in tutti gli ordini professionali degli albi "speciali" che raccolgono i medici che si definiscono "omeopati". Per essere inseriti in questi albi bisogna aver frequentato particolari corsi di formazione accreditati.

5) L'omeopatia è più economica della medicina
FALSO: Se in apparenza i prodotti omeopatici sembrano costare meno di quelli farmaceutici, la realtà è ben diversa. Mentre una medicina è frutto di anni di ricerche, esperimenti, costi tecnici ed umani, materie prime anche costose, l'omeopatia non evolve da 2 secoli e non contiene sostanze attive. Nessun prodotto omeopatico deve dimostrare (per legge) la sua efficacia (e questo è un processo che costa tempo e denaro) ma soltanto la sua innocuità (che riguardando prodotti costituiti da sostanze inerti è praticamente sottintesa). In questo modo i prodotti omeopatici sono enormemente più costosi di quelli farmaceutici, basti pensare ad un noto omeopatico per l'influenza il cui acquisto equivale a zucchero comprato a 2000 euro al kg.

6) L'omeopatia rispetta la natura
FALSO: Se si parte dal presupposto che qualsiasi industria inquina l'ambiente circostante, questo vale anche per le industrie omeopatiche. C'è però una differenza: un'industria farmaceutica inquina per produrre farmaci con un'azione precisa, l'industria omeopatica inquina per produrre sostanze inattive. Riguardo la sperimentazione animale, anche l'omeopatia la effettua ed estrae i principi attivi di partenza (che poi scompaiono nel prodotto finale) anche da animali (persino in via di estinzione) così come realizza esperimenti su di essi, un sacrificio quindi inutile e senza senso. Le aziende omeopatiche più note sono multinazionali, anche quotate in borsa, esattamente come quelle farmaceutiche tradizionali, ammantarsi di un'aura di "naturalità" è l'ennesima operazione di immagine per consumatori poco attenti.

7) L'omeopatia è una medicina moderna
FALSO: L'omeopatia nasce nel 1800 e dalla sua nascita non ha avuto alcuna modifica né ha rivisto le sue nozioni iniziali che non hanno alcuna attendibilità scientifica, medica o sperimentale. L'omeopatia di oggi è la stessa di 2 secoli fa, quando non si conosceva l'esistenza di batteri e virus e l'origine delle malattie era un mistero. In ogni caso, lo zucchero (che costituisce la componente unica di qualsiasi granulo omeopatico oltre la 12ma diluizione) oggi è identico a quello di 200 anni fa e non ha modificato il suo unico potere: dolcificare.

8) L'omeopatia cura la causa, non il sintomo della malattia:
FALSO: È l'esatto contrario: l'omeopatia pretende di curare le malattie partendo dal sintomo e somministrando ciò che quel sintomo lo provocherebbe (in medicina invece si somministra ciò che elimina il sintomo, spesso eliminandone la causa), è uno dei dogmi dell'omeopatia: "il simile cura il simile". Il "rimedio omeopatico" (cioè il tipo di granulo da somministrare al paziente) si sceglie in base al sintomo che la "tintura madre" (la sostanza originale dalla quale poi si ottiene il prodotto finale) provoca sul paziente, indipendentemente dalla causa. Per curare l'ansia si prescrive una sostanza che provoca ansia (di cui non vi è traccia nel prodotto in vendita). Per esempio, per curare l'insonnia si usa il caffè (che ha effetto eccitante), per curare la nausea l'ipecacuana (pianta che provoca nausea) e così via. Per l'omeopatia non ha importanza la causa: un raffreddore può essere causato da un batterio, da un virus, da un'allergia ed ogni causa ha una cura diversa, per l'omeopatia invece la cura si basa sul sintomo, indipendentemente dalla causa.

9) L'omeopatia non è pericolosa
FALSO: Se un prodotto è realmente omeopatico (cioè non contiene nulla) non ha una pericolosità diretta ma indiretta, distoglie cioè da cure efficaci e non tratta in maniera reale alcuna malattia. In alcuni casi però sono definiti come omeopatici dei prodotti che il principio attivo lo contengono veramente e questo può causare (com'è successo) effetti collaterali gravi. Un recente studio ha elencato le centinaia di vittime dirette o indirette dell'omeopatia e di ciò che si presenta come "omeopatico" ma non lo è.

10)  Nell'omeopatia abbiamo la certezza di ciò che compriamo
FALSO. Non essendoci nessun principio attivo in un prodotto omepatico di diluizione superiore ai 12CH, l'azienda produttrice può preparare il prodotto come preferisce, anche senza usare il principio attivo di partenza, visto che alla fine del processo questo sparirà del tutto. Non esiste alcun mezzo (oltre al controllo diretto, visivo) per controllare se realmente il prodotto omeopatico è stato realizzato come descritto. D'altronde nessun omeopata e nessuna persona al mondo potrebbe distinguere un granulo omeopatico (oltre la 12CH) da un granulo di zucchero, sono la stessa identica cosa. Non ci credete? Provateci.

10+1) I prodotti omeopatici contengono solo estratti di erbe e sostanze naturali
FALSO: Non contengono nulla.
I prodotti omeopatici (dalla dodicesima diluizione in poi contrassegnata con la sigla 12CH, ma probabilmente anche per quelle minori), contengono solo l'eccipiente che costituisce il prodotto: se l'omeopatico è venduto sotto forma di granulo lo zucchero, se liquido alcol o acqua. Non vi è traccia di nessun principio attivo né sostanza curativa. Se per "sostanze naturali" si vuole intendere lo zucchero o l'acqua che costituiscono il prodotto, allora l'affermazione è vera. In ogni caso, tra i presunti principi attivi omeopatici, si utilizzano prodotti di tutti i tipi, oltre alla presunta presenza di sostanze vegetali, tra gli ingredienti utilizzati vi sono sostanze come lo sputo di tubercolotico, sostanze che naturalmente sono elencate senza però mai apparire nel prodotto finito. Esistono rimedi omeopatici che contengono pezzi del muro di Berlino, mercurio, raggi X o veleno di serpente: tutto "naturale", certamente...

Il termine "naturale" è comunque abusato: l'aspirina, i chemioterapici, l'aria, l'acqua e qualsiasi cosa si produca è per forza di cose "naturale" e spesso è molto più "processato" ed industrialmente modificato un prodotto omeopatico di uno farmacologico tradizionale (diluire per 100 volte e spruzzare su granuli una tintura madre è un procedimento molto più "artificiale del confezionare flaconi di glicerina).

Per concludere, nonostante il marketing e Big Homeo provino a far passare la "medicina degli zuccherini" come pratica seria e scientifica, l'unico dato assodato fino ad oggi (dopo 200 anni dalla sua creazione) è che i granuli omeopatici con diluizione superiore alla dodicesima (indicata come 12CH) sono semplici caramelle di zucchero. Le ipotesi alla base dell'omeopatia si basano su credenze e superstizioni ormai smentite che le permetterebbero di funzionare tramite effetti paranormali paragonabili alla stregoneria.
In base alle regole del commercio bisognerebbe capire come sia possibile vendere un prodotto che al suo interno non ha nessun principio attivo e soprattutto come possa essere permesso che un prodotto elenchi degli ingredienti che poi nessuna analisi e nessun mezzo di controllo potrà effettivamente riscontrare.

L'omeopatia è alternativa alla medicina come il tappeto volante è alternativo all'aeroplano.

Alla prossima.

venerdì 13 febbraio 2015

Io, antifrenista.

Questa è la traduzione e adattamento dell'articolo di Robert Moore Jr. apparso nel suo blog. Dedicato a chi ascolta le idiozie antivacciniste e decide la propria salute e quella dei suoi cari con molta leggerezza e basandosi su ragionamenti illogici. Ho adattato l'articolo alla realtà italiana e reso più "scorrevole".
Buona lettura

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Ho preso una decisione seria e basata sulle evidenze. Non voglio discuterla ma farla conoscere a tutti. Siete pregati di rispettarla, non voglio sentire quei professoroni che mi avvertono dei fantomatici pericoli della mia scelta, a casa mia comando io.
Sto smontando i freni della mia automobile.
Non è una decisione avventata, vi spiego perché.
Qualche settimana fa ho visto un incidente automobilistico, due persone si sono trovate allo stesso momento ad un incrocio, tutte e due hanno fatto una grande frenata e subito dopo si sono scontrate. Nessun ferito grave per fortuna ma ho subito pensato che, se invece di frenare avessero sorpassato semplicemente l'incrocio, non sarebbe successo nulla. Sono stati i freni quindi a causare l'incidente!
A quel punto ho deciso di fare una ricerca e quello che ho trovato è stato sconcertante. Centinaia di persone, ogni anno, sono gravemente ferite da frenate inutili e ci sono casi in cui i freni, non funzionando, hanno investito anche altre persone, innocenti, bambini, famiglie intere: ditelo a loro che i freni sono sicuri e salvano le vite!!
È dimostrato che praticamente in TUTTI gli incidenti stradali, i conducenti delle autovettura avessero azionato i freni subito prima dell'incidente, servono altre prove?
Vi siete mai chiesti perché le multinazionali automobilistiche non rilasciano un certificato in cui si assumono tutte le responsabilità sull'uso dei freni? Avete mai visto un concessionario di auto dirvi che i freni sono sicuri al 100%? Non ve lo diranno mai!

Chi l'ha detto che i freni sono sicuri? I produttori di freni naturalmente e tutto questo i media non ce lo dicono.
Una volta stavo guidando sulla neve ed ho premuto leggermente i freni: ciò ha causato la completa perdita di controllo dell'auto, i miei freni avrebbero potuto uccidermi facilmente. Avete fatto caso poi alle pastiglie dei freni che scadono, ai dischi che si usurano? Non sentite quanti sobbalzi e rumori stridenti? E questi sarebbero "sicuri"?
Chissà perché qualche decennio fa i freni non li usava nessuno. Per diminuire la velocità delle auto si scalava di marcia o si usava il freno motore, sarà una coincidenza ma nel passato, quando usavano le marce o il freno motore non c'erano MAI incidenti causati dai freni ed oggi sempre più studi ci mostrano le scoperte sui metodi di frenata alternativi.
Io le ricerche le ho fatte ed ho scoperto che ci vendono schifezze.
I meccanici, le persone ai cui affidiamo il lavoro e la cura delle nostre macchine, sono pagati per cambiare ed installare i freni. Ogni freno da riparare sono soldi, cosa dovrebbero dire se gli chiedete se i freni devono essere installati? Chi vogliono prendere in giro? Voi pensate lo facciano per la nostra sicurezza ma prendere 49,99 euro per cambiare le pastiglie dei freni è proprio un bel guadagno. Fateveli montare voi i suoi freni!!

Ho parlato così con il mio meccanico e gli ho chiesto di smontarmi i freni e sono disgustato per quanto mi abbia trattato male.
Mi ha accusato di essere pazzo, anche ignorante però quando gli ho detto che la torsione di coppia che puoi mettere sui freni è limitata e gli ho mostrato i valori che ho trovato su internet mi ha guardato strano e mi ha detto che non sapeva di cosa stessi parlando, l'ignorante è lui! Ha detto che i freni che mi avrebbe montato escono dalla casa madre dopo accurati test e che il prodotto è standardizzato, come se tutte le macchine fossero uguali. Ha avuto anche il coraggio di dire che la mia scelta personale potrebbe avere conseguenze, che potrei influenzare la vita di chi sta attorno a me.


Ne ho avuto abbastanza di lui, sto cercando un nuovo meccanico.
Il problema è che molti meccanici sono pagati e sponsorizzati dall'industria automobilistica e che tutti, guardacaso, insistono affinché io non tolga i freni dalla macchina e cosa dovrebbero dire visto che dai freni della mia macchina dipende il loro guadagno? Avete mai visto un meccanico mettere i freni alla propria auto? Ci sono ricerche che dimostrano che il 79% dei meccanici non usa i freni!
Siamo andati sulla Luna (anche su questo ci sarebbe da discutere) e non abbiamo trovato un modo per evitare i freni? Ma a chi vogliono darla a bere?
La maggiorparte di loro non ha voluto nemmeno tenere la macchina in officina per controllarla dicendo che senza freni potevo causare danni alla loro struttura o alle altre macchine, cretinate! A loro semplicemente non piace chi crede a tecniche di frenata alternative.
Ora, chiaramente, anche il governo è coinvolto e dice che io DEVO avere i freni, che non è una cosa che riguarda solo me e che con la mia decisione posso danneggiare gli altri. Cosa ne è quindi della libertà di scelta? Dov'è la libertà?!?
Se chi usa i freni lo fa perché sono sicuri e si sente protetto, di cosa si preoccupa?

Vi invito allora a fare le vostre ricerche.
Non basta ascoltare il ministero dei trasporti o le grandi case automobilistiche multinazionali. Ho preso una decisione personale per la mia famiglia, ho detto NO ai freni.
Useremo rimedi naturali, come la gravità, il mettere i piedi a terra per fermare l'auto ed i rimedi popolari come l'uso del freno motore. Dopotutto, se funzionava già con me da bambino quando andavo in bicicletta, funzionerà con i miei figli nella mia macchina.
Non ho mai sentito nessuno, tra quelli che hanno tolto i freni della macchina, dire di essere morto ma ci stiamo svegliando e siamo sempre di più.

Vi prego di essere rispettosi nei commenti.
Il prossimo articolo tratterà dei danni ormai scientificamente dimostrati delle cinture di sicurezza.


NOTA: Questo è un post satirico, si prega di non modificare la vostra automobile. Non sono un meccanico e non ho competenze di ingegneria, ho un'idea molto vaga e probabilmente sbagliata sul funzionamento del motore e quindi le mie parole non devono essere considerate attendibili.
Grazie.