mercoledì 26 ottobre 2016

Gava, l'antivaccinista pentito.

Credo che molti abbiano saputo del clamoroso quanto improvviso voltafaccia dell'omeopata antivaccini Roberto Gava.
Dopo anni di libri e conferenze, video e commenti nei quali parlava dei pericoli dei vaccini, dei rischi elevati della vaccinazione e, per questo, diventato guru dei movimenti antivaccino italiani, il medico veneto è stato inquisito dal suo ordine professionale per comportamento contro la deontologia. Diffondere voci non scientifiche, senza basi e senza le dovute cautele che deve adottare un medico può comportare sanzioni anche molto pesanti.
La notizia si è sparsa e Gava, sorprendendo tutti, anche i suoi più fedeli seguaci, ha diffuso un comunicato che se non fosse apparso sulle sue pagine personali si sarebbe definito "impossibile".
Si lancia in una sperticata lode sull'efficacia ed utilità delle vaccinazioni, sulla loro sicurezza, sul fatto che, giustamente, le istituzioni sanitarie li consiglino a tutti i bambini.

Parla dei vaccini con l'entusiasmo di un esaltato pro vaccinazioni.

Incredibile ma vero.
Quasi patetico.
Leggete questo passo:
Sappiamo tutti che i vaccini, se usati adeguatamente, sono molto utili per ridurre nel ricevente la probabilità di ammalarsi di alcune specifiche patologie infettive. Sappiamo inoltre che i vaccini svolgono un’azione protettiva, oltre che sul singolo, anche sulla popolazione.
Sembra un mio post a favore dei vaccini o parte di una campagna di sensibilizzazione a favore delle vaccinazioni.
No, è una parte del comunicato di Gava di ieri.
Gava è lo stesso che ha scritto cose come:
i vaccini possono essere causa di molti danni. Danni che, ovviamente a mio avviso, oggi superano nettamente gli scarsi benefici che essi ci possono offrire.
Un tale, improvviso e repentino cambio di opinione ed atteggiamento è inaspettato e per questo deve restare nella memoria di tutti.
Di quei genitori che affidano la salute dei loro figli all'antiscienza e delle istituzioni che, quando capiranno che è ora di smetterla con la cattiva informazione, sarà sempre troppo tardi.



Gava è solo un anello della catena. Un omeopata come lui è semplicemente una ruota dell'ingranaggio, quello che fa avanzare il treno della pseudomedicina, fatto di antivaccinismo, medicine alternative, false cure, terapie non scientifiche e geni incompresi. In questo treno salgono in molti, soprattutto quando ci sono soldi e quindi è difficile fermarlo. Fino a quando qualcuno sembra accorgersene all'improvviso, solo in quel momento i topi scappano. 

Le istituzioni però devono farlo per dovere: fermateli.
Le famiglie invece si sveglino, si rendano conto di chi hanno di fronte, cerchino di capire che non esistono geni incompresi e riacquistino la fiducia nella medicina.
Ricordate Vannoni (quello delle staminali miracolose) che, accusato di ciarlataneria, diceva "le prove le abbiamo e le porteremo in tribunale!"?
Beh, arrivato in tribunale Vannoni non solo non portò nessuna prova ma patteggiò (quindi rifiutò il dibattito) la condanna poi ricevuta, fregandosene delle prove, di dimostrare qualcosa o almeno la sua innocenza, scappando all'estero per continuare nella sua cura truffa.
Ecco, chiedete le prove, non fermatevi alle parole.
Il voltafaccia di Gava è solo un sintomo, la malattia è molto più vasta, vaccinatevi contro chi racconta balle.

Alla prossima.

martedì 4 ottobre 2016

Perché l'omeopatia funziona solo con me? Una risposta c'è: non è vero.

C'è un vecchio detto che trovo perfetto per descrivere gli "effetti" delle varie cure alternative (quelle più diffuse): "un'influenza curata con l'omeopatia passa in soli sette giorni senza aspettare una settimana per farla passare da sola".

Qui non discuterò dell'implausibilità dell'omeopatia (semplici caramelle di zucchero vendute come curative) ma del meccanismo che può dare origine alla sensazione, che in molti riferiscono, che alcune finte terapie possano in realtà avere effetti sulla salute, le classiche testimonianze personali che raccontano dell'efficacia di questa pratica. Il fenomeno accade con qualsiasi presunta terapia, addirittura con finte cure per il cancro o per malattie neuromuscolari. Nella stragrande maggioranza dei casi, chi riferisce "miglioramenti" non sta mentendo, almeno non consapevolmente.
Se discutete con qualcuno di omeopatia con argomenti solidi o scientificamente ineccepibili, la discussione terminerà quasi sicuramente con il racconto dell'esperienza personale: "eppure con me ha funzionato".
Inutile sottolineare che "l'esperienza personale" non ha alcun valore medico né è scientificamente utile, che si tratta di un racconto di cui non si conoscono i particolari (un classico per esempio è la persona che confonde un trattamento fitoterapico con uno omeopatico) e spesso gli stessi fatti non corrispondono alla realtà (succede per malattie molto gravi, figuriamoci per piccoli disturbi). Però colpisce chi ascolta.
Chi non ha mentalità scientifica, chi non è curioso, chi soffre di pigrizia mentale e si accontenta non va oltre: mio figlio stava male, ha preso il granulo omeopatico, è guarito, quindi l'omeopatia funziona.

Magari andasse così. La vita è molto più complessa di quello che sembra.
La scienza prova proprio a dare delle risposte: quando nota un fenomeno lo studia e trae delle conclusioni oggettive (che non sono necessariamente vere ma che hanno dalla loro parte i numeri, oggettivi, chiari, controllabili).
Per questo, se è ovvio che dei granuli di zucchero non possano guarire nessuna malattia al mondo, la scienza ha provato a controllare le affermazioni degli omeopati ed ha raggiunto una conclusione: in effetti i granuli di zucchero non curano nessuna malattia al mondo.


Ma allora perché ci sarà sempre qualcuno che, nonostante questo, giurerebbe sull'efficacia dell'omeopatia?
Perché a volte anche dare un granulo di zucchero, un bicchiere d'acqua o anche solo una carezza può farci stare meglio, si chiama "effetto placebo" ed è un fenomeno molto conosciuto, qualsiasi gesto compiamo per prenderci cura della nostra salute può avere un effetto positivo anche se il gesto non ne dovrebbe avere. L'effetto placebo non è utilizzabile come pratica medica per vari motivi. Non è costante (a volte funziona, altre no, su una persona funziona su un'altra no), non è controllabile (non sappiamo fino a che punto funzionerà), ha dei limiti (la sua efficacia è molto bassa) ed è eticamente scorretto (per rinforzarne gli effetti bisogna mentire al paziente).
Altre volte la malattia fa il suo corso, il normale decorso. Un disturbo banale passa in genere in due giorni e se per due giorni somministriamo un granulo di zucchero la malattia sparirà (non per i granuli di zucchero ma perché sarebbe sparita in ogni caso).
Ma quando ciò avviene per malattie più gravi? Croniche? 

"Sono guarito da un'allergia che durava da anni!", oppure "avevo la psoriasi e dopo 10 anni di cure inutili con un mese di omeopatia tutto si è risolto".
Cosa succede?
Probabilmente nulla di strano o eccezionale ed è per questo che esiste la statistica medica e le ricerche.
Su 100 persone con un'allergia 80 prima o poi guariranno (è successo anche a me), in tempi variabili, perché così succede normalmente. Per alcuni tipi di allergia ad esempio, basta un cambio di stile di vita, per altre cambiare residenza (penso alle allergie ai pollini) per altri ancora saranno state le difese immunitarie a migliorare la loro risposta. Succede e lo sappiamo. Alcune di queste persone, deluse dai risultati delle cure "standard", si saranno rivolte ad altre soluzioni (medicine alternative, fitoterapia, omeopatia), qualcuno addirittura, sconfortato, avrà abbandonato ogni cura.
Tra gli ottanta guariti perché "dovevano guarire" (normale decorso della malattia), la metà (faccio delle proporzioni a caso) noterà che il semplice passare del tempo ha migliorato le cose, gli altri, avendo fatto uso di certe presunte cure, daranno il merito a queste. Normale. Tendiamo a legare un evento ad un altro, è una caratteristica umana, la stessa che ci fa sembrare il lunedì come il giorno più noioso della settimana o il gatto nero come porta sfortuna e attenzione, questo succede anche con i farmaci, persino con gli antibiotici.
A questo punto interviene la statistica medica, gli studi: è vero che l'omeopatia fa migliorare le allergie? Invece di chiedere ad una persona e sentire il suo racconto ne controlla 1000 ed annota le condizioni di ogni paziente. A 500 darà un granulo omeopatico, a 500 un granulo di zucchero (che sono la stessa cosa ma quello omeopatico ha la "fama" di curare).

Alla fine ricontrollerà le persone ed analizzerà le loro condizioni. Risulterà che nel gruppo che prendeva omeopatia 201 sono davvero migliorate mentre 299 no. Si potrebbe concludere che, seppur non sempre, l'omeopatia qualcosa fa, ha una certa efficacia ma, per impedire che questo risultato possa essere un errore di valutazione, si dovranno controllare anche quelli che hanno preso il semplice zucchero, quello che non dovrebbe curare. Una sorpresa, anche in questo gruppo, su 500 persone 203 sono migliorate, allo stesso modo delle 201 dell'altro gruppo.
Allora la conclusione può essere più precisa. Non è stato il granulo omeopatico a guarire le persone. Lo studio non serve a dirci cosa le abbia guarite ma a dirci che molto probabilmente quelle persone sarebbero guarite anche senza granulo omeopatico. Conclusione: l'omeopatia non cura le allergie più del semplice zucchero (il placebo).
In qualsiasi controllo di un fenomeno avremmo una larga fetta di individui che avranno risultati di un certo tipo e poi gli estremi. Per esempio: se l'altezza media della popolazione è di un metro e settanta avremo la maggioranza della popolazione alta circa un metro e settanta. Questo non significa che non esisteranno persone alte due metri o un metro e cinquanta ma saranno molte di meno.
Quando 100 persone assumeranno un farmaco per il mal di testa che funziona davvero, avremo 80 persone che effettivamente staranno meglio, 10 che staranno peggio e 10 che non avranno nessun effetto. Gli estremi, in una popolazione, ci saranno sempre.

È statistica. Ed è per questo che negli studi statistici si usa il concetto di "significatività": il risultato che abbiamo ottenuto con lo studio, le conclusioni finali, ha senso o è un risultato che non dimostra nulla?
Per dire che una pillola cura il mal di testa, quante persone su 100 dovranno stare meglio dopo un mese di terapia? Decideremo noi quale sarà il numero "utile": mettiamo 90.
Se su 100 persone ne staranno meglio 60 vuol dire che quella pillola non ha risultati significativi perché si è visto, in altri esperimenti o con l'esperienza, che anche senza prendere nulla 60 persone stanno meglio in ogni caso dopo un mese.
Per questo motivo, ad esempio, un esperimento di una certa portata, paragonerà sempre la nuova terapia, quella in prova, con il placebo (lo zucchero), se la nuova cura funziona meglio (molto meglio) del placebo sarà una cura, se funziona meno (o come) il placebo, evidentemente non ha alcun effetto utile. L'omeopatia, in base agli studi più seri, funziona al massimo come un placebo.
E visto che un placebo è fatto di zucchero e l'omeopatia è fatta sempre di zucchero, il risultato è anche abbastanza prevedibile.

Ed ecco che abbiamo risolto il dilemma: nonostante alcune testimonianze personali, alcune esperienze singole, si può dire che non c'è nessuna evidenza di  funzionamento dell'omeopatia in queste malattie, le esperienze singole saranno perciò dovute a fattori esterni alla cura che non conosciamo.

Guardate questo interessantissimo studio veterinario.
I ricercatori hanno paragonato gli effetti di varie terapie nel trattamento delle mastiti delle mucche da latte (infiammazione della ghiandola mammaria). Hanno somministrato agli animali affetti dalla malattia un antibiotico, un rimedio omeopatico ed un placebo (zucchero).
Risultato "incredibile": l'omeopatia ha avuto lo stesso effetto dell'antibiotico (anche se l'antibiotico ha avuto alcuni effetti positivi), le mucche sono guarite in una settimana.
Come si vede l'omeopatia in questo caso ha avuto effetto ed avendone uno simile a quello dell'antibiotico si potrebbero risparmiare anche soldi ed inutili terapie con effetti collaterali. Ma fortunatamente i ricercatori avevano inserito anche un placebo tra le "terapie" provate e...sorpresa, le mucche sono guarite in sette giorni anche con il placebo, con lo zucchero.
Allora la conclusione dello studio non è più "l'omeopatia funziona come l'antibiotico" ma "l'omeopatia e gli antibiotici per la cura delle mucche con la mastite non curano più del placebo".
Non è interessante?
Infine è utile ricordare un altro meccanismo che ci fa apparire come plausibile una "guarigione" che in realtà non è come l'abbiamo percepita.
Il fenomeno dell'aspettativa.
Anche questo è molto interessante.
Quando stiamo male o, peggio, quando sta male una persona a noi cara (se si parla di figli si sfiora il dramma umano) pagheremmo qualsiasi cifra per non vederla soffrire. La ricerca del rimedio può essere difficile.
Prendiamo l'esempio del bambino che ha un forte raffreddore. Non esiste cura per le malattie virali, questo significa che per malattie come l'influenza l'unica possibilità è cercare di limitare i fastidi (febbre, mal di testa, brividi...) ed attendere il normale evolversi della malattia.
C'è l'influenza normale, che passa in 4-7 giorni, ci sono le forme parainfluenzali che passano in genere in pochissimo tempo (anche un giorno).
Ma riuscirà una mamma a sopportare i pianti strazianti del piccolo? Il suo naso chiuso che sembra soffocarlo, la febbre alta, insomma, le ansie sono tante, quasi sempre immotivate ma che spingono a fare qualcosa. Ed ecco che arriva in aiuto il placebo: l'omeopatia. Lo zuccherino che cura qualsiasi cosa.
Con l'omeopatia noi agiamo, facciamo qualcosa, ci attiviamo.
La mamma si tranquillizza perché sta dando "la medicina", il bambino anche perché la mamma si prende cura di lui e, quando la mamma si mette in moto, sono sempre belle cose.
Non ha importanza dare due o dieci granuli omeopatici ma, si osserverà, come l'omeopatia ha un cerimoniale preciso, per esempio: 5 granuli sei volte al giorno per tre giorni, poi dose di mantenimento 2 granuli due volte al giorno per 1 mese. In realtà dare delle caramelle di zucchero una volta o cento volte non cambierebbe nulla, anzi lo cambia, perché la "cerimonia", il "rito", assume più significato, più forza, gli psicologi lo chiamano "rinforzo positivo".

Il risultato sarà sicuramente ottimo. Ogni sorriso del piccolo sarà un "evidente miglioramento", ogni ora di sonno un "sta già meglio". Ci aspettiamo che "la medicina" faccia effetto e non facciamo caso che nel frattempo il tempo passa e fa il suo corso.
Quando l'influenza sarà passata, dopo sette giorni, non avremmo atteso una lunga settimana senza fare niente, in mezzo a tosse, lieve nervosismo e mal di gola ma saranno passati solo sette giorni durante i quali la medicina ha fatto effetto, influenza passata, ha avuto solo un po' di nervosismo, tosse e mal di gola ma sta benissimo.

Per questo nessuno convincerà mai una mamma che il figlio non ha bisogno di palline di zucchero per guarire, perché quelle palline sono la speranza (non per il figlio per la mamma) a cui aggrapparsi.

Qualche giorno fa è apparso questo post (su Facebook):

Una dottoressa omeopata fa vedere la gola di una sua paziente. Tonsillite, "placche bianche" (di origine virale!). Trattamento di un giorno con prodotti omeopatici e tutto è passato, addirittura la paziente ha superato un esame brillantemente (l'omeopatia aumenta anche l'intelligenza?)! In 24 ore.


Io tutta questa differenza non la vedo.
Comunque, preso dal furore di dimostrare anche i miei poteri magici, mentre scrivevo questo post mi sono ricordato che mio figlio ieri sera lamentava mal di gola, voce rauca ed era molto raffreddato. Per fargli vedere la gola infiammata (è curioso come una faina) ho scattato una foto. Aveva la faringe e laringe infiammatissime, iperemiche (arrossate), con aree biancastre su corde vocali e tonsille le quali apparivano ingrandite e gonfie. Ecco la foto (ho dovuto modificarne i colori perché erano lievemente sfuocate):


Frecce bianche tonsille, freccia rossa: placche.

Ho messo a letto mio figlio, gli ho detto di pazientare, qualche carezza, un bacio, l'ho coperto bene e gli ho detto che l'indomani sarebbe stato meglio. Oggi, scrivendo questo post e parlando di mal di gola, ho fatto caso che mio figlio parla bene, non ha più mal di gola, non è più raffreddato, è andato normalmente a scuola e sta bene. Allora gli ho chiesto di fare di nuovo la foto "alla gola". Eccola:



Dal "vivo" si vede meglio, ovviamente, però la situazione è ottima.
Mucose perfette, arrossamento quasi scomparso, aree bianche sparite con i sintomi, in 24 ore. Non ho fatto nulla, non ho dato medicine, non ho speso soldi.

Perché la dottoressa omeopatica ha fatto apparire un fenomeno normalissimo come un grande risultato? Qual è la differenza tra la ragazza "curata" con l'omeopatia e mio figlio?
Poca, forse due su tutte: io ho risparmiato ed ho evitato di prendere in giro mio figlio e me stesso.
Ovviamente, se e quando servisse un farmaco si correrà a prenderlo ma, nella maggioranza dei casi, le malattie (banali) passano da sole, basta aspettare, avere buon senso e riposare.

Ora, come si vede, io ho ottenuto lo stesso risultato dell'omeopata senza dare il merito della "guarigione" a magie o strani riti, il problema è passato perché quasi sempre succede così.
Per questo motivo, quando parliamo di disturbi banali o passeggeri, bisogna sempre ricordare che nella stragrande maggioranza dei casi non è necessario nessun intervento, nessuna spesa, solo sorveglianza, riposo, pazienza.
Raccontare "con me l'omeopatia ha funzionato", è un po' come dire "una volta qui era tutta campagna", sono racconti senza valore, interessanti, curiosi ma non fanno testo. I motivi che causano questi "miglioramenti" sono tanti e non per forza misteriosi.
Quando qualcuno mi racconta la sua esperienza cerco di rispettarla ma rispondo: "non chiederti come mai sei guarito ma come mai dici di essere guarito usando delle semplici caramelle di zucchero". Il punto infatti è questo: un granulo omeopatico (con diluizione superiore a 12CH) contiene solo zucchero. Soltanto zucchero, niente altro.

Per il resto, se acquistare delle caramelle magiche ci fa sentire più tranquilli facciamolo ma per onestà (sopratutto se a parlare sono medici), prima informiamoci su cosa stiamo acquistando e soprattutto evitiamo di spargere false notizie o risultati magici e miracolosi. La medicina di miracoli non ne fa.
Ed il mal di gola, oggi, è venuto pure a me, per quale strano e magico motivo?

Alla prossima.