sabato 26 novembre 2016

Vaxxed: Il misterioso complotto sui vaccini creato per farci un film. (seconda parte)

Nella prima parte dell'articolo ho descritto una vicenda che ha suscitato molta polemica negli Stati Uniti, da noi non se ne è parlato tanto fino a pochi giorni fa.
Abbiamo conosciuto i punti principali della vicenda ed i protagonisti della storia, ora possiamo scendere nei particolari ed analizzare questo presunto scandalo che è diventato addirittura un documentario il cui regista è Andrew Wakefield.

È lui il medico che falsificò uno studio dicendo che il vaccino trivalente (morbillo-parotite-rosolia) fosse causa di autismo e che, per aver usato dati falsi, manipolazioni e per problemi etici, fu radiato dall'ordine dei medici britannico. Lo stesso argomento che a Wakefield costò la carriera è ripreso in questa vicenda: il vaccino trivalente sarebbe causa di autismo. Da tutto questo è stato tratto un documentario dal titolo "Vaxxed". In pratica c'è un filo conduttore unico, l'ex medico Wakefield che continua a riproporre la sua teoria.

Ma se questa è stata smentita, se il suo studio è stato sbugiardato e ritirato, se Wakefield ha perso la licenza per esercitare cosa è cambiato per tornare sull'argomento? Approfondiamo la storia e vedremo che non è proprio semplice. Prima un breve riassunto (per leggere più particolari meglio leggere la prima parte del post).

La storia: CDC whistleblower.

Antefatto : uno studio, pubblicato nel 2004 e che studia un gruppo di bambini statunitensi, conferma ciò che si era visto in altri studi, ovvero che non vi è alcuna connessione tra vaccino antimorbillo ed autismo. È la conclusione che oggi possiamo definire comunemente accettata dalla comunità scientifica.

Un bioingegnere, Brian Hooker, coinvolto nell'argomento perché direttamente interessato da cause di risarcimento da presunto danno da vaccino (ha un figlio autistico e crede che il problema derivi proprio dal vaccino trivalente) chiede alle autorità di avere i dati dello studio (li ottiene) per poterli rianalizzare e dalla sua "revisione" esce fuori un'altra conclusione: nel gruppo di bambini studiati per la ricerca, in alcuni di essi (neri, maschi, vaccinati entro i 36 mesi) il rischio di autismo associato alla vaccinazione è altissimo, c'è insomma una forte correlazione (attenzione: non un rapporto causa-effetto ma una correlazione, un semplice legame) tra vaccinazioni ed autismo, i bambini autistici sono molto più frequenti in quelli vaccinati. Questo rischio aumentato sarebbe già emerso nello studio originale ma gli autori, alla fine avrebbero deciso di non considerare le differenze di razza nelle conclusioni finali.

La cosa sarebbe stata confermata da William Thompson, co-autore di quello studio e scienziato statunitense del CDC (Center for Disease Control, ente sanitario statunitense) che si dice "pentito" per non aver rilevato quella scottante verità ai tempi della ricerca originale, l'uomo aggiunge che gli autori decisero di distruggere tutti i documenti dello studio che però lui conservò perché non gli sembrava giusto distruggere una tale mole di dati.
Questi dati (a fondo pagina trovate il link per scaricarli tutti) sono passati da Thompson a Wakefield ed Hooker e quest'ultimo pubblica queste sue conclusioni in un nuovo studio che è uscito dopo qualche mese. Il fatto che Thompson sia una persona "interna" alle istituzioni (è uno stimato studioso del CDC) crea ancora più mistero attorno alla storia. È lui ad essere chiamato "whistleblower" ("testimone", "informatore").

Le autorità e l'autore principale dello studio (il prof. DeStefano) smorzano le polemiche: non c'è nessuna novità e nessun segreto, Hooker ha semplicemente "ricalcolato" i dati inserendone altri in modo che alla fine si giungesse alla conclusione che desiderava. Hooker è d'altronde un antivaccinista convinto e da anni ha scelto ufficialmente la missione di "perseguire" il CDC per svelare quella che secondo lui è la verità, ovvero che il vaccino trivalente abbia causato l'autismo del figlio. A coordinare tutto sempre lui, Andrew Wakefield, l'ex medico capofila dei movimenti antivaccino del mondo che ha infine tratto il film Vaxxed dalla vicenda.
Saremmo quindi davanti ad una scoperta epocale condita da un complotto o si tratta della solita esagerazione di chi ha interesse (economico) a rendere esistente un collegamento smentito da più parti?
Approfondiamo. Partiamo dalla "rianalisi" che Hooker ha fatto dello studio originale.

L'analisi di Brian Hooker

Brian Hooker nella sua "rianalisi" (pubblicata su una rivista scientifica) parte male. Per riferirsi alle ipotesi che legano le vaccinazioni all'autismo si appoggia ad altri studi che però sono di livello bassissimo e senza impatto, per esempio cita diversi lavori di Mark Geier, ex medico (radiato per le sue pericolose pratiche ciarlatanesche, curava l'autismo con la castrazione chimica), considerato un guru dai movimenti antivaccino, poggiare le proprie ipotesi su altre ampiamente smentite non è il massimo dell'equilibrio, Hooker cita anche i lavori di Andrew Wakefield, la cui affidabilità è, diciamo, discutibile. Insomma, l'autore dello studio non sembra così "neutrale" e privo di pregiudizi da risultare attendibile. Si scopre anche che Hooker, come detto, è già un personaggio coinvolto in ambienti antivaccinisti, essendo padre di un bambino autistico con in corso una causa legale per ottenere risarcimento e basandosi proprio sull'ipotesi che sia stato un vaccino a causare il problema del ragazzo, fa parte di un gruppo antivaccini molto attivo, non si può parlare quindi di mancanza di interessi personali nell'ottenere quei dati. D'altronde lo stesso Hooker ha dichiarato ufficialmente (anche nel film Vaxxed) di aver perseguitato per anni gli scienziati delle istituzioni americane che studiano i vaccini e che il suo scopo era quello di demolire il CDC, il suo fine quindi è proprio quello: distruggere l'istituzione.

A quanto pare anche lo studio dei dati da parte di Hooker non sarebbe perfetto. C'è un detto tra gli statistici: "shit in, shit out", tradotto (in maniera elegante): "se inserisci spazzatura esce spazzatura", perché a quanto pare chi ha studiato quei dati non si è curato di farlo in maniera impersonale e fredda ma li ha "strizzati", ottenendo i risultati che voleva.
L'argomento è prettamente statistico e rischierebbe di annoiare (è anche complicato), ma le critiche alla parte statistica della ricerca non sono poche, provo a riportarle.
Hooker ad esempio ha usato il "chi quadro" (uno dei tanti metodi di analisi statistica, il test di Pearson) per controllare il nesso tra vaccinazione MPR ed autismo nelle varie età mentre, nei dati originali di DeStefano, era stata usata la regressione logistica condizionale (un altro metodo statistico), questa seleziona meglio i dati, quella usata da Hooker tende ad amplificare i risultati con più possibilità di errore poiché ha analizzato uno studio "caso controllo" (lo studio originale, che analizzava i fattori di rischio di individui paragonati a casi di controllo) come se fossero dati di "coorte" (che analizzano il rischio relativo ad una condizione, in individui con fattori di rischio diversi).
Questa anomalia statistica l'ho ricavata dai vari articoli di critica, non sono competente nel campo e quindi non saprei fino a che punto si possano ritenere motivi affidabili per "demolire" il lavoro di Hooker, per i curiosi, esistono in rete molti articoli che smontano pezzo per pezzo l'analisi statistica in questione.

Ma c'è dell'altro e molto più evidente. Per esempio il fatto stesso che l'aumento di incidenza di autismo sia stato notato solo in un sottogruppo (se cerchi a tutti i costi un risultato, selezionando progressivamente dei gruppi da studiare o riducendone i criteri di selezione è più semplice ottenerlo) fa pensare ad un risultato spurio (cioè non corretto, condizionato da altri fattori).

Hooker, inoltre, ha dovuto modificare (arbitrariamente) alcuni dati per ottenere quelli che cercava (i bambini di colore erano pochi e quindi ha abbassato il limite d'età della vaccinazione, considerando quello a 31 mesi, per inserirlo nello studio statistico, vedi tabella sotto). Insomma, ha cercato quei risultati, non li ha ottenuti in maniera equilibrata.

Hooker, avendo pochi bambini (cinque) nel gruppo da studiare, diminuisce i mesi di analisi dei dati, da 36 a 31

Che il rischio di autismo aumenti con l'età poi, può non sorprendere. Le diagnosi di autismo si fanno quando il bambino ha raggiunto almeno i 3 anni (perché è il quel momento che si possono notare anomalie del linguaggio, dello sviluppo, dell'interazione con l'ambiente, non prima), che rispetto ai più piccoli siano i bambini più grandi a ricevere più diagnosi di autismo non è un dato nuovo, lo sappiamo, ma Hooker associa anche questo dato con la vaccinazione, non nota rischio per la vaccinazione prima dei 18 mesi, un lieve rischio a 24 ma un rischio aumentato del 340% a 36 mesi, il dato è visto da Hooker come "interessante" quando potrebbe essere assolutamente normale senza studiarlo attentamente.
L'autore non tiene conto neanche del fatto che i bambini con diagnosi di autismo hanno più possibilità di essere vaccinati precocemente, spesso infatti (negli Stati Uniti, ma anche da noi) sono inseriti in attività di sostegno, in sistemi prescolastici o scolastici, in strutture che richiedono la vaccinazione obbligatoria (così spiega la correlazione il CDC in un suo comunicato relativo a questa vicenda) e non tiene conto nemmeno di altri fattori che in passato hanno mostrato di condizionare pesantemente la diagnosi di autismo, primo tra tutti lo stato economico e sociale delle famiglie e d'altronde non vi sarebbe alcun motivo biologico plausibile per spiegare una differenza tra bambini neri e bianchi nell'incidenza di autismo (infatti anche per questo non si differenzia l'etnia in questo tipo di studi), si tratta con molta probabilità di un dato, ammessa la sua correttezza, dipendente da altri fattori, quello che si dice "spurio"...e sono troppi questi fattori ignorati, volontariamente o meno non lo sappiamo.
Lo sottolinea anche Paul Offit, professore di pediatria e scrittore, che sostiene come quei dati mostrino semplicemente la realtà che però gli antivaccino hanno manipolato a loro vantaggio. Secondo Offit le comunità nere, avendo un minore livello socio-culturale tendono ad essere meno vaccinate. Quelli tra loro che hanno avuto una diagnosi di autismo sono però seguiti dagli enti preposti che quindi li inviano a vaccinazione perché "conosciuti" ai servizi sociali.
Per questo Offit dice che non sono stati i vaccini a provocare l'autismo di quei bambini ma è stato l'autismo che li ha fatti vaccinare (cosa che spesso non fanno se non seguiti dalle istituzioni) e per questo nel sottogruppo di bambini neri, gli autistici sono fortemente correlati alle vaccinazioni. Questo dato sembra essere confermato proprio dai registri vaccinali relativi all'anno studiato dalla ricerca di cui si parla, il 1993.
I bambini di colore hanno una percentuale minore del 10% di vaccinazione antimorbillo rispetto a tutti gli altri. Se quelli studiati nella ricerca mostrano una più alta percentuale di vaccinazioni, sembra plausibile che questo sia avvenuto perché si trattava di bambini con diagnosi di autismo. Con tutta probabilità, quindi, proprio chi tra loro ha ricevuto una diagnosi di autismo è stato avviato ai controlli e le procedure sanitarie (tra le quali la vaccinazione) che non seguivano in precedenza ed è per questo che ad aumento di vaccinazioni corrisponde aumento di autismo.

Nel 1993 i bambini di colore hanno avuto il 10% di vaccinazioni in meno rispetto agli altri.
Indubbiamente i bambini di colore o bianchi, ispanici, arabi o asiatici, sono ovviamente individui molto simili biologicamente e che l'analisi dei dati abbia dato questo risultato è quindi strano, soprattutto se consideriamo anche i numeri: il gruppo dei bambini di colore è troppo piccolo per farne una statistica attendibile.
Da sottolineare che, al contrario di quello che sostengono gli antivaccino (parlano di frode, imbroglio, danno deliberato), non vi è nessun dato censurato o nascosto, i dati sono quelli dello studio (che infatti il CDC ha fornito su richiesta ad Hooker), pubblici, a disposizione di tutti coloro che ne facciano richiesta, è la "lettura" degli stessi che è diversa.
Ho letto anche che dal calcolo (non posso rivedere i numeri visto che lo studio è stato ritirato) risulterebbe che il rischio aumenta di 2,4 volte e non di 3,4, ma il dato a questo punto sarebbe relativamente importante, prima bisognerebbe capire se è corretto o meno il risultato generale.
Per onestà e correttezza, infatti, non si può dire però che i dati siano sicuramente sbagliati o per forza manipolati in malafede, ma si può dire che così non dicono niente di nuovo, sono una rielaborazione di numeri conosciuti, il cui risultato è spiegabile in molti modi e proprio per questo si pongono diversi interrogativi sulla loro correttezza (interpretativa), troppi fattori che possono condizionarli e quindi nessuna conclusione sicura o probabile. Per questo motivo la storia, così com'è, non rappresenterebbe qualcosa di rivoluzionario o di particolarmente serio ma al limite un dato da valutare. Ma allora perché questo polverone ed addirittura un film che ha scatenato polemiche?
Perché gli autori del film, Wakefield in testa, descrivono tutto questo come una "truffa" accertata e dimostrata. È vero o gli autori sono in malafede?

La malafede si può sospettare solo conoscendo il contesto in cui è nata questa storia e sapendo chi è Wakefield, l'ex medico che ha orchestrato tutto.
Thompson, colui che avrebbe rivelato una grande frode del CDC non ha subito ripercussioni sul posto di lavoro, visto che è ancora un dipendente dell'ente (se avesse "rubato" dei dati nascosti probabilmente ora starebbe manifestando come disoccupato) ed ha ricevuto pure un premio produttività, ha dichiarato di avere buoni rapporti con i colleghi ed ha ribadito che per lui i vaccini restano efficaci e sicuri. L'atmosfera di spionaggio e segreti è quindi esagerata e costruita appositamente.

Questo studio quindi, molto probabilmente, non dimostra che nei bambini afro americani vaccinati prima dei 36 mesi vi sia un aumento di incidenza di sindrome dello spettro autistico rispetto agli altri bambini (perché questo non emerge in moltissimi altri studi).
Il clamore suscitato sembra quindi artificiale: ammesso e non concesso (e per trarre una conclusione da uno studio simile con conclusioni che smentiscono decine di altri studi di concessioni ne servono tante) che il dato emerso fosse attendibile, potrebbe essere un punto di partenza per ulteriori ricerche, per trovare un fattore che condiziona quel particolare sottogruppo ma non gli altri, ma tutto è stato usato per l'ennesimo scontro antivaccinisti/scienziati con un caos che alla fine non serve a nessuno, neanche a capire se da questa storia ci sia da salvare qualcosa. Nella migliore delle ipotesi insomma, questo sarebbe un dato che va in contrasto con decine di altri e che deve essere al massimo approfondito per confermarlo.
Ci sarebbe da aggiungere un altro dato provocatorio.
Se, come dicono anche in Italia i gruppi antivaccino, questa "rilettura" fosse corretta, se fosse vero che i vaccini aumentano il rischio di autismo nei bambini di colore, significa che abbiamo finalmente la dimostrazione che negli altri bambini questo rischio non esiste? Se prendiamo per vere le conclusioni del "nuovo" studio che ha causato la vicenda si potrebbe dire (usando i metodi antivaccinisti) di sì.
In parole povere: chi dice che alcuni bambini italiani non di colore abbiano un autismo causato dai vaccini starebbe mentendo. Curioso, vero?

Ma non è finita.
Tiriamo un po' il fiato e ricominciamo.

Le reazioni

Immancabilmente questa storia ha creato molta polemica.
Il CDC ha risposto in maniera netta.
I dati "non sono stati differenziati secondo la razza dei bambini in tutto il campione studiato" (solo una parte del campione era dotato di certificato di nascita dal quale si potevano estrarre informazioni supplementari). Per il CDC "i dati restano sempre a disposizione di chiunque li volesse studiare e sono benvenute le ulteriori analisi con possibilità di pubblicazione. Altri studi, anche i più rigorosi e recenti, hanno confermato che non vi è alcun nesso tra vaccinazione ed autismo".

A questo punto la rivista scientifica che aveva pubblicato lo studio, viste le polemiche e la possibilità che quelle conclusioni non fossero corrette, lo ha ritirato (perché l'autore non ha citato i suoi conflitti di interesse e perché i risultati sarebbero scorretti e frutto di una manipolazione statistica) l'informatore "segreto", ormai non più segreto, si è detto disposto a collaborare per rianalizzare i dati e rilascia un comunicato, inizialmente pubblicato nel sito del suo avvocato (pagina ora non raggiungibile, ma una copia si trova in vari siti, tra i quali questo), nel quale più o meno dice di essere dispiaciuto che gli autori dello studio (tra i quali vi era anche lui, ricordo) non abbiano messo in evidenza questi risultati e che non ha nulla contro i vaccini che hanno salvato milioni di vite umane incoraggiando i genitori a vaccinare i propri figli. Aggiunge poi:

"Ho discusso diverse volte dei miei lavori, non sapevo però di essere registrato e che la mia voce finisse su internet, non avevo dato nessun consenso"

...e sui dati dello studio:
"Mi sono preoccupato per la decisione di omettere risultati rilevanti in un particolare studio per un particolare sottogruppo di un particolare vaccino [...] uno scienziato ragionevole può avere interpretazioni diverse dei dati [...] farò di tutto per assistere qualsiasi ricercatore che abbia lo scopo di capire se i vaccini siano o meno correlati all'autismo. I miei colleghi al CDC sono stati decisamente professionali, non ho ricevuto pressioni, rappresaglie né sono stato allontanato dalla struttura, come qualcuno ha lasciato capire"
Insomma, Thompson ufficialmente non appare come lo spregiudicato antivaccinista che spara a zero ed urla allo scandalo, ha un atteggiamento molto più "diplomatico" ed accettabile e fa quasi un passo indietro, bisognerà capire se è stato messo in trappola da persone senza scrupoli, stia esprimendo un suo corretto dissenso scientifico o semplicemente si sia reso conto di averla fatta grossa. L'ipotesi dell'improvviso impazzimento la evito, anche se sicuramente il suo comportamento fa sorgere molte perplessità e sta imbarazzando più di una persona, tanto che qualcuno cerca spiegazioni nel carattere timido, ansioso ed ingenuo del ricercatore americano. D'altronde Thompson, anche nel suo comunicato, ribadisce che "i vaccini hanno salvato innumerevoli vite e mai suggerirei ad un genitore di evitare la vaccinazione". 

Ma perché allora se avesse avuto davvero dei dubbi su uno studio da lui stesso firmato non li ha esposti senza clamori e ufficialmente? Perché non li ha espressi nelle sedi adeguate e prima (sono passati 10 anni dallo studio di DeStefano firmato anche da lui)? Thompson ha fatto affermazioni molto gravi!
Perché le avrebbe rivelate con leggerezza ad un interlocutore del tutto inattendibile? In fondo in questo modo, ammessa la correttezza della sua ipotesi, l'ha svilita, ridicolizzata, l'ha resa inattendibile. Chi avesse la prova seria dell'esistenza della vita extraterrestre la rivelerebbe al direttore di un quotidiano scientifico noto e stimato per la sua attendibilità o la sussurrerebbe in segreto al rappresentante di un club ufologico considerato inaffidabile?

Il primo autore dello studio del 2004 (quello "originale" rianalizzato da Hooker), Frank DeStefano, ha dichiarato che il suo co-autore, Thompson, non ha mai avuto ripensamenti o dubbi su quei risultati, nemmeno pochi mesi fa, quando i due si erano incontrati.
In ogni caso DeStefano conferma i risultati dello studio, conferma che non evidenziano nessun collegamento tra vaccinazione ed autismo e sostiene che secondo lui il dato estrapolato da Hooker è probabilmente dovuto a fattori esterni (soprattutto l'aumento di vaccinati nei bambini autistici per il loro inserimento nel sistema educativo).
Il fatto che non sia emerso quel rischio nel sottogruppo dei bambini di colore, secondo DeStefano è dovuto all'esclusione della distinzione per etnia (race, "razza" in inglese) dei bambini studiati e questo perché mancavano, per molti di essi, i certificati di nascita. Questo ha un riscontro. Nelle bozze dello studio c'è un appunto a penna ("I would include race as a covariate, not as an exposure variable.") che dice chiaramente di non prendere in considerazione l'etnia dei bambini (vedi figura sotto) e quindi nessun complotto o censura, era un dato già deciso all'inizio.

Bozze dello studio di DeStefano: l'autore sottolineava già di non prendere in considerazione l'etnia dei bambini studiati.

Thompson (lo scienziato "traditore"), nel frattempo, ha ammorbidito la sua posizione, sembra abbia personalmente rianalizzato i dati giungendo alla conclusione che lo studio originale di cui era co-autore avesse concluso correttamente (e questa sua posizione ha irritato fortemente gli antivaccino che prima lo avevano avuto come "chiave" di tutta la vicenda ma ora parlano di manipolazione), cosa che dovrebbe annunciare a breve.

C'è da dire che il sospetto che si tratti di un'operazione "pilotata" e progettata è molto forte: già il giorno dell'uscita del video nel quale Wakefield annunciava lo "scoop" che ha dato inizio alla vicenda, si è scatenata sui social network (Facebook, Twitter) un'ondata organizzata di accuse, proteste e pressioni, anche ben orchestrata, con Andrew Wakefield in prima fila che parla di "rivoluzione" che dice "è solo l'inizio" e che incita i suoi "seguaci" a diffondere dovunque le proteste, molti "giornalisti indipendenti" hanno rilanciato la notizia in maniera martellante nei loro siti e nelle settimane passate è avvenuta una vera e propria campagna con forti pressioni della lobby antivaccinista nei confronti delle autorità, della stampa e di personalità di vario tipo (senza grandi risultati) con attacchi precisi e mirati a personalità influenti. Persino un politico americano (già noto per le sue simpatie "complottiste") ha fatto un'interrogazione al parlamento statunitense.

La mia prima impressione è stata quella di una reazione esagerata per qualcosa di assolutamente poco importante e la sequenza ravvicinata "scoop-scandalo-film-polemiche" è abbastanza tipico delle promozioni cinematografiche hollywoodiiane: creare un caso e legarlo all'uscita di un film è un vecchio mezzo pubblicitario delle produzioni di Hollywood. Se "puliamo" la storia di tutto il corollario "spionistico" e "complottistico", siamo davanti ad una rilettura di dati medici fatti da un bioingegnere (Hooker non è medico, né statistico o epidemiologo) con metodi discutibili e che evidenziano, ammesso e non concesso sia tutto vero, un risultato singolo, poco significativo e spiegabile in altri modi che non siano quelli cercati dalla lobby antivaccinista ma, se anche si ammettesse la correttezza dei dati saremmo molto lontani dal poter dare un giudizio definitivo, sono troppi i dati che smentiscono questa conclusione.
La cosa più probabile è comunque che si tratti di una conclusione errata: usando i numeri in maniera sbagliata si è ottenuto un risultato discutibile e poco importante, non invalida ciò che già sappiamo. L'interesse evocato è molto probabilmente costruito ed interessato.
Insomma, nella "peggiore" delle ipotesi, si tratterebbe di un dato da rivedere ed approfondire che nulla aggiunge o toglie a quello che sappiamo finora.
La "montatura" mi sembra abbastanza evidente.

Qualcuno parla di enorme ingenuità di Thompson che, probabilmente in buona fede, si sarebbe visto "rubare" dei pensieri poi usati in altri contesti e per interessi ben precisi, cosa verosimile, considerando che probabilmente il dott. Thompson con questa uscita ha bruciato decenni di onorata ed apprezzata carriera ed alla luce del suo probabile ed annunciato"passo indietro". Per completare il quadro sono state pubblicate delle mail che Thompson ha inviato ad una responsabile del CDC nelle quali si dichiarava preoccupato dei documenti relativi allo studio sui vaccini e delle conseguenze legali di una richiesta ufficiale di pubblicazione della documentazione relativa al suo studio sul vaccino trivalente (negli Stati Uniti esistono leggi che possono obbligare un'istituzione pubblica a pubblicare dati riservati per rispondere ad una richiesta di trasparenza).
Dagli antivaccino queste mail sono state interpretate come "paura" di dire la verità (quindi "prova" dell'inganno sui vaccini) da altri (ed a me sembra la spiegazione più plausibile) semplicemente la preoccupazione dello scienziato che avrebbe dovuto consegnare tutti i suoi documenti, appunti e note compresi, preoccupandosi delle conseguenze legali del diffondere dati e numeri dello studio che sarebbero riservati e sensibili.

Alla fine della vicenda, escludendo gossip e film scandalistici, dal punto di vista scientifico cosa è cambiato?
Niente, gli antivaccino continuano con la loro opera di terrorismo (molte ipotesi, tante congetture, nessun dato), le autorità sanitarie annaspano con la loro pachidermica maniera di informare ed i bambini continuano ad essere vaccinati mentre qualcuno casca con tutti i piedi nella disinformazione degli antivaccino. Chissà se questa storia avrà un seguito.

Il film: Vaxxed.

Per concludere arriviamo al film Vaxxed. Realizzato proprio da Andrew Wakefield il film parte da questa vicenda dello "scandalo" del CDC per poi concludere (senza altri elementi) con la tesi di partenza: "il vaccino trivalente è causa di autismo". In un attimo la truffa di Wakefield rinasce dalle sue ceneri ad opera di...Andrew Wakefield. Un tentativo di rifarsi un'immagine già distrutta dalla radiazione, dalla frode commessa e dalle violenze sui bambini di cui fu autore l'ex medico inglese.
L'operazione sembra ben architettata. Un presunto scandalo, un film che lo sfrutta per ripescare una vecchia tesi e tutto diretto da chi quella tesi l'aveva costruita con la menzogna. Argomenti perfetti: storie drammatiche, famiglie in crisi, bambini e ragazzi in condizioni pietose sbattuti in video e la solita storia: "mio figlio stava bene ma dopo il vaccino è stato male". Anche le immagini e le musiche guidano chi guarda nel tunnel: bambino allegro e vivace e poi bambino in cattive condizioni, scene che disturbano, che mostrano la sofferenza ad uso e consumo di Wakefield, che non fanno piacere perché strumentali. già l'inizio fa pensare ad un'operazione di propaganda, con la voce (doppiata) di Thompson (il "whistleblower") che dice "sono stato coinvolto in una frode che riguarda milioni di contribuenti" cosa assolutamente falsa, non c'è nessuna frode, come abbiamo visto.
Ho notato che i genitori di bambini autistici intervistati nel film sono tutti attivisti già noti e che tutti hanno tratto la loro conclusione, non hanno avuto una diagnosi di danno da vaccino ma hanno "capito" personalmente che il problema del figlio fosse dovuto al vaccino. Anche gli scienziati che parlano nel film sono noti per le loro posizioni non scientifiche e spesso estremiste, a partire dal premio Nobel Luc Montagnier, ormai da qualche anno dedito alla scienza spazzatura.

Spontaneamente mi è venuto da pensare che, se invece di perdere tempo e soldi dietro queste sciocchezze e queste persone lo facessero aiutando la ricerca sul campo, probabilmente aiuterebbero di più i loro bambini.

Ma il "documentario" non è a difesa dei bambini o delle famiglie, appare chiaro che si tratta di una vendetta di Wakefield, tutto è sfruttato a suo vantaggio. Il problema per lui è che alla fine il film non ha avuto il successo sperato, circola negli ambienti antivaccinisti (che non hanno certo bisogno del film per convincersi delle loro idee), in piccoli cinema e non ha avuto nemmeno un successo di pubblico, Nonostante si cercasse di farlo passare come "documentario" che rispecchia fatti reali, il carattere di lucro, lo scopo commerciale dell'operazione è abbastanza chiaro. Il film è stato inizialmente condiviso su internet ma il controllo severissimo della casa di produzione ne ha impedito la diffusione gratuita.
Un fenomeno curioso: alcune persone che cercavano il film in rete, trovandolo, notavano come il video scomparisse dopo pochi giorni, cancellato. Alcuni hanno gridato allo scandalo, alla censura, al fatto che si impedisse la diffusione di "argomenti scomodi" ma la realtà era ben diversa, era la stessa casa produttrice ad impedire la visione gratuita cancellando ogni condivisione pubblica, per non favorire la visione "pirata". Più che impedire la diffusione si è trattato semplicemente di un normale "impedire il business", anche qui, dunque, nessun mistero ma tanta voglia di guadagno.

Il business.

Che si trattasse di un'operazione commerciale non è neanche un mistero. Legittima ma subdola perché venduta come "documentario". Eppure un documentario che descriverebbe un dramma ed un grande complotto medico sulla pelle dei bambini non arriverebbe a vendere cappellini e braccialetti o il sapone del film con tanto di merchandising ufficiale, almeno per delicatezza.
Proprio l'aspetto legato al lucro ha scandalizzato molte persone. Anche negli Stati Uniti alcuni rappresentanti di associazioni di bambini autistici hanno protestato vivacemente per l'uscita di questo film.
Una di esse, l'irlandese Fiona O' Leary, rappresentante di un'associazione di autistici (Autistic Right Together), ha criticato a più riprese il film definendolo menzognero e come un danno per le persone con autismo.
Fiona è una mamma in gamba, ha sempre lottato (e per questo è stata oggetto delle solite minacce) per difendere i bambini autistici (lei ne ha uno) dai ciarlatani, si è battuta contro le false cure per l'autismo (candeggina, terapie chelanti, diete, omeopatia ed altro), ha sottolineato i problemi che hanno gli autistici a scuola, al lavoro, in società.
Per questo motivo ha lanciato una petizione per fermare la programmazione del film ed impedirne la diffusione, quando le è stato chiesto il motivo per cui si impegnasse tanto contro questo film, Fiona ha risposto: "mette in pericolo migliaia di bambini perché migliaia di loro muoiono per malattie prevenibili con le vaccinazioni. I vaccini non causano l'autismo ma salvano delle vite!".
La risposta dei produttori del film non si è fatta attendere ed ha fatto molto scalpore. La compagnia di distribuzione del film ha inviato una lettera piuttosto minacciosa alla donna nella quale parla chiaramente di vie legali con un tono poco cordiale. Ecco la traduzione:
Miss O' Leary,
sono il responsabile di Cinema Libre Studio, distributore del film suddetto.
Ho saputo che lei ha iniziato una campagna diffamatoria contro il film ed i suoi realizzatori.
Inoltre sta tentando di evitare che il film venga distribuito e questo rappresenta un chiaro sforzo per danneggiare i nostri affari.
I suoi commenti riguardo al film sono diffamatori e rispetto ai registi sono chiaramente calunniosi.
È fatta richiesta affinché lei cessi immediatamente e desista dall'interferire con la distribuzione del film e anche di rilasciare qualsiasi dichiarazione su qualsiasi persona in riferimento al film, Cinema Libre Studio e/o Autism Media Channel, i suoi agenti, rappresentanti e/o impiegati inclusi il dott. Andrew Wakefield, Del Bigtree e Polly Tommey.
Nell'eventualità che lei non soddisfi questa richiesta procederemo in una causa contro di lei. Richiederemo il risarcimento dei danni per tutte le perdite che risultassero direttamente legate alla sua azione.
[...,]
Insomma, una minaccia vera e propria.


La lettera dei produttori di Vaxxed a Fiona O' Leary

Fiona non si è persa d'animo, ha raccontato questa vicenda ed ha ottenuto molta risonanza, soprattutto nei social network.

Sicuramente il film e la vicenda saranno sfruttati ancora per ribadire le vecchie tesi di Wakefield e quindi sapere cosa è successo e com'è andata può servire a chi vuole conoscere e capire. Per questo ho riassunto la vicenda.
Se ci fossero novità ne discuteremo, per ora sappiamo solo che una storia per niente chiara e che non ha cambiato nulla in ciò che conosciamo nell'ambito vaccinale è diventata "scandalo" con evidenti motivazioni pubblicitarie e ideologiche.

Conclusioni.

Di tutta questa vicenda, la cosa che più mi ha colpito ed intristito è l'aver assistito al tentativo goffo e mal riuscito di riabilitare Andrew Wakefield. Aver visto l'ex medico inglese entrare nel nostro senato della Repubblica, fare foto con i fans, apparire quasi come un idolo o un beniamino del pubblico fa riflettere. Stiamo parlando di una persona condannata per frode scientifica e maltrattamento di bambini, sicuramente un cattivo esempio di scienza, medicina e moralità, questo sembra non importare a tante persone che ergono ad idolo un semplice furbetto. Tutto ciò è impressionante, il male che attira e che suscita ammirazione, è qui ben rappresentato.
Wakefield, grazie a questo film ha conosciuto una nuova primavera, non ha probabilmente ottenuto quello che desiderava (una sua riabilitazione, dopo quello di cui si è macchiato, è molto improbabile) ma ha rafforzato la sua immagine di "guru" tra gli antivaccino.

Per il resto non ho trovato nessun complotto né notizia eclatante nella rilettura (anche abbastanza banale) dei dati da parte di Hooker, tutto ha l'aspetto di una manovra ben architettata e con un finale (il film) già pensato a priori. Questa vicenda non cambia nulla nelle conoscenze mediche attuali ed ovviamente deve essere preso per quello che è: propaganda di un ex medico radiato per frode scientifica. Lo studio che sarebbe prova di un nesso vaccini-autismo si sgonfia ad una prima analisi e credo che tutto si possa riassumere con le parole di Paul Offit: non sono stati i vaccini a provocare l'autismo di quei bambini ma è stato l'autismo che li ha fatti vaccinare.

Possiamo dunque concludere che non c'è nessuna novità nella falsa diatriba dei vaccini come causa di autismo, non c'è nessuna prova né nuovo dato. In particolare la vicenda CDC whistleblower è fondamentalmente una montatura creata per realizzare un caso con il doppio scopo di guadagnare tramite un film e di risollevare l'immagine ormai compromessa di Andrew Wakefield.

C'è solo un elemento che, in tutta la storia, non sono riuscito ad inquadrare e capire.

Una figura, quella di William Thompson (il "whistleblower", l'informatore).
Messi da parte i sospetti di "pazzia", ingenuità o il plagio, non capisco il suo ruolo. Si dice pentito di non aver "rivelato" quei dati ai tempi dello studio (ma anche se l'avesse fatto non si tratta di dati straordinari o incredibili e lui non può non saperlo), ha creato un caos indescrivibile per poi continuare il suo lavoro al CDC, smorzare i toni ed evitare ulteriori scandali, insomma non riesco a capirne il vero ruolo.
Se davvero fosse convinto di quanto detto, perché lo ha detto in segreto ed ora che tutto è pubblico non ne parla più? Semplice ingenuità? Vendetta verso qualcuno? Una bravata della quale non immaginava le conseguenze? Non si sa, di certo, per dare un'opinione precisa si dovrebbe giudicare l'attendibilità di William Thompson, probabilmente dipende tutto da questo, un piccolo mistero che devo chiarire e prometto di approfondire.

Ma dopo tutte queste brutte storie ed intricate vicende, il lieto fine: il film è stato praticamente un fiasco.

Quando si parlerà del film e della vicenda, quindi, non bisognerà mai dimenticare chi è Andrew Wakefield, definito dall'ordine dei medici inglesi (General Medical Council) come "disonesto ed irresponsabile". Una persona che ha mentito ripetutamente.

Forse questo chiarisce più di ogni altra cosa ciò di cui parliamo. Dimenticare di chi parliamo perché un film racconterebbe una storia di spionaggio significherebbe, ancora una volta, confondere realtà e fantasia e Wakefield, purtroppo, è reale ed è stato capace di danni irreparabili.
Non facciamolo accadere nuovamente.

Alla prossima.

NOTA:
Mi scuso per la lunghezza del post, per la sua complessità ed a volte difficoltà di chiarezza, i fatti sono tanti, complicati ed intricati, non ho saputo ricostruirli meglio.
Ci ho provato. La prima parte del post è qui.

Allegato: tutti i documenti che William Thompson ha passato agli autori del film (attenzione, file .zip molto voluminoso, più  di 182 MB): scaricabile qui.

11 commenti:

  1. Ricostruire questa brutta vicenda in effetti non era operazione facile, ma direi che ci sei riuscito, anche se condivido che permangano dubbi su Thompson. Ignoravo totalmente il merchandising del film, cosa che non mi ha stupita, ma indignata parecchio sì.
    Il “documentario” io lo vidi qualche tempo fa, quando ancora circolava in rete, e mi ha addolorata moltissimo vedere una simile speculazione su esperienze tanto drammatiche come quelle vissute da chi ha figli o famigliari colpiti da ASD.
    Purtroppo comprendo benissimo lo stato d’animo di Fiona O’ Leary, avendo condiviso la medesima esperienza. Io ho un fratello autistico (oggi trentunenne) e i suoi disturbi erano tanto importanti che fu impresa assai difficile all’epoca giungere alla diagnosi. Ho trascorso con lui gran parte della sua infanzia e adolescenza (rinunciando alla mia) tra ricoveri in cliniche e ospedali, medici e assistenti sociali, per cui conosco le dimensioni del problema e non posso non provare rabbia e repulsione per chi ci specula sopra.
    Fortunatamente noi famigliari non abbiamo mai avuto a che fare con ciarlatani, abbiamo incontrato moltissime difficoltà, ma abbiamo anche avuto la fortuna di incontrare persone valide nei servizi sociali grazie alle quali oggi mio fratello è riuscito a raggiungere un certo grado di autonomia e anche un lavoro part-time. I sintomi sono ancora piuttosto importanti, ma ora riusciamo a tenerli sotto controllo diciamo. Certo è che sono esperienze che ti segnano profondamente e che non si augurano a nessuno, le difficoltà sono immani. Vedere quel film spazzatura e le foto di Wakefield in Senato ha generato in me tanta rabbia e sconforto.
    Spero che questo articolo venga letto da molte persone e spero davvero che le induca a riflettere, perché è una vicenda oscena che ha come protagonista un criminale con tanti, troppi complici.

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    1. La capisco molto bene, sono nella sua stessa situazione anche se mia figlia ha solo 16 anni,i tempi sono cambiati e l'approccio parecchio migliorato è sempre molto difficile.

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    2. Mi dispiace Marco, ti sono vicina. (il tu è meno formale ;) )

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  2. Che l'unica vera correlazione tra vaccini e autismo sia data dal fatto che i secondi vengano ANCHE vaccinati, è evidente dslla differenza tra numero di vaccinati e numero di autistici. Vale la stessa cosa per vaccinati al terzo anno di età e ottuagenari con osteoporosi. Solo che in questo caso i numeri sarebbero più favorevoli rispetto a quelli relativi all'autismo di almeno un fattore 6...

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  3. quindi è l'autismo a provocare le vaccinazioni :)

    mi ricorda un altro grafico che era in uno dei post di questo blog, che correlava tumori al cervello con uso dei cellulari...

    solo che, viste le date, era evidente che fosse l'aumento dei tumori al cervello a causare l'aumento dell'uso del cellulare ;)

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  4. Ottimo come sempre, ma è una fatica inutile, credo che gli antivax non cambierebbero idea nemmeno se wakefield ammettesse pubblicamente di aver mentito e falsificato gli studi.

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    1. non credo, è una sfacchinata utile per chi, come il sottoscritto, non ha le dovute competenze e ha dei dubbi.
      Trovare un articolo come questo che spieghi a grandi linee il macello dietro al film vaxxed (di cui sentii parlare al tg per la sua messa al bando dal festival gestito da Robert de Niro) è utile per impedire l'ingrossarsi delle fila antivacciniste e perdere definitivamente l'immunità di gregge.

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  5. Salvo, hai ricostruito benissimo i fatti.
    Per quanto riguarda i dubbi sullo stato mentale di Thompson, in realtà le carte dicono che ha vacillato abbastanza.
    Nella denuncia di Hooker e Wakefield sulla presunta mancanza di correttezza del CDC nell'interpretazione dello studio di DeStefano et al. ( http://www.rescuepost.com/files/ori-complaint_rev_1-1.pdf )
    viene riportata luna delle frasi di Thompson registrata di nascosto da Hooker "Dr. Thompson: I will say I raised this issue...I will say I raised this issue, the uh...two days before I became delusional (=delirante)." La frase sarebbe state pronunciata nell'attesa di un'imminente presentazione dei risultati dello studio allo Institute Of Medicine, presentazione che avrebbe causato notevole ansietà a Thompson.

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    1. Per quanto riguarda i dubbi sullo stato mentale di Thompson, in realtà le carte dicono che ha vacillato abbastanza.

      Diversi elementi lo farebbero pensare, anche testimonianze dirette di suoi colleghi ma, visto che sarebbe una spiegazione troppo "comoda" ("è tutto falso perché Thompson è pazzo"), personalmente preferisco tenerla come ultima possibilità.

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  6. Chiedo se sono stati fatti studi tra autismo e vaccinazioni nei paesi in via di sviluppo. Se sì, quali sono state le conclusioni. Grazie.

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    1. Credo proprio di sì, ora non ricordo quali con esattezza (ne ho trovato uno polacco: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19952979) non avendoli sotto mano e non ricordo una conclusione diversa da quella degli altri studi: nessun nesso tra vaccini ed autismo.

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