venerdì 4 novembre 2016

Vaxxed: Il misterioso complotto sui vaccini creato per farci un film. (prima parte)

Nei mesi scorsi negli Stati Uniti, è avvenuta una vicenda che ha creato tantissime polemiche, dai giornali, agli ambienti medici, fino a quelli sanitari e governativi nazionali.
Da noi praticamente silenzio. Fino a quando qualche giornale ne ha parlato a proposito di un film. Già, un film.
Che c'entra un film con i vaccini? Questo è il problema.
Quello che è successo è molto complicato, difficile da capire, ingarbugliato e coinvolge tante persone ma il polverone che si è alzato è probabilmente molto più esagerato dei fatti oggettivi.
Non è facile quindi spiegarlo e soprattutto spiegarlo bene, per capirlo ho dovuto seguire varie fonti e perdere un bel po' di tempo e spero di essere riuscito a sbrogliare (almeno un po') la matassa.
Avevo a questo punto due scelte: usare quello che ho capito per mia cultura personale o raccontarlo con il rischio di scrivere un lunghissimo resoconto ma visto che quello che sto raccontando credo sia importante e che prima o poi qualcuno chiederà lumi, ho deciso di riportarlo, avvertendo che la storia è particolarmente lunga e complicata (però molto avvincente), chi vuole quindi, si prenda un po' di tempo e di relax e provi a seguirla. Io ho cercato di schematizzarla e renderla comprensibile (alcuni passi sono ancora oscuri anche a me) e per questo l'ho anche divisa in due parti.

Iniziamo da una notizia

La notizia: CDC whistleblower.

L'anno scorso è stato pubblicato uno studio che mostrava che alcuni bambini (maschi, neri, afroamericani, vaccinati prima dei 36 mesi di età) avrebbero un rischio di autismo associato al vaccino trivalente (MPR) maggiore di 3,4 volte rispetto agli altri gruppi di bambini.
Se facessi un'affermazione come questa, che reazione susciterei?
Allarme? Curiosità?
Un dato interessante da approfondire?
Fino ad oggi tutti gli studi sul tema hanno mostrato un'altra conclusione, quella che tra vaccini ed autismo non vi sia nessun legame, che le vaccinazioni non causino autismo è, infatti, un dato abbastanza saldo e ben dimostrato.
Sarebbe proprio questa l'eccezionalità della notizia, questo studio andrebbe infatti contro le attuali conoscenze (anche se il "nesso" sarebbe limitato ad una parte di bambini e non a tutti).
L'ipotesi che i vaccini causino l'autismo avrebbe quindi un fondo di verità?

È successo negli Stati Uniti e non avete idea di cosa abbia causato questa notizia.
Perché oltre alla notizia "nuda e cruda", c'è tutto un contorno di storie che sembrano un racconto di spie ed infiltrati.
Non solo: lo "scoop", degno di un romanzo giallo, sarebbe che questo dato, a disposizione del CDC (Center for Disease Control, importante ente sanitario statunitense), sarebbe stato nascosto dallo stesso ente americano e lo rivela proprio un collaboratore dell'ente, in maniera anonima. Un complotto, insomma.

Il nome di questo informatore è stato poi "rivelato" in un video (con spezzoni di sue dichiarazioni registrate solo in audio) e questo crea un polverone proprio negli ambienti antivaccino, perché il nome doveva restare coperto dal segreto. A fare questo nome, "bruciando" il testimone prezioso, è Andrew Wakefield, ex medico noto esponente del movimento antivaccini: fu lui infatti che, per primo, ipotizzò un nesso tra vaccini (in particolare il trivalente, MPR, morbillo, parotite, rosolia) ed autismo, tramite uno studio che poi si rivelò falso, realizzato dietro pagamento di un avvocato che si occupava di cause di presunti danneggiati da vaccini. Per la frode di cui si macchiò, Wakefield fu radiato con disonore dall'ordine dei medici ed ora si dedica completamente all'attivismo antivaccini.

Per alcuni fronti dell'antivaccinismo, per questo motivo, il componente del CDC (quello che avrebbe "confessato" questo complotto, chiamato per questo whistleblower, ovvero "informatore", "spia") subisce un affronto, un tradimento (così lo definisce un giornalista antivaccino) proprio da Andrew Wakefield poiché questi nel suo video lo cita, ne fa il nome senza consenso, così l'identità dell'informatore ormai è nota e questo scatena la rabbia di chi aveva ottenuto quelle "confessioni" verso Wakefield che ha "bruciato" il segreto.

Ma cerchiamo di capire meglio cosa è successo. La storia come detto è intricata e spero di non essermi perso niente, sono usciti decine di articoli sull'argomento e non è facile districarsi. Tutto inizia da una ricerca fatta da studiosi dello stesso CDC di cui ho parlato.

Lo studio.

Nel 2004 esce uno studio (primo autore Frank DeStefano, tra gli altri Willian Thompson, medici del CDC) che mostra come i bambini vaccinati (nella città di Atlanta) con la trivalente (morbillo, parotite, rosolia, MPR, in inglese MMR), non mostrino nessun aumento del rischio di autismo rispetto ai non vaccinati.

L'ennesima prova (anche molto citata) che tra le due cose non vi sia alcun collegamento, la conferma di ciò che sappiamo.

Qualche anno dopo un bioingegnere, Brian Hooker, chiese i dati del lavoro di DeStefano (riservati ma ottenuti tramite un "FOIA", una sorta di richiesta ufficiale permessa negli USA di dati di pubblica utilità) decidendo di rianalizzarli, di studiarli personalmente.

Così fa (in pratica dai dati ricalcola una sua statistica) e dalla sua analisi la conclusione è diversa da quella degli autori originali, più o meno che in una parte dei bambini studiati nella ricerca originale, ovvero nei bambini neri afro-americani che hanno ricevuto la vaccinazione trivalente prima dei 36 mesi di età e maschi, il rischio che la vaccinazione sia correlata all'autismo sia molto aumentato (vi sono più autistici in questo gruppo rispetto a tutti gli altri), attenzione: correlata, quindi non c'è un rapporto causa effetto ma una corrispondenza, in quel gruppo ci sarebbero più casi di autismo che negli altri, di 3,4 volte rispetto a tutte le altre classi di bambini (bianchi, neri femmine, neri-ispanici, vaccinati in altre età).

Gli altri gruppi di bambini non mostrano nessuna correlazione tra il loro autismo e la vaccinazione. Tutto pubblicato su rivista scientifica (rivista a dire il vero poco nota).

Detta così potrebbe essere anche una notizia interessante. Uno studioso serio potrebbe chiedersi come mai, se i calcoli risultassero esatti, quel piccolo gruppo di bambini abbia un aumentato rischio di autismo associato alla vaccinazione (dato che nello studio originale non era emerso) e proprio in quel tipo di vaccinazione ad un'età precisa, un dato che non rispecchia tutti quelli conosciuti finora e studiati da centinaia di scienziati in tutto il mondo e che contrasta pure con alcune considerazioni logiche. Insomma, se la rielaborazione di uno studio fornisce risultati differenti da quelli dello studio originale (e degli altri studi sull'argomento), forse sarebbe giusto prima accertarsi di non aver commesso errori o se esistono altri fattori che hanno condizionato i risultati e poi commentare quei risultati con altri scienziati.

Si potrebbe cercare di capire studiando altri fattori, se qualcosa insomma possa far aumentare quel rischio indipendentemente dalle vaccinazioni, se i risultati abbiano subìto qualche influenza. Ma questo non succede, anzi, si crea un polverone immediato. Sembra quasi non si aspettasse altro.

I gruppi antivaccino statunitensi, capitanati da Andrew Wakefield, hanno tratto le loro conclusioni urlandole ai quattro venti: questa sarebbe la dimostrazione che i vaccini causano l'autismo la prova definitiva e che le autorità nascondono questo dato, niente altro da dire. Da questo Wakefield ha fatto paragoni apocalittici, parlando di ecatombe, atteggiamenti criminali e paragonando il CDC addirittura ai nazisti.
Curioso: decine di studi smentiscono il nesso vaccini-autismo, la rilettura di uno di questi studi lo confermerebbe e questa sarebbe la prova definitiva. Non notate un lieve "sbilanciamento" di giudizi?

Ma continuiamo a districare la matassa, scopriremo così gli altri protagonisti ed attenzione, la storia si complica.


L'informatore.

L'"informatore" segreto, quello che avrebbe rivelato il "complotto" del CDC, è William Thompson, scienziato americano autore di molti buoni studi, autore anche di ricerche che mostravano come il Thimerosal (il derivato del mercurio un tempo usato nei vaccini) non fosse tossico e non avesse nesso con la comparsa di autismo. Thompson è uno degli autori dello studio di cui si parla.
Uno scienziato "insospettabile" dunque e che ha sempre realizzato ricerche utili per capire la sicurezza dei vaccini, che ha sempre sottolineato la loro utilità e per questo la sua uscita ha lasciato stupita più di una persona, soprattutto quando si è scoperto che le sue comunicazioni con Brian Hooker (l'autore della "rianalisi" con la nuova conclusione) erano vere.
Thompson parlò davvero con Hooker (registrato però a sua insaputa). A quanto pare dicendosi rammaricato che il CDC sapesse che i dati riguardanti i bambini maschi neri mostrassero quell'aumento di incidenza di autismo ma che, nonostante questo, i dati non apparvero nello studio del 2004.
Thompson racconta che tra gli autori dello studio si era discusso di quei dati dei bambini di colore ma che poi si era deciso di non differenziare i bambini studiati per razza, anche perché non di tutti si aveva un certificato di nascita che ne dichiarasse l'etnia di appartenenza.
Gli autori decisero quindi di distruggere tutti i dati raccolti durante una riunione ma in questo frangente Thompson pensò di conservarli (all'insaputa degli altri), sono proprio i dati che poi lui ha passato a Wakefield per il film.

In realtà è ovvio che il CDC "sapesse" dei dati, è chiaro, sono pubblici, sono parte di una loro ricerca, ma i risultati del primo studio erano diversi da questa "rilettura", quindi non c'è nulla di incredibile in questa affermazione. Forse il "complotto" starebbe nel fatto che il CDC avrebbe nascosto questa conclusione? Neanche questo: la conclusione di Hooker deriva dalla sua rilettura dei dati (ne riparlerò nella seconda parte del post), non si è "scoperto" un nuovo dato ma se ne è ottenuto uno nuovo perché è stato usato un metodo nuovo.
Allora dov'è il "complotto"?

Nel video che ha diffuso la vicenda si ascoltano spezzoni della presunta voce di William Thompson, drammatici, nei quali il medico dice di "vergognarsi" per quello studio, che lui definisce "il punto più basso della mia carriera". Le parole di Thompson, forti, lasciano un po' interdetti. Nessuno studioso parlerebbe così per un dato come quello che sembrerebbe emergere, ammessa la correttezza dell'analisi di Hooker si tratta sempre di un dato singolo, isolato, di un sottogruppo, di una rielaborazione di dati ufficiali, pubblici, nessuna "copertura" o "complotto", perché questo clamore?
In parole povere, lo studio originale che poi è stato "riletto" da Hooker non nasconde nulla, non dice bugie né cambia i dati: ha dato una lettura (anche spiegata nello studio stesso) che è stata invece rivista da un'altra persona, non c'è scandalo né complotto.

Sono centinaia gli studi (anche di ottima fattura) che possono essere discussi, riletti, persino smentiti, questo succede quotidianamente nella ricerca medica, pensiamo alle infinite ricerche sull'utilità di un farmaco ed anche in campo vaccinale. Sembra invece che Thompson (ripeto, anch'egli co-autore dello studio) si senta in colpa per qualcosa che non appare così "eccezionale", anche ammettendo come corretta la rilettura dei dati da parte di Hooker.
Il medico "pentito" (così emerge da alcune fonti "antivaccino") chiederebbe addirittura scusa via SMS a Wakefield per "quello che ha passato" perché lui si sente colpevole, nello stesso tempo qualcuno dubita sull'autenticità di questi messaggi. Ma che c'entra Wakefield in tutto questo? Nel suo caso si tratta di frode scientifica dimostrata e passata in giudicato, di altri dati, di altri studi, di un'altra vicenda.

Il ritorno di Wakefield.

Andrew Wakefield entra in pieno in questa storia. Ricordiamo che fu protagonista di una frode scientifica quando realizzò uno studio che secondo lui dimostrava che il vaccino trivalente (lo stesso di cui stiamo parlando) fosse causa di autismo. Successivamente si scoprì che Wakefield manipolò e falsificò i dati su richiesta di un avvocato che si occupava di cause di risarcimento da danni da vaccini al quale serviva qualche studio che dimostrasse come i vaccini fossero causa di autismo, fu per questo che Wakefield usò dati falsi ed un comportamento disonesto per la preparazione dello studio. Il medico per questo motivo fu radiato dal suo ordine professionale, In questa vicenda è colui che comunica con il ricercatore "pentito" e che sulla storia ha creato un film o meglio un documentario di cui parlerò più avanti.

Wakefield è sicuramente il principale guru della lobby antivaccino mondiale, un'occasione così non poteva non sfruttarla e che lui sia coinvolto in questa storia non deve quindi stupire.

Ad aggiungere mistero a questa strana storia, il fatto che il video nel quale Wakefield la raccontava (e nel quale appaiono gli spezzoni della "confessione" di Thompson), fu pubblicato nel sito della CNN (noto network televisivo statunitense) ma dopo pochi giorni la pagina che lo conteneva sparì nel nulla.
La CNN (dopo le accuse di "censura") ha spiegato quella "sparizione" in maniera molto più semplice: il video non era "ufficialmente" riconosciuto dalla rete televisiva ma, come abitudine, inserito da un utente perché tutta la comunità on line potesse scegliere se diffonderlo o meno (c'è una pagina dedicata a questa iniziativa, si chiama iReport, sono gli spettatori a scegliere i contenuti ed ho visto personalmente il video appena uscito con lo spazio per votarne la permanenza o la cancellazione dal sito). Il pubblico, votando negativamente, ha scelto di cancellarlo dal sito. In seguito alle proteste ed alle accuse di censura, la CNN lo ha rimesso on line con la dicitura "non verificato dalla CNN".
Il CDC, avvertito della polemica, stempera l'atmosfera sostenendo che quello di Thompson è un normale dissenso su una visione diversa dei dati dello studio, gli antivaccino parlano di frode deliberata, di scoperta epocale.
Il finale di questa storia (come accennavo prima) è un film. Andrew Wakefield ha diretto un "documentario" su questa vicenda, pellicola prima accettata e poi cancellata dal programma del Tribeca film festival (una rassegna cinematografica molto nota negli USA).

Il titolo è "Vaxxed" ed ha toni drammatici ed apocalittici, con testimonianze di genitori e le parole dell'ex medico truffaldino messe in risalto. Un classico del film scandalo che di oggettivo ha molto poco. Nel film (ovviamente?) non si accenna per niente ai trascorsi di Wakefield, alla sua radiazione ed alla sua frode scientifica.
Infine la politica. In una conferenza stampa che ha seguito una proiezione, Hooker si è arrabbiato con Thompson (lo scienziato del CDC che avrebbe confessato) chiamandolo "traditore" perché non si è mai dimesso dal suo lavoro "istituzionale" (come può lavorare per chi chiama "disonesto"?) ed anzi si è detto convinto di continuare con il suo impiego al CDC.
Infine, un deputato americano, Bill Posey (già noto per le sue posizioni "complottiste" e che ha ricevuto sostegno economico da antivaccinisti) ha raccontato la storia di cui parliamo durante una seduta del parlamento statunitense.
In Italia di questa vicenda si è parlato pochissimo, fino a pochi giorni fa, quando è stata annunciata la proiezione di Vaxxed in un'aula del Senato della Repubblica, proiezione poi annullata dagli stessi organizzatori ed occasione di proteste e preoccupazioni del mondo medico e scientifico del paese.

Ecco, questa è la storia, ho cercato di descriverne i protagonisti ed i particolari. Vi siete fatti un'idea? Secondo voi, a prima vista, c'è uno scandalo vero? Questo mi interessa perché mi sono avvicinato alla storia senza saperne tanto e, leggendo in giro, non riuscivo a capirne il significato. Solo studiandola e (con difficoltà) conoscendone i particolari, la nebbia un po' si dirada ed ho scoperto delle cose interessanti.
Questi sono i fatti, la vicenda.
Nella prossima parte dell'articolo scenderò invece nei particolari, parlerò dello studio che ha originato tutto ed approfondirò, discutendo anche dei dati che hanno originato la polemica. Almeno per capire qualcosa in più e per comprendere perché, di una storia ordinaria e per nulla "strana", si è creato un polverone. Tanto da farci un film.

Alla prossima.

42 commenti:

  1. Mi hanno segnalato problemi nell'inserire commenti, questa è una prova e mi sembra vada bene.

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    1. Scusa Salvo, io oggi ho commentato l'articolo "1871" del 2012 e non mi ha inserito il commento. E' apparso un avviso che diceva che il commento doveva essere approvato, ma non mi era mai capitato prima. E' legato ai problemi a cui hai accennato? Nel caso quindi è andato perduto?

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    2. Vedo che questo me l'ha inserito, ma non so se sia perché in risposta al tuo...

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    3. Gli articoli più vecchi di 6 mesi prevedono la moderazione dei commenti (prima di apparire devo approvarli), questo per non "perderli", mentre è facile controllare i nuovi commenti (e rispondere) farlo per quelli di post molto vecchi è complicato.

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  2. "Mi hanno segnalato problemi nell'inserire commenti"

    Mi pare funzioni.

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  3. Non vorrei trattare un tema (un po’ complesso ma neppure tanto…) che si discuterà nella seconda parte del post.

    In mia opinione, il punto chiave della vicenda è qui.

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    “…nei bambini neri afro-americani che hanno ricevuto la vaccinazione trivalente prima dei 36 mesi di età e maschi, il rischio che la vaccinazione sia correlata all'autismo.. [sarebbe] molto aumentato (vi sono più autistici in questo gruppo rispetto a tutti gli altri)…”
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    Si trova una correlazione statisticamente significativa tra vaccini e autismo NON in tutti i bambini del campione, ma solo in un sottogruppo (vaccinati prima dei 36 mesi, neri, maschi). Più sottogruppi si analizzano, maggiore è la possibilità di trovare una correlazione statisticamente significativa in uno degli insiemi ristretti. Tuttavia, questi risultati andrebbero analizzati con molta cautela, soprattutto se mancano spiegazioni scientifiche convincenti.

    Esempio: si studia l’efficacia di un farmaco (magari un cosiddetto “medicinale omeopatico”) per una qualsiasi condizione. Si trova che l’efficacia è paragonabile al placebo se si prende tutto il campione. Tuttavia, se si prendesse solo un sottogruppo (magari i nati sotto il segno della Bilancia) allora solo in quel caso si riscontra un’efficacia statisticamente significativa. Conclusione: è possibile che un medicinale omeopatico funzioni solo per i nati sotto un certo segno, oppure è una semplice fluttuazione statistica?

    In modo analogo, è poco plausibile che un vaccino causi l’autismo solo nei neri maschi e non nei bianchi. Può essere l’oggetto di un film allarmistico, ma difficilmente questi dati passerebbero il vaglio del processo di revisione in una rivista prestigiosa.

    Ironicamente, l’analisi dei sottogruppi è una strategia utilizzata dalle alcune delle cosiddette Ka$e farmaceutiche per provare l’efficacia di un farmaco solo in un insieme ristretto quando se si considerasse tutto il campione le evidenze d’efficacia svanirebbero.

    Per approfondire, qui è spiegato abbastanza bene:
    http://www.evidence.it/articoli/pdf/2010_4_3.pdf

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    1. Più sottogruppi si analizzano, maggiore è la possibilità di trovare una correlazione statisticamente significativa in uno degli insiemi ristretti

      Già.
      Ma questo è solo un punto, ciò che non va in questa rilettura dei dati è anche altro ed il fattore confondente principale è abbastanza chiaro (e pure evidente).
      Come hai detto si tratta di uno dei trucchi più classici (una correlazione trovata per forza) delle aziende quando vogliono (anzi, devono) dimostrare che il loro farmaco funzioni.
      Ma lo vedremo nel prossimo'post.

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    2. il paradosso di Simpson. D'altra parte può avvenire anche al contrario: per esempio negli studi di revisione (o metastudi) la selezione degli studi revisionati dalla totalità, può capovolgere il risultato.
      Questi studi sono molto importanti, ma altrettanto delicati (specialmente nei criteri di selezione) perché possono essere usati per tirare l'acqua al proprio mulino (i.e. impostazione ideologica nel caso di ricercatori, o interessi economici nel caso di case farmaceutiche).

      Un caso simile reale e attualissimo è quello delle "mammografia": il metastudio dell IARC è stato fortemente criticato da molti oncologi proprio a causa di una selezione arbitraria degli studi revisionati (un sottoinsieme).
      E qui non siamo in presenza di alcun complotto o truffa: solo impostazioni ideologiche diverse (spero).

      "Tuttavia, se si prendesse solo un sottogruppo (magari i nati sotto il segno della Bilancia) allora solo in quel caso si riscontra un’efficacia statisticamente significativa. Conclusione: è possibile che un medicinale omeopatico funzioni solo per i nati sotto un certo segno, oppure è una semplice fluttuazione statistica?"

      Una dinamica analoga a quella che è avvenuta con il famoso studio di Lancet 2005 sugli omeopatici (sono casi differenti, ma l'analogia è generale: la selezione di sottogruppi, nel primo caso nell'insieme del campione popolazionale, in questo nell'insieme degli studi sperimentali).

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    3. L'effetto Simpson in genere viene chiamato in causa quando si combinano in un unico campione risultati ottenuti esaminando campioni differenti. Non è questo il caso di cui si tratta.
      Questo caso andrebbe chiamato effetto Munchausen, dalla breve nota di G. Martin* (1984) in cui evidenziava come i malintenzionati potevano ottenere un risultato significativo facendo una zuppa di "p" (come in questo caso) fino ad ottenere un campione sufficientemente piccolo da evidenziare una fluttuazione statistica.
      Le metaanalisi ben fatte hanno la caratteristica di dichiarare a priori i motivi della scelta degli studi esaminati. Se la scelta viene compiuta scartando gli studi fatti male, come è doveroso, si ottengono risultati differenti da quelli che i sostenitori vorrebbero.

      * Martin G. Munchausen's Statistical Grid, which makes all trials significant. Lancet 1984;2:1457

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    4. Un aspetto significativo delle argomentazioni di chi si scaglia contro le truffe delle cosiddette ka$e farmaceutiche proponendo pseuducure è che poi utilizza proprio gli stessi strumenti statistici fallaci per provare le proprie tesi.

      volevo segnalare sull’argomento “statistiche farlocche nelle medicine alternative” l’interessante articolo di Pandolfi e Carreras:

      https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24954813

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    5. @Pietro Alfonsi "L'effetto Simpson in genere viene chiamato in causa quando si combinano in un unico campione risultati ottenuti esaminando campioni differenti."

      Non è corretto però ridurlo a quello. Il fatto che si faccia sempre l'esempio della fusione di due sottoinsiemi, non significa che il paradosso di Simpson si riduca al risultato della fusione. La definizione formale lo dimostra. In realtà si puo' fare anche l'opposto: scindere un risultato di un tipo in sottogruppi e prenderne uno solo, con risultato opposto. Che è esattamente quello riassunto da Bella.

      L'essenza del paradosso sta nella relazione incongruente che c'è tra due fenomeni (insieme e sottinsieme), non nel fenomeno che poi si sceglie, in quanto non vengono considerate delle variabili importanti. Che poi si scelga l'uno o l'altro fenomeno è solo un fatto esemplificativo, e non cambia la natura del paradosso.

      "Si trova una correlazione statisticamente significativa tra vaccini e autismo NON in tutti i bambini del campione, ma solo in un sottogruppo"

      In questo caso chi sfrutta il paradosso lo fa prendendo il risultato A del sottoinsieme, un altro potrebbe prendere il risultato non-A di tutti i sottoinsiemi. A seconda di quale interessa (se uno è in malafede si intende).
      Ma il paradosso è sempre lo stesso: la relazione tra le due entità (insieme e sottoinsieme) è invertita.

      "Questo caso andrebbe chiamato effetto Munchausen"

      non lo conosco per cui non mi espirmo.

      "Le metaanalisi ben fatte hanno la caratteristica di dichiarare a priori i motivi della scelta degli studi esaminati. Se la scelta viene compiuta scartando gli studi fatti male, come è doveroso, si ottengono risultati differenti da quelli che i sostenitori vorrebbero."

      Si ovvio, questa è la teoria. In pratica le cose sono piu complicate. Qualsiasi ricercatore parte sempre da un framework ideologico (che potremmo chiamare anche pregiudizi, anche Einstein ne aveva, per esempio col famoso principio di località, per lui irrinunciabile...). Riguarda tutti. Non è uno scorno.
      Il problema è che in certi casi non è cosi semplice scorporarlo dai criteri di selezione, benchè dichiarati. Il caso delle mammografie è esemplare.

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    6. @Marco Bella "chi si scaglia contro le truffe delle cosiddette ka$e farmaceutiche proponendo pseuducure"

      Ma anche non proponendo pseudocure, non è che le truffe scompaiono. Sono sempre li. Le truffe delle pseudocure sono di meno, e piu elementari ingenue, e incidono infinitamente meno sui budget, mentre quelle delle cure sono molto piu sottili insidiose, e pervasive, e godono molto piu estesamente dell'appoggio politico-legislativo. Come spiegavo in un post che mi è stato censurato di recente.

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    7. Che poi, diciamolo: che ci possa essere del marcio anche in Danimarca, è dall'epoca di Poggiolini che è noto anche ai sassi.

      Questo tuttavia non giustifica bufalari, frodatori e imbroglioni senza scrupoli come Hamer o chiunque spacci acqua (e nemmeno fresca) o yogurt come rimedio per ogni male (o per il male del millennio o più alla moda).

      Non è che siccome al mondo ci stanno dittatori che ne fanno di ogni nel loro paese, allora da noi rubare un'auto diventa legale - e addirittura, nello specifico, nel caso dei vaccini quei dittatori ce li stanno pure ad inventare di sana pianta....

      Tre figli su tre vaccinati, come il padre, la madre, tanti cugini e tantissimi nipoti. Si vede che siamo la famiglia più fortunata del mondo: nessun malessere post vaccini (facoltativi compresi). Come MILIONI di altre famiglie solo in Italia.
      Che la vera discriminante sia il colore del vestito indossato al secondo compleanno? Qualcuno ha raccolto dati per questa ipotesi? Che poi si fa causa alle industrie dei vestiti...

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    8. Questo tuttavia non giustifica bufalari, frodatori e imbroglioni senza scrupoli come Hamer o chiunque spacci acqua

      Io vado ancora oltre. Penso che se non riusciamo a "vaccinarci" contro le bufale più banali (dai guaritori all'omeopatia), come possiamo pensare di non cadere vittime delle truffe ben più sottili, complicate ed intricate di "Big Pharma"?
      Cioè, a volte mi sembra questo il vero complotto: fare perdere tempo dietro all'omeopatia ed ai vaccini che causano autismo per non farlo perdere dietro a cose molto più serie e reali.

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  4. @Guagnelli:

    Visto che ha sbagliato ad inserire il commento (dimenticato il virgolettato, ha riportato le parole di un altro come fossero sue) posso aiutarla. Ho eliminato il suo commento, può riscriverlo con le opportune correzioni.
    Saluti.

    PS: vale lo stesso l'avvertimento che le ho fatto.

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    1. Caro Di Grazia, questo è il suo blog, faccia come crede.
      D'altra parte non penserà che io possa sentirmi condizionato dalle sue minacce di censura, non mi pare di aver offeso alcuno, perchè mi limito a postare informazioni e ragionamenti diversi dai suoi o dalla media dei commentatori.
      Se lei trova il contraddittorio o chi la pensa diversamente intollerabile, o preferisce solo adulazioni e yesmen, cancelli tutto quelli che vuole...
      Ma non puo' certo pretendere che io sotto minaccia di avvertimenti e ammonizioni mi metta a scrivere solo quello che le piace sentire o a non scrivere quello che penso.

      Per quanto riguarda il post che mi ha cancellato, lo avevo già corretto col poscritto, ma appunto vedo che ha approfittato per cancellare anche il suo di commento: mi rendo conto che un conto è criticare Guagnelli, altro è criticare Garattini... il contenuto è secondario.
      Era esattamente quello che mi aspettavo.

      Saluti.

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    2. D'altra parte non penserà che io possa sentirmi condizionato dalle sue minacce di censura

      Eh?
      Minacce di censura?
      Ma che sta dicendo?
      Ma se è un mese che si è attaccato come una ventosa ad ogni post!
      :D

      In questo blog c'è un regolamento, lo legga e cerchi di rispettarlo. Se un post ha un tema deve commentare in tema, non è difficile. Non è censura è civiltà ed educazione.

      Ma non puo' certo pretendere che io sotto minaccia di avvertimenti e ammonizioni mi metta a scrivere solo quello che le piace sentire o a non scrivere quello che penso.

      A me fa piacere lei pensi di dire cose così importanti e fondamentali da meritare censure e minacce, però vorrei umilmente farle notare che lei scrive quello che vuole da quando è arrivato qui.
      Se poi pensa di essere un eroe contrastato dai poteri forti, fatti suoi ma anche parlare di questo sarebbe fuori tema, quindi non andrebbe bene, glielo consento solo questa volta, dalla prossima cancellerò i commenti.

      lo avevo già corretto col poscritto, ma appunto vedo che ha approfittato per cancellare anche il suo di commento

      Purtroppo Blogger, se si cancella un commento, ne cancella anche le risposte, se la prenda con loro, le ho semplicemente fatto la cortesia di cancellare un commento interamente sbagliato, come da lei sottolineato (e neppure un errore da poco, aveva riportato le parole di un'altra persona come fossero sue), quindi non dico un ringraziamento ma almeno rispetto per il tempo che ho perso per aiutarla.

      Per la mia risposta, valeva per quanto detto, non per le persone e se non sono d'accordo con qualcuno lo dico, sia lei, Garattini, il Papa o il preside. Infatti può riscrivere se vuole il commento e le risponderò allo stesso modo.

      Ora, vorrei farle notare che anche questo suo commento è fuori tema e inutile e sarebbe da cancellare. Ha fatto perdere altro tempo a me ed ha allungato inutilmente il brodo. Non posso perdere tempo e scrivere decine di commenti sulla sua libertà di espressione o sistemando i suoi errori di battitura, sia paziente.

      Se lei crede che ci sia in atto un programma di censura delle sue importanti riflessioni perché possono mettere in crisi il sistema sanitario mondiale faccia pure, io le dico semplicemente, dalla mia umile posizione di padrone di casa, di evitare polemiche e provocazioni e di rispettare gli altri, visto che questo non è il primo richiamo le faccio presente che dalla prossima violazione del regolamento sarà ESCLUSO dal blog e non potrà più commentare.

      Allora glielo ripeto (terza volta, è abbastanza?), qui c'è il regolamento del blog:

      http://medbunker.blogspot.it/p/regole-del-blog-e-dei-commenti.html

      Lo legga e cerchi di rispettarlo (e ricordi soprattutto che non sono nato ieri).

      Buon proseguimento.

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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Ma sto Thompson che ha fatto affermazioni a muzzo, è sparito oppure qualcuno è riuscito ad intervistarlo?

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  6. Ad un certo punto lei dice che in una riunione degli estensori dello studio, si decise di non includere quei dati nello studio e di non evidenziare la correlazione perchè non significativa e si decise di distruggere i dati (che vennero conservati da Thompson).

    Allora i dati su quella sottoclasse erano noti agli estensori primitivi dello studio? Non emersero solo nella rielaborazione di Hooker?

    Perchè si decise di distruggere i dati in quella riunione? E' normale nella ricerca?

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    1. Le prime affermazioni di Thompson non sono state diffuse al pubblico direttamente da lui, ma fa Hooker, che ne registra di nascosto le telefonate.
      Nell'Agosto 2014 Thompson fa pubblicare dal suo avvocato una dichiarazione in cui non parla di "documenti distrutti" e di "decisione di non pubblicare i dati".
      L'affermazione sui documenti distrutti è semplicemente ridicola: i files con i dati originali non sono mai distrutti.
      La seconda affermazione è una forzatura: ogni volta che si accumulano dati si trovano fluttuazioni statistiche relative a qualche sottogruppo. Siccome l'impostazione dello studio non prevedeva l'analisi dei sottogruppi, la maggioranza degli studiosi decide di non evidenziare quella che era interpretabile come un reperto casuale non significativo.

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    2. Allora i dati su quella sottoclasse erano noti agli estensori primitivi dello studio? Non emersero solo nella rielaborazione di Hooker?

      Thompson dice di sì, il CDC (e DeStefano) dicono di no, che non potevano essere noti perché non erano mai stati divisi i bambini per origine etnica (e di questo c'è prova in effetti).

      Perchè si decise di distruggere i dati in quella riunione?

      Anche questo è detto da Thompson ma non ci sono prove, inoltre Thompson parla di distruzione di dati cartecei (dice letteralmente che fu buttato tutto in un cestino) ma i dati (questo è dimostrato) sotto forma di files, sono sempre stati e sono ancora nei computer del CDC, quindi i dati, oggettivamente, non sono mai stati distrutti.

      E' normale nella ricerca?

      Non c'è nessuna legge che impedisca di distruggere i dati di uno studio, sarebbe però, sicuramente, una stranezza e qualcosa di inspiegabile (non trovo motivi logici per distruggere tutti i dati di uno studio).

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    3. Se lo studio non mostrava alcuna correlazione e una sottosezione del campione invece sì, questo significa che potrebbe esistere una sottosezione del campione in cui la correlazione è opposta?

      Cioè, ad esempio, per le donne bianche di 3-6 anni vaccinate, l'incidenza dell'autismo potrebbe essere inferiore alla media?

      E, che quindi, lo stesso vaccino che "causa" l'autismo nei neri, "protegge" dall'autismo nei bianchi?

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    4. questo significa che potrebbe esistere una sottosezione del campione in cui la correlazione è opposta?

      Potrebbe, non lo sappiamo se non viene analizzato. Per esempio (faccio un esempio estremo per capirci), se un vaccino causasse VERAMENTE l'autismo in un sottogruppo di persone, in particolare nei maschi con gli occhi azzurri alti più di un metro e novanta, sarà difficile scoprirlo perché molto probabilmente nessuno andrà a studiare quel sottogruppo, però se qualcuno notasse che molti autistici hanno gli occhi azzurri e sono altri più di 1,90, potrebbe succedere.
      Ora, noi sappiamo che l'autismo colpisce i bianchi e i neri allo stesso modo, andare a studiare in particolare la popolazione nera non sembra interessante.

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    5. @Salvo
      Ora, noi sappiamo che l'autismo colpisce i bianchi e i neri allo stesso modo, andare a studiare in particolare la popolazione nera non sembra interessante.
      potrebbe essere interessante inserirlo nell'articolo

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    6. potrebbe essere interessante inserirlo nell'articolo

      Ne parlo nella seconda parte.

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  7. Come ha fatto Hooker ad ottenere i dati incriminanti attraverso una richiesta FOIA, se quei dati erano stati distrutti prima della pubblicazione dello studio?

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    1. Come ha fatto Hooker ad ottenere i dati incriminanti attraverso una richiesta FOIA, se quei dati erano stati distrutti prima della pubblicazione dello studio?

      Glieli ha dati Thompson che li aveva conservati ma per proteggersi, Thompson ha chiesto ad Hooker di fare una richiesta FOIA. Se non lo avesse fatto, Thompson avrebbe commesso un reato, avrebbe passato dati riservati e sensibili ad un estraneo.

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    2. Se i dati sono cosí sensibili e riservati, il CDC ha la possibilità di rifiutare di consegnarli via FOIA:

      https://www.cdc.gov/od/foia/request/ez_guide/index.htm


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    3. Se i dati sono cosí sensibili e riservati, il CDC ha la possibilità di rifiutare

      Evidentemente non lo ha fatto.

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  8. quando ho letto che c'era di mezzo wakefield ho pensato che potevo anche smettere di leggere :)

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  9. "I numeri, se torturati, prima o poi parlano". Questo è il motivo per cui le autorità regolatorie non accettano dati se non ottenuti da analisi prepianificate, quindi decise a priori (prima di iniziare lo studio) e in cui il campione non sia dimensionato adeguatamente. Sull'analisi dei sottogruppi, però, vorrei fare una precisazione. Con le nuove terapie succede abbastanza spesso che un farmaco agisca su un campione preciso e ristretto di pazienti: per esempio quelli che hanno una certa mutazione genetica. Se questa "efficacia selettiva" è nota, le aziende non hanno nessun interesse ad arruolare negli studi tutti i pazienti, ma includono solo quelli su cui la terapia agisce. Se la cosa non è nota, ma è plausibile e sospettata, e dai dati dello studio non emerge una significatività complessiva, è solo l'analisi dei sottogruppi che può far capire come funziona la faccenda. Un'azienda MOLTO nota aveva una quindicina d'anni fa un farmaco per il trattamento del tumore polmonare. Si era all'inizio delle "target therapies", della medicina personalizzata, e l'azienda sbagliò gli studi, arruolando tutti i pazienti con quel tipo di tumore. I risultati non furono significativi, e il farmaco ovviamente non fu registrato. Dall'analisi dei sottogruppi, però, ci si rese conto che il farmaco agiva se nel tumore era presente una certa mutazione. Aziende che svilupparono farmaci analoghi più tardi, non commisero lo stesso errore, è andarono dritte alla registrazione SOLO nei pazienti con certe caratteristiche, che erano poi quelli su cui era efficace la terapia.
    Tutto questo per dire che l'analisi post-hoc (cioè non prepianificata) su sottogruppi, non ha alcun valore dal punto di vista regolatorio, e ne ha poco anche sotto l'aspetto scientifico. Costituisce, questo sì, un razionale, uno spunto per verificare l'ipotesi con studi che consentano livelli di evidenza maggiori.
    Infine, una parola a Scanzani. È vero che Big Pharma ha potere, e sicuramente non è un ente di beneficenza. Ci sono stati episodi oscuri, come ovunque, e altri ce ne saranno. Però è un sistema, giustamente, ipernormato, che deve dimostrare anche l'aria che respira. Rispetto alla mole enorme di avanzamenti scientifici e clinici dovuti alla ricerca farmacologica e farmaceutica, qual è la percentuale di truffe? Sempre troppe, certamente, ma come si può paragonare questo sistema con quello delle pseudocure che sono truffaldine al 100%? Dietro alle quali c'è SEMPRE un business, ma non hanno regole, non seguono norme, non accettano controlli? E che nella maggior parte dei casi fanno leva sulla disperazione di situazioni gravissime? Vorrei che rispondesse a queste domande, magari in modo civile così il suo post non verrà sicuramente censurato. Grazie.

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  10. Salvo, però devo smentirti. La norma che impedisce di distruggere i dati di uno studio esiste eccome, devono essere conservati con particolari modalità (chiusi a chiave, inaccessibili ai malintenzionati, in un luogo antincendio, ecc) per un certo numero di anni (se non sbaglio 15)

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    1. Dove (o in quale legge) è contenuta questa norma?

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    2. nelle GCP, e nelle varie normative di recepimento, come quella del 6/11/2007, art. 18. PS vanno conservati per 7 aa, non per 15 :-)

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    3. Questa riguarda le sperimentazioni di farmaci (non so se è simile per gli USA), stiamo parlando di ricerca scientifica non relativa a farmaci. Magari esiste questa norma, a me non risulta ed in tutte le ricerche scientifiche alle quali ho partecipato (non su farmaci) i dati erano semplicemente messi in cassetto e chissà dove sono finiti, avrei potuto distruggerli l'indomani. Ovvio che il buon senso direbbe di conservarli almeno per un po' di tempo ma esistono obblighi? A me non risulta.

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    4. Qui per esempio l'ultima disposizione AIFA sugli studii osservazionali, non parla di conservazione dei dati (nemmeno nelle prime stesure he trovi nel sito dell'AIFA), almeno per l'Italia: http://www.iss.it/binary/coet/cont/2015_05_08_6_Guaglianone.pdf

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  11. Io tenderei a distinguere ricerche sbagliate per un uso non appropriato (seppur molto diffuso) degli strumenti statistici da un uso chiaramente fraudolento. Cioè anche se molte ricerche (in particolare nella sperimentazione di nuovi farmaci) sono sbagliate, non vuol dire automaticamente che siano fraudolente.

    Mi permetto di mettere il link al lavoro di Ioannidis del 2005 (Why Most Published Research Findings Are False) e alla pagina wikipedia che spiega in poche parole il p-hacking.
    http://journals.plos.org/plosmedicine/article?id=10.1371/journal.pmed.0020124
    https://en.wikipedia.org/wiki/Data_dredging

    Aggiungo anche un paio di link che, scherzosamente, illustrano gli stessi concetti
    http://xkcd.com/882/
    http://www.tylervigen.com/spurious-correlations

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    1. Io tenderei a distinguere ricerche sbagliate per un uso non appropriato (seppur molto diffuso) degli strumenti statistici da un uso chiaramente fraudolento.

      Certo. L'errore in buonafede è ammesso e previsto. La malafede non tanto... :)

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  12. Se non erro la proiezione del film in Senato è stata cancellata per intervento di Grasso, che comunicò la cosa anche sul proprio profilo fb. Ho seguito la questione partecipando allo shitstorm sulla pagina di Pepe.
    Quanto alla vicenda in sé, potrebbe essere semplicemente una enorme mossa pubblicitaria per il film? Se non fosse per la gravità e la pericolosità del fatto e delle relative implicazioni, non sarebbe neanche la prima volta.

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