lunedì 3 settembre 2012

Aloe e cancro: cosa c'è di vero?

L'aloe è una "pianta grassa" molto comune e che cresce sia spontaneamente che in coltivazioni specializzate, della quale esistono decine di specie. Usata come pianta ornamentale e come rimedio popolare per alcuni disturbi passeggeri, negli ultimi anni è diventata un rimedio molto ricercato negli ambienti alternativi per le sue presunte proprietà curative per malattie gravi, tra le quali il cancro. Le proprietà dell'aloe erano conosciute già nell'antichità, sono documentati gli usi come cicatrizzante in epoca romana e greca e come lassativo in epoca medievale.
La notorietà come rimedio anticancro è stata aiutata dalla pubblicazione di un libretto scritto da un frate, tale padre Romano Zago, brasiliano, che descrive nel suo testo proprietà miracolose di una delle specie di aloe, l'arborescens, la quale sarebbe capace di guarire tumori anche in fase avanzata, in breve tempo e senza particolari effetti collaterali. Non è difficile immaginare che, le affermazioni fatte nel libro di Padre Zago (che ho letto) sono piuttosto esagerate ed inattendibili: guarigioni quasi immediate dal cancro dopo bevute di estratti di aloe assolutamente non credibili, nel testo non è riportato alcun dato statistico né sono mostrati referti o numeri da studiare, sembra un romanzo e forse lo è. Altri libri di medicina alternativa parlano di effetti dell'aloe vera, altra specie della pianta. D'altra parte c'è da dire che è già da tempo che si studiano gli effetti di alcuni componenti di questo vegetale che hanno mostrato sperimentalmente la capacità di inibire le cellule neoplastiche di alcuni tipi di tumore, l'attenzione degli sperimentatori si è quindi concentrata sui meccanismi che permettevano questo risultato.

Chissà per quale motivo la "fama" di antitumorale è diffusa in Italia ma molto poco in altri paesi nei quali la pianta è utilizzata, sempre nella medicina popolare, ancora come cicatrizzante e lassativo e proprio con quest'ultima indicazione l'aloe è in vendita nelle farmacie come farmaco da banco sotto forma di estratti in sciroppo o succo e ne esistono decine di tipi e marchi differenti. La proprietà cicatrizzante sembra essere dovuta all'azione di stimolo nei confronti dei vasi sanguigni che così velocizzerebbe i normali processi di riparazione della cute, anche se in realtà queste sono poco più che ipotesi visto che gli studi non hanno confermato del tutto questa possibilità: uno studio inglese ha misurato la capacità dell'aloe nel migliorare le complicanze dermatologiche della radioterapia e non ha notato alcun effetto benefico particolare. Le proprietà lassative sono dovute soprattutto alla presenza di antrachinoni, sostanze irritanti per l'intestino. Altri effetti studiati sono quello "ipoglicemizzante" (che abbassa il valore di zucchero nel sangue) ed antimicotico (che combatte le infezioni da funghi). Estratti di aloe sono contenuti in molti cosmetici e prodotti ad uso casalingo e possono avere un blando effetto antibatterico, antivirale e disinfettante.

La tossicità della sostanza è scarsa, la dose letale per le cavie (di aloe vera) è di 200 mg per chilo, nell'uomo quindi, un effetto tossico sarebbe possibile solo per dosaggi elevatissimi, anche se non è da sottovalutare il potenziale effetto negativo del suo potere lassativo (perdita di sali, disidratazione). In alcune nazioni (Inghilterra e Germania ad esempio) esistono formulazioni di aloe in fiale da iniettare ed in questo caso sono stati segnalati effetti collaterali molto gravi e persino qualche caso letale.
Altri effetti negativi segnalati sono il danno riproduttivo (nelle cavie maschio), quello teratogeno (cioè che causa malformazioni nel feto) ed abortivo (sempre in cavie) soprattutto per le formulazioni per via orale, gli effetti collaterali più gravi (fino a casi di morte) sono stati segnalati, come detto, solo per le formulazioni endovenose.

Gli effetti sulle cellule cancerose, anche se interessanti, sono contrastanti a volte anche notevolmente ma sicuramente aprono qualche speranza.
L'aloe emodina (una degli antrachinoni contenuti nella pianta) ha mostrato di ridurre i tumori in cavie ed in vitro ma sembra essere pericolosa perchè se "stimolata" dalla luce solare o da altre radiazioni, è capace di favorire tumori cutanei, un'altra delle sostanze contenute (l'aloina A), ha causato tumori nelle cavie e per questo motivo la FDA ha chiesto la sua rimozione dagli integratori in vendita. Sembra comunque che l'effetto antitumorale della sostanza (soprattutto nei confronti dei tumori intestinali) abbia come costante parallela un effetto dannoso (di stimolo del tumore, benigno o maligno) a livello cutaneo ed in altre cellule. Non sono pochi gli esperimenti che hanno sottolineato questo dato.


Le proprietà immunostimolanti, antiossidanti ed antiproliferative dell'aloe comunque, hanno fatto ipotizzare un suo reale potenziale anticancro (non per forza curativo ma almeno preventivo) e per questo motivo negli ultimi anni gli studi su queste proprietà si sono moltiplicati a dismisura, anche se proprio il sospetto di gravi effetti negativi ha sempre fatto consigliare molta cautela nelle conclusioni, l'interesse è rivolto soprattutto proprio al suo contenuto di antrachinoni.

In cellule in vitro è stato dimostrato un ruolo immunostimolante, sia per azione su alcune cellule immunitarie che per lo stimolo di alcuni enzimi essenziali nel processo di morte cellulare (le cosiddette caspasi) ed esiste anche uno studio sull'uomo che ha associato l'aloe alla chemioterapia, dimostrando un possibile ruolo nel miglioramento dei risultati della terapia e della sopravvivenza dei soggetti trattati. Già nel 2000 uno studio è stato effettuato anche presso l'università di Padova, analizzava la capacità dell'aloe-emodina di inibire la crescita tumorale (su tumori specifici, i neuroectodermici) in cavie. Gli studi in vitro sono incoraggianti (ne esiste anche uno su cellule leucemiche che ha dato risultati positivi), è vero che sono tantissime le sostanze capaci di eliminare o rallentare le cellule cancerose in laboratorio e quindi non si può che parlare di risultati ancora molto preliminari,  ma la buona notizia è che è stato scoperto anche il meccanismo d'azione che sembra legato all'azione degli antrachinoni contenuti nell'aloe, altro fattore positivo è che non sembra esserci un particolare pericolo di tossicità per l'uomo. C'è però un altro dato che consiglia di non esagerare con l'entusiasmo nei confronti di questa sostanza: sembra che l'uso di aloe, contrasti direttamente l'effetto "apoptotico" (cioè che induce la morte cellulare) della chemioterapia (in particolare della doxorubicina e del paclitaxel), consentendo alle cellule neoplastiche danneggiate dai farmaci di rigenerarsi. Inoltre è stato ipotizzato (ed in parte confermato) un ruolo favorente nei confronti dei tumori del colon. Le conclusioni contrastanti di diversi studi hanno quindi limitato notevolmente l'idea di un uso routinario nella cura delle malattie neoplastiche e per questo motivo bisognerà probabilmente aspettare l'isolamento di un derivato dell'aloe da provare sull'uomo quando si avranno sufficienti certezze sulla sua efficacia e sicurezza, cosa che attualmente non esiste.
In questa vicenda c'è anche un particolare "interessante" e che risponde al tormentone che vorrebbe i "rimedi naturali" non brevettabili (chissà perché) e le autorità mediche ed accademiche compatte nel nasconderne le proprietà.
L'università di Padova ha brevettato i derivati dell'aloe (in particolare l'emodina) proprio per l'utilizzo in oncologia. Il brevetto è stato depositato nel maggio 2001 in collaborazione con una società finanziaria, le spese del mantenimento di questa procedura sono state sostenute dall'università e dall'associazione italiana leucemie, AIL (sez. Veneto). Nel 2007 l'università ha bloccato il finanziamento di tali spese mantenendo (pag. 40-44) però la convenzione con l'AIL e con un fondo di beneficienza privato, i due enti ad oggi coprono questi costi.
Ricordatevi di questo esempio quando vi parleranno di "non brevettabilità" dei rimedi naturali e di "boicottaggio" di certe cure da parte del mondo scientifico.

Non bisogna comunque credere all'"elisir" che cura il cancro, non è sicuramente bevendo un bicchiere di aloe che possiamo sconfiggere questa brutta malattia, ma se riuscissimo a sfruttare le capacità benefiche del suo contenuto potremmo avere qualche beneficio.

Bisognerà approfondire l'argomento e non cedere al facile entusiasmo ma nella storia dell'"aloe anticancro" una base promettente esiste.
Questo naturalmente ha attirato orde di avvoltoi (già lo fanno quando la "cura" è implausibile...) e così esiste un commercio molto florido di prodotti a base di aloe. Integratori, frullati, estratti, vendita on line. Tra mezze parole e promesse sussurrate, questi prodotti sono venduti come "anticancro" quando ancora siamo ben lontani dal definirli curativi e sicuri. Esistono anche conventi ed associazioni religiose note per la preparazione di "frullati" di aloe. In genere, le preparazioni "artigianali" hanno una ricetta ben precisa. Il frullato di aloe è diluito in miele o in alcol e deve essere conservato al riparo da luce e calore. I preparati in vendita come integratori in genere contengono pochissimo principio attivo che quasi sempre ha perso ogni sua proprietà benefica (la sostanza è altamente sensibile alla luce, al calore ed agli sbalzi di temperatura e si degrada molto velocemente perdendo quasi tutte le sue qualità), in questo modo è davvero molto improbabile che un preparato "commerciale" possa avere effetti curativi almeno vicini a quelli notati in laboratorio. In ogni caso occhi sempre aperti, sia agli sviluppi futuri ma anche a chi pensa a guadagnare qualche soldo approfittando della malattia, ad oggi, chi vende "estratti di aloe" per curare il cancro, è solo un ciarlatano.

Alla prossima.

97 commenti:

  1. WeWee, sulla brevettabilità devo un po' correggerti.
    Io mi occupo di brevetti (anche se non in campo medico) e conosco bene le condizioni per la brevettabilità (nell'ipotesi che l'ufficio brevetti funzioni come dovrebbe...).
    Un rimedio naturale in sé non è brevettabile, in quanto non "nuovo". E brevattabili sono solo le cose nuove, le "invenzioni".
    Quindi l'aloe (o qualsiasi altra pianta) in sé non è brevettabile.
    Ciò che in questo caso è brevettabile è un particolare uso di questo rimedio.
    Esempio: la sostanza X è sempre stata usata per curare il raffreddore, ma il dottor WeWee scopre che è magnifica per curare i reumatismi.
    WeWee NON potrà brevettare la sostanza X. Però WeWee potrà brevettare il metodo sviluppato per usare la sostanza X nella cura dei reumatismi.
    Saluti,
    Mauro.

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    1. Anche l'aspirina si ricava da una pianta però per un periodo di tempo è stata brevettata (fino allo scadere del brevetto stesso). Stessa cosa può valere per quel composto estratto dall'aloe vera.

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    2. io penso che il tuo interesse sia solo qello di non fare rispettare la natura che e qella che ti cura e previene .caro dottore

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    3. ciao e buon giorno.
      mi chiamo Stefano, 36 anni. ho letto questo articolo. molto interessante.
      mi sento solo di dissentire circa un punto.
      quando tu dici: "Ricordatevi di questo esempio quando vi parleranno di "non brevettabilità" dei rimedi naturali e di "boicottaggio" di certe cure da parte del mondo scientifico", mi dissocio.
      l'Università di Padova è un ente satale, quindi pubblico. Lo stesso dicasi per le Onlus, che hanno finanziato il brevetto (ok, un soggetto privato c'è... ed è la società finanzairia).
      una casa farmaceutica privata (la sandoz, la bayer...) è ben altra cosa.
      sbaglio?

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  2. Complimenti per l'articolo, davvero completo e interessante!

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  3. Sì Mauro, lo so, infatti ho scritto:

    "L'università di Padova ha brevettato i derivati dell'aloe (in particolare l'emodina) proprio per l'utilizzo in oncologia."

    Non è l'aloe ad essere stata brevettata ma il suo utilizzo in oncologia.
    Come non si può brevettare la rosa ma un suo derivato come (ad esempio) sbiancante per denti sì e si chiama "brevetto d'uso".
    :)
    Grazie comunque della puntualizzazione.

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  4. Refuso: effetto apoptotico, non apoptopico

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  5. Ottimo.
    Anche queste precisazioni occorrevano.
    Grazie, al solito.

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  6. Refusillo:
    "fatto ipotizzare suo un reale potenziale anticancro"
    "fatto ipotizzare un suo reale potenziale anticancro"

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  7. Refuso: effetto apoptotico, non apoptopico

    Umh, come si fa a sapere con certezza come si dice?
    Perché esistono decine di testi che parlano di "apoptopico" (io ho sempre detto così) ma anche altri che scrivono "apoptotico", qui mi sa che è una questione linguistica anche se ho il serio dubbio che si scriva come dici tu...

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  8. Mi piacerebbe un tuo parere. Recentemente ho letto un articolo che ricordava la storia (raccontata anche in un libro)di una donna (Brigliadori)che sostiene di essere guarita in pratica da sola. Cioè sostiene che il nostro organismo sviluppa autonomamente gli anticorpi alla malattia. Fa riferimento ad una idea avuta da un medico che in conseguenza (pare)della morte del figlio (quello cui sparò un nobile dalla sua barca)sviluppo un male simile ai testicoli (la moglie invece al seno). Sapresti dirmi qualcosa?

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  9. una donna (Brigliadori)che sostiene di essere guarita in pratica da sola.

    No, non da sola, sostiene di essere guarita bevendo la sua urina (non scherzo).

    sostiene che il nostro organismo sviluppa autonomamente gli anticorpi alla malattia.

    Vero, per tutte le malattie, solo che non sempre è sufficiente e quindi esistono malattie letali (come il cancro o l'ebola).
    La percentuale di sopravvivenza a 5 anni di un tumore non trattato (e quindi lasciato solo alle difese naturali) è del 2% circa.

    Fa riferimento ad una idea avuta da un medico

    Si chiama Hamer. Ne ho parlato tante volte, cerca pure nel blog, ce ne sono di cose da leggere.

    in conseguenza (pare)della morte del figlio (quello cui sparò un nobile dalla sua barca)sviluppo un male simile ai testicoli (la moglie invece al seno). Sapresti dirmi qualcosa?

    Oltre ad invitarti a leggere di lui (perché appunto ne ho già parlato), aggiungo che si ammalò di cancro ai testicoli curandosi con chirugia e chemio (sopravvivendo fino ad oggi) mentre la moglie, ammalatasi di tumore mammario, la sottopose alle sue "cure" deliranti e questa morì.

    Coerente il tipo.

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  10. qui mi sa che è una questione linguistica anche se ho il serio dubbio che si scriva come dici tu...

    Mai visto né sentito apoptopico, cercando su internet in effetti ho trovato anche libri di testo in cui si dice "apoptopico". Però sulla treccani
    http://www.treccani.it/enciclopedia/degradazione-cellulare_(Dizionario-di-Medicina)/
    dicono "apoptotico", che derivando da "apoptosi" mi suona meglio la sostituzione della s con una t che con una p (poi in effetti è probabilmente un problema linguistico più che scientifico e io di linguistica so più o meno quanto ne so di topologia matematica - hint: non so nulla di topologia)

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  11. Bene. Da stasera comincio a bermi il bagnoschiuma ...

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  12. aggiungo: su pubmed la ricerca di "apoptopic" tira fuori 36 risultati, nella stessa pagina mi dice "Did you mean: apoptotic (83919 items)"
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=apoptopic

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  13. Grazie. Nel racconto quindi mancavano dei pezzi. Bello il blog, complimenti.

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  14. Grazie per l'aggiornamento sull'aloe. Al di là degli sviluppi futuri della ricerca, ho comunque un'esperienza personale (lo so, non è statistica) piuttosto significativa in merito. Una decina di anni fa, una mia carissima amica si ammalò di tumore al seno. Il primo ciclo di chemio fu per lei devastante. Durante il secondo integrò con succo d'aloe (posologia: a secchiate, credo). Soffrì molto meno, si debilitò molto meno, perse molti meno capelli, affrontò molto meglio. Continuò a integrare con l'aloe. Ora è completamente guarita.
    Ma attenzione. Sa perfettamente di essere guarita grazie alla chemio, non grazie all'aloe. Però le è capitato spesso di consigliare l'aloe a compagni di sventura, e non le è servito a nulla ribadire sottolineare ripetere charire che si tratta di un'integrazione alimentare non di un anticancro: ha ugualmente preso più volte della ciarlatana. Si tratta, come dire, di un effetto collaterale delle dicerie alternative: far buttare via il bambino con l'acqua sporca.

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  15. Ciao a tutti e scusatemi per l'OT, ma non so a chi rivolgermi per avere un po' di chiarezza.
    Poche settimane fa a mio padre è stato diagnosticato un adenocarcinoma al polmone. Mi hanno detto che è in stadio avanzato e non è operabile. A dirla tutta il medico dell'ospedale dove era ricoverato (non oncologo) mi ha detto che non è curabile; che dovrà fare chemioterapia e che potrà avere una buona qualità di vita per il tempo che gli rimane. Non ha fatto previsioni sul tempo e non mi ha spiegato cosa intendesse per "buona qualità". Detto questo, un parente mi ha parlato in maniera insistente di: cure alternative, danni creati dalla chemioterapie etc... Mi ha detto che ha il cellulare di un tale Simoncini che sta a Roma... io ho fatto delle ricerche ed ho letto cose atroci riguardo a questa persona (anche su questo blog). Oggi mi è arrivata un'altra mail riguardo ad una cosa che si chiama DCA e che rimanda ad un DCA Site che però è tutto in inglese... Mi potete dire se devo cestinare il tutto come ennesima bufala crudele e pericolosa?

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  16. Ciao Uff,

    non è possibile dare consigli su casi personali e spero ne capirai i motivi, mi dispiace.
    In linea generale posso dirti che il DCA è al momento una ciarlataneria (che sta andando molto di moda negli USA) che a dispetto di qualche teorico beneficio ha avuto risultati molto contrastanti e quelli positivi, limitati ad alcuni tipi di cancro, tra i quali non vi sono quelli polmonari, sono quasi tutti ottenuti in laboratorio. Vi è evidenza inoltre di pesanti effetti collaterali (anche molto gravi). La molecola è ancora in studio.
    Per regola comunque, mai fidarsi delle cure miracolose.
    Sul DCA puoi consultare la pagina (in inglese) della American Cancer Society.

    Affidati con fiducia ai medici che seguono tuo padre, faranno il possibile e soprattutto fai sentire a tuo papà tutto il tuo affetto.

    Ciao.

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  17. Grazie mille Salvo.
    Ti posso assicurare che non ho chiesto e non chiederò mai pareri specifici su internet riguardo la malattia di mio padre. A dire il vero non ho nemmeno cercato "adenocarcinoma" o "aspettative di vita" o chissà cosa su Google... come invece mi è stato consigliato di fare da quasi tutti. Non sto "negando" il problema, intendiamoci, semplicemente penso che ogni caso sia a sè stante... Ma soprattutto so di non avere le conoscenze mediche per ricerche fai da te e ho paura di leggere e interpretare male.
    Volevo solo capire di cosa stesse parlando questo mio parente perchè a questo punto temo che sia finito in un brutto giro di gente che offre "lavaggi del cervello" a pagamento e non voglio che mio padre si lasci irretire da false speranze...
    Grazie ancora per la spiegazione che mi hai fornito. L'inglese non è il mio forte ma sono quasi sicura che quel che mi hai scritto basterà a convincere anche mio padre.
    Per quanto riguarda l'affetto, ci sto provando, anche se lui è in una fase di allontanamento di tutti e tutto.
    L'ho già detto grazie? :-)
    Saluti.

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  18. Ho letto tutto d'un fiato e con molto piacere questo articolo che avevi annunciato già tempo fa.
    Ho partecipato tempo fa ad una serata commerciale-cosmetica sull'aloe vera che mi ha senza dubbio illustrato le molte buone qualità della suddetta pianta.
    Peccato che ad un certo punto siano uscite tesi filo-complottiste che sostenevano che l'aloe era stata boicottata da Big Pharma in quanto poteva curare i tumori ma avrebbe fatto perdere gli sconfinati introiti derivati dal commercio di antitumorali (non commento nemmeno una panzana simile).
    Restando su un filone più pratico invece ho sentito che al centro antitumori di aviano il succo d'aloe viene affiancato alla cura ricostituente (che fa da supporto alla chemioterapia) in quanto ha proprietà rigeneranti e lenitive per le cellule (cosa alla quale potrei anche credere...), inoltre sembra abbia anche funzione di rallentamento della crescita della massa tumorale (già qua ci credo MOLTO meno).

    Hai qualche feedback su Aviano?

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  19. Cinque anni fa, quando iniziai la chemioterapia, una parente, convinta sostenitrice delle "medicine naturali", mi raccomandò con molta insistenza l'aloe di padre Zago.
    A supporto delle "miracolose proprietà" di questo preparato, mi citò la vicenda di un suo amico che qualche anno prima lo aveva utilizzato durante la chemioterapia e ne avrebbe ricavato benefici talmente straordinari da stupire gli oncologi che lo avevano in cura, al punto da ritenerlo determinante per la sua guarigione.
    Io ero assai perplessa, sia perché sono poco propensa a credere ai miracoli, sia a causa della presenza nella ricetta di padre Zago di una significativa quantità di alcol, che è una sostanza cancerogena.
    La parente mi rassicurò rendendosi disponibile a procurarmi la versione non alcolica del preparato ed a farmi parlare direttamente con l'amico che ne aveva sperimentato gli effetti positivi.
    Qualche giorno dopo, mi telefonò per scusarsi, molto contrita: aveva parlato con il suo amico, che riteneva sì di avere tratto qualche beneficio dall'aloe di padre Zago, ma certamente nessun effetto miracoloso e non si sentiva di assolutamente di "sponsorizzare" questo rimedio presso altri pazienti. Apprezzai la sua sincerità.

    La cosa mi aveva comunque incuriosita e cercai di documentarmi un po' sull'argomento, scoprendo che l'aloe ha effetti lassativi e che gli viene attribuito il potere di rafforzare le difese immunitarie.

    Durante il secondo ciclo, alla chemioterapia era associata la radioterapia pelvica e gli effetti collaterali furono particolarmente pesanti: nausea, vomito, astenia, neutropenia, stitichezza...
    Secondo quanto affermato dai suoi sostenitori, l'aloe avrebbe potuto aiutarmi a superare almeno gli ultimi due, così decisi di provare, non la ricetta di padre Zago, ma un succo puro acquistato in un negozio di prodotti biologici.

    Rispettai le dosi consigliate, due cucchiai di succo prima dei pasti principali, ma i miei globuli bianchi crollarono comunque ben al di sotto dei livelli di guardia e fu necessario ricorrere a farmaci immunostimolanti; non ebbi alcun sollievo nemmeno per la stitichezza: ho scoperto solo successivamente che il succo di aloe che si trova in commercio è ricavato dal gel interno alle foglie ed è privo di aloina, la sostanza con effetto lassativo che si trova nella parte esterna.

    Però un beneficio ci fu, e non da poco:
    il succo di aloe si rivelò molto efficace per combattere il bruciore di stomaco che mi tormentava durante le terapie, permettendomi di sospendere l'utilizzo dei farmaci inibitori di pompa protonica.

    Da allora, di tanto in tanto utilizzo ancora il succo di aloe, nei periodi in cui il reflusso gastroesofageo torna a farsi sentire.
    Scelgo prodotti con flacone opaco, che protegge il contenuto dalla luce, e acquisto sempre il formato più piccolo, perché il succo dopo l'apertura si altera abbastanza velocemente.
    Dato che il succo puro ha un sapore francamente orribile, che fatico a sopportare, recentemente ho optato per una formulazione che contiene una piccola percentuale di succo di melograno, che ne rende più gradevole il gusto.

    Insomma, nessun miracolo, ma qualche beneficio sì.

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  20. Rabza: io sono seguita al Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, ma durante il mio percorso terapeutico non mi è mai stato proposto l'aloe, e nemmeno una "cura ricostituente" durante la chemioterapia.

    L'utilizzo del succo di aloe durante la chemio è stata una mia iniziativa, comunicata all'oncologo che all'epoca disse che non gli risultavano controindicazioni: "Se vuoi, prendilo: male non ti farà..."

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  21. @ Mia Camilla Lazzarini: ti ringrazio.
    Quello che temevo è che la cosa fosse puramente propagandistica, ed infatti così si è rivelato.
    Trovo terrificante l'utilizzo di nomi conosciuti per la loro opera meritoria (vedi centro antitumori di Aviano) magari senza autorizzazione al solo scopo di pubblicizzare un prodotto commerciale.

    Colgo l'occasione per mandarti un abbraccio virtuale e farti un in bocca al lupo per tutto.
    Rabza.

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  22. @Rabza: secondo me a volte c'è effettivamente malafede propagandistica, ma spesso queste cose si ingigantiscono da sole, come nel vecchio gioco del telefono senza fili, in cui in una fila di bambini ci si riferiva sottovoce una frase da uno all'altro e quello che arrivava alla fine della fila spesso era completamente diverso dalla frase iniziale, perché ognuno capiva solo metà quello che gli veniva detto e completava il resto secondo quanto gli suggeriva il buon senso o la fantasia.

    Esempio: un paziente dell'Istituto XXX riferisce di avere utilizzato l'aloe durante la chemioterapia (come l'amico della mia parente).
    La storia viene trasmessa da una persona all'altra e... oplà! Dopo un paio di passaggi ecco che si trasforma in "All'Istituto XXX danno l'aloe ai pazienti in chemio".
    Ancora qualche passaparola e potrebbe addirittura diventare "All'Istituto XXX curano il cancro con l'aloe" e poi "L'aloe guarisce i tumori, l'hanno dimostrato all'Istituto XXX".

    Ti ringrazio per l'incoraggiamento e l'augurio!

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  23. Intanto grazie per l'articolo.
    Una curiosità: l'aloe vera (e derivati) è usata spesso come lozione per la pelle, con effetto lenitivo "doposole".
    Non è un bel controsenso, visto l'effetto di favorire i tumori cutanei di cui accenni nel post?
    Grazie!

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  24. Da insegnante di greco e filologa confermo che la forma "apoptotico" è quella corretta, come aggettivo di "apoptosi".
    ;)
    Anna Rita

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  25. Non è un bel controsenso, visto l'effetto di favorire i tumori cutanei di cui accenni nel post?

    Attenzione, come non si può parlare di effetto "antineoplastico" certo non si può dire con sicurezza che vi sia un effetto di stimolo nei confronti dei tumori, gli studi ad oggi non sono conclusivi.
    Comunque bisognerebbe conoscere le percentuali di prodotto nel "doposole" perché in genere si tratta di quantità minime che si spargono in superfici ampie e che sono, appunto, "dopo sole" quindi non dovrebbero essere utilizzate come abbronzanti.

    Da insegnante di greco e filologa confermo che la forma "apoptotico" è quella corretta, come aggettivo di "apoptosi".

    Grazie.
    :)

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  26. L'Aloe Ver è usata in una miriade di cosmetici, anche prodotti da multinazionali come Procter&Gamble. Per vedere un boicottaggio bisogna essere proprio paranoici.

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  27. L'aloe come rimedio anticancro è noto in Italia perchè, così mi è stato raccontato,è stato utilizzato dal figlio di Gino Bramieri.

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  28. In un bar ho visto esposta una bottiglia di grappa (o era vodka?) all'aloe vera... dite che avrà un qualche effetto curativo anche quella? :-)

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  29. Salvo, innanzitutto devo farti i complimenti per l'articolo, e poi avrei un parere da chiederti: dopo l'arnica, il veterinario mi ha proposto di dare l'Aloe vera al cane che soffre di artrosi, ora, appurato che ho letto qualcosa in internet che sbugiarda l'utilizzo per tali problematiche, tu sei a conoscenza di studi relativi a questo uso, in modo tale da farglieli avere pure a lui?

    Grazie mille, Stefano

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  30. tu sei a conoscenza di studi relativi a questo uso

    Purtroppo non ho molte conoscenze in argomento veterinario, rischierei di darti una risposta scorretta e preferisco essere sicuro di quello che scrivo.
    Quindi mi sa che ti conviene chiedere ad un veterinario.
    :)

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  31. Non mi riferivo all'uso in ambito veterinario, mi riferivo a studi di questo tipo: http://www.sci-med.it/articoli/Aloe.html

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  32. Salve, volevo solo aggiungere che, secondo il trattato "Fitoterapia" di Firenzuoli, l'aloe può interferire con l'efficacia di trattamenti chemioterapici a base di cisplatino concomitanti.
    Cordiali saluti.

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  33. @uff... spero non sia tardi
    Il Prof. Grandi di Torino è un ottimo oncologo che affianca alle cure convenzionali (kemio, radio ecc) la fitoterapia con ottimi risultati...puoi provare a sentire: non ti allontani dalle cure convenzionali, mediche e statisticamente provate ma, al contempo, ti avvicini alla medicina tradizionale con l'apporto di fitoterapici coadiuvanti.
    Spero di non aver violato le regole del blog facendo un nome... non è pubblicità, solo il tentativo di dare una mano :-)

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  34. SE SI VUOLE OTTENERE RISULTATI VERI DALL'ALOE,BISOGNA UTILIZZARE ALOE ARBORESCENS FATTA NATURALE COME SCRIVE PADRE ZAGO NEL LIBRO SENZA MAI TRALASCIARE IL DISTILLATO!CHE NON è TOSSICO ALLE DOSI RIPORTATE....TUTTI GLI ALTRI PREPARATI DI SOLO GEL POSSONO AIUTARE MA è COME USARE UNA MACCHINA SENZA RUOTE. Chi ha orecchie per intendere intenda!....QUESTA è LA STRADA DEI SEMPLICI IN UN MONDO CORROTTO DAGLI INTERESSI DI VARIA NATURA.

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  35. si usa aloe arborescens...non aloe vera.

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  36. Non capisco perché a proposito di aloe siano sempre pochissimi a citare gli studi di Lissoni che ha effettuato trials clinici...

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  37. Non capisco perché non si parli mai dei danni fatti dalla chemioterapia e radioterapia, di quanta gente muore nonostante, o forse a causa, di queste terapie devastanti, tossiche, cancerogene, debilitanti e invalidanti. Forse l'aloe da sola non basta ma neanche i protocolli standard bastano, tanto che la maggior parte dei pazienti oncologici ha recidive anche più volte o vive con l'incubo di recidive, almeno fintanto che capisce che serve soprattutto uno stile di vita più sano.

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  38. Io sono una paziente oncologica.
    La prima volta che ho avuto il cancro, è stato fatto solo l'intervento chirurgico di rimozione della massa tumorale. Niente chemio, niente radio.
    Appena mi sono ripresa dall'intervento ho ricominciato a fare ginnastica con regolarità e prestato particolare attenzione all'alimentazione. Un anno e mezzo dopo ero in splendida forma, mi sentivo benissimo e... ho avuto la recidiva.
    Chemio, radio, chirurgia e ancora radio e ora, a distanza di sei anni, sono ancora qui a raccontarlo senza avere avuto altre recidive.
    Certo, le terapie sono state dure e con effetti collaterali pesanti, anche a lungo termine, ma preferisco poterne parlare e vivere con il timore di ulteriori recidive, piuttosto che essere morta o ancora ammalata.
    Lo stile di vita sano è importantissimo per prevenire le malattie, ma una volta che queste si manifestano, servono anche le terapie mediche.

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  39. Mia Camilla, io sono felicissima per te ma visto che in ambito medico non si prescinde dalle statistiche, pare che ogni anno siano diagnosticati 11 milioni di casi di tumore e che 8 milioni siano i decessi. Io stessa conosco persone che nonostante tutti i trattamenti, chemio, radio, asportazioni etc non ce l'hanno fatta.

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  40. Non capisco perché non si parli mai dei danni fatti dalla chemioterapia e radioterapia,

    a me pare che non si parli d'altro...

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  41. Certo, nessuno dice che le terapie attualmente disponibili siano infallibili, sono soltanto il meglio che abbiamo ora e hanno contribuito a salvare tante persone che anche solo vent'anni fa non ce l'avrebbero fatta.
    Sicuramente bisogna portare avanti la ricerca, per mettere a punto terapie sempre più efficaci e con minori effetti collaterali, ma non per questo bisogna demonizzare quelle attualmente disponibili, né illudersi che uno stile di vita sano sia sufficiente ad evitare le recidive.

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    1. È da almemo 60 anni che so fast ricerca ma pare non basti mai. La realtà è che del cancro si da tutto ma è 1n grande business, troppo grande per poterlo sconfiggere, come voleva Nixon. Ci fanno sempre credere che siamo a un passo dalla scoperta della cura eppure le statistiche dicono che in totale i decessi a 5 anni sono del 50% e forse meno. Da un sondaggio fra i medici americani risulta che il 75% non farebbe la chemio. Chissà perché?

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  42. eppure le statistiche dicono che in totale i decessi a 5 anni sono del 50% e forse meno.

    Anche questo è sbagliato. Se le statistiche dicessero davvero che la sopravvivenza fosse del 50% sarebbe un grandissimo successo, ma non è così che si fa la statistica. Ci sono tumori con sopravvivenza del 75% ed altri con il 2%. Il termine "tumore" è troppo generico.

    Da un sondaggio fra i medici americani risulta che il 75% non farebbe la chemio. Chissà perché?

    Perché quel "sondaggio" che citi (è sempre lo stesso che circola in ambienti ignoranti) proponeva chemio per una patologia nella quale la chemio non è indicata, semplice (se si legge e si capisce quello che ci dicono invece per prenderlo per oro colato). I medici si curano esattamente come chiunque, non esistono camere separate o cure esclusive per loro.

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  43. I premi nobel per i tumori li hanno già presi e le cause già trovate ..siamo noi che non crediamo e non cerchiamo affidandosi alle normali cure...siamo noi che dobbiamo cambiare dentro per poter far luce fuori

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  44. ".siamo noi che dobbiamo cambiare dentro per poter far luce fuori". Ecchè, diventiamo delle lampadine??

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  45. Quando saremo diventati lampadine potremo leggere e scoprire che Warburg vinse il Nobel si , ma non per avere scoperto la causa primaria del cancro.....
    Ma questa notizia viene nascosta accuratamente da un complotto di Big Bicarbonato

    Quello che CI NASCONDONO è che la causa primaria del cancro la ha scoperta Alfred Knudson, il quale è stato insignito nel 1998 del premio Lasker...
    Premio che in ambito medico non è certo inferiore al Nobel. Ma nessuno ne parla, perchè? KI LI PAKA?

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  46. l'aspirina si ricavava dalla filipendula ulmaria/olmaria...spirea ...o anche dalla corteccia del salice bianco

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  47. mi pare un po contraddittoria questa spiegazione.. quindi questa aloe fa male e stimola il tumore o no ?? si può bere o no??.. non si capisce .....o almeno io non ho capito...

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  48. La notorietà come rimedio anticancro è stata aiutata dalla pubblicazione di un libretto scritto da un frate, tale padre Romano Zago, brasiliano, che descrive nel suo testo proprietà miracolose di una delle specie di aloe, l'arborescens, la quale sarebbe capace di guarire tumori anche in fase avanzata, in breve tempo e senza particolari effetti collaterali. Non è difficile immaginare che, le affermazioni fatte nel libro di Padre Zago (che ho letto) sono piuttosto esagerate ed inattendibili: guarigioni quasi immediate dal cancro dopo bevute di estratti di aloe assolutamente non credibili, nel testo non è riportato alcun dato statistico né sono mostrati referti o numeri da studiare, sembra un romanzo e forse lo è.

    Hai letto il libro ma ti sei informato da qualcuno che lo ha fatto sul serio se ha funzionato o no ?? noi italiani sopratutto siamo molto scettici... di impossibile non c è niente è che siamo abituati '' per colpa del mercato e della società '' a non credere in niente che non sia un rimedio medicinale.. che poi se vai a vedere molti farmaci che si trovano in farmacia sono proprio fatti con piante e basta. Se trovi qualche cosa aggiornaci sulla arborescenti e non sulla a loe vera che non è quella che aiuta nel cancro... grazie

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  49. Hai letto il libro ma ti sei informato da qualcuno che lo ha fatto sul serio se ha funzionato o no ?

    Mai vista una persona guarita da un tumore con l'uso di aloe (con documentazione). L'aloe non è tossico in piccole quantità, ha blando effetto lassativo (è tutto scritto nell'articolo), ma è chiaro che grandi quantità, in persone indebolite, disidratate, malate, possono anche essere pericolose.
    Un effetto antitumorale in ogni caso, ad oggi, non è dimostrato.

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  50. poi ho letto di in medico che non mi ricordo di preciso di dove era che dava questa aloe come prova insieme alla chemioterapia e la statistica è stata che i pazienti che ne facevano uso stavano meglio e il male è regredoto piu velocemente e dato che l aloina è presente in alcune chemio come vedi qualche verità ci sará... ma anche qui c è chi dice il

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  51. no l effetto lassativo ce l ha l aloe vera e non l arborescentis che ha amche altre proprieta che non è il blando lassativo come dici tu. Appunto se non è provato non dire nemmeno cose negative e lascia vivere la gente che ata male con le sue speranze..tanto è vero che ci stanno atudiando sopra. Poi se fosse una reale bufala lo sapremmo tutto con certezza senza cercare su internet.

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  52. poi ho letto di in medico che non mi ricordo di preciso di dove era che dava questa aloe come prova insieme alla chemioterapia

    È tra i link del mio articolo, ne ho parlato.

    Appunto se non è provato non dire nemmeno cose negative e lascia vivere la gente che ata male con le sue speranze..

    Non provato significa che non funziona, poi puoi vivere con tutte le speranze che vuoi, chi sono io per impedirtelo, ma non puoi pretendere che si dicano bugie per accontentare le speranze del prossimo, non è giusto (e nel mio caso è anche proibito per la professione che faccio).

    Hai dei dati, delle notizie, fanne quello che vuoi.
    Tanti saluti.

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    1. e quindi i dietologhi e i nedico chirurghi che la danno in una dieta ecc sarebbero ciarlatani?? o male informati?? andrebbero denunciati x cui?? ...che dovremmo fare ..

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  53. mi sono imbattuta x caso in questa pagina del blog non sapevo che fosse un medico.. allora a questo punto secondo me potrebbe farle comodo alcune informazioni che un medico chirurgo mi ha dato riguardanti una dieta vegana biologica e senza gli zuccheri aggiunti esempio nei succhi, biscotti, ecc ecc.. cioé assumendo solo gli zuccheri che gia sono presenti nella preparazione dei cibi . aggiungere al mattino per prima 3 granuli di tofu 70ch e dopo ascorbato di potassio secondo Valsè Pantellini. da fare volendo questa aloe arborescentis anche per le proprieta antiossidanti. Insomma mi ha mandato un signore che dice di aver trovato giovamento e dopo anni non gli è tornato piu niente beato luo.. vanno in molti e questo dottore dice che serve molto... non mi ha detto che guarisce ma che fa tanto aggiungendo anche uno stile diverso di vita che nel mio caso era troppo stressante..
    cosa ne pensa??

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  54. Mia madre con un carcinoma primario dell'ovaio non in situ ha affiancato alla cura chemioterapica l'uso dell'aloe arborescens e ha avuto benefici nel limitare gli effetti collaterali della medicina. Non ha perso molti capelli, nessun problema allo stomaco, nausea e malessere per poche volte e limitato a qualche giorno dopo l'infusione.

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  55. quindi i dietologhi e i nedico chirurghi che la danno in una dieta ecc sarebbero ciarlatani?? o male informati??

    I dietoloGI?
    Che c'entrano i dietologi e le denunce? Un dietologo se vuole dare una dieta e se questa serve la prescrive. Non capisco quello che vuole dire, mi scusi...

    cosa ne pensa??

    Delle cose che ha elencato, l'80% sono truffe. Che poi qualcuno si senta meglio anche dopo un viaggio a Lourdes non è una scoperta fatta da poco, la mente umana è contortissima.

    ha affiancato alla cura chemioterapica l'uso dell'aloe arborescens e ha avuto benefici nel limitare gli effetti collaterali della medicina.

    Possibile, anche se non è un effetto costante, devo dire che oggi esistono farmaci che limitano di molto gli effetti collaterali della chemio, meno male.

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    1. si ..sul biglietto da visita c é scritto medico chirurgo, omeopatia, iridologia, naturopatia. e mi ha dato quelle cose.. ora sapere che tanto nemmeno questo mi evita la mia prossima recidiva sinceramente a questo punto inutilw farsi progetti futuri tanto non ci faccio niente.

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  56. Un conto è divulgare notizie con solide basi scientifiche e soprattutto dati statistici comprovati un altro è assurgersi a paladino di tutte quelle bufale ( cure miracolose date da preparati alternativi) che circolano in rete o a livello commerciale. Dal tuo articolo non si capisce se alcuni principi dell'aloe siano benefiche o tossiche, se da medico le reputi efficaci o meno. quando si pubblica un articolo citando delle ricerche, dei dati scientifici etc... a fine articolo è buona cosa citare la fonte da cui derivano le proprie considerazioni e il proprio articolo...dato che un medico dovrebbe essere uomo di scienza dovrebbe innanzitutto riportare fonti e dati affinchè chi ti legga possa con i propri occhi avere l'opportunità di consultare le stesse tue fonti. Che i ciarlatani esistono lo sappiamo bene ma credo che solo riportando le fonti di ciò di cui si sta parlando si faccia più chiarezza e luce sull'argomento trattato. La scienza ha il diritto di smascherare il mondo illusorio delle erbe magiche e delle false speranze...ma non è infallibile e affidabile al 100%. Non è così che si contribuisce al progresso del sapere e allo smantellamento dei mondi illusori. Perciò al di là della poca linearità dell'argomento trattato citare le fonti è cosa buona perchè le persone hanno il diritto di documentarsi e solo diffondendo dei dati ci si può realmente documentare e dopo valutare.

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  57. a fine articolo è buona cosa citare la fonte

    Certo.

    dovrebbe innanzitutto riportare fonti

    Beh, sì...

    credo che solo riportando le fonti

    Infatti...

    citare le fonti è cosa buona

    Sì...ora, non so il suo livello di preparazione informatica, ma se legge l'articolo, troverà delle parole che hanno un colore diverso dalle altre. Portando il mouse sopra queste parole, la freccetta del mouse diventerà una manina con l'indice sollevato, in quel punto si può cliccare, ovvero premere. Premendo il tasto sinistro del mouse sopra quelle paroline con il colore diverso, si è indirizzati in altre pagine, ecco, quelle sono le fonti. Le fonti.
    Ne ho contate solo per gli studi scientifici 8 (otto), poi ci sono quelle relative ai documenti ed alle altre affermazioni.

    Le fonti sono fondamentali, ma prima di dire che non ci sono basterebbe leggere.
    Buona consultazione delle fonti.

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  58. a questo punto inutilw farsi progetti futuri tanto non ci faccio niente.

    Sbagliato (secondo me), non esiste vittoria impossibile, ma solo se ci si affida a persone competenti e non a stregoni. Se esistono delle cartucce queste sono in mano alla scienza, non alla magia.

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  59. quale magia? era cmq un medico . Cmq io le terapie le ho fatte e sinceramente la risposta è stata che ho buone possobilita che mi torni e siccome la prossima volta l unica è la radioterapia mi dispiace ma io di riperdere un anno della mua vita e forse la vita quando ormai di nuovo l avevo siatemata..proprio non ci stó. Pazienza ormai la mia vita è rovinata..

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  60. omeopatia, iridologia, naturopatia

    Queste sono pratiche magiche, non medicina, se un medico le usa non sta usando con te la scienza ma la magia. Come ti ho detto, rivolgiti ad un medico o ad un ospedale dove si fa medicina, lascia perdere le sciocchezze e sii ottimista. Rincorrere strane pratiche, oltre a rubarti i soldi ti ruba anche la vita e la speranza.

    In bocca al lupo.

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  61. medici...copiano tutti dalla lavagna...dietro di loro ci sono le case farmaceutiche che con i loro brevetti intosssicano la mente delle persone .....studiate e ricercate ragazzi perchè è dura da digerire questa faccenda..la verità prima o poi arriva e arriverà a galla.... L'aloe non ha bisogno di prove.....anche se lo studio del lissoni ha gia chiuso la bocca a tanti con il camice bianco....inoltre c'è gia qualche biologa che crede senza alcun dubbio sull'azione antitumorale selettiva dell'emodina(antrachinone presente nella resina gialla estratta e assorbita con grappa ). L e cure ci sono e anche troppe è solo la paura di usarle che ci frena..perchè la vita è 1 sola e la diamo in mano a persone che non vogliono e non sono in grado di aprire gli occhi...il punto e che non sentono con il cuore...e su questa pagina abbiamo l'esempio...
    se non deliberi il mio commento...non lasci dubbi su questa realtà che a breve sarà stravolta.
    ci sono peresone competenti ..ma quanti fanno le pecore ?? al posto di negare andate ad indagare...la testa ce l'hanno data gratis...usiamola!!

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  62. L'aloe non ha bisogno di prove

    Ma scusa, se hai scoperto questa grande verità, se sei convinto che l'aloe curi il cancro, se sei convinto che non c'è bisogno di prove, vai in un negozio, compra un bottiglione di aloe e scolatelo alla mia salute. L'aloe è di libera vendita, ci sono tanti furbetti che lo vendono anche su internet, ma quali case farmaceutiche, quali medici che copiano tutti alla lavagna (eh?), apri il portafogli e fatti tuoi, mica miei.
    In bocca al lupo.

    PS: Come vedi ho "deliberato" il tuo commento. La prossima volta evita di scriverlo o finisce dritto nel cestino, grazie.

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  63. Salve,
    complimenti per la mission, condivido pienamente con Lei i suoi obiettivi...

    Però mi permetto di rivolgere qualche domanda.

    Premesso che:
    - il Suo articolo parla di Aloe;
    - cita il libretto di Romano Zago (che a quanto pare parla dell'Aloe arborescens);
    - Lei cita:
    "Sembra comunque che l'effetto antitumorale della sostanza (soprattutto nei confronti dei tumori intestinali) abbia come costante parallela un effetto dannoso (di stimolo del tumore, benigno o maligno) a livello cutaneo ed in altre cellule. Non sono pochi gli esperimenti che hanno sottolineato questo dato.", il link fa riferimento a questo studio: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20932247 , che parla di Aloe vera.

    La prima domanda è questa:
    Aloe vera e arborescens sono la stessa cosa?
    Non mi occupo di botanica, ma possibile che siano 2 specie differenti? (forse si, ovviamente http://it.wikipedia.org/wiki/Aloe_arborescens
    http://it.wikipedia.org/wiki/Aloe_vera)

    Inoltre,
    voleve segnalare questo piccolo studio
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19368145

    Possibile sia l'unico trial clinico?
    Certo, il campione è piccolo... ma sembra dare risultati interessanti.

    Vorrei capirci di più, spero in una sua risposta, data la Sua disponibilità.

    La ringrazio e spero continui a perseguire questo obiettivo.

    Grazie

    (Messaggio rispedito, forse non è arrivato)

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  64. Aloe vera e arborescens sono la stessa cosa?

    No, sono specie diverse, ma i principi attivi che avrebbero proprietà farmacologiche sono presenti in tutti i tipi (anche in altri tipi di piante grasse).

    Possibile sia l'unico trial clinico?
    Certo, il campione è piccolo...


    L'ho citato anche nel post, è interessante, le sostanze comunque sono studiate da tempo (ho citato vari studi) e non in pochi casi, in questo studio è provato l'aloe con "ricetta" del frate (che è citato anche tra gli autori). Personalmente credo ci sia un buon effetto antiossidante ed antiinfiammatorio, abbastanza consolidato, temo invece che non vi sia un effetto antineoplastico diretto, almeno per quello che si legge negli studi.

    Messaggio rispedito, forse non è arrivato

    Arrivato, solo che i commenti nei post più vecchi di 6 mesi vanno in "moderazione" (sono cioè conservati e devono essere approvati da me prima della pubblicazione), questo per evitare di perderli, in questo modo so quando arriva un commento in un vecchio post e posso anche rispondere.

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  65. Gentile dottore,
    purtroppo, in medicina, tutto ciò che non è vendibile, automaticamente non è utile. Non sono un medico, ma basterebbe studiare un po' di storia della medicina come la conosciamo oggi e delle nuove scuole di medicina (farmacologia) degli inizi del novecento per capire come siano entrati nell'ambiente medico e farmacologico le prepotenze di grandi imprenditori dell'epoca e che lo sono ancora oggi non solo in campo farmaceutico. Per il resto, se lei ancora non è arrivato a comprendere come l'omeopatia non sia stregoneria, non si preoccupi, perché gli studi di fisica quantistica stanno per rendere semplice la spiegazione anche a chi non ha gli strumenti per comprendere. Non mi dilungherò oltre, ma consiglio a chiunque di non credere che esista la verità o la cura miracolosa, ma piuttosto una serie di cose che fanno bene ed una serie di cose che fanno male che per fortuna non sono più segrete. E quindi di aiutarsi come meglio è possibile. Per quanto riguarda la chemioterapia. Tolti alcuni tumori, tipo quelli del sangue, nei quali effettivamente possono aiutare alla remissione completa della malattia, non sono più utili della aloe vera, visto il rapporto costo/beneficio. Ed inoltre, mi dica se sbaglio, hanno, tra gli effetti collaterali più comuni, neoplasie secondarie.
    Non si può neanche pretendere di scacciare del tutto il pensiero che, in qualche modo, gli interessi economici delle case farmaceutiche, influenzino a più livelli lo sviluppo di cure più efficaci e meno costose. Infatti i costi delle chemioterapie sono ormai stati pubblicati da molti ospedali oncologici e quando leggiamo che un trattamento completo per un singolo paziente può arrivare a costare ben oltre 200.000 (duecentomila) euro, senza garanzia del risultato, ma con garanzia di effetti collaterali, bhè di certo non possiamo pensare che gli interessi economici siano messi da parte e tutto sia fatto in funzione dell'efficienza e del bene del malato. Non è questo che siamo abituati a vedere nel mondo. Vi consiglio di leggere intanto i documenti ufficiali emanati ed aggiornati continuamente dal WCRF world cancer reseaech found sullo stile di vita ed alimentazione come prevenzione e cura. Documento che i ministeri della salute avrebbero dovuto recepire e che il nostro ministero ha recepito in parte omettendo le più importanti informazioni. Ci sarebbe da scrivere un'enciclopedia in merito. Esorto tutti ad informarsi ed approfondire e non fidarsi mai di quello che dice un singolo medico o persona che sia. Pochi sono i medici che danno importanza all'aggiornamento ed alla ricerca personale continua per via dei ritmi che sono costretti a sostenere in ambito lavorativo. Mi scuso se nello scrivere ho commesso errori. Scritto da cellulare in una sala d'aspetto di un ospedale.

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    1. per capire come siano entrati nell'ambiente medico e farmacologico le prepotenze di grandi imprenditori dell'epoca e che lo sono ancora oggi non solo in campo farmaceutico.

      Tipo Boiron?
      Che poi Boiron è diventato imprenditore vendendo zuccherini, altri vendendo antibiotici. Il primo, in effetti, è stato un genio. :)

      gli studi di fisica quantistica stanno per rendere semplice la spiegazione anche a chi non ha gli strumenti per comprendere.

      O mamma mia, la fisica quantistica. Lei ha gli strumenti per comprendere la fisica quantistica? Non credo o non avrebbe scritto una cosa del genere. Allora la invito (vedrà, sarà illuminante) a parlare con un fisico, chiedendoli cosa ha a che fare la fisica quantistica con l'omeopatia.
      Non sono un fisico ma prevedo il futuro: la risposta sarà NULLA. ;)

      Ed inoltre, mi dica se sbaglio, hanno, tra gli effetti collaterali più comuni, neoplasie secondarie.

      Si sbaglia. L'effetto collaterale più comune è la nausea, seguito dalla caduta dei capelli.

      Esorto tutti ad informarsi ed approfondire

      Sono d'accordo. Aggiungerei, stare attenti alle fonti. La salute è una cosa seria.

      Scritto da cellulare in una sala d'aspetto di un ospedale.

      Sembra una battuta la mia ma non lo è, spero vivamente che abbia semplicemente bisogno di cure omeopatiche.
      Un saluto.

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    2. Salve,

      Tolgo di mezzo un piccolo preambolo su una cosa che mi ha fatto sollevare le sopracciglia fin dall'inizio del suo intervento, poi passerò alla questione di cui vorrei parlare con lei.

      Gentile dottore,
      purtroppo, in medicina, tutto ciò che non è vendibile, automaticamente non è utile


      Ecco, questa è un'affermazione non solo apodittica, ma proprio falsa. Tra le primissime "cure" che moltissimi medici consigliano (scriverei "tutti", ma il mondo non è perfetto) per tantissime patologie e problematiche piccole e grandi ci sono alcune cose per nulla monetizzabili (anzi, che in alcuni casi tolgono introiti alle aziende), come:

      - "Si riposi un paio di giorni"
      - "Beva meno alcolici e meno caffè"
      - "Smetta di fumare"
      - "Faccia una vita meno sedentaria, basta una passeggiata ogni tanto"

      Tutti accorgimenti che, statistiche alla mano, allungano la vita di giorni, mesi, anni. Tutti gratis.

      E con questo ho concluso il preambolo. La questione che mi preme è invece questa:

      Per il resto, se lei ancora non è arrivato a comprendere come l'omeopatia non sia stregoneria, non si preoccupi, perché gli studi di fisica quantistica stanno per rendere semplice la spiegazione anche a chi non ha gli strumenti per comprendere.

      Ecco, visto che io invece gli strumenti per comprendere li ho, mi sa rimandare al meccanismo o all'effetto nel campo della meccanica quantistica (e non "fisica quantistica", mi perdoni la pedanteria ma quando si parla di scienza dettagli anche più piccoli fanno la differenza tra Hiroshima e un petardo bagnato) che spiega, giustifica o fa supporre l'azione terapeutica, o anche solo una qualsiasi reazione biologica, a parte l'inevitabile leggero innalzamento della glicemia, di una dose di granuli omeopatici? Come la si spiega, anche solo a grandi linee, partendo da Schrödinger e compagnia cantante? Come la si misura?

      Poi parliamone, ma almeno partiamo da una base che abbia un senso fisico, non da cenni filosofici.

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    3. Evvai!
      La riscossa dei fisici!
      Non vi siete ancora rotti degli omeofanatici che parlano di "fisica quantistica" per giustificare i loro riti magici?
      :)

      Elimina
  66. Magari potete studiare qualcosa della teoria di Hameroff-Penrose dove nulla è lasciato al caso ed è tutto frutto del pensiero logico-matematico e sperimentale. Così potrete rendervi conto di quante cose già sperimentate e verificate la "medicina" e le grandi menti mediche ignorano completamente nella loro visione. E provate a dire che anche Hameroff e Penrose sono ciarlatani.
    Invece per quanto riguarda gli effetti collaterali dei più comuni Chemioterapici, basta andare sui siti ufficiali dell' AIRC o della AIL. Dove potrete leggere che gli effetti collaterali molto probabili non sono di certo solo inappetenza, dissenteria e caduta dei capelli. Inoltre vi esorto tutti a leggere o chiedere a qualche medico specialista su come viene fatta la statistica e di conseguenza quanto affidabile sia.
    Nessuno è detentore della verità assoluta ma vi esorto ad informarvi perché quello che vi raccontano i medici (farmacologi-prescrittori di farmaci) è molto spesso viziato da grossi interessi economici. E questo non lo si può negare. Sui siti ufficiali di molti ospedali oncologici sono pubblicati i costi dei farmaci chemioterapici. Le cose sono molto più complesse delle banali risposte che possono arrivare da un blog del genere.

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    Risposte
    1. Magari potete studiare qualcosa della teoria di Hameroff-Penrose dove nulla è lasciato al caso ed è tutto frutto del pensiero logico-matematico e sperimentale.

      Primo problema: il modello Orch-OR di Hameroff e Penrose è datato. Non nel semplice senso cronologico, ovviamente (la spinta di Archimede, per citarne una, è stata teorizzata duecento e rotti anni prima di Cristo e funziona benissimo), ma perché si basa su alcune ipotesi di partenza più che legittime all'epoca della sua formulazione ma smentite in seguito (per esempio la presenza di gap junction tra i neuroni e le cellule gliali).

      Secondo e più fondamentale problema: Hameroff-Penrose è un modello che si propone di spiegare l'emergenza della coscienza dall'attività delle cellule cerebrali. Con l'efficacia di un granulo omeopatico non si accosta per niente. È come se mi avesse raccomandato caldamente di studiarmi la teoria del big bang per spiegare la tettonica a placche.

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    2. Così potrete rendervi conto di quante cose già sperimentate e verificate la "medicina" e le grandi menti mediche ignorano completamente nella loro visione

      Pensa un po', ci sono cose come l'omeopatia sono state sperimentate e studiate per 2 secoli e smentite eppure c'è ancora chi le sostiene. Quindi siamo nel campo delle fallacie: il fatto eventuale che la medicina ignori qualcosa non significa che teorie smentite siano invece reali.

      gli effetti collaterali molto probabili non sono di certo solo inappetenza, dissenteria e caduta dei capelli.

      Vero. Questo cosa cambia rispetto alla sua efficacia?

      vi esorto tutti a leggere o chiedere a qualche medico specialista su come viene fatta la statistica e di conseguenza quanto affidabile sia.

      A qualche medico? E perché?
      La statistica la fanno gli statistici, i medici la usano.

      quello che vi raccontano i medici (farmacologi-prescrittori di farmaci) è molto spesso viziato da grossi interessi economici.

      Uun farmacologo non è medico. In ogni caso se quello che raccontano i medici è "molto spesso" viziato da interessi economici, ci fidiamo di quello che raccontano i ciarlatani, che invece di interessi economici non ne hanno, giusto?
      ;)

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  67. Sicuramente lei, che ha gli strumenti, conosce in maniera approfondita il fenomeno dell'ENTANGLEMENT e non solo limitato agli stati di coerenza quantistica mostrati dalle sole particelle elementari, ma come già dimostrato nei recenti esperimenti in biofisica, esteso a sistemi molto più complessi. Ed inoltre già saprà come ben si legaalle ricerche di Gariaev sul trasferimento non locale della informazione genetica da parte dei cromosomi. Una Laurea in fisica non da diritto a smentire ricerca e sperimentazione solo perché non conosciute in maniera aplrofondita.

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    1. Mi scusi il secondo preambolo (sono prolisso, cerco di contenermi quanto posso, ma...). Risponderò per prima all'ultima frase della sua replica, per sgomberare qualche dubbio/confusione di fondo.

      Una Laurea in fisica non da diritto a smentire ricerca e sperimentazione solo perché non conosciute in maniera aplrofondita.

      Temo ci sia stato un fraintendimento, e mi scuso per la mia parte. Non è certo mia intenzione smentire tout court i suoi argomenti, solo conoscerli e parlarne. Lei mi getta lì un accenno alla meccanica quantistica, io la mq un po' la conosco e in quel po' che conosco (che certo è ben lontano dall'essere tutto lo scibile umano) non riesco a trovare un nesso con l'efficacia dell'omeopatia, perciò le chiedo dettagli e approfondimenti.

      Sicuramente lei, che ha gli strumenti, conosce in maniera approfondita il fenomeno dell'ENTANGLEMENT e non solo limitato agli stati di coerenza quantistica mostrati dalle sole particelle elementari, ma come già dimostrato nei recenti esperimenti in biofisica, esteso a sistemi molto più complessi.

      Sì, conosco molto bene l'entanglement quantistico. Mi cita per favore gli esperimenti di biofisica a cui si riferisce? So che la ricerca sugli effetti su "vasta" scala (dove per "vasta" si intendono le molecole vs. semplici fotoni o altre particelle elementari) dell'entanglement è molto attiva e si aggiungono sempre nuovi pezzi, può darsi che io sia rimasto indietro.

      Per quanto arretrate siano le mie conoscenze, in ogni caso, mi serve un meccanismo misurabile per cui si passi dall'entanglement quantistico all'effetto dei preparati omeopatici. Non basta dire "esiste l'entanglement", come non basta dire "esistono i protoni e i neutroni" per fare Bikini.

      Prendiamo un esempio semplice: il Caffeinum.

      Serve un meccanismo che spieghi: (a) come e perché all'inizio della serie di soluzioni lo stato di entanglement dell'acqua risulti "resettato"; (b) come le successive soluzioni e dinamizzazioni causino un entanglement quantistico, e di quali particelle, nell'acqua; (c) perché solo le molecole del soluto (e non, e.g., il vetro del contenitore o le tracce di impurità presenti nell'acqua anche più perfettamente distillata, che alla quinta o sesta soluzione centesimale sono maggioritarie rispetto al soluto) causano questo entanglement; (d) da quali recettori biochemiofisici in quali parti di quali cellule sia riconosciuto questo entanglement delle parti entangled dell'acqua; (e) perché l'entanglement della caffeina causi sonnolenza.

      Ed inoltre già saprà come ben si legaalle ricerche di Gariaev sul trasferimento non locale della informazione genetica da parte dei cromosomi.

      Quelle che lei chiama "ricerche" di Garaiev sono ragionamenti, deduzioni e testimonianze aneddotiche, pubblicate senza peer review, senza una solida base di dati, a suon di libri e domande di brevetto, con dichiarazione di applicazioni terapeutiche già in atto ad amplissimo spettro (prima di qualsiasi sperimentazione) e con vari richiami agli attacchi di poteri forti che vogliono zittirlo, per tacere dell'utilizzo continuo di concetti filosofici che vanno dall'universo olografico alla memoria akashica. Restiamo alla fisica, per favore.

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  68. Nei miei messaggi continuo ad invitare tutti ad informarsi e non fidarsi di semplificazioni. Ci sono specilaisti ed organizzazioni che si occupano di medicina integrata e sono legate direttamente ed indirettamente ad ospedali oncologici in Italia e negli stati uniti. Terapie oncologiche integrate. Attenzione, non escludendo terapie convenzionali ma integrandole con sostanze naturali.
    È chiaro in questo blog che si cerca di smentire piuttosto che informare. Cercate terapie oncologiche integrate

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    1. Nei miei messaggi continuo ad invitare tutti ad informarsi e non fidarsi di semplificazioni.

      Nei suoi messaggi continua a spaziare per ogni dove in una girandola di mutatio controversiae che neanche Denny Crane.

      Lei ha fatto un'affermazione, preferisce non difenderla, per me va bene. Buona vita, si riguardi e, mi raccomando, tenga la mente aperta. In tutte le direzioni.

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  69. Poi del resto l'oggetto della discussione non credo sia l'omeopatia, nominata una sola volta in un messaggio, ma piuttosto come la "medicina" (o farmacologia dato che in questo momento non c'è tanta differenza visto che l'unica cosa che si può fare in medicina attualmente è applicare protocolli), ignori meccanismi esistenti e conosciuti nella propria ricerca che attualmente è sproporzionatamente sbilanciata sul privato e quindi nelle aziende farmaceutiche. Aziende che, come vuole farci credere il dott. Di Grazia, non hanno alcun interesse se non quello di fare del bene a chiunque si sia ammalato, ignorando completamente il costo di certificazione di un farmaco e di conseguenza gli introiti economici che questo deve portare per poter chiudere un bilancio economico positivo a conclusione dell'iter di approvazione. Ma questi sono dettagli che non contano. Gli interessi economici non hanno mai contato nulla :-))

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  70. io assumo aloe vera arborescens da diversi anni ..tutti i giorni ..avevo problemi intestinali risolti orticaria cronica risolta esofagite risolta ..ora..non voglio far polemiche con nessuno ..sicuramente non è un anticancro ..ma è sicuramente meglio di antistaminici ..omeprazolo gaviscon e tutte le porcherie che permettete di vendere nelle farmacie ...un ultima cosa ..per quanto riguarda i malati di cancro ..è sientificamente provato ..che i cibi acidificanti ..sono responsabili ..ma nessun medico e dico nessuno ...consiglia una dieta adeguata ....

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  71. Per quanto riguarda l'Aloe Arborescens,un buon riferimento è di certo lo studio condotto dal Dott. LISSONI (Oncologo e docente) presso l'ospedale S.Gerardo di Monza dal quale si evincono gli effetti, in ogni caso positivi, dell'aloe Aeborescens sui pazienti oncologici. Potete cercare il documento priginale in inglese con il seguente titolo: A Randomized Study of Chemotherapy Versus
    Biochemotherapy with Chemotherapy plus Aloe
    arborescens in Patients with Metastatic Cancer. Sarà un ciarlatano anche lui? Non credo proprio. Bisogna avere la pazienza di informarsi personalmente

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  72. per quanto riguarda i malati di cancro ..è sientificamente provato ..che i cibi acidificanti ..sono responsabili ..ma nessun medico e dico nessuno ...consiglia una dieta adeguata

    E meno male, visto che è una solenne sciocchezza.

    Sarà un ciarlatano anche lui? Non credo proprio. Bisogna avere la pazienza di informarsi personalmente

    Vero. Ma anche quella di capire ciò che si trova. Lissoni non sarà un ciarlatano ma ha sempre promosso cure per i tumori che di scientifico non hanno niente (vedi metodo Di Bella), non bisogna essere per forza ciarlatani per cose del genere, ci sono tante altre spiegazioni.

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    1. Ma su, davvero vuole insinuare che è accettabile solo c'ho che ci propina la medicina ufficiale, cercando di convincerci che non è viziata da interessi economici. Addirittura ignorando studi e ricerche fatte da medici e ricercatori di un certo calibro. Ma ormai non ci credono più neanche i bambini ad i buoni propositi delle case farmaceutiche. Ma lo saprà anche lei, come medico, che gli informatori scientifici iniziano già dalle università a cercare di conquistare la fiducia dei futuri professio isti distribuendo "campionario" e "materiale promozionale" agli studenti e tirocinanti in medicina. Dobbiamo davvero non dubitare degli interessi economici che gravitano intorno ad i malati oncologici ai quali vengono somministrati farmaci chemioterapici che costano dalle poche migliaia a CENTINAIA di migliaia di euro (ricordo che basta ricercare sui siti degli ospedali oncologici per verificare questi numeri).
      Provate ad entrare in una clinica universitaria, guardatevi intorno e leggete uno di quei manifestini presenti in ogni bacheca, notate come ogni convegno, ogni incontro è sponsorizzato unicamente da aziende farmaceutiche.
      La cosa davvero preoccupante è questa, la ricerca è sproporzionatamente sbilanciata sul privato (case farmaceutiche) le quali (non credo ci sia bisogno di dirlo), ricercano li dove possono trarre profitto (giustamente, sono aziende).
      Per quanto riguarda il metodo DiBella, sicuramente, non è la soluzione a tutti i mali (tantomeno lo sono le CHT), che al momento non esiste, ma di certo, ed anche questo è oggettivo e non è un segreto, la "sperimentazione" concessa a DiBella, fu completamente boicottata nei tempi, nei modi e nei risultati. Anche qui basterebbe fare una piccola ricerca sui limiti che furono imposti alla "sperimentazione" per capire.
      Continuo a dire cercate, studiate e fatevi un'idea personale non fidandovi di chi non fa altro che smentire tutto c'ho che non è vendibile a caro prezzo.
      Poniamoci un'altra domanda.
      Come mai ci sono ospedali in Italia nei quali ci sono reparti oncologici dove effettuano immunoterapia? Probabilmente, e dico probabilmente, perché qualcuno ha capito che non si può più ignorare il fatto che il sistema immunitario è così importante nella cura del cancro che non si può continuare ad utilizzare unicamente IMMUNOSOPPRESSORI ovvero chemioterapici?
      Anche in questo caso la tristezza sta nell'inerzia del sistema sanitario. E cosi, se hai la fortuna di capitare nell'ospedale di Siena, tanto per fare un nome, se ne tiene in considerazione. Altrimenti, fa lo stesso :-)) ASSURDO!
      E poi, non c'è più nulla da nascondere. Ripeto, esistono addirittura degli ospedali che effettuano terapia integrata.
      Tutto ciò, premesso che, come ho ripetuto più volte, non ha senso abbandonare le cure convenzionali a favore di qualcosa letto su un blog, ma si possono integrare per migliorare la qualità della vita e diminuire gli effetti collaterali delle attuali terapie, che, mi auguro in un futuro non troppo lontano, vengano classificate come "trattamenti medioevali" a favore di terapie più rispettose dell'essere umano.
      Sul punto "la statistica la fanno gli statistici" sono daccordo, ma i medici inseriscono i dati e considerare un paziente guarito dopo il trattamento solo perché dimesso dall'ospedale, non è corretto. Come non è corretto riconsiderare lo stesso paziente nuovamente guarito dopo un ulteriore dimissione dovuta ad un trattamento per lo stesso problema. E cosi via... se alla fine quello stesso paziente muore per arresto cardiaco dovuto alle pesanti cure (chemioterapiche) e non per il tumore per il quale è in cura, abbiamo 2 guarigioni dal tumore a fronte di una morte per arresto cardiaco (semplificazione che rende l'idea).
      È così tragico che sfiora la comicità!

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    2. Potremmo anche parlare dei protocolli che vengono costruiti sulla statistica.
      I medici sono sempre pipiù legati ad i famosi protocolli, tanto da aver paura di ritorsioni legali per il non averli applicati alla lettera. Per questo mi sono permesso di chiamarli "farmacologi". Non sono più liberi di utilizzare la loro esperienza e studi per avere l'intuizione che può salvarti la vita. L'unica cosa che possono fare è applicare i protocolli.
      Protocolli che per altro hanno un'inerzia nel senso che prima di poter essere cambiati, anche se è stato "scoperto" un metodo più efficace, c'è un lungo iter che a volte richiede mesi o anni. E così se ti ammali in quel momento, devi necessariamente essere curato alla "vecchia maniera" anche se esiste il nuovo metodo più efficace.
      Non si possono ignorare tutti questi meccanismi e fidarsi del primo che capita.

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    3. ci tengo a precisare che ho parlato di Omeopatia solo in un messaggio solo come esempio di qualcosa che viene continuamente boicottata solo perché al momento, a qualcuno non è chiaro il meccanismo di azione, ignorando che a tanta gente ha fatto e fa bene. Perché smentire qualcosa che in qualche modo ha portato dei risultati anche in "doppio cieco" e su animali?

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    4. davvero vuole insinuare che è accettabile solo c'ho che ci propina la medicina ufficiale, cercando di convincerci che non è viziata da interessi economici.

      Dove l'ho scritto? Che non lo tovo più.
      Però è curioso notare come per lei la "medicina ufficiale" avrebbe interessi economici mentre quella "ciarlatanesca" no, fanno tutto per beneficienza. Beata ingenuità...

      Però, vede, nella sua ingenuità, lei sta usando la nota "teoria della montagna di letame". Non sta discutendo un problema, non ha un dubbio, non porta un dato ma fa illazioni su tutto, giudica, si mette sulla cattedra e spara a zero su medicina, medici, studenti, università, congressi, farmaci, informatori...insomma, non sta discutendo sta sfogando una sua rabbia personale (probabilmente motivata da cattiva informazione) infarcita di cattiva informazione ed ignoranza medica di base e per "contestare" un articolo sull'aloe anticancro.
      Ne converrà che non solo è impossibile risponderle seriamente ma che anche il suo intervento è inutile, senza signficato, banale. Per cui, se vuole essere costruttivo (e se vuole far essere anche me costruttivo) mi sa che deve cambiare strada.

      Non sono più liberi di utilizzare la loro esperienza e studi per avere l'intuizione che può salvarti la vita. L'unica cosa che possono fare è applicare i protocolli.

      Vede? Lei, mi scusi, non ha una conoscenza nemmeno superficiale della medicina e dei medici. Succede. Lei sta facendo l'elenco delle bufale che si trovano nei siti da quattro soldi che attirano i creduloni ed ha basato le sue conoscenze su queste infomazioni scadenti (e false), ad esempio:

      i medici inseriscono i dati e considerare un paziente guarito dopo il trattamento solo perché dimesso dall'ospedale, non è corretto. Come non è corretto riconsiderare lo stesso paziente nuovamente guarito dopo un ulteriore dimissione dovuta ad un trattamento per lo stesso problema

      Ahahha! Ma chi le ha detto queste cretinate?
      Lei davvero crede che un paziente dimesso sia considerato "guarito"? E se ha un tumore in fase terminale e poi è dimesso per morire a casa nella sua cartella è scritto "guarito"? Ma ci crede veramente? Lei l'ha mai vista una cartella clinica? Sa cos'è una SDO?
      :)

      Ecco, io penso che uno come lei, magari in buona fede, seriamente intenzionato a capire, poi finisce nei siti dei ciarlatani, non sa distinguere informazioni serie e finisce per credere a tutte le bufale, dalle dimissioni truccate, agli informatori che regalano i viaggi ai medici, alla medicina brutta e cattiva che demolisce i poveri ciarlatani che invece lavorano per la gloria.
      In tre commenti ha elencato una tale marea di boiate che non basterebbero tre mesi per correggerle. L'ignoranza (nel senso di ignorare la realtà) crea questi mostri.

      Facciamo così, invece di scrivere decine di commenti pieni di cretinate che vanno dal senso della vita ai viaggi dei medici corrotti e cattivi, ne scriva UNO alla volta con UN argomento attinente a ciò che trattiamo. Usi DATI (pubblicazioni, report istituzionali, ricerche, studi, NON pagine complottistiche o di ciarlatani) per dimostrare le sue affermazioni e ne discuteremo, ok?

      Sono a disposizione per spiegarle qualcosa di medicina ma, se vuole, anche di ragionamento logico e controllo delle fonti.
      Perché non si può perdere tempo per rispondere ad una tale valanga di gossip internettiano buttato lì, con una superficialità inaudita.

      PS: Non commenti con altro, segua le regole UN argomento, UN commento, DATI, riferimenti attendibili. In caso contrario i suoi commenti non saranno accettati.
      Grazie.

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  73. Gentile dott. Salvo Di Grazia, le rammento solo che tanto suggerisce il prof. Francesco Berrino sull'alimentazione da una cattedra di medicina. Bisognerebbe chiedere a lui se ha sperimentato abbastanza il cavolo, la carota, le verdure a foglia larga, i legumi in una certa proporzione, l'assenza di carni e formaggi, il riso integrale, abbondante.

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    1. le rammento solo che tanto suggerisce il prof. Francesco Berrino sull'alimentazione da una cattedra di medicina.

      Il prof. Berrino è in pensione, non parla più da una cattedra.

      Bisognerebbe chiedere a lui se ha sperimentato abbastanza il cavolo, la carota, le verdure a foglia larga, i legumi in una certa proporzione, l'assenza di carni e formaggi, il riso integrale, abbondante.

      Bene.
      A cosa sta rispondendo? Cosa commenta?
      Perché l'importanza di cavolo, carota, verdure, eccetera la conoscono tutti i medici da decenni. Lei cosa voleva aggiungere?

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  74. "Il prof. Berrino è in pensione, non parla più da una cattedra", lei scrive

    Quindi fra medico in cattedra o ex cattedratico che sostiene l'importanza di certi fattori alimentari, fa differenza se è pensionato o in servizio?

    "Bisognerebbe chiedere a lui se ha sperimentato abbastanza il cavolo, la carota, le verdure a foglia larga, i legumi in una certa proporzione, l'assenza di carni e formaggi, il riso integrale, abbondante", lei scrive.

    Quindi, lei crede o non crede che un certo tipo di alimentazione come quella sostenuta dal prof. Francesco Berrino, cattedratico in pensione, possa essere d'aiuto nella terapia dei tumori?

    "Perché l'importanza di cavolo, carota, verdure, eccetera la conoscono tutti i medici da decenni" lei scrive. E mi viene da chiederle in base a cosa la sostiene, ha sperimentazioni serie da far valere a questa sua affermazione?

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    1. Quindi fra medico in cattedra o ex cattedratico che sostiene l'importanza di certi fattori alimentari, fa differenza se è pensionato o in servizio?

      Sì, mi piace essere preciso (deformazione professionale). Anche io ho insegnato in cattedra (master universitari) ma non mi faccio chiamare professore né dico che parlo da una cattedra. Poi in senso figurato, dire "ex cathedra" (latino: dalla cattedra) è pure un po' dispregiativo, significa più o meno "presuntuosamente".

      Quindi, lei crede o non crede che un certo tipo di alimentazione come quella sostenuta dal prof. Francesco Berrino, cattedratico in pensione, possa essere d'aiuto nella terapia dei tumori?

      In senso lato sì, aiuta a sopportare gli effetti collaterali delle terapie e può anche sostenerne vagamente gli effetti. Non cura i tumori, né l'alimentazione né la carota, aggiungo purtroppo.

      ha sperimentazioni serie da far valere a questa sua affermazione?

      Quale, il fatto che i medici conoscono da decenni l'importanza dell'alimentazione?
      Boh, per esempio questo (1983), sugli effetti cancerogeni delle diete ad alto contenuto di grassi. Oppure questo (del 1991) sui tumori mammari (e diete ad alto contenuto di grassi) o la relazione tra tumori gastrici ed alimentazione (1946)
      O questo: 1992
      e questo del 1983.

      Ne ho scelti alcuni a caso.

      Saluti.

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  75. la pianta se fatta bene cn assoiato alla dieta direi che anke in ntestimonianza dei medici e utile nn ci giriamo intorno

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