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venerdì 8 luglio 2011

L'unguento che brucia

Qualche anno fa raccontai come i nostri avi (nemmeno troppo tempo fa) curavano i tumori. Per loro certe escrescenze carnose dovevano essere distrutte ma non conoscendo i meccanismi di diffusione e di propagazione dei tumori, pensavano che bastasse eliminarli dalla vista per farli scomparire definitivamente. Non c'era altro a quei tempi, così si procedeva in maniera cruenta distruggendo i tumori con il fuoco, con ferri arroventati o con coltelli affilati: non impressioniamoci, i nostri trisavoli non erano fortunati come noi, ci si curava con i mezzi a disposizione e non esisteva neanche l'anestesia.
Se in un'epoca di ignoranza "cancellare" il tumore "arrostendolo" era un procedimento logico e sensato, oggi sappiamo che è invece pericolosissimo. Basta lasciare una cellula neoplastica per far diffondere il tumore dovunque. Non solo: cancellando alla vista la lesione, la successiva cicatrizzazione "nasconde" la crescita tumorale che invece prosegue indisturbata e soprattutto invisibile, sotto ai tessuti ormai ricostituiti (cicatrizzati). E' quello che si tenta di evitare quando oggi asportiamo un tumore: non si asporta solo il tumore ma anche una zona di tessuto sana che gli sta attorno, proprio per assicurarsi di aver asportato tutto, non solo il "visibile". Oggi siamo molto più consapevoli di come si evolve e si espande un tumore e questa è la normale conseguenza. E' tanto importante asportare anche una zona sana attorno al tumore che anche l'esame istologico di un organo o di un tessuto asportato per problemi neoplastici segnala se la lesione è contenuta completamente nel pezzo asportato o se "tocca" i margini o addirittura li supera (in quest'ultimo caso l'asportazione non è stata completa, non è quindi sicura e deve essere ripetuta).
Se oggi un concetto come questo ci sembra "elementare" un tempo non lo era.
Il tempo però non passa per tutti allo stesso modo, c'è chi resta ancorato a metodi medievali e chi pur di imbrogliare il prossimo non esita a rifilargli delle soluzioni idiote e pericolose. Un esempio lo abbiamo "a casa nostra", il "mitico" dottor Simoncini, quello che "cura" i tumori con il bicarbonato, in caso di melanomi e lesioni tumorali della pelle consiglia applicazioni di tintura di iodio: questo, assicura lui, asporta miracolosamente il tumore. C'è chi prova questo metodo "innovativo" ed effettivamente nota che dopo un certo periodo sul punto della lesione continuamente imbevuta di tintura di iodio si forma una cicatrice (si chiama èscara) che poi sempre miracolosamente cade facendo scomparire la pericolosa neoplasia maligna: ma allora è vero! Con la tintura di iodio i tumori scompaiono, Simoncini è un genio!
In realtà non si tratta di genialità ma di un pericoloso inganno.
La tintura di iodio ha proprietà caustiche. Dipende dalla sua concentrazione ma già in piccole quantità è capace di "bruciare" le cellule superficiali della pelle (e quindi l'eventuale lesione neoplastica) creando una specie di "cratere" ricoperto da una cicatrice. Quando la cicatrice "cade" la lesione non c'è più, bruciata, distrutta.
C'è un "piccolo" problema.
L'applicazione di tintura di iodio non può, naturalmente, asportare tutte le cellule maligne, se con un po' di fortuna si potrebbe riuscire a "bruciare" tutte quelle superficiali visibili (perchè scure, formano per esempio il melanoma da "curare") non può fare altrettanto con quelle profonde, quelle che invadono il derma e possono non solo far approfondire la lesione ma anche invadere dei vasi sanguigni e quindi diffondersi a distanza. L'evento è ancora più drammatico e pericoloso in quanto dopo la cicatrizzazione e la scomparsa dei segni superficiali del melanoma, quelli visibili, la pelle sana ricopre tutto e letteralmente nasconde quello che sta succedendo a nostra insaputa "in profondità".
Insomma, questo è il modo migliore di far progredire silenziosamente un cancro senza nemmeno accorgercene.
Ma Simoncini non è originale.
L'idea di "bruciare" superficialmente i tumori, oltre che arcaica, è un cavallo di battaglia di molti alternativi e di cliniche "olistiche". Da noi la moda non è ancora arrivata ma negli Stati Uniti (ed in Sud America) è diffusa, in certe zone rurali è considerato un "metodo della nonna" per curare il cancro tanto da far venire a qualcuno l'idea di commercializzare qualcosa di utile a questo scopo.
Negli USA si usa una sorta di pasta cauterizzante, ustionante, che viene chiamata "unguento nero", (Black Salve).

Il meccanismo è quello: una pasta ustionante che viene passata sopra qualsiasi lesione della cute ed in qualsiasi parte del corpo. In poco tempo l'azione della pasta corrode letteralmente le cellule del derma arrivando fino in profondità e riuscendo ad asportare, almeno per quanto è visibile ad occhio nudo, la lesione incriminata (che spesso è diagnosticata come "maligna" dallo stesso paziente (e qui fioccano le testimonianze di "efficacia").
Accade così quello che ho raccontato prima: tumori che avanzano silenziosamente, che scomparsi dalla superficie invadono gli strati profondi dell'epidermide, persone con veri e propri crateri sul corpo che si definiscono "guariti dal tumore" senza nemmeno avere idea di ciò che hanno combinato.
C'è un altro problema che negli Stati Uniti ha rappresentato per alcuni mesi un'epidemia. Grazie al solito "passaparola" questo metodo "innocuo ed efficace" per curare il cancro si è diffuso in diverse zone del paese. Utilizzato per asportare macchie della pelle, infezioni, tumori realmente maligni e lesioni benigne, sono centinaia le persone che si sono ustionate gravemente. Sono riportati diversi casi di gente sfigurata, con veri e propri "buchi" in viso, sulla fronte, sul naso. Non posso mostrarvi alcune immagini perchè sono piuttosto crude e molto impressionanti ma per capirci vi mostro un'immagine meno "scioccante" di altre:


In questo caso l'unguento nero è stato utilizzato per "distruggere" una macchia della pelle ed ha provocato un'ustione molto profonda. Sottoposto a cure mediche, il protagonista della vicenda si è ripreso in breve. Questo è un caso da nulla se paragonato a ciò che è successo ad altre persone. Alcune donne sono state del tutto sfigurate, due hanno perso completamente il naso ed una le labbra, distrutte per sempre (ed in maniera dolorosa) dalle applicazioni della "crema" cauterizzante. Per i danni provocati questi unguenti sono stati dichiarati fuori legge e non commerciabili negli USA ma in internet è abbastanza semplice procurarsene qualche confezione. Molti siti vendono queste creme con il nome di "Cansema", altri le descrivono come derivati dalla radice di una pianta, la Sanguinaria Canadensis.
Le conseguenze come detto sono spesso drammatiche. Molta gente è convinta che sia possibile in qualsiasi caso il "fai da te" e questo gesto porta spesso a conclusioni davvero impressionanti. Le conseguenze dell'applicazione di sostanze corrosive sulla pelle, sono state descritte e studiate ripetutamente. Una rivista di dermatologia descrive 4 casi finiti male proprio per l'uso di "corrosivi". In due casi delle persone colpite da tumore alla pelle avevano usato uno di questi unguenti per "autocurarsi" un basalioma maligno (un tumore della pelle) che come previsto fu "bruciato" dalla sostanza con la cicatrizzazione completa della pelle. Come detto però, sotto la parte sana le cellule maligne continuarono a proliferare e una biopsia profonda effettuata successivamente svelò che il tumore era progredito. I due pazienti furono sottoposti ad un intervento devastante per eliminare ciò che era rimasto e si era oramai approfondito. Nel quarto paziente si osservò lo sviluppo di metastasi. I casi non sono pochi e tra quelli che arrivarono alla ribalta della cronaca vi è quello di Ruth Conrad, una donna abitante in Idaho. Un naturopata le prescrisse una di queste paste corrosive per eliminare un rigonfiamento nel naso. La donna dopo pochi giorni notò il formarsi di strane striscie che partivano a raggiera dalla lesione che era ormai quasi ustionata e molto dolorante. Chiamò il naturopata che le disse:

...è un buon segno, scommetto che assomiglia ad un granchio, bene, il cancro cos'è se non un granchio?"

...e la incoraggiò ad aumentare le dosi di "Black Salve". La donna dopo poche ore vide letteralmente sciogliersi larga parte delle sue guance e tutto il naso. Le servirono 17 interventi di chirurgia plastica in tre anni per avere un aspetto presentabile. Esistono immagini della donna che però per la loro crudezza è bene non mostrare.

Altri "incidenti" si susseguirono e la FDA pensò bene di proibire non solo la vendita ma anche l'importazione e la fabbricazione di sostanze corrosive per utilizzo "topico". Questo non fermò i venditori di pozioni. Dopo Ruth furono descritti altri casi di orrende lesioni al viso ed al tronco, un paziente fu sfigurato e morì per le infezioni che seguirono. Altre vittime furono Sue Gilliat che per "curare" un fibroadenoma benigno del viso ebbe gravissime lesioni da ustione e Gail Bumpus che ebbe il naso completamente distrutto da una di queste "paste". Anche di queste donne esistono immagini impressionanti.
Un altro caso fu descritto dall'università di Miami: una donna di 42 anni applica la crema (acquistata dalla madre via internet) per un nodulo all'addome. L'ustione provoca una fistola enterocutanea (un "buco" che faceva comunicare la cute dell'addome con l'intestino) ed è stato necessario sottoporla a nutrizione parenterale.
Ma è normale? Nel 2011 siamo ancora a questo? Argomento trattato tante volte, troppe.

Qualcuno potrebbe pensare infatti che un'azione del genere sia troppo stupida (così tanto che persino molte riviste di medicina alternativa la considerano una pratica pericolosa) per rappresentare una "minaccia" per la salute, niente di più sbagliato. Queste assurdità sono accettate e spesso ricercate da molti "naturopati" convinti, sicuramente ignoranti o ingenui e ciò accade anche oggi. Internet come ho detto spesso aiuta la diffusione di pratiche incontrollate e pericolose e sono descritti molti casi di persone rovinate dopo applicazione di queste sostanze comprate proprio tramite la rete.
Anche uno dei guru del complottismo italiano ha "curato" qualche anno fa la propria madre (descrivendo l'evento nel suo sito con tanto orgoglio e soddisfazione) con la tintura di iodio da una lesione della pelle probabilmente benigna ma immaginiamo se per caso fosse stata maligna.
E' proprio vero che l'ignoranza uccide.

Alla prossima.
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Commenti (15)
The Foe-Hammer ha commentato...
Ma cosa cosa contiene questa micidiale pasta ?
Soda o potassa caustica ?
WeWee ha commentato...
Quasi sempre misture di piante con proprietà corrosive, frequente quella che si chiama in inglese Bloodroot, in italiano Sanguinaria canadensis...
Dr. Giuliano Parpaglioni ha commentato...
@The Foe-Hammer: da quello che posso aver capito girando un po' su internet, la sanguinarina è l'alcaloide più importante per questo tipo di reazione e ha un effetto proapoptotico (promuove la morte cellulare) agendo su alcuni segnali molecolari, su quello che è il citoscheletro, ovvero la struttura che dà stabilità, forma e permette il passaggio di molecole da un capo all'altro della cellula (e a volte tra le cellule) e anche andando ad interferire con la pompa sodio/potassio sulla membrana cellulare, inibendone il funzionamento. i meccanismi molecolari di queste reazioni non mi sono chiarissimi (non ci ho studiato sopra più di tanto) ma già da questo posso capire perché abbia questo effetto devastante
max(L) ha commentato...
Toh, guarda caso proprio di recente sul solito sito dell'Alleanza Dell'Ignoranza...
REMOVING MOLE WITH BLOODROOT OILMENTS
..e neanche si tratta di qualcuno che lo ha fatto (piu' di una volta) per la strizza di un melanoma, questa si sbollenta i nei con la sanguinaria per questioni estetiche, va bene che l'antica saggezza popolare suggerisce che per ben apparire e' necessario soffrire, ma io qui francamente ci vedo un serio problema psichiatrico di autolesionismo.
Vogliamo poi parlare di quell'altro sciroccato che lo ha applicato al nonno (o allo zio, non ricordo) e scrive di essere rimasto affascinato da come il corpo espelle cio' che gli e' estraneo (piu' o meno cosi' era scritto e oggi il sito non era visibile per problemi al server) ? Immagino l’opinione del nonno dopo essersi fatto convincere dal nipote che se brucia e ti fa saltare sulla sedia e’, come dicono gli alternativi, buon segno !
So ben io dove gli avrei spalmato l'infernale unguento se fossi stato il nonno per vedere se il corpo gli riconosceva la testa come estranea ...
kurdt ha commentato...
L'ignoranza è la prima causa di morte al mondo, più sei ignorante, più sei in balia del mondo.

Il vero problema è che l'ignoranza impatta anche ad un secondo livello.
Un ignorante può danneggiare anche persone non ignoranti.
frankbat ha commentato...
@kurdt: "Un ignorante può danneggiare anche persone non ignoranti."
Verissimo, e questa e' la parte peggiore di questa tristissima storia!
Grezzo ha commentato...
Passarsi una fiamma ossidrica sulla pelle può avere gli stessi effetti, forse, perché qualche ciarlatano non ci ha ancora pensato? Battutaccia a parte, è incredibile ancora una volta che ciò che pensiamo sia banalmente evitabile, ovvero l'essere preso per il naso per qualcosa che non sta né in cielo né in terra, accada continuamente tutti i giorni...
Simone Marini ha commentato...
Un bel post, come al solito. A livello stilistico, però, ci sono troppe cose "tra virgolette" che ne rendono pesante e stucchevole la lettura. Alcune si possono togliere perché non necessarie, altre possono essere sostituite da una perifrasi, del tipo da "cura" a pretende di curare.
Oh, pacificamente, il blog è tuo e ci fai quello che vuoi, la mia è solo una critica costruttiva.
WeWee ha commentato...
Ciao Simone, hai ragione ma questioni di tempo mi costringono sempre più frequentemente a scrivere senza prestare particolare attenzione allo stile. Non credo (per ora) di avere altre alternative.
Ciao!
masdeca ha commentato...
Conosco due ragazzi che tornando da un viaggio a Malta hanno contratto delle verruche, successivamente rimosse con l'uso di tintura di iodio. Almeno così mi hanno detto loro. Se non sbaglio la verruca, a dispetto di quello che la credenza popolare vorrebbe, non ha "radici", per cui (a parte il fatto che prendere questo tipo di iniziative senza il consulto di un medico è da stupidi) forse non hanno corso grossi rischi e hanno risolto definitavemte, sempre secondo loro, il problema...
Gianni Comoretto ha commentato...
Io sapevo che per le verruche è possibile usare tinture che trovi in farmacia per cauterizzarle. Ho anche usato un preparato a base di acido salicilico. E il vecchio rimedio della nonna a base di melanzane credo usi lo stesso principio. Ovviamente non userei mai questo per un neo, ma per le verruche è sensato?
WeWee ha commentato...
per le verruche è sensato?

Sì, è un metodo "artigianale" ma ha senso. D'altronde anche il rimedio "chirurgico" spesso si basa sulla crioterapia (distruzione della verruca con le bassissime temperature) o sulla diatermocoagulazione (distruzione con il calore), certo più sbrigativi e moderni ma con lo stesso obiettivo. Senza considerare che l'eventuale residuo della lesione in loco non è un grosso problema (al contrario del caso del tumore).
EpSiLoN74 ha commentato...
Ho visto alcuni video di gente che ha usato Black Salve. Ma come è possibile che quando gli va bene i buchi che lascia sta crema si chiudono? Forse li coprono con un pò di trucco?
Nicola ha commentato...
bellissimo articolo di un tuo collega, se vuoi dargli un occhiata http://www.medicitalia.it/minforma/Medicina-legale-e-delle-assicurazioni/957/Le-bufale-mediche-sul-web-alcune-da-omicidio-colposo
WeWee ha commentato...
Ma come è possibile che quando gli va bene i buchi che lascia sta crema si chiudono?

Non è un mistero, tutte le cicatrici si chiudono, il problema è (oltre al rischio di infezione) che se usi la crema per un tumore cutaneo la ferita si chiude e le cellule neoplastiche sono libere di diffondersi in profondità. Altro rischio è quello che l'ustione provocata dalla crema si possa estendere, come ho scritto nel post ho omesso le immagini più crude ma ci sono persone che non hanno più un viso guardabile per aver usato la "pasta corrosiva"...

se vuoi dargli un occhiata

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