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venerdì 24 giugno 2011

OBE: fuori dal corpo

Out of Body Experience, OBE, esperienza fuori dal corpo, è quel fenomeno abbastanza conosciuto che descrive la sensazione di "vedersi dall'esterno", l'impressione di "uscire" dal proprio corpo ed osservarlo come se fosse quello di un altro.
Queste esperienze, relative a stati comatosi poi risolti o a gravi stati di salute che costituiscono pericolo per la vita, possono chiamarsi anche "Near death experiences", cioè esperienze di quasi-morte. Un ulteriore termine che definisce queste sensazioni è "autoscopia", la possibilità cioè di vedere il proprio corpo dall'esterno.

Una definizione precisa di questo fenomeno non esiste, ma qualcuno ci ha provato definendolo come un'esperienza che comprende queste tre caratteristiche:

1) Dislocazione della coscienza all'esterno del proprio corpo.
2) Impressione di osservare l'ambiente da una posizione elevata e da una prospettiva distante ma sempre in prima persona.
3) L'impressione di vedere il proprio corpo da questa prospettiva.

Sono molte le occasioni nelle quali si manifestano questi fenomeni, non si tratta cioè di avvenimenti legati esclusivamente a stati di coma o di grave compromissione cerebrale. Sono conosciute esperienze durante il sonno, in caso di utilizzo di sostanze stupefacenti, procedure anestesiologiche, uso di psicofarmaci, malattie mentali ma in tante occasioni sembra possano avvenire anche con un ottimo stato di salute e senza fattori esterni che possano evocarli.



Sono stati studiati individui che avevano descritto almeno un'esperienza OBE nella loro vita ed in loro è stata trovata una presenza significativa di disturbi del lobo temporale (che è un'area del cervello) e della percezione corporale, come dire che quest'esperienza ha origine organica, deriva cioè da un problema cerebrale di grado diverso. Altre ipotesi hanno chiamato in causa un'alterata connessione fronto-temporale, come un "black out" temporaneo di alcune attività cerebrali. Un esperimento molto interessante è stato quello di studiare se esistessero posizioni particolari o stati mentali precisi che predisponessero a questa esperienza. In uno studio si è visto che la posizione supina e la scarsa attività mentale (pensiamo ad una persona che si rilassa o ad uno stato di pre sonno) rendono più frequenti questi fenomeni. Sono più numerose le esperienze OBE quando si è supini rispetto a quando si è in altre posizioni.




I racconti delle persone che hanno vissuto esperienze OBE sono affascinanti e sorprendenti per vari motivi. Praticamente tutte infatti hanno ricordi simili che descrivono di aver osservato il loro corpo (che essi riconoscevano come tale) in posizione sdraiata, la stessa che avevano realmente al momento dell'esperienza, circondato dall'ambiente realmente presente al momento. Quasi sempre queste persone dicono di aver visto attorno a loro gli individui realmente presenti (quasi sempre medici, infermieri, parenti) che parlavano ed arrivano a ricordare persino le frasi dette. Quest'ultimo particolare non è costante. A volte le frasi riferite sono state realmente pronunciate e descritte con precisione, altre volte si tratta di frasi generiche che non corrispondono per forza a ciò che è stato realmente detto al momento dell'esperienza dalle persone presenti.
Il ricordo di ciò che è avvenuto poi è sorprendentemente simile da un individuo all'altro.
Si ricorda uno stato di piacevole abbandono, di difficoltà a "rientrare nel corpo", di un tunnel e di una luce abbagliante ma non fastidiosa che attira queste persone verso la sua direzione, spesso verso l'alto. Comuni le sensazioni di "galleggiamento", il sentirsi roteare nello spazio e "volare", si chiamano sensazioni di tipo vestibolare.
I ricordi che affiorano nella mente di chi ha vissuto queste esperienze è stato legato a vari fattori. Se sorprende la similitudine tra un racconto ed un altro è anche vero che le reazioni cerebrali ad uno stato di asfissia o ipoossigenazione sono per forza simili poichè i meccanismi che le generano sono simili per tutta la specie umana. Qualcuno ha legato (senza però trovare riscontri scientifici) questi avvenimenti a ricordi "arcaici" del nostro cervello, per esempio ai ricordi ormai sepolti del momento della nascita: il tunnel e la luce sarebbero ciò che è rimasto in un angolo nascosto dei nostri ricordi di quando nascevamo. Questa ipotesi sicuramente romantica ed affascinante non sembra corrispondere al vero. Al momento della nascita non "vediamo" nessun tunnel (anche se il canale da parto ci fa pensare a qualcosa di simile) poichè il feto non "cammina" nè "nuota" attraverso un tunnel ma è letteralmente fasciato dalle pareti muscolari della donna che lo sta partorendo. Anche la luce in fondo è un ricordo "costruito" in questo senso: il nascituro non guarda certo verso l'esterno ma è letteralmente al buio, con gli occhi schiacciati verso i tessuti che lo "fasciano" prima del parto, la luce sarà visibile solo dopo la sua nascita ed in maniera diffusa, non come in fondo ad un tunnel.
Questa ipotesi quindi è stata scartata e si è puntato su ciò che è stato misurato in tutti gli individui che hanno vissuto queste esperienze.
In alcuni contesti è comune la visione di figure religiose, angeli, santi, la madonna o Gesù.
C'è una cosa in comune a tutti loro, la mancanza brevissima o più prolungata di afflusso di sangue e quindi di ossigeno al loro cervello.
L'ipossigenazione fa aumentare il livello di anidride carbonica nel sangue arterioso (la PaCO2 aumenta di 4-6 millimetri di mercurio al minuto in un paziente che non respira) e questo stato induce un'alterazione della coscienza tale che già uno stato iniziale di ipoossigenazione procura un evidente stato confusionale, spesso drammatico. Se l'ipoossigenazione è prolungata si arriva ad un danno cerebrale fino alla morte.
Per questo motivo sembra che le esperienze OBE siano una sorta di stato "preagonico" del nostro cervello. In parole povere, delle allucinazioni. Le esperienze fuori dal corpo assomigliano in maniera evidente alle cosiddette "esperienze di pre morte", nel NDE (Near Death Experiences), anch'esse esperienze "fuori dal corpo" ma legate a stati di compromissione cerebrale come gli stati di coma.

E' interessantissimo notare come le esperienze di premorte siano comuni nei sintomi e nei ricordi in tutte le persone con diminuito apporto di ossigeno al cervello, indipendentemente dalla loro età, dal sesso, dalla fede religiosa e dal tempo impiegato per "risvegliarsi", tutti raccontano gli stessi episodi, tutti hanno lo stesso ricordo e tutti hanno in comune un unico elemento: l'aumento di anidride carbonica nel sangue.
Lo ha notato anche un esperimento effettuato di recente dall'università di Maribor, in Slovenia.
Lo studio di 52 pazienti colpiti da ischemia cardiaca, mostrò come undici di questi provarono esperienze di premorte e tutti ebbero ricordi simili dell'esperienza:
"Abbiamo trovato che in questi pazienti che hanno sperimentato il fenomeno, i livelli di anidride carbonica nel sangue erano più alti rispetto a quelli di coloro che non ebbero alcuna esperienza"
Oltre ai livelli di CO2 sono stati misurati altri valori ed è risultato un comune aumento di potassio ematico più alto negli individui con NDE.
Questo studio conferma le ipotesi già conosciute grazie a simili ricerche effettuate negli anni passati ma non risponde a tutte le domande: perchè non tutti coloro che hanno uno stato di ipercapnia (aumento di CO2 nel sangue) hanno esperienze NDE? In poche parole, queste esperienze sono comuni ma non regolari, chi le vive ha costantemente un alto livello di CO2 nel sangue ma chi ha un alto livello di CO2 non sempre percepisce NDE.

Questa è l'obiezione principale.

Da un lato gli scienziati sottolineano come i ricordi delle NDE siano molto simili a quelli dei pazienti con gravi stati di ipoossigenazione dovuti a malattie come l'insufficienza respiratoria o l'intossicazione da gas, dall'altro stupisce come i ricordi di chi ha vissuto queste esperienze, seppur spiegabili con questo meccanismo, siano troppo "lucidi", simili e coerenti per essere stati provocati durante uno stato di incoscienza.
Un altro particolare che spesso si sottovaluta è che si descrivono gli stati "euforici" o di serenità che vengono vissuti da queste persone (probabilmente perchè rassicuranti, emozionanti) ma quasi mai si tramandano le sensazioni di angoscia e paura, di solitudine o disperazione che vengono riferite con altrettanta regolarità.

Peter Fenwick dell'istituto di psichiatria del Kings College di Londra non comprende infatti come sia possibile conciliare un ricordo così vivido con l'attività cerebrale assolutamente inconsistente che si registra durante gli stati comatosi o di arresto cardiaco mentre Christopher French dell'università di Londra parla di un'evidente prova del fatto che il livello mentale dell'organismo sia assolutamente in un altro piano rispetto a quello fisico, lasciando intendere che questa possa essere una "prova" di una vita "oltre la vita". Altri studiosi hanno notato che in questi casi è sempre presente un danno (sempre correlato al mancato apporto di ossigeno o ad una condizione congenita o acquisita, per esempio un trauma dovuto ad incidente) cerebrale, sempre localizzato nei distretti notati da altri scienziati. Alcuni la chiamano "disintegrazione dello spazio personale ed extrapersonale", dovuto a stimoli esterni (suoni, luci, colori) che vengono interpretati male ed accentuati in maniera distorta proprio per la presenza di quel danno che ho descritto. Prova a favore dell'ipotesi "traumatica" potrebbe essere quella che la maggioranza di queste esperienze si verifica in individui che hanno vissuto momenti di danno cerebrale più o meno gravi o prolungati. Sono comuni i casi di persone che hanno subito un danno cerebrale (anche lieve) e che per anni (anche 30) hanno vissuto continue esperienze OBE.

Sulla possibilità di "visioni spirituali" non è possibile naturalmente dare spiegazioni scientifiche.
Si entra per forza nel campo della fede religiosa che, come si può comprendere, poco ha a che fare con le prove e con gli esperimenti.
Per questo motivo l'ultima ipotesi, quella che descrive queste esperienze come l'avvicinamento alla soglia della "vita oltre la vita" non è certo discutibile e misurabile, specie scientificamente e non la discuteremo qui.
Se l'unico elemento comune in chi ha provato queste esperienze è proprio il livello di ossigenazione del sangue, ognuno resta libero di credere che quella sia la porta dell'aldilà.

Alla prossima.
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Commenti (33)
Morfeo ha commentato...
Sai, esistono tante "prove" di questo.

Tanti amici che dicono di farlo, ai quali ho chiesto una semplice cosa.

Di far scrivere qualcosa da qualcuno su un pezzo di carta poggiato da qualche parte, ed andare a leggerlo via eterea.

Nessun risultato.

Con questo non vado "contro", ma di certo la maggior parte si illude di farlo.

Ma credo che possa esistere come capacità cerebrale non comune, o "poco allenata" la definisco io.

Che rientrebbe con vari danni cerebrali che "aiutano" questa potenzialità inutilizzata.

Ma si deve dimostrare, credere a priori alle cose "paranormali" non ha senso.

Il bello è dimostrare che è Scienza non ancora studiata, e non c'è NULLA di esoterico o metafisico, ma è solo non evoluzione.
mastrocigliegia ha commentato...
Io sarò un maledetto scettico chiusodimente, ma mi sono sempre chiesto cosa significhi vedere il proprio corpo o l'ambiente circostante mentre si svolazza a mezz'aria.
Perché se per vedere si intende ciò che noi "normali" (qualunque cosa significhi) facciamo abitualmente, qualcosa non torna.
Noi vediamo perché la luce è focalizzata sulla retina dove si forma una immagine che il cervello, tramite recettori appropriati, interpreta.
Un "corpo etero" nessuno l'ha mai visto. Se c'è, è invisibile agli occhi normali, quindi non riflette o intercetta la luce che lo attraversa inalterata.
Quindi la sua retina (o quello che ha) sarebbe attraversata dalla luce da tutte le parti, e non potrebbe esserci alcuna immagine. Un po' come una macchina fotografica (di quelle con la pellicola) fatta di materiale trasparente. Non potrebbe mai generare alcuna fotografia ma sarebbe omogeneamente impressionata.

Quindi, ammesso che il "corpo astrale" esista, questo non può vedere, come vediamo noi, la luce; ma qualcos'altro.
E in questo qualcos'altro ci sta anche l'immaginazione.
MaS ha commentato...
E' un argomento molto interessante, comunque la si pensi. Ho letto parecchie cose sulle OBE e sentito varie testimonianze... chi le vive di solito non ha dubbi che si tratti di qualcosa di estremamente vivido e reale. Ma è vero anche quanto dice Morfeo, i tentativi di interagire col mondo reale, anche solo per acquisire una semplice informazione oggettiva, di solito falliscono o portano a risultati controversi. La cosa ha una spiegazione, secondo gli esperti di questioni esoteriche. Queste persone preferiscono chimare le OBE viaggi astrali: secondo loro non si tratterebbe di un viaggio dell'"anima" nel mondo oggettivo di cui facciamo esperienza normalmente da svegli, ma un trasferimento della consapevolezza nel piano astrale. Il piano astrale sarebbe il posto dove inconsapevolmente andiamo ogni notte quando sogniamo. Quello che la consapevolezza vigile che lo visita durante una OBE vede, sarebbe un luogo estremamente concreto dove si riflettono contemporaneamente il piano inferiore materiale e quello ancora superiore, il mentale. Come vedere la superficie di un lago in cui si intravede contemporaneamente il fondo e il riflesso del cielo.
Sono scettico ma trovo la cosa piuttosto affascinante...
Benedetta ha commentato...
@mastrociliegia: io non sono così scettica. Naturalmente riconduco tutte queste sensazioni, che a noi "persone normali" possono sembrare incomprensibili, semplicemente a danni o ad alterazioni cerebrali.
Una volta infatti avevo sentito un Professore di Farmacologia raccontare che le persone che assumono LSD, ad esempio, riescono a VEDERE i SUONI e sentire al TATTO i COLORI, o qualcosa di simile, oltre a provare le stesse esperienze descritte in questo articolo. ;-)
ubik15 ha commentato...
Concordo con mastrocigliegia.
Il modo in cui noi vediamo dipende dall'anatomia dell'occhio e del cervello.
Altri animali vedono diversamente da noi.

Credo che le OBE siano esperienze di carattere onirico, dove ciò che "vediamo" non è il mondo concreto, ma la sua ricostruzione effettuata dal cervello. Nel caso non si tratti di pura invenzione, suppongo che gli stimoli che ci arrivano dagli altri sensi, escludendo la vista, possano indurci a immaginare quello che ci sta accadendo: semplificando, senti il medico chiedere un bisturi all'assistente, ed ecco che immediatamente "vedi" la scena.

Bisognerebbe poi, forse, distinguere tra il "vedere" quello che ci sta accadendo (visioni durante le quali potrebbe esserci una qualche forma di coscienza del mondo esterno) e le visioni di carattere mistico (che possono invece essere totalmente indipendenti dal contesto).

Per le seconde, tempo fa lessi da qualche parte che queste esperienze sono comunque influenzate dalla cultura del soggetto, e dalle sue aspettative sull'aldilà: un ateo, un cristiano, un induista, ecc, ognuno vedrà quello che si aspetta di vedere.
paolo ha commentato...
Ciao. Ho provato alcune volte nella mia vita quest'illusione, ma non ho mai "visto" nulla. Nè il mio corpo dall'alto, nè luci nè tunnel. Avevo l'impressione di galleggiare in un punto più alto del mio corpo, ma non appena ne prendevo coscienza ci cadevo di nuovo dentro. Non so come meglio potrei descrivere la sensazione. Avevo davvero l'impressione di andare verso il basso e ritrovarmi di nuovo presente. Da bambino la cosa mi piaceva e mi faceva paura insieme. Crescendo l'ho trovata (le rarissime volte in cui mi è successa) divertente, anche perché sapevo che era solo una illusione. Mi è sempre capitato stando sdraiato supino, mentre stavo per addormentarmi.
Dovrei fare qualche tipo di controllo?
Dr. Giuliano Parpaglioni ha commentato...
un po' di refusi

Il ricordo di ciò che è avvenuto poi è sorprendente simile da un individuo all'altro.
dovrebbe essere sorprendentemente

la PaCO2 aumenta
dovrebbe essere pCO2

Nead Death Experiences
dovrebbe essere Near

In tutto ciò a me affascina l'idea di credere alla presenza dell'anima, intesa come coscienza e consapevolezza personale separata dall'aspetto fisico (mi piace pensare anche all'esistenza dei fantasmi, per dire). Lungi da me l'idea di cercare scientificamente la dimostrazione dell'esistenza questa cosa, non è scienza e lo so bene, è una fantasia che mi piace cullare.
WeWee ha commentato...
Noi vediamo perché la luce è focalizzata sulla retina

Ma tu ti attieni al meccanismo fisico della vista, eppure possiamo "vedere" anche ad occhi chiusi. Chiediamolo a chi sogna o a chi è non vedente oppure a chi ha provato un OBE (o a chi è sotto effetto di allucinogeni, come ha scritto Benedetta). Sono due esperienze assolutamente differenti che hanno fisiologia differente ma attingono ambedue in aree cerebrali molto simili.

Si tratta di meccanismi molto complicati e sottili, difficilmente misurabili ma esistenti. Non ti è mai successo di ascoltare una canzone che li lega particolarmente ad un luogo o ad una situazione e sentire in maniera netta gli odori o i rumori di quel luogo o quella situazione anche se non sono reali in quel momento (a me capita spessissimo!)?

Beh, è più o meno la stessa cosa, le sensazioni partono dagli organi di senso e vengono elaborate da aree encefaliche precise ma se queste aree le elaborano senza il "filtro" dell'organo di senso, di cosa si tratta?

Non parlo di sciocchezze come "la matrix" tanto di moda in questi anni ma di sensazioni talmente soggettive e sottili che non si possono definire e misurare completamente.
Però esistono...

Se volessimo essere più precisi, anzichè utilizzare il verbo "vedere" dovremmo utilizzare "percepire", questo sì...

Sono scettico ma trovo la cosa piuttosto affascinante...

Idem.
WeWee ha commentato...
Grazie, corretto.

dovrebbe essere pCO2

In quasi tutti gli strumenti di gas analisi trovo PaCO2, dove per "a" si intende arterial (arterioso) che in effetti è ciò che ci interessa. Anche pCO2 comunque, è corretto.
WeWee ha commentato...
Dovrei fare qualche tipo di controllo?

Credo proprio di no, se gli episodi dovessero aumentare nel tempo accompagnandosi ad altri sintomi (neurologici, soprattutto) per sicurezza un controllo sarebbe da consigliare.
paolo ha commentato...
@wee wee: grazie per la risposta, e come al solito rinnovo i complimenti per il blog.
Credo che la cosa sia capitata, a quanto ricordo, una decina di volte nella mia vita (39 anni). Non ci ho mai badato, però avendo letto nell'articolo che può essere un sintomo di qualcosa, ho preferito chiedere.
Grazie ancora e a presto.
Dr. Giuliano Parpaglioni ha commentato...
mi basavo su quel che leggevo sui libri di fisiologia e biochimica :-)
EpSiLoN74 ha commentato...
Su questa sorta di argomenti esistono diversi temi tra cui quello che hai presentato in questo post. Ti risulta anche di persone che in punto di morte e non necessariamente in stato non cosciente vedono attorno a se persone trapassate come amici e parenti? Diverse volte ho sentito, anche direttamente, storie del genere.
Senjin ha commentato...
@Epsilon

Direi che sia un meccanismo psicologico di rassicurazione.

Se OBE e NDE fossero veramente manifestazione di poteri sovrannaturali io dovrei essere green lantern :D
aiacona ha commentato...
A venezia è conservato un dipinto di Hieronimus Bosh che descrive esattamente il fenomeno: http://www.artepoesia.net/arte/hieronymus-bosh-un-artista-esoterico/
AlPa ha commentato...
Per capire se si tratta di un fenomeno indipendente dalla vista fisica, non basterebbe verificare le percezioni di questo tipo in persone cieche dalla nascita?
Sarebbe anche molto interessante verificare se ci sono casi di OBE nei ciechi dalla nascita
WeWee ha commentato...
non basterebbe verificare le percezioni di questo tipo in persone cieche dalla nascita?

Le OBE sono quasi tutte assolutamente indipendenti dalla percezione visiva ed assomigliano tantissimo ai sogni.

Sarebbe anche molto interessante verificare se ci sono casi di OBE nei ciechi dalla nascita

Ci sono, esattamente come i sogni, che per i non vedenti dalla nascita sono normali. Le OBE dei non vedenti sono simili alle altre ma hanno alcune caratteristiche molto più accentuate (le luci, i suoni, le sensazioni tattili).
Essence ha commentato...
Io sto aspettando i risultati di questo studio sulle NDE:

http://www.soton.ac.uk/mediacentre/news/2008/sep/08_165.shtml
OcirnE ha commentato...
@MaS
L'argomento è sicuramente affascinante ma proprio per questo se vogliamo capirci qualcosa, come per tutte le cose, dobbiamo
studiarlo con metodo scientifico. Sicuramente vanno evitate le pseudospiegazioni degli pseudoesperti di pseudodiscipline che
non servono ad altro che a vendere libri e prendere in giro la gente. Locuzioni tipo "esoterico" (e peggio ancora "esperto di
questioni esoteriche"), "piano astrale", "anima" e simili, finché non vengono definite in modo concreto e non ambiguo sono
solo parole e quindi non possono spiegare assolutamente niente anzi, confondono solo le acque.
Interessanti sono gli studi citati da wewee che cercano di riscontrare qualche regolarità e piantare qualche "paletto"
tentando di stabilire qualche relazione tra il piano fisiologico e quello dei racconti delle esperienze vissute.
Il mondo è pieno di gente che si inventa di sana pianta parole e teorie, magari anche con una logica interna, ma senza alcuna
relazione con la realtà.

@wewee
Le OBE dei non vedenti sono simili alle altre ma hanno alcune caratteristiche molto più accentuate (le luci, i suoni, le
sensazioni tattili)


Correggimi se sbaglio ma credo che, intensità di luci e suoni a parte, la differenza sostanziale sia che le loro OBE non contengono
immagini di persone o qualsiasi altro oggetto concreto poiché nel loro cervello tali immagini non esistono proprio. Non credo
che in una OBE il loro cervello possa visualizzare un viso o un lettino da ambulatorio nello stesso modo in cui farebbe un vedente. Sicuramente anche loro hanno imparato ad associare una qualche sensazione alla percezione (magari tattile) di un
volto e credo che in una OBE possano riprodurre solo tali sensazioni.
Patafrulli ha commentato...
Volevo condividere un'esperienza recente:
sono andata trovare una zia in ospedale, che aveva da meno di due giorni subito un intervento all'intestino, non particolarmente lungo ma parliamo di una persona anzianza (quasi 84 anni), e che quindi stava uscendo con calma dal post operatorio, con sintomi fastidiosi ma comuni (nausea, pressione bassa, ecc).
Ecco, mi hanno fatto riflettere alcune sue affermazioni sulla sensazione di "giramento di testa" che avvertiva (avevo da poco letto il post e forse ero pronta a cogliere queste informazioni...).
Diceva: "vedevo proprio le persone e l'armadio girate, e io ero in piedi, e dicevo con l'infermiere "ma mettimi a letto, porca miseria!""
Mi sembra interessante come un malessere fisiologico possa essere interpretato in modo così vivido e come probabilmente la percezione dell'ambiente è dovuta a tanti fattori.
Una persona che fosse stata vicina alla morte avrebbe potuto interpretare una simile sensazione con quella di essere in piedi di fianco agli altri presenti nella stanza, non so...

Comunque l'argomento è complesso e molto affascinante...

Francesca
Essence ha commentato...
Ho qualche minuto e volevo continuare a discutere a proposito dello studio - tuttora in corso - dell'Università di Southampton cui avevo fatto riferimento.

Prendo a prestito un paio di brani da un'intervista dello scorso anno al Dr. Sam Parnia, che conduce la ricerca.

...if you look at the medical literature and the things that people talk about in the media, it’s generally theories rather than anything that’s been substantiated through proper scientific research. For example, one of the things that is more of a perception out there in society is that there’s some sort of so-called scientific explanation of near-death experience. That this is due to lack of oxygen or some other chemical process affecting the brain.

The point I was trying to make is that although this has never been validated, so for example, there are no experiments that demonstrate that a lack of oxygen causes near-death experiences or any other chemical process leads to near-death experience. We have to accept that when people die of course there are chemical changes taking place in the brain and we have not yet discovered what those are that correlate with near-death experience.

However, the point to realize - and this is important - is that if science one day identifies what those chemicals and those processes are, and let’s say it’s Region X of the brain and it involves chemicals Y and Z. How does that tell us whether the near-death experience was real or not? The unfortunate problem is that a lot of people have drawn -in my opinion - the incorrect conclusion that just because you identify a chemical process, that automatically means that the experience is a hallucination. And that’s the point I’m trying to make. It doesn’t.

Because, in fact, every human experience is mediated by the brain, so if that was the correct argument, then we’d have to say that when somebody feels love, just because we can trace a chemical that causes love into the brain, that actually someone’s maternal love towards their 5-year-old is not real. It’s a hallucination. You see?

The point I was trying to make is that yes, we don’t know what those chemical triggers are. One day we may identify them, but that still doesn’t negate the reality of an experience. And reality is actually not timed by any neurological trigger in relation to any experience. So that was the first point I was trying to make.

[continua]
Essence ha commentato...
Il Dr. Pandia accenna anche al problema del reperimento dei fondi e al rischio di giocarsi la carriera:

...one of the things I’ve noticed is that when you talk to some of the public, they have some perception that it should just be done. Things should just be done. Experiments should just be done, not realizing how much effort goes into just one single experiment. You’ve highlighted a little bit of that and we just talked about it.

But more important is that funding is so important. Money is needed. You have to hire a staff; you have to have a budget. And of course funding only comes from organizations that have that ability to provide that, and they’re limited. And they generally will fund medical research that they perceive as being able to help people who are alive. So the one difficulty that you’re trying to tell people you’re studying something that affects people when they die, then they may feel that it’s interesting, it’s fascinating, but there’s no real organization, no real funding body for that.

The second problem has been that to some extent we’re all affected by pressure, peer pressure, and pressure around us. The unfortunate perception out there has been that the study has something to do with religion and philosophy only. And I hope I’ve managed to explain why I don’t think that’s correct. I think it should fall into the realms of science because we are resuscitating people who have died and therefore we have to pay attention to what happens to the mind and consciousness too.

So I think that’s a negative perception on this subject and therefore the combination of these two things is not likely - it’s not like you read a medical journal or the newspaper and people are putting adverts in saying, “Please come. We have this huge amount of funding. We’re waiting for people to claim it.” So who’s going to do the research? People have careers.

So to be honest with you, in all the years that I’ve been doing this - even though I wrote a book and I’ve done numerous media presentations - even to this day I don’t see anyone coming out with real money to try to support this kind of work. So it’s limited. So wish us luck.

[qui c'è l'intervista completa, dal titolo un po' fuorviante:
http://www.skeptiko.com/sam-parnia-claims-near-death-experience-probably-an-illusion/ ]

Il Dr. Pandia fa riferimento anche ad uno studio uscito su Lancet nel 2001 del Dr. Pim van Lommel; sarebbe interessante approfondire.
WeWee ha commentato...
there are no experiments that demonstrate that a lack of oxygen causes near-death experiences or any other chemical process leads to near-death experience.

Mah, gli esperimenti li ho riportati nell'articolo, non possono essere conclusivi di qualcosa con certezza, me ne rendo conto, ma forniscono dei dati interessanti. Lo stato di ipossia che accompagna praticamente tutte le esperienze di "pre morte" è un fatto, poi possiamo interpretarlo in svariate maniere. Naturalmente se per interpretare questi dati utilizziamo le nostre credenze religiose il lavoro sarà molto più complicato.

But more important is that funding is so important.

Questo vale per qualsiasi tipo di ricerca ed è un problema attuale, è anche vero che gli studi sulle NDE sono visti con un po' di sospetto dalla comunità scientifica forse perchè per troppo tempo paragonati ad esperienze paranormali o perchè percepiti dalla società come argomenti più "mistici" che scientifici...io ripeto, li trovo molto interessanti.

le loro OBE non contengono immagini di persone o qualsiasi altro oggetto concreto poiché nel loro cervello tali immagini non esistono proprio

Non solo le OBE dei non vedenti contengono luci, immagini e volti ma in generale un non vedente (dalla nascita), "vede" volti, luci ed immagini.
E sono molto più corrispondenti alla realtà di quanto si creda, sono i vedenti che non possono concepire di "vedere" senza...vedere...

@ Epsilon74:

Ti risulta anche di persone che in punto di morte e non necessariamente in stato non cosciente vedono attorno a se persone trapassate come amici e parenti?

Sì, anche esperienze personali. E' molto difficile distinguere un'allucinazione da ipossia preagonica da qualcos'altro, ma succede. Ufficialmente è un'allucinazione e le spiegazioni sono le stesse delle OBE e delle NDE.
Essence ha commentato...
Ho reperito lo studio di Van Lommel su Lancet del 2001. Si conclude così:

Several theories have been proposed to explain NDE. We did not show that psychological, neurophysiological, or physiological factors caused these experiences after cardiac arrest. Sabom mentions a young American woman who had complications during brain surgery for a cerebral aneurysm. The EEG of her cortex and brainstem had become totally flat. After the operation, which was eventually successful, this patient proved to have had a very deep NDE, including an out-of-body experience, with subsequently verified observations during the period of the flat EEG.

And yet, neurophysiological processes must play some part in NDE. Similar experiences can be induced through electrical stimulation of the temporal lobe (and hence of the hippocampus) during neurosurgery for epilepsy, with high carbon dioxide levels (hypercarbia), and in decreased cerebral perfusion resulting in local cerebral hypoxia as in rapid acceleration during training of fighter pilots, or as in hyperventilation followed by valsalva manoeuvre. Ketamine-induced experiences resulting from blockage of the NMDA receptor, and the role of endorphin, serotonin, and enkephalin have also been mentioned, as have near-death-like experiences after the use of LSD, psilocarpine, and mescaline. These induced experiences can consist of unconsciousness, out-of-body experiences, and perception of light or flashes of recollection from the past. These recollections, however, consist of fragmented and random memories unlike the panoramic life-review that can occur in NDE. Further, transformational processes with changing life-insight and disappearance of fear of death are rarely reported after induced experiences.

Thus, induced experiences are not identical to NDE, and so, besides age, an unknown mechanism causes NDE by stimulation of neurophysiological and neurohumoral processes at a subcellular level in the brain in only a few cases during a critical situation such as clinical death. These processes might also determine whether the experience reaches consciousness and can be recollected.

Thus, induced experiences are not identical to NDE, and so, besides age, an unknown mechanism causes NDE by stimulation of neurophysiological and neurohumoral processes at a subcellular level in the brain in only a few cases during a critical situation such as clinical death. These processes might also determine whether the experience reaches consciousness and can be recollected.

With lack of evidence for any other theories for NDE, the thus far assumed, but never proven, concept that consciousness and memories are localised in the brain should be discussed. How could a clear consciousness outside one's body be experienced at the moment that the brain no longer functions during a period of clinical death with flat EEG? Also, in cardiac arrest the EEG usually becomes flat in most cases within about 10 s from onset of syncope. Furthermore, blind people have described veridical perception during out-of-body experiences at the time of this experience. NDE pushes at the limits of medical ideas about the range of human consciousness and the mind-brain relation.

Another theory holds that NDE might be a changing state of consciousness (transcendence), in which identity, cognition, and emotion function independently from the unconscious body, but retain the possibility of non-sensory perception.

Research should be concentrated on the effort to explain scientifically the occurrence and content of NDE. Research should be focused on certain specific elements of NDE, such as out-of-body experiences and other verifiable aspects. Finally, the theory and background of transcendence should be included as a part of an explanatory framework for these experiences.

http://www.lancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(01)07100-8/abstract
OcirnE ha commentato...
@wewee
in generale un non vedente (dalla nascita), "vede" volti, luci ed immagini.
E sono molto più corrispondenti alla realtà di quanto si creda,


Non lo metto in dubbio. Ma quello che intendevo dire è un'altra cosa è cioè che nella OBE di un non vedente dalla nascita (così come in quella di chiunque altro del resto) non possono esserci più informazioni di quelle già presenti nel cervello. Qualunque sia la forma in cui un non vedente dalla nascita "vede" un volto, in una OBE non potrà che esserci quella stessa forma. Spero di essere riuscito a spiegarmi :-)
dani1967 ha commentato...
E' interessante come questo fenomeno, al limite tra scienza e filosofia, sia stato molto sfruttato nel cinema e nella letteratura.
Solo di recente ho letto un giallo di un autore islandese, Arnaldur Indridason, Un caso archiviato, che sfruttava questo fenomeno per costruire la sua storia.
A proposito di verifiche scientifiche, fare degli esperimenti non è un po' pericoloso ?
WeWee ha commentato...
A proposito di verifiche scientifiche, fare degli esperimenti non è un po' pericoloso ?

A cosa ti riferisci? Gli esperimenti in questo campo non sono particolarmente invasivi, anzi, sfruttano i risultati che già si ottengono con i normali esami di routine ed a volte alcuni esami effettuati dopo l'episodio, quando il paziente è in buona salute.
dani1967 ha commentato...
Era più una battuta che altro. Nelle opere di fantasia si cerca sempre di protare qualcuno alla morte per poi rianimarlo ...
OcirnE ha commentato...
WeWee è un preveggente?

Stasera Top Secret di Brachino parlava, tra l'altro, di OBE. Dai...confessa...ti sei fatto una OBE per sbirciare nei palinsesti... :-)
martinobri ha commentato...
in generale un non vedente (dalla nascita), "vede" volti, luci ed immagini.
E sono molto più corrispondenti alla realtà di quanto si creda,


Estremamente interessante.
C'è qualche link (in italiano, se possibile) per saperne di più?
WeWee ha commentato...
C'è qualche link

In italiano non ho letto nulla di interessante (qualcosa ci sarà ma ho cercato poco), in inglese c'è tanto ma è un po' complicato, le mie fonti sono la letteratura scientifica e non è sempre semplice da capire. Vedrò di poter trovare qualcosa di "comprensibile"...

Si tratta comunque di un argomento davvero affascinante ed interessante. Si è visto ad esempio che la mancanza dello stimolo visivo nei non vedenti porta ad atrofia di varie strutture cerebrali, anche di quelle che con la visione non sembrano avere legame, questo lascia immaginare che nell'architettura della visione noi non ci limitiamo a "vedere" ma anche a costruire un'immagine e questo avviene dal primo momento di vita.

Si ritiene dunque che il risultato della visione si crei in varie regioni del cervello che poi restituiscono il risultato finale. Nei non vedenti le varie regioni cerebrali stimolate dalla "visione" di oggetti vari sono le stesse dei vedenti. Il non vedente quindi "costruisce" un'immagine a partire da tutti gli stimoli che riceve (quindi tattili, sonori, olfattori, ma non visivi) e raggiunge una visualizzazione. I vedenti invece hanno coscienza dell'immagine che vedono ma anche loro hanno bisogno di tutta una serie di stimoli (gli stessi di prima) per ricostruire esattamente cosa stanno vedendo.

Sappi anche che è dimostrato che guardare un viso (per un vedente) e toccarlo (per un cieco) stimola le stesse identiche regioni del cervello e le fa comportare allo stesso modo, così come sono identici pure gli stimoli che arrivano ad un vedente che vede un oggetto in movimento e ne sente il rumore (ad esempio un'automobile) e quelli che arrivano ad un non vedente davanti allo stesso oggetto in movimento.

Altra cosa interessante: la zona del cervello che "elabora" gli stimoli visuali, si sviluppa allo stesso modo nei vedenti come nei non vedenti ma se un non vedente non "vede" attraverso gli altri sensi il mondo che lo circonda, questa zona del cervello non si svilupperà correttamente (si svilupperà di meno).

Davvero soprendente (per i vedenti soprattutto, che non possono concepirlo). Tutto ciò vale anche per chi non vede dalla nascita.
martinobri ha commentato...
Grazie
Divilinux ha commentato...
Soffro anche io di questo "disturbo" da quando mi sono risvegliato (male) da una anestesia totale circa 20 anni fa. Ogni tanto mi capita di sentire queste "vibrazioni" e di "paralizzarmi" cercando affannosamente di risvegliarmi a causa della paura di cadere "nel vuoto". Ultimamente mi sono reso conto che mi basta accendere la radio (può essere una canzone qualsiasi o un discorso) oppure usare gli auricolari per ascoltare musica ed in questo modo riesco a dormire tranquillo senza la paura delle "paralisi"

Certo, ora che ho letto delle lesioni cerebrali mi è venuto il magone.
:-)

Anni fa ho letto su Focus un'articolo a riguardo dove si diceva che le esperienze di OBE sarebbero in realtà "un ricordo" del risveglio dall'anestesia totale. Ora apprendo che i meccanismi sono vari e ben più complessi.

ps. non ho mai avuto esperienze di "viaggi astrali" o "uscite dal corpo" ma "semplici" sogni ipnagogici. Nel dubbio metterò una carta da gioco sul tavolino per capire se è reale oppure no...
:-)
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