lunedì 2 maggio 2011

Alimentazione: il digiuno

Quanti miti e leggende legati all'alimentazione conosciamo?
In un'epoca nella quale siamo "maleducati" anche per come mangiamo serve sempre un consiglio o una guida che ci illustrino cosa è bene fare e cosa bisogna evitare.
Tra diete inutili, leggende metropolitane e vere e proprie truffe commerciali, un articolo sul digiuno preparato dal biologo e nutrizionista dott. Giuliano Parpaglioni, già collaboratore di questo sito dagli inizi e che ha anche un suo blog che discute proprio di problematiche legate all'alimentazione.
In molti siti "naturopatici" o a tendenza alternativa si legge spesso delle proprietà fantastiche e guaritrici del digiuno. E' vero? Cosa si rischia a digiunare?
E possibile farlo?
Nei commenti i vostri dubbi.
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Nell'ambito della nutrizione esistono decine di “mode” e usanze, alcune suggerite dagli stessi professionisti ai propri pazienti, altre invece diffuse tramite il semplice passaparola, lasciando che ogni persona si regoli da sé. Molti di questi approcci hanno una loro ragione d'essere scientifica, ad esempio è indubbio che una dieta vegana, per quanto ristretta e limitata, sia comunque compatibile con una buona salute fisica in ogni occasione a patto che sia ben equilibrata. Altri comportamenti alimentari, invece, non possono dirsi salutari, nonostante il numero di persone che li seguono.

Il digiuno è una condizione volontaria o forzata di assenza di alimentazione, e ne esistono vari gradi: c'è chi si alimenta di sola frutta, chi beve solo acqua, chi lo fa per un giorno alla settimana, chi lo protrae per più settimane. I fautori di questo modo di “alimentarsi” (metto le virgolette perché è ovvio che il digiunare non è propriamente un modo per alimentarsi...) ci dicono che il digiuno è terapeutico, che ci libera dal grasso in eccesso e che ci fa vivere più serenamente la giornata, abbassando i livelli di stress. Tutto assolutamente vero!

Durante il digiuno (inteso come assumere solo acqua) il nostro corpo passa varie fasi per adattarsi alla situazione: prima utilizza le riserve di zuccheri (il glicogeno) presenti nei muscoli e nel fegato, successivamente all'esaurimento di queste riserve si vede costretto a sintetizzare da sé lo zucchero necessario alla sopravvivenza (un processo chiamato gluconeogenesi), i mattoni per la sintesi dello zucchero sono le proteine, ovvero la struttura portante dei muscoli corporei. Allo stesso tempo però il corpo attua una grandiosa risposta, evolutivamente molto importante in quanto ci ha permesso di superare periodi di grande carestia, che permette l'utilizzo dei grassi come fonte principale di energia, tanto che col passare del tempo e dopo parecchi giorni di digiuno lo stesso cervello può lavorare “alimentato a grassi” più che a zuccheri. Tutto questo è possibile perché il cervello è capace, in condizioni di carenza, di utilizzare come fonte di energia quelli che vengono chiamati corpi chetonici, che sono il risultato dell'utilizzo dei grassi per funzioni energetiche. Quindi, riassumendo: dopo vari giorni di digiuno il nostro corpo si alimenta dei grassi che ha accumulato, non ha più bisogno di un gran quantitativo di zuccheri e quindi la massiva perdita di muscoli che c'è nei primi giorni piano piano rallenta, anche se non si arresta mai.



A livello di analisi del sangue è possibile poi avere una condizione quasi normale, come spesso succede per i soggetti anoressici che hanno in apparenza poche carenze ematiche. Altro effetto positivo è che perdendo massa grassa si abbassano sicuramente gli indici importanti per il rischio cardiovascolare come i trigliceridi o il colesterolo cattivo. Tutto questo è molto bello e su questo si basa il successo del digiuno. C'è chi arriva a dire che il sistema immunitario ne esce rafforzato! Inoltre è possibile che ci siano effetti positivi per il trattamento di alcune condizioni patologiche come il Parkinson o che si riveli un utile strumento per abbassare il rischio di malattie cardiovascolari. C'è però il rovescio della medaglia.

Cominciamo dalla fine: le analisi possono anche apparire normali, ma in realtà c'è una carenza subclinica di molti nutrienti (primi fra tutti i minerali e le vitamine): dopo periodi molto lunghi di malnutrizione (pensiamo ad esempio ad un'anoressica) la rialimentazione deve avvenire in maniera molto graduale, perché se si dà una dieta completa, anche leggera, ad un soggetto così stressato si rischia di farlo stare davvero male, a volte. Succede che in condizioni di malnutrizione il nostro corpo abbassi tutti i suoi fabbisogni e che quindi, pur avendo circolanti nel sangue delle quantità di nutrienti apparentemente normali, nelle cellule questi stessi nutrienti siano estremamente carenti. Rialimentare una persona che per molto tempo non ha mangiato vuol dire sconvolgere il suo metabolismo ridandogli quello che fino a quel momento non aveva, a quel punto le cellule divorano i nutrienti e causano scompensi nei minerali e nelle vitamine circolanti, che possono risolversi anche con una crisi cardiaca: è la cosiddetta sindrome da rialimentazione. Quindi particolare attenzione al modo in cui si esce dal digiuno, soprattutto prolungato: ricominciare a mangiare normalmente troppo velocemente potrebbe essere paragonabile all'uscire velocemente dall'acqua dopo un'immersione subacquea in profondità.

Inoltre la perdita di massa muscolare è sempre presente. E' vero che è molto accentuata all'inizio e limitata nel lungo periodo, ma è anche vero che è limitata, non assente: il nostro corpo non può vivere senza carboidrati, almeno in quantità minima, ed è quindi costretto a sintetizzarli. L'unico modo che ha per sintetizzarli è quello di distruggere le proteine (i muscoli) e trasformarle in zuccheri, perché dai grassi non si ricavano zuccheri, mai. Prolungare per parecchie settimane il digiuno vuol dire perdere parecchia massa muscolare, fare un digiuno di 24 ore vuol dire perdere abbastanza massa muscolare da rischiare un infortunio in caso di attività fisica.

Infine ci tengo a dire che sì, si perde massa grassa, ma la mancanza di alimentazione porta ad abbassare la quantità di energia spessa in tutto quello che non è indispensabile. Cosa è indispensabile? Il funzionamento del cervello e del cuore prima di tutto. Il resto è importante, ma senza un rene si vive, senza la milza si vive, si possono asportare parecchi metri di intestino e continuare a sopravvivere, si possono togliere i due terzi del fegato e questo si riforma, ma non si può stare senza cervello e cuore. Questo vuol dire che anche il sistema immunitario ne risente e, indeboliti dalla mancanza di alimentazione, siamo sicuramente più vulnerabili alle infezioni, altro che rafforzarci. Il sistema immunitario è formato da numerosi tipi di cellule, molecole e tessuti: se parlate con un immunologo è probabile che vi dica che anche la pelle, essendo una barriera contro gli agenti esterni, è parte di esso. Tra queste cellule ci sono anche i batteri dell'intestino che escono da un periodo di digiuno sicuramente diminuiti di numero, quindi incapaci di sostenere la nostra buona salute (sono loro che impediscono, spesso, la comparsa di sindromi intestinali poco simpatiche). Ovviamente anche le vere e proprie cellule del sistema immunitario, i globuli bianchi, possono risentire della mancanza di alimentazione, sia come numero che come capacità di produrre molecole immunitarie.

In conclusione, se dovete seguire una dieta particolare o se volete digiunare, parlatene col vostro medico o nutrizionista, perché può essere d'aiuto sia nel seguire il regime scelto (ovviamente la scelta di seguirvi è a discrezione del professionista) sia per trovare alternative, o comunque elencarvi le possibili implicazioni negative.

62 commenti:

  1. Ti dirò, Wee-wee, che ho sperimentato il digiuno tutto da solo, senza dirlo a nessun medico. E' interessante - all'inizio hai un po' fame; poi ti passa. Ti senti in piena forma, se possibile più lucido e più allerta del normale. L'ho fatto una volta la settimana per alcuni mesi; uno o due giorni al massimo. Il risultato è stato - fra le altre cose - un nettissimo abbassamento della pressione arteriosa (soffro di leggera ipertensione). Questa cosa me la aspettavo, dato che è confermata dai dati della letteratura scientifica. Quindi, questa ha funzionato ma speravo anche che il digiuno mi facesse passare l'emicrania. Quella si è rivelata più cocciuta dell'ipertensione. Negli ultimi mesi ho smesso di digiunare, ma penso che ricomincerò - mi è parsa una buona cosa.

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  2. insomma, un post che fa presa e che colpisce...

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  3. @Giuliano Parpaglioni:la cosiddetta sindrome da rialimentazione
    Senza contare gli effetti dei batteri patogeni introdotti in seguito alla ripresa dell'alimentazione.
    Come hai giustamente detto, "i batteri dell'intestino [...] escono da un periodo di digiuno sicuramente diminuiti di numero" e lasciano il posto allo sviluppo di batteri patogeni.
    Ne è un esempio l'enterite necrotizzante, causata da C.perfringens, osservata in soggetti denutriti in seguito ad alimentazione con carni poco cotte.
    Un altro esempio è il botulismo (causato da C.botulinum) nei neonati a cui è stato somministrato il miele.
    In entrambi i casi sembra che questi batteri, grazie alla poco sviluppata flora batterica intestinale, riescano a trovare una nicchia dove possono proliferare producendo tossine.

    @:Ovviamente anche le vere e proprie cellule del sistema immunitario, i globuli bianchi, possono risentire della mancanza di alimentazione, sia come numero che come capacità di produrre molecole immunitarie.
    Gli anticorpi sono proteine. Le proteine necessitano di aminoacidi per essere sintetizzate. Anche le cellule del sistema immunitario necessitano di sintetizzare nuove proteine per poter proliferare.
    Questo spiega la debolezza muscolare dopo periodi prolungati di febbre: le proteine dei muscoli vengono degradate per rendere disponibili aminoacidi che verranno utilizzati dal sistema immunitario.

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  4. Recentemente è morto all'età di 114 l'uomo più vecchio d'america. Riteneva che la sua longevità era dovuto al fatto che ad un certo punto della sua vita aveva iniziato a nutrirsi con soli due pasti leggeri al giorno. Quanto c'è di vero in tutto questo? Se questa affermazione ha un senso dal tuo punto di vista esiste una età a partire dalla quale dovremmo iniziare a nutrirci di meno e magari anche meglio?

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  5. Parecchi anni fa ho letto da qualche parte un pistolotto pseudo scientifico sul "digiuno terapeutico". pratica utile a mantenere una buona salute e a far sparire i tumori.
    La spiegazione pseudo scientifica era più o meno questa: siccome il nostro corpo è alla disperata ricerca di energia, si mette a bruciare i grassi e, già che c'è, anche i tumori, percepiti come corpi estranei [sic!]
    Al tempo mi era sembrata una mostruosa vaccata, dopo aver letto questo post mi sa che è una di quelle vaccate pericolose!

    Sul mangiare di meno per star meglio non posso che essere d'accordo... se solo ci riuscissi!

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  6. Seguo da qualche mese il tuo blog e devo complimentarmi per gli articoli e per la semplicità in cui vengono esposti.

    A proposito di digiuno vorrei segnalare questo:
    UOMO CHE NON MANGIA E NON BEVE DA 70 ANNI
    http://www.youtube.com/watch?v=yJNrWemirCU

    Già il titolo la dice lunga, e ovviamente chi può
    se non il nostro voyager occuparsi di queste boiate..???

    Lo so medbunker che chiederti di darci un parere medico su questa faccenda è farti sprecare totalmente il tuo tempo.:
    Ma se proprio non sai cosa fare e vuoi deliziarci con 4 righe scrivendo cosa ne pensi io non mi offendo. :D

    Solo voyager può deliziarci con queste chicche.

    Un saluto

    antiteista83

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  7. Giuliano, tanto tempo fa lessi un articolo su un media generalista riguardo uno studio su topi, alcuni sottoposti a digiuno a giorni alterni, altri sottoposti ad alimentazione regolare. Il risultato era che i topolini digiunatori vivevano un po' di più. Ne hai memoria anche tu?

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  8. @EpSiLoN74: esistono prove (fonte: Majno, Joris - Cellule, tessuti e malattia, casa ed. Ambrosiana, prima ed. pag 53) che l'iponutrizione allunghi anche del 50% la vita. Ovviamente si parla di iponutrizione, non di malnutrizione. Inoltre andando avanti con l'età i bisogni si abbassano, il metabolismo rallenta, ad una persona di 100 anni farei MOLTA fatica ad assegnare 5 pasti al giorno, direi che due o tre, compatibilmente con la sua salute, potrebbero essere una buona soluzione (anche se preferirei almeno tre, magari più piccoli).
    Per quanto riguarda l'età non so darti una risposta esatta, devi sapere tu, in armonia col tuo corpo, se stai mangiando troppo o il giusto rispetto a quello che ti serve (oppure devi rivolgerti ad un professionista che valuti la tua situazione)

    @ortnec: la mamma dei cretini...

    @Mario: non ho visto il video, credo sia lo stesso che vidi mesi fa e Paolo Attivissimo fece una debunkata

    @theDRaKKaR the bloody homeopath: no, conosco studi sulla restrizione calorica (vedi @EpSiLoN74) ma non quello specifico sul digiuno. Ora, questa cosa è molto combattuta, il pericolo più grande non è nel digiunare 24 o 48 ore (a meno di fare sport, in quel caso c'è il rischio di infortuni) e farlo ogni tanto, una volta al mese o giù di lì, quanto quello di prolungare per una settimana o più la cosa convinti che sia una cosa buona, che faccia bene. Siccome esistono persone che lo fanno, è meglio dare le giuste informazioni sul digiuno, che NON è una cosa senza rischi.

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  9. mah, a me quando capita di non pranzare, sono irascibile per almeno 3 ore. poi mi passa. magari non c'entra però sarebbe anche da capire che processi il digiuno genera nel cervello come emotività, ricerca di cibo ecc...

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  10. siete al corrente di http://www.digiuno.it/? che cosa ne pensate?

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  11. Attenzione, ragazzi. Digiunare non vuol dire saltare un pasto o mangiare di meno. Vuol dire stare al minimo 24 ore (meglio 48) bevendo soltanto acqua in abbondanza.

    Come spiega Wee-Wee, questo vuol dire cambiare il meccanismo metabolico del corpo e andare in quella fase che viene detta "ketosi", ovvero alimentare le funzioni corporee usando i grassi invece che i carboidrati. E' una sensazione curiosa, è come quando passi da benzina a metano con la Panda bi-fuel. Funziona lo stesso, ma è una sensazione diversa. E, devo dire, funziona benissimo.

    Come accenna Wee-Wee, esistono dati di letteratura che dicono che il digiuno ha effetti positivi sul sistema cardio-vascolare. Nel mio caso, mi ha effettivamente abbassato la pressione arteriosa. Questo ha a che fare con il metabolismo dell'insulina. Quella che si chiama "resistenza insulinica" è una delle cause (credo principali) dell'ipertensione. Quando sei a digiuno, non hai proprio insulina in circolo e questo riduce il problema.

    Tuttavia, bisogna starci attenti - specialmente se uno prolunga la cosa si potrebbe trovare in condizioni di malnutrizione e fare danni alla flora batterica. Io non ho mai fatto più di 48 ore di digiuno - quindi non so dire su questo punto.

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  12. @Benny-Lava: quella è ipoglicemia e scompare col tempo. Il digiuno più prolungato porta ad un senso di euforia, benessere, portati dai corpi chetonici.

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  13. @Ugo Bardi: ehm... l'avrei scritto io il post... confermo: davvero un successo :-D
    In ogni caso esistono diete che mimicano il digiuno, non prive di rischi ma sicuramente più salutari di questa pratica, prova a parlarne con il medico con un nutrizionista, potrebbe indirizzarti verso altre scoperte

    @mbigatti: ovviamente non mi piace :-)

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  14. Bellissimo articolo, come sempre.
    Solo il solito appunto linguistico: quel "massiva" che leggo, probabilmente è una traduzione letterale dell'inglese "massive"... che però vuol dire "massiccio".

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  15. @Silvio: non posso correggere io (aspettiamo wewee), ma ti dirò che quella parola l'ho sentita più di una volta da vari prof. Certo, potrebbe essere un'italianizzazione, un po' come dire "locazione" invece di "luogo" oppure "morbilità" invece di "morbosità", ma è abbastanza usata.

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  16. Giuliano, se ho ben capito fare un brevissimo digiuno può anche far bene ma si perde in ogni caso una piccola parte di massa muscolare?

    Altra cosa, è quindi da sfatare che una persona fondalmentalmente grassa sia più resistente ad un lungo digiuno in quanto il corpo attacca ugualmente i muscoli per procurarsi zuccheri, e quindi mette comunque a repentaglio il cuore?

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  17. @ Silvio: sì, probabilmente "massiva" è un inglesismo ma in medicina è utilizzato spessissimo e correntemente proprio per descrivere un fenomeno particolarmente accentuato (per esempio emorragia massiva o idronefrosi massiva...), quindi direi che può essere considerato un termine corretto.

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  18. Articolo meglio la domanda, presupponendo che un obeso si nutra principalmente di proteine e grassi saturi, e ben pochi carboidrati complessi che sono fondamentali per il glicogeno (se ho ben capito dal post), e dunque siccome il corpo non può andare avanti solo con i grassi, la conseguenza è logica, o no?

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  19. @Grezzo: sì, esatto, hai capito bene.
    No, non è da sfatare, perché indubbiamente ha più riserve energetiche, inoltre è possibile che abbia anche una certa abbondanza di muscoli (pensa ad un uomo di 130 kg, praticamente ogni volta che cammina fa body building). Si stima che, basandosi sul solo grasso, una persona fortemente obesa potrebbe resistere mesi ad un digiuno completo. Ovviamente non avviene perché, come dici tu, alla fine è intaccato il cuore.

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  20. @Grezzo2: non ho capito: l'obeso si nutre o no? Se si nutre di proteine e grassi (classica dieta chetogenica) non rischia di perdere (troppo) muscolo. I rischi sono altri, ma non quello di morire di fame. Se invece intendi che attinge alle sue riserve sì, la conseguenza è logica.

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  21. Intendevo nel caso in cui un obeso come ho descritto si dedichi ad un lungo digiuno

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  22. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  23. in quel caso le sue riserve gli permettono di sopravvivere finché non cede il cuore, e visto che ha riserve abbondanti riesce a sopravvivere di più

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  24. a me quando capita di non pranzare, sono irascibile per almeno 3 ore. poi mi passa. magari non c'entra

    C'entra eccome. Vai in ipoglicemia (diminuisce il livello di zuccheri nel sangue) ed il primo organo che ne soffre è il sistema nervoso che attua dei meccanismi di reazione, primo tra i quali (nel sistema nervoso simpatico) il rilascio di adrenalina. Possono così comparire ansia, nervosismo, agitazione, persino tremori. Antropologicamente si potrebbe interpretare come un campanello d'allarme (assieme al "senso di fame") che ti dice: "cerca subito qualcosa da mangiare o muori".

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  25. Credo che in linea di massima sia sbagliato il digiuno, credo sia più importante dosare bene i pasti durante la giornata: abbondante colazione, pranzo discreto e cena leggera. Il problema delle diete ipocaloriche è che fanno funzionare, per così dire, l'organismo a basso regime, perchè se il corpo ha poco carburante il metabolismo si abbassa. E' poi per questo che a seguito di una dieta molto restrittiva, se si ricomincia a mangiare anche poco di più, si recupera tutto con gli interessi.
    Chiedetelo a chiunque abbia fatto una dieta ipocalorica...

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  26. Ma la dieta senza muco è un a boiata o no?

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  27. Che roba è la dieta senza muco? Smettere di mangiarsi le caccole?
    Porca miseria non sapevo sta cosa che stare a digiuno ti rende irascibile! Adesso si spiega!
    Io devo mangiare di meno, che sto ingrassando, ma il digiuno... brrr...

    Perché sono qua?

    Ah si.

    Una chiarificazione: “Durante il digiuno (inteso come assumere solo acqua) il nostro corpo passa varie fasi per adattarsi alla situazione”.

    Quanto ci vuole, circa, perché si attivi questo “passaggio”? Il commentatore Ugo Bardi parla di digiuni che durano due giorni, è sufficiente? In quanto tempo il corpo passa all’utilizzo dei grassi? Quando scrivi “vari giorni” cosa vuol dire? Ne bastano due, come da commenti, o parliamo di 5/6, o quanti?

    Grazie!

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    1. Tu pensa che io sono sereno e tranquillo solo a digiuno, e non lo dico io ma chi mi sta vicino. Sai cosa,c'è un blocco mentale troppo forte,vedi tu parti prevenuto ma in realtà non lo hak mai provato. Che sono 24 ore di digiuno ? Praticamente la sera mangi alle 20 e il giorno dopo un pasto leggeri alle 2o (magari frutta e verdura ). Come tutte le cose vanno provate per dare un giudizio.

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  28. Ma la dieta senza muco è un a boiata o no?

    Di quelle pazzesche (cit.).
    Nata da una teoria senza fondamento (anche se negli anni in cui visse chi l'aveva ideata molte funzioni dell'organismo erano ancore ignote), si basa su ipotesi smentite ed ideali metafisici e spirituali dando all'insalata ed alla melanzana un'anima che queste verdure sembrano non avere.
    E' tipica di molti ambienti alternativi e si pratica nel contesto di una filosofia di vita molto "new age" utile per scaricare sul controllo del cibo alcuni disordini psicologici. Il "brutto" è che spesso qualcuno la vende come dieta che "cura le malattie" e questo è chiaramente falso.

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  29. La domanda più importante da fare e che nessuno ha fatto è: perché un tratto di intestino si chiama digiuno?!

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  30. @Giuliano

    Qui uno studio che cita lo studio che t'ho citato :D

    http://jn.nutrition.org/content/74/1/23.full.pdf

    È roba di tanto tempo fa, te l'avevo detto :)

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  31. @theDRaKKaR the bloody homeopath: perché un tratto di intestino si chiama digiuno?!
    Perché nelle dissezioni anatomiche era quasi sempre vuoto.

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  32. ..Alexandre mi ha rubato la battuta..

    @WeWee: dando all'insalata ed alla melanzana un'anima che queste verdure sembrano non avere

    No dai, non ci credo....ma mi ricredo subito: ho appena letto degli esperimenti di Masaru Emoto.

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  33. @Alexandre: Quanto ci vuole, circa, perché si attivi questo “passaggio”? Il commentatore Ugo Bardi parla di digiuni che durano due giorni, è sufficiente? In quanto tempo il corpo passa all’utilizzo dei grassi? Quando scrivi “vari giorni” cosa vuol dire? Ne bastano due, come da commenti, o parliamo di 5/6, o quanti?

    Dipende da come sta il fisico e da quanto esercizio si fa. L'utilizzo dei grassi come fonte principale di energia e non accessoria dipende dalle riserve di glicogeno che si sono immagazzinate nei muscoli e nel fegato, per dare un'idea generale e tenendomi largo si può dire tra le 12 e le 72 ore, considerando che i due estremi sono rari e di norma in un paio di giorni o poco meno si innesta la chetogenesi.

    @theDRaKKaR eccetera: grazie per il link

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  34. L'utilizzo dei grassi come fonte principale di energia e non accessoria dipende dalle riserve di glicogeno

    Un pochino off-topic, scusatemi, perché per dimagrire si consiglia di fare esercizio fisico con frequenza cardiaca aerobica? E' solo in questa fase che il corpo utilizza molti grassi per fornire energia? Perché? E in che modo, sempre che questo sia vero, smette di usarli in fase anaerobica?

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  35. In realtà, ma non sono un esperto di sport, le ultime indicazioni che ho letto dicevano di alternare in una stessa sessione di allenamento aerobico e anaerobico: riscaldamento aerobico (che sennò ti distruggi), allenamento anaerobico che consuma il glicogeno e allenamento aerobico che forza sul grasso. Però credo che in quel caso si parli del grasso contenuto prima di tutto nei muscoli.

    In generale per dimagrire si consiglia l'aerobico perché una corsa di 5 km fa bruciare un bel po' di calorie, se ne prendi meno col cibo vai in deficit e usi le riserve. In confronto l'anaerobico consuma meno. Però anche quello è importante per sviluppare massa magra, che è la parte fondamentale per aumentare il metabolismo. Insomma, secondo me ci stanno bene entrambe

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  36. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  37. Un pochino off-topic, scusatemi, perché per dimagrire si consiglia di fare esercizio fisico con frequenza cardiaca aerobica? E' solo in questa fase che il corpo utilizza molti grassi per fornire energia? Perché? E in che modo, sempre che questo sia vero, smette di usarli in fase anaerobica?
    da quel che so io, il primo motivo è prettamente pratico: con esercizio aerobico riesci a bruciare in totale più calorie di quello anaerobico. Perché? Perché l'anaerobico ti sfinisce, e quindi anche se bruci di più nell'immediato non vai avanti ad libitum. Mentre a correre a ritmi aerobici puoi andare avanti per un fottio di tempo :)

    Durante l'anaerobico poi non bruci i grassi perché il ciclo dei grassi è aerobico, mentre lo zucchero può essere in parte bruciato anche senza ossigeno (trasformandolo in acido lattico)

    Probabilmente c'é una implicazione anche sull'ipertrofia cardiaca, diversa nei due casi -durante lo sforzo anaerobico il cuore pompa contro resistenze aumentate, mentre durante sforzo aerobico le resistenze sono diminuite ma aumenta il volume totale- ma lascio la parola a qlc che ne sappia di più.

    Come dice giuliano conviene cmq fare un po' di tutti e due, così facendo fai sviluppare tutti i tipi di fibre muscolari ;)

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  38. Probabilmente c'é una implicazione anche sull'ipertrofia cardiaca,

    Mmm, mannaggia, qua fra un pò mi picchiano l'autore del blog e l'autore del post, ma sta cosa mi interessa: è vero che l'ipertrofia cardiaca dell'atleta agonista non è pericolosa?

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  39. Vai in ipoglicemia (diminuisce il livello di zuccheri nel sangue) ed il primo organo che ne soffre è il sistema nervoso che attua dei meccanismi di reazione, primo tra i quali (nel sistema nervoso simpatico) il rilascio di adrenalina

    Quindi e' per questo che quando digiuno mi capita di avere una leggera tachicardia? Interessante...

    Comunque se ne parla proprio oggi su Repubblica:
    http://stagliano.blogautore.repubblica.it/2011/05/04/mangiare-molto-meno-vivere-di-piu-e-meglio/

    Secondo voi questo Luigi Fontana e' un tipo affidabile o no?

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  40. che ci siano evidenti vantaggi nell'iponutrizione è indubbio. Bisogna sempre però ricordare che è IPOnutrizione, non MALnutrizione

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  41. è vero che l'ipertrofia cardiaca dell'atleta agonista non è pericolosa?

    E' un argomento molto controverso perchè se è vero che l'ipertrofia cardiaca può essere specchio dei cambiamenti fisiologici nel cuore dell'atleta (agonista) bisogna fare molta attenzione a non confonderla con una cardiopatia dilatativa non fisiologica (il cardiologo molto esperto in genere sa come distinguere le due situazioni ma non è per nulla immediato). Per questo motivo è necessario sottoporsi a visita medica PRIMA di intraprendere un'attività fisica importante e periodicamente durante lo svolgimento di questa attività. In senso stretto comunque le modificazioni cardiache dell'atleta non sono assolutamente pericolose.

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  42. Mmm, mannaggia, qua fra un pò mi picchiano l'autore del blog e l'autore del post, ma sta cosa mi interessa: è vero che l'ipertrofia cardiaca dell'atleta agonista non è pericolosa?
    In linea di massima sì. Generalizzando a livelli d'eresia: l'ipertrofia patologica è un ingrossamento del cuore per mantenere un livello minimo di perfusione, mentre l'ipertrofia dell'atleta è un ingrossamento per aumentare il livello massimale.

    Pensa quindi che il cuore con un ipertrofia patologica sta facendo lo stesso sforzo di un cuore che da' il massimo ad un atleta, solo che lo fa' 24 ore al giorno :)
    (ci sarebbero poi tutte le considerazioni da fare sul fatto che la vascolarizzazione è diversa nei due casi ed altro, ma il concetto fondamentale è quello)

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  43. PRIMA di intraprendere un'attività fisica importante e periodicamente durante lo svolgimento di questa attività.

    Questo l'ho già fatto, e ogni anno la visita medica si ripete, quello che mi preoccupa è se un medico che dovesse visitarmi, magari in stato di incoscienza per un incidente, sia in grado di distinguere le due cose in modo da non prendere fischi per fiaschi, o che in un'eventuale visita medica per lavoro non corro il rischio di vedermi dichiarato non idoneo...

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  44. quello che mi preoccupa è se un medico che dovesse visitarmi, magari in stato di incoscienza per un incidente, sia in grado di distinguere le due cose

    Mah, in genere davanti a casi simili la prima domanda che si pone è proprio "fa attività fisica?" ed al limite si approfondisce ed un eventuale riscontro della cosa in stato di incoscienza in genere non cambia l'iter, visto che non si arriva mai ad avere una dilatazione ventricolare che possa far pensare a stati patologici, si tratta sempre di situazioni limite che, come detto prima, consigliano casomai un approfondimento. Una dilatazione cardiaca sicuramente patologica è abbastanza evidente.

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  45. Questa cosa nell'articolo mi sorprende:

    >perché dai grassi non si ricavano zuccheri, mai

    Io sapevo che quando serve i grassi vengono scomposti dal fegato e generano glicogeno, che genera glucosio. Sbaglio?

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  46. Un passaggio è quando mangi e accumuli, quello inverso è quando consumi.

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  47. @martinobri: no, sono le proteine che vengono scomposte per formare il glucosio (da cui poi NON viene formato il glicogeno perché se c'è bisogno di scomporre proteine per formare zuccheri vuol dire che servono immediatamente data una carenza, non c'è modo di accumulare)

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  48. C'è differenza tra digiuno e riduzione della quantità di cibo ingurgitata in una giornata. Ma è ovvio che mangiare smisuratamente è nefasto quanto il non mangiare.

    Come in tutte le cose, il buon senso dovrebbe regolare le nostre abitudini, lasciando perdere "esperti", stregoni, pubblicità e altre panzane.

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  49. Molto interessante come articolo, vorrei però esprimere da perfetto ignorante, anche la vista di tutto questo da parte del paziente.
    Inoltre vorrei chiedere un consiglio per una faccenda riguardante mia madre.

    Da parte dei pazienti c'è questa sensazione di essere stati abbandonati dai medici, o comunque dalle istituzioni. La sensazione è quella che ti facciano firmare ormai per tutto; se vai dal dentista devi firmare, per la coronarografia ti fanno firmare, per la prova di sforzo altrettanto, e mi fermo qui perchè non mi vengono in mente altri esempi, ma penso che voi medici ne conoscerete sicuramente degli altri.

    Insomma la sensazione è quella che nessuno si voglia prendere le proprie responsabilità se sbaglia. E da una parte lo capisco, dall'altra no perchè anni fa non era cosi.
    Mi piacerebbe sapere che ne pensate...

    Comunque vorrei condividere con voi un'esperienza che penso sia abbastanza grave, ma che comunque rimane sempre in tema con l'argomento e vorrei un'eventuale parere sul da farsi.

    La faccenda riguarda mia madre che nel 2006 è stata ricoverata per un blocco intestinale, ora a distanza di questi anni ha richiesto la cartella clinica per la domanda di invalidità.

    E'stata ricoverata per 4 giorni e la volevano operare, ma lei per paura non si è fatta operare e quindi non ha dato il consenso.

    Ora la cartella clinica che gli è stata data presenta fogli che non c'entrano nulla con lei, ovvero sembra che sia stata fatta della confusione e siano stati attaccati oltre ai suoi, altri fogli di altri pazienti.
    A parte questo errore, è stato firmato il foglio dell'anestesista a cui mia mamma darebbe il consenso per l'operazione che ripeto non è mai avvenuta.

    Ora mia mamma nega che lei abbia mai firmato, anche se la firma è quasi identica alla sua.
    Io sono molto scettico che i dottori abbiano falsificato la firma, a quale scopo lo dovevano fare??? Non ne trovo nessuno, e sono più propenso a dire che mia mamma abbia firmato senza ricordarsene.
    Ma mia mamma insiste e dice che le non ha firmato.
    Ora se fosse (anche se non penso) sarebbe una cosa molto grave.
    Come potremmo muoverci in una situazione del genere? Cosa si deve fare?

    Vi ringrazio per l'eventuale attenzione ed eventuali consigli.
    Grazie

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  50. Probabilmente hai sbagliato post, qui si parla di nutrizione e digiuno.
    Ti faccio presente anche che non si possono trattare casi personali.

    In generale comunque il consenso informato non serve per "togliersi le responsabilità" ma al contrario per assumersele completamente. Il paziente informato (bene) è consapevole, il medico che non informa è in errore (e non fa neanche bene il suo lavoro). Nessuno costringe un paziente a firmare il consenso. Posso comprendere che in certe situazioni la "firma" del consenso è praticamente un atto automatico ma io lo interpreto come un atto di fiducia nel medico che opererà il paziente.
    Ho letto un interessante considerazione: il consenso è un atto talmente delicato perchè permette di compiere un reato (l'alterazione dello stato psicofisico di una persona, con un intervento ad esempio) in un atto permesso e consentito ed è quindi un accordo ufficiale tra paziente e medico, in pratica è come se si dicesse: "Ti permetto di toccare il mio corpo ma solo per fare i gesti XY che servono a curare la malattia ZZY". Sottile ed interessante...

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  51. Dottor giuliano,scusi ma perche' Veronesi consiglia il digiuno 1 volta a settimana?Tra l'altro quell'uomo ha 87 anni ed è ancora vispo come un ventenne.

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  52. Ma se fai pure confusione su massa grassa e muscoli! La medicina ufficiale dice che per entrare in catabolismo ci vogliono almeno 48 ore di digiuno,nelle prime 24 il corpo utilizza solo le riserve presenti nel fegato. Mi sa che devi fare un po di chiarezza!

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  53. Aggiungo che sono uno sportivo, pratico il digiuno sia settimanale(24/36 ore a settimana ) che ad intermittenza(16 ore digiuno e 8 di alimentazione ). Non ho mai perso massa magra,nemmeno riducendo il mio apporto proteico da 80 a soli 20 grammi al giorno. Se mai ho perso quella grassa,mi peso e mi misuro spesso. Mi alleno constantemente e meno mangio e meglio sto. Dico a tutti di provare,il coprpo è vostro e solo voi potete ascoltare i suoi segnali. Siamo tutti sovralimentati,non vi basate sul peso, il corpo ha bisogno davvero di poco per vivere,il resto è veleno. Date un occhiata ai centenari e alle loro diete,la "fame" in pratica,o è la concezione che danno oggi le lobby mondiali.

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  54. Caro MedBunker, cosa ne pensi della dieta mima-digiuno del dott. Longo? Scoperta rivoluzionaria o moda per spennare i polli? Sto leggendo e cercando di farmi un'idea in merito e mi farebbe molto piacere un parere di una persona di cui mi fido. Grazie

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    1. cosa ne pensi della dieta mima-digiuno del dott. Longo?

      La conosco tramite notizie di cronaca, mai approfondita, quindi non saprei dare un giudizio serio.
      Proverò ad approfondire.

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    2. Grazie, ci conto. Segnalo anche, se ce ne fosse bisogno, "La Dieta Smartfood". Mi piacerebbe capire se, per una persona sana, ci sono altre indicazioni, oltre a quella che ad oggi ritengo l'unica importante: mangiare poco.

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    3. occhio che anche mangiare poco non è sempre una buona scelta. Mangiare troppo poco per lungo periodo infatti - al di là del digiuno che si fa in giorni prestabiliti - porta inevitabilmente a ingrassare: il corpo abbassa il metabolismo a causa della mancanza di nutrienti, consuma muscoli per prendere quel che gli serve per funzionare e un eventuale eccesso si trasforma invariabilmente in accumulo di grasso.
      L'importante è mangiare il giusto, che non è per forza poco.

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  55. Certo, immagino che mangiare troppo poco non sia salutare e non possa essere generalizzato. Nel mio caso però sono sicuramente in eccesso di calorie, soprattutto vista la poca attività fisica che faccio. E questa è l'altra indicazione che credo di dover prendere come regola, sempre con buon senso.

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