venerdì 28 gennaio 2011

Il tramonto di Wakefield

Proverei pure un po' di pietà se non sapessi che questa persona si è macchiata di scorrettezza e falso scientifico per fini (economici) personali.
Andrew Wakefield, il furbo ex medico che disse di aver trovato una correlazione tra la vaccinazione MPR e l'autismo poi dimostrata falsa e manipolata, entrato ormai a pieno titolo nel folto gruppo dei ciarlatani della salute, è stato intervistato dalla CNN per rispondere alle accuse che tutto il mondo scientifico (e non solo) gli muove.
Proverei pietà perchè in quello schermo televisivo vedo un uomo finito, perso, ridotto a sfruttare quello spazio non per difendersi (perchè non ha come farlo, ragionevolmente) ma per tentare di promuovere il suo inutile libro, proverei pietà perchè Wakefield tra un convegno di ufologia e l'altro di complottismo sbarca sulla CNN e balbetta che tutto il mondo ce l'ha con lui. La proverei questa pietà ma non ci riesco.
Il sito Luogocomune (quello gestito da Massimo Mazzucco, complottista italiano che dopo essersi occupato di UFO, attentati alle torri gemelle, cerchi nel grano, poi è diventato esperto di cure per il cancro ed ultimamente si occupa di vaccini ed autismo, per la serie datemi degli argomenti e vi costruirò un complotto), sottotitola questa apparizione di Wakefield e ci permette di apprezzarne una parte tra le più ridicole. Questo video lo ha pubblicato pure lui senza nemmeno rendersi conto della figuraccia che fa Wakefield in diretta Skype.

Bravo il giornalista che non si fa imbrogliare dai borbottìi dell'ex medico (all'accusa di aver falsificato i dati Wakefield risponde per l'ennesima volta "legga il mio libro e scoprirà la verità" ed il giornalista ribatte acutamente "ma se lei ha detto falsità con le sue ricerche anche il suo libro conterrà bugie...").
Non dimentichiamo però che fu proprio la stampa (britannica) ad amplificare le parole di Wakefield e terrorizzare la popolazione inglese che per la prima volta dopo anni ritornò a parlare di morti e danni per morbillo. La CNN è una TV statunitense e questo quindi rappresenta solo un piccolo risarcimento (morale) per tutte le volte che i giornalisti diedero spazio a Wakefield senza controllare le sue affermazioni.




Il Wakefield che esce fuori da questa intervista (è un frammento, il video intero è qui, non sottotitolato) è il ritratto dello scienziato perdente, dello studioso promettente ma fallito, della povertà di un uomo che per esclusivo scopo personale e senza alcun interesse per la salute si è macchiato di una delle colpe più riprorevoli in campo scientifico: falsificare uno studio. Oltre agli insulti, ai riferimenti a "Big Pharma" ed al "leggete il mio libro" non è andato. Questa persona, scoperta mentre barava, invece di uscire silenziosamente di scena ha preferito continuare testardamente nel suo intento diabolico, non importa dove, se in TV o al congresso, l'importante è esporre quel libro e fare parlare di sé.

Ho raccontato diverse volte di Andrew Wakefield ma per chi non ricordasse di cosa è stato capace quest'uomo, lo ripeto con le parole di Brian Deer, il giornalista britannico (un esempio di cosa voglia dire giornalismo investigativo e ricerca della verità) che smascherò la sua truffa ed al quale il prestigioso BMJ ha dedicato un articolo (che è il primo di una serie). Non dimentichiamo che Deer è autore di diversi (e premiati) scoop sugli scandali sanitari (anche fortemente critici nei confronti della medicina e delle industrie farmaceutiche, il crollo delle vendite di un noto antibiotico in UK è avvenuto grazie ai suoi articoli) ed è spesso vittima di pesanti intimidazioni (ha subìto anche delle aggressioni) da parte di gruppi di antivaccinisti.

Wakefield pubblicò uno studio nel quale affermava di aver dimostrato che 12 bambini autistici presentavano danni intestinali con il sospetto che questi fossero causati dalla vaccinazione MPR (Morbillo, Pertosse, Rosolia, la trivalente). Anzi, per la precisione il suo studio non si concludeva nemmeno in questo modo, ma lui fece capire di sì.
Nelle successive conferenze stampa, questo "sospetto" fu presentato da Wakefield come certezza che poi venne trasferita subdolamente a proposito di tutti i vaccini (quando anche ammettendo un'ipotetica validità dello studio il campione molto esiguo imponeva molte cautele) trasformandosi (ripeto, sempre ipotizzando la correttezza del suo studio) in "i vaccini provocano l'autismo". Il vaccino trivalente secondo il medico inglese era quindi la causa dell'autismo e l'unico modo per evitarlo poteva essere quello di vaccinarsi con vaccini singoli per ogni singola malattia.
Nel frattempo il furbo aveva brevettato proprio questi vaccini "singoli" che fino a quel momento non erano a disposizione.
Ma lo studio si rivelò un falso. Deer contattò i genitori dei bimbi partecipanti allo studio uno per uno, controllò le cartelle cliniche, confrontò i dati e scoprì la grande truffa. Alcuni dei punti più importanti dell'inganno sono riportati nello stesso articolo (che prosegue con altri sullo stesso argomento) del BMJ, gravi falsificazioni tra le quali:
  • Tre dei nove bambini dichiarati come affetti da regressione autistica non avevano mai avuto diagnosi di autismo. Solo uno dei bambini era chiaramente affetto da autismo regressivo.
  • Nonostante lo studio affermasse che tutti i 12 bambini fossero "precedentemente [alla vaccinazione, ndr] normali", cinque di essi documentarono disturbi dello sviluppo preesistenti.
  • In nove casi i risultati degli esami istologici che non mostrarono alcuna modifica (o una minima modifica) delle cellule di tipo infiammatorio, furono cambiati dopo una revisione di una struttura medica (il reparto di Wakefield, ndr), in "colite non specifica" (che è un'infiammazione, fu quindi ribaltato il risultato degli esami dello studio ndr).
  • I pazienti furono arruolati tra gruppi antivaccinisti e lo studio fu commissionato e finanziato per una causa legale programmata.Wakefield ricevette enormi somme di denaro dal gruppo legale e non dichiarò mai pubblicamente questo "conflitto di interessi". Gli stessi test di valutazione dei bambini partecipanti allo studio furono finanziati (800.000 sterline) dal gruppo legale.
  • Wakefied creò con altre persone una società che doveva commercializzare un'alternativa alla vaccinazione trivalente che era, secondo la ricerca che stava facendo, causa di autismo.
  • La stessa società stava preparando una serie di test che potessero dimostrare (in realtà, inventare) un collegamento tra vaccinazione ed autismo.

Quest'ultimo punto è tra quelli più assurdi della vicenda, visto che chiarisce come l'ex medico inglese abbia architettato tutto solo per uno scopo venale. Wakefield e soci erano in trattativa con il Royal Free Hospital per creare i "vaccini singola dose" che non avrebbero avuto gli effetti nefasti del vaccino trivalente (quello protagonista dello studio infamante) e per inventare un test che avrebbe fatto ottenere i risarcimenti in tribunale alle famiglie che stavano facendo causa allo stato (circa 1500 clienti di un unico avvocato). Le trattative erano segrete e nel programma di investimento (una sorta di dossier che illustrava come strutturare l'investimento) era scritto tra l'altro:
The objective is to seek evidence which will be acceptable in a court of law of the causative connection between either the mumps, measles and rubella vaccine or the measles/rubella vaccine and certain conditions which have been reported with considerable frequency by families of children who are seeking compensation. It is hoped that using the testing protocol attached it will be possible to establish the causal link between the administration of the vaccines and the conditions outlined in this proposed protocol and costing proposal
(trad) "L'obiettivo è trovare prove che potranno essere accettabili in un processo sul collegamento tra il vaccino morbillo/parotite/rosolia o quello morbillo/rosolia e certe condizioni che sono state segnalate con frequenza da famiglie di bambini che cercano risarcimento. E' da sperare che usando la procedura di test allegata sarà possibile stabilire il nesso causale tra la somministrazione dei vaccini e le condizioni descritte in questa proposta di protocollo e di costi."
Tutto questo unito alle varie scorrettezze e comportamenti poco etici (quando non crudeli come la festa organizzata per il compleanno del figlio per ottenere i campioni di sangue dei suoi piccoli amici) ed al primo caso di morte da morbillo nel Regno Unito dopo 14 anni seguito al drastico calo di vaccinazioni dopo il  panico diffuso dall'ex medico, fanno di Wakefield un essere da isolare.
Ma forse ciò è già accaduto, visto che "Wakie" (come lo chiamano con affetto i suoi sostenitori) è ormai costretto a fare comparsate nei programmi di ufologia e cospirazionismo. I danni che ha provocato non si recuperano ma svelare al mondo certe bassezze è un dovere morale (a maggior ragione da parte della stampa che gli ha dato corda).
E' doveroso segnalare che nonostante tutto ancora oggi ci sono gruppi e singoli genitori che sostengono Wakefield ma è altrettanto importante notare che questi gruppi hanno come referenti "profeti" dell'autismo che propongono cure assolutamente inutili e mai dimostrate efficaci che hanno inventato per l'occasione. Non stupirà allora che pure in Italia esistono avvocati specializzati in cause "contro i danni da vaccino" (che hanno stuoli di clienti) che presentano vari test assolutamente inattendibili per dimostrare questi presunti danni (test spacciati per "scientifici e decisivi" quando non lo sono, inventati da medici che non seguono la medicina) e che stuoli di genitori speculano sulla salute dei propri figli con problemi senza farsi alcuno scrupolo. E' importante sottolineare che le ipotesi di Wakefield sono state smentite smascherando le sue scorrettezze e studi seguenti non le hanno mai confermate, così come non vi sono studi che confermino in maniera convincente un legame tra vaccini ed autismo, anzi, gli studi questi legami li smentiscono con sufficiente precisione.
Eppure c'è chi con questa storia dell'autismo causato dai vaccini ci vive.

Tutto ciò non è una soap opera un po' triste che arriva da oltre oceano, tutto ciò è reale ed accade proprio nelle nostre città ed ebbe inizio con la storia di Andrew Wakefield.
Quando perciò vi chiedono "perchè questo ex medico inglese è diventato un simbolo di scorrettezza", rispondete "perchè ha rovinato decine di famiglie e ne ha coinvolte centinaia di altre in un traffico illecito e spregevole di bambini in cambio di soldi".

Com'era scritto all'ingresso (fino a 10 giorni fa) del GOS Hospital di Londra: Say it loud and say it proud Andrew Wakefield is a fraud (Dillo forte ed orgogliosamente, Andrew Wakefield è un truffatore).

Alla prossima.

Bibliografia

1) Barr R, Wakefield A. “Proposed protocol and costing proposals for testing a selected number of MR and MMR vaccinated children” and “Proposed clinical and scientific study - A new syndrome: disintegrative disorder and enteritis following measles and measles/rubella vaccination?” 6 June 1996. [unpublished].
2) Secrets of the MMR scare: How the case against the MMR vaccine was fixed BMJ 2011; 342:c5347
3) Secrets of the MMR scare : How the vaccine crisis was meant to make money BMJ 2011; 342:c5258
4) The Lancet’s two days to bury bad news BMJ 2011; 342:c7001

domenica 23 gennaio 2011

Metodo Bates: vedere meglio o esserne convinti?

William Horatio Bates, un medico nato nel 1860 in America, nel 1919 pubblicò un libro autoprodotto dal titolo "The cure of imperfect eyesight by treatment without glasses" ("La cura dei problemi di vista con trattamento senza occhiali" in Italia conosciuto come "Vista perfetta senza occhiali").

Il medico americano sosteneva di aver scoperto un nuovo metodo che migliorava (e risolveva) notevolmente i problemi di vista senza l'uso di lenti o di interventi chirurgici. Dei semplici esercizi avrebbero consentito ai miopi ed a chi riferiva di "vedere male" di tornare ad una visione perfetta. Bates asseriva di poter curare miopia, ipermetropia, astigmatismo, presbiopia ma anche malattie infettive dell'occhio ed altre come la cataratta ed il glaucoma. Gli occhiali e le lenti da vista erano praticamente da abolire (per Bates erano inutili ed addirittura peggioravano i difetti di vista).

Prima di entrare nel merito medico della vicenda vediamo quanto di scientifico vi sia in questa storia per capirne intanto l'attendibilità.

È già l'assunto iniziale a smentire la teoria di Bates. I difetti di vista più comuni (miopia, presbiopia, ipermetropia, eccetera...), sono causati da un'anomalia del bulbo oculare (che si presenta per esempio più allungato o "schiacchiato") o del cristallino (la "lente" naturale presente nel nostro occhio).  Il nostro cristallino si curva, diventa più spesso, si avvicina alla cornea, attua insomma una serie di trasformazioni utili a "vedere bene" adattandosi alle varie situazioni, questo processo si chiama "accomodamento". In condizioni patologiche (o per l'età, uno dei fattori che possono condizionare la vista) queste capacità possono mancare o diventare insufficienti.


Secondo Bates invece, i difetti di vista derivano tutti da un'eccessiva tensione muscolare (dei muscoli esterni all'occhio) che causa continuo sforzo dell'occhio e quindi conseguentemente da stanchezza dell'apparato visivo ma anche da "stanchezza mentale". Rilassare l'occhio, la mente ed i muscoli quindi (secondo lui) farebbe riacquistare la vista perduta. Sempre secondo Bates, l'occhio di chi ha difetti di vista, sarebbe tanto stanco da "muoversi di meno" ed i suoi esercizi avrebbero riportato alla normalità anche questo difetto.
L'idea di Bates quindi appare assolutamente priva di senso: un'eccessiva "tensione muscolare" può rendere momentaneamente difficile una visione rilassata (come quando stiamo troppo tempo davanti ad un monitor) ed a lungo andare contribuire ad alterare la vista ma non esistono esercizi che possano modificare la forma del globo oculare o la struttura del cristallino.

Alcuni elementi non giocano a favore del medico che diede nome al metodo. Iniziamo dalla personalità.
Bates utilizzò racconti aneddotici e "casi personali" come prove scientifiche dell'efficacia del suo metodo, non ha mai pubblicato nulla di scientifico ed utilizzava la scusa del complotto nei suoi confronti per giustificare il disinteresse della medicina al suo metodo. Tra le tante "stranezze" contenute nel libro di Bates anche quella di riuscire a diagnosticare un problema di visione già dalla fotografia di un individuo.

In senso positivo Bates fu un pioniere dell'adrenalina. Ne studiò i suoi effetti e la utilizzò sull'occhio.
Soffrì anche in maniera profonda di disturbi della memoria tanto da perdere per due volte l'orientamento e venire ritrovato dopo lunghe ricerche. Forse anche per questo riteneva la memoria una qualità fondamentale per una buona vista.
Gli esercizi proposti da Bates variano dalla visione di luci intermittenti, esercizi di coordinazione mano-occhio, visione di luci colorate ma anche il dormire in una posizione particolare e saltare su un tappeto elastico. Il tutto migliorerebbe (guarirebbe, secondo molti "terapeuti") i problemi di vista e migliorerebbe anche la qualità di vita, il quoziente intellettivo e le prestazioni fisiche e psicologiche.
Un po' troppo mi sembra.

Dal punto di vista medico, anomalie della vista (comunissime) come la miopia, l'astigmatismo o la presbiopia, sono condizioni (presenti dalla nascita o acquisite con l'età) che dipendono da variazioni di conformazione delle strutture dell'occhio come il bulbo oculare, la cornea o il cristallino. L'anomalia di queste strutture non può essere migliorata da nessun "esercizio" oculare.
Possiamo quindi definire già così errata la teoria di Bates.
Tra i vari esercizi vi è anche il "palming" (in italiano "palmeggiamento", considerato l'esercizio principale del metodo), una sorta di "diagnosi" estemporanea dei problemi della vista che serve anche come terapia.
Secondo Bates, chiudere gli occhi (senza "sforzarli") e coprirli con il palmo della mano permetterebbe di capire se si hanno problemi di vista: chi vede, con gli occhi chiusi e coperti, un nero perfetto non ha nessun problema di vista, chi invece vede grigio o sfumature o colori ha un problema da risolvere.
C'è un particolare che sfugge a Bates: nessuno vede in quelle condizioni "perfettamente" nero. Per vari motivi (anche per meccanismi fisici o per stimolazioni esterne) tutti noi vediamo un nero con sfumature di grigio, spesso piccoli lampi, scintille, velature chiare. E' assolutamente normale e non dipende da eventuali problemi di vista.
La cura per rilassare gli occhi "malati" sarebbe proprio quella di coprirli con il palmo delle mani immaginando un nero perfetto, anche degli oggetti neri come un vestito o un vaso nero.
Il tutto condito da termini e concetti molto astratti: "evasione dal corpo fisico", "pensiero positivo", eccetera, che hanno poco in comune con le strutture anatomiche che provocano i disturbi oculari. Si legge in un sito "ufficiale" dedicato al metodo in questione:
Bates non poté fare a meno di notare questa costante: gli occhi di chi ha problemi visivi si muovono molto di meno di chi ha una vista normale, e il rifiuto del movimento si estende anche a molti altri campi, coinvolgendo il corpo le emozioni e il pensiero.
È un suo riferimento ricorrente alle "emozioni" ed addirittura ai "traumi psicologici" collegati arbitrariamente ai difetti di vista tra i tanti proposti da chi appoggia il metodo.
Il "palming", è l'esercizio più importante per il rilassamento oculare per Bates.
Ci sono comunque esercizi previsti dal metodo assolutamente ridicoli ed imbarazzanti come fissare le lettere scritte in un pannello dondolando continuamente la testa, leggere caratteri piccolissimi pensando a cose piacevoli e così via.
Ma è il turno del classico consiglio pericoloso che in tutti i metodi alternativi non manca mai: fissare il Sole. Con gli occhi aperti o chiusi, dopo adeguato esercizio, fissare il Sole direttamente. Lo chiamano "sunning".

Ora, è inutile sottolineare l'inconsistenza di questa pratica (non provateci...) che ha già causato diversi danni ma è bene stabilirne l'inutilità assoluta: lo stesso Bates non ha spiegato cosa provocherebbe (a parte i danni) la visione diretta del Sole (sembra esserci un riferimento al "riscaldamento dei vasi sanguigni dell'occhio").
Secondo Bates persino i gravissimi danni retinici che si possono provocare in seguito a errate esposizioni degli occhi al sole sono solamente un prodotto dell'immaginazione causata da sforzo mentale. Anche in questo caso Bates non dimostra come mai un danno fisico gravissimo e direttamente collegato ad un agente dannoso come la luce del Sole, possa essere prodotto da "forze mentali".


Già nel 1929 la Federazione del commercio statunitense denunciò Bates per pubblicità ingannevole proprio perchè già a quei tempi i fondamenti dell'ottica umana erano già noti. Negli anni successivi molti oculisti americani criticarono selvaggiamente le idee di Bates giudicandole errate nei concetti di base e pericolose perchè potevano aggravare i disturbi visivi esistenti in chi si sottoponeva a quelle "cure".

Con il tempo il metodo si è diffuso nel mondo ed oggi esistono diversi gruppi che lo propongono anche via internet.
Sono in vendita veri e propri kit per seguire la terapia con tanto di DVD, manuali e schede di valutazione e qualcuno ha pensato anche di unire al metodo Bates termini come "medicina olistica" "naturopatia" "terapia vibrazionale" e com'è tipico in tutti i metodi non riconosciuti dalla medicina prima o poi si finisce per mischiare pseudomedicina con magia e superstizione.

Cercando in internet qualcosa sul metodo Bates ci si imbatte in situazioni imbarazzanti. Si entra praticamente nel paranormale. Nessuna spiegazione scientifica o almeno plausibile dal punto di vista medico, è tutto spostato sul piano filosofico ed a volte assolutamente cialtronesco. Come giudicare ad esempio passi come questo:
Chi ha problemi visivi sembra cercare costantemente di crearsi un ambiente "sicuro", dove le cose cambino il meno possibile e le attività non siano intense, provochino meno cambiamenti possibili. E l'ambiente più stabile e sicuro finisce per essere il proprio pensiero, forgiato appunto su certezze e "punti fermi". E quindi si cerca di privilegiare una vita il più possibile "pensata" (e non vissuta).

È importante comprendere che questo atteggiamento crea una intera visione del mondo, basata sulla rigidità: si cerca di "fermare il mondo". A volte nei gruppi vengono a galla situazioni dell'infanzia in cui, di fronte ad un trauma come mamma e papà che litigano, si è cercato di fermarli; come? Partendo da sé, fissando lo sguardo e smettendo di respirare e irrigidendo tutto il corpo e pensando NO, NO!
Queste parole sono scritte in un sito italiano che pubblicizza il metodo di Bates come cura certa e definitiva dei "problemi della vista" e parla di traumi e shock psichici come causa per i problemi come la miopia. Per fare un esempio, sempre lo stesso sito (che non cito per non pubblicizzarlo ma si trova con una breve ricerca) dice:
Cosa propone Bates riguardo a questo punto? Il suo approccio è in fondo simile a quello del Buddismo e altri sentieri spirituali: la radice della tensione mentale, che a sua volta genera problemi alla vista sta nella titanica e disperata lotta contro l'esistenza e le sue leggi, in particolare contro quella che citavamo all'inizio: tutto scorre, tutto si muove, tutto si trasforma, nessuna cosa è MAI stabile. Bisogna cambiare punto di vista, smettere di lottare e rilassarsi consapevolmente e volonterosamente.
Buddismo? Sentieri spirituali?
Da quando in qua un problema di vista si risolve con la "lotta contro l'esistenza" o la "spiritualità"?
Puzza di bufala...e tanto e tutti i siti che pubblicizzano il metodo fanno affermazioni di questo tenore.

In effetti non esiste nessuno studio che dimostri l'efficacia di tale metodo, nessuno di coloro che lo pubblicizza e lo pratica ne ha mai fatto una statistica, uno studio indiano mostra come con gli "esercizi oculari" si ha un miglioramento soggettivo ma non oggettivo (cioè le persone credono di vedere meglio ma al controllo ciò non è vero), un altro sottolinea l'inconsistenza delle teorie di Bates e la mancanza di efficacia, spiegando anche le probabili cause del miglioramento percepito da chi lo ha usato. Si può quindi affermare che, oltre alle basi teoriche completamente inattendibili, non vi sia alcuna base scientifica che giustifichi l'uso di tale metodo.
È anche noto che la maggioranza della clientela è "arruolata" con il passaparola. Si forma una sorta di "gruppo di lavoro" nel quale chi ha problemi visivi segue le direttive del terapeuta ed impara gli esercizi. C'è chi ha chiamato questo metodo "terapia visiva comportamentale" perchéagisce più sul comportamento e sulla psiche dell'individuo che sul suo problema di visione (che alla fine è un'anomalia anatomica, un problema fisico, non psicologico...).
Chi si sottopone a questi metodi ha reazioni differenti: alcuni sono entusiasti altri delusi e scontenti. Gli entustiasti però non hanno mai dimostrato ad un esame clinico di aver realmente migliorato i loro problemi di visione. Si può dire con sufficiente sicurezza che si tratta di una sorta di "effetto placebo" visivo: alcuni individui si convincono di vedere meglio perchè questo è lo scopo del metodo ma in realtà non hanno migliorato per nulla il loro problema. Un "effetto placebo visivo"?
Probabile.
I casi di persone "guarite" dal metodo sono descritti solo nei siti che pubblicizzano la cura (e descrivono interviste rilasciate dopo qualche giorno la fine dei corsi, se non dopo pochi minuti dal corso) non esistono "follow up" dei pazienti e molti si sono dichiarati guariti ma indossano lo stesso i loro occhiali. Il sospetto di un effetto placebo è quindi molto forte.
Qualcuno obietta che un effetto placebo sia impossibile nel campo della visione, se una persona vede bene non può credere di farlo, evidentemente vedrà realmente meglio di prima ma questo, riguardo il metodo Bates non è corretto in quanto la maggioranza delle persone che hanno dichiarato di "vederci meglio" lo hanno fatto pochissimo tempo dopo le "sedute terapeutiche", senza alcun controllo a distanza.
Esistono anche alcuni casi di vera e propria truffa.

Si invita il "corsista" a leggere alcune lettere di un pannello a sfondo bianco (e lettere nere) e si avrà un risultato. Si invita poi la stessa persona a coprire gli occhi con le mani (il "palming" previsto proprio dal metodo Bates) per alcuni secondi e rilassare la mente. Appena scoperti nuovamente gli occhi si invita a leggere un altro pannello questa volta a sfondo nero con lettere bianche ed il soggetto riuscirà a leggere molte più lettere, anche le più piccole. Sembra un risultato eclatante.
È invece la conseguenza dell'esaltazione delle lettere bianche che segue il momento di "buio" causato dal "palming". I nostri occhi per qualche secondo (anche per alcuni minuti) risultano più sensibili alla luce e di conseguenza anche più "sensibili" alle lettere bianche su sfondo nero.
È lo stesso fenomeno che accade quando restiamo abbagliati dalla luce del mattino appena svegli oppure se accendiamo la luce in una stanza nella quale eravamo al buio da un po' di tempo: quella luce sembrerà "illuminare di più". Allo stesso modo, le lettere bianche su sfondo nero, dopo un periodo di "buio", sembreranno più nitide.
Un'ulteriore prova che i "risultati" del metodo non sono reali ma solo una illusione temporanea.

In realtà esistono anche diversi esperimenti che dimostrano come convincersi di vedere meglio faccia percepire un miglioramento della visione senza per questo assistere ad un miglioramento reale.
Il condizionamento psicologico nel miglioramento apparente della vista è stato anche studiato ed ha confermato questa possibilità.
L'assoluta inconsistenza delle ricerche che sostengono le idee di Bates sono evidenti anche perché non esiste una statistica specifica che controlla i risultati di questo metodo ed i "pazienti", dopo "la cura" sono praticamente abbandonati senza alcun controllo delle condizioni successive al trattamento (tranne ripetere i corsi, pagando di nuovo).
Tra i metodi pubblicizzati per ottenere una visione migliore ci sono anche alcuni occhiali particolari, per esempio quelli con delle lenti piene di buchi (una sorta di "griglia") che in Italia si chiamano "stenopeici" (in inglese "pinhole glasses"). Anche in questo caso si sfruttano alcuni effetti già noti di adattamento dell'occhiio alla nuova situazione (la luce non penetra da un unico punto ma da tanti, i buchi della "griglia" che danno l'impressione temporanea di vederci meglio. Questo "miglioramento" svanisce in poco tempo. Studi su questi occhiali mostrano che, oltre al fastidio provocato, alcuni miglioramenti nella lettura e nella visione, sono temporanei e si accompagnano a peggioramenti di altri parametri visivi come la grandezza del campo visuale e la velocità di lettura. Una truffa anche questi quindi.
In realtà chi segue il metodo Bates non corre rischi particolari (eccetto quello derivante dall'assurda visione diretta del Sole) se non quello di tralasciare la cura della vista e non approfittare dei metodi correttivi esistenti (aggiungo anche quello di spendere inutilmente i propri soldi).
Discutibile anche il lato commerciale di questo metodo. Di fronte a promesse di miglioramenti eccezionali si mischiano quasi sempre concetti scientifici ad argomenti "alternativi", si "vende" il metodo con mezzi assolutamente non corretti (multilevel marketing, corsi itineranti, settimana vacanze) non si forniscono spiegazioni scientifiche o plausibili che permettano di comprendere meglio gli scopi di questa tecnica, la diffusione di questa pratica insomma non ha l'aspetto di un metodo dalle basi scientifiche ma di una vera e propria vendita pubblicitaria, come i prodotti dimagranti miracolosi o quelli anticalvizie.
Non esiste quindi nessuna ragione né evidenza che consigli a chi ha problemi di vista l'utilizzo di questo metodo che potenzialmente potrebbe risultare anche pericoloso.

Alla prossima.

Grazie a P.

[aggiornato dopo la pubblicazione iniziale]

lunedì 17 gennaio 2011

I nobili IgNobel

Il premio IgNobel è un riconoscimento annuale che viene assegnato a tutte le ricerche scientifiche più improbabili e buffe, almeno apparentemente, che hanno comunque tutte le caratteritiche della buona ricerca scientifica.
Il gioco di parole tra "Ignobel" e "Nobel" è abbastanza comprensibile e la cerimonia di consegna dei premi si svolge prima di quella dei ben più noti e prestigiosi premi Nobel, massimo riconoscimento mondiale per uno scienziato.
Il premio IgNobel esiste dal 1991 e la cerimonia di premiazione è seguitissima, serissima e non ha nessuno scopo di burla o presa in giro.
Negli anni sono stati premiati gli scienziati che hanno condotto le ricerche più assurde o apparentemente senza senso, che hanno realizzato esperimenti incredibili o invenzioni assolutamente improbabili. Una carrellata ai premi assegnati può mostrare di cosa si occupa questa manifestazione e che tipo di ricerche sono state premiate.

Partiamo dall'ultima edizione, quella del 2010, ecco l'elenco dei vincitori:
Ignobel per l'ingegneria: perfezionamento di un metodo per raccogliere caccole di balene con un elicottero radiocomandato

Ignobel per la medicina: per la scoperta che i sintomi dell'asma possono essere trattati con un giro sull'ottovolante.

Ignobel per i trasporti: per la determinazione dei percorsi ottimali della ferrovia adattandosi alla presenza di muschio negli ambienti naturali.

Ignobel per la fisica: per aver dimostrato come la gente scivoli meno sulle strade ghiacciate indossando calze sopra le scarpe.

Ignobel per la pace: per aver dimostrato la credenza comune che le imprecazioni allevino il dolore.

Ignobel per la salute pubblica: per aver dimostrato come i microbi si attacchino alle barbe degli scienziati che li studiano.

Ignobel per l'economia: per aver creato un nuovo modo di investire il denaro, il quale minimizza il rischio economico e massimizza i profitti per l'economia mondiale, almeno per una parte di essa.

Ignobel per il management: per aver dimostrato che le società sarebbero più efficenti promuovendo sul lavoro gente a caso (autori italiani!).

Ignobel per la biologia: per aver documentato scientificamente i rapporti orali nei pipistrelli da frutto.

Ignobel per la chimica: per aver smentito la vecchia credenza che l'olio non possa mescolarsi all'acqua.

Leggendo i vari studi premiati sorge il dubbio che si tratti di qualcosa di inventato, poco verosimile ed invece si tratta proprio di studi reali, progetti finanziati, ricerche durate anni e fatica, la maggioranza delle quali sono condotte rigorosamente, con metodi avanzati e pubblicati in importanti riviste scientifiche.
I vari argomenti non devono scandalizzare: molti studi hanno una finalità differente da quella che può apparire leggendone il contenuto. Le conclusioni di ogni studio, apparentemente sconclusionate e bizzarre, spesso sono la base per ulteriori studi su argomenti importanti e dibattuti.
Sicuramente comunque, una buona dose d'ironia può servire a comprendere meglio ogni ricerca ed a coglierne l'utilità.

Alle cerimonie presiedono grandi scienziati, premi Nobel, esperti internazionali di scienza, veri e propri mostri sacri. La maggioranza delle ricerche premiate (tutte pubblicate in riviste scientifiche anche prestigiose) non sono studi ironici o prese in giro ma veri e propri teoremi matematici, dimostrazioni scientifiche, nulla è lasciato al caso. Sono però spesso presi di mira i titoli di queste ricerche o il pretesto che esse usano per giungere alle conclusioni dello studio.
Se nell'ultima edizione del premio sono presenti ricerche e titoli apparentemente ridicoli, negli anni si sono succeduti argomenti, scoperte ed esperimenti assolutamente incredibili.
Sapevate ad esempio che le mucche con un nome producono più latte di quelle senza nome? Oppure che le pulci del cane saltano più lontano delle pulci del gatto?

Un premio ignobel per la pace è stato assegnato a chi ha studiato le differenze tra un colpo in testa con una bottiglia di birra vuota ed una piena. Una delle invenzioni di maggior successo presentate alla cerimonia degli Ignobel è invece il reggiseno che può essere convertito in maschera antigas in caso di emergenza.
Le ballerine di lap-dance imparano più mosse coreografiche durante il periodo dell'ovulazione, è uno studio di economia ed ha vinto il premio del 2008.
Interessante sapere come i farmaci falsi ad alto prezzo sono più efficaci di quelli falsi a prezzo più basso (potrebbe essere l'ennesima prova della forza dell'effetto placebo) o che è stata studiata l'attività cerebrale delle locuste mentre guardano scene di "Guerre Stellari"?
Incredibile vero?
Bellissimo il premio per la matematica nel 2006: quante foto bisogna scattare per essere sicuri che nessuno appaia con gli occhi chiusi (un classico della foto "amatoriale")? C'è chi l'ha calcolato ed ha vinto il premio.

Il Prof. Barrs, autore di uno studio sui danni da caduta di noci di cocco, insignito del premio IgNobel
Il sito dell'Ignobel contiene l'elenco di tutti i premi vinti nel corso degli anni, lo trovate qui, una lista interminabile di ricerche curiosissime e risultati ancora più strambi.
L'iniziativa può sembrare una perdita di tempo ed invece è un modo interessante per avvicinarsi al mondo della ricerca, per capire gli studi, la statistica ed i piccoli passi che si fanno per arrivare alle grandi scoperte. Non per niente lo slogan dell'associazione IgNobel è "ricerche che fanno ridere e poi riflettere".
Tra i concorrenti del prossimo premio IgNobel c'è Montagnier, il già Nobel per la medicina per la scoperta del virus HIV ed ora propugnatore di estratti di papaia contro l'influenza, di cure alternative per l'AIDS e di beveroni omeopatici. In particolare è la sua ricerca pubblicata su una rivista che ha egli stesso come direttore editoriale che afferma di aver scoperto che l'acqua a contatto con batteri umani ultradiluiti emana segnali elettromagnetici che ha sconvolto, in senso negativo, l'ambiente scientifico. Una sorta di dimostrazione casalinga quanto dilettantesca dell'esistenza della memoria dell'acqua tanto cara agli omeopati.
Io voterei per lui...
Alla prossima.

giovedì 13 gennaio 2011

Documentario belga su Hamer

Sulla TV nazionale belga un documentario inchiesta sulla Nuova Medicina Germanica di Hamer.
La pseudomedicina delirante dell'ex medico tedesco è diffusa in tutto il mondo e spesso è chiamata in maniera differente secondo chi la propone o la nazione di diffusione. La giornalista belga Nathalie De Reuck, anch'essa purtroppo vittima della medicina germanica in quanto ha perso la madre che si era affidata a ciarlatani dediti a questa assurda pratica, ha realizzato questo dossier video su un tema che ancora è troppo sottovalutato.
Tra gli intervistati dalla giornalista belga il nostro connazionale Ilario D'Amato, anch'egli giornalista (e pure bravo), che ha raccolto negli anni centinaia di dati sulla pseudoterapia di Hamer.
Il video è disponibile per pochi giorni ed è in lingua francese, eccolo qui.
Non a caso la parte del documentario dedicata ad Hamer si intitola "La medicina che uccide!".

Hamer sorpreso recentemente durante la sua latitanza in Norvegia
Alla prossima.

sabato 8 gennaio 2011

Mandorle anticancro: il Laetrile

Se frequentate un gruppo di sostenitori delle cure alternative per il cancro, prima o poi vi capiterà di sentire qualcosa di simile al titolo di questo articolo: mangiare mandorle per sconfiggere il cancro.
Nonostante l'affermazione sembri assolutamente fuori luogo non è proprio così in quanto si tratta dell'ennesima storia di un'idea sbagliata in partenza, portata avanti testardamente nonostante le prove la smentissero e poi utilizzata per guadagnare denaro sulle speranze di chi è malato.
Il finale è abbastanza scontato: dopo aver smentito la correttezza di un'ipotesi che vuole sfruttarla per i suoi interessi accuserà il mondo di complotto ai suoi danni e vivrà ai margini della legalità pur di non perdere gli introiti che aveva programmato.
Questa storia accade negli Stati Uniti ed ebbe (e forse ha) notevole eco mediatico. Assieme alla "terapia Gerson" questa è l'altra "cura anticancro" che spopola negli USA.

E' un'altra (ulteriore) storia senza senso. Perchè una persona si convince che qualcosa possa curare il cancro e nonostante tutto dimostri il contrario continua testardamente a perseguire quell'idea? E' impossibile tornare indietro? E' inaccettabile ammettere di aver sbagliato?

E perchè la gente continua a sperare nell'impossibile affidandosi a ciò che non ha mai mostrato di funzionare?
Forse proprio perchè ormai si crede solo all'impossibile visto che il possibile è già stato fatto?

Procediamo con ordine.
L'Amigdalina, molecola isolata nel 1830, è una sostanza contenuta in semi di diverse piante (pesca, albicocca), soprattutto nelle mandorle amare. E' chiamata a volte "vitamina B17" anche se in realtà non si tratta di una vitamina e non interviene in nessun processo fondamentale del nostro organismo. Tramite un'azione enzimatica, l'amigdalina si scinde e produce altre sostanze, tra le quali l'acido cianidrico (cianuro), molto tossico anche a piccole dosi. La sostanza fu sperimentata nel 1892 in Germania come prodotto anticancro ma fu subito abbandonata per la sua inefficacia e tossicità.
All'inizio degli anni 50 Ernst Krebs produsse una sorta di Amigdalina "modificata" che chiamò Laetrile (chimicamente levo mandelonitrile beta glucuronoside) e che brevettò per la cura dei disordini della fermentazione intestinale. Krebs era figlio di un farmacista che già prima di lui aveva sperimentato varie sostanze per la cura del cancro senza successo. L'"inventore" del Laetrile in realtà non era medico. Fu bocciato diverse volte ed infine espulso da una scuola omeopatica, frequentò senza successo altre 5 università ed alla fine riuscì a conseguire un diploma in arte in un'università in Illinois. Nel 1973 riuscì ad ottenere da una scuola cristiana evangelica di Tulsa, un diploma di scienze per aver organizzato una conferenza di un'ora sul Laetrile.

La teoria alla base delle ipotesi di Krebs è un po' complessa, per chi volesse conoscerla la riassumo di seguito:

Nel 1892 un embriologo scozzese, John Beard, ipotizzò che le cellule del cancro sono simili alle cellule del trofoblasto (sono le cellule della placenta che permettono l'impianto dell'embrione nell'utero materno). Secondo lui il pancreas produce un enzima, la chemotripsina, che avrebbe le proprietà di distruggere il trofoblasto che senza questa azione "limitante" andrebbe oltre l'utero invadendo anche il resto dell'organismo, proprio come un tumore. Quando il pancreas non è capace di produrre sufficiente chemotripsina, le cellule del trofoblasto, sempre secondo Beard, circolerebbero per l'organismo, creando i presupposti per il cancro.
Nel 1950 Krebs riprese queste teorie ed ipotizzò che l'amigdalina potesse uccidere le cellule cancerose proprio come la chemotripsina.
Secondo lui, le cellule cancerose sarebbero carenti di un enzima (dal nome "rodanasi" o rodanese) che provocherebbe la produzione di acido cianidrico ed ucciderebbe le stesse cellule del cancro, mentre le cellule sane conterrebbero un altro enzima che le proteggerebbe dall'azione tossica del cianuro.
Krebs affermò quindi che l'amigdalina fosse una vitamina (sostanza necessaria alle funzioni dell'organismo) e la ribattezzò vitamina B17. Il cancro sarebbe causato dalla mancanza di questa vitamina.
Nessuna delle teorie di sopra sono state validate dagli studi scientifici. L'amigdalina non è una vitamina e non è mai stato dimostrato che una  sua carenza possa provocare qualsiasi forma di cancro.
Ernst Krebs

Nel 1956 Krebs incontra il geologo Andrew Mc Naughton (che poi passò alla più redditizia attività di trafficante d'armi e poi di agente segreto doppio, per il Canada e per Cuba, del quale diventò cittadino onorario per mano di Fidel Castro in persona) il quale, attirato dalla "vitamina anticancro" fondò la International Biozymes che cominciò a produrre e commercializzare il prodotto.
Parallelamente Mc Naughton ebbe gravissimi problemi legali legati alla sua abitudine di fare affari un po' "oscuri". Fu condannato in Canada e persino in Italia per bancarotta, truffa, frode fiscale. In Canada in particolare fu chiesto il suo arresto per un'evasione fiscale mai risarcita. L'uomo si diede alla latitanza.
Questo non fermò la sua attività commerciale con il Laetrile che cominciò a pubblicizzare in riviste, quotidiani libri e televisioni. Riuscì a convincere alcuni medici a tenere conferenze sul prodotto e convinse uno di questi a scrivere un libro che ebbe discreta diffusione nel nord America. Il nome della società divenne Fondazione Mc Naughton.
Nonostante questo le vendite del Laetrile non decollarono, serviva una svolta che sembrò arrivare poco tempo dopo.
Cecile Hoffman era una maestra di San Diego sottoposta ad intervento nel 1959 per cancro mammario. Dopo la lettura di uno dei libri che pubblicizzavano il Laetrile cercò disperatamente di procurarsene qualche dose. Si rivolse direttamente all'azienda produttrice che le vendette alcune dosi. Alla ricerca di un medico disposto a curarla con quella sostanza e dopo qualche difficoltà a trovarlo, finì nelle mani di Ernesto Contreras, medico messicano che non aspettava di meglio ed esercitava a Tijuana (località nella quale si concentrano il 99% delle cliniche alternative statunitensi, fuori dai confini ma comodissima da raggiungere).

Contreras sottopose la donna alla cura dichiarandola guarita dopo pochi mesi. La donna diventò un'accanita sostenitrice del Laetrile e dell'ambulatorio messicano di Contreras, diffondendo la sua vicenda tramite tutti i canali possibili. Nel 1963 arrivò addirittura a fondare la International Association of Cancer Victims and Friends (IACVF) che pubblicizzava la cura con il Laetrile. Nel 1969 morì di metastasi da cancro mammario. La voce si era però diffusa e da tutto il continente americano arrivavano carovane di malati a chiedere le cure di Contreras con il Laetrile.
L'affare si mostrò redditizio, ogni ciclo di cura costava parecchio e l'ambulatorio di Contreras, sempre affollato, forniva scorte per effettuare la terapia a casa. Il prodotto era pure spedito su richiesta. Ogni studio sulla sostanza però continuava a non mostrare segni di efficacia.
Nel 1970, il medico messicano, ormai ricco, fondò un suo centro medico extralusso il Del Mar Medical Center che diventò qualche anno dopo Oasis of Hope medical center. Alla morte del medico successe il figlio, Francisco Contreras, attualmente responsabile della struttura che fornisce sempre cure alternative ma non menziona ufficialmente tra le sue prestazioni terapie con Laetrile.

La clinica "Oasis of Hope"

Se dal punto di vista commerciale il prodotto sembrava lanciato mancava ancora il "benestare" scientifico. I medici che chiedevano prove dell'efficacia del Laetrile non ricevevano nemmeno risposta, alcune società mediche richiesero dati e cartelle per un esame preliminare e questi dati non arrivarono mai. Continuava però il passaggio di improbabili testimoni in TV e svariati articoli sui  giornali locali.

Dalla metà degli anni 70 si successero vari scandali finanziari con conseguenti dissesti delle società di Krebs e Mc Naughton che però non demordevano nell'obiettivo di dare dignità scientifica alla loro cura. In realtà per anni, non vi furono nè esperimenti scientifici nè verifiche mediche di un certo livello, almeno non quanti furono gli scandali economici, gli spostamenti di capitale e le denunce del fisco contro i produttori della sostanza. L'impressione che ne derivava era quella di una azienda male organizzata e cadente alla quale non importava l'efficacia eventuale del loro prodotto quanto la "vendibilità" e la possibile diffusione mondiale.

Furono commissionati dalla stessa Fondazione McNaughton alcuni studi su cavie (fatti dai laboratori SCIND di San Francisco) affette da tumore. Negli anni precedenti la fondazione affermava di avere risultati "brillanti" con dosaggi di 1 o 2 grammi settimanali di Laetrile, alle cavie fu somministrato l'equivalente di 30 e 40 grammi di sostanza ed i risultati furono totalmente negativi.
La somministrazione però continuò concentrandosi nella clinica di Contreras. Egli affermava di visitare 100-120 pazienti a settimana fornendo una scorta di Laetrile utile per un mese di terapia. Secondo lui nel 30% dei pazienti vi erano risultati positivi e definitivi ma non fu mai fornita prova di queste affermazioni.
Nel 1979 Contreras dichiarò di aver trattato 26000 casi di cancro in 16 anni.
Nonostante questo gli studi sulla sostanza evidenziavano che non vi era nessuna prova di un effetto anticancro nè sugli uomini nè sugli animali, si registravano anche molti casi di intossicazione accidentale o volontaria. Tutto ciò che affermava l'efficacia del Laetrile erano degli aneddoti, delle vere e proprie pagine pubblicitarie, nessuno studio serio e nessuna statistica evidenziava un ruolo positivo, reale, nella cura dei tumori.
Il fallimento della cura fu ripetutamente sottolineato dalle ricerche che venivano effettuate nelle università americane in risposta alla richiesta crescente di indagini da parte della popolazione americana.
Dalla FDA giunse a questo punto una richiesta ufficiale: fornire almeno i dati dei casi più evidenti e palesi di miglioramento.

Contreras fornì solo 12 casi.

L'analisi di questi casi fu pietosa: la metà di questi erano morti di cancro, uno aveva utilizzato terapie convenzionali, un altro era deceduto per altra patologia dopo la rimozione chirurgica del tumore, uno era ancora affetto dalla malattia e gli ultimi tre non erano rintracciabili (...ed erano i casi più evidenti di "successo"...).

Ma altri medici seguivano le orme di Contreras che nel frattempo era diventato un "guru" delle cliniche alternative, tutti affermavano risultati eclatanti e nessuno forniva documentazione e quando questo raramente accadeva si trattava dei soliti casi che in realtà di "risolto" non avevano nulla. Uno dei più conosciuti fu John Richardson che univa al Laetrile anche le diete e le dosi elevate di vitamine, coniando per la prima volta il termine "medicina metabolica" tanto caro agli "alternativi tuttologhi". Da quel momento il termine "medicina metabolica" è utilizzato per indicare un insieme di cure alternative inefficaci che uniscono al Laetrile un insieme di altre teorie, dalla terapia Gerson con vitamine a quella Clark con clisteri di caffè, fino ai massaggi ed alla meditazione.

Richardson affermò di aver curato 6000 pazienti dal cancro. Il numero esatto non si scoprì mai ma di sicuro egli fece molti affari arrivando ad acquisire notevole fama e promettendo miracoli che in realtà non ottenne. Subito dopo una sua dichiarazione nella quale parlava di "miglioramento drammatico della malattia" ammise che praticamente tutti i suoi pazienti erano deceduti di cancro.
Fu calcolato il suo introito in circa 15 milioni di dollari dell'epoca ed anche lui ebbe guai con il fisco. Fu prima denunciato e poi radiato dall'albo dei medici per aver praticato cure inefficaci su pazienti non consenzienti. Finì la sua carriera lavorando nella clinica del dottor Contreras. Morì all'inizio degli anni 80.

Il Laetrile quindi, nonostante non avesse mai dato prova delle sue capacità continuava ad essere proposto. Ma ci fu un episodio che fece scalpore, il cosiddetto caso Rutherford.
Glen Rutherford era un commerciante di 55 anni affetto da un polipo maligno al colon. Per paura rifiutò di sottoporsi alla chirurgia tradizionale affidandosi alle mani del dott. Contreras. Questi lo "curò" somministrandogli vitamine, enzimi e Laetrile. Emerse dopo alcuni anni (furono perquisiti gli schedari del servizio di anatomia patologica che analizzavano le biopsie dei pazienti) che durante un intervento da lui definito "diagnostico" rimosse il polipo (in pratica effettuò l'intervento che l'uomo non voleva fare per paura). Dopo pochi giorni giudicò l'uomo guarito e questa notizia fece il giro degli Stati Uniti: il Laetrile divenne finalmente noto a tutti.

Con la diffusione del Laetrile in larga scala cominciarono i primi guai.
Due morti furono attribuite alla sostanza ed erano due bambini. Il primo era Chad Green, due anni, affetto da leucemia in fase di guarigione con cicli di chemioterapia. Improvvisamente, convinti da un medico alternativo, i genitori del piccolo sospesero ogni terapia affidandosi alle "cure metaboliche" a base di diete, vitamine, enzimi e Laetrile. Fu intimato da un magistrato il ritorno alle cure tradizionali ma i genitori del piccolo Chad fuggirono in Messico affidandosi a Contreras. Qualche mese dopo il bambino morì di avvelenamento da cianuro.
L'unica cosa dichiarata da Contreras fu che il bambino non era guarito, ma almeno era morto in maniera dolce.
Joseph Hofbauer invece, era un bambino di nove anni affetto da un linfoma (patologia che ha una percentuale di sopravvivenza a cinque anni con cure standard del 95%). I suoi genitori non provarono mai una cura tradizionale ma si affidarono subito alle "terapie metaboliche" con il Laetrile. Joseph morì due anni dopo.

Ma il Laetrile ha anche una vittima illustre. E' l'attore Steve Mc Queen.

Malato di tumore si affidò alla "cura metabolica" con il Laetrile presso un ex dentista radiato dall'ordine per le sue cure "bizzarre". Laetrile, massaggi, preghiere, iniezioni di cellule fetali animali, clisteri di caffè e vitamine, nel luglio del 1980 l'attore americano si ricoverò in una clinica messicana di cure alternative. Dopo pochi giorni dalle prime sedute "terapeutiche" Mc Queen si dichiarò soddisfatto ed in buona forma: "Thank you for helping to save my life" (Grazie per avermi aiutato a salvare la vita) disse. In una conferenza stampa il suo medico lo dichiarò guarito e pronto a tornare al lavoro.
Morì per il suo tumore polmonare pochi mesi dopo. Sottoposto a disperato intervento chirurgico per rimuovere le masse tumorali ormai disseminate per metastasi non riesce a superare l'intervento e muore il giorno dopo, il 6 novembre 1980.

Non fu sufficiente nemmeno questo a fermare la diffusione delle cure "all'estratto di mandorle" che sembrava ipnotizzare la gente. La cosa più stupefacente era l'assoluta mancanza di riscontri sull'efficacia di questa terapia. Non vi erano dimostrazioni scientifiche, ma anche i classici racconti tra amici, si concludevano con un "niente di fatto". Negli Stati Uniti sembrava una follia collettiva. Fu questo il periodo in cui le cliniche di medicina alternativa in Messico ebbero maggiore sviluppo in quanto davanti agli affari ottenuti vendendo praticamente acqua fresca, in tanti tentarono la via delle cure alternative (in quella zona sono tantissime anche oggi le cliniche che offrono solo cure alternative). La richiesta era enorme e non essendo la cura permessa nel territorio statunitense, gli alternativi si trasferivano appena fuori confine, in Messico appunto. L'enorme spinta popolare indusse anche molti politici a "cavalcare l'onda" (probabilmente non per motivi scientifici o altruistici...) e furono anche le pressioni politiche che suscitarono l'interesse dei media e delle autorità.
La gente partiva per un viaggio della speranza e tornava disperata, quando riusciva a tornare in vita. Così aumentavano i casi di avvelenamento da cianuro per uso del Laetrile, molti dei quali venivano scoperti casualmente in quanto le persone coinvolte non ammettevano inizialmente di aver effettuato la "cura alternativa". Uno studio sulla tossicità alle dosi consigliate dai guaritori però, non dimostrò particolari effetti collaterali quando queste dosi non venivano superate.

A quel punto fu quasi inevitabile l'inizio della verifica definitiva.
Il National Cancer Institute (NCI) indagò sulla sostanza e sulle sue proprietà, iniziò con uno studio retrospettivo indirizzando un questionario a 385.000 medici statunitensi e 70.000 rappresentanti di istituzioni sanitarie, mediche o case di riposo, chiedendo di fornire notizie su pazienti che riferivano benefici dall'uso del Laetrile.
Furono contattati anche diversi gruppi di sostegno alla terapia ed anche ad essi furono chiesti riscontri.
Nonostante l'enorme mole di contatti arrivarono solo 93 report 26 dei quali mancavano quasi completamente di documentazione utile allo studio. I restanti 68 casi furono anonimizzati ed inviati ad una commissione che doveva confrontare i risultati con quelli di un numero di pazienti uguale che però aveva ricevuto chemioterapia come cura del proprio tumore.
La commissione esaminatrice era "in cieco", non sapeva cioè chi aveva ricevuto Laetrile e chi chemioterapia.

I risultati furono i seguenti:
- 2 pazienti mostrarono completa remissione della malattia (scomparsa del tumore)
- 4 remissione parziale del tumore (dimensioni diminuite, arresto dello sviluppo)
- 62 pazienti non mostrarono alcun effetto da parte del laetrile (malattia in avanzamento o morte del paziente)

Pochi giorni dopo l'inizio dell'analisi da parte della commissione, 220 medici inviarono al NCI i report di 1000 pazienti che avevano utilizzato il laetrile e che non avevano ricevuto nessun beneficio.
La commissione concluse che "i risultati mostrano che non vi è nessuna conclusione che possa supportare un effetto antitumorale da parte del Laetrile".
Nel 1980 il NCI organizzò uno studio su 178 pazienti che avevano utilizzato la sostanza associata ad enzimi e vitamine come cura  sperimentale (furono coinvolte la Mayo Clinic ed altri tre centri oncologici) per il loro tumore maligno.
Furono scelti pazienti in buone condizioni di salute e con masse tumorali misurabili per una verifica. Un terzo del campione non aveva effettuato nessuna chemioterapia.
Alla richiesta di fornire una "formula" del Laetrile, nessun gruppo di sostegno alla cura fu capace di dare delle indicazioni precise al NCI che pertanto decise di basarsi sulle indicazioni di Krebs e sulla posologia e dosi che venivano somministrati dal maggiore produttore della sostanza, l'American Biologics.
I risultati furono evidenti.

Nessun paziente sopravvisse, tutte le masse tumorali aumentarono di dimensioni e non vi fu nessun miglioramento delle condizioni di salute. La sopravvivenza inoltre era minore rispetto a quella attesa in caso di cure conosciute. Molti pazienti inoltre accusarono i sintomi dell'avvelenamento da cianuro e numerosi effetti collaterali, anche gravi. Dopo sette mesi di cura, non era sopravvissuto nessuno.
Una nota del NCI concludeva:
Laetrile has had its day in court. The evidence, beyond reasonable doubt, is that it doesn't benefit patients with advanced cancer, and there is no reason to believe that it would be any more effective in the earlier stages of the disease . . . The time has come to close the books

(trad.) Il Laetrile ha avuto la sua sentenza. L'evidenza, oltre ogni ragionevole dubbio, è che non procura benefici in pazienti con tumori avanzati e non c'è motivo di credere che potrebbe essere efficace negli stadi iniziali della malattia...è giunto il tempo di chiudere il libro.

American Biologics (la casa produttrice del Laetrile) denunciò (tre volte) il NCI per essere colpevole del drastico calo  delle vendite di prodotto, le denunce furono archiviate.
Dopo questa conclusione altri studi raccolsero i (pochi) dati sul Laetrile disponibili in letteratura e conclusero che non vi era nessun motivo per sospettare un effetto positivo della sostanza.
Attualmente il Laetrile è ancora utilizzato in alcune cliniche messicane ed è reperibile su internet con i nomi di vitamina B17 o Amigdalina.
Negli anni l'eco del Laetrile si è comunque spento notevolmente ed anche oggi, chi  continua a ripetere il mantra del complotto e della cura nascosta dalle autorità continua a non fornire nessuna prova delle sue affermazioni.
A partire dal 2000 la giustizia americana ha punito numerosissime aziende che vendevano o distribuivano Laetrile come "cura per il cancro" mentre nelle cliniche messicane lo "spettro" d'azione dell'"anticancro alle mandorle" si è allargato a dismisura con la pretesa di curare anche l'AIDS, la sclerosi multipla, il diabete ed altro.
Anche in questi casi solo a parole...

Con le sperimentazioni del NCI si chiuse un altro capitolo di inutili illusioni fornite da gente che pretendeva di aver scoperto la cura del cancro.
E' un destino drammatico quello dei malati di tumore, oltre la malattia c'è da evitare di cadere nelle grinfie degli impostori che avrebbero un modo semplice ed indiscutibile di dimostrare di non essere soltanto dei ciarlatani: provare le loro affermazioni. Ma non lo fanno mai.

Quando non ci sono controlli tutte le cure alternative millantano successi e guarigioni eccezionali, quando questi controlli iniziano, come per miracolo le guarigioni scompaiono ed i successi svaniscono. Ma i ciarlatani hanno sempre l'uscita di servizio: il complotto. Con questa scusa chiudi ogni discussione, anche per me.

Alla prossima.

Aggiornamento 11/01/11:

Grande successo del corso on line della Boiron, una valanga di nuovi specialisti certificati dalla prestigiosa azienda francese ha ormai invaso la rete, i social network ed i blog. Occhio a chi avete accanto, potrebbe trattarsi di un neo diplomato disposto a tutto pur di farvi ingurgitare i suoi granuli magici.
Intanto il diploma è stato conseguito tra gli altri dal Capitano Kirk e da Fantozzi ma decine di lettori del blog e di personaggi di fantasia (compresi cani, gatti, pupazzi e giocattoli) sono da qualche giorno sacerdoti della sacra scuola omeopatica. Ultiimo arrivato lo stesso Avogadro che incredulo per i risultati dell'omeopatia che smentiscono senza dimostrarlo la sua legge (che gli ha dato pane e notorietà eterna) ha ceduto certificandosi definitivamente come omeopata Boiron.
Che il granulo vi accompagni tutta la vita.
:)

lunedì 3 gennaio 2011

Paperino l'omeopata

Anno nuovo diploma nuovo.
Ho sentito sostenere da qualcuno che diventare omeopata richiederebbe anni di studi, esperienza, serietà, conoscenze e pure un po' di apertura mentale. Non ho il tempo per frequentare scuole di omeopatia, ma ho conseguito lo stesso il diploma di omeopata certificato Boiron (la multinazionale omeopatica più nota al mondo) e quindi da ora in poi non mi si dica che non ho titoli per parlare di omeopatia, sono un omeopata e pure certificato e conservo il mio diplomino nuovo di zecca (anzi di stampante) così da mostrarlo a chi dice che non capisco nulla della fantascientifica teoria dell'ultradiluizione. D'altronde gli omeopati insistono sul fatto che bisogna affidarsi a professionisti seri e qualificati, sono solo loro che conoscono quei fatti che la scienza ignora ed il buon senso non comprende ma l'omeopatia propina, un titolo ufficiale (rilasciato da un'azienda leader del settore) dunque dovrebbe essere tra le migliori garanzie di serietà che si possano pretendere.

A questo punto, visto che non voglio tenere tutto per me, ho inserito anche un mio amico nel mondo delle "diluizioni, energizzate, vibrazionali, informate".
Dopo anni di studio ed esperienze cliniche effettuate in importanti centri medici (come il Paperopoli duck Hospital), sacrifici personali fisici e psicologici a dispetto della sua proverbiale sfortuna, sono lieto di comunicare che il mio amico Paolino Paperino ha raggiunto l'agognata meta di diventare uno specialista omeopata certificato da Boiron.

Il diploma di omeopata certificato Boiron di Paperino, è scansione dell'originale, nessun particolare dell'immagine è stato modificato.

Il corso di training on line della benemerita industria francese, famosa per produrre i rimedi ultradiluiti di acqua informata, succussa ed energizzata (e chi più ne ha più ne metta), ha ottenuto i risultati sperati. Paolino ha così fatto fruttare le sue approfondite conoscenze sull'argomento.
Concetti come la "memoria dell'acqua", "la teoria dei simili" e "l'invasione degli ultraquanti" sono stati illustrati durante il training ed hanno permesso all'amico Paolino di diventare un esperto certificato.

In questo momento Paolino Paperino non effettua consulenze nè visite perchè ancora sotto contratto Disney, ma si ripromette, appena trovato uno studio professionale fuori Paperopoli, sua città di residenza, di iniziare l'attività che sarà sovvenzionata dal suo non meno noto zio, Paperon de' Paperoni, sperando non sia un galoppino di Big Pharma. Il simpatico papero dedica questo traguardo agli amati Qui, Quo e Qua.
© Disney inc.

Un augurio a Paperino, che l'acqua informata lo accompagni in questa avventura.
Unico contrattempo, le sue apparizioni fumettistiche saranno diluite per il sopravvenuto impegno, non per questo comunque risulteranno meno efficaci, anzi...
;)
Alla prossima.

PS: Visto che gli omeopati sono conosciuti per la loro mancanza di ironia e di autocritica, li tranquillizzo avvertendoli che Paperino non può gestire un ambulatorio di omeopatia, non è un medico.


Aggiornamento: Una collega blogger, ha scritto alla Boiron per avere delucidazioni sul training on line omeopatico offerto a chiunque. Ricevuta la richiesta l'azienda ha oscurato la pagina per gli utenti italiani, pagina quindi attualmente irraggiungibile (direttamente). Mi dispiace per Paperoga che era sinceramente intenzionato ad ottenere l'importante certificazione.