mercoledì 27 gennaio 2010

Vaccini: Il mondo senza vaccini

Aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
 
I vaccini sono stati salutati come "salvatori dell'umanità", il loro arrivo ha rappresentato un vero punto di svolta e tramite loro siamo passati da un'epoca di malattia frequente e grave ad una (quella odierna) di benessere, salute, sicurezza. Ma come spesso accade è proprio la mancata conoscenza di un fatto che ci rende ignoranti e che può causare errori pericolosi, non vedere più bambini con la poliomielite ci fa sentire distanti dal problema, come se questo non esistesse e per lo stesso motivo tanti genitori continuano a porsi delle domande che per i nostri nonni avevano una risposta scontata e semplice: mi vaccino per non ammalarmi e per non fare ammalare i miei figli.
Prima di capire da quali malattie ci proteggono le vaccinazioni vi racconto una storia simpaticissima, esatto esempio di come i catastrofisti combinino sfracelli anche nel pubblicizzare le loro teorie.

Ricordate il Premio Randi? Quello istituito da James Randi (lo smascheratore della truffa di Benveniste sull'omeopatia ed oggi il maggiore investigatore scettico esistente) che offre 1000000 di dollari a chiunque riesca a dimostrare ma sotto controllo la possibilità di un fatto scientificamente impossibile (dalla rievocazione dei morti agli oroscopi, dall'omeopatia alla telepatia)?

Dopo decenni il premio è ancora lì. Nessuno lo ha ritirato e nessuno è stato capace di dimostrare in nessun modo, l'effettiva esistenza di un fenomeno "paranormale" nè di altri fenomeni antiscientifici. Eppure il premio farebbe gola a chiunque, figuriamoci a chi vende acqua "medica" o a chi sposta tavolini con la forza del pensiero.

Anche il complottismo antivaccinico ci ha provato, ma con risultati non altrettanto vincenti e soprattutto con una figura disonorevole.

La sfida "antivaccinica" è stata lanciata da un attivista di questo movimento, Jock Doubleday, direttore di Spontaneous Creation Publishing, un'organizzazione americana attiva nella divulgazione del "tutto naturale", dall'alimentazione, alle cure, alla nascita e contraria ai vaccini, ai farmaci ed ai ricoveri ospedalieri. Un complottista che nega i fatti dell'11 settembre 2001 e che nega l'esistenza del virus dell'AIDS. Un complottista di quelli veri insomma.

Il "naturopata" americano ha offerto una somma di denaro (oggi sono 215.000 dollari) a chi, medico o responsabile di aziende farmaceutiche, avesse accettato di assumere pubblicamente una mistura contenente gli stessi additivi contenuti in un vaccino, nella stessa quantità raccomandata ad un bambino di 6 anni.
Alla mistura, sarebbe stato aggiunto il Thimerosal anche se oggi la maggioranza dei vaccini non contengono più questo additivo.

"Jock Doubleday, director of the California 501(c)3 nonprofit corporation Natural Woman, Natural Man, Inc., hereby offers $75,000.00 to the first medical doctor or pharmaceutical company CEO who publicly drinks a mixture of standard vaccine additives ingredients in the same amount as a six-year-old child is recommended to receive under the year-2005 guidelines of the U.S. Centers for Disease Control and Prevention. (In the event that thimerosal has recently been removed from a particular vaccine, the thimerosal-containing version of that vaccine will be used.)"

Il furbastro credeva di stupire tutti mostrando che nessun medico si sarebbe esposto per un test tanto idiota quanto inutile. Ma si era sbagliato, qualcosa non andò come da lui previsto.

A gennaio 2009 un ricercatore con esperienza in immunologia Martin Robbins, ricevette una mail da un collega con la notizia di quella sfida.

Accettò e rispose allo sfidante inviandogli un gentile messaggio.

Dear Jock
I am more than happy to proceed with your challenge. Although not a medical doctor, I have research experience in immunology, and have written a book chapter on immune system modelling. Please let me know how we proceed.
Martin.

Gli chiede insomma di partecipare alla "sfida" avendo esperienza di immunologia pur non essendo un medico e chiese informazioni per iniziare "l'esperimento". Il contatto fu via mail ma non fu dei più amichevoli. Probabilmente la sicurezza di Doubleday era stata messa in crisi dalla velocità con la quale la sua "sfida" venne raccolta. Rispose così al messaggio di accettazione da parte di Martin e dal messaggio si capì che non era certo felice di aver trovato un volontario...:
Hi Martin/idiot,
If you're "happy" to drink poisons (huh?), please begin by READING THE RULES:
http://www.spontaneouscreation.org/SC/$75,000VaccineOffer.htm
Thanks!
Wishing that more people did ANY research at all,
Jock
In pratica lo chiama idiota senza nessun motivo e gli scrive: "se sei felice di bere del veleno, comincia a leggere il regolamento...".
In pratica attaccava una persona semplicemente perchè aveva accettato la sfida che lui stesso pubblicizzava.

Doubleday cercò quindi mille scuse per evitare la "prova", iniziò a minacciare quel ricercatore ad insultarlo fino a trovare mille scuse per evitare l'insistenza di Martin e quindi per non pagare la somma promessa oltre a fare una figuraccia planetaria.
Trovò una scusa banale, come la clausola che quella mistura doveva essere "provata" obbligatoriamente da un medico o dal responsabile di una azienda farmaceutica e non da altre figure scientifiche. Una bella svicolata insomma...

Ma Peter non si dette per vinto.

Inviò diverse mail a colleghi e conoscenti ed in breve molti di loro risposero dicendosi disposti a partecipare.
Così fu inviata a Doubleday un'altra candidatura e poi un'altra ed un'altra ancora, mentre decine di medici si offrivano di loro spontanea volontà scrivendo al "naturopata" e contattandolo direttamente dal suo sito.
Doubleday andò su tutte le furie, ebbe una crisi isterica cominciando ad attaccare tutti, accusandoli di complotto (eh...ma allora è una fissazione!) e non accettò nessuna candidatura, prima con le scuse più insulse ed alla fine direttamente senza rispondere ai candidati.
Chi riceveva una risposta leggeva solo insulti ed un altro scienziato racconta la sua esperienza a dir poco tragicomica con Doubleday.
Così finì la "sfida" dell'alternativo che voleva far bere il vaccino ad un rappresentante della scienza, ne trovò centinaia: urlando ed insultando non fu capace di mantenere le sue promesse, ha fatto una figuraccia megagalattica ma non contento ancora oggi scrive che nessun medico ha accettato la sua sfida e continua ad aumentare il montepremi.
Quando non c'è dignità è inutile insistere...
Ed ora andiamo all'argomento dell'articolo: cosa sarebbe stato il mondo senza vaccini?

Ne ho parlato nell'ultimo articolo dedicato alle vaccinazioni.
Un elemento che sostengo da sempre è che la diffidenza nei confronti dei vaccini deriva soprattutto (ed è un colmo) proprio da quel benessere che quei vaccini ci hanno regalato.
Non tanti anni fa erano visibili, nella vita di ogni giorno, i danni e le sequele causate da quelle malattie che oggi, se non scomparse, sono diventate una rarità.
A costo di sembrare crudo e di mostrare immagini poco gradevoli, voglio immaginare per un attimo cosa sarebbe il mondo senza vaccini.
Attenzione, qui non si parla di ipotesi o di scenari fantascientifici si parla di malattie che colpivano i bambini, i loro genitori, intere classi e che erano proprio per questo accettate come "normali" come possibilità. Un figlio morto per difterite non era un caso eccezionale, così come un bambino gravemente inabile per colpa della poliomielite. Quando avete un po' di tempo, concedetevelo per leggere l'interessantissimo ed avvincente articolo di Dario Bressanini, qui. Da non perdere.
La distanza di tempo e fisica da quelle immagini ci fa credere di essere protetti (da cosa...chi ci ha protetto? Saranno stati i vaccini?) dalle gravissime malattie dei nostri nonni e soprattutto ci rende convinti (falsamente) che quelle malattie non possano più tornare. Molti di noi credono che malattie gravissime come quelle debellate siano un ricordo preistorico, non ci riguardino.
Non è una colpa ma è bene che ci si renda conto di quello che la scienza ha fatto per l'umanità e mettere da parte convinzioni stupide e controproducenti.
Questo lo farei presente anche a quei medici che non hanno mai visto una poliomielite in vita loro e si permettono di sparare a zero sui vaccini. In fondo sono dei fortunati, ignoranti ma fortunati.
O lo farei presente a quel medico che ha sconsigliato la vaccinazione anti influenzale alla donna in gravidanza (perchè secondo lui "non testato" ed "inutile") che ha passato quasi due mesi in gravissime condizioni intubata (in respirazione artificiale) in un reparto di rianimazione. Suo figlio appena nato un giorno saprà con chi prendersela.

Ripeto: mi scuso se certe immagini si dimostrano dure o impressionanti ma leggendo le fandonie degli antivaccinisti (e qualche commento comparso in questo blog) sono sempre più convinto che a volte servono...le "maniere forti" per spiegare la realtà, negata per principio da chi fa dell'ignoranza una bandiera di propaganda.
Le malattie dalle quali ci proteggono i vaccini, non sono malattie "rare" o trasmissibili in particolari condizioni, sono malattie che circolavano normalmente nei nostri ambienti quotidiani: la scuola, la famiglia, il lavoro.

Conosciamo tutti le malattie che i vaccini hanno sconfitto?
Lo sappiamo cosa sono la Difterite, la Poliomielite ed il Vaiolo?
Interessa saperlo? Così, tanto per capire che malattie potevamo contrarre se nascevamo poche decine di anni fa...:
Difterite

La difterite: è causata da un batterio ed è caratterizzata dalla formazione di "agglomerati" batterici che producono una tenace sostanza membranosa. Da quel punto l'infezione si propaga in tutto l'organismo. Quando queste "membrane" si formano sulle tonsille e sull'apparato orofaringeo, si determina un quadro gravissimo che può arrivare fino alla morte. Il soffocamento infatti era una delle cause tipiche di morte da difterite. In epoca prevaccinale venivano contagiati circa il 10% dei bambini con una mortalità che raggiungeva picchi del 50%.
Lesioni da difterite sul collo


Le "membrane" su tonsille e faringe

Poliomielite
È una malattia causata da un virus, molto contagiosa con vari sintomi alcuni dei quali, quelli più gravi e di tipo neurologico, irreversibili. Il virus della poliomielite è "neurotropo" ha cioè molta affinità per le cellule nervose e le attacca distruggendole o danneggiandole. Oggi la poliomielite è ancora diffusa nei paesi poveri dove la vaccinazione è di difficile accesso. Molti non sanno che quelli che erano i bambini poliomielitici di qualche decennio fa ancora oggi seguono cure riabilitative (ed esistono istituti specializzati) per migliorare la loro sintomatologia). Negli USA vi sono centri di altissimo livello (e costosissimi) per la riabilitazione dei "sopravvissuti da polio".

Due bambine affette da poliomielite

 

Se la paralisi degli arti era la menomazione più evidente, centinaia di bambini (soprattutto) ed adulti venivano colpiti da paralisi respiratoria con conseguente condanna a vivere all'interno di un "polmone d'acciaio".
Questi macchinari (sconosciuti ai più giovani) erano delle enoemi "bare" nelle quali l'individuo malato viveva, si alimentava e respirava, l'unica alternativa alla morte per insufficienza respiratoria.

Centinaia di bambini nel polmone d'acciaio:


Negli Stati Uniti, la poliomielite assunse le caratteristiche di vera e propria emergenza nazionale, un'atmosfera da caccia alle streghe con mamme che tenevano i bambini chiusi a casa per il pericolo di contagio e stragi di gatti che furono sospettati di propagare la malattia. Furono avviate campagne d'informazione vastissime e vere e proprie opere di educazione sanitaria per una malattia che poteva seriamente minacciare il benessere dell'intera specie umana. Nell'immagine successiva Elvis Presley con un bimbo poliomielitico:

Qualcuno sostiene che la poliomielite era così diffusa per le precarie condizioni igieniche delle nostre città ma la teoria non ha fondamento per due motivi: negli anni 60-70 le condizioni igieniche erano ad un livello accettabile e simile a quello odierno e soprattutto la drastica diminuzione dei casi di polio non sono dovuti ad una "disinfezione" generale delle città ma sono coincise con la diffusione delle vaccinazioni.
Inoltre persone di alto livello socio culturale ed economico erano colpite dalla polio esattamente come i più "poveri"; ecco un esempio noto, anche se ancora dibattuto (non è del tutto chiara la natura del suo problema), il presidente degli Stati Uniti Roosevelt:

Vaiolo
Malattia infettiva provocata da un virus e tipica solo dell'uomo, eradicata nel 1979. Avete letto bene. Una malattia terribile che colpiva l'uomo è scomparsa per sempre, è stata eliminata da un vaccino (che è il risultato della ricerca e del genio dell'uomo) che ha affiancato il miglioramento e la programmazione dell'organizzazione sanitaria. La malattia era caratterizzata da febbre, malessere, esàntema (chiazze e macchie sulla pelle), pustole ed infine croste. Ognuno di questi sintomi seguiva l'altro con il progredire della malattia. La sua conseguenza tipica è la presenza di profonde cicatrici deturpanti, in volto ma anche nel resto del corpo e la mortalità è molto elevata (nelle forme Major fino al 50%).
Fino a qualche anno addietro era possibile incontrare persone con il volto sfigurato dalle lesioni del vaiolo (qualche anziano lo si incontra anche oggi).
La malattia ha un decorso veloce e particolarmente allarmante. Questo virus come detto oggi non esiste più e dei campioni sono conservati a scopo scientifico negli Stati Uniti ed in Russia. E' stato ipotizzato l'uso del virus del vaiolo come arma biologica (che sarebbe terribile) e per questo le maggiori nazioni civilizzate conservano ancora oggi molte dosi di vaccino antivaiolo. Italia compresa. Nell'eradicazione della malattia hanno avuto un ruolo fondamentale (forse più della stessa vaccinazione) misure di isolamento, quarantena ed identificazione dei focolai di malattia. La vaccinazione antivaiolosa è ricca di effetti collaterali e quindi è da effettuare solo in caso di effettiva necessità.

Bambini con lesioni da vaiolo


L'ultima persona al mondo che ha contratto il vaiolo in natura è stato Ali Maow Maali nel 1977, non era vaccinato:


Pertosse
Causata dalla Bordetella Pertussis (un batterio) è una malattie molto contagiosa che si diffonde per via aerea.
E' caratterizzata da accessi molto violenti di tosse che compaiono durante l'espirazione e possono provocare gravissimi casi di ipossia (mancanza di ossigeno). Il bambino infatti manifesta delle crisi di vero e proprio soffocamento, soprattutto nei bambini più piccoli.
La fase parossistica dura dalle 2 alle 3 settimane, poi migliora progressivamente. Molti bambini richiedono ospedalizzazione per l'alta incidenza di complicanze (soprattutto polmoniti). Anche la mortalità è elevata (2 casi su 1000).
Con le vaccinazioni la sua incidenza è molto più limitata riducendosi a circa 150.000 casi l'anno (nel 2008) contro i quasi 2.000.000 degli anni 80 (nel mondo, dati WHO). C'è da aggiungere che la vaccinazione antipertosse non è diffusa come dovrebbe e la maggioranza dei decessi e delle complicanze riguarda i paesi meno sviluppati.
E' inoltre una malattia che per le sue caratteristiche allarma tantissimo i genitori che non sanno come affrontare le emergenze e le crisi parossistiche. I più anziani tra i lettori, possono ricordare con terrore le nottate accanto ai propri figli con la pertosse. Bambini che arrivavano a soffocare, cianotici, sofferenti, erano un passaggio quasi "obbligatorio" nelle famiglie di qualche anno fa.

Queste sono solo alcune delle malattie debellate o ridotte drasticamente con le vaccinazioni.

Ma non fermiamoci "solo" alle terribili conseguenze fisiche di queste malattie. Pensate cosa doveva essere per un bambino la malattia e soprattutto la segregazione (i malati soprattutto nelle fasi iniziali della malattia erano tenuti in quarantena in reparti appositi). Dal punto di vista psicologico, questi bambini erano molto lontani da quelli di oggi. La famiglia (specie in zone rurali) vedeva il "sacrificio di un figlio" quasi come un obolo da pagare per il fatto stesso di essere in vita e la morte stessa non era "sempre" un evento tragico. Questo lo noto ancora oggi quando raccolgo le storie (per lavoro) di anziane signore: mi raccontano eventi drammatici (come la morte di quattro figli su otto di polio o vaiolo) come se nulla fosse, senza nessun rimpianto apparente, dicendomi solo frasi come: "...a quei tempi era così...".

Cosa provava per esempio una bambina di sei anni quando veniva ricoverata in ospedale per la poliomielite che l'aveva colpita?
Le prime notti era un incubo perchè non c'era posto per me nelle corsie dei più piccoli. Così mi misero nelle corsie dedicate agli adolescenti e non so perchè, questi si divertivano a tormentarmi, cose tipo tirarmi la carrozzina o divertirsi alle mie spalle quando io piangevo  poichè ero stata separata da mia mamma. Loro si divertivano a scontrarsi con me ed io ero perplessa in quanto non gli avevo fatto nulla.
Così...sono stati giorni davvero duri. Non mi riconoscevo in una tipica bimba di sei-sette anni, non so davvero se mi dissero la verità sul perchè io fossi in quel posto. Forse io pensavo di aver fatto qualcosa di terribile e di essere stata punita...
Agli antivaccinisti dico: invece di raccontarmi che i vaccini sono inutili e dannosi (io ho studiato e quindi so che non è vero, inutile dirlo a me) raccontatelo alle mamme di questi bambini oppure ai bambini stessi.
Se avete il coraggio di farlo e se non temete i linciaggi, naturalmente...

Visto che probabilmente l'argomento vaccini sarà trattato di nuovo solo in caso di novità o nuovi "allarmi" vi consiglio una lettura molto interessante e competente. Un blog dedicato proprio alle vaccinazioni che smonta con accuratezza e documentazione (così si fa, brava UlrikeS) tutte le stupide bufale nate in questi mesi sui vaccini, finalmente qualcuno che mette a disposizione le sue conoscenze contro le bufale sanitarie terroristiche (cominciavo a sentirmi solo...).
Mi scuso di nuovo se alcune immagini hanno urtato la vostra sensibilità ma visto che i "terroristi medici" utilizzano immagini "forti" per colpire chi legge ed inventare false catastrofi, le utilizzo anche io ma per illustrare la realtà.

Alla prossima.

domenica 24 gennaio 2010

Alla salute! Radioattiva

La scoperta delle proprietà delle radiazioni fu salutata come una conquista enorme per la scienza e la medicina.

Era la fine del 1800. Quella che fu (e lo fu davvero) una scoperta fondamentale nel progresso umano suscitò un entusiasmo senza pari. L'equivalenza radioattività=salute era una realtà tanto che gli stessi scienziati che se ne occupavano e maneggiavano elementi radioattivi non prendevano particolari precauzioni per proteggersi dagli effetti (non considerati negativi) della radiazione.
Ancora oggi i documenti di Marie Curie (una delle scienziate che contribuirono a fare luce su questa scoperta) sono conservati in contenitori protetti per la loro altissima radioattività e la scienziata stessa morì di leucemia proprio (molto probabilmente) a causa delle radiazioni assorbite nei suoi laboratori.

La macchina del commercio non si lasciò sfuggire un'occasione simile. Una scoperta di questa portata che forniva salute a tutti senza particolari rischi (per quello che si sapeva a quei tempi) era una sorta di elisir di lunga vita.
Lo abbiamo visto nell'esempio del Thorotrast, utilizzato senza problemi come mezzo di contrasto radiologico ma poi rivelatosi un drammatico errore.
Nacquero così tantissimi prodotti radioattivi. Alcuni in realtà di radiazioni ne producevano poche e sfruttavano solo l'ondata di entusiasmo che portava la gente a vedere con simpatia e speranza tutto ciò che era fosforescente. Altri invece contenevano davvero piccole quantità di uranio ed avevano un livello radioattivo non altissimo ma che con l'uso prolungato poteva creare seri problemi.
Ma più che il fatto che si vendessero oggetti radioattivi colpisce il tipo di oggetto che veniva pubblicizzato come "salutare" perchè produceva radiazioni.
Grazie alla segnalazione di Thhh nel precedente articolo, mi sembra interessante segnalare un elenco di oggetti che oggi farebbero rabbrividire chiunque e che invece in quegli anni facevano furore, alcuni sono davvero delle chicche.

Volete essere protagonisti di notti radioattive? Vi manca un po' di energia per fare impazzire le vostre partner? Desiderate un condom che vi faccia diventare una bomba?
Per voi c'è il NUTEX, il preservativo radioattivo per notti da bomba sexy:




Ma se il vostro desiderio è quello di sorbirvi un gelato all'uranio ecco il prodotto che fa per voi, Uranium:



In realtà il gelato non conteneva nessuna sostanza radioattiva ma l'esempio dimostra come i termini "uranio" e "radioattivo" suscitavano interesse ed erano un sinonimo di salute in quegli anni.
La bellezza non vi sorride? Il vostro viso è spento e stanco?
Niente paura: illuminatelo con ThoRadia, la crema radioattiva che è una bomba:



Così come se la vostra stanza ha una luce troppo soffusa e tenue, con una lampadina radioattiva la farete esplodere di luminosità:



Ma se il vostro sogno è quello di avere sempre una fonte di acqua radioattiva da bere quando ne avete voglia, procuratevi un REVIGATOR. Basta aprire il suo rubinetto e sgorgherà la sempre salutare, fresca e "frizzante" acqua radioattiva:



Incredibile vero?
Eppure da lì a poco qualcuno capì che le radiazioni, in quantità non controllate e senza una vera indicazione non hanno capacità curative ma anzi sono molto pericolose per la nostra salute.
Altri oggetti radioattivi qui.
Potrei chiudere con un classico: alla domanda di esami di biologia in medicina "Mi parli della membrana nucleare" una studentessa cominciò così prima di essere invitata a riprovarci dopo aver studiato: "E' quella membrana che protegge dagli attacchi atomici...".
Alla prossima.

venerdì 22 gennaio 2010

Bad Medicine (I parte): Thorotrast

Quanti errori ha compiuto la medicina tradizionale? Quante vittime? Colpevole in malafede o inevitabile prezzo per ottenere progresso e migliorare le prestazioni?
Non si discute dei singoli errori medici, quelli entrano nel campo dei casi personali ma dei grandi errori della medicina, umani o meno, prevedibili o fatali.
Paragonandoli ai danni che fanno quotidianamente le pratiche alternative però c'è sempre un elemento comune: quando il problema viene scoperto, la scienza si ferma, riflette e fa un passo indietro. E c'è sempre chi controlla e cerca di porre rimedio. Non è poco.

Esistono degli episodi notissimi, altri molto meno ma tutti hanno in comune la sofferenza ed a volte la morte di chi si è affidato alla scienza per curarsi e stare meglio.
Un articolo del genere non deve stupire.
La medicina non è una scienza esatta, non pretende di sapere o curare tutto, al limite è la percezione che abbiamo di lei che ci fa credere sia capace di guarire e capire tutto ciò che ci riguarda nel campo della salute.

Il medico non è un guaritore né promette miracoli, anzi, una buona regola sempre valida è quella di diffidare del medico che promette miracoli. Oltretutto quasi tutti i "grandi errori della medicina" non sono stati provocati dalla testardaggine di un medico ma da chi ha fornito a quei medici uno strumento che era garantito come sicuro.
Questi articoli hanno lo scopo di raccontare dei fatti e di farli conoscere, perché nascondere i propri errori è delle menti chiuse e retrograde e di chi non lavora per progredire. Dagli errori si deve apprendere, non perseverare.
La prima parte è dedicata al Thorotrast una delle peggiori e più drammatiche cadute della medicina.


Il Thorotrast


Il Thorotrast è una sospensione di particelle di diossido di torio radioattivo (ThO2), utilizzato come mezzo di contrasto in procedure radiografiche ed angiografiche (che studiano i vasi sanguigni) in diversi paesi del mondo negli anni 30 e 40 e negli Stati Uniti fino agli anni 50. I derivati del Torio producono eccellenti immagini radiografiche per l'opacità del Torio ai raggi X.


L'entusiasmo per l'uso di questo mezzo di contrasto fu eccezionale. Le immagini radiografiche non erano mai state tanto nitide e chiare. Gli organi erano visibilissimi, i vasi sanguigni erano visualizzabili in ogni particolare, sembrava di guardare un disegno di una tavola anatomica. Un altro grande passo avanti, apparentemente, della medicina.
Non furono mai evidenziati effetti collaterali immediati e quindi il suo uso a maggior ragione, si diffuse enormemente. Si stima che dai due ai dieci milioni di individui siano stati trattati con Thorotrast in tutto il mondo. Nonostante la mancanza di effetti collaterali evidenti, furono molti gli studiosi che mostrarono perplessità per l'uso indiscriminato della sostanza soprattutto per il suo lunghissimo tempo di vita biologica. In pratica per vedere dimezzata la presenza di Torio nell'organismo umano, dovevano passare almeno 20 anni.
Il prodotto si distribuiva soprattutto nel fegato, nella milza, nei linfonodi e nelle ossa ed in quei distretti veniva assorbito restando attivo e... radioattivo per decenni.
Questi organi dunque, venivano esposti a radiazioni alfa emesse dal Torio per anni ed anni, praticamente a vita.
Questo rischio fu sottovalutato e sottostimato enormemente.
Qualcuno approfondì quelle proprietà della sospensione apparentemente vantaggiosissima per il tipo di immagini che riusciva a fornire ma insidiosa per i suoi lunghissimi tempi di smaltimento e per le note proprietà radioattive. Questo studioso era un medico italiano, Luigi Bogliolo.
Questi cominciò a sperimentare nelle cavie proprio l'effetto carcinogetico del Thorotrast e scoprì che non solo la sostanza era cancerogena ma che non dimezzava la sua radioattività nemmeno dopo anni dall'esposizione. Riuscì anche a dimostrare che il suo effetto negativo non dipendeva dalla dose (in fondo minima) somministrata ma che anche dosi bassissime (proprio per la lunghissima presenza nell'organismo) potevano essere letali. La sua esperienza fu devastante: il Thorotrast era cancerogeno e poteva causare gravissimi danni.
Successivamente, altri ricercatori confermavano che qualcosa non andava per il verso giusto. Anche loro osservarono una strana, eccessiva incidenza di tumori epatici e leucemie in individui che si erano sottoposti ad esami radiografici con mezzo di contrasto. Alcuni di loro notarono poi che in tutti quei pazienti erano visibili "strani" accumuli di materiale "similmetallico" a carico del fegato.
Cos'era quella sostanza che permaneva per anni nel fegato di chi aveva fatto una radiografia? E perché tutte quelle persone sviluppavano quasi sicuramente un tumore maligno?
C'era un nesso tra radiografie e tumori? E dov'èra il punto debole di tutta la procedura? Erano i raggi X o il mezzo di contrasto?

La realtà apparve in tutta la sua crudeltà.

Vi fu infatti negli anni un'enorme incidenza di tumori soprattutto epatici (del fegato) in persone che si erano sottoposte a procedure radiografiche utilizzando il Thorotrast ed i tumori insorgevano 20, anche 30 anni dopo l'esame.
Fu stimato, per gli sfortunati, un rischio di 100 volte maggiore di sviluppare un tumore epatico rispetto alla popolazione mondiale e per quanto riguarda le leucemie, il rischio era di 20 volte più alto.

Questi dati classificarono il Thorotrast come uno dei più potenti agenti cancerogeni conosciuti dall'uomo.
Terribile.
Negli anni 80 furono realizzati diversi studi che confermarono come tantissimi tumori epatici erano comparsi in persone che si erano sottoposte ad esami radiografici con quel mezzo di contrasto e gli studi proseguono ancora oggi, quando ogni tanto si presenta un'altra vittima del Torio. Un passo falso con conseguenze devastanti e difficilmente giustificabile insomma.
L'entusiasmo provocato da quello che sembrava un passo avanti si dimostrò prematuro e letale.
Oggi il Thorotrast è abbandonato (è utilizzato in alcuni campi di ricerca) e per le indagini radiografiche ed angiografiche si utilizzano altre sostanze (spesso a base di iodio)

Le vittime furono tante e lo sconcerto pure. Consideriamo pure il fatto che si trattava di anni nei quali gli esami radiologici erano utilizzatissimi in medicina militare, si era in pieno periodo di guerra e così migliaia di soldati passarono per la ghigliottina del Torio radioattivo e per anni vissero con l'incubo di sviluppare un tumore.
Esistono casi di decesso per tumore epatico scoperto negli anni '90 e collegati direttamente all'uso di quel mezzo di contrasto e ci sono stati processi terminati a metà degli anni 90 nei quali l'azienda produttrice e distributrice del farmaco ha risarcito gli eredi delle persone uccide dal Thorotrast.

Ancora oggi esistono sporadici casi di tumori epatici (ma anche di altro tipo) causati dal mezzo di contrasto.
Un particolare incredibilmente impressionante può rispondere ad una domanda che molti di voi che leggono si saranno posti.
Ma come fanno i medici a collegare con certezza un tumore all'uso di Thorotrast?
Se una persona che ha utilizzato questo mezzo di contrasto per esempio a livello cerebrale, sviluppa anche dopo molti decenni un tumore cerebrale, le possibilità che sia stato il Thorotrast a causare la patologia sono basse, ma quando all'esame istologico, il pezzo operatorio evidenzia un livello di radioattività altissimo... è praticamente certa.
Pensate: quelle persone hanno avuto all'interno del loro organismo per anni ed anni un composto radioattivo che non perdeva potenza e che lentamente ma inesorabilmente, li distruggeva.

La legge americana ha riconosciuto il danno per mancato rispetto delle leggi della precauzione nei farmaci e negli alimenti e tutte le cause di risarcimento sono state vinte dai parenti delle vittime. Un'industria americana che fondava la propria attività sulla produzione del farmaco è fallita dopo aver risarcito 8 famiglie.
Il farmaco è stato naturalmente ritirato dall'uso e dal commercio.
La colpa di tutto questo?
Per la legge è stata di chi ha prodotto ed utilizzato il farmaco senza chiedersi SE quel prodotto radioattivo dall'emivita biologica decennale poteva essere pericoloso dopo anni dalla somministrazione. Lo è stato ed ha causato tante sofferenze e tante vittime. Il mezzo di contrasto non aveva un prezzo elevatissimo, non c'erano quindi particolari interessi economici in ballo, probabilmente si è trattato di "semplice", stupida superficialità. Mortale.


Alla prossima.


Fonti e bibliografia

Wikipedia
Canadian Medical Association Journal
Cornell University Law School

lunedì 18 gennaio 2010

Contro le statistiche: a volte si può

Ai feroci attacchi dei denigratori della medicina (che sono sempre sostenitori, tout court delle medicine alternative) i quali sostengono che la medicina non cura il cancro e che uccide tra atroci sofferenze chi si ammala di questa malattia, rispondo raccontando brevemente la storia di un ragazzo di 32 anni, Rick Wagner.
Di storie di "chi ce l'ha fatta" ne potrei raccontare tante e tante ne racconterò. Abbiamo avuto la fantastica e coraggiosa testimonianza della mia amica Beatis e ne avremo tante altre. Sono non solo delle testimonianze ma anche la dimostrazione vivente (è proprio il caso di dirlo) che la scienza salva la vita che in alternativa non avrebbe avuto miglior destino.

Ad agosto 2004 Rick riceve la diagnosi di tumore maligno del colon. La notizia è forte, terribile e ci vuole coraggio per rimboccarsi le maniche e provare a combattere contro la malattia.
Rick decide di non abbandonare la lotta e di mettercela tutta.
L'unica alternativa attendibile è proprio la medicina, visto che nessuna cura alternativa ha mai guarito nessuno e che tutti i malati di cancro che si sono rivolti alle cure alternative sono purtroppo morti con la beffa di essere stati truffati.

Rick così si affida completamente alle cure standard.

Il cancro del colon è un nemico durissimo, di quelli tosti. Rick lo sa. I medici gli spiegano a cosa andrà incontro: intervento chirurgico, chemioterapia, radioterapia e tutta una serie di complicazioni che solo una persona forte ed in gamba può sostenere.

In più c'è la fredda statistica. Dei numeri che ti dicono se e quanto tempo sopravviverai. Un gioco del lotto in pratica: nessuno può dirti con sicurezza quanto sopravviverai TU, l'unica cosa è dirti quanto sopravvivono gli altri. Con un numero. Peggio di così cosa c'è?
...ed i numeri per Rick sono ancora più freddi, gelidi: ha la possibilità del 50% di sopravvivere 2 anni e del 5% di sopravviverne cinque. Non sono proprio ottime notizie.

Ma Rick è forte e nonostante il freddo che gli percorre la schiena va avanti.
Inizia la battaglia che si dimostrerà terribile, durissima, di quelle che ti condizionano la vita.
Qualcuno sussurra che non ne valga la pena, che forse è meglio abbandonarsi che potrebbero esserci altre vie, che "un mio amico mi ha detto" e che "su internet ho letto"...ma Rick non demorde:
Qual'è stato il calvario di Rick?

Intervento chirurgico che rimuove il tumore, colonstomia (la creazione di una sorta di parte finale dell'intestino che non finisce più nella regione anale perchè il retto viene rimosso, ma in una zona dell'addome), chemioterapia.
Poi follow up chirurgico (un nuovo intervento chirurgico che controlla visivamente se ci sono residui del tumore ed eventualmente li rimuove), asportazione di parte del peritoneo, nuova chemioterapia intra addominale (non viene assunta esternamente tramite flebo o compresse ma effettuata direttamente sulla zona tumorale con particolari accorgimenti).

Viene realizzata una nuova colonstomia temporanea e poi una ileostomia (stessa cosa della colonstomia ma in un punto dell'intestino differente).

Chemioterapia.

Radioterapia.

Di nuovo chemioterapia che non riesce a ridurre il tumore e quindi si cambia con un protocollo chemioterapico nuovo

Altro intervento chirurgico per la riduzione del tumore che nel frattempo è tornato a ricrescere. Nuova chemioterapia intra addominale, nuova colonstomia e radioterapia.

Quanti avrebbero resistito?
Quanti pensano sia normale combattere così contro una malattia? Rick ha voluto farcela e non ha chiesto aiuto a nessuno.
Alcuni pensano pure: ma ne vale la pena vivere una vita così?
La risposta la darà Rick stesso.

Passano i due anni che la statistica voleva al 50% di sopravvivenza, Rick è vivo, è già una fortuna, almeno lui la vede così visto che si dichiara felice di avercela fatta.
Ma ha vinto solo una battaglia, non la guerra, visto che il tumore, che dal punto di origine iniziale era scomparso, si fa vedere di nuovo. Si ricomincia dunque, siamo nel 2006.

La battaglia continua, durante l'anno Rick si sottopone ad altri cicli di chemio e di radio, non sta malissimo ed è ben sostenuto dagli amici e dalla fidanzata che lo incoraggiano e lo sostengono senza sosta.
Comincia ad avere anche un buon rapporto con i medici che ormai lo considerano uno di loro, vista la sua curiosità  ed il suo interesse per tutto quello che succede, per la consapevolezza ed il coraggio che dimostra durante la sua avventura.
Nel settembre 2007 dopo gli ultimi cicli di chemio il tumore è notevolmente diminuito di volume ma non è scomparso.
Rick non molla.
Ha un'idea singolare: riprendere il proprio viso durante i mesi di chemioterapia per vedere i cambiamenti del proprio volto, dell'espressione. Realizza un "time-lapse", una ripresa "velocizzata" che in pochissimo tempo mostra avvenimenti che accadono in molto più tempo. Si fotografa per 9 mesi e realizza un filmato e poi ripete l'esperienza dopo 2 anni di chemio, radio e chirurgia.

Ecco cosa succede a Rick durante i mesi di chemioterapia, mesi e mesi di interventi e chemioterapia, come avranno cambiato il viso di quest'uomo? Face of cancer:








Delusi? No, felici per lui.
Rick reagisce benissimo, non cambia granchè, il suo volto è praticamente lo stesso...forse è vero che la "terribile" chemioterapia non è per forza ed in tutti i casi un calvario...
Ma allora ce la possiamo fare, Rick può salvarsi...
Passa un altro anno, poi due. In tutto cinque anni dal momento della prima diagnosi.

Rick è un uomo fortunato evidentemente, solo il 2% di chi ha quel tipo di tumore sopravvive e lui è tra i sopravvissuti, più straordinario che vincere un gran premio di formula uno con una bicicletta.
Ma dopo tutto questo tempo, la chemioterapia che era riuscita a tenere a bada il tumore comincia a non essere più efficace, evento non raro, si selezionano cellule che geneticamente resistono meglio agli attacchi della chemio: è necessario un nuovo intervento chirurgico.

Dura eh? Cavolo se è dura...
Questi anni come hanno ridotto Rick? Se il suo aspetto è simile a quello di qualche anno prima, psicologicamente cosa è diventato: una larva umana? Un relitto impossibilitato a vivere in società o a provare emozioni? Le terapia gli hanno tolto la felicità e la voglia di vivere?
Per lui esistono ancora le parole divertimento, emozione, gioia? Possono esistere?

Come faccio a dirlo io, è meglio leggerlo da quello che scrive lui.

Dalle sue parole, ha guadagnato:
Tempo con la famiglia e con gli amici, viaggi, creatività e produttività nel lavoro, giochi, film, ottimo cibo, musica dal vivo e nuove esperienze.
Possiamo credergli e giudicare se ne sia valsa la pena.

A settembre del 2009 viene scoperta una piccola metastasi a livello dell'osso pubico. Rick si ritiene fortunato perchè sarà sottoposto a rimozione della metastasti con il CiberKnife uno strumento chirurgico modernissimo e che non tutti gli ospedali posseggono (anzi, a dire il vero è più esatto dire l'opposto, sono pochissimi gli ospedali nel mondo che lo posseggono...).

Così si sottopone pure alle sedute di CiberKnife. Prima molto dolorose poi con l'aiuto di un IPod molto più sopportabili.
Questo strumento è un'enorme "chirurgo elettronico di precisione" una "radioterapia" modernissima che individua il tumore radiologicamente e lo colpisce con precisi calcoli matematici, quindi non "ad occhio" come farebbe un normale fascio di raggi X, ma in maniera computerizzata, conoscendo margini, dimensioni e forma, con una precisione millimetrica. Riesce addirittura a simulare i movimenti dovuti alla respirazione ed al battito cardiaco.


Rick per ora è arrivato qui.
...e racconta la sua storia in un diario on line, nel suo blog.

Aveva tre strade da poter scegliere: la medicina, gli alternativi, il nulla.
Giudicate voi se ha fatto bene o meno a scegliere la medicina.
Lui mi sembra piuttosto convinto della bontà della sua scelta ed ha ancora un ottimo senso dell'umore a giudicare quello che scrive...cose come quelle scritte lo scorso 10 dicembre:

I am now three months post radiation therapy, which was given as followup to a big surgery, which was followup to chemotherapy, which was followup to earlier radiation, which was followup to a previous massive surgery, which was followup to the first round of chemotherapy, which was followup to the first surgery, which was followup to finding a scary tumor during a colonoscopy, which was followup to years of telling doctors that I had rectal bleeding and nausea.
Ora sono a tre mesi dalla mia radioterapia che è stata fatta come seguito di un grosso intervento che è stato il seguito della chemioterapia che è stata il seguito della prima radioterapia che è stata il seguito dell'intervento più importante che è stato il seguito del primo ciclo di chemioterapia, che è stato il seguito del primo intervento che è stato il seguito della diagnosi di un brutto tumore durante una colonscopia che è stata il seguito degli anni quando dissi ai medici che soffrivo di nausea e di perdite di sangue rettali.

Forse così si capisce meglio quello che Rick Wagner ha passato. Se è vero però che questi quasi sei anni di vita gli hanno regalato gioia e nuove esperienze cosa si vuole di più da una medicina che ci aiuta a combattere contro uno dei mali più terribili dell'umanità?
Cosa diventano quei miseri uomini che imbrogliano il prossimo e tentano inutilmente di denigrare la scienza per poi fallire miseramente in tutti i loro tentativi?
Rick ha una malattia mortale che uccide in poco tempo: grazie alla medicina è già sopravvissuto 6 anni. In sei anni ha avuto accanto i suoi cari ed i suoi hanno avuto lui, il resto lo ha raccontato.
Non mi sembra una sconfitta totale come qualcuno vuol far credere.

Per persone come Rick, per quelli che non ce l'hanno fatta, per chi vive queste storie, l'unica consapevolezza è che attualmente la scienza pur avanzata e pur risolvendo problemi gravissimi ed apparentemente insormontabili, non può certo fare miracoli, come non può farli nessuno.
Nessuno.
Ma la medicina almeno ci prova e talvolta ci riesce.

Alla prossima.

Aggiornamento 19/01/09:

Vorrei far notare un particolare che può interessare chi discute le statistiche in oncologia.
Rick dopo 5 anni è sopravvissuto ad un tumore al colon (ed alle sue numerose metastasi), ha avuto in cambio tantissimi disagi fisici e psicologici ma anche la possibilità di vivere accanto ai suoi cari e, come afferma lui stesso, continuare ad approfittare dei piaceri della vita.
Non è guarito.
La medicina, con la statistica, non ha mai affermato di guarire il 5% dei malati di tumore al colon dopo 5 anni ma mostra quanti ne sopravvivono, cioè quanti, dopo 1, 2 o 5 anni sono ancora vivi. Questo perchè il cancro resta una malattia incurabile (nonostante in qualche caso si riesce pure a compiere il miracolo della guarigione).

Un'altra cosa che si nota nell'esperienza pubblica di Rick è che i medici lo seguono e lo seguiranno tutti i giorni. Si chiama "follow up": il controllo serrato di una persona che ha una malattia a rischio di recidiva.
Sappiamo che Rick è vivo dopo sei anni.
Nel caso dei guaritori il follow up non esiste.

Mettendo da parte l'efficacia di qualsiasi cura alternativa, le testimonianze che pubblicano i ciarlatani si fermano al caso, non lo seguono. Ci sono casi addirittura in cui si parla di "guarigione" un mese o due dopo la diagnosi.
Alla faccia delle statistiche manipolate.

Le ultime ricerche, visto che la sopravvivenza dai tumori si allunga sempre più (molto lentamente ma lo fa) puntano a vedere quante persone sono ancora vive dopo 10 anni e quante sono ancora vive all'età media si sopravvivenza dell'uomo. In quest'ultimo caso si potrebbe parlare di guarigione.

In realtà la statistica è formata da numeri. Questi possono avere grande significato ma sono molto relativi.
A che età è "lecito" morire?
Quanto tempo dovrebbe sopravvivere una persona per giudicare "accettabile" questa sopravvivenza?
Non esistono risposte plausibili.
La verità è che queste persone meritano solo rispetto per quello che vivono e per come lo vivono.

Rick è l'esempio vivente di cosa significa una cosa del genere.
So anche quanti tra noi (anche il sottoscritto) avrebbero voluto una persona viva per un solo giorno in più, sono tante le cose non dette alle quali pensiamo dopo. Per questo è ipocrita affermare che vivere anche solo un anno in più con una malattia così grave sia da considerarsi una sconfitta.

Per questo ritengo incredibile (a parte l'aspetto umano della forza di Rick) questa esperienza.
Concedere ad una persona di sopravvivere ad una malattia mortale per anni non è una sconfitta.

La medicina non esiste per promettere falsamente miracoli che non può fare ma per garantire che quando serve ce la metterà tutta per aiutarci.

Diceva Epicuro: Non abbiamo tanto bisogno dell'aiuto degli amici, quanto della certezza del loro aiuto.

venerdì 15 gennaio 2010

Risposta di WeWee sul caso Mazzucco

Signor Massimo Mazzucco,

leggo su segnalazione di miei lettori la sua "Risposta a MedBunker sul caso Simoncini" pubblicata sul suo sito Luogocomune.net.
Ho un primo dubbio: il titolo parla del "caso Simoncini" ma l'articolo parla solo di lei, probabilmente è da correggere uno o l'altro, sarà sicuramente un suo errore in buonafede.

L'articolo inizia con un'accusa molto grave nei miei confronti. Lei mi definisce calunniatore e poi bugiardo. Sono parole pesanti quelle che lei ha scritto soprattutto se si dimostrassero false.

Si riferisce, sempre nel suo articolo, al post pubblicato nel mio blog "MedBunker" con il titolo "Ipercrisia" nel quale rivelo che lei è (nel momento in cui scrivevo ma anche oggi mi risulta) proprietario del sito "www.tulliosimoncini.com" che divulga le teorie di Tullio Simoncini, è inoltre suo il recapito e-mail  per gli Stati Uniti per chi volesse contattare la stessa persona, sempre lei vende il libro scritto  da Simoncini che illustra le sue teorie ed ancora lei vende un DVD che illustra diverse cure alternative per il cancro tra le quali quella di tale Tullio Simoncini.

Lei sa che Tullio Simoncini era un medico poi radiato dall'ordine professionale per aver utilizzato su esseri umani una cura (Simoncini afferma che il cancro è causato dalla candida e si cura con il bicarbonato o con la tintura di iodio) da lui ideata per il cancro non approvata dalla medicina, che non ha fondamenti scientifici e che ad oggi continua ad esercitare la sua professione pur non potendolo fare. Tullio Simoncini, in relazione alla stessa "cura" ha subìto anche una condanna per omicidio colposo e due per truffa. Lei sa anche che è proibito dalla legge svolgere esperimenti su esseri umani senza autorizzazione.
In particolare lei ha realizzato diversi video relativi a questo ex medico nei quali riprende le testimonianze di alcune persone che avrebbero curato il loro cancro con i metodi di Simoncini.

Noi ci conoscemmo come lei sicuramente ricorderà, in occasione della presentazione nel suo sito di uno di questi video nel quale lei raccoglieva la testimonianza ed  intervistava una certa signora Lorna che affermava di essere guarita dal cancro con il bicarbonato di sodio tramite i consigli ricevuti via mail dallo stesso Tullio Simoncini.
In quell'occasione le dimostrai come la signora avesse effettuato delle operazioni chirurgiche che avevano già risolto il suo problema senza nessun contributo del bicarbonato come si evinceva dai referti da lei stesso riportati nel video.
In quella discussione lei mi espulse dal suo sito perchè affermai che quello ed altri video che pubblicizzavano le cure alternative di Simoncini fossero falsi.

Non scendo a bassezze quali lo scontro verbale, credo di essere distante dal suo modo di fare in maniera profonda.
Nel mio lavoro, sono un medico, io non vendo nulla, lavoro ed ho uno stipendio fisso. Lei invece fa il webmaster e quindi deve mantenere il suo sito e vendere i video che realizza, come quello sugli UFO o quello sui "Padroni del Mondo".
Per evitare quindi le bassezze a cui prima facevo cenno, mi limiterò a ricordarle alcuni particolari della vicenda che sembra metterci a confronto.
Riguardo l'accusa di essere un bugiardo per esempio, le ricordo che quando io le feci presente che la signora Lorna aveva subito degli interventi lei mi rispose: "La signora Lorna non ha fatto nessun trattamento o operazione chirurgica. Ha scelto direttamente la terapia Simoncini".

È da lei:

Insistetti perchè l'evidenza la smentiva, ma lei fu irremovibile:

Come sa, in realtà la signora gli interventi li aveva subìti e lo riportavano i referti da lei stesso inquadrati nel suo video.
È anche vero che lei non ha mai smentito quel video, non ha mai corretto le sue affermazioni e l'articolo, così com'era è ancora oggi nel suo sito, sempre intitolato: "Cura il cancro per email". Rifletta sulla definizione di bugiardo e poi veda se ritiene ancora sia corretto affibbiarmela.

Riguardo alla mia affermazione sulla vendita di DVD di cure alternative, lei risponde che quel DVD è in regalo.
Dovrebbe far presente che il DVD lo ha messo a disposizione ed in regalo sul sito "You Tube" solo quattro giorni prima di scrivere l'articolo diretto a me (datato 6 gennaio 2010, mentre il video su You Tube è stato rilasciato il primo gennaio 2010) e che in realtà i suoi DVD sono da sempre in vendita nel suo apposito spazio commerciale "DVD Shop":
Sono tanti infatti i suoi lettori che hanno acquistato il suo video, molti dei quali sono rimasti sorpresi dalla sua improvvisa decisione di regalarlo dopo che essi, avendolo pagato non lo avevano ricevuto dopo molti mesi dall'ordine.


Sul fatto che lei sia il proprietario del sito di Tullio Simoncini mi pare che non ci sia motivo di discutere, lo ammette con naturalezza spiegando che è la mancanza di tempo dell'ex medico e la sua ignoranza informatica che l'hanno costretta ad occuparsene.
Anche il suo impegno come contatto statunitense di Simoncini è ammesso senza problemi: l'ex medico è talmente carico di impegni perchè costantemente contattato da malati che lei , sue testuali parole "cerca di alleggerirgli al massimo il lavoro":

Ammette quindi con evidente tranquillità (si chiede: "non posso farlo?") di collaborare attivamente con una persona che svolge i suoi esperimenti su malati di cancro senza autorizzazione e soprattutto senza titolo per farlo facendo da tramite tra lui ed i malati che vivono nel continente americano e che per questo è stata già ripetutamente condannata per omicidio colposo e truffa. Lei aiuta chi truffa quindi e lo ammette con tranquillità.

Continuo quindi a non capire la motivazione della sua pesante accusa di calunnia nei miei confronti.
Mi sorprende anche il titolo del suo articolo: lei parla di "risposta sul caso Simoncini" ma io leggo solo delle giustificazioni non richieste sulla sua posizione nei confronti dell'ex medico romano che oltretutto confermano completamente le mie osservazioni.
Nel suo articolo, riguardo Tullio Simoncini non dice praticamente niente.

Avrebbe potuto rispondermi in altra maniera, da persona seria ed onestamente impegnata in un  servizio di cronaca quale può essere un sito internet come il suo per esempio confutando le mie analisi su decine di casi presentati dal suddetto guaritore come "guariti dal cancro" tramite le sue teorie e che invece io ho dimostrato non correttamente presentati, come falsi: dalla "nota" storia di Lorna a tante altre ma lei potrebbe giustamente farmi notare che se io devo risponderle devo farlo su argomenti che riguardano lei, non Tullio Simoncini di cui lei è solo un collaboratore.

Ha ragione.

È per questo che la mia risposta al suo articolo sarà dedicata (in breve, perchè già mi sono dilungato abbastanza) ad altri gravi errori presenti nel suo DVD "Cancro le cure proibite" di cui ho parlato sopra.

In questo video lei dedica un'intera sezione proprio a Tullio Simoncini ed oltre ad illustrarne la teoria con argomenti scientificamente scorretti presenta alcune testimonianze di presunta guarigione dal cancro.

Certamente una testimonianza senza riscontro ha nessun valore dal punto di vista scientifico ma anche strettamente clinico e quindi mi limito a farle presente gli errori che lei ha inserito nel suo video in maniera da poterli correggere o eventualmente rimuovere. Oltre al caso del signor Misic di cui mi sono già occupato e di un'altra persona affetta da un tumore al cervello (ambedue curati dalla medicina anche se lei trae l'errata conclusione sia stato il bicarbonato o la tintura di iodio a guarirli) c'è un caso che non avevo trattato prima e voglio illustrarlo proprio in questa occasione.
Si tratta di un signore colpito da tumore vescicale che sarebbe guarito per mezzo del bicarbonato di sodio. (il video della singola testimonianza è su You Tube qui).

Dopo il racconto del paziente vengono mostrati i referti con evidenziate le frasi che sembrano in effetti portare alla conclusione che il bicarbonato inserito con il caterere nella vescica del signore abbia avuto un effetto curativo. È falso. Quel signore è stato curato da un intervento chirurgico e come vede la storia si ripete troppe volte.
Nel video si vede il referto che parla di carcinoma vescicale e poi di assenza di recidive. I referti scorrono veloci ma con le moderne tecniche video riusciamo a scoprire cose interessanti che possono evitarle, signor Mazzucco, simili errori in futuro.

Le racconto com'è andata la storia di quel paziente da quello che si evince nei documenti presenti nel suo video:
In questo caso quel signore aveva un sospetto carcinoma uroteliale alla vescica (che dice di aver già avuto in passato) diagnosticato con un esame delle urine che risulta positivo alla ricerca di cellule cancerose (citologia urinaria positiva).

Si sottopone quindi ad una BIOPSIA ESCISSIONALE proprio per verificare il sospetto, eventualmente togliere la massa e compiere un esame diagnostico. Viene quindi rimossa la massa vescicale (escissione) dopo la sua visualizzazione (con il cistoscopio che è uno strumento che permette di visualizzare l'interno della vescica potendo anche rimuovere eventuali masse sospette) per compiere contemporaneamente una biopsia (e quindi confermare e classificare il tumore) come si vede da questo fermo immagine (il fermo immagine non è chiaro per la velocità della zoomata ma nel video si vede meglio, sottolineature rosse e scritte accanto aggiunte da me):

 A quel punto la lesione naturalmente non c'è più perchè fu rimossa.

Nel video quel signore dice che ha quindi effettuato la terapia con il bicarbonato e dopo qualche tempo effettua un nuovo esame, una cistoscopia che rileva ASSENZA di recidive (cioè di ritorno del tumore) proprio nelle aree della precedente escissione tumorale, come si vede qui ed è scritto a chiare lettere:
Nelle aree della PREGRESSA RESEZIONE (che vuol dire resezione precedente) non vi sono recidive.

Non credo serva essere laureato in medicina per comprendere la reale vicenda di quel fortunato paziente curato da un intervento chirurgico e quindi anche lei, signor Mazzucco, di sicuro comprenderà come le apparenze spesso ingannano.
Come vede è così che si risponde alle affermazioni importanti. Lei ha realizzato un video che pubblicizza una cura per il cancro non riconosciuta ed io, medico, le ho risposto che c'è un errore, più che grosso, rozzo e grossolano (oltre che grave considerato l'argomento ed il tenore delle affermazioni contenute nel suo video).
Non ho apprezzato la sua "risposta" perchè ho letto solo una giustificazione piuttosto imbarazzata alla sua collaborazione con Tullio Simoncini, mi aspettavo una confutazione ai miei casi, un video finalmente fatto bene, con tutti i documenti ed i referti che diano ragione all'ex medico. Lei lo sostiene da anni ed un motivo per questo affetto particolare deve pur esserci, se l'affetto non è "scientifico" (come può volere bene ad una persona che ha truffato dei malati?), cosa la lega al guaritore romano?
In ogni caso come io parlo di Simoncini con i fatti, mi aspettavo lei facesse la stessa cosa: rispondere con i fatti.

Le ho anche dimostrato che a dare del bugiardo e del calunniatore al prossimo senza averne facoltà spesso si finisce per ritorcere gli insulti verso la propria persona che, se ci pensa, è anche il risultato più scontato quando si controbatte giustificandosi e non con i fatti.

Uno degli usi migliori del bicarbonato conosciuti ad oggi è quello come sollievo dei sintomi da gastrite, anche da stress.
Lo provi.

A presto.

PS: Potrebbe prendere esempio dalla mia risposta signor Mazzucco: rispondendo con i fatti al "caso Simoncini" infatti, credo di aver dato una risposta anche al "caso Mazzucco".

WeWee

martedì 12 gennaio 2010

Campagna omeopatia: non c'è niente dentro

Grande polemica in Gran Bretagna dove la più nota catena di farmacie (sì, esistono le catene di farmacie...) ha deciso di mettere in vendita nei suoi negozi prodotti omeopatici.
Vista la tradizione secolare della società (la Boots) in quel paese questo marchio è praticamente sinonimo di farmacia.

Nella storia della farmacia più famosa d'Inghilterra si era avuta sempre una netta opposizione alla vendita di prodotti omeopatici assieme alle medicine vere e così la decisione (a quanto pare strettamente commerciale) di aprire le porte all'acqua dinamizzata ha agitato più di una persona.
E' in corso una campagna di sensibilizzazione e di pressione nei confronti della Boots ed anche on line è nato un nuovo sito che lancia, pubblicizza e divulga questa campagna che ha ormai respiro internazionale.

Si chiama 10:23 ed è strutturata come un conto alla rovescia segnato da vari passi. Una petizione on line da firmare come primo step e poi avanti fino alla fine del conto alla rovescia.
Il motto della campagna è: Omeopatia, non c'è niente dentro.


 Il sito inizia con queste parole: l'omeopatia è una pseudoscienza assurda ed antiscientifica tuttavia oggi persiste come una medicina complementare accettata.

Chi fosse interessato e volesse aderire può farlo qui.
Qui gli articoli dedicati all'omeopatia in questo blog.
E già che ci siamo ricordiamolo: nel prodotto omeopatico c'è solo acqua...chi potesse dimostrare il contrario lo faccia.
;)

Aggiornamento 18/01/10


L'avvenimento clou della campagna avverrà il 31 gennaio alle 10,23 (naturalmente).
In quel momento in tutta l'Inghilterra, gruppi di scettici sull'omeopatia andrà in "overdose" di prodotti omeopatici bevendone litri.
Naturalmente non avranno nessun effetto (nemmeno collaterale) ma si spera riescano nella loro iniziativa.
In bocca al lupo!

Aggiornamento 01/02/10

Alla fine è andata come sperato. Una simpatica manifestazione che ha coinvolto centinaia di persone in tutto il Regno Unito. Hanno ingurgitato interi flaconi di preparati omeopatici senza naturalmente accusare nessun effetto nè diretto nè collaterale.
Omeopatia: non c'è niente dentro, e si vede...

Qui il video della manifestazione di Leeds:


lunedì 11 gennaio 2010

Agopuntura: Pungere il mito (II parte)

Questa seconda parte dell'articolo dedicato all'agopuntura è la traduzione dello scritto di un medico che si occupa da anni di medicine alternative (in America è un riferimento in questo campo).
Proviamo a pungere il mito dell'agopuntura, in questo articolo di Harriet Hall, medico, ex chirurgo (uno dei rari chirurghi donna) dell'aeronautica USA, autrice del sito http://www.skepdoc.info troveremo anche alcuni cenni storici e riferimenti scientifici. La prima parte degli articoli dedicati all'argomento è qui.

Pungere il mito dell'agopuntura


L'"alternativo" in medicina è, per definizione, la medicina che non è stata scientificamente provata e non è stata accettata dalla scienza medica attuale. La domanda che spesso sento fare è: "Ma per quanto riguarda l'agopuntura? E 'stato dimostrato che funzioni, è supportata da numerosa ricerca di buon livello, un numero sempre maggiore di medici la usa e persino le compagnie di assicurazione la rimborsano." E 'il momento di pizzicare il mito dell'agopuntura, preferibilmente con un ago da agopuntura. Quasi tutto ciò che si sente dire sull'agopuntura è falso.

Per cominciare questa antica pratica cinese non è così antica e può anche non essere cinese!
Studiando i primi documenti, lo studioso cinese Paul Unschuld avanza l'idea che la pratica possa avere avuto origine con il greco Ippocrate di Cos e successivamente diffusa in Cina. Non c'è alcuna prova del fatto che la pratica risalga sicuramente a 3000 anni addietro. I primi testi medici cinesi, del III secolo a.c., non ne parlano.

Il primo riferimento a "trattamento con aghi" è del 90 a.c., ma si riferisce ai salassi ed allo svuotamento di ascessi con grandi aghi o lancette. Non vi è nulla in tali documenti che suggerisca qualcosa di simile all'agopuntura odierna. Da ritrovamenti archeologici, si è visto che gli aghi sono voluminosi e la tecnologia per la produzione di acciaio necessario per costruire aghi sottili per agopuntura non esisteva fino a 400 anni fa. I primi documenti di medicina cinese hanno raggiunto l'Occidente nel 13° secolo: nessuno di questi parlava di agopuntura. Il primo occidentale a scrivere di agopuntura fu Wilhelm Ten Rhijn nel 1680, che non descrisse l'agopuntura come la conosciamo noi oggi, non elenca punti di cura di riferimento o "Qi", ha descritto grandi aghi in oro impiantati in profondità nel cranio o nel "ventre" e lasciati sul posto per 30 atti respiratori.
Successivamente l'agopuntura si diffuse in Europa. Era stata utilizzata prima in America nel 1826 come un possibile mezzo di rianimazione di vittime (morte) da annegamento: nessuno potè farla funzionare e la pratica provocò "disgusto".
Immagino in effetti che conficcare aghi in cadaveri mollicci fosse piuttosto disgustoso (1).

Attorno agli inizi del 20° secolo, nessun documento sull'agopuntura faceva riferimento ai "punti dell'agopuntura": gli aghi venivano semplicemente inseriti in prossimità del punto di dolore. I Qi erano originariamente i vapori derivanti dal cibo, ed i meridiani erano dei canali anatomici o i vasi sanguigni. Un francese, Georges Soulié de Morant, è stato il primo a usare il termine "meridiano" e ad identificare il termine Qi con energia, nel 1939 (1). L'agopuntura auricolare (all'orecchio) fu inventata da un francese, nel 1957. Il governo cinese ha cercato di vietare l'agopuntura varie volte tra il 1822 e la seconda guerra mondiale, periodo nel quale il governo nazionalista cinese cercò di reprimerla duramente.

Mao la riportò in auge nella campagna del "medico scalzo" del 1960 come modo conveniente di fornire assistenza alle masse, ma non l'ha mai utilizzata personalmente e non credette mai che potesse funzionare (2). E 'stato il governo di Mao che ha coniato il termine "medicina tradizionale cinese" o TCM, per includere l'agopuntura, la fitoterapia, la moxibustione, e altre pratiche tradizionali. Nel 1972 James Reston accompagnò Nixon (ex presidente degli Stati Uniti, ndt.) in Cina e raccontò al suo ritorno della sua appendicectomia. Era opinione diffusa che la sua appendice fosse stata rimossa sotto l'effetto anestetico dell'agopuntura. In realtà, l'agopuntura fu utilizzata solo in aggiunta agli analgesici per migliorare la sopportazione del dolore e solo il giorno dopo l'intervento chirurgico ed il sollievo fu probabilmente coincidente con l'atteso ritorno della normale motilità intestinale (3). Ebbe ampia diffusione anche un'immagine di un paziente durante una presumibile operazione a cuore aperto con anestesia da agopuntura, immagine che fu dimostrata falsa (4).

Se oggi l'agopuntura viene utilizzata in chirurgia, lo è insieme all'anestesia convenzionale e/o i farmaci pre-operatori ed è selezionata solo per pazienti che credono nelle sue proprietà e sono suscettibili di avere una risposta al placebo. Quando l'agopuntura ha cominciato a guadagnare popolarità in occidente, l'ha persa in oriente. Nel 1995, dopo un'esperienza in Cina, dei medici americani scoprirono che solo il 15-20% dei cinesi sceglieva la medicina tradizionale cinese e di solito questa era utilizzata in combinazione con trattamenti occidentali dopo la diagnosi di medici di scuola occidentale.

Pare che alcuni pazienti scelgano la MTC (Medicina Tradizionale Cinese), perché è tutto quello che possono permettersi: pur essendo un paese comunista la Cina non ha ancora una copertura sanitaria universale.

Originariamente esistevano 360 punti in agopuntura (basati sul numero dei giorni dell'anno, piuttosto che sull'anatomia). Attualmente sono stati "scoperti" più di 2000 punti di agopuntura fatto che fa commentare ironicamente che non vi sia angolo della pelle che non sia un punto di agopuntura.
Esistono 9, 10, o 11 meridiani, a scelta di chi vuole. Ogni numero vale come un altro, perché la ricerca non è mai stato in grado di documentare l'esistenza di punti di agopuntura o meridiani o Qi.

Cos'è l'agopuntura e cosa si intende per sua efficacia?
Ci sono vari metodi, quello cinese, giapponese e tailandese, coreano e indiano, la maggior parte dei quali è stato inventato negli ultimi decenni. Applicata su tutto il corpo o limitata al cuoio capelluto, alla mano, orecchio, piede, o guancia ed al mento. Con aghi, con stimoli elettrici., con il laser. Con elettrodi cutanei e senza penetrazione nella cute. L'agopuntura funziona, ma anche il placebo funziona.

L'agopuntura ha dimostrato di "funzionare" per alleviare il dolore, la nausea e altri sintomi soggettivi, ma non è mai stato dimostrato che possa modificare la storia naturale di qualsiasi malattia. Oggi è utilizzata soprattutto per il dolore ma primi operatori cinesi sostenevano che non si doveva usare per il trattamento della malattia già evidente, si trattava di un trattamento così delicato che doveva essere impiegato solo ai primi sintomi della malattia ed avrebbe funzionato solo se il paziente ne fosse stato convinto.

Questa è davvero antica saggezza!

Studi hanno dimostrato che l'agopuntura stimola la naturale produzione di particolari analgesici nel cervello: le endorfine.
Dei veterinari hanno evidenziato che il caricamento di un cavallo in un rimorchio o il lancio di un bastone ad un cane stimola le endorfine allo stesso modo e probabilmente anche colpirsi un dito con un martello farebbe rilasciare una grossa quantità di endorfine ed il cervello in quel caso dimenticherebbe anche un mal di testa. Gli psicologi possono spiegare molte altre cose che potrebbero giustificare l'apparente risposta all'agopuntura.

Distoglie l'attenzione dai sintomi per l'attesa della sensazione di "puntura", l'aspettativa del risultato, la suggestione, il reciproco condizionamento tra medico e paziente, errori di metodo, il condizionamento di gruppo, l'investimento emotivo ed economico, ma anche la disaffezione sociale e politica, il normale decorso della malattia, la regressione spontanea...esistono tantissime spiegazioni che giustifichino come un trattamento inefficace appaia efficace.

Poi c'è il fatto che non tutti i placebo sono uguali ; da un sistema elaborato in posizione sdraiata, rilassante ed dal passare del tempo con una "autorità" medica ci si può attendere un effetto spiccatamente maggiore rispetto al placebo inteso semplicemente come prendere una pillola di zucchero. Vi sono numerosi studi che dimostrano che l'agopuntura funziona per i sintomi soggettivi, come il dolore e la nausea. Ma ci sono anche diverse cose che insinuano seri dubbi sulle loro conclusioni. I risultati sono in contrasto con alcuni studi che mostrano un effetto ed altri che lo negano. Gli studi più accurati hanno avuto pochissimi risultati che dimostrino una certa efficacia.
La maggior parte degli studi sono stati realizzati da parte di credenti nell'agopuntura. Molti soggetti non non si sarebbero prestati volontariamente ad uno studio se non almeno minimamente credenti agli effetti di questa pratica (5). Gli studi sull'agopuntura provenienti dalla Cina e da altri paesi orientali sono tutti positivi, perchè allora quasi tutto quello che nella scienza proviene dagli studi realizzati in Cina ha risultati positivi? Non è culturalmente accettabile in Cina pubblicare risultati negativi, i ricercatori perderebbero la faccia e il posto di lavoro (6). In un sondaggio pubblicato in riviste scientifiche si legge: "Nessuna ricerca pubblicata in Cina o in Russia/URSS ha concluso che un trattamento in sperimentazione risultasse inefficace." Non siamo in grado di giungere ad una conclusione positiva sulla base degli studi pubblicati, se non sappiamo quanti studi hanno raggiunto conclusioni negative e sono stati censurati.
Il più grande problema con gli studi di agopuntura è trovare un adeguato paragone con placebo. Si devono conficcare degli aghi nelle persone. Le persone lo sentono. Lo studio in "doppio cieco" è impossibile: si potrebbe ingannare il paziente facendogli credere che hai usato un ago, quando non lo hai fatto, ma non c'è alcun modo per ingannare chi conficca l'ago, saprà sempre quello che sta facendo. Sono stati utilizzati due tipi di casi di controllo: il confronto tra i punti di agopuntura e punti casuali ed è stato utilizzato un ago ingegnosamente ricoperto da una guaina che dava l'impressione di essere penetrato sulla pelle mentre non lo era. Una ricerca di George Ulett, ha scoperto che l'applicazione di una corrente elettrica nella pelle del polso, una sorta di TENS (stimolazione elettrica transcutanea dei nervi, l'elettrostimolazione insomma) ha funzionato in maniera identica all'inserimento di aghi e la stimolazione di un punto del polso funzionava con i sintomi esattamente come un punto in qualsiasi parte del corpo (7).

Cos'era successo? Non aveva importanza dove si inseriva l'ago. Non era importante utilizzare un ago. Negli studi controllati di buon livello c'era una cosa assolutamente importante: se il paziente credeva o meno all'agopuntura. Chi ci credeva ha avuto ottimi risultati sui sintomi, indipendentemente dal reale inserimento degli aghi! Chi riceveva realmente l'agopuntura ma non ci credeva aveva meno possibilità di ricevere benefici. Chi non ci credeva e non la riceveva aveva un miglioramento.
Gli agopuntori possono razionalizzare tutto con grande ingenuità. In un recente studio che ha utilizzato falsa agopuntura come gruppo di controllo, sia la falsa agopuntura che quella vera hanno funzionato e sono stati superiori rispetto al non trattare assolutamente i sintomi.


L'ovvia conclusione è che l'agopuntura non è migliore rispetto al placebo.

La loro conclusione è stata che l'agopuntura ha funzionato e ma anche l'agopuntura placebo lo ha fatto!

Un ricercatore ha dichiarato che per l'agopuntura non è significativo l'uso di gruppi di controllo con agopuntura placebo in ogni ricerca perché la stimolazione della pelle potrebbe già essere efficace il che mi sembra distrugga l'intera logica stessa dell'agopuntura, ma questo non sembra interessare. Se tutto questo è vero, perché non utilizzare solamente carezze o massaggi con i nostri pazienti invece di mentire sui meridiani e su immaginari Qi?(8). Considerando l'incoerenza dei risultati della ricerca, l'implausibilità di QI e meridiani e le tante domande che restano senza risposta, tutti gli attuali elementi di prova sono compatibili con questa ipotesi: l'agopuntura non è nulla più di una ricetta a base di un trattamento realizzato con un placebo condito con qualcosa che pizzica. Questo è ciò che R. Barker Bausell ha concluso nel suo libro "Scienza all'olio di serpente".

Il primo docente al mondo di medicina complementare, Dr. Edzard Ernst, è più incline ad accettare alcune prove di efficacia rispetto ad alcuni di noi, ma anche lui ha usato le parole "timido" e "potrebbe", quando egli ha scritto recentemente, "Anche se non vi è modo di dimostrare che l'agopuntura può essere timidamente efficace per alcune forme di dolore e nausea, non riesce a fornire nessun beneficio medico in altri disturbi ed i suoi concetti di base sono assolutamente privi di significato"(9).

Bibliografia:

(1): Imrie RH, Ramey DW, Buell PD, Ernst E, Basser SP. “Veterinary Acupuncture and Historical Scholarship: Claims for the Antiquity of Acupuncture” The Scientific Review of Alternative Medicine. 2001, 5:133-9.
(2): Zhi-Sui, Li. The Private Life of Chairman Mao. Random House, 1996.
(3): James Reston. “Now, About My Operation in Peking” New York Times, July 26, 1971.
(4): Posner G. Questioning Dr. Isadore Rosenfeld’s China Acupuncture Story, Skeptical Inquirer. 1999: Vol. 23 No. 4.
(5): Beyerstein B. “Psychology and ‘Alternative Medicine’: Social and Judgmental Biases That Make Inert Treatments Seem to Work.” The Scientific Review of Alternative Medicine. 1999. Vol 3.
(6): Vickers A, Goyal N, Harland R, Rees R. “Do certain countries produce only positive results? A systematic review of controlled trials.” Control Clin Trials, 1998: 19(2):159-66.
(7): Ulett, GA and Han, S. The Biology of Acupuncture. Warren H. Green, 2001.
(8): http://www.sciencebasedmedicine.org/?p=44
(9): Singh,S and Ernst, E. Trick or Treatment: The Undeniable Facts about Alternative Medicine. W.W. Norton, 2008.

Chiuso l'articolo, via alla discussione. In Italia l'agopuntura è diffusa, non tantissimo, ma dopo l'omeopatia sembra essere la pratica alternativa più richiesta soprattutto per quanto riguarda il trattamento di dolori, nausea e cefalea.
Alla prossima.

Aggiornamento 11/01/10

Su segnalazione (nei commenti) di Morfeo ho trovato un video di un presunto taglio cesareo effettuato senza anestesia ma solo mediante agopuntura (è specificato anche nel commento del video).
Il video risalirebbe al 1978 ed è disponibile su You Tube qui. Chi non gradisce la vista del sangue e si impressiona facilmente è invitato a non visualizzare il video.
Si vede una donna che prima dell'intervento subisce l'applicazione di due (lunghi) aghi sull'addome (ai quali viene applicata energia elettrica). Inizia poi il taglio cesareo nel quale la donna appare sveglia (anche se poco "presente"). Si assiste quindi alla nascita di un neonato ed il video finisce. L'intervento sarebbe stato effettuato in Cina ad opera del Prof. Jayasurya.

Quello che è mostrato nel video è poco commentabile. Vi sono alcuni elementi che non mi convincono ma naturalmente non ho sufficienti certezze per dare un giudizio. Lo lascio solo come documento di cronaca.
Un grazie a Morfeo per avermi segnalato un video di cui non conoscevo l'esistenza.